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gmela

Lettera cinque: Cara Elena

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Spoiler

@Lizz ha iniziato questo gioco, in cui una lettera anonima viene lasciata in un libro in biblioteca. Io ho immaginato una risposta alla sua lettera.

 

 

Cara Elena,
Guarda, sono semplicemente senza parole.
Lascia che ti racconti l'effetto che il tuo messaggio mi ha fatto, perché è davvero una storia che merita di essere scritta. Dunque, sono le una e sto aspettando che Computer Center riapra (conosci? Il negozio di computer in fondo a via Gatti). Vado a prendermi una pizza al taglio al Capriccio, poi inizia a piovere e mi infilo in biblioteca. Lo faccio spesso, mi piace leggere i vecchi numeri di Electronic Magazine, una rivista di elettronica: hanno una collezione che  arriva agli anni settanta!
Sulle scale ti vedo, io entro e tu esci: ci facciamo un breve cenno della testa, come due che sono cresciuti nella stessa piccola città e che si passano spesso accanto. Un giorno ti vedo entrare in banca, un altro al supermercato. "Andavamo alle medie insieme e prendevamo la stessa navetta": questo pensavo fossi per te, una semplice conoscenza al cui pensiero non avresti mai dedicato un solo minuto del tuo tempo.
E invece!
Per me eri molto di più, ma questa è un'altra storia.
Onestamente sono ancora sotto shock, uno come me non si aspetta certo di ricevere una lettera come la tua! Guarda, a te voglio proprio scriverlo: sì, tutti mi considerano uno sfigato perché sono grasso e passo il tempo davanti al computer. Oh ma posso dimagrire, eh! Secondo me quello che serve nella vita è un po' di motivazione. È un po' un circolo vizioso: più stai chiuso in casa e più ti isoli, gli amici se ne vanno e perdi la voglia di prenderti cura di te stesso. Smetti di parlare con gli altri, inizi a pensare solo alle cose che ti piacciono ancora: per me, i computer e i videogiochi. Internet aiuta molto, da questo punto di vista, perché non sei mai solo veramente: stai seduto davanti allo schermo e c'è un mondo intero pieno di persone con cui puoi discutere di tutto, restando anonimo e senza bisogno di mostrarti per davvero. Conosci World of Warcraft? È un gioco online in cui persone di tutti i paesi assumono il ruolo di personaggi eroici per esplorare un mondo fatto di magie, misteri e avventure. Io lo adoro!
Alle medie mi picchiavano, ma questo lo sai. Ricordi quella volta che Franco e Daniele mi hanno buttato giù dalla navetta? Cercavo sempre di evitarli, se li vedevo salire andavo a farmi un giro e prendevo la corsa dopo, ma loro ormai avevano capito tutto e sbucavano all'improvviso quando ero già dentro. E sì, se è questo a cui pensi lo so che non hai mai fatto o detto niente, ma si vedeva benissimo che non eri affatto cattiva. Anzi, in realtà se fossi intervenuta non sarebbe servito a nulla e mi sarei vergognato da morire!
Scusa, sto divagando di brutto, ma non sono molto bravo a scrivere. E di sicuro non sono abituato a farlo! Sai che mi fa proprio strano mettere giù tutte queste cose che ti sto dicendo per iscritto? Purtroppo come ormai avrai capito sono una persona solitaria, e quando parlo di me stesso lo faccio su internet, nascosto dietro a un nickname. Farlo con te mi dà un brivido, ma dopo le cose bellissime che mi hai scritto è un brivido piacevole, come una liberazione.  Non hai idea di quanto faccia bene!
Tornando alla lettera, devo dire che sei un'attrice fenomenale: non una smorfia, non un gesto, su quelle scale, a tradirti! Avevi già preparato il messaggio? Oppure sei tornata dentro quando mi hai visto entrare e mi hai seguito in silenzio come un ninja, hai scritto la lettera in fretta mentre leggevo Electronic Magazine e l'hai infilata nel libro quando mi hai visto andare verso lo scaffale delle novità? Sei stata bravissima!
Non so perché quel libro mi ha attirato. Forse il titolo? Sembrava un fantasy!
L'ho preso in mano e il tuo messaggio è volato via, l'ho raccolto da terra e ho iniziato a leggere. Quando ho visto "Non cercare il nome alla fine della lettera, non ancora, per favore" ero già corso a cercare la firma da un bel po'! Leggevo per curiosità: mai, mai e poi mai avrei pensato che quelle cose bellissime erano state scritte per me! Ma poi, la scena del teatro: lo shock mi ha atterrato, eri tu! Ho avuto un flash e mi sono ricordato di averti incontrata sulle scale poco prima. Non potevo crederci, eppure...
Davvero ti sei scordata quello che mi hai detto quella volta?
"Ahia, occhio con quel piede!"
Mi viene da ridere, a ripensarci adesso, ma certo non mi veniva da ridere allora! Ti avevo tirato un calcio senza farlo apposta, ricordi adesso? Avevi una maglietta gialla (me la vedo ancora!) e eri seduta vicino a quella tua amica con cui andavi sempre in giro (quella coi capelli corti).
E sì, ti concedo che il tuo non era proprio il modo migliore per attirare l'attenzione di un ragazzo, ma in fondo eravamo ancora piccoli e di stupidaggini ne facevamo tutti tante! Mi sono vergognato di quanto fossi scemo e imbranato con le ragazze e sono tornato di corsa a parlare col tizio alla mia sinistra, senza più osare nemmeno guardarti (era un compagno di classe, ma sinceramente non ricordo più quale). La verità è che mi piacevi, mi piacevi tanto, ed ero così nervoso quando ti sei seduta vicino a me! Ero sicuro che l’avessi fatto perché era l’unico posto libero! A tutti noi di prima media piacevano le ragazze di terza, ovviamente, ma per me tu eri un po' speciale. Forse perché ti vedevo tutti i giorni su quella navetta e, senza mai osare rivolgerti la parola (sarei morto dall'imbarazzo!), mi facevo dei film mentali e immaginavo di vivere con te. Era un gioco, un po' come le avventure che mi sono creato più tardi su World of Warcraft, perché sapevo bene che le storie che immaginavo non si sarebbero mai realizzate. Però lo facevo lo stesso, mi aiutava a tirare avanti (non erano dei begli anni). Ricordo ad esempio che una volta mi sono messo a immaginarmi che ci costruivamo un catamarano e partivamo assieme per l'Australia, e che durante il viaggio vivevamo tutta una serie di avventure incredibili!
Poi hai iniziato le superiori e non ti vedevo più. Mi mancavi, mi mancavi davvero tanto. Sulla navetta non avevo più nulla per distrarmi, me le prendevo e basta. È quell'anno che ho iniziato a passare tanto tempo davanti ai computer. E col tempo ho smesso di pensare a te, lo ammetto. Non perché non mi piacessi più, eh! Ma a che serviva? Di sicuro tu saresti andata avanti per la tua strada, avresti trovato un uomo bello e intelligente con cui essere felice, saresti diventata una mamma. E io un giorno ti avrei incontrata per strada con la tua famiglia e avrei sofferto, in quel modo speciale con cui soffriamo noi sfigati.
"Meglio non pensare più a lei", mi sono detto, "Falle un cenno con la testa quando la incontri per strada, e passa oltre".
Mi spiace davvero, davvero tanto, che la tua vita non sia stata soddisfacente. Che lavoro fai? Io faccio il tecnico informatico, alla BST (giusto per completare lo stereotipo!). Non è un bel lavoro, proprio per niente. Se vuoi cambiare vita, io sono pronto. Tutto quello che ho lo lascio più che volentieri. Dai, in fondo non siamo mica vecchi, no?
Mi fa così strano pensare alle cose che mi hai scritto: sai che verso la fine piangevo? Nessuno mi ha mai chiamato "amore" prima. Nessuno! Onestamente non so cosa ci trovi in me (sei davvero sicura di quello che hai scritto?): so benissimo che sono uno sfigato ciccione senza amici che non ha mai combinato niente nella vita. Pensare che sei riuscita a vedere attraverso le apparenze, e capire come sono fatto davvero, mi riempie il cuore della felicità più pura.
Sappi che ti amo anch'io: ti amavo a undici anni e ti amo adesso più che mai.
Che dici, lo costruiamo questo catamarano?
Scusa se ti mando questo messaggio per email, mi piacerebbe davvero fare qualcosa di romantico anch’io ma non ne sarei mai capace! Volevo scriverti su carta e mandarti la lettera per posta, ma mi hai parlato di una relazione insoddisfacente e non volevo che il tuo uomo (marito?) la trovasse e ti creasse problemi.
Ho trovato la tua email cercando il tuo nome su Google.
Ti amo, Elena, ti amo tantissimo, sei la cosa più bella che ci sia mai stata nella mia vita!
A presto,
Carlo

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Ehilà :D Grazie per aver risposto alla lettera!

 

18 ore fa, JMC ha detto:

 

Dunque, sono le una e sto aspettando che Computer Center riapra (conosci? Il negozio di computer in fondo a via Gatti).

Non ho mai capito se si dica davvero "le una": sento tante persone usarlo, però mi suona strano. Io personalmente preferisco "l'una" v_v Mi piace l'accenno a via Gatti, che mi sa di messaggio subliminale sull'identità di gattaro di Carlo!

"Computer Center", "Capriccio" ed "Electronic Magazine" ti consiglio di metterli in corsivo, per renderli più "ufficiali" e staccarli dal testo.

Ottimo anche il fatto che inizi a darci indizi: appassionato di elettronica, prova qualcosa in più per Elena, "uno come me non si aspettava certo di ricevere una lettera come la tua"... E insomma, lo sai cosa hai scritto, quindi non elenco altro, ma mi piace molto come dissemini indizi in tutto il testo!

 

18 ore fa, JMC ha detto:

 "Andavamo alle medie insieme e prendevamo la stessa navetta": questo pensavo fossi per te, una semplice conoscenza al cui pensiero non avresti mai dedicato un solo minuto del tuo tempo.

Oppure: "... navetta", questo pensavo di essere per te: una semplice conoscenza...
Il congiuntivo non è sbagliato, però non mi convince molto in quella posizione.

 

18 ore fa, JMC ha detto:

Oh ma posso dimagrire, eh! Secondo me quello che serve nella vita è un po' di motivazione.

Sarà che mi capita di fare gli stessi pensieri, ma empatizzo molto con Carlo xD

 

18 ore fa, JMC ha detto:

Ricordi quella volta che Franco e Daniele mi hanno buttato giù dalla navetta?

Qui forse mi sembra una cosa un po' drastica. Magari l'hanno spinto giù dalla navetta subito prima che partisse? Altrimenti a me dà l'idea che l'abbiano lanciato da finestrino con la navetta in corsa! A parte questo, rendi estremamente facile provare simpatia per Carlo poveraccio.

18 ore fa, JMC ha detto:

E sì, se è questo a cui pensi lo so che non hai mai fatto o detto niente, ma si vedeva benissimo che non eri affatto cattiva. Anzi, in realtà se fossi intervenuta non sarebbe servito a nulla e mi sarei vergognato da morire!

:sob: Si sforza anche di giustificarla, è un tenerone! Anche se sì, forse in questa nostra società ancora così maschilista ( v_v ) rimane davvero una vergogna per un ragazzo farsi difendere da una ragazza.

 

18 ore fa, JMC ha detto:

E di sicuro non sono abituato a farlo! Sai che mi fa proprio strano mettere giù tutte queste cose che ti sto dicendo per iscritto?

Oppure più semplicemente "mettere per iscritto"

18 ore fa, JMC ha detto:

Davvero ti sei scordata quello che mi hai detto quella volta?
"Ahia, occhio con quel piede!"

Che romantico :°)

18 ore fa, JMC ha detto:

Ricordo ad esempio che una volta mi sono messo a immaginarmi

Qui secondo me, per non ripetere, basta scrivere anche solo "mi sono messo a immaginare"

18 ore fa, JMC ha detto:

Poi hai iniziato le superiori e non ti vedevo più.

O "e non ti ho vista più"?

 

18 ore fa, JMC ha detto:

Non è un bel lavoro, proprio per niente. Se vuoi cambiare vita, io sono pronto. Tutto quello che ho lo lascio più che volentieri. Dai, in fondo non siamo mica vecchi, no?

Effettivamente, potrebbe essere rischioso lasciare una lettera anonima, se poi porta le persone a questi pensieri: fortuna che non era sposato con figli :D 

18 ore fa, JMC ha detto:


Mi fa così strano pensare alle cose che mi hai scritto: sai che verso la fine piangevo? Nessuno mi ha mai chiamato "amore" prima. Nessuno! Onestamente non so cosa ci trovi in me (sei davvero sicura di quello che hai scritto?)

 

E' incredibile come a cominciare con un tono leggero e divertente all'inizio, e finire facendomi venire la lacrimuccia! Mi piace molto come hai costruito il testo: Carlo è un personaggio credibile nella sua quotidianità, a tutto tondo: non si illude su se stesso (a parte quando riceve lettere misteriore), e in qualche modo riesci a far trapelare gran parte della sua vita e della sua personalità dalla "mail" senza mai dare l'impressione di fare "spiegoni", ma attraverso un'autoanalisi sincera e spontanea, come si vede anche dal tono colloquiale che usa xD

Insomma, in 8000 caratteri sei riuscito a costruire un personaggio di cui mi piacerebbe sapere di più: già tifo per lui!

Se la merita proprio, una riposta dalla sua Elena... sperando non sia qualcosa tipo "Degenerato!! E chi ti ha chiesto niente?!" :P 

 

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Grazie @Lizz per l'analisi approfondita... Rispondere alla tua lettera è stato un piacere e un onore :)

 

Una cosa generale che tocca un po' tutti i punti che mi hai fatto notare: non ho cercato uno stile pulitissimo in quanto la lettera l'avrebbe scritta Carlo, nerd impacciato che, da quanto dice, non è abituato a scrivere. Cose come l'eccesso di punti esclamativi, il discorso un po' divagante e lo stile ogni tanto impacciato sono volute, una scrittura pulitissima mi sarebbe sembrata poco consona al personaggio. Diciamo che ho cercato di trovare un compromesso tra il rendere il fatto che Carlo è impacciato, e il non distruggere completamente il piacere della lettura.

 

On 2017-07-20 at 02:21, Lizz ha detto:

Non ho mai capito se si dica davvero "le una": sento tante persone usarlo, però mi suona

Sono uno di quelli. Non so davvero perché, ma non ho mai detto "l'una" in vita mia U_U

 

On 2017-07-20 at 02:21, Lizz ha detto:
Cita

Ricordi quella volta che Franco e Daniele mi hanno buttato giù dalla navetta?

Qui forse mi sembra una cosa un po' drastica. Magari l'hanno spinto giù dalla navetta subito prima che partisse? Altrimenti a me dà l'idea che l'abbiano lanciato da finestrino con la navetta in corsa!

Direi che hai ragione. Ma bon, si può sempre dire che forse Carlo si esprime male... Questo è il bello di scrivere un racconto epistolare, qualunque errore non è mai colpa tua :asd:

 

On 2017-07-20 at 02:21, Lizz ha detto:
Cita

Ricordo ad esempio che una volta mi sono messo a immaginarmi

Qui secondo me, per non ripetere, basta scrivere anche solo "mi sono messo a immaginare"

Questa ammetto che mi è scappata, suona proprio male.

 

On 2017-07-20 at 02:21, Lizz ha detto:
Cita

Non è un bel lavoro, proprio per niente. Se vuoi cambiare vita, io sono pronto. Tutto quello che ho lo lascio più che volentieri. Dai, in fondo non siamo mica vecchi, no?

Effettivamente, potrebbe essere rischioso lasciare una lettera anonima, se poi porta le persone a questi pensieri: fortuna che non era sposato con figli :D 

Infatti volevo giocare su questo, far vedere che la tua lettera anonima ha avuto un effetto forte su qualcuno, forte abbastanza da cambiare una vita... E magari creare qualche guaio.

 

On 2017-07-20 at 02:21, Lizz ha detto:

Insomma, in 8000 caratteri sei riuscito a costruire un personaggio di cui mi piacerebbe sapere di più: già tifo per lui! 

 

Mi fa davvero piacere che la lettera ti sia piaciuta e ti abbia fatto venire voglia di saperne di più su Carlo... Se tu (o qualcun altro) rispondi alla lettera, prometto che continuo :)

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@Luce Allievi Mi dembra che generalizzi un po' troppo..  Se vuoi dire, come mi pare di capire, che tutti gli sfigati sono vittime solo e soltanto della propria pigrizia, secondo me la questione è un po' più complessa di come la fai tu.

 

Ma detto questo, concordo sul fatto che la pigrizia e l'apatia giochino un grande ruolo in persone come Carlo, e che dovrebbero assolutamente essere loro per primi a cercare di cambiare e migliorare la propria situazione.

 

Infatti Carlo per me non è affato un personaggio del tutto positivo. Può avere alcune caratteristiche positive, ma di certo ne ha anche tante brutte, l'apatia su tutto.

 

Non ho pensato a questa lettera come a un racconto a sé stante, bensì l'ho scritto come se la lettera di Lizz e la mia costituissero l'inizio di un romanzo epistolare. Se mai sarà continuato, voglio far evolvere Carlo come personaggio, e fargli prendere coscienza di quello che non va in lui.

 

Grazie per essere passata di qui :)

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Il racconto è scritto bene ed è scorrevole, su questo ho ben pochi appunti da farti.

L'unica cosa che non capisco, a livello di storia, è il perché Elena dovrebbe essere innamorata del protagonista.

Lo ha conosciuto alle medie (senza averci mai parlato a quanto sembra) e poi lo ha incrociato qualche volta per strada (anche poche presumo visto che Carlo era segregato dentro casa).

Consideratemi poco romantico, freddo, cinico ma, sinceramente, se da un lato capisco che il protagonista possa essere realmente innamorato (visto che, nella sua mente, si è creato un immagine idealizzata di lei), dall'altro i sentimenti di Elena nei suoi confronti mi sembrano assolutamente ingiustificati.

 

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Ammetto che pur essendo il tuo personaggio molto diverso da quello della Lettera Tre di Federico mi ha fatto fare considerazioni simili.

Carlo rappresenta il tipico nerd che un lettore (o un telespettatore, fossimo sul grande schermo) si aspetterebbe: ingenuo, imbranato, passivo. In questo caso anche sovrappeso. Pur consapevole dei suoi limiti, è incapace di rapportarsi col mondo reale con una certa obiettività.

 

Tutti elementi che un lettore può aspettarsi da un nerd. Mi è mancato l'inaspettato. Ammetto che io avrei dato a Carlo qualcosina in più, quel tipo di qualità che proprio non ti aspetteresti da un nerd ma invece no, in quanto essere umano, può averle anche lui. Diciamo che Carlo mi è sembrato il perfetto personaggio nerd. Personaggio, appunto. Aggiungendoli qualche elemento a sorpresa lo renderesti meno personaggio e quindi, in qualche modo, anche più verosimile. Almeno secondo me. 

 

Ammetto, per come mi hai presentato il personaggio, di ritenere quasi impossibile che la Lettera Uno sia di Elena e indirizzata a lui.

Però sì, ammetto che una possibile risposta all'email mi sia venuta in mente. Evito di scriverla, perché magari Lizz o qualche altro animo femminile potrebbe aver voglia di farlo loro, e sarebbe più indicato. Per cui lascio loro la precedenza.

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@Andrea28 Esatto :) Qualunque persona coi piedi perterra e un po' di buon senso avrebbe fatto il tuo ragionamento: e perché mai Elena dovrebbe essersi innamorata di Carlo?

 

Ma lui no...

 

Se ci pensiamo bene, quali sono le "prove" che sia stata Elena a lasciare la lettera? Lui l'ha incrociata sulle scale della biblioteca, prima di entrare, e la lettera anonima parla di una frase scambiata una volta durante una visita a teatro con la scuola, senza dare più dettagli... Mhhh... Un po' pochino! Siamo davvero sicuri che Carlo ci abbia visto giusto, quando ha identificato in Elena l'autrice della lettera? O è solo una persona con immaginazione troppo fervida e poco buon senso, che ha appena scritto una lettera come questa, raccontando tutte le sue cose più intime, a una tizia che a malapena lo conosce?

 

Se la cosa continuerà, vedremo :)

 

Grazie per il commento :D

 

@Eudes Hai ragione, Carlo appare piuttosto stereotipato qui... Però ti assicuro che gli occhiali non ce li ha, neh ;) Anche a me non piacciono i personaggi-stereotipo, e di sicuro a Carlo qualche strana abilità/passione/mania gliela dò, se la cosa continuerà... Ma in questa lettera volevo che si buttasse giù, che si definisse da solo come uno stereotipo vivente, che abbracciasse la sua condizione di sfigato gridandola come una liberazione, dopo aver finalmente trovato qualcuno che (lui crede) è riuscito a trovarlo interessante nonostante tutto. Ammetto che, quando ho scritto questo pezzo, non ho pensato molto a una lettera autoconclusiva, ma più alla prima di una serie di lettere, in cui il personaggio si svelasse a poco a poco per poi evolvere.

 

7 ore fa, Eudes ha detto:

Ammetto, per come mi hai presentato il personaggio, di ritenere quasi impossibile che la Lettera Uno sia di Elena e indirizzata a lui.

 

Direi che concordo :asd:

 

Grazie per il commento, quello che sollevi è un punto molto interessante. Vedremo se qualche animo femminile si farà vivo allora :)

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