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Nome: Robin Edizioni

Generi trattati: narrativa, avventura, narrativa per ragazzi, narrativa storica, viaggi, gialli, mystery, poesia, saggistica, varia

Invio manoscritti: http://www.robinedizioni.it/manoscritt

Distribuzione: Messaggerie libri http://www.robinedizioni.it/distribuzione

Sito web: http://www.robinedizioni.it/

Facebook: https://it-it.facebook.com/Robin-Edizioni-464117187005413/

Modificato da ElleryQ
Aggiornamento

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Confermo che si tratta di un editore a pagamento. Sapendolo, ho chiesto per curiosità un preventivo di massima senza inviare il testo, che vogliono in cartaceo, bensì una sola "pagina tipo". Per circa 400.000 battute sarebbe venuto fuori un libro da 15 euro, con 100 copie a mio carico. Va detto che la pubblicazione era comunque subordinata alla validità del lavoro...

book6.gif

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Ho trovato in bilioteca un libro di questa CE. Impressioni varie:

- La "confezione" era veramente fatta bene e anche particolare (c'era una specie di "cofanetto" da cui si estrae il libro;

- il romanzo non era nulla di che a livello di trama, ma l'impaginazione era normale e refusi non ne ho trovati, quindi o l'autore è stato bravo a pulire il testo oppure c'è stata correzione di bozze;

- editing invece del tutto assente: stile pesante (tante e troppe virgole, pure dove no potevano in alcun modo starci), ripetizioni, avverbi a profusione (spesso vari -mente in pochi righi), e in generale testo che avrebbe avuto bisogno della mano di un buon editor, dato che più di metà sono parti perfettamente inutili e ogni tanto l'autore si dà a inutili parole astruse.

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sì, esperienza diretta (anche se non recente) e indiretta.

Puoi andare in libreria con loro senza pagare, come anche è sicuro che ad alcuni esordienti chiedano soldi.

Non sono aggiornatissimo ma fino a qualche tempo fa era così.

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Ospite Linda Rando

La cosa non può che farmi piacere.

Robin è uno dei pochi editori che, pur domandando soldi, fanno un lavoro eccellente sui loro libri.

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Posso riportare la mia esperienza diretta (già so che non verrà apprezzata, ma tant'è). Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo con un piccolo editore free, al quale sarò per sempre riconoscente per la preparazione, per la sua storia personale e professionale (straordinaria, ve lo assicuro) e per avermi fatto accedere a questo mondo, anche la MIA esperienza di vita è cambiata. Ho infatti aperto una piccola libreria, e lì ho capito TUTTO di distribuzione, promozione, vendita e ho deciso che, se non avessi voluto per sempre vendere i miei libri agli amici con l'aggiunta di qualche copia che per una certa dose di fortuna qualcuno comprava, l'unica strada era quella di pubblicare con una casa editrice distribuita da uno dei tre colossi (Mondadori, RCS e Messaggerie) o da PDE, "semicolosso". Fatti i consueti tentativi di invio alle case editrici free da loro distribuite (che so essere più un 'proforma' che altro), ci ho provato con la Robin. Ben sapendo cosa sarebbe successo. Ed è successo. L'editore ha letto personalmente il manoscritto e mi ha risposto, dicendomi che il mio romanzo avrebbe potuto accedere alla loro collana più nota e prestigiosa (in cui sono pubblicati degli autentici maestri del noir e del giallo italiano, sebbene mai abbastanza riconosciuti in giro), ma che avrei dovuto apportare delle modifiche importanti. L'ho fatto. L'editore ha apprezzato (c'è voluto tempo), e mi ha proposto la pubblicazione con acquisto di copie. Su questo, ciascuno ha le proprie opinioni, e non voglio aprire dibattiti. Posso soltanto dire che il mio romanzo non solo è stato promosso e distribuito, ma che era presente in diverse Feltrinelli e Arion, in tante librerie indipendenti, che è stato segnalato sulla cronaca cittadina di Repubblica (abito in una città molto grande... la più grande), che è stato iscritto a premi letterari con invio di copie da parte dell'editore. Dimenticavo: l'editing è stato effettuato, sia pur leggero (ma ricordo che mi era stato chiesto di cambiare il romanzo in una certa direzione già prima). Personalmente non sono pentito, e sono anzi contento della scelta fatta. E, se l'editore vorrà, pubblicherò il seguito ancora con loro. Aggiungo mie considerazioni personali, da autore e da libraio:

1. Forse passerò per pessimista, ma vi assicuro una cosa: ho scritto un giallo di accettabile valore. Come ce ne sono tanti, pubblicati da tante case editrici (anche le più grandi). Ebbene: se non hai fortuna (molta), se non sei bravo ad intessere relazioni (e a me non piace, non mi interessa e non voglio farlo: ho rapporti diretti con case editrici di prestigio assoluto, ma non ho alcuna intenzione di sfruttarli per proporre i miei romanzi), allora togliti dalla testa di pubblicare con una casa editrice grande o media. I soldi sono pochi, troppo pochi, perché abbiano spazio romanzi di medio valore se non sono spinti da fattori che con la letteratura non c'entrano nulla. 

2. Non prendetevela con l'editore se il vostro libro non va a scaffale: non si vendono. Non si vendono e basta. Da libraio provo a consigliare, quando mi viene richiesto, un libro che esca dalla cerchia dei soliti noti. Non si vendono. Il mercato è occupato da pochi grandi gruppi, e per gli altri ci sono le briciole, e con quelle devono provare a campare. Quasi mai riuscendoci. E ve lo dice uno che ha riempito gli scaffali di medio-piccoli, e che però campa con i grandi e con la scolastica. 

Detto ciò, mi taccio, nella speranza di esservi stato utile. (purché non mi diate dello sprovveduto per aver pubblicato con la Robin... 'fesso' lo accetto, 'sprovveduto' no... perché coi libri ci campo e un pochino so come funziona... :-D ) 

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Simluc, che si concordi o meno con te, mi pare che la tua testimonianza, espressa con intelligenza e garbo, sia comunque spunto per riflessioni non banali. Per quanto mi riguarda: grazie per averla voluta condividere.

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Posso riportare la mia esperienza diretta (già so che non verrà apprezzata, ma tant'è). Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo con un piccolo editore free, al quale sarò per sempre riconoscente per la preparazione, per la sua storia personale e professionale (straordinaria, ve lo assicuro) e per avermi fatto accedere a questo mondo, anche la MIA esperienza di vita è cambiata. Ho infatti aperto una piccola libreria, e lì ho capito TUTTO di distribuzione, promozione, vendita e ho deciso che, se non avessi voluto per sempre vendere i miei libri agli amici con l'aggiunta di qualche copia che per una certa dose di fortuna qualcuno comprava, l'unica strada era quella di pubblicare con una casa editrice distribuita da uno dei tre colossi (Mondadori, RCS e Messaggerie) o da PDE, "semicolosso". Fatti i consueti tentativi di invio alle case editrici free da loro distribuite (che so essere più un 'proforma' che altro), ci ho provato con la Robin. Ben sapendo cosa sarebbe successo. Ed è successo. L'editore ha letto personalmente il manoscritto e mi ha risposto, dicendomi che il mio romanzo avrebbe potuto accedere alla loro collana più nota e prestigiosa (in cui sono pubblicati degli autentici maestri del noir e del giallo italiano, sebbene mai abbastanza riconosciuti in giro), ma che avrei dovuto apportare delle modifiche importanti. L'ho fatto. L'editore ha apprezzato (c'è voluto tempo), e mi ha proposto la pubblicazione con acquisto di copie. Su questo, ciascuno ha le proprie opinioni, e non voglio aprire dibattiti. Posso soltanto dire che il mio romanzo non solo è stato promosso e distribuito, ma che era presente in diverse Feltrinelli e Arion, in tante librerie indipendenti, che è stato segnalato sulla cronaca cittadina di Repubblica (abito in una città molto grande... la più grande), che è stato iscritto a premi letterari con invio di copie da parte dell'editore. Dimenticavo: l'editing è stato effettuato, sia pur leggero (ma ricordo che mi era stato chiesto di cambiare il romanzo in una certa direzione già prima). Personalmente non sono pentito, e sono anzi contento della scelta fatta. E, se l'editore vorrà, pubblicherò il seguito ancora con loro. Aggiungo mie considerazioni personali, da autore e da libraio:

1. Forse passerò per pessimista, ma vi assicuro una cosa: ho scritto un giallo di accettabile valore. Come ce ne sono tanti, pubblicati da tante case editrici (anche le più grandi). Ebbene: se non hai fortuna (molta), se non sei bravo ad intessere relazioni (e a me non piace, non mi interessa e non voglio farlo: ho rapporti diretti con case editrici di prestigio assoluto, ma non ho alcuna intenzione di sfruttarli per proporre i miei romanzi), allora togliti dalla testa di pubblicare con una casa editrice grande o media. I soldi sono pochi, troppo pochi, perché abbiano spazio romanzi di medio valore se non sono spinti da fattori che con la letteratura non c'entrano nulla. 

2. Non prendetevela con l'editore se il vostro libro non va a scaffale: non si vendono. Non si vendono e basta. Da libraio provo a consigliare, quando mi viene richiesto, un libro che esca dalla cerchia dei soliti noti. Non si vendono. Il mercato è occupato da pochi grandi gruppi, e per gli altri ci sono le briciole, e con quelle devono provare a campare. Quasi mai riuscendoci. E ve lo dice uno che ha riempito gli scaffali di medio-piccoli, e che però campa con i grandi e con la scolastica. 

Detto ciò, mi taccio, nella speranza di esservi stato utile. (purché non mi diate dello sprovveduto per aver pubblicato con la Robin... 'fesso' lo accetto, 'sprovveduto' no... perché coi libri ci campo e un pochino so come funziona... :-D )

Quante copie hai venduto e qual'è il saldo?

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Non è ancora passato il periodo per la prima rendicontazione. So solo che alcune copie da Feltrinelli e da Arion sono state vendute. Le stesse Feltrinelli e Arion in cui, quando i parenti andavano a chiedere il mio primo libro, si sentivano rispondere che la casa editrice non esiste. E vi assicuro che ha un decente distributore e una storia più che decennale.

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anche a me, come a Simluc, è stato proposto un contratto con l'acquisto di 50 copie. Comunque ben diverso dalla busta ricca di opuscoli e materiale marketing ricevuta dal gruppo Albatros: loro ne chiedono 2780.

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salve ragazzi, idem per me. esborso di 350 euro. per 50 copie.

vi posto una parte della email a testimonianza.

*Editato dallo staff*

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Mi hanno fatto una proposta editoriale gratuita, fresca di qualche giorno.

 

L'unica cosa che non mi esalta sono le loro copertine della collana che mi hanno proposto :-)

In tal senso ho visto di molto meglio, ma dato che distribuiscono tramite Messaggerie credo che non sia troppo il caso di fare gli schizzinosi... ahahahah

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Sono mooolto perplesso (si vede?). Ossia, l'eterna domanda: che fare? Essere (un autore della suddetta CE) o non esserlo? Mi spiego: stamani ho ricevuto da questa CE una valutazione positiva del mio manoscritto che le avevo inviato il 25 gennaio. E mi ha fatto una proposta di acquisto di 50 copie. Ora, dato che nel corso delle ultime settimane ho inviato per mail il mio manoscritto a una sessantina di CE selezionate tra quelle che accettano manoscritti per via elettronica (pensate che capitale avrei dovuto investire nel mandare a ognuna il cartaceo!), e che con due EAP (che allora ignoravo esserlo) ho rifiutato la proposta (mentre altre tre CE m'hanno detto picche), con questa CE sto pensando d'accettare. A costo di mangiarmi le mani, poi, di fronte a proposte di CE free (so che è in lettura da altre, una anche piuttosto big)? Ecco, a questo non so ancora rispondere. Ma la mia tentazione è dovuta al fatto che, secondo l'ufficio commerciale della CE, l'eventuale mio libro edito sarà di 480 pagine (sì, un bel malloppo), che all'interno del testo ci sono due immagini, che in moltissime pagine cambio i caratteri di composizione, che l'editing è a loro carico, che fanno anche l'e-book, che - e non è poco - la CE è distribuita dalle Messaggerie, con ristampa automatica del libro, e che dunque 500 euri a prezzo scontato per 50 copie ci potrebbero stare (tanto qualche copia l'avrei acquistata comunque per omaggiare gli amici).

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Salve a tutti,

io pubblicherò prossimamente con la Robin Edizioni. Dunque, vi confermo che viene richiesto l'acquisto di un certo numero di copie, almeno nella maggioranza dei casi... Però, amici miei, c'è un però. La Robin legge i manoscritti e risponde a tutti nell'arco di massimo 60 giorni (non male, che dite?), a fronte dei mesi, o anni, di attesa che si hanno con gli altri editori. Chiaramente, hanno alla  base un serio e vastissimo comitato di lettura e almeno tre passaggi di selezione. Tenere in piedi una simile struttura costa, non è gratuito. Mi aveva contattato un editore, di cui non farò il nome, per pubblicare gratis. Questo simpatico e coraggioso signore leggeva tutto da solo, curava la grafica e quant'altro... Ripeto, scelta audace, ma non è così che si lavora. In qualsiasi attività che si voglia definire seria e non pre-moderna, esiste una cosa chiamata "divisione del lavoro". Non si è mai visto che un uomo solo faccia tutto. Anche Napoleone, senza esercito, vale meno di un bambino con una spada di cartone, mi spiace doverlo dire. Per altro, il suddetto intrepido signore ha riconosciuto candidamente che lui non mi avrebbe mai potuto garantire una distribuzione pari a quella di Robin; così come non mi avrebbe garantito una presentazione a Torino (spesato di tutto), né tanto meno era disposto a produrmi, parallelamente al cartaceo, in formato elettronico. Ergo, la casa editrice totaly free, che qui ho sentito tanto lodare, è sì encomiabile nei buoni propositi, quanto inutile ai fini della distribuzione nazionale e via etere del proprio lavoro... Ah, già, dimenticavo! Il coraggioso editore era anche l'unico editor. Credetemi, cari amici, per degli esordienti sconosciuti e senza santi in paradiso, Robin è la migliore delle soluzioni di compromesso possibile. Faccio presente - perdonate il modo "sparso" in cui ho portato avanti la mia argomentazione - che sto pubblicando, in un unico volume, un romanzo breve e sette racconti. Trovatemi uno che oggi pubblichi racconti di un esordiente, vi sfido. Grazie per l'attenzione.

P.s: se qualcuno volesse comprare il mio testo, una volta che sarà in commercio... beh, gliene sarò immensamente grato :-)

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30 minuti fa, El Teo dice:

Salve a tutti,

io pubblicherò prossimamente con la Robin Edizioni. Dunque, vi confermo che viene richiesto l'acquisto di un certo numero di copie, almeno nella maggioranza dei casi... Però, amici miei, c'è un però. La Robin legge i manoscritti e risponde a tutti nell'arco di massimo 60 giorni (non male, che dite?), a fronte dei mesi, o anni, di attesa che si hanno con gli altri editori. Chiaramente, hanno alla  base un serio e vastissimo comitato di lettura e almeno tre passaggi di selezione. Tenere in piedi una simile struttura costa, non è gratuito. Mi aveva contattato un editore, di cui non farò il nome, per pubblicare gratis. Questo simpatico e coraggioso signore leggeva tutto da solo, curava la grafica e quant'altro... Ripeto, scelta audace, ma non è così che si lavora. In qualsiasi attività che si voglia definire seria e non pre-moderna, esiste una cosa chiamata "divisione del lavoro". Non si è mai visto che un uomo solo faccia tutto. Anche Napoleone, senza esercito, vale meno di un bambino con una spada di cartone, mi spiace doverlo dire. Per altro, il suddetto intrepido signore ha riconosciuto candidamente che lui non mi avrebbe mai potuto garantire una distribuzione pari a quella di Robin; così come non mi avrebbe garantito una presentazione a Torino (spesato di tutto), né tanto meno era disposto a produrmi, parallelamente al cartaceo, in formato elettronico. Ergo, la casa editrice totaly free, che qui ho sentito tanto lodare, è sì encomiabile nei buoni propositi, quanto inutile ai fini della distribuzione nazionale e via etere del proprio lavoro... Ah, già, dimenticavo! Il coraggioso editore era anche l'unico editor. Credetemi, cari amici, per degli esordienti sconosciuti e senza santi in paradiso, Robin è la migliore delle soluzioni di compromesso possibile. Faccio presente - perdonate il modo "sparso" in cui ho portato avanti la mia argomentazione - che sto pubblicando, in un unico volume, un romanzo breve e sette racconti. Trovatemi uno che oggi pubblichi racconti di un esordiente, vi sfido. Grazie per l'attenzione.

P.s: se qualcuno volesse comprare il mio testo, una volta che sarà in commercio... beh, gliene sarò immensamente grato :-)

@El Teo

in alcuni aspetti di quello che hai scritto, mi trovo di concordare. Però... c'è un però. La Robin ha alcune frecce al suo arco, e non spuntate, come la distribuzione e la presenza a molte fiere del libro (cosa che altre CE free non fanno per l'impegno fisico ed economico di allestire uno stand). Ma il quesito è: siamo sicuri che la Robin faccia poi quel che dice, ossia visibilità autore, distribuzione effettiva, presenza nei cataloghi delle librerie? Certo, se non lo fa sarebbe per lei controproducente, ma una volta recuperate con l'acquisto di copie parte delle spese, chi lo assicura?

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16 ore fa, don Durito dice:

@El Teo

in alcuni aspetti di quello che hai scritto, mi trovo di concordare. Però... c'è un però. La Robin ha alcune frecce al suo arco, e non spuntate, come la distribuzione e la presenza a molte fiere del libro (cosa che altre CE free non fanno per l'impegno fisico ed economico di allestire uno stand). Ma il quesito è: siamo sicuri che la Robin faccia poi quel che dice, ossia visibilità autore, distribuzione effettiva, presenza nei cataloghi delle librerie? Certo, se non lo fa sarebbe per lei controproducente, ma una volta recuperate con l'acquisto di copie parte delle spese, chi lo assicura?

La presenza nei cataloghi dovrebbe essere garantita per contratto, se non vado errando e, stai ben tranquillo che, se non lo dovesse effettivamente garantire, farei fioccare una bella denuncia. Ad ogni modo, faccio notare che Robin ha nel suo catalogo Silvio Raffo, ovvero il più famoso traduttore di Emily Dickinson in Italia (le sue versioni sono confluite nel noto Meridiano), oltre che un'opera teatrale di Amélie Nothomb. Ragazzi, parliamoci tondo, stare in catalogo con questa gente è un privilegio.

Per quel che concerne la visibilità, è chiaro che cmq, la piccola Robin, non è Einaudi, Feltrinelli, e compagnia cantante. Come mi diceva però una nota poetessa della mia regione: "Tenerti il tuo grande capolavoro nel cassetto per leggertelo e rileggertelo da solo è veramente poco utile. Tu pensa a pubblicarlo con un editore almeno decente e poi fai di tutto per farti conoscere, tanto con una grossa casa editrice, senza pagare un agente e senza avere contatti, non ci arriverai mai se nessuno ti conosce". In una parola, qui si tratta di pragmatismo bieco. Inutile pensare che ci sia di meglio, se tanto quelle case editrici neanche se lo filano un esordiente totale. Gaffi che Gaffi, cioè una casa editrice medio alta, mi aveva risposto di non poter neanche prendere in considerazione autori con cui non avesse già lavorato. Ergo, cosa dovrei fare, aspettare che sua grazia riapra le porte agli sconosciuti?! Non se ne parla! Come dice Michel Houellebecq in "Restare vivi": "Se non pubblicate un minimo (anche solo qualche testo in una rivista di second'ordine), sareete ignorati dalla posterità; ignorati quanto lo eravate da vivi. Anche se foste dei veri geni, dorete lasciare una traccia e fidarvi degli archeologi letterari per far esumare il testo".

 

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Buongiorno Teo,

 

racconto la mia esperienza.

 

Il mio romanzo è stato selezionato da Robin meno di due mesi dopo l'invio ed ho avuto la tentazione, bella forte, di pubblicare con loro; proprio in virtù della loro potenzialità distributiva di prima fascia.

La persona con cui ero in contatto mi ha proposto un contratto conforme in tutto e per tutto a quello di cui hai parlato. Non ero totalmente convinto della scelta, però, anche perché nel frattempo mi si erano aperte anche strade alternative; così ho temporeggiato un po', parlando apertamente della mia necessità di riflettere sul da farsi. 

 

In risposta ho ricevuto un paio di e-mail, ma pubblicherò altrove, con una micro casa editrice 100% NO EAP.

 

Detto questo, ho voluto portare un'esperienza e delle sensazioni assolutamente personali e non necessariamente condivisibili.

Un mio conoscente ha pubblicato il romanzo d'esordio con loro e si è trovato così bene da essere in procinto di pubblicare anche il secondo romanzo con la stessa Robin. Con ogni probabilità, mi darà del pazzo quando vedrà che ho scelto diversamente...

 

Diciamo che ho scelto in base alle persone che avevo di fronte, come sempre cerco di fare nella vita.  

In bocca al lupo, comunque, per il tuo romanzo.
 

 

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Ho ricevuto una proposta di pubblicazione gratuita, senza obbligo di acquisto, con 5 copie per me e sconti in caso decidessi di comprarne alcune. La cosa strana è che il contratto è per il cartaceo, e mi va benissimo, ma nel caso volessi farlo pubblicare anche in versione ebook dovrei sborsare 200€. La cosa al momento non mi disturba, perché il mio obiettivo è fare uscire il cartaceo. 

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15 minuti fa, Caffematte dice:

Ho ricevuto una proposta di pubblicazione gratuita, senza obbligo di acquisto, con 5 copie per me e sconti in caso decidessi di comprarne alcune.

Che tipo di romanzo hai scritto? Di genere? oppure narrativa generale? Grazie

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Ciao. Mia esperienza diretta con Robin: ho pubblicato il mio primo libro con loro dieci anni fa (stesso proprietario di oggi); non chiesero un euro di contributo, e nel giro di due anni mi corrisposero quasi mille euro di diritti di vendite. Notare che furono copie vendute solo da loro, io non feci nessuna presentazione quindi non li aiutai per nulla. Il libro rimase nelle librerie Feltrinelli per parecchi mesi, e poi on-line ancora oggi su Feltrinelli, Amazon, ecc.. A distanza di dieci anni mi hanno riscritto l'anno scorso per ripubblicarlo con una nuova veste grafica, sempre senza alcun contributo da parte mia. Non fecero un particolare editing ma il testo era molto a posto.

Seppi solo in seguito che l'editore fosse a doppio binario e me ne dispacqui, ma a me andò bene. Certo non è una gran pubblicità, ma meglio che niente.

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Il 25/5/2016 alle 18:14, Caffematte ha detto:

Grazie @Dakota per la tua testimonianza. Quindi a tuo dire sono commercialmente validi...

Dunque, la cosa è duplice: da un lato pubblichi con uno a doppio binario, *Editato dallo Staff* dall'altro se devi pagare almeno pubblichi con uno che i libri in negozio li fa arrivare, mentre tutti gli altri piccoli a pagamento o free nemmeno li vedono dalla strada i negozi. Comunque parlare di "commercialmente valido" in questo mondo assurdo di editori sfigati e autori incompetenti è un ossimoro. Non credo che noi in questo forum ci aspettiamo di trovare un editore che sia commercialmente valido, ma perlomeno che non ci truffi i soldi e ci pubblichi senza prenderci in giro.

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Il mio post qui risale addirittura al 2011! In questi anni ho trovato  Robin in tutti i saloni del libro,  mi è capitato di leggere alcuni testi (dignitosi) e di conoscere un paio di  autori (apprezzabili).  E quanto a veste grafica, presenza e distribuzione ne ho tratto un'impressione abbastanza  positiva.

Rimane che l'essere pubblicati da un "doppio binario", quand'anche gratis, non fa un bell'effetto curriculare.

Concordo pure sulla scarsa qualità :sdi certi lavori editi dai free, ma -salvo eccezioni- la "marcatura" è differente.

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50 minuti fa, Guerriera dice:

@don Durito scusa, io ho ricevuto un'offerta di pubblicazione da parte loro, ma curano la promozione ?potresti riportarmi la tua esperienza ?

Beh, la mia esperienza è stata di rifiuto, sofferto, devo dire, della loro proposta editoriale. La tentazione è stata forte: sono presenti a molte fiere del libro e vengono distribuiti dalle Messaggerie (il che non assicura, ovviamente, la presenza fisica dei loro libri nelle librerie, ma conta l'estrema facilità da parte del librario di ordinarli) , e sotto questo aspetto valgono le considerazioni fatte da Sefora qui sopra. Quanto a promozione non saprei dire, visto che non sono arrivato a quella fase.

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