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Walter D.

L'incubo delle presentazioni a rischio flop

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Passando dall'auto-pubblicazione a un editore rigorosamente free e di cui qui si parla bene, pensavo di aver risolto molti problemi, in primis quella fondamentale: la visibilità. Dopo aver gettato le basi per l'inserimento nei canali standard e relativa distribuzione fisica nelle librerie a livello di disponibilità dal catalogo (decide il librario se acquistarlo o no), ho pensato che fosse ora di preparare lo step successivo: la presentazione. Purtroppo pare che garantire una presenza minima di persone sia un aspetto a carico dell'autore, perché non esiste il pubblico affezionato di un editore o di una libreria che risponde all'appello di una locandina. Ora, chi ha maturato una certa esperienza in merito sa bene che una libreria è già restia a mettere in vetrina il libro di uno sconosciuto, figuriamoci a metter a disposizione una sala (seppur a pagamento). Quel che più mi stupisce è che nel contratto io sono obbligato a partecipare alle presentazioni, ma se l'editore stesso non è propenso mi sembra proprio un paradosso; non ho voluto entrare nel merito dei costi perché il panorama è già deprimente, non vorrei che eventuali mie iniziative non venissero nemmeno supportate.

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Ospite

Ciao @Marco ML

desidero approfondire questo questa parte del tuo post:

 

36 minuti fa, Marco ML ha detto:

Quel che più mi stupisce è che nel contratto io sono obbligato a partecipare alle presentazioni, ma se l'editore stesso non è propenso mi sembra proprio un paradosso

 

L'obbligo di partecipare a delle presentazioni?!

Sì, dovresti partecipare in quanto invitato, non come organizzatore. Io la intendo così. Se il ragionamento è giusto, dovrebbe l'editore scegliere una libreria e invitare le persone interessate. Naturalmente chiedo conferma, nel caso in cui la mia interpretazione sia sbagliata chiedo scusa.

Grazie.

 

 

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1 minuto fa, Nuwanda ha detto:

dovrebbe l'editore scegliere una libreria e invitare le persone interessate

Non sempre funziona così.
Molto spesso è l'autore e dover organizzare tutto, con l'appoggio (o meno) della Casa Editrice. Ci sono, semplificando, tre casi:

  1. Organizza tutto l'autore, e la Casa Editrice si limita a vendergli i libri per la presentazione senza interessarsi oltre.
  2. Organizza tutto l'autore, ma la Casa Editrice vende i libri alla libreria (o anche all'autore, come all'opzione 1), e si presenta egli stesso alla presentazione.
  3. Organizza la Casa Editrice, chiedendo poi all'autore di presenziare e diffondere quanto più possibile l'evento per essere affiancato nella gestione.

Purtroppo moltissime piccole realtà preferiscono le opzioni 1 e 2 (lo dico per esperienza diretta e dati del forum alla mano!) e la 3 è in minoranza.

In ogni caso è evidente (al giorno d'oggi direi ovvio) che l'autore deve in ogni caso muoversi il più possibile, @Marco ML

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2 minuti fa, Nuwanda ha detto:

Ciao @Marco ML

desidero approfondire questo questa parte del tuo post:

 

 

L'obbligo di partecipare a delle presentazioni?!

Sì, dovresti partecipare in quanto invitato, non come organizzatore. Io la intendo così. Se il ragionamento è giusto, dovrebbe l'editore scegliere una libreria e invitare le persone interessate. Naturalmente chiedo conferma, nel caso in cui la mia interpretazione sia sbagliata chiedo scusa.

Grazie.

 

 

Ciao, Nuwanda. Per l'esattezza, il contratto dice che devo partecipare attivamente. Immagino che significhi esser presenti (la cosa mia sembra logica e non mi dispiace affatto) e non organizzarla, anche perché l'editore mi ha detto chiaramente che è un suo onere. Il vero problema è che non è obbligato a farne neppure una se non ci sono i presupposti che ho indicato. Mi ha chiesto di interpellare amici e parenti nella mia città, ma che senso ha una presentazione che somiglia più a una festa di compleanno? Il pubblico dev'essere fatto di appassionati, non conoscenze raccattate qua e là. Non è dignitoso.

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2 minuti fa, Niko ha detto:

Non sempre funziona così.
Molto spesso è l'autore e dover organizzare tutto, con l'appoggio (o meno) della Casa Editrice. Ci sono, semplificando, tre casi:

  1. Organizza tutto l'autore, e la Casa Editrice si limita a vendergli i libri per la presentazione senza interessarsi oltre.
  2. Organizza tutto l'autore, ma la Casa Editrice vende i libri alla libreria (o anche all'autore, come all'opzione 1), e si presenta egli stesso alla presentazione.
  3. Organizza la Casa Editrice, chiedendo poi all'autore di presenziare e diffondere quanto più possibile l'evento per essere affiancato nella gestione.

Purtroppo moltissime piccole realtà preferiscono le opzioni 1 e 2 (lo dico per esperienza diretta e dati del forum alla mano!) e la 3 è in minoranza.

In ogni caso è evidente (al giorno d'oggi direi ovvio) che l'autore deve in ogni caso muoversi il più possibile, @Marco ML

Grazie, Niko. In effetti l'editore ha detto una un'altra cosa che mi rende perplesso che coincide con la tue opzioni 1 e 2: l'autore deve darsi da fare per pubblicizzarsi. OK, ma se neppure mi organizza un evento a sue spese con una ventina di persone, significa che non crede in me o non ha il giusto know wow.

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Ospite

Scusate, ma parliamo di obbligo di organizzare o partecipare a una presentazione?

Non voglio approfondire i molteplici casi che le CE propongono all’autore, di cui @Niko ha già fornito alcuni esempi, ma capire quali sono questi “obblighi” contrattuali imposti. Altrimenti, mi risulta difficile argomentare un qualsiasi tipo di consiglio.

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1 ora fa, Marco ML ha detto:

Purtroppo pare che garantire una presenza minima di persone sia un aspetto a carico dell'autore, perché non esiste il pubblico affezionato di un editore o di una libreria che risponde all'appello di una locandina.

 

Purtroppo è così. E nonostante vi sia spesso un pubblico affezionato, non è detto che sia presente a tutte le iniziative della libreria o della CE, specie se sono numerose o se avvengono in periodi determinati. Quello della presentazione è un terno al lotto. Conviene più farle tramite associazioni culturali (e neanche lì puoi avere la certezza della partecipazione) o in luoghi "non convenzionali" (e sempre comunque senza garanzia).

L'editore non è obbligato a organizzare presentazioni, ma in genere almeno una per prassi la organizza e comunque, se ha librerie di fiducia o segnalategli dall'autore, dovrebbe contattarle per valutare la possibilità di presentazioni. Ovvio che l'autore può e gli conviene anche agire in prima persona e organizzarne alcune da sé, specie sul proprio territorio, e contattare anche organizzatori di festival della lettura/letteratura, fiere e iniziative simili a livello locale.

 

34 minuti fa, Niko ha detto:
  • Organizza tutto l'autore, e la Casa Editrice si limita a vendergli i libri per la presentazione senza interessarsi oltre.
  • Organizza tutto l'autore, ma la Casa Editrice vende i libri alla libreria (o anche all'autore, come all'opzione 1), e si presenta egli stesso alla presentazione.
  • Organizza la Casa Editrice, chiedendo poi all'autore di presenziare e diffondere quanto più possibile l'evento per essere affiancato nella gestione.

 

Alle opzioni 1 e 2, io inserirei anche che l'editore invia i libri all'autore in conto vendita (in genere, però, nell'opzione 2 se la vede direttamente con la libreria). Almeno, a me non è mai successo di dover comprare io libri da vendere. L'editore me li invia e l'invenduto glielo rendo (o lo conservo per altre presentazioni). Di solito, in questi casi, l'autore trattiene una percentuale parecchio più alta sulle royalties (dal 30 al 50%), occupandosi anche della vendita. L'editore lo supporta comunicando l'evento il più possibile con il suo ufficio stampa (che comunque non può ugualmente garantire una presenza di pubblico).

L'opzione 3 è vero che è meno frequente, ma non così rara e, come dicevo sopra, di solito l'editore si impegna a organizzare all'autore almeno una presentazione. O fa da intermediario con le librerie, proponendo l'autore (specie in librerie che organizzano rassegne periodiche).

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1 minuto fa, Nuwanda ha detto:

Scusate, ma parliamo di obbligo di organizzare o partecipare a una presentazione?

Non voglio approfondire i molteplici casi che le CE propongono all’autore, di cui @Niko ha già fornito alcuni esempi, ma capire quali sono questi “obblighi” contrattuali imposti. Altrimenti, mi risulta difficile argomentare un qualsiasi tipo di consiglio.

L'editore non ha alcun obbligo, sono io quello che deve partecipare attivamente; non c'è scritto altro in merito, le valutazioni esternate arrivano da un colloqui telefonico. 

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Ospite

@Marco ML

Ok.

Quello che dovresti fare è indicargli un posto dove vuoi fare la presentazione, la CE dovrebbe prendere contatto con il titolare del locale prescelto e curare l'organizzazione. Naturalmente, sei libero di pubblicizzare l'evento come meglio credi.

A quante presentazioni dovresti collaborare da contratto?

Penso così che gli obblighi contrattuali siano assolti, dopo resta solo la buona volontà, da entrambe le parti, nel portare avanti un progetto di promozione.

 

Modificato da Nuwanda

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7 minuti fa, ElleryQ ha detto:

 

Purtroppo è così. E nonostante vi sia spesso un pubblico affezionato, non è detto che sia presente a tutte le iniziative della libreria o della CE, specie se sono numerose o se avvengono in periodi determinati. Quello della presentazione è un terno al lotto. Conviene più farle tramite associazioni culturali (e neanche lì puoi avere la certezza della partecipazione) o in luoghi "non convenzionali" (e sempre comunque senza garanzia).

L'editore non è obbligato a organizzare presentazioni, ma in genere almeno una per prassi la organizza e comunque, se ha librerie di fiducia o segnalategli dall'autore, dovrebbe contattarle per valutare la possibilità di presentazioni. Ovvio che l'autore può e gli conviene anche agire in prima persona e organizzarne alcune da sé, specie sul proprio territorio, e contattare anche organizzatori di festival della lettura/letteratura, fiere e iniziative simili a livello locale.

 

 

Alle opzioni 1 e 2, io inserirei anche che l'editore invia i libri all'autore in conto vendita (in genere, però, nell'opzione 2 se la vede direttamente con la libreria). Almeno, a me non è mai successo di dover comprare io libri da vendere. L'editore me li invia e l'invenduto glielo rendo (o lo conservo per altre presentazioni). Di solito, in questi casi, l'autore trattiene una percentuale parecchio più alta sulle royalties (dal 30 al 50%), occupandosi anche della vendita. L'editore lo supporta comunicando l'evento il più possibile con il suo ufficio stampa (che comunque non può ugualmente garantire una presenza di pubblico).

L'opzione 3 è vero che è meno frequente, ma non così rara e, come dicevo sopra, di solito l'editore si impegna a organizzare all'autore almeno una presentazione. O fa da intermediario con le librerie, proponendo l'autore (specie in librerie che organizzano rassegne periodiche).

Grazie, Ellery. Pensa che io vivo a Milano dove c'è una libreria comunale in ogni quartiere. Ne ho chiamate una quindicina, non una, e tutte mi hanno risposto la stessa cosa: inutile farle perché non si presenta nessuno. A questo punto, andrò nel sito web dell'editore e cercherò le librerie di riferimento, sperando di trovarne almeno una disposta a supportarmi e che i costi non siano a mio carico.

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1 minuto fa, Marco ML ha detto:

A questo punto, andrò nel sito web dell'editore e cercherò le librerie di riferimento, sperando di trovarne almeno una disposta a supportarmi e che i costi non siano a mio carico.

 

Mi sembra una buona idea. (y)

Una domanda: quando parli di "librerie comunali" nei quartieri, parli di librerie vere e proprie o di biblioteche comunali? Perché nelle biblioteche (tranne in quelle date in gestione ad associazioni o coopertative che le animano e organizzano iniziative con i loro associati), in effetti non ci va quasi nessuno.

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1 minuto fa, ElleryQ ha detto:

 

Mi sembra una buona idea. (y)

Una domanda: quando parli di "librerie comunali" nei quartieri, parli di librerie vere e proprie o di biblioteche comunali? Perché nelle biblioteche (tranne in quelle date in gestione ad associazioni o coopertative che le animano e organizzano iniziative con i loro associati), in effetti non ci va quasi nessuno.

Sì, scusa, intendevo le biblioteche e non librerie.

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Con le librerie, invece (a Milano immagino che ce ne saranno almeno 2-3 per quartiere), puoi avere un po' più di fortuna rispetto alle biblioteche, in effetti. :(

Tranne, come dicevo sopra, che non siano date in gestione ad associazioni di ragazzi particolarmente attive. Molte coinvolgono anche le scuole, cogliendo l'opportunità di quei finanziamenti collegati a iniziative che mirano proprio a stimolare la lettura nei giovani (da "Ottobre piovono libri", che spesso si protrae fino a dicembre, a "Io leggo perché" e varie altre). Ovvio che dipende molto anche dall'argomento del libro. ;)

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Si andrebbe OT se si parlasse anche di cosa si deve fare in una presentazione? Va bene chi e come la organizza, va bene che devi sbatterti per trovare gente, ma poi? Qual'è il modo migliore per affrontare la fatidica presentazione? Che obblighi si hanno a questo punto? Non tutti quelli che sanno scrivere poi sanno anche parlare...

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@Steve666 , c'è già presente qui una discussione simile.

Anzi, provvedo a spostare pure questa in "Incubi dello scrittore", perché mi sembra più attinente rispetto a "Ricerche", in cui è ora. ;)

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On 8/9/2017 at 15:51, Steve666 ha detto:

Si andrebbe OT se si parlasse anche di cosa si deve fare in una presentazione? Va bene chi e come la organizza, va bene che devi sbatterti per trovare gente, ma poi? Qual'è il modo migliore per affrontare la fatidica presentazione? Che obblighi si hanno a questo punto? Non tutti quelli che sanno scrivere poi sanno anche parlare...

Io farei un passo alla volta, stando a quello che ho scritto. Prima trovi il modo di farla, poi inizi a prepararti delle risposte preconfezionate che vadano bene per ogni domanda, stile "politico italiano". 

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Ospite Andrea.Dee

Non faccio presentazioni, per ora. Ho un piccolo team composto da sassofonista, chitarrista, lettore e poi ci sono io che spiego. Stiamo iniziando a fare i locali dove anche se non porti nessuno quaranta persone davanti le hai. Il problema è che se la fai in un contesto culturale vendi, se vai nel locale fighetto ti fai una serata, ti prendi gli applausi e poi tutti a casa.

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On 8/9/2017 at 12:12, Marco ML ha detto:

Ora, chi ha maturato una certa esperienza in merito sa bene che una libreria è già restia a mettere in vetrina il libro di uno sconosciuto, figuriamoci a metter a disposizione una sala (seppur a pagamento).

No, non funziona così.

Se una libreria ti chiede un affitto per la sala, fuggi a gambe levate: non ha alcuna intenzione di promuovere l'evento anche nella misura minima.  

Il guadagno della libreria deriva dalla vendita dei volumi che acquisterà dall'editore in conto vendita.  Non ha spese di alcun tipo, perché poi provvede a rendere l'invenduto, quindi più libri si vendono più lei guadagna.

Ne troverai di quelle che si sentono più coinvolte e provvederanno anche alla locandina che poi apporranno all'esterno o in vetrina e, nei casi più fortunati, invieranno una mail ai clienti più fedeli, abbonati o meno a un servizio di newsletter della libreria.

Molte ti diranno di no, perché l'esperienza insegna loro che l'autore esordiente non richiama pubblico e fare una presentazione per vendere due o tre copie non vale la candela.

Elementi da sfruttare per convincere un libraio a concederti lo spazio:

– il più importante: avere un proprio relatore.  Se manca questa condizione tutto è più difficile, perché il libraio è costretto a ordinare il libro in anticipo per poterlo leggere, leggerlo (lui o chi per lui) e mettere a disposizione una persona che durante l'ora della presentazione non potrà lavorare in negozio.

– essere conosciuti in città o nel quartiere, anche non necessariamente come scrittore, in modo da prospettare al libraio (senza ovviamente fare promesse) la possibilità di vendere almeno una decina di copie.

– conoscere un giornalista (o comunque avere contatti con la stampa locale, anche online) in modo da garantirsi una minima visibilità tramite articoli che pubblicizzano l'evento

– presentarsi bene, essere spigliati nel parlare, non tremare davanti al libraio come se fosse Manzoni redivivo, ma nemmeno essere troppo spavaldi e sottovalutarne l'importanza, perché lui può parlare ai clienti più fedeli e raccomandare al commendatore di dirlo alla sorella, che lei è così appassionata alle storie d'amore...

I consigli valgono in particolar modo se il libro è pubblicato da una casa editrice già conosciuta e se la libreria si avvale di un vero libraio (anche nel caso sia una libreria di catena).

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Ospite gecosulmuro

@Marcello, non sono un esperto, ma la tua mi è sembrata ottima. Altre, cui ho partecipato, non avevano un quinto della verve con cui è stata condotta, pur nella sua semplicità. Tenuto conto del rapporto tra mezzi ed effetto, candiderei il modello "Marcello".

Modificato da gecosulmuro

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2 ore fa, gecosulmuro ha detto:

@Marcello, non sono un esperto, ma la tua mi è sembrata ottima. Altre, cui ho partecipato, non avevano un quinto della verve con cui è stata condotta, pur nella sua semplicità. Tenuto conto del rapporto tra mezzi ed effetto, candiderei il modello "Marcello".

Grazie infinite :rosa:

Un po' di ossa me le sono fatte in passato e in questo periodo... sono molto allenato :lol:

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Bravo @Vainamoinen , hai trovato un bell'articolo, pieno di grandi verità.

Esclusa la numero dieci – sulla quale non posso essere io a giudicare :) – le altre cose che non funzionano elencate da Gazzaniga mi sono capitate tutte, prima o poi.

E comunque anch'io come lui (cioè, non proprio: lui lo invitano, io i posti me li devo cercare :() continuo ad andare ovunque posso, perché anche un solo lettore che diventa un fan affezionato può coinvolgere in futuro altre persone e farmi conoscere in un ambiente dove nessuno aveva mai sentito parlare di me e dei miei romanzi.

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Ammetto che ammiro voi che avete il coraggio di metterci la faccia. Io caratterialmente non riuscirei a fare una presentazione, vedere sedie vuote (inevitabili nel mio caso di esordiente) mi metterrebbe troppo a disagio.

Il tuo ragionamento, Marcello, fila: un fan guadagnato, è un libro in più. E può avere ricadute. Però, ammetto, che non so se il rapporto costi/benefici siano realmente ottimali.

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Nella mia prima presentazione, delle due che ho fatto, presso una biblioteca di un capoluogo ero stato affiancato a un'altra autrice con un romanzo di genere differente. Non si è presentato nessuno. Vuoto, deserto, imbarazzo totale. L'autrice aveva tre accompagnatori che alla fine hanno comperato tre copie del mio romanzo e io una del suo. Nella seconda avrei dovuto condividere anche in quel caso la biblioteca con un secondo autore che non è neppure venuto.:o Relatrice annoiatissima e mi sono defilato dopo mezz'oretta. Zero copie vendute. In sostanza io non so di cosa parlare al pubblico. Scrivo gialli perciò il rischio di spoilerare è altissimo, se è il primo romanzo e le tematiche sono leggere non si può neppure disquisire di esperienze, emozioni e quant'altro. Secondo me la presenza in una fiera di settore o un banchetto in qualche sagra di paese con un cartonato e il libro sul banchetto da sbirciare danno risultati migliori. Se una piccola CE mi chiedesse di organizzarmi da solo sarei nel panico  e sarebbe un totale insuccesso.

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1 ora fa, Vainamoinen ha detto:

che non so se il rapporto costi/benefici siano realmente ottimali.

Se ti metti a fare i "conti della serva", molto difficilmente vedrai degli utili netti.

Lo si fa per allargare la cerchia delle persone che ti conoscono, con la speranza che in futuro sia sempre più ampia, che il tuo romanzo arrivi in mano di qualcuno che lo consigli ad altre persone, che a loro volta... 

Per questo è bello quando a una presentazione non vedi "i soliti noti", ma persone sconosciute che sono arrivate lì per curiosità o perché qualcuno che ti conosce ha consigliato loro di farlo.  Ancora più bello è se sei tu a muoverti e a portare il libro lontano dai luoghi familiari.  Del nuovo romanzo uscito a fine giugno io, che abito in Romagna, ho fatto tre presentazioni in Salento a ottocento chilometri da casa e altre due a Roma e ad Anagni: ovviamente il rapporto costi/benefici non è in attivo... :) 

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@Marcello condivido in pieno e aggiungerei che con i nuovi metodi di comunicazione (ed dirette Facebook, video postati su youtube ecc. ) una presentazione può avere buoni risvolti di visibilità.

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1 ora fa, Lemmy Caution ha detto:

@Marcello condivido in pieno e aggiungerei che con i nuovi metodi di comunicazione (ed dirette Facebook, video postati su youtube ecc. ) una presentazione può avere buoni risvolti di visibilità.

@Lemmy Caution (y)

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@Marco ML E' un'esperienza bellissima, indimenticabile. Io ho anche il filmato che custodisco gelosamente. La mia sala era piena, ma anche se fosse stata vuota e avessi avuto al mio fianco solo i miei amici non mi sarebbe importato nulla. Cura ogni dettaglio e vivila ogni attimo. Fregatene se guadagni un euro o ne perdi 100. Se farai gualche gaffe o ti mancheranno per qualche attimo le parole non te ne importare. E' il tuo momento e lo ricorderai per sempre. Pensa solo a goderti ciò che rappresenta. Tu hai scritto un libro e i tuoi pensieri sono stati pubblicati. Pochissimi possono dire di avere fatto qualcosa del genere. In qualsiasi modo andrà tu hai fatto qualcosa di eccezionale. E' tutto merito tuo, non della Casa editrice nè di altri... è il tuo palcoscenico e te lo sei meritato. Non avere nessuna paura, devi semplicemente parlare di ciò a cui la tua fantasia ha dato vita... 

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2 ore fa, Giuseppe Milisenda ha detto:

@Marco ML E' un'esperienza bellissima, indimenticabile. Io ho anche il filmato che custodisco gelosamente. La mia sala era piena, ma anche se fosse stata vuota e avessi avuto al mio fianco solo i miei amici non mi sarebbe importato nulla. Cura ogni dettaglio e vivila ogni attimo. Fregatene se guadagni un euro o ne perdi 100. Se farai gualche gaffe o ti mancheranno per qualche attimo le parole non te ne importare. E' il tuo momento e lo ricorderai per sempre. Pensa solo a goderti ciò che rappresenta. Tu hai scritto un libro e i tuoi pensieri sono stati pubblicati. Pochissimi possono dire di avere fatto qualcosa del genere. In qualsiasi modo andrà tu hai fatto qualcosa di eccezionale. E' tutto merito tuo, non della Casa editrice nè di altri... è il tuo palcoscenico e te lo sei meritato. Non avere nessuna paura, devi semplicemente parlare di ciò a cui la tua fantasia ha dato vita... 

 

La mia paura è proprio quella che non si presenti nessuno, eccetto forse qualche parente o amico, però la tua versione mi piace moltissimo e non posso che darti ragione ;)

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Ma la domanda per me rimane una:

 

Per i self: siete sicuri di avere un seguito di appassionati?

 

Per chi è con una CE (anche medio-grande o grande): siete sicuri di avere degli appassionati? O fate vendite solo sull'onda del marchio importante stampato in copertina?

 

Prendete il tipo del blog dell'articolo che pubblica con Einaudi... no dico, Einaudi. Le avete lette le preview dei due libri? Perché una persona normale, magari non proprio gran lettore, dovrebbe andare a una presentazione di un autore che scrive in quella maniera, se non per il marchio Einaudi? Quindi per fare presenza "sociale", magari con aperitivo nella speranza di parlare con qualcuno della CE e farsi conoscere?

 

 

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