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Black

Adriano Russo

Post raccomandati

18 ore fa, andrechan ha detto:

Hai qualche manuale da consigliare? Anche in inglese. Io sono autodidatta ma cerco di studiare tanto.

A questo link trovi un elenco dei principali manuali proposti dagli utenti del WD. Fra quelli che ho letto ti suggerisco: On Writing di King, che sembra un'autobiografia dell'autore ma poi si rivela molto di più; Il Viaggio dell'Eroe di Vogler, su cui sono basati i miei articoli più recenti (la versione più aggiornata è disponibile solo in inglese); L'Eroe dai Mille Volti di Campbell; Il mestiere dello scrittore di Gardner.

Altri testi che ho trovato utilissimi, nonostante siano dedicati alla sceneggiatura (ma ci sono molti punti in comune con la narrativa) e che ho letto in inglese sono: Screenplay di Field (fa un'ottima analisi della struttura narrativa valida per qualunque media); Story di McKee; Save the Cat! di Snyder. Hanno tutti un linguaggio molto semplice e privo di tecnicismi. :) 

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Eccoci finalmente alla Vera Prova, che conclude il secondo atto della struttura della nostra storia.

Ricordo che la struttura non va presa come un modello da seguire rigidamente, ma come una base di partenza su cui costruire la trama desiderata. :) 

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@Black una domanda rispetto l'ultimo articolo, quello sul Premio: può essere che dopo la Vera Prova il premio non ci sia, perché questa porta a qualcosa di negativo che distrugge il protagonista? Visto che i lieto fine non sono proprio fra le mie preferenze, mi chiedevo se una sorta di premio esistesse anche in "negativo" :)

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Grazie, @Black , ho letto oggi con attenzione i tuoi articoli, tanto più apprezzabili, per il profano, perché lineari e scritti in modo semplice e pulito. Una pregevole iniziativa, di cui ti torno a ringraziare!

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17 ore fa, Miss Ribston ha detto:

@Black una domanda rispetto l'ultimo articolo, quello sul Premio: può essere che dopo la Vera Prova il premio non ci sia, perché questa porta a qualcosa di negativo che distrugge il protagonista? Visto che i lieto fine non sono proprio fra le mie preferenze, mi chiedevo se una sorta di premio esistesse anche in "negativo" :)

Parti dal presupposto che non siamo ancora arrivati alla conclusione della storia; nella maggior parte dei casi, la Vera Prova rappresenta il secondo climax più alto, mentre il più alto in assoluto deve ancora arrivare. Il Premio, quindi, funge sia da pausa, per rallentare la storia e dare tempo al lettore e ai protagonisti di riposare, sia da collante fra i due climax; a volte è proprio il premio a causare, almeno in parte, il climax conclusivo.

Detto ciò, il Premio può essere negativo. Nell'articolo ho scritto che:

Cita

anche se di solito la ricompensa corrisponde a un aiuto fondamentale per la conclusione della storia e ha un valore positivo, in altri casi potrebbe avere effetti nefasti: il protagonista potrebbe diventare troppo sicuro di sé, commettendo errori, oppure essere affascinato dall’immoralità dell’avversario. L’eroe stesso potrebbe trasformarsi in un cattivo.

Gli effetti nefasti non si limitano però soltanto a quelli che ho elencato, ma possono comportare la distruzione del protagonista anche in modi diversi.

Il mio consiglio è quello di inserire un Premio, a prescindere dalla sua natura positiva o negativa; la totale assenza, se mal gestita, potrebbe generare nel lettore un senso di incompletezza, uno sforzo o una sfida (la Vera Prova) che non portano a nulla. :) 

 

@cld Ti ringrazio anch'io, e spero che continuerai a seguirmi! :) 

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Ciao Black potresti fare degli esempi presi da storie famose di queste ultime fasi dalla vera prova in poi? Mi sono un po' persa. Conosco la "prova intermedia" che sarebbe la vera prova ma non mi vengono esempi di ritorno a casa o di premio

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@andrechan Il primo esempio che posso farti è quello di La Bella e la Bestia, che segue abbastanza fedelmente questa struttura. Il Premio si ha quando Belle e il principe superano i conflitti della loro relazione e si avvicinano sempre di più, finendo per innamorarsi (seppur non manifestando apertamente il loro amore). Entrambi, quindi, ottengono l'amore. Belle, però, è costretta a tornare Verso Casa, nel suo vecchio mondo, per salvare il padre; ciò provoca la catena di eventi che porta alla morte del principe. Grazie all'amore, Belle permette la Rinascita letterale del principe e metaforica del loro amore (il principe infatti temeva che Belle non sarebbe più tornata, mettendo in dubbio i suoi sentimenti).

 

Un altro esempio più recente è dato da Harry Potter (il primo romanzo, in questo caso). Dopo aver affrontato la Vera Prova (la serie di trappole atte a tenere gli intrusi lontani dalla pietra filosofale), Harry ottiene in Premio due cose: prima di tutto, raggiunge la stanza in cui è custodita la pietra e, secondariamente, ottiene la lealtà assoluta dei suoi amici, disposti a sacrificarsi per lui. Scoperta la vera identità della sua nemesi, Harry ha la possibilità di scegliere se unirsi a Voldemort (rimanendo nel nuovo mondo) o se affrontarlo (scelta che alla fine dell'anno scolastico lo riporterebbe alla sua vita ordinaria con i Dursley, seppur cambiato). Harry sceglie la seconda opzione, come accade nella maggior parte degli eroi diretti Verso Casa. La Rinascita avviene invece quando si risveglia (e quasi rinasce) nell'infermeria della scuola, circondato dai suoi amici e con la consapevolezza di possedere un potere in grado di sconfiggere Voldemort.

 

Rimanendo in tema fantasy, un terzo esempio è dato da Il Signore degli Anelli: dopo la Vera Prova (il viaggio finale verso Monte Fato), Frodo si ritrova completamente ammaliato dall'Anello (esempio di Premio negativo, che ha trasformato in peggio il protagonista). A questo punto egli deve decidere se tornare Verso Casa, scagliando l'anello nel vulcano, o se tenerlo per sé e diventare una pedina di Sauron. A differenza delle due storie precedenti, Frodo non ha la possibilità di fare la sua scelta: è Gollum a prenderla al posto suo, ponendo fine all'anello. La sconfitta di Sauron, il ricongiungimento con il resto della compagnia e il ritorno alla vecchia personalità di Frodo rappresentano infine la Rinascita.

 

Come vedi la fase Verso Casa si manifesta in modi diversi nelle tre storie: nel primo caso è esplicita, letterale e non c'è possibilità di confondersi; nel secondo e nel terzo caso, invece, è più indiretta, perché soltanto proseguendo nella lettura diventa chiaro cosa comporti la scelta di affrontare Voldemort o di non gettare l'anello. In tutti e tre i casi, però, la fase si manifesta tramite una scelta.

 

Spero che adesso ti sia tutto più chiaro. :) 

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Tutti i viaggi hanno un inizio e una fine; quello nella struttura della storia termina con Il Ritorno.

Spero che abbiate apprezzato i miei articoli e che vi siano stati utili per meglio definire ed elaborare i vostri romanzi.

 

Vi anticipo che il prossimo articolo tratterà della differenza fra Realtà e Realismo (narrativo). :) 

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Con l'arrivo dell'estate il blog si prende una pausa. Gli articoli riprenderanno fra alcune settimane. :)

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@Black Eccomi a leggerti di nuovo! Tra una cosa e l'altra mi ritrovo sempre a dire poi lo faccio e non accade ;( 

Articoli come sempre illuminanti, però ho una piccola considerazione da fare:

l'articolo dei nove consigli come mai non è stato messo all'inizio di tutto? A parer mio è l'introduzione perfetta per questo mondo estremamente elaborato. 

Grazie :rosa: 

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Nel mio articolo di oggi si parla di come scrivere dialoghi efficaci:)

 

@Kyría Credevo di averti già risposto, perdonami. I miei articoli non seguono un ordine preciso (tranne quando fanno parte di una serie, come nel caso della Struttura di una Storia); dipendono principalmente dalle domande e dai dubbi che mi vengono posti dai miei clienti. :) 

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@Black letto il tuo articolo e come sempre molto interessante... però, come al solito mi hai portato dei dubbi ;( 

 

Precisamente qui:

FLASHBACK: come le digressioni, anche i flashback rallentano il ritmo narrativo. Gestire dei buoni flashback è molto difficile ed è meglio usarli il meno possibile.

Domande:

1) Se il flashback è breve, e serve a far riaffiorare il passato per portare avanti la storia ha lo stesso effetto di rallentamento?

2) Quando li si utilizza è bene fare uno stacco o scrivere solo in corsivo per far comprendere? 

Evvai inizia a salassarmi :asd: 

 

Altra perplessità:

INTROSPEZIONE: i pensieri dei personaggi, diretti o indiretti, aiutano a rallentare la narrazione, creando delle pause fra le azioni o i dialoghi. Anche in questo caso è bene essere concisi e spezzettare le varie riflessioni lungo il testo invece di creare blocchi unici.

Nella normalità tendiamo a pensare prima di parlare... almeno, io lo faccio poi non so se è routine di tutti :asd: comunque:

3) Mettere pensiero tra virgolette e conseguente dialogo? Si crea troppa confusione?

 

Perdona le domande, lo sai che sono lenta e a volte "molto spesso" vado nel panico per niente.  

 

A presto e grazie per i tuoi articoli sempre semplici e cristallini :rosa: 

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Ciao, @Kyría. :)

Il 4/12/2018 alle 17:20, Kyría ha detto:

FLASHBACK: come le digressioni, anche i flashback rallentano il ritmo narrativo. Gestire dei buoni flashback è molto difficile ed è meglio usarli il meno possibile.

Domande:

1) Se il flashback è breve, e serve a far riaffiorare il passato per portare avanti la storia ha lo stesso effetto di rallentamento?

2) Quando li si utilizza è bene fare uno stacco o scrivere solo in corsivo per far comprendere? 

Evvai inizia a salassarmi :asd: 

1) Certo. Il flashback rallenta il ritmo a prescindere dalla sua lunghezza e dal suo scopo, perché ferma la narrazione attuale per tornare a un momento antecedente.

2) Questa è una scelta stilistica. Personalmente, se il flashback è breve ti suggerirei di adottare sia lo stacco sia il corsivo; se invece è lungo, occupando per esempio un intero capitolo, allora lo scriverei normalmente. In quel caso sarebbe sufficiente il contenuto a far capire che si tratta di un flashback.

 

Il 4/12/2018 alle 17:20, Kyría ha detto:

INTROSPEZIONE: i pensieri dei personaggi, diretti o indiretti, aiutano a rallentare la narrazione, creando delle pause fra le azioni o i dialoghi. Anche in questo caso è bene essere concisi e spezzettare le varie riflessioni lungo il testo invece di creare blocchi unici.

Nella normalità tendiamo a pensare prima di parlare... almeno, io lo faccio poi non so se è routine di tutti :asd: comunque:

3) Mettere pensiero tra virgolette e conseguente dialogo? Si crea troppa confusione?

Quante volte, nel pieno di una discussione, ti fermi a pensare (nel senso di formulare frasi nella testa) prima di parlare? Di solito il nostro cervello è così veloce che siamo in grado di dire all'istante ciò che pensiamo. Quando capita di pensare, lo si fa in maniera molto veloce; per questo motivo consiglio di spezzettare le riflessioni invece di scrivere lunghi blocchi (immagina, per esempio, di stare a pensare un intero minuto ogni volta che ti viene fatta una domanda; surreale, non trovi?). Le riflessioni lunghe si trovano più a loro agio quando non si è in mezzo a un dialogo o a una sequenza di azioni.

3) Attenta a non abusare eccessivamente del pensiero diretto. Il metodo di pensiero tipico dell'essere umano è quello indiretto, che non è costituito da frasi ma da concetti, anche se nel testo va comunque rapportato tramite frasi; ce ne accorgiamo di meno perché il pensiero diretto ("ho fame" pensò) e più esplicito e risalta maggiormente rispetto a quello indiretto (pensò di avere fame). È meglio quindi limitare l'uso del pensiero diretto. Detto questo, puoi scrivere il pensiero tra virgolette e consecutivamente il dialogo fra sergenti, ma dovresti inserire un'azione o una descrizione che faccia da separazione. Esempio:

«Da oggi obbedirai ai miei ordini» disse il generale. «Sono stato chiaro?»

"Preferirei darti un pugno" pensò il soldato. «Sì, signore!» rispose invece.

 

Spero di aver risolto i tuoi dubbi. :D 

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Inizia oggi una nuova serie di articoli dedicata ai generi letterari. Per il primo ho scelto uno dei generi più sfaccettati e complessi della letteratura: il Fantasy. :)

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Il 9/5/2019 alle 16:15, Black ha detto:

Inizia oggi una nuova serie di articoli dedicata ai generi letterari. Per il primo ho scelto uno dei generi più sfaccettati e complessi della letteratura: il Fantasy. :)

Ti ringrazio tantissimo per questo articolo @Black: finalmente so che genere di fantasy ho scritto xD:sss:

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23 minuti fa, Black ha detto:

Quale? Mi hai incuriosito. :D 

Low fantasy semplice (ossia che non sfocia in nessuno dei sottogeneri della categoria che hai elencato).

 

Quota

ambientato in una realtà più “normale” che Fantasy, dove non esiste una divisione fra Bene e Male e i protagonisti tendono a rivelarsi antieroi. Il Low Fantasy non ha un’epoca di riferimento ed è spesso ambientato nel mondo reale.

Questo descrive quello che ho fatto :D  Fino a oggi non avevo mai trovato una definizione che calzasse così bene al mio scritto. Grazie :sss:

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10 minuti fa, Miss Ribston ha detto:

Fino a oggi non avevo mai trovato una definizione che calzasse così bene al mio scritto. Grazie :sss:

Felice di esserti stato utile. :flower: 

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