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10 ore fa, Knives dice:

A me hanno rifiutato a priori :asd:

Forse non rientravi nella loro linea editoriale.

E, a proposito sempre di Robin, ho fatto in questi giorni una specie di mini-sondaggio tra amici. Ho chiesto al mio libraio, a un amico scrittore, a un lettore "vorace" se conoscessero questa CE. Tutti mi hanno risposto positivamente, che l'hanno "sentita", anche se non avevano letto suoi libri (ma il libraio alcuni ne aveva venduti). Poi ho fatto loro il nome di alcune piccole CE, di quelle che vanno sotto la categoria free, dicendo se le conoscessero, e tutti hanno scrollato negativamente il capo.

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Salve, pochi giorni fa ho inviato una mia silloge poetica, mi hanno risposto entro pochi giorni facendomi capire che l'avevano letta. Purtroppo per quanto interessante, la mia opera non è adatta a loro. Sono molto contento lo stesso sapendo che la mia opera vale e che l'editore in questione è stato molto cordiale e celere.

Auguro a tutti i membri che pubblicheranno con loro i miei migliori auguri. Forza ragazzi/e.

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Buondì a tutti.

Ho letto sporadicamente le tre pagine e vorrei dire la mia essendo un autore (uscente) della suddetta. :)

Sì, è palesemente a Doppio Binario ergo chiede l'acquisto obbligato di almeno un centinaio di copie.

I Pro:

- la casa editrice è conosciuta poiché seguita da molti lettori, soprattutto giallisti, che la ritengono un'ottima alternativa al Giallo Mondadori (per la collana "I Luoghi del Delitto");

- ha una distribuzione capillare;

- editing e impaginazione sono seguiti professionalmente.

I Contro:

- Nell'ultimo biennio molto è cambiato con anche lo spostamento della direzione da Roma a Torino;

- Per le rendicontazioni mi hanno mandato una foto di un foglio stampato e corretto a penna dei soldi che mi spettavano con l'aggiunta della dicitura "visto che sono x euro, che ne direbbe di ricevere in cambio copie del suo libro invece che il denaro?";

- Le rendicontazioni arrivano 16/18 mesi dopo la firma del contratto quindi, avendo una durata triennale, va da sé che si ricevono due rendicontazioni: una a metà percorso editoriale e una alla fine;

- La Redazione è sempre disponibile e celere quando si tratta di acquistare delle copie, per tutte le altre informazioni sono lenti nel trovare il tempo per rispondere;

- Non fanno né danno MAI alcuna spinta promozionale del testo, tutto sta sulle spalle dell'autore.

Inoltre, sul mio libro, hanno usato un font di dimensione 11 per risparmiare sulla carta (?) e ho ricevuto diversi messaggi di lamentela da parte di alcuni lettori. Stando alla Rendicontazione casereccia fatta dal loro ufficio amministrativo le copie vendute risultano poche, ma stando a guardare il seguito online e nei vari festival a cui ho partecipato, mi chiedo se siano vere le cifre esposte e corrette a penna. Bah.

La prossima primavere finirà il contratto editoriale e fermerò il mio cammino con loro.

 

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10 ore fa, storyteller dice:

chiede l'acquisto obbligato di almeno un centinaio di copie.

A me avevano chiesto l'acquisto di cinquanta. E la cifra d'acquisto sarebbe stata 500 euri, non male rispetto a quelle astronomiche che qui si leggono richieste da altre CE. Per il resto non ho da dire nulla, perché la loro proposta non ebbe seguito da parte mia.

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Salve a tutti/e.

Io ho ricevuto oggi una risposta positiva e una proposta editoriale. Ma visto che chiedono, anche a me, l'acquisto di 50 copie, pur con dispiacere, penso che rifiuterò...

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Simulac, sono anche io un libraio come te e la tua lettera avrei potuto scriverla uguale perchè vivo la tua stessa passione per questo lavoro e contatto con le case editrici e i gruppi editoriali che le rappresentano. Come te, avrò la fortuna di pubblicare un mio romanzo con la Robin Edizioni per la prossima primavera e la mia esperienza devo dire che è positiva. Non mi hanno chiesto un euro. Avevo già pubblicato un romanzo di fantascienza dal quale è stato tratto un film. Forse questo mi ha aiutato. Approfitto per salutare tutti. Seguo questo blog da tempo e lo trovo veramente costruttivo, addirittura indispensabile.

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Buongiorno. Posso portare la mia testimonianza su Robin?

Ho pubblicato con lui anni fa, senza alcun contributo. Scoprii poi nei blog che viene considerato a doppio binario. A me quindi andò bene. Mi vendette oltre mille copie del mio romanzo, che si trovava senza difficoltà sugli scaffali delle Feltrinelli, almeno nelle grandi città. Quindi fui contento. Con la redazione ottimi rapporti e gran disponibilità.

Poi decisi di cambiare, così pubblicai con altri editori piccoli che si pubblicizzano come Non a Pagamento. Sono editori molto citati in questi blog, piccoli ma nei loro siti sembrano attivissimi e distribuiti.

Il risultato fu sempre pessimo: i miei libri non arrivarono mai nelle librerie, nemmeno in quelle della mia città! Su Feltrinelli si trovano solo online (ma online si trova tutto) e mai nelle librerie. Non vendetti nemmeno 10 copie grazie a questi editori.

Quindi per il mio nuovo lavoro ho deciso di tornare da Robin (se non mi fa pagare).

Forse da qualcuno si fa comprare delle copie, ma non da tutti. Almeno i suoi libri arrivano nelle librerie e si vedono in giro e vengono recensiti. Le copie lui le vende: insomma, qualcuno vi legge.

Allora mi chiedo: ha senso pubblicare con un editore minuscolo "puro" che nessuna libreria vuole avere sugli scaffali, il cui nome è sconosciuto, che non vi venderà mai una copia, e che nessun giornalista mai recensirà, o è meglio pubblicare con un doppio binario che vi distribuisce il libro?

Concludo chiarendo che non pubblicherei mai se mi si chiedessero contributi, ma non pubblicheri nemmeno più con un editore che non distribuisce da nessuna parte.

Grazie.

 

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Buongiorno a tutti. Ho letto con attenzione i vostri interventi. Io non ho pubblicato con Robin, ma ho inviato un mese e mezzo a questa casa editrice il mio manoscritto  e proprio questa mattina ho ricevuto risposta. Sono in preda al dubbio e mi sarebbe davvero molto utile un vostro consiglio. Premetto che sono un autore esordiente; il romanzo inviato alla Robin è il mio primo lavoro in assoluto, dunque sono proprio alle prime armi. Dalla casa editrice mi hanno risposto dicendomi che hanno letto il mio “vasto e impegnativo” romanzo e che sarebbero interessati ad averlo in catalogo. D'altra parte, mi hanno chiesto un acquisto obbligato di 50 copie, che complessivamente richiede una spesa di 525 euro. In linea di principio, sono contrario all'editoria a pagamento, eppure, per vari motivi, non so che fare. Leggevo pareri discordati sulla Robin, anche se, sorvolando sulla controversa questione dei contributi chiesti all'autore, difficilmente ho trovato qualcuno che mettesse in dubbio la qualità delle sue pubblicazioni. Inoltre, che il mio romanzo sia vasto e impegnativo è senz'altro vero. Si tratta di un thriller che – come già mi hanno scritto nella mail – conterà circa 600 pagine una volta pubblicato. So che sono tantissime per un esordiente; e infatti la lunghezza era la mia più grande preoccupazione, temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.
Ho inviato il manoscritto anche ad altre case editrici. La Robin è stata la prima a rispondermi e, ovviamente, potrebbe restare la prima e l'ultima, e intanto io non so se accettare. Non conosco bene il mondo delle case editrici, dunque non sono in grado di valutare da solo i pro e i contro di una mia eventuale sottoscrizione del contratto. Ogni vostro consiglio sarà per me prezioso. Grazie.

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Il 25/10/2016 alle 12:41, Lohengrin ha detto:

temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.

Stessa cosa dicasi per me. Non ho scritto un giallo, ma un romanzo di narrativa generale, piuttosto corposo. La Robin mi aveva posto le stesse condizioni che ha posto a te, io ho tergiversato dubbioso, e il risultato è che il romanzo è ancora inedito. Pensarci bene è giusto, aspettare altre eventuali possibilità idem, ma il tempo passa, e gli editori hanno la loro tabella di marcia, e non stanno tanto ad attendere. Recentemente, e lo dico come ciliegina sulla torta, cogliendo l'occasione di un evento letterario nella mia città, ho parlato con due critici letterari piuttosto noti e docenti universitari di mia conoscenza, chiedendo loro cosa ne pensassero di Robin. Questo per dire come la presunta diffidenza che gli "addetti ai lavori " (critici, accademici, ecc) avrebbero per le case editrici che chiedono un contributo economico o acquisto copie per la pubblicazione siano spesso leggende metropolitane. Quello che conta, sempre a mio avviso ovviamente, è la qualità letteraria del testo. E, altrettanto ovviamente, ci sono casa editrici e case editrici, sia tra quelle che richiedono contributi che tra quelle dette "free". Fare d'ogni erba un mazzo, non è mai buona cosa.

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Grazie per le vostre risposte.

 

Il 25/10/2016 alle 13:47, Ezbereth ha detto:

Che fretta c'è? Onestamente da lettrice cercherei di sfrangiare un poco, un giallo di 600 pagine è davvero molto, io ci penserei tre volte prima di leggerlo, magari potrei farlo per un autore noto, cui sono affezionata, ma con uno sconosciuto, non so. Ricorda che il problema delle pagine non è importante tanto per la lunghezza della storia in sè quanto perchè fa lievitare il costo della pubblicazione, e quindi chi vuole leggerti si trova a dover spendere di più di un altro volume.

Il consiglio che ti darei è quello di aspettare e non aver fretta. Magari se fra qualche mese nessuno si è fatto ancora avanti potresti rivedere il tuo lavoro e sfoltirlo un poco. Ma questa è solo la mia opinione.

:flower:

A dire il vero, io stesso l'ho definito impropriamente un thriller, ma in realtà è un miscuglio di generi probabilmente non collocabile in una categoria precisa. Ed è pure già sfoltito, considerato che l'ho revisionato dall'inizio alla fine per tre volte, e la prima versione conta circa cento pagine in più. Il fatto è che tra sfoltire ancora il romanzo per renderlo più “commerciale” e pagare una modesta somma per vederlo pubblicato grossomodo così come io l'ho concepito, preferisco quest'ultima possibilità. Intanto mi sto dedicando alla scrittura di un altro romanzo da presentare a un concorso letterario, un romanzo meno ambizioso la cui trama può svilupparsi in un numero contenuto di pagine. Diciamo che scrivere un nuovo romanzo, concepito come opera breve fin dal principio, mi risulta più congeniale. Sarebbe invece veramente difficile riuscire ad abbreviare il mio primo lavoro senza comprometterne il ritmo, l'atmosfera e la definizione dei personaggi.

 

Il 25/10/2016 alle 17:04, don Durito ha detto:

 

Il 25/10/2016 alle 12:41, Lohengrin ha detto:

temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.

Stessa cosa dicasi per me. Non ho scritto un giallo, ma un romanzo di narrativa generale, piuttosto corposo. La Robin mi aveva posto le stesse condizioni che ha posto a te, io ho tergiversato dubbioso, e il risultato è che il romanzo è ancora inedito. Pensarci bene è giusto, aspettare altre eventuali possibilità idem, ma il tempo passa, e gli editori hanno la loro tabella di marcia, e non stanno tanto ad attendere. Recentemente, e lo dico come ciliegina sulla torta, cogliendo l'occasione di un evento letterario nella mia città, ho parlato con due critici letterari piuttosto noti e docenti universitari di mia conoscenza, chiedendo loro cosa ne pensassero di Robin. Questo per dire come la presunta diffidenza che gli "addetti ai lavori " (critici, accademici, ecc) avrebbero per le case editrici che chiedono un contributo economico o acquisto copie per la pubblicazione siano spesso leggende metropolitane. Quello che conta, sempre a mio avviso ovviamente, è la qualità letteraria del testo. E, altrettanto ovviamente, ci sono casa editrici e case editrici, sia tra quelle che richiedono contributi che tra quelle dette "free". Fare d'ogni erba un mazzo, non è mai buona cosa.

 

 

In effetti, quello che più mi preme sapere è la serietà della casa editrice. Voglio pure contribuire alla spese, in minima parte, purché sia sicuro che la Robin pubblica testi di una certa qualità. Se sapessi con certezza che è effettivamente come dicono loro, e cioè che leggono con attenzione i testi e ne scartano il novanta per cento, credo proprio che non avrei più dubbi  e sottoscriverei il contratto. La tua testimonianza lascia pensare che si tratti di una casa editrice affidabile. La vedo veramente difficile che una piccola o media casa editrice free possa investire sul mio lungo e complesso romanzo. Potrebbe farlo soltanto una casa editrice grossa; ma quelle, in molti casi, non accettano nemmeno nuovi manoscritti, specie se di esordienti. Le poche che li accettano, poi, non vedo che interesse possano avere nel leggerli.

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1 ora fa, Lohengrin dice:

La tua testimonianza lascia pensare che si tratti di una casa editrice affidabile.

Non ho esperienza diretta, e sono con i tuoi stessi dubbi. Ma ho saputo che un amico che non vedo da tempo, ricercatore universitario, sta pubblicando un libro con Robin. Proverò a chiedere a lui via mail dei suoi rapporti con questa casa editrice.

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52 minuti fa, don Durito dice:

Non ho esperienza diretta, e sono con i tuoi stessi dubbi. Ma ho saputo che un amico che non vedo da tempo, ricercatore universitario, sta pubblicando un libro con Robin. Proverò a chiedere a lui via mail dei suoi rapporti con questa casa editrice.

Saresti gentilissimo a farmi sapere. Grazie.

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Come da collocazione, Robin è un editore a doppio binario. Alcuni libri vengono pubblicati gratis, altri a pagamento, in base  a criteri immaginabili di mercato, conoscenza dell'autore ecc., che comunque  non conosco. Un mio conoscente ha pubblicato con loro un libro scadente, previo impegno a prenderne 100 copie; un'altra dei buoni lavori, senza obbligo di acquisto (peraltro fa delle presentazioni e, a quanto ne so, le  compra scontate allo scopo). Va poi sottolineata la presenza delle cortesi signore di  Robin  in saloni e mostre, e la distribuzione da parte di "messaggerie"; pare facciano  editing e la veste grafica mi sembra discreta.

Rimane il fatto, secondo me pregiudiziale, che aver pubblicato con un editore di questo tipo "disturba" :sil curriculum. Anche se quell'autore non ha speso nulla, nel lettore (informato)  il dubbio rimane.

 

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19 ore fa, sefora dice:

Un mio conoscente ha pubblicato con loro un libro senz'altro scadente, previo impegno a prenderne 100 copie

Ecco. Tuttavia – pensavo questa mattina mentre sfogliavo alquanto inorridito, preda forse di una curiosità malsana, un certo libro adocchiato alla Feltrinelli – è vero pure che anche le grandi casi editrici pubblicano talvolta libri scadenti, ma dal guadagno sicuro grazie alla notorietà dell'autore (notorietà, beninteso, raggiunta attraversi altri canali, non attribuibile al talento letterario). Ma con questo discorso credo di andare un po' oltre, e in fondo potrei starmene a riflettere e ad argomentare anche per decenni, non risolverò mai i miei dubbi; al massimo potrei raggiungere l'autoconvinzione.

 

20 ore fa, sefora dice:

Rimane il fatto, secondo me pregiudiziale, che aver pubblicato con un editore di questo tipo "disturba" :sil curriculum. Anche se quell'autore non ha speso nulla, nel lettore (informato)  il dubbio rimane.

 

 ;( Se avessi saputo dall'inizio che la Robin era a doppio binario, non le avrei mai inviato il manoscritto e mi sarei risparmiato queste... :s tentazioni.

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Io ho inviato il 27 set. E mi hanno risposto oggi 15 nov. Mi hanno detto che ho superato il vaglio del comitato di lettura, ma hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale.

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On 15/11/2016 at 23:05, egidiotello dice:

Io ho inviato il 27 set. E mi hanno risposto oggi 15 nov. Mi hanno detto che ho superato il vaglio del comitato di lettura, ma hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale.

Scusami, ma non ho capito ;(. Che significa che hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale?

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Ecco la loro mail:


*Editato dallo Staff*
 

Secondo me vuol dire che il testo è valido, ma non ha prospettive di vendite, almeno minime e quindi è stato rifiutato.

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Per me la stessa storia: obbligo d’acquisto di 60 copie e 200 euro di contributo per il formato digitale. Più che un doppio binario, sembra proprio che la Robin sia a binario unico: pagare! A questo punto il rifiuto sembrerebbe essere la cosa più sensata, ma altri editori classificati NO EAP al tempo dell’invio del manoscritto, solo alcuni mesi fa, oggi sono classificati doppio binario o a pagamento o da valutare. Insomma, a parte le grandi C.E., che neppure ti fumano, le altre sembrano dirigersi tutte nella stessa direzione. E bisogna farsene una ragione.

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Io sono in attesa di pubblicazione da parte di Robin. Ho firmato con loro perché, a differenza di altre esperienze qui descritte, a me hanno fatto una proposta totalmente free, con anche 5 copie omaggio per l'autore.

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Buongiorno a tutti e grazie d'avermi accolto in questo forum. Do il mio contributo alla discussione sulla Robin.

Pubblicai con loro dieci anni fa. Non mi chiesero nulla, nemmeno acquisto copie. Promisi solo di fare presentazioni del libro che poi però non feci perché abito all'estero. In compenso mi diedi molto da fare per pubblicizzare il libro sui giornali e riuscii persino ad avere un'ottima recensione sul Corriere della Sera, oltre che sulla Stampa, e sul Giornale. Riuscii a vendere un migliaio di copie, regolarmente fatturate e intascai il compenso, circa mille euro. Con me furono gentilissimi e professionali, una bella copertina, mentre dell'editing, pure offerto, non ci fu particolarmente bisogno.

Il libro fu presente per vari mesi nelle Feltrinelli, l'ho potuto appurare personalmente sia a Genova, sia a Roma, a Torino, a Milano. Oltre che su Feltrinelli Online, Amazon, eccetera.

Dopo dieci anni, l'anno scorso, mi hanno proposto di rieditarlo con una nuova copertina, senza alcuna spesa da parte mia; ne sono stato sorpreso e lusingato.

Quindi la mia esperienza è molto positiva, specie in questo panorama di mostri editoriali. Certo non è Einaudi, ma almeno il tuo libro cartaceo arriva nelle librerie.

Se da qualcuno si fanno comprare un numero di copie, è perché questi non avrebbe dignità di pubblicazione e non riuscirebbe e vendere niente.

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@Caledonia , ti ringraziamo per il tuo contributo, ma per essere ufficialmente "accolto in questo forum", dovresti prima presentarti con un apposito topic nella sezione Ingresso, così come richediamo solitamente ai nuovi iscritti. Ti attendiamo, quindi, per darti il benevenuto ufficiale. ;)

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1 minuto fa, ElleryQ dice:

@Caledonia , ti ringraziamo per il tuo contributo, ma per essere ufficialmente "accolto in questo forum", dovresti prima presentarti con un apposito topic nella sezione Ingresso, così come richediamo solitamente ai nuovi iscritti. Ti attendiamo, quindi, per darti il benevenuto ufficiale. ;)

Ah non sapevo, scusate, la fretta...

Provvedo subito.

Grazie

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1 ora fa, Arya Stark dice:

Rivolgo una domanda a Caledonia: come hai fatto ottenere le interviste? Avevi dei conoscenti giornalisti o le hai pagate?

 

Scusa, non pago per pubblicare e poi pago per avere un'intervista?:lol:

No, assolutamente. Diciamo che dieci anni fa erano altri tempi, in effetti c'era più spazio nelle rubriche culturali. Col mio lavoro ero a contatto con parecchi giornalisti e regalando il libro alle persone giuste sono riuscito (con mille insistenze) a ottenere le interviste e le recensioni sulla stampa nazionale. Considera che due anni fa ho pubblicato un altro romanzo (con un altro editore) e pur contattando le stesse persone sono riuscito ad avere solo articoli sulle loro testate online. Di certo farsi pubblicità sui giornali è un gioco di conoscenze, come pubblicare.

Quello che sconsiglio totalmente è di perdere tempo a pubblicizzare il proprio libro sui blog, forum e gruppi di Facebook dedicati agli autori: ci sono migliaia di aspiranti scrittori che lo fanno, nessuno compra il libro degli altri, nessuno nemmeno legge il post dell'altro, e tutti sperano in questo modo di farsi pubblicità. Non serve assolutamtente a niente.

Io ho ottenuto molto di più con un articolo su un giornale o rivista della carta stampata che con mille pagine web. Primo fra tutti, essere stato letto e contattato da uno dei migliori scrittori italiani che lesse proprio una recensione sul mio romanzo e da lì mi propose altre cose.

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Mi collego al mio post di ieri per restare nel topic della Robin: loro hanno un buon ufficio stampa, sia per organizzare presentazioni nelle grandi città (Torino, Roma...) sia per i comunicati ai giornali. Non è cosa da poco per un piccolo editore, e un altro motivo per pubblicare con loro.

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