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Mattia9751

Una Parte Di Te

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Nel giorno
forse un po' più leggero
non ti penso.  

 

Ma nella notte 
così buia e solitaria,
una piccola parte torna.

 

Una piccola parte di te.

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Molto caratteristica, malinconica e trascinante. Per il mio personale gusto è troppo esplicita forse, mi piacciono di più le cose misterioso e ambigue, ma nonostante questo è davvero molto piacevole.

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@Mattia9751 una poesia molto malinconica, struggente, che lascia intendere un pensiero che nelle ore del giorno diventa meno invasivo rispetto alla notte. Alla notte i pensieri si ampliano, e nella poesia si evince che nella notte che è cosi buia e profonda, la persona cara a cui si pensa viene a mancare di più. I pensieri sono devastanti rispetto al giorno dove si hanno impegni che distraggono, ma la notte come scrivi che è cosi buia e solitaria, diventa quasi impossibile a non pensare a chi ti è più caro. Mi piace la differenza che hai evidenziato del pensiero tra il giorno e la notte, è una poesia breve ma a mio modesto parere molto intensa. Ribadisci alla fine; una piccola parte di te, lascia un velo di tristezza, suona come una canzone che non termina mai che rimbomba nella tua mente sempre. Bella :) 

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Ciao! Il tuo componimento mi lascia una serie di sensazioni, alcune delle quali ho apprezzato, altre mi hanno lasciato perplessa. I versi si sciolgono in una scorrevolezza essenziale, ma per quel che mi risulta troppo leggera, ciò non mi permette di agguantare un profumo nella sua interezza, come se dovessi crearlo in sua assenza. La semplicità ha una sua profonda complessità che, piuttosto di rimanere coperta, s'espone timida. 

 

Trovo una leggerezza che si appesantisce con il calare della notte, un tentativo nel rimanere delicati, come un lenzuolo a coprire in vista di un freddo interiore. Una distrazione iniziale, per terminare al culmine di solitudine: quando si rimane soli con se stessi il peso grava, anche dopo averlo ignorato tutto il dì. Tutto questo però pare non bastarmi, come quelle risposte che ti lasciano l'amaro in bocca, troppo generali e vaghe. 

 

Com'è questa piccola parte? La notte come ti tocca e deteriora? Il giorno che sapore ha sulle labbra? Queste domande mi son posta, ma sono consapevole che si tratti di puro gusto personale. Ho adocchiato una ricerca di linearità, d'immediatezza, che per me son troppo puliti. 

 

Tuttavia è stato bello confrontarsi con una lettura completamente diversa dalla mia ricerca e attenzione. Mi aiutano a notare differenze e riflessi nel confronto.

 

Un saluto. 

 

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Il 3/8/2017 alle 00:18, Mattia9751 ha detto:

Nel giorno
forse un po' più leggero
non ti penso.  

 

Ma nella notte 
così buia e solitaria,
una piccola parte torna.

 

Una piccola parte di te.

 

Questa poesia mi piace molto, è molto affine al mio gusto personale: breve, linguaggio semplice senza essere per questo banale, intensa. Di solito preferisco quando ci sono le rime, ma in questo caso ho proprio apprezzato il fatto che siano versi liberi.

Mi piace molto l'opposizione tra giorno e notte nelle due terzine, e la ripetizione del titolo alla fine chiude (insieme al titolo, all'inizio) questa opposizione tra giorno e notte come una cornice.

La metrica è molto adatta al significato del testo. La terzina che tratta del giorno, più leggero, ha meno sillabe. Potrebbe sembrare tutto più semplice, ma in realtà non lo è davvero. L'io lirico non è felice di questa situazione, non è tranquillo, e la presenza del "non" prima di "ti penso" rende molto bene questo aspetto negativo del giorno, nonostante sia leggero.

La terzina che tratta della notte ha i versi più lunghi, e infatti è più profonda. Nonostante l'antonimo di "leggero" non sia usato, è suggerito dal "ma" iniziale. La notte è "solitaria" invece, e forse proprio grazie alla presa di coscienza della propria solitudine, c'è lo spazio necessario alla persona di cui si parla (il "tu" di "una parte di te") per tornare.
Soltanto una piccola parte torna, ma è il fatto che sia "una piccola parte di te" che rende questo momento intenso.
Isolare l'ultimo verso è stata una scelta perfetta. La frase si differenzia rispetto al titolo per l'aggettivo "piccola". Dopo aver esplorato la differenza tra giorno e notte, l'io lirico si rende conto che la differenza è minima. Tuttavia, non vuol dire che questa piccola differenza non causi grandi emozioni, così come questo piccolo componimento è portatore di grande intensità. 

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