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Ferrari Editore

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@José Quirce

Il tuo intervento mi ha incuriosita, forse sarà anche per la domanda che poni. In questo topic si parla della Ferrari Editore ed è una CE che non chiede contribuiti, la tua esperienza non smentisce quanto qui riportato. La richiesta dell'editore, visto il genere del tuo dattiloscritto, mi sembra leggittima, in più, nel caso esista un finanziamento istituzionale per una pubblicazione, è importante venirne a conoscenza. Il fatto che poi non ci sia stata subito una risposta da parte dell'editore non vuol dire che il testo sia stato rifiutato e si resta nel campo delle supposizioni (deduzioni...). Non diamo tutto per scontato. Mi sembra d'intuire che ti vorresti autofinanziare, tralasciando il fatto di come pensi si agisca nei molti casi da te citati, conviene parlare di persona o telefonicamente con gli editori ai quali ti vuoi proporre, questo per sciogliere subito un dubbio legato alla parte economica e dedicarsi poi all'aspetto letterario della questione. Difficile per email portare avanti delle contrattazioni di questo tipo.

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@TuSìCheVale naturalmente non intendevo - né potevo - smentire quanto qui si dice della casa editrice: infatti non mi è stato chiesto un centesimo, e anche in precedenza e in generale la CE mi aveva fatto una bella impressione (altrimenti non mi ci sarei rivolto).

Dico solo che è un po' strano - e ciò varrebbe anche per qualsiasi altro editore - che una CE free si preoccupi di chi finanzierebbe la pubblicazione (da qui si deduce che il problema non sarebbero l'argomento o la qualità del testo, nel qual caso non avrei avuto nulla da obiettare). Insomma mi sembra un po' un controsenso.

Per quanto riguarda l'aspetto comunicativo, in generale sono d'accordissimo con te, però se prima mi rispondi subito e poi non mi rispondi più dopo oltre un mese, io lo prendo come un "no" (pur senza "grazie") e lo accetto garbatamente senza insistere.

Nulla contro la qualità di questa CE, e nulla contro chi giustamente mi dice "no", però mi è parsa una situazione un po' strana, ecco.

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Il 4/1/2020 alle 02:03, José Quirce ha scritto:

A me hanno risposto dopo nemmeno due giorni dall'invio del dattiloscritto (una ricerca storica), chiedendomi un po' perplessi come pensassi di divulgare il libro, trattandosi di un argomento particolare che in genere viene pubblicato "attraverso progetti" (cit.), tradotto: chiedendomi se avessi dei finanziatori.

Ho risposto, ma poi non ho più ricevuto alcuna loro risposta, quindi deduco che il prodotto non fosse di loro interesse (libro di storia calabrese - casa editrice calabrese: ma tant'è).

Ovviamente non mi hanno chiesto soldi né acquisto copie (peraltro non potendo sapere che a certe condizioni sarei stato disposto ad accettare), ma mi/vi chiedo: che senso ha dire di non chiedere soldi o altro, se poi si scarta a priori un autore che non garantisca un finanziamento istituzionale a priori?

Ciao @José Quirce , spesso e volentieri le opere di saggistica vengono finanziate da enti di ricerca o università, per questo credo che questa ce te ne abbia parlato. Non è prassi comune per la narrativa né per la poesia, invece. Molte pubblicazioni di ricercatori e professori universitari avvengono in questo modo. È un mondo un po' diverso perché si ha la  necessità per questioni di curriculum e di carriera di pubblicare. 

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