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Sira

Eppure, vai

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Commento

 

Eppure, vai...

 

diafano fiore

dallo stelo

reciso

corolla

che non cessa

il grido.

 

Arbusti

feriscono

il tuo incedere

lento

e polline nuovo

ti schiva.

 

Eppure, vai...

 

 

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@Sira ciao,

On 18/9/2017 at 02:05, Sira ha detto:

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Eppure, vai...

 

diafano fiore

dallo stelo

reciso

corolla

che non cessa

il grido.

qualcosa di così delicato, indifeso, eppure tenacemente aggrappato alla vita.

Lo immagino portato dalla corrente, una corrente non impetuosa, un'acqua cheta che scava la roccia.

'Corolla che non cessa il grido' : è struggente, questo verso. Ti resta nelle orecchie.

Mi fa pensare a quello che ci resta dentro, dopo un trauma. Il fatto di sopravvivere, e che questo rende vulnerabili e insieme resilienti.

On 18/9/2017 at 02:05, Sira ha detto:

 

Arbusti

feriscono

il tuo incedere

lento

e polline nuovo

ti schiva.

 

Eppure, vai...

 

 

Siamo pieni di graffi, di cicatrici. Tutti, soprattutto i diafani.

A volte ci si ferisce così, senza senso, senza intenzione, ci si può ferire anche attraversando la vita, non visti.

'E polline nuovo ti schiva' mi fa pensare a quel che è andato perduto, anche se si resta vivi. Di nuovo, è un verso bruciante come una trafittura.

 

E' una gran bella poesia, vivida, piena, essenziale, come piace a me.

Sai cosa non mi convince, paradossalmente? Il titolo.

Sarà forse quel 'vai': non riesco ad accostarlo con il movimento che la poesia mi trasmette, né so però suggerirti valide alternative.

 

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Ciao @Mathiel

sono contenta che ti sia piaciuta. Ora però sono curiosa di leggere la tua. ;)

Il titolo non mi lascia dubbi, ma se hai proposte alternative sono ben accette.

Rinuncerei volentieri se un titolo diverso mi convincesse maggiormente.

Grazie del passaggio :rosa:

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On 18/9/2017 at 02:05, Sira ha detto:

Commento

 

Eppure, vai...

 

diafano fiore

dallo stelo

reciso

corolla

che non cessa

il grido.

 

Arbusti

feriscono

il tuo incedere

lento

e polline nuovo

ti schiva.

 

Eppure, vai...

 

 

Buongiorno Sira

complimenti davvero questa tua mi è piaciuta moltissimo. Partiamo dall'inizio. Concordo con Mathiel sul titolo. Eppure, vai. E' l'unica cosa che non mi convince troppo, perché il corpo della poesia è davvero bello e crea movimento.

 

diafano fiore

dallo stelo

reciso

corolla

che non cessa

il grido.

 

Diafano fiore rende tutta l'idea di qualcosa di bellissimo e fragile, etereo. La corolla che non cessa il suo grido, è un'immagine che risuona nella mia mante, tutto il dolore di una creatura fragile e diafana a cui è stato portato via qualcosa, un grido potente.

 

Arbusti

feriscono

il tuo incedere

lento

e polline nuovo

ti schiva.

 

qui sento tutta la solitudine e il sentirsi fuori dal proprio mondo, schivato dagli altri e ferito dagli arbusti. Si collega molto bene alla strofa prima, è un continuo del dolore. Molto intenso.

 

Eppure vai. Qui ci sta bene quell' esortazione ad andare avanti e rende il tutto un viaggio nel dolore con un filo di speranza e attaccamento alla vita. 

Complimenti ancora. 

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@Sira Versi molto intensi e levigati come al tuo solito.

Forse con troppa libertà, ho inteso questa poesia come la descrizione non di una fragilità indeterminata, ma come rappresentazione simbolica del senso di mancanza, di incompleto, causato da una perdita di fertilità.

Mi sono informata sulla costituzione del fiore e la mia interpretazione mi è sembrata abbastanza motivata.

On 18/9/2017 at 02:05, Sira ha detto:

corolla

che non cessa

il grido

La corolla è la parte sterile del fiore. Ma è anche la parte che ne racchiude la bellezza estetica. Potresti quindi riferirti ad una donna che pur mantenendo la sua bellezza, non è più fertile. Siccome nei versi successivi metti in contrasto la corolla con gli arbusti, che potrebbero indicare simbolicamente la giovinezza, è possibile che la sterilità di cui parli sia quella fisiologica.

On 18/9/2017 at 02:05, Sira ha detto:

Arbusti

feriscono

il tuo incedere

lento

La ferita che infliggono gli arbusti quindi non è volontaria, ma è una minaccia psicologica che sottolinea inconsapevolmente la fragilità di chi ha ormai perso quella giovinezza.

On 18/9/2017 at 02:05, Sira ha detto:

e polline nuovo

ti schiva.

Questi sono i versi che più convaliderebbero la mia interpretazione, richiamando ancora una volta la sterilità della corolla e la sua impossibilità di far nascere nuova vita.

Ma la corolla lenta incede attraverso la sua di vita. Eppure va.

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@BiancaB 

 

Quello che mi piace particolarmente di te è quel non accontentarti di ciò che la poesia ti evoca, quella capacità di resistere alla tentazione

di rielaborarla in base al tuo vissuto, dando spazio alla tua creatività. Tu vai oltre, sempre. Cerchi di capire cosa celino i versi e vivisezioni le parole per guardarci

dentro. Fai ricerche laddove non arrivi con la tua conoscenza (come in questo caso) perché oltre a cercare l'emozione, ami scoprire il messaggio originale e conoscere meglio l'autore.

 

Sono felice quando i miei versi riescono a donare un'emozione, e lo sono in qualsiasi circostanza: sia se ciò avviene mediante un'interpretazione diversa o simile, sia se invece viene decodificato il messaggio originale. Tutto questo polpettone :asd: per dare la giusta consistenza al mio Grazie.<3

 

1 ora fa, BiancaB ha detto:

Forse con troppa libertà,:nono:  ho inteso questa poesia come la descrizione non di una fragilità indeterminata, ma come rappresentazione simbolica del senso di mancanza, di incompleto, causato da una perdita di fertilità.

Mi sono informata sulla costituzione del fiore e la mia interpretazione mi è sembrata abbastanza motivata.

Confermo quanto espresso sopra.

 

 

On ‎18‎/‎09‎/‎2017 at 02:05, Sira ha detto:

corolla

che non cessa

il grido

La corolla è la parte sterile del fiore. Ma è anche la parte che ne racchiude la bellezza estetica. Potresti quindi riferirti ad una donna che pur mantenendo la sua bellezza, non è più fertile. Siccome nei versi successivi metti in contrasto la corolla con gli arbusti, che potrebbero indicare simbolicamente la giovinezza, è possibile che la sterilità di cui parli sia quella fisiologica.

Esatto. La corolla, inoltre, per via degli oli essenziali contenuti nei petali sprigiona il profumo per attirare gli impollinatori. Da qui il verso

corolla che non cessa il grido. Un grido non più funzionale alla procreazione, ma più una dichiarazione...come a dire: io ci sono

e voglio ancora amare.

 

Di nuovo grazie di <3, Bianca.

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@Claudia87

Ciao Claudia,

sono contenta che ti sia piaciuta...:)

13 ore fa, Claudia87 ha detto:

Concordo con Mathiel sul titolo. Eppure, vai. E' l'unica cosa che non mi convince troppo, perché il corpo della poesia è davvero bello e crea movimento.

 

 

13 ore fa, Claudia87 ha detto:

Eppure vai. Qui ci sta bene quell' esortazione ad andare avanti e rende il tutto un viaggio nel dolore con un filo di speranza e attaccamento alla vita. 

 

In realtà più che un'esortazione è una constatazione; eppure sta per nonostante tutto, tuttavia, malgrado ciò...Vai.

Forse è l'inserimento della virgola tra eppure e vai che crea questo fraintendimento, non so...

Quella virgola, però, è lì per isolare la parola eppure, perché trovo che dietro di essa ci sia un mondo che pochi versi possono solo far immaginare.

 

Grazie Claudia :rosa:

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