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Walter D.

Utilità delle agenzie letterarie

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@Mathiel Se sei una sconosciuta, al 99% fungi da bancomat per le agenzie che usano le schede di valutazione come processo di iniziale di scrematura; in caso di parere favorevole, dovrebbero farti avere una proposta di rappresentanza. Io non ho mai avuto questo piacere... Quindi ti consiglio di rivolgerti alle agenzie che valutano il romanzo in modo gratuito e diretto. Qualcuno qui afferma che far pagare una scheda è normale perché è un lavoro, ma come mai grandi agenzie non chiedono un soldo? Se interessate, inviano direttamente la proposta. Zero illusioni, ma almeno zero spese! Se invece hai già un certo curriculum, puoi sperare anche con le agenzie che chiedono denaro, perché credo che se hai nel tuo palmares qualche presentazione e relative vendite, o meglio ancora un premio anche di modesta importanza, allora le cose cambiano.

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5 minuti fa, Mathiel ha detto:

l'unico modo per essere letti da una grande casa editrice (l'alternativa è avere tanta fortuna); lo ha detto più di qualcuno. Mi chiedo: è davvero così?

Alcune big hanno degli indirizzi cui spedire il lavoro, e qualche volta può andar bene. Ma la regola generale è che sì, è davvero così.

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14 ore fa, L'antipatico ha detto:

In realtà, non è esatto dire che il 14% della popolazione sia composto di lettori forti.

Lo è per i dati Istat del 2016: I "lettori forti", cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma "lettore debole", avendo letto non più di tre libri in un anno.

La mia risposta alla divertente  ipotesi delle librerie prese d'assalto dagli scrittori voleva comunque essere semiseria. L'esperienza personale  in genere non  riesce a  dare conto della realtà effettiva: vale per il traffico, i migranti eccetera.  Le librerie, purtroppo in crisi, ci dicono poco sulle letture di chi aspira a  pubblicare.

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9 minuti fa, Marco ML ha detto:

ti consiglio di rivolgerti alle agenzie che valutano il romanzo in modo gratuito e diretto. Qualcuno qui afferma che far pagare una scheda è normale perché è un lavoro, ma come mai grandi agenzie non chiedono un soldo?

Senza dubbio, anch'io sono contraria alla valutazione a pagamento in vista dell'ipotetica rappresentanza.. Però non mi risulta che le grandi agenzie leggano gratis chi chiede di essere rappresentato.  Grandi&Associati, per es., e anche Nicolazzini, che lo faceva in passato, ora premette la valutazione :(

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@sefora Sarebbe bello fare un elenco di quelle gratuite e quelle che pretendono la scheda. Io ho un po' di esperienza e potrei benissimo condividerla.

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25 minuti fa, Marco ML ha detto:

Qualcuno qui afferma che far pagare una scheda è normale perché è un lavoro, ma come mai grandi agenzie non chiedono un soldo? Se interessate, inviano direttamente la proposta. Zero illusioni, ma almeno zero spese! Se invece hai già un certo curriculum, puoi sperare anche con le agenzie che chiedono denaro, perché credo che se hai nel tuo palmares qualche presentazione e relative vendite, o meglio ancora un premio anche di modesta importanza, allora le cose cambiano.

 

Ciò che paghi NON è la possibilità di essere letto e/o rappresentato, ma la scheda di valutazione. Esistono agenzie che dicono di leggerti gratuitamente, e di fare eventuale proposta a titolo altrettanto gratuito (visto che poi guadagno sulle eventuali vendite), ed esistono agenzie che ti dicono a chiare lettere: tu mi paghi, io ti mando una scheda di valutazione. SE e SOLO SE ritengo il tuo testo valido, oltre a farti la scheda ti offro anche la rappresentanza. Non facciamo confusione. 

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Dico la mia. Non ho letto tutti gli interventi, quindi mi scuso se ripeto concetti già espressi in precedenza.

Il problema nasce dal fatto che gli editori in genere non leggono (tutti) i manoscritti. Non per cattiveria, ma semplicemente perchè leggere la montagna di roba che arriva quotidianamente in un una redazione sarebbe impossibile.
Quindi c'è chi ne legge qualcuno, chi legge solo le sinossi, chi li smista a fantomatici comitati di lettura (in alcuni casi un po' improvvisati).
Passano i mesi e l'aspirante scrittore si vede arrivare dei cortesi rifiuti standard dai quali è impossibile capire alcunché. Nella maggior parte dei casi non arrivano nemmeno questi.
Allora ecco spuntare le agenzie editoriali con le loro schede di lettura per tutte le tasche (più si alza il livello dell'agente e più la scheda costa).
Spesso l'aspirante scrittore, siccome crede nella propria opera e magari ha letto storie di scrittori di successo scovati da questa o quella agenzia, si lascia sedurre da quella che crede essere una buona scorciatoia.
Quello che è difficile comprendere è il fatto che per le agenzie editoriali le schede di lettura sono diventate un business e che non vanno assolutamente di pari passo con la rappresentanza.
Venendo al nocciolo della questione: se quello che cerca l'aspirante scrittore è un giudizio che vada al di fuori della cerchia di parenti e amici, allora le agenzie editoriali possono avere una loro utilità. Certo è che bisogna valutare bene i costi/benefici della cosa e soprattutto non rimanerci male se i giudizi espressi nella scheda non sono lusinghieri.

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1 minuto fa, lapidus ha detto:

se quello che cerca l'aspirante scrittore è un giudizio che vada al di fuori della cerchia di parenti e amici, allora le agenzie editoriali possono avere una loro utilità. Certo è che bisogna valutare bene i costi/benefici della cosa e soprattutto non rimanerci male se i giudizi espressi nella scheda non sono lusinghieri.

Esattamente. Rivolgersi a un'agenzia che redige schede di valutazione solo per sperare di essere rappresentato è un errore . La scheda dovrebbe servire in primis all'autore per capire dove e come migliorare il testo, lo stile e le tecniche narrative. Ma l'umiltà in questo ambiente - ahimè - è cosa più unica che rara.

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@NayaN Io non faccio confusione e non mi sembra il caso di postare le email personali ricevute. Tu asserisci che nessuno promette la rappresentanza dopo la scheda e ti do ragione, ma io sto dicendo che alcune di queste agenzie le pretendono come preliminare, non leggono a titolo gratuito per poi offrire un contratto in caso di gradimento. E' chiaro adesso? Ciao.

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47 minuti fa, Marco ML ha detto:

@F.N Eccellente! Vogliamo parlare dei libri scritti da ghost writers per criminali e psudo dive? Quella è letteratura? No, è roba che si vende e vengono a dire a noi che non abbiamo il talento necessario per fregiarci del loro logo! Se avessero un minimo di onestà intellettuale, i giganti dell'editoria e le agenzie lo confermerebbero, però preferiscono farci credere che la loro selezione è seria. A questo punto, preferisco organizzare una presentazione che farmi spillare altro denaro da questi imbonitori dalla critica facile e inconsistente.

Occhio però a non considerare l'editoria di oggi come una spada di Damocle che pende sugli aspiranti scrittori: a prescindere dalla innegabile spazzatura letteraria prodotta per amor di danari, effettivamente la gran parte dei manoscritti spediti alle ce sono da mani nei capelli. Volevo solo dire che -personalmente- ritengo il non venire pubblicati da una grossa ce come un semplice indizio sulla mancata vendibilità dell'opera. Che poi vi siano water su carta e capolavori nascosti in un cassetto, è vero. Per quanto riguarda le agenzie, diciamo che un'agenzia che accoglie proposte gratuitamente e che poi fa eventuale rappresentanza possiamo inserirla fra i beati dagli esordienti, un'altra che propone A PARTE servizi a pagamento, beh, finirà fra i dannati o fra i beati a seconda della sua serietà. Sinceramente, se mi dicessero che per x euro avrei una scheda molto ben fatta, ponderata e utile alla mia crescita, la mia risposta dipenderebbe solo dalla mia disponibilità economica. Ma da qui ad avere la certezze che la scheda sarà ben fatta ne passa, purtroppo!

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@Marco ML era chiaro anche prima, provo a spiegarmi meglio. Tu dici: Qualcuno qui afferma che far pagare una scheda è normale perché è un lavoro, ma come mai grandi agenzie non chiedono un soldo? 

Mi sembrava doveroso specificare a chi non conosce queste realtà che le le grandi agenzie che non chiedono un soldo NON ti fanno la scheda di valutazione, ma solo l'eventuale proposta di rappresentanza. Ciò che tu paghi alle agenzie che "pretendono" come preliminare la scheda, è per l'appunto la scheda, ossia la valutazione di un professionista che impiega il proprio tempo per leggere manoscritti che la maggior parte delle volte non raggiungono nemmeno la soglia della mediocrità, e su di essi fanno un lavoro di valutazione che a volte, proprio in virtù della bassissima qualità dei testi, è davvero difficile. Se poi nella tua concezione, l'agenzia è esclusivamente un canale per la rappresentanza, è ovvio che non dovresti mai rivolgerti a chi invece pone la scheda a pagamento come condizione necessaria per l'eventuale proposta. Come giustamente dici tu, esistono agenzie che non chiedono soldi per la lettura. Certo, bisogna vedere se poi ti leggono davvero, ma questa è un'altra storia ;)

 

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35 minuti fa, Marco ML ha detto:

Sarebbe bello fare un elenco di quelle gratuite e quelle che pretendono la scheda. Io ho un po' di esperienza e potrei benissimo condividerla.

 

L'elenco di quelle gratuite (intendo per una valutazione a scopo di rappresentanza) sarebbe piuttosto breve, o sbaglio?

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Secondo me si è trascurato negli interventi precedenti una componente che incide in tutte le cose della vita: la fortuna, o casualità, o come vogliamo chiamarla, che ha un peso direttamente proporzionale alla soggettività del settore in cui si opera: nullo in quello delle scienze esatte, minimo nelle scienze sperimentali, decisamente importante in campo umanistico.  

Un esempio banale, a partire proprio da questo forum: i racconti che ogni tanto io pubblico (ma penso che valga per tutti gli altri autori) per alcuni lettori sono ottimi, per altri così così, per altri fanno schifo (questi ultimi non lo dicono per urbanità, ma insomma si capisce...).

Quando si spedisce un manoscritto a una CE o a un concorso letterario, si viene letti (non sempre, per le CE, e già questa è una prima scrematura in cui la Dea entra parzialmente in gioco) da qualcuno che non ha metri, bilance, etc., o se li ha li applica solo alla parte tecnica della scrittura; ma per il giudizio sull'opera ciò che conta davvero è il suo gusto personale e soggettivo.

Questo significa che, perfino nell'ambito della stessa CE, il giudizio sul vostro testo potrà essere diametralmente opposto a seconda del lettore che lo esaminerà.

Altro esempio banale: anni fa inviai una raccolta di racconti al Calvino; quando mi arrivò la scheda di valutazione, pensai che fosse stata scritta da uno schizofrenico: la prima parte era piena di elogi e complimenti, la seconda freddina e critica. Poi lessi la loro procedura di valutazione e la spiegazione era molto semplice: la prima metà era scritta dal lettore della prima scrematura, la seconda da un altro lettore di uno step di valutazione successivo. Evidentemente prevalse questo secondo parere, perché più qualificato, autorevole, etc. 

Insomma, per farla breve, in un campo in cui i criteri di valutazione sono in gran parte soggettivi e in cui hanno il loro peso fattori esterni come le logiche di mercato, le mode del momento, etc., c'è una componente di casualità non indifferente, ma questo non è detto che sia un male, possiamo sperare: "'sta mano po' esse fero e po' esse piuma: oggi è stata 'na piuma", magari prima o poi peschiamo la mano piumata (mi scuso per la citazione colta). 

 

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1 ora fa, Mathiel ha detto:

è davvero così? Ho sempre pensato che fosse nell'interesse di una casa editrice quantomeno sfogliare un manoscritto, leggerne rapidamente le prime pagine.

Il problema è: hai idea di quanti manoscritti riceve una grande CE? Noi che siamo piccoli ne riceviamo uno/due al giorno...

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@Spartako sì, almeno in teoria. Feltrinelli ed Einaudi dicono di ricevere circa 8000 manoscritti l'anno, il conto è presto fatto. Ma se è vero che per il 90% si tratta di roba illeggibile (così dicono), e che le grandi CE hanno schiere di lettori che si occupano di una prima scrematura, non mi sembrerebbe impossibile sperare anche solo che ogni manoscritto sia preso in visione: credo che a un occhio esperto occorrano un paio di minuti per capire se può valere la pena di leggere davvero, e mi riferisco solo all'esclusione di ciò che è francamente improponibile. 

Queste sono solo idee (speranze?), sono qui proprio per confrontarle con la realtà; avendo cominciato a scrivere un anno fa, e a considerare un'eventuale pubblicazione solo da qualche mese, comprenderai che proprio non ne so nulla.

Leggendovi sto cominciando a capire che, a chi come me prova a scrivere in versi ed è totalmente alle prime armi, non conviene nemmeno tanto sognare di arrivare a una grande CE, perché questo implica dover attendere almeno 6 mesi per non ricevere nemmeno un rifiuto; in realtà mi ero detta: provo con Einaudi (sogno<3), aspetto 6 mesi e poi provo con le piccole CE. Visto che agenzie letterarie che si occupano di poesia non ne esistono, non so quanto mi convenga pagare per una scheda di valutazione compilata da una persona magari competente a valutare la narrativa, ma non la poesia. E se è impossibile puntare in alto armata solo di passione, perché nemmeno ti sfogliano, ecco che rimane un'alternativa: puntare sulle piccole realtà editoriali che, a loro volta, puntano sugli esordienti, senza avere la certezza che vi sia una seria valutazione del merito perché, come mi insegnate, molte piccole CE tirano a campare vendendo 100 copie a parenti e amici dell'autore.

Poveri noi!

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48 minuti fa, massimopud ha detto:

Un esempio banale, a partire proprio da questo forum: i racconti che ogni tanto io pubblico (ma penso che valga per tutti gli altri autori) per alcuni lettori sono ottimi, per altri così così, per altri fanno schifo (questi ultimi non lo dicono per urbanità, ma insomma si capisce...).

Quando si spedisce un manoscritto a una CE o a un concorso letterario, si viene letti (non sempre, per le CE, e già questa è una prima scrematura in cui la Dea entra parzialmente in gioco) da qualcuno che non ha metri, bilance, etc., o se li ha li applica solo alla parte tecnica della scrittura; ma per il giudizio sull'opera ciò che conta davvero è il suo gusto personale e soggettivo.

Questo significa che, perfino nell'ambito della stessa CE, il giudizio sul vostro testo potrà essere diametralmente opposto a seconda del lettore che lo esaminerà.

 

Quoto in pieno. E non penso che valga solo per chi, in fondo, ha poche pretese. Basta leggere i commenti dei lettori su Amazon per rendersene conto. Faccio un esempio che mi è capitato sotto gli occhi di recente: Silvia Avallone. Autrice di grande successo e dalle massicce tirature, tendenzialmente osannata dai media. Ebbene, se andate a leggervi i commenti ai suoi Acciaio (il libro che l'ha lanciata nell'olimpo) e Marina Bellezza, troverete che si va da "l'ho odiato" a "meraviglioso". Di esempi simili se ne potrebbero fare tantissimi, ovviamente.

Siccome i lettori professionisti delle case editrici e delle agenzie sono esseri umani come noi e come tutti gli altri lettori di libri, suppongo che l'unica differenza tra il loro giudizio e quello di chiunque altro sia una valutazione della commerciabilità del testo, basata sull'esperienza e applicando magari una serie di parametri standard che non conosco.

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Potrebbe anche essere che le grandi grandi CE non siano interessante a fare uno scouting passivo, nella speranza che tra le migliaia di manoscritti pervenuti ci sia qualcosa di valido e di pubblicabile. Magari fanno piuttosto uno scouting attivo, si orientano sulle riviste letterarie e sui concorsi, vanno a bussare alle scuole di scrittura o si affidano al passaparola. Oppure si rivolgono alle Agenzie Letterarie. Se non chiesto esplicitamente, gli agenti non hanno così bisogno di trovare nuove voci perché quelle vecchie che hanno sotto contratto fruttano già un decoroso stipendio, tra percentuali sulla vendita dei diritti su territorio nazionale e estero, sulla partecipazione ai festival e agli eventi etc... Inoltre gli scrittori pubblicano con regolarità e le vendite del nuovo libro solitamente sono già assicurate dal successo del libro precedente, non c'è quindi motivo per cui un'agenzia dovrebbe essere interessata a scovare talenti a meno che non  gli capiti sotto le mani un manoscritto esplosivo (magari proprio grazie alla "nostra" richiesta di una scheda di valutazione). Purtroppo, se l'agenzia non ritiene il nostro libro perfetto per la pubblicazione, difficilmente sarà disposta a presentarlo spontaneamente alle grandi CE con cui collabora e che gira e rigira gli permette di portare a casa lo stipendio. Il rischio di compromettere una collaborazione con la casa editrice sarebbe troppo alto

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1 ora fa, Mathiel ha detto:

non so quanto mi convenga pagare per una scheda di valutazione compilata da una persona magari competente a valutare la narrativa, ma non la poesia.

Vero. Già è molto soggettivo il giudizio per la narrativa, figuriamoci la poesia...

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@Gioderr Considera che il palinstesto editoriale lo si decide alle volte anche anni prima, lasciando liberi solo una manciata di posti per esordienti e sorprese annuali. E questi posti vengono spesso occupati da amici, parenti, chi paga, chi deve, chi ha santi in paradiso e così via (in questi giorni UniFI docet). Risulta quindi evidente che una grande CE non ha tempo né interesse a ricercare tra le migliaia di manoscritti che arrivano da scrittori mr. nessuno. E poi comunque c'è chi viene pubblicato da esordiente meritatamente. La cruna dell'ago non è piccola, è microscopica.

 

Poi per ritornare in discussione. Le agenzie servono? Probabilmente per un autore di successo, sì. Una rappresentanza è fondamentale. Per noi, ho qualche dubbio. Passando per un'agenzia, invece di un'entità editoriale sola, ne devi convincere due della bontà del tuo testo. Se prima si aveva lo 0.5% di essere notati, qua se ne ha lo 0.25%.

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Mi fa piacere che in tanti abbiate commentato un argomento che sta molto a cuore a diversi scrittori emergenti; mi rammarica però il fatto che alcuni l'abbiano presa sul personale perché direttamente coinvolti in qualità di agenti o di autori che a essi si sono rivolti per pubblicare e ne hanno trovato giovamento. Non mi spiego in altro modo la valanga di valutazioni negative ricevute, neanche fossimo all'asilo. Scusate, ma la correttezza non dovrebbe mai venir meno in un luogo creato per essere di confronto e di sostegno reciproco.

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@Marco ML , partendo dal presupposto che ti sono grata per aver aperto questa discussione, dal mio punto di vista (non sono un'agente, ne'una scrittrice professionista) sei stato tu, per primo, a prendere esclusivamente sul personale tutto ciò che veniva scritto in proposito. A volte mi sono trattenuta dal cliccare sulla freccetta rossa, ma perché leggendoti quasi perdevo ogni speranza. Questo non dovrebbe mai accadere in un confronto costruttivo. Io posso comprendere che tu abbia avuto esperienze negative con le agenzie, quindi ci porti la tua verità, la tua visione. Ma credimi, a volte, leggendoti, avevo l'impressione più di uno sfogo che di un dialogo. È umanissimo, mi rendo conto... ci hai detto la tua verità, ma se serve solo a disfare, tanto vale non dirla. Spero di essermi spiegata :)

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@Mathiel A disfare il mito del grande parere di un'agenzia? Sì, perché chi giudica non è affatto detto che sia in condizione di farlo. Pensa solo a quanto siano soggettivi e quindi differenti tra loro i pareri. Se volete continuare a credere che siano utili per migliorarsi, fate pure. Io dico, per l'ultima volta, che di decine di punti di vista diversi non me ne faccio nulla perché si annullano a vicenda. Per me, l'agenzia è solo un modo per arrivare al grande editore e per questo andrò solamente da quelle totalmente free. L'esperienza insegna. Ora mettetemi l'ennesima freccetta rossa e vi farò avere un lecca-lecca.

9 minuti fa, Mathiel ha detto:

... ci hai detto la tua verità, ma se serve solo a disfare, tanto vale non dirla. Spero di essermi spiegata :)

 

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Intervento di Moderazione:

 

@Marco ML Lo scopo dei punti reputazione è quello di esprimere l'essere d'accordo o in disaccordo con quanto scritto da un utente senza la necessità di dover scrivere un nuovo post. D'altro canto, è scontato che i punti, soprattutto quelli negativi, vanno usati con cognizione di causa e non soltanto per antipatie nei confronti di un utente. Non mi sembra questo il tuo caso, però.

 

Adesso torniamo in topic. Per non andare OT, se vuoi maggiori informazioni o soltanto replicare fallo via MP. Lo stesso vale per tutti. :) 

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@Marco ML Per quanto mi riguarda ho risposto dando il mio parere: penso che alcune delle cose che dici sono giuste e spingono a discussioni interessanti, altre sono castronerie. Non puoi rimanere deluso dal fatto che non tutti la pensano come te, anche perché, come ho cercato di farti capire, le Agenzie letterarie sono parte di un sistema che spesso non funziona, e che in altri casi funziona molto bene.

Come diceva @Bango Skank, però, invece di lamentarsi con il "mondo" dell'editoria perché non si riesce ad arrivare dove si vuole, forse bisognerebbe fare un'analisi di autocritica, prima.

4 ore fa, Marco ML ha detto:

Quindi ti consiglio di rivolgerti alle agenzie che valutano il romanzo in modo gratuito e diretto.

Hai dato questo consiglio e mi permetto di sottoscriverlo. Sarebbe auspicabile fare in questo modo, certo. Se vuoi un parere professionale e del tutto gratuito, inoltre, c'è il Quadrotto che è disposto perfino a chiamarti al telefono. Ovvio, offre anche servizi a pagamento (e non rappresentanza) ma ha un canale del tutto gratuito anche solo per avere un parere sul proprio lavoro da parte di un addetto ai lavori. Tanto per fare un esempio.

Però non puoi prima spendere volontariamente dei soldi e poi lamentarti col mondo perché non ti prendono.

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13 minuti fa, Marco ML ha detto:

Per me, l'agenzia è solo un modo per arrivare al grande editore e per questo andrò solamente da quelle totalmente free.

 

Se la scheda non ti interessa, sacrosanto provarci con quelle free. Tieni però presente che le agenzie free che trattano con grandi editori ormai le puoi contare sulle dita di una mano (forse). Alcune non concedono seconde possibilità, altre sono pressochè inarrivabili. Il rischio di bruciarsi è alto.  

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23 ore fa, Marco ML ha detto:

@Bango Skank Bellissima analisi, però forse ti è sfuggito un passaggio dove ho scritto che non servono a nulla a quelli come noi, perché ho come l'impressione che siano orientati verso autori già conosciuti o che garantiscono vendite.

Falso, ne abbiamo almeno un esempio "in casa" (l'unico di cui ho conoscenza diretta, ma ce ne potrebbero essere svariati altri): un ragazzo di vent'anni che frequenta questo forum da quando ne aveva quindici e che esordirà l'anno prossimo con una grande casa editrice.  SI è rivolto a un agente che lo ha letto, apprezzato e proposto alla casa in questione.  Il ragazzo non ha mai pubblicato altro che qualche racconto sul WD.

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1 minuto fa, Marcello ha detto:

Falso, ne abbiamo almeno un esempio "in casa" (l'unico di cui ho conoscenza diretta, ma ce ne potrebbero essere svariati altri): un ragazzo di vent'anni che frequenta questo forum da quando ne aveva quindici e che esordirà l'anno prossimo con una grande casa editrice.  SI è rivolto a un agente che lo ha letto, apprezzato e proposto alla casa in questione.  Il ragazzo non ha mai pubblicato altro che qualche racconto sul WD.

Per caso si a quale agente si sia rivolto?

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Adesso, Elena C. ha detto:

Per caso si a quale agente si sia rivolto?

So tutto: il nome suo, dell'agente e dell'editore con cui pubblicherà.  

Però sono informazioni che ho ricevuto in via riservata e non intendo divulgarle se non lo fa lui. È comunque molto conosciuta/o e non propone schede di lettura a pagamento.

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