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Sira

Risveglio

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Commento

 

Dal grembo della notte

nasce il giorno

e i primi vagiti

risuonano nella mente

come canto di sirene

che seduce soave

per poi

fra gli scogli

farti naufragare


 

Modificato da Sira

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4 minuti fa, Sira ha detto:

Dal grembo della notte

nasce il giorno

Iside era gravida del sole, che partoriva al mattino.

 

Il resto della poesia suona melodioso e autentico, ma mi risulta più una musica che un testo e non riesco ad interpretarlo razionalmente.

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@Sira , buongiorno!

Come sempre breve, e intensa.

Ti dico cosa mi suggerisce: 

6 ore fa, Sira ha detto:

 

Dal grembo della notte

nasce il giorno

come se il giorno non fosse tanto il mattino, quanto i 'nuovi' pensieri che ci portiamo dietro dalla lunga e feconda gestazione notturna.

L'anima dei pensieri che la nostra mente cova nel sogno, e i cui residui ci accompagnano, rendendoci più sensibili, più ricettivi e pronti a cogliere la poesia nella realtà di ogni giorno. La notte è una Grande Madre, lo è davvero! Questi versi li trovo molto armoniosi e rotondi in bocca, appunto, materni.

6 ore fa, Sira ha detto:

e i primi vagiti

risuonano nella mente

altri bei versi, che riprendono lo schema dei precedenti, ma incrociato. Il grembo della notte è grande, come potesse contenere il giorno; e i primi vagiti, a loro volta, sono contenuti nella mente, risuonano come echi notturni e insieme nuova voce, nuova linfa. 'Risuonano nella mente', con la sua lentezza, rende proprio bene l'idea.

6 ore fa, Sira ha detto:

come canto di sirene

che seduce soave

per poi

fra gli scogli

farti naufragare

qui mi chiedo se io non abbia sbagliato in pieno nell'interpretazione, perché il canto delle sirene è tutt'altro che vitale (mentre io ci sentivo una grande potenzialità vitale, nei versi precedenti); a meno che tu non voglia sottolineare, qui, l'altro lato del pensiero onirico, quello 'mortifero', o meglio: quello che ci fa provare una struggente nostalgia dell'assoluto, che non riesce a staccarsi del tutto dalla notte (come il tiepido soffio di niente della mia 'culla'), e tra gli scogli di ogni giorno ci fa inciampare e naufragare. Oppure, ancora, il naufragio è negli abissi del pensiero, e menomale che c'è la realtà diurna a tenerci ancorati alle nostre isole di coscienza. C'è anche qui un bel contrasto tra gli scogli, così appuntiti e scivolosi, e quel soave che sa di miele e invece promette esiziale ferita.

A me resta una duplice impressione (e mi piace, non amo le chiusure di significato del tipo: così è.), veicolata dal suono: 'per poi - fra gli scogli' è lento, quasi un'onda piccola che si frange, o un passo piccolo di bambino, qualcosa di molto limitato,insomma, e:'farti naufragare' che invece sa di infinito.

Un solo dubbio su quel 'farti naufragare', anzi, solo su quel 'farti', sai perché? E' molto attivo. Contrasta con il naufragio interiore, almeno per come lo immagino io, che vedo come Ofelia portata dalla corrente. Qui sembra che le sirene, anziché canto dei nostri recessi di desiderio, si mettano lì apposta per farci lo scherzetto.

Ovviamente tutto dipende dal modo di leggere la poesia.

Buona giornata:)

 

6 ore fa, Sira ha detto:


 

 

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@Sira Mi accorgo solo ora dei richiami di immagini tra Risveglio e Maree Taciute (maree taciute, primi/pallidi vagiti e in generale l'imagery del mare). Sbaglio a leggerle come due momenti della stessa frustrazione creativa?

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@Ljuset @Mathiel

Eccomi :)

La notte è pace, solitudine edificante e creativa. Quando fuori tutto si spegne, dentro si accendono pensieri, ricordi, progetti...

E così la fantasia e l'ispirazione ti cullano, fino all'arrivo del sonno.

Da quel grembo, sicuro come quello materno, nasce un giorno nuovo e nuova linfa.

 

23 ore fa, Ljuset ha detto:

Iside era gravida del sole, che partoriva al mattino.

16 ore fa, Mathiel ha detto:

Il grembo della notte è grande, come potesse contenere il giorno; e i primi vagiti, a loro volta, sono contenuti nella mente, risuonano come echi notturni e insieme nuova voce, nuova linfa. 'Risuonano nella mente', con la sua lentezza, rende proprio bene l'idea.

 

 Il giorno non sempre, però, è portatore di benessere e stimoli creativi. A volte inganna, e seguendo il suo canto si può anche naufragare.

E tutto quello che di notte si è seminato e si vorrebbe raccogliere è là, in bella vista, ma non ha alcuna intenzione di farsi prendere.

 

15 ore fa, Mathiel ha detto:

Un solo dubbio su quel 'farti naufragare', anzi, solo su quel 'farti', sai perché? E' molto attivo. Contrasta con il naufragio interiore, almeno per come lo immagino io, che vedo come Ofelia portata dalla corrente. Qui sembra che le sirene, anziché canto dei nostri recessi di desiderio, si mettano lì apposta per farci lo scherzetto

 

@BiancaB

Ciao Bianca, no, non sbagli. Le ho scritte nello stesso periodo... dopo aver aggirato l'ostacolo e ricominciato a scrivere.

 

Grazie infinite a tutti e tre.:rosa:

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