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Walter D.

L'incubo delle presentazioni a rischio flop

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Domani ho una presentazione in una biblioteca molto attiva (mi hanno detto), la relatrice è una signora molto attiva sia in teatro che nella biblioteca. Il bibliotecario ha voluto comunque leggere il libro prima di dare l'ok e alla fine è andata bene! Con tutte queste premesse positive dovrei stare tranquilla e invece? Ho il terrore che ci siano molte sedie vuote (la sala ospita 80 persone). Sono terrorizzata e anche senza voce! Però ci vado a testa alta, come diceva qualcuno di voi in questa discussione non si sa mai, ne basta uno di nuovo lettore che si appassiona e la voce si sparge.

Mi è successo ad una presentazione precedente, è venuta una signora amica della relatrice (che non faceva parte delle mie amicizie strette) ed è rimasta talmente entusiasta che mi ha invitato per una presentazione nella sua associazione! Non saranno molti, non so, ma può succedere!

Tornando a domani mi dirò: non fa niente se ci saranno molte sedie vuote, basta una sola persona che ancora non conosce il libro e che si appassiona perché la presentazione sia comunque un successo! Insomma bisogna cercare di essere positivi e sorridere, anche se dentro sarò spaventatissima.

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3 minuti fa, vally13 ha detto:

Ho il terrore che ci siano molte sedie vuote

Molto probabilmente ci saranno, vista la capienza della sala.  Tu guarda quelle piene.  Anzi, meglio: guarda le persone che ci sono sedute sopra.  E guardale negli occhi, senza paura: l'autore che mentre parla scruta le mattonelle del pavimento non fa una buona impressione. :)

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@Marcello grazie, è andata benissimo! Metà sala vuota, ma ho guardato le sedie piene e ho pensato al tuo consiglio! Le sedie piene sono bastate a farmi sentire il calore del pubblico entusiasta. Molti non li conoscevo, amici di amici della relatrice. Due signore non le conosceva nessuno, un bel traguardo per un esordiente! Grazie ancora per il consiglio!

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Buonasera, giovedi prossimo avrò la prima presentazione della mia vita, e non so cosa aspettarmi.

Non ho mai assistito a presentazioni di libri, figuriamoci essere io quello "in scena".

Apro questo topic per chiedere come funziona, consigli e raccomandazioni varie.

Magari anche aneddoti ed esperienze.

Grazie.

 

Il saggio @ElleryQ mi ha fatto dirottare il messaggio in questo topic, a voi !

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@Nik3004, immagino che con te ci sarà qualcuno della casa editrice e forse altri ospiti. Avete stilato una scaletta di interventi? Credo che, per sentirti più tranquillo, dovresti affidare a chi presenta il compito di parlare di te e esporre, per grandi linee, la tua opera per poi porti qualche domanda già concordata in precedenza. Sono convinta sia il modo migliore per toglierti da qualsiasi impaccio. Quando ti sarai "scaldato", diventerà tutto più semplice.

Secondo me non è facile dare consigli perché ogni presentazione fa storia a sé. Dipende se si tratta di un romanzo, di una raccolta di poesie,di un saggio e via discorrendo.

A volte può essere utile avere un "lettore" per offrire al pubblico l'anteprima di qualche pagina. Serve anche a "spezzare" la tensione.;)

Dove avverrà la presentazione? In una libreria o altrove?

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@Nik3004  in bocca al lupo! Io ne ho fatte tre fino ad ora e ne ho altre due tra poco! Le prime tre sono state con presentatori diversi e cambia tutto! Anche il pubblico cambiava! Comunque il presentatore è la parte più importante per quello che ho visto fino ad ora. Prima di tutto può portare persone che non conosci o non verrebbero se lui/lei non ci fosse (a me è successo questo e queste persone mi hanno chiesto nuove presentazioni) e poi fa effetto avere qualcuno che parla bene della tua opera a parte te!

 

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@Nik3004  ma si vai tranquillo! Considera che durante la seconda presentazione c'è stata una litigata tra persone del pubblico (io ho provocato parlando della condizione femminile in svizzera che non è delle più rosee). Comunque la signora che non la vedeva come me e amica della presentatrice ha comprato il libro, lo ha letto e mi ha chiesto la presentazione nella sua associazione. Quindi vai tranquillo che peggio della mia non potrà andare xD!

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6 ore fa, vally13 ha detto:

Le prime tre sono state con presentatori diversi e cambia tutto!

Confermo.  L'ultima che ho fatto è stata con relatore mai "usato" prima.

Ha esordito dicendo: "Dal momento che è un giallo, non vi parlerò della trama.  Siccome nei suoi romanzi Marcello affronta molte altre tematiche oltre alla vicenda poliziesca, è di quelle che vi parlerò".

E così ha fatto.  Senza mai parlare della trama, ha enucleato venticinque (giuro!) argomenti e mi ha fatto una domanda su ognuno (quasi sempre veloci, da botta e risposta, altrimenti saremmo ancora lì...); su parecchi in oltre trenta presentazioni non si era mai soffermato alcun relatore e addirittura su un paio ho dovuto ragionarci sopra per capire dove avevo parlato di ciò che mi stava chiedendo.

Nonostante io sia abbastanza allenato mi ha messo a dura prova, perché ho dovuto concentrarmi e non ho mai potuto usare "frasi a ritornello".  Ne sono stato davvero felice, perché ha offerto spunti e motivi di riflessione sia a me che al pubblico.  E ci sono state parecchie domande, nonostante i presenti fossero pochi.

 

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5 minuti fa, Jeky Imhof ha detto:

@Marcello se ci sono state tante domande allora erano pochi ma buoni ;) 

Proprio così, infatti :)

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4 minuti fa, Nik3004 ha detto:

Ma quanto dura una presentazione poi?

Una quarantina di minuti è la durata più comune.

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9 minuti fa, Nik3004 ha detto:

alla fine sono con un'altra ventina di autori. 5 minuti a testa.

:aka:

Ma è un'antologia?

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@Marcello Non vorrei essere nel pubblico. Venti autori che con un ritmo martellante ti parlano per 5 minuti del loro libro. Infatti ho chiesto la cortesia di essere almeno tra i primi, cosi che l'attenzione del pubblico sia leggermente più alta..

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Be', allora sarà un approccio morbido, come prima presentazione :)

Il giusto allenamento per quando ti capiterà di trovarti a tu per tu con un relatore.

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Non si tratta di una vera presentazione, bensì di un appuntamento in cui la casa editrice presenta le nuove uscite.

Ognuno interviene per 5 minuti circa e parla in grandi linee del proprio libro, di solito introdotto da qualcuno della casa editrice.

Un appuntamento soft, in cui avrai l'occasione di conoscere altri autori.

Non ti preoccupare se non venderai molte copie in questa occasione, perché ci sarà molta gente, ma la maggior parte saranno lì perchè amici di qualche autore e quindi predisposti all'acquisto del suo libro. Difficilmente si getteranno in spese folli comprando più libri :)

Venderà di più chi porterà più persone...

Ma ripeto, non ti preoccupare. Se è la tua prima presentazione e il tuo primo libro pubblicato, sfrutta questo appuntamento come un'esperienza. Cerca di presentarti agli altri autori, magari ne potrebbe scaturire una bella collaborazione a livello di presentazioni future o di canali per avere recensioni.

Il lavoro promozionale del tuo libro comincerà successivamente a quella presentazione.

 

P.S: Io ho partecipato a quella stessa tipologia di serata (della stessa C.E) il 28 settembre.

I lbri ci hanno messo circa 10 giorni per entrare nel circuito distributivo...

Tu inizia a parlarne... e organizza presentazioni.

 

 

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Ho deciso di riportare anche qui   la mia esperienza, linkandola, perchè la rubrica "Incubi dello scrittore", in cui l'ho posta, credo sia meno consona. Dunque:

 

Vorrei parlare della mia prima esperienza di presentazione del mio libro; a dire il vero, non è la prima in senso cronologico, ma la prima sostanziale.
Io ho pubblicato con un piccolo editore emergente con il quale ho un' ottimo rapporto.  Non ho mezzi per promuovere  il mio libro, e io stesso di copie ne ho acquistate poche non potendo fare di più. Tuttavia, due mesi dopo la pubblicazione ottengo una importante recensione su una rivista scientifica online di alto livello. Questo mi sprona a tentare una presentazione; la faccio in una piccola libreria, ma non viene gente. Tento di farla in biblioteca, ma non me la accettano con la motivazione che l'ho già fatta e non vogliono replicare eventi. Prendo allora accordi con un'associazione di astrofili, diretta da astronomi professionisti, che opera nell'ambito del Museo della Scienza di una città vicina. Nel frattempo scrivo un secondo libro che invio all'editore. Dopo 7 mesi di trattative, la presentazione si tiene infine in una sala adiacente al Museo; mi assiste un giovane astrofisico. E' prevista al termine della serata l'osservazione  della Luna. Viene fatta pubblicità online. Una mia amica viene da lontano per assistere; ma interviene il maltempo di questo Maggio strano. Non sarà possibile osservare il cielo, quindi viene meno gente del previsto. Saranno stati, oltre ai miei 4 amici che già hanno preso il libro, una decina di persone. Le 15 copie del libro per la presentazione mi vengono fornite dall'editore tramite un accordo extracontrattuale. Io mi sono preparato un discorso che ho memorizzato; sono eccitato ma anche timoroso perchè io, per tutta la vita, sono stato un timido. Comincio a parlare a briglia sciolta. Molto sciolto. Sicuro, anche perchè con il proiettore negli occhi non vedo le facce dei presenti. Resto un pò indeciso quando l'astrofisico interviene, interrompendomi, per frami cambiare argomento. Ma non ho difficoltà a cambiare argomento, almeno per i primi cambi. Parlo in modo fluido. Ad un certo punto vengono proiettate le diapositive. Discuto con l'astrofisico. Verso la fine, con gli ultimi argomenti, la cui agenda viene decisa sempre dall'astrofisico, mi sembra di essere un pò incerto, un pò meno efficace, anche se i miei amici dicono di no. Non ho mai parlato così a lungo in pubblico fino a quel momento; soprattutto, non con quella sicurezza. Anche l'astrofisico è alla prima esperienza in questo campo. Concludo, dopo l'ultima dritta dell'astrofisico, con parole  diverse da quelle che avevo previsto e forse pure un pochino più incerte ma che comunque arrivano a focalizzare i concetti che voglio trasmettere. Alla fine l'astrofisico chiede se ci sono domande del pubblico e se qualcuno vuole  può   comprare il libro. Io dico "Si, se avete domande fatele". Non aggiungo altro però. C'è solo una domanda. Un signore, che poi andrà pure a vedere il libro ma senza comprarlo, chiede  se nel libro c'è  tutto quello che viene descritto. Io dico di si, che ho voluto combinare insieme romanzo e riflessione storico-filosofica, senza descrivere come. Questo lo spiega parzialmente l'astrofisico che interviene nella risposta. Non essendoci altre domande, l'astrofisico dichiara chusa la serata,   e a mio modo  lo fa in modo un pò brusco perchè la gente resta per un pò immobile sulle sedie, con aria meditabonda, e lui ripete che è finita. Credo dipenda dall'inesperienza di questo giovane scienziato a cui comunque io devo molto.

Copie vendute:  zero.   Il giorno dopo lo dico all'editore il quale mi dice che le posso tenere per gli eventi futuri. Io e i miei amici stiamo infatti  tentando di organizzare altre presentazioni. Ecco, loro,  i miei amici, mi dicono che ho fatto bene; tuttavia io, a causa della mia timidezza (che in me è sempre stata forte, anche se adesso meno di alcuni anni fa) credo di non essere stato del tutto coinvolgente con il pubblico. Magari, qualcuno mi ha detto che sono "un'enciclopedia umana". Certo, immagino che potevo fare di più; devo guardare avanti e la prossima la farò ancora meglio. Il maltempo ha contrastato sicuramente l'evento.

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3 ore fa, Vinicio Dolfi ha detto:

Copie vendute:  zero.

Tranquillo, non sarai il primo e non sarai l'ultimo: capita anche a gente molto più navigata di te.

Un consiglio per i futuri eventi: non essere troppo rigido e schematico e non imparare a memoria le battute da dire, perché è facile che ciò nuoccia alla spontaneità.  Un relatore esperto in questi casi è di aiuto (ma il tuo era un novellino, come te :)) nel deviare la conversazione se rischi di diventare prolisso, nel pungolarti con domande che possano suscitare curiosità, nel coinvolgere qualcuno del pubblico al primo cenno d'interesse...

Positivo che l'editore non ti abbia richiesta l'immediata restituzione delle copie e te le abbia lasciate in deposito per eventuali futuri eventi.

Dimentica la timidezza e vedrai che i prossimi appuntamenti andranno meglio. 

In bocca al lupo ;)

 

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Sono stato contattato da un' Associazione di astrofili che gestiscono un'importante Osservatorio in montagna qui vicino. Dovrei riuscire a fare una Presentazione con loro a Luglio, in concomitanza con il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna. Questa volta andrà meglio.

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Finalmente il giorno è arrivato, dopo aver messo la firma nel mio primo contratto editoriale il 7 dicembre presenterò il mio libro assieme all'editore. Quel che mi spaventa un pochino è il dopo. Non ho molti amici e non so bene come orientarmi.

Chi ci è già passato, quali strategie ha utilizzato per creare presentazioni efficaci?

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@Tagino , questa discussione esisteva già. Unisco la tua a quella precedente.

Vi chiediamo la cortesia di controllare bene la lista delle discussioni esistenti prima di crearne delle nuove. ;)

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@Tagino ti parlo della mia breve esperienza. Ho fatto delle presentazioni a cui erano presenti 30/40 persone e delle altre a cui erano presenti 3 persone. Non lasciarti ingannare dal numero, in quanto se anche fossero in due, uno di questi potrebbe rappresentare un contatto per il futuro. Io parlando di musica ho presentato il mio libro anche a concerti di amici. Fai girare la voce e vedrai che saranno le persone a contattarti. Anche il bar sotto casa tua potrebbe essere un buon posto, dove magari conosci già molte persone. Non fermarti all'idea che un libro si debba presentare solamente in biblioteca o in una libreria.

Questa è la mia opinione.

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