Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Sasa866

Mara (Capitolo 3)

Post raccomandati

Commento

 

Ventidue gennaio duemilaquindici

Mara stava ripercorrendo la strada che aveva fatto da casa a scuola. Si sentiva male al pensiero di non riuscire più a ritrovarsi. Sarebbe stato terribile restare a metà per il resto della sua vita. Inoltre, si stava anche rendendo conto di quanto le mancassero i suoi poteri. Sì, aveva dei poteri, che fino a quel momento aveva ignorato, o non gli aveva dato il giusto

peso. Le mancava l’essere speciale.

Arrivò dove si era scissa in due. Lì vicino notò un parchetto. Stanca, decise di entrare per sedersi su una panchina a riposare. Aveva appena varcato il cancello d’entrata, che rimase di sasso: una ragazza identica a lei era sdraiata pancia a terra a disegnare. La guardò con circospezione, poi chiese a una signora che era lì a far passeggiare il cane: “Scusi sa da quanto è qui quella ragazza?”, indicandola.

“Quella ragazza quale?” Chiese la signora guardandola male. Poi si allontanò portandosi via il cane e borbottando sui tossici che rovinavano quel quartiere.

“Le persone normali non possono vederla… Allora è lei! L’ho trovata! La mia parte irrazionale!”, si disse tra sé e sé.

Si avvicinò cauta all’altra sé, e cercò di capire cosa stava disegnando. Il disegno era bellissimo, pieno di linee colorate che formavano ghirigori fino ai bordi del foglio, nell’insieme sembravano rappresentare una ragazza sdraiata pancia a terra. Le linee si fermavano solo in corrispondenza del volto, che rimaneva come un’ombra bianca e anonima immersa in un tripudio di colori.

“Cosa disegni?”, si chiese alla fine.

“Sto facendo un autoritratto”, disse la ragazza sdraiata, sorridendo.

“Perché non disegni la faccia?”

“Non so quale sia la mia faccia …” infine finalmente la Mara irrazionale si girò verso l’altra. “Puoi aiutarmi tu?”

Mentre Mara faceva pace con sé stessa, in un’altra parte della città Raffaele si svegliò con calma, perché non avendo impegni particolari non aveva nemmeno puntato la sveglia. Si alzò e mise la caffettiera sul fuoco. Intanto che aspettava il caffè, prese il cellulare per guardare le notifiche. Questa cosa lo fece sentire strano: aveva la sensazione di aver già vissuto quella situazione. Fu così che ricordò il sogno stranissimo che aveva fatto. La caffettiera iniziò a borbottare così spense il gas e si versò il caffè nella tazza, intanto tutti i messaggi di una Mara disperata che chiedeva aiuto gli tornavano alla mente con una vividezza impressionante.

“Devo aver mangiato troppo pesante ieri sera”, disse tra sé e sé mentre addentava un biscotto.

“Stasera lo racconto a Mara così si fa due risate… E chi sa, visto che abitiamo nella stessa città con la scusa di un caffè potremmo incontrarci e diventare amici anche in real life…”, e mentre finiva di far colazione pensò a tutte quelle cose che avrebbero potuto fare e vedere insieme… Avrebbero invitato anche Vincenzo, perché no? Scrisse su messenger a Mara: “Ciao Astrid, non era ieri che dicevamo che sarebbe stato bello incontrarci per davvero?”, per qualche motivo “ieri” gli sembrava un tempo lontanissimo. Sorprendentemente (ma non era a scuola?) Mara rispose subito: “Sì, era ieri, perché me lo chiedi?”

“Ci ho pensato, perché non ci vediamo oggi alla libreria del centro? Facciamo un giro e magari ci prendiamo anche un caffè, ti va?”

La risposta arrivò dopo il tempo di una breve esitazione.

“Sì, sarebbe fantastico”.

Raffaele esitò anche lui un attimo. Poi scrisse: “Non hai idea di che sogno strano ho fatto stanotte… c’eri tu ma eri strana… Parlavi di saper leggere il pensiero… No, anzi, leggere no, ascoltare”

Mara lesse il messaggio basita. ‘Ecco dov’è stata quella matta mentre io la cercavo in giro per la città!’, pensò. Poi digitò la risposta: “LOL. Per che ora ci vediamo?”

Fu così che i due amici si incontrarono alle quattro di un pomeriggio brumoso davanti alla libreria più grande della città. Presero un caffè nella caffetteria passando ore lì dentro, parlando di così tanti argomenti che è difficile elencarli tutti. Poi fecero un giro tra i libri e scoprirono di avere gli stessi gusti letterari, ma avendo vedute leggermente diverse sullo sviluppo delle loro storie preferite, ne parlarono per ore. Fu per Mara una giornata inaspettatamente bella, piena di emozioni e colpi di scena, così che quando rientrò a casa era davvero stanca, ma, per la prima volta dopo tanto tempo, non si sentiva depressa, anzi! Prese il suo quaderno dove appuntava i propri pensieri, e descrisse il suo stato d’animo:

 

“La felicità è uno stato d'essere in cui ci si sente appagati, sereni, ottimisti verso il futuro, in pace con sé stessi.

Molti dicono che la felicità è più che altro un miraggio da inseguire ed è più importante focalizzarsi sulla ricerca di questo stato d'animo fugace che sullo stato d'animo stesso, pur cercando di apprezzare i rari momenti in cui ci si sente così, tra un periodo tribolato e un altro.

Beh, oggi mi è capitato di sentirmi davvero felice.

Ho sentito questo moto di soddisfazione e pace pervadermi l'anima, l'ho riconosciuto, abbracciato e vissuto in tutto il suo inebriante splendore. Ho percepito una luce interiore illuminarmi la mente e il cuore, e ho fatto il bagno in questa luce, sentendomi come una bambina che ride baciata dai raggi del sole che filtrano attraverso il fogliame di un albero rassicurante.”

 

Si addormentò così, ancora vestita, con il quaderno in mano, e con il sorriso sereno di chi è in pace col mondo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, Sasa866 ha detto:

Ventidue gennaio duemilaquindici            Perchè hai scritto i numeri a lettere?

Mara stava ripercorrendo la strada che aveva fatto da casa a scuola. Si sentiva male al pensiero di non riuscire più a ritrovarsi. Sarebbe stato terribile restare a metà (questa frase non mi convince)per il resto della sua vita. Inoltre, si stava anche rendendo conto di quanto le mancassero i suoi poteri. Sì, aveva dei poteri, che fino a quel momento aveva ignorato, o non gli aveva dato il giusto         perchè a capo? comunque è inutile anche la virgola

peso. Le mancava l’essere speciale.

Arrivò dove si era scissa in due. Lì vicino notò un parchetto. Stanca, decise di entrare per sedersi su una panchina a riposare. Aveva appena varcato il cancello d’entrata,(è sottinteso) che rimase di sasso: una ragazza identica a lei era sdraiata pancia a terra a disegnare. La guardò con circospezione, poi chiese a una signora che era lì a far passeggiare il cane(Suona malissimo. "si trovava lì vicino con il suo cane": “Scusi sa da quanto è qui quella ragazza?”, indicandola.La indicò

“Quella ragazza quale?”Ripeti troppe volte ragazza. Potresti dire: "Si girò. "Quale?" Chiese la sign..." Chiese la signora guardandola male. Poi si allontanò portandosi via il cane e borbottando sui tossici che rovinavano quel quartiere.

“Le persone normali non possono vederla… Allora è lei! L’ho trovata! La mia parte irrazionale!”, si disse tra sé e sé.

Si avvicinò cauta all’altra sé, e cercò di capire cosa stava disegnando. Il disegno ciò che vide era bellissimo, pieno di linee colorate che formavano ghirigori fino ai bordi del foglio, nell’insieme sembravano rappresentare una ragazza sdraiata pancia a terra. Le linee si fermavano solo in corrispondenza del volto, che rimaneva come un’ombra bianca e anonima immersa in un tripudio di colori.

“Cosa disegni?”, si chiese alla fine.

“Sto facendo un autoritratto”, disse la ragazza sdraiata, Ripetizione. (disse lei, sorridendo.)sorridendo.

“Perché non disegniRipetizione. ("Perchè non hai dipinto il viso?" Indicai il foglio)la faccia?”

“Non so quale sia la mia faccia …” A capo

infine finalmente la Mara irrazionale si girò verso l’altra. “Puoi aiutarmi tu?”

Mentre Mara faceva pace con sé stessa, in un’altra parte della città Raffaele si svegliò con calma, perché non avendo impegni particolari non aveva nemmeno puntato la sveglia. Si alzò e mise la caffettiera sul fuoco. Intanto che aspettava il caffè, prese il cellulare per guardare le notifiche. Questa cosa lo fece sentire strano: aveva la sensazione di aver già vissuto quella situazione. Fu così che ricordò il sogno stranissimo che aveva fatto. La caffettiera iniziò a borbottare così spense il gas e si versò il caffè nella tazza, intanto tutti i messaggi di una Mara disperata che chiedeva aiuto gli tornavano alla mente con una vividezza impressionante.

“Devo aver mangiato troppo pesante ieri sera”, disse tra sé e sé mentre addentava un biscotto.

“Stasera lo racconto a Mara così si fa due risate… E chi sa, visto che abitiamo nella stessa città con la scusa di un caffè potremmo incontrarci e diventare amici anche in real life…CHE TERMINE ORRIBILE, SEMBRA PARLI DA GAY, e mentre finiva di far colazione pensò a tutte quelle cose che avrebbero potuto fare e vedere insieme… Avrebbero invitato anche Vincenzo, perché no?Le Scrisse su messenger a Mara: “Ciao Astrid, non era ieri che dicevamo che sarebbe stato bello incontrarci per davvero?”, per qualche motivo “ieri” gli sembrava un tempo lontanissimo. Sorprendentemente (ma non era a scuola?) Mara(anche se sarebbe dovuta essere a scuola) rispose subito: “Sì, era ieri, perché me lo chiedi?”

“Ci ho pensato, perché non ci vediamo oggi alla libreria del centro? Facciamo un giro e magari ci prendiamo anche un caffè,(troppe volte dici caffè. Meglio "prendiamo qualcosa") ti va?”

La risposta arrivò dopo il tempo di una breve esitazione.

“Sì, sarebbe fantastico”.

Raffaele esitò anche lui un attimo. Poi scrisse: “Non hai idea di che sogno strano ho fatto stanotte… c’eri tu ma eri strana… Parlavi di saper leggere il pensiero… No, anzi, leggere no, ascoltare”

Mara lesse il messaggio basita. ‘Ecco dov’è stata quella matta mentre io la cercavo in giro per la città!’, pensò. Poi digitò la risposta: “LOL. (Capisco che sono sms ma solo i dodicenni dicono lol ormai)Per che ora ci vediamo?”

Non vado più avanti di così. Spero che i miei consigli ti siano stati utili.. Cerca di stare molto attenta le altre volte, rileggi sempre. Anche tre volte se necessario. E non mettere troppi puntini di sospensione

Buona giornata! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Abbiamo capito che non ti piace il gergo adolescenziale, però parlando appunto di adolescenti che parlano tra loro, lo uso apposta. Ci sono tantissimi generi e stili letterari, mica devono per forza tutti i protagonisti devono avere il linguaggio che tu ritieni "cool".

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Sasa, confermo quanto segnalato per il primo capitolo. La storia è interessante, e la forza della trama (anche se si inserisce in una tematica molto sfruttata) sostiene tutta l'impalcatura. Aver svolto i fatti inserendoli in rapporti tra ragazzi non ancora adolescenti va bene, così come è ok lo smarrimento di Mara sospesa tra bullismo, bulimia, desiderio di comprensione e amicizia, gestione delle sue facoltà "paranormali". Brava. Sullo stile devi lavorare. Leva, asciuga, e ancora occhio alle ripetizioni. Un esempio: perchè vuoi spiegare per forza che la ragazzina al parco è invisibile agli occhi tutti, meno che a quelli di Mara? Quest'ansia che il lettore non capisca ti costringe a gonfiare la scrittura, nel caso inserendo l'inutile figura della passante.

 

scriverei:

Arrivò dove si era scissa in due. Lì vicino notò un parchetto (parchetto mi piace poco, giardinetti?). Stanca, decise di entrare per sedersi su una panchina a riposare. Aveva appena varcato il cancello d’entrata, che rimase di sasso: una ragazza identica a lei era sdraiata pancia a terra a disegnare. Si avvicinò cauta, guardando le linee colorate che formavano ghirigori fino ai bordi del foglio; nell’insieme sembravano rappresentare una ragazza sdraiata pancia a terra. Soltanto il volto rimaneva come un’ombra bianca e anonima immersa in un tripudio di colori.

“Cosa disegni?”, chiese alla fine. (hai scritto "si chiese", per l'ennesima volta vuoi dirci che sono la stessa persona)

“Sto facendo un autoritratto”

“Perché non disegni la faccia?”

“Non so quale sia la mia faccia …” disse la ragazza girando il volto e fissando Mara negli occhi. “Puoi aiutarmi tu?”

"sì, mi farebbe tanto, tanto piacere"

 

non si capisce, con più semplicità e quindi a vantaggio della scorrevolezza, che la riconciliazione tra le due Mara è avvenuta?

 

L'incontro in libreria lo aggiusterei così:

 

"Fu così che i due amici si incontrarono alle quattro di un pomeriggio brumoso davanti alla libreria più grande della città. Seduti alla caffetteria parlarono di così tante cose che è difficile elencarle tutte. Fecero un giro tra i libri e scoprirono di avere gli stessi gusti letterari, ma avendo vedute leggermente diverse sullo sviluppo delle loro storie preferite, discussero ancora a lungo."

 

"Prese il suo quaderno dove appuntava i propri pensieri, e descrisse il suo stato d’animo:"

suo/suo

 

Con entusiasmo, prese un quaderno e cercò di descrivere il suo stato d'animo

 

il finale mi piace, anche se le riflessioni sulla felicità non sono propriamente da dodicenne (ti tradisci un poco quando scrivi "sentendomi come una bambina che ride...") . in fondo Mara è ancora una bambina, giusto?

 

ciao Sasa, alla prossima

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie mille! In realtà Mara non ha dodici anni, ma tra i quattordici e i sedici. Ci hai preso quando dici che ho l'ansia di non rendere bene i concetti. Ci lavorerò su :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Sasa866 Ancora meglio, anche se questo pezzo ha quasi nulla di fantasy:rosa:.

Non nel senso cattivo intendo, anzi nel senso buono, nella sua totalità sei riuscita a trasformare un racconto fantasy in uno introspettivo, io da lettore mi ci sono immedesimato, sopratutto negli ultimi appunti...Come è vero che siamo sempre alla ricerca della vera felicità, quella del cuore e così raramente la troviamo.

È un bel cambio di paradigma, mi hai ricordato il primo blade runner come trama e so che è un'accostamento azzardato ma per tutta la storia si rincorre il contenuto fantascientifico/fantastico, e poi si rimane spiazzati da quello filosofico, dalla ricerca di se stessi, dalla voglia di vivere. Quindi sei riuscita anche a far qualcosa di originale. perchè pochi hanno il coraggio di affrontare un simile cambiamento. Oltretutto riusciendo pure bene.

Bello infine l'ultimo rapporto tra i due protagonisti, chissà forse oggi avevo voglia di un Happy end:arrendo: e per questo mi hai scaldato il cuore. Come Mara, a volte, cerco qualcosa, e non so perchè alla fine in un modo o nell'altro e in modi che non ti aspetti, arriva.

Non ho i mezzi io per fare la critica a nessuno, in verità non credo neppure di avere i mezzi per consigliare nulla a nessuno, eppure oggi almeno da parte mia ti dico brava bel pezzo (con un pizzico di invidia:sonofigo:) .

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

:yupphi: Buondì Sassa866:rosa:continuo con le mie considerazioni.

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

Sarebbe stato terribile restare a metà per il resto della sua vita

Mi domando il perchè.

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

o non gli aveva dato il giusto

peso. Le mancava l’essere speciale.

Togli l'"acapo".

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

Aveva appena varcato il cancello d’entrata, che rimase di sasso: una ragazza identica a lei era sdraiata pancia a terra a disegnare. La guardò con circospezione, poi chiese a una signora che era lì a far passeggiare il cane: “Scusi sa da quanto è qui quella ragazza?”, indicandola.

Una scena inverosimile. La signora si sarebbe allarmata vedendo due ragazze identche, almeno che non fossino gemelle?

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

 Le linee si fermavano solo in corrispondenza del volto, che rimaneva come un’ombra bianca e anonima immersa in un tripudio di colori.

Non ho capito questa frase.

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

in real life…

Preferirei: anche nella vita reale.

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

Sorprendentemente (ma non era a scuola?) Mara rispose subito

Cancellerei.

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

‘Ecco dov’è stata quella matta mentre io la cercavo in giro per la città!’,

Qui mi perdo. :aka:Perchè dice così?

 

On 6/9/2017 at 00:32, Sasa866 ha detto:

“La felicità è uno stato d'essere in cui ci si sente appagati, sereni, ottimisti verso il futuro, in pace con sé stessi.

Molti dicono che la felicità è più che altro un miraggio da inseguire ed è più importante focalizzarsi sulla ricerca di questo stato d'animo fugace che sullo stato d'animo stesso, pur cercando di apprezzare i rari momenti in cui ci si sente così, tra un periodo tribolato e un altro.

Beh, oggi mi è capitato di sentirmi davvero felice.

Ho sentito questo moto di soddisfazione e pace pervadermi l'anima, l'ho riconosciuto, abbracciato e vissuto in tutto il suo inebriante splendore. Ho percepito una luce interiore illuminarmi la mente e il cuore, e ho fatto il bagno in questa luce, sentendomi come una bambina che ride baciata dai raggi del sole che filtrano attraverso il fogliame di un albero rassicurante.”

Le prime tre righe le trovo un pò pesanti. La fine del pensiero è davvero stupenda!

 

Conclusione: scorrevole e ben calibrato. Storia interessante, senza refusi. Punterei l'attenzione sui dialoghi, secondo me vanno rivisti perchè sono troppo deboli. Per il resto brava.

A presto :occhiluce:Floriana

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×