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simone volponi

[FdI 2017-2] Nodki

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Bravissimo, eccezionale, un modo di scrivere perfetto: @simone volponi non si smentisce mai.

Un giorno, poi, si stancherà della solita macelleria trita e ritrita, gli verrà nella testa una grande idea, scriverà un grande romanzo e nessuno più lo fermerà.

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@simone volponi , ho il dubbio di non essere stato chiaro, e quindi preciso.

Non è che il genere non mi piaccia, tanto è vero che da ragazzo Poe è stato basilare nella mia "formazione" letteraria.

Quello che non sopporto in questo genere di racconti è che sono immaginati da scrittori anche parecchio bravi, ma che non fanno altro che ripetersi. Ovvero, ogni volta cambia il contesto e i personaggi - e in alcuni casi neanche quelli cambiano - ma tutti i massacri  avvengono e si realizzano in stile fotocopia. Sarebbe come se tutti i gialli avessero come vittima la signora e come assassino il maggiordomo e si svolgessero ora in un castello, ora in un condominio, poi in un treno e la prossima volta alla spiaggia.

Insomma, la mia "rabbia" è quella di vedere un tale intelligenza autocostringersi per qualche motivo sempre negli stessi binari, mentre se potesse volare libera verso nuovi lidi, ovviamente questa è la mia convinzione, il risultato sarebbe  a dir poco strepitoso.

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@Macleo , l'ultima frase è venuta male con una cancellazione. Quella giusta era:

Insomma, la mia "rabbia" è quella di vedere un tale intelligenza e una tale abilità autocostringersi per qualche motivo sempre negli stessi binari - e qui parlo proprio di te - mentre se potesse volare libera verso nuovi lidi, ovviamente questa è la mia convinzione, il risultato sarebbe  a dir poco strepitoso.

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@Macleo Hai ragione, me ne rendo conto perché me lo dite voi, ma se mi vengono 'ste immagini che posso fare? Tra l'altro questo racconto è parte di uno più grande che non potevo tagliare e spero di pubblicare per ta terza tappa (anche lì c'è la macelleria, ma è un contesto storico).

Ho letto dei Nodki, che in Africa sono considerati streghe e stregoni per motivi come l'incontinenza, l'epilessia, l'essere albini, e ci ho costruito la storia, che è legata alla parte non pubblicata (mi so capito?)

Comunque sì, vado sempre a sbattere lì :) Vorrei fare lo scrittore horror-fantasy-weird, le robe più "normali" non mi vengono. Poi si può scrivere un buon horror-fantasy-weird anche senza macelleria... e cambiare tipologia di protagonisti, come ancora non lo so.

Grazie Mac <3 

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Un rituale apotropaico scritto alla tua maniera. Stile oserei dire impeccabile, contenuto forse un po' ridondante di liquidi umorali.

 

On 29/7/2017 at 02:04, simone volponi ha detto:

e alla bava infinita dei palazzinari.

almeno qui avresti potuto usare il termine brama :)

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1 ora fa, Vincenzo Iennaco ha detto:

almeno qui avresti potuto usare il termine brama

Ho sbavato troppo :D

L'urina è per via della incontinenza che rende gli Nodki tacciabili di stregoneria... il resto di umori li ho messi io, ovvio!

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On ‎29‎/‎07‎/‎2017 at 02:04, simone volponi ha detto:

Bellezze nere che ti aprivano la porta del loro paradiso, tu aprivi il portafogli, e loro aprivano le cosce.

Bellezze nere che ti aprivano la porta del loro paradiso: tu aprivi il portafogli, e loro aprivano le cosce.

 

On ‎29‎/‎07‎/‎2017 at 02:04, simone volponi ha detto:

una statua raffigurante un leone con un pentacolo di teste

questa descrizione non mi è chiara: ha cinque teste oppure ha disegnato un pentacolo sulla testa? Oppure è qualcos'altro?

 

On ‎29‎/‎07‎/‎2017 at 02:04, simone volponi ha detto:

Posarono il cadavere con la schiena contro il tronco nodoso dal diametro di otto metri, poi, affannati, sollevarono lo sguardo verso le fronde simili a radici che si abbeveravano alla fonte della notte.

Posarono il cadavere con la schiena contro il tronco nodoso dal diametro di otto metri; poi, affannati, sollevarono lo sguardo verso le fronde simili a radici che si abbeveravano alla fonte della notte.

 

On ‎29‎/‎07‎/‎2017 at 02:04, simone volponi ha detto:

Nemmeno una goccia di sangue versato

"Nemmeno una goccia di sangue fu versata." Per me suona meglio.

 

Il racconto è ben scritto e sono soprattutto le descrizioni il punto forte del racconto. L'unica cosa è che non ci sono personaggi che creano empatia, non si va a parteggiare per nessuno, ma non credo che sia questo il tuo scopo: da quel che ho potuto leggere finora dei tuoi racconti, prediligi quel genere di storie disturbanti che andavano negli anni '70, inizio anni '80 (Cannibal Holocaust, Non si sevizia un paperino). L'ipocrita consigliere fa una fine brutale che penso a nessuno dispiaccia, anzi, penso che tanti reputano che se l'è cercata e meritata: in molti horror le vittime sono rese antipatiche proprio per parteggiare per il mostro. Penso che tu abbia ben imparato da essi ;) 

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On 29/7/2017 at 02:04, simone volponi ha detto:

le altre macchine si sparpagliarono come formiche di lamiera negli angoli più sporchi di Roma.

Bellissima.

 

Cita

magro come un corvo, una corona di capelli radi intorno alla testa lucida, sudato di cocaina.

Descrizione impeccabile.

 

Cita

Fino a mezz’ora prima ce l’aveva messa tutta nello sputare veleno contro gli immigrati, tenendo a bada le intenzioni già programmate che gli stuzzicavano la prostata. E adesso poteva finalmente godersi in pace il suo segreto: a lui le nere arrapavano.

Questo pezzo mi piace perché sotto la vena ironica si nasconde una bella critica all'ipocrisia di certi stereotipi e razzismi, oltre che quella alla classe politica. Quanto mai attuale.

 

Cita

La sua fica etiope lacrimò urina, una pioggerella dorata che baciò il pavimento con macchie dense. 

Ahahahah, aspettavo il tocco di classe...

 

Cita

«Prendilo in bocca… mi piacciono le tue labbra» farfugliò il cliente, già lubrificato dal seme, corroso dentro dal desiderio.

Secondo me vai a finire nella sezione per i maggiorenni.

 

Cita

Le labbra di Zahia, carnose sultane del piacere, si schiusero appena.

Quel "carnose sultane" mi piace molto, bella immagine (tutta la descrizione, ad eccezione dell'urina che m'ha fatto schifo, è molto suggestiva).

 

Cita

Vide i suoi capelli bianchi calargli sul volto e coprirgli la vista come un velo di nuvole, 

Stai dando il meglio di te nelle similitudini. Bellissima anche questa.

 

Cita

«Waaq! Aimu! Ine, garbiti iy kallòf, kullò Abbà Hulgù! Namtìcciay fon gnàdda…»

Aaaah, ecco, ora mi è tutto chiaro. :)

 

Cita

Dietro il palazzo, separata da una rete arrugginita, si apriva una fetta di ambigua e buia campagna, un pezzo di verde scampato chissà come alla nevrastenia degli scavi e alla bava infinita dei palazzinari.

Nevrastenia, entra di diritto nel dizionario dei soverchi.

A parte gli scherzi, ennesima descrizione scritta in maniera sublime.

 

Cita

I due spettatori terrorizzati

Forse terrorizzati stona con l'idea che mi ero fatto, cioè che i due sapessero un po' cosa li aspettava. Impietriti, attoniti, una cosa simile la preferirei.

 

Cita

Il baobab di Zahia si era nutrito, ora i due negri potevano andarsene. Lo fecero di corsa, come inseguiti da demoni voodoo. Quell'albero faceva davvero paura.

Finale incastrato perfettamente. L'incipit anche, ma di gran mestiere lo hai usato con la furbizia del volpone come introduzione.

 

Allora, allora...

Andiamo per gradi.

 

Stile:

perfetto. Scritto alla grande, sembri in gran forma. Difficile trovare un tuo racconto scritto male, in verità, ma qui hai toccato punte molto alte, con un utilizzo delle figure retoriche e delle descrizioni magnifico. Mai pesante, ma ancor meno banale (e tenersi in equilibrio tra questi due estremi non è mai semplice). È proprio l'originalità delle immagini e dello stile un tuo punto di forza, confermato anche stavolta.

Anche nella punteggiatura risulti molto molto migliorato, ai limiti della perfezione.

 

Personaggi:

Zahia è molto affascinante, solo dopo leggendo la tua risposta a Mac ho capito il senso dell'urina, i capelli bianchi, ecc. Comunque, anche senza aver afferrato il senso di questi dettagli, il personaggio funziona, così come tutto il contorno afro-disiaco e la tribù assassina.

Funziona abbastanza anche il politico, perfetto stereotipo della sua categoria, ma proprio perché stereotipo forse gli manca un po' di spessore umano, che comunque era difficile da creare in così poco spazio. 

 

Storia:

buon compromesso tra crudeltà assassina reale e magia nera. L'atmosfera di morte e di stregoneria tribale è regina ed esce bene anche da una trama semplice e limitata ad un singolo episodio. Forse, a voler cercare difetti, la trama in questo caso è "solo" un frammento di un racconto molto più ampio (e a mio parere dall'enorme potenziale). Pensa solo a quanto puoi immaginare e scrivere sulla storia di questa tribù e del suo simulacro magico e letale...

 

Conclusioni: 

Come praticamente sempre, un racconto molto bello e piacevolissimo da leggere, grazie a fantasia e uno stile che apprezzo moltissimo. D'altra parte condivido le osservazioni di Mac, vorrei anch'io vederti più spesso uscire dai tuoi "schemi", magari in veste più cerebrale o in trame più complesse e magari simboliche, con sottotesti nascosti, messaggi "morali"... anche perché sono convinto che ne uscirebbero dei capolavori autentici. Ma è una considerazione personale dettata prevalentemente da una mia curiosità e dai miei gusti, che puoi benissimo ignorare visto che il tuo genere ti viene una meraviglia. Brav!

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@simone volponi sulla struttura del testo e sul ritmo non ho nulla da dire, impeccabile. Questo è proprio il tuo stile, però non è il mio genere e in alcuni punti mi ha urtato lo stomaco devo ammetterlo :asd: comunque a parte il gusto personale, bravo come sempre ;) 

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@simone volponi come sempre tra fluidi corporei e sangue che scorre a fiotti, sguazzi come un pesce nell'acqua...

Scritto davvero bene. L'unica cosa che non mi "tornava" era l'evidente incontinenza, poi ho capito la ragione, leggendo il tuo commento.

Una cosa è certa, tra le succubus di @Pulsar e le tue streghe vodoo, mi sa che qui convenga darsi all'ascetismo... :lol:

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Ospite Rica

 

Ciao Simo,

 

mi sei piaciuto molto in questo brano.

Mi sembra uno dei tuoi più soft, e forse proprio per questo ti ho seguito molto bene. 

Lo schifo a cui mi costringi normalmente (non potrò dimenticare la pompetta e il sudore e bleah!!! dell'altro testo ;) ) in questo brano me lo hai evitato. Grazie, caro. ;) 

 

Trovo una scrittura fluida con immagini molto belle a livello di descrizioni. Secondo me, sei stato anche molto bravo a caratterizzare i personaggi. Ognuno manifesta le proprie in modo inconfutabile, schietto, diretto e immediato. Li costruisci mentre li tratteggi e si fanno forma.

 

La trama è sviluppata molto bene. Questo spaccato di magia nera nelle periferie romane di paladino mi ha conquistata.

 

«Waaq! Aimu! Ine, garbiti iy kallòf, kullò Abbà Hulgù! Namtìcciay fon gnàdda…»

Voglio la traduzione. Ora. Qui.

 

Complimenti.

A presto. @simone volponi

 

 

 

 

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Intervengo al volo perché necessario:

 

2 ore fa, Rica ha detto:

«Waaq! Aimu! Ine, garbiti iy kallòf, kullò Abbà Hulgù! Namtìcciay fon gnàdda…»

Allora, è etiope, della razza Oromo. La ricerca è interessante ma ci vuole tempo e pazienza, quindi le parole le ho legate così (a capa di c.). Però:

Waaq è Waka, il dio degli etiopi.

Aimu sono le anime defunte.

Ine: io.

Garbiti iy: la schiava

kallòf: riferito a chi è invasato

kullò: l'abitatore

Abbà Hulgù: padre dei mangiatori

Namtìcciay fon gnàdda: colui che mangia la carne

 

Faceva aprte di un racconto più lungo, forse pubblico la seconda parte la prossima tappa, anche se va straziato di tagli.

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Ospite Rica

 

Waaq! Aimu! Ine, garbiti iy kallòf, kullò Abbà Hulgù! Namtìcciay fon gnàdda…

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@simone volponi ciao gemello... che dire, mi hai lasciato così :aka: Che non fosse il mio genere, è risaputo. Spesso, anche, ti ho criticato perché sei sempre legato alle solite cose e io, come Mac, vorrei pure vederti uscire dai tuoi soliti canoni ogni tanto. Non ti farebbe male sperimentare con altri generi ;) Eppure sei riuscito a sorprendermi, a volte persino sconcertare, ma non ho potuto che apprezzare lo stile, impeccabile, la bellezza delle immagini, seppur forti per certi versi. Ho apprezzato anche la ricerca che hai fatto, per dare il tocco verosimile alla storia. Anche se non forse da podio, ci sono stati altri racconti di avermi coinvolto di più a livello emotivo, la tua bravura non si discute. 

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