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Bango Skank

Confronto di opinioni sulla metodologia operativa delle agenzie

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Questa discussione nasce con l'intento di creare uno spazio dove ci si possa confrontare - spero serenamente - sulle diverse modalità operative delle varie agenzie.
Molti utenti, per fare un esempio pratico, vedono come il fumo negli occhi quello che per semplicità chiamerò il "metodo Meucci", ovvero la pratica - sempre più in voga - da parte di agenzie titolate di prendere in visione gratuitamente solamente un numero limitato di inediti al mese; solitamente vengono premiati i "più veloci".
Per altri utenti, al contrario, questo approccio rappresenta un'opportunità da non sottovalutare: si possono avere in breve tempo delle risposte certe in merito al proprio testo (o incipit), senza aspettare mesi e senza sborsare un centesimo.
Ci sono poi tanti altri parametri su cui discutere.
Agenzie letterarie che offrono un servizio di lettura a pagamento (e che quindi per alcuni offrono un servizio in più, per altri invece contribuiscono a creare una certa confusione nell'autore, che non sa se la rappresentanza di un esordiente è di fatto un'opzione possibile o se l'agenzia punta solo a "far cassa").
Agenzie letterarie che leggono solo incipit e sinossi, altre che leggono tutto.
Agenzie che rispondono a tutti in modo indiscriminato, altre che specificano di rispondere solo se interessate.
Insomma: per l'aspirante scrittore il massimo sarebbe un'agenzia che
- legge ogni manoscritto che le arriva
- lo legge nella sua interezza
- lo fa gratuitamente
- lo fa in tempi brevissimi
- risponde con una mail personalizzata a ogni autore, dimostrando di aver letto il testo integralmente e specificando cosa non ha convinto.
Personalmente - ed è pacifico che questa è una mia personale opinione - scapperei a gambe levate da un'agenzia del genere. Questo perché se firmassi con loro, presumo che non avrebbero tempo per fare il lavoro di "agenti letterari", in quanto il loro tempo sarebbe assorbito al 90% nel leggere manoscritti inediti e rispondere a ogni aspirante scrittore.
Non credo di svelare chissà quale segreto quando sostengo che oltre il 90% di ciò che arriva agli agenti (o alle CE) è spazzatura. Ricordiamoci che "l'utente medio" del Wd rappresenta già una buona scrematura tra aspirante scrittore "consapevole" e aspirante scrittore "della domenica". Mi sono guardato un po' in giro negli ultimi mesi. Ci sono gruppi pieni zeppi di aspiranti scrittori che propongono estratti di romanzi in pubblicazione su piattaforme "giovani" come wattpad o auto pubblicati. Il livello medio di questi estratti è imbarazzante: tempi verbali sbagliati, prosa terribile, errori clamorosi come "un'uomo" ecc ecc.
Sono centinaia, credetemi.
Ora, immaginate di essere un agente. E di dover leggere per intero ogni romanzo di questo tipo che vi arriva. E di dover rispondere a ogni autore. Io dico che sarebbe follia. Se voi foste i titolari di una grande agenzia, cosa fareste? Io trovo interessante che agenzie grandi "concedano" agli aspiranti la possibilità di farsi leggere gratuitamente, seppur dopo aver passato una prova di abilità che, giocoforza, predilige i più giovani o i più avvezzi alle nuove tecnologie.
In ogni caso questa è la mia opinione, e chiunque volesse esprimere qui la propria è ben accetto.


 

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Ospite

Provo a dirti la mia…

Il problema principale è proprio trovare un dialogo con questi agenti, molti sembrano inavvicinabili. È comprensibile che non siano in grado di sostenere gli invii solitamente accettati da una CE, però, bisognerebbe rendere le finestre temporali più lunghe, soprattutto rispetto al “metodo Meucci”. Mi sembra che la CE E/O accetta manoscritti per soli due mesi all’anno, quindi, quelli davvero intenzionati segnano la data sul calendario e aspettano di potersi proporre. Naturalmente, è gradito anche un rifiuto standard che chiude definitivamente l’attesa, i classici 6 mesi sono ormai accettati.

Questo servizio deve essere svolto gratuitamente, per ricercare in seguito il profitto piazzando i manoscritti. La scheda di lettura non è un servizio richiesto, però, chi è interessato a un giudizio sul proprio lavoro può prendere accordi differenti.   

Aggiungo che quanto detto non mi sembra di difficile realizzazione. Pensiamo ad esempio a importanti concorsi per esordienti (Ioscrittore, Calvino e ecc.) accettano manoscritti in determinate date e poi scelgono quali testi portare in pubblicazione. Il Calvino aveva avuto proprio dei problemi per paragoni con delle agenzie, poi tutto mi sembra si sia risolto.

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Ciao @Bango Skank hai aperto una discussione molto interessante e cerco di dare un modesto contributo.

Ho provato a immaginare come mi comporterei se avessi un incarico del genere.

10 minuti fa, Bango Skank ha detto:

- legge ogni manoscritto che le arriva
- lo legge nella sua interezza
- lo fa gratuitamente
- lo fa in tempi brevissimi
- risponde con una mail personalizzata a ogni autore, dimostrando di aver letto il testo integralmente e specificando cosa non ha convinto.

Inizio a leggere: dopo le prime righe con strafalcioni dl tipo "un'uomo" e "se io farei" lo scarterei subito e gli manderei la mail tipo (preparata in precedenza): "Mi dispiace ma nella sua opera abbiamo riscontrato..." Ognuno decida il motivo che preferisce.

Ecco che il 90% richiederebbe pochi minuti ognuno.

 

Così troverei rapidamente il 10% di opere interessanti e allora sì che le leggerei con piacere fino alla fine.

Ma prima manderei la seconda mail tipo B "Abbiamo trovato la sua opera interessante e la vogliamo leggere per intero con attenzione. Ci metteremo circa XX giorni dopodiché le faremo sapere."

Ecco quindi che il comportamento diventerebbe:

- lo legge nella sua interezza (solo se merita)

- lo fa gratuitamente (ok)

- lo fa in tempi brevissimi (nel senso che la mail di risposta tipo A o tipo B parte in tempi brevissimi)

- risponde con una mail personalizzata a ogni autore (solo al 10% che lo meritava).

Un autore che riceva la B aspetterà anche parecchi giorni senza preoccuparsi. Chi riceve la A, tenterà fortuna altrove.

 

Io credo che una CE che facesse in questo modo avrebbe dei vantaggi e un ritorno anche di immagine.

Non essendo del settore, penso però che non lo facciano per un motivo valido. :o

Io, per uno stipendio normalissimo, lo farei. :D

 

 

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Ciao a te, @Daniele125
La metodologia che hai descritto è in effetti quella adottata da diverse agenzie, anche se la "differenza" la fanno i tempi di risposta. Ad esempio so che la Vivian e la Pastrengo (cito le prime due che mi vengono in mente) dovrebbero leggere tutto, ma la risposta della prima è immediata (entro pochi giorni) nel caso le interessi l'incipit, mentre la seconda richiede circa 3 mesi di tempo solo per leggere incipit e sinossi.
Le risposte poi non sono garantite nel caso di poco interesse: la Pastrengo specifica proprio che non risponde.
Questo perché, immagino, anche adottando il metodo: leggo l'inizio di tutto e quello che non mi convince lo scato", se mi arrivano una 50ina di manoscritti al giorno dover andare a cercarmi l'indirizzo mail di ognuno e inviare una mail "precompilata" è comunque un qualcosa che mi porta via minimo 1 minuto. Quindi diciamo che 1h al giorno se ne va in questo.
Ora, secondo me qui entra in gioco anche la capacità dell'agenzia. Se hai - ipoteticamente - 10 dipendenti e un paio di stagisti magari qualcuno a fare questo tipo di lavoro ogni giorno lo metti... ma in caso contrario non è detto che ci sia tempo-modo-voglia di farlo.
Personalmente la "non risposta" valida come un NO mi va benissimo, a patto che le tempistiche siano specificate prima, che siano di 1 settimana, 1 mese o 1 anno.
In questo modo so come regolarmi rispetto a quell'agenzia specifica.
 

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15 minuti fa, Nuwanda ha detto:

Provo a dirti la mia…

Il problema principale è proprio trovare un dialogo con questi agenti, molti sembrano inavvicinabili. È comprensibile che non siano in grado di sostenere gli invii solitamente accettati da una CE, però, bisognerebbe rendere le finestre temporali più lunghe, soprattutto rispetto al “metodo Meucci”. Mi sembra che la CE E/O accetta manoscritti per soli due mesi all’anno, quindi, quelli davvero intenzionati segnano la data sul calendario e aspettano di potersi proporre. Naturalmente, è gradito anche un rifiuto standard che chiude definitivamente l’attesa, i classici 6 mesi sono ormai accettati.

Questo servizio deve essere svolto gratuitamente, per ricercare in seguito il profitto piazzando i manoscritti. La scheda di lettura non è un servizio richiesto, però, chi è interessato a un giudizio sul proprio lavoro può prendere accordi differenti.   

Aggiungo che quanto detto non mi sembra di difficile realizzazione. Pensiamo ad esempio a importanti concorsi per esordienti (Ioscrittore, Calvino e ecc.) accettano manoscritti in determinate date e poi scelgono quali testi portare in pubblicazione. Il Calvino aveva avuto proprio dei problemi per paragoni con delle agenzie, poi tutto mi sembra si sia risolto.


Non so cosa dirti Nu, a me le agenzie - anche le più grandi - hanno sempre risposto cortesemente a eventuali domande fatte per mail o su Fb. Nel senso: non ho mai trovato problemi di "dialogo" (immagino basti rispettare le norme di educazione e non stalkerare) in merito alla richiesta di informazioni...
Per quanto riguarda il "dialogo" su ciò che si invia, invece, credo sia sacrosanto che l'agenzia non voglia avere alcun tipo di dialogo con gli autori "scartati". Perderebbe troppo tempo.
Sul discorso della finestra temporale del "metodo Meucci" credo dipenda da quanto la singola agenzia ha intenzione di investire nella ricerca di esordienti in termini di tempo, risorse e prospettive. Ma questo credo sia un discorso un po' ozioso... presumo che più l'agenzia sia grande, meno tempo abbia intenzione di investire (nel senso che far soldi con un esordiente oggi non credo sia facilissimo, almeno sul mercato italiano).

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Ospite
2 ore fa, Bango Skank ha detto:

Sul discorso della finestra temporale del "metodo Meucci" credo dipenda da quanto la singola agenzia ha intenzione di investire nella ricerca di esordienti in termini di tempo, risorse e prospettive. Ma questo credo sia un discorso un po' ozioso... presumo che più l'agenzia sia grande, meno tempo abbia intenzione di investire (nel senso che far soldi con un esordiente oggi non credo sia facilissimo, almeno sul mercato italiano).

 

Lo scouting deve rientrare nella "metodologia" di lavoro di un agente. Quindi gli invii devono essere aperti, altrimenti diventi un "agente privato" o "segreto" alla James Bond :asd:

Il problema sono tutti questi servizi accessori: scheda di lettura, editing, che ti vengono proposti a "prescindere". Il punto "nuovo" è: se rifiuti, diventi un autore che non vuole "investire". Invece, la questione è totalmente diversa... Il "rischio d'impresa" non va addebitato all'autore.

http://www.okpedia.it/rischio_di_impresa

 

Cita

Il rischio d'impresa è a carico dell'imprenditore che esercita in nome proprio l'attività economica

 

Inoltre, ci sarebbe da discutere su tutte le aspettative dell'autore e quello che vine fatto invece dall'agente una volta scelto un testo...

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Ciao @Bango Skank in effetti non avevo preso in considerazione la quantità. :(

Se mi arrivassero 50 curricula al giorno, farei fatica a rispondere a tutti con la mail standard.

In quel caso, dovrei ricorrere al loro sistema e pubblicare sul mio sito: "Riceviamo 50 mail al giorno e siamo costretti a usare il metodo della 'non risposta' = " non ci interessa'. 

Però credo che la frase (che si vede parecchio in giro): "Se ci interessa rispondiamo fra 6 mesi" mi sembra brutta.

Meglio dire: "Se ci interessa ve lo diciamo in una settimana e poi entro 6 mesi vi facciamo una proposta, che può essere "no" "ni" "so" "sì". :D

Vivian fa così perché ha capito che è un approccio migliore, evidentemente.

 

Poi mi sembra giusta anche la frase di @Nuwanda

15 minuti fa, Nuwanda ha detto:

Il "rischio d'impresa" non va addebitato all'autore.

Se consideriamo i rapporti normali che esistono nelle aziende di produzione, una fabbrica investe per creare il prodotto al meglio delle sue capacità, poi sono gli agenti di commercio che lo devono vendere. Se non credono nel prodotto, andranno da altri, ma se gli sembra valido e conveniente lo metteranno nel proprio catalogo prima che lo facciano i loro concorrenti. Ci sono anche i casi misti, ma parliamo di aziende di una certa dimensione, che assume gli agenti e fa tutto da sola.

L'autore, soprattutto se agli inizi, non dovrebbe essere coinvolto economicamente nel processo di diffusione della sua opera.

 

Inoltre, sempre per agevolare le CE nella scrematura, potrebbero inserire delle regole nel propri siti. Non è una cosa difficile.

"Chi vuole mandarci un testo, deve prima scaricare queste regole di scrittura e attenervisi. In caso contrario, il manoscritto verrà cestinato".

Io lo apprezzerei. (y)

Anzi, mi offro per scrivere il manualetto! :D

 

 

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17 minuti fa, Daniele125 ha detto:

 

"Chi vuole mandarci un testo, deve prima scaricare queste regole di scrittura e attenervisi. In caso contrario, il manoscritto verrà cestinato".

Io lo apprezzerei. (y)

Anzi, mi offro per scrivere il manualetto! :D

 

 


E come fai tu, agente, a sapere che i cento manoscritti che ti sono stati inviati questa mattina rispettano le regole che hai indicato sul tuo sito? Non devi comunque controllarli uno per uno per accertartene? Dov'è che hai risparmiato tempo, di preciso?

Come ho già detto nell'altra discussione, gli invii a numero limitato sono una buona soluzione, sempre che permettano di avere un primo riscontro in tempi certi e brevi.
Ovvio che per agenzie affermate, e quindi ambite, questo voglia dire finestre temporali di invio molto ristrette, ma solo perché ricevono molti manoscritti. Se io domani, dal nulla, mi proponessi come agente letterario e adottassi il Metodo Meucci, sono sicuro che la mia finestra di invio resterebbe attiva per giorni.

Sulla possibilità di pagare per essere letto da un agente, invece, ho idee contrastanti. Da un lato l'argomentazione "il tempo si paga" ha un senso e mi trova, almeno in teoria, d'accordo. Dall'altro lato, però, nel caso specifico, sarebbe come essere in cerca di lavoro e pagare qualcuno per leggere il mio curriculum; Assurdo, no?
Perché in fondo è questo che fa un agente letterario, quando prende in mano un manoscritto: cerca qualcuno che lavori con/per lui e che possa portargli un guadagno. Il tempo che spende per prendermi in considerazione come autore non è tempo che mi sta regalando, ma tempo che sta investendo nella sua attività.

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Ospite

Concordo con quanto scritto da @GiD, però vorrei approfondire meglio questa parte.

 

 

13 minuti fa, GiD ha detto:

Ovvio che per agenzie affermate, e quindi ambite, questo voglia dire finestre temporali di invio molto ristrette, ma solo perché ricevono molti manoscritti. Se io domani, dal nulla, mi proponessi come agente letterario e adottassi il Metodo Meucci, sono sicuro che la mia finestra di invio resterebbe attiva per giorni.

 

Le finestre temporali ristrette non devono chiudersi in un battito d'ali o essere a numero limitato.

Si danno 24 ore di tempo, in un anno, ogni 6 mesi ecc. Tutti quelli interessati possono partecipare, poi iniziano le scremature. Questo significa "ricercare" talenti letterari e non un "velocista" della tastiera...

Modificato da Nuwanda

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28 minuti fa, Nuwanda ha detto:

Le finestre temporali ristrette non devono chiudersi in un battito d'ali o essere a numero limitato.


Ma è proprio il numero limitato che dà un senso a questo metodo. Lo scopo di questo meccanismo, dal punto di vista dell'agente, è quello di aver modo di programmare il lavoro, di sapere che questo mese avrà 50/100/200 proposte da valutare.
Per questo ribatto a chi si lamenta della velocità con cui si chiudono gli invii, perché non è il tempo la discriminante, ma la quantità di proposte. Gli agenti non aprono gli invii per 3 minuti, ma per 50/100/200 proposte. Se poi 200 proposte arrivano in 3 minuti non è colpa dell'agente.

La tua proposta, Nuwanda, ha poco senso. Stabilendo un giorno di invio, senza alcun limite di numero, finiresti solo per ricevere migliaia di proposte tutte nello stesso giorno, con effetti negativi facili da immaginare: confusione e tempi di risposta lunghissimi.
Ok, tu autore ti saresti tolto il pensiero di aver inviato, ma l'agente si ritroverebbe con la casella postale intasata e una mole enorme di proposte da smaltire. Il risultato? La proposta che sei così felice di aver inviato oggi, 4 luglio 2017, sarà presa in esame verso Aprile 2018, sempre che non si sia persa nello tsunami di mail arrivate il fatidico giorno d'invio. 

E' davvero una soluzione migliore?

Poi, oh, ognuno la pensa come vuole. Io per primo ho ammesso che questo metodo può risultare antipatico. Dico solo che ci vedo dei lati positivi e, soprattutto, che lo considero una prova di serietà da parte dell'agente: se ci si preoccupa così tanto di come gestire il flusso di proposte in arrivo, vuol dire che si è davvero intenzionati a prenderle in considerazione. 
 

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59 minuti fa, GiD ha detto:

Sulla possibilità di pagare per essere letto da un agente, invece, ho idee contrastanti. Da un lato l'argomentazione "il tempo si paga" ha un senso e mi trova, almeno in teoria, d'accordo. Dall'altro lato, però, nel caso specifico, sarebbe come essere in cerca di lavoro e pagare qualcuno per leggere il mio curriculum; Assurdo, no?


Questo è esattamente il mio dubbio a riguardo. Ho sempre pensato che ci sia un conflitto di interessi di fondo. Mi spiego: non avrò mai la certezza che l'agenzia importante Pincopallo sia davvero interessata a fare scouting (magari fa schede di valutazioni eccellenti e sarebbero comunque soldi ben spesi, ma per politica non prende esordienti. se l'autore X invece sta cercando un contratto di rappresentanza più che una scheda - perché magari ha già lavorato con un editor oppure crede molto nel suo lavoro - un'agenzia di questo tipo sarebbe da scartare.

 

 

2 ore fa, Nuwanda ha detto:

Invece, la questione è totalmente diversa... Il "rischio d'impresa" non va addebitato all'autore.

 

Qui non mi trovi d'accordo. Provo a spiegarmi: so perfettamente cos'è il rischio d'impresa e so come si sviluppa un business plan corretto. Ora, io imprenditore investo - e quindi mi accollo il rischio di impresa - su qualcosa di potenzialmente renumerativo.
Vendere condizionatori in Sicilia? Sì.
Vendere frigoriferi agli eschimesi? No.
Ecco, pensare che un esordiente possa farti "svoltare" è come pensare che puoi finire in attivo andando a vendere frighi agli eschimesi.
Certo, c'è sempre la possibilità di trovare il nuovo "fenomeno editoriale", ma diciamo che è talmente bassa da non essere statisticamente significativa o rilevante. E quindi io grande agente un'occhiata agli inediti la butto, ma non mi prendo nessun rischio d'impresa andando a investire in un settore - lo scouting - che al momento non paga.
Credo che qui concordiamo tutti sul fatot che questo sia un peccato, e che in un "mondo editoriale perfetot" le cose non dovrebbero funzionare così... però questo è il mercato al momento in Italia.
Ed anzi ringraziamo che ci sono ancora agenti che fanno "scouting" tra gli esordienti sperando di pescare il jolly, perché se dovessero tutti ragionare in termini di "rischio d'impresa" allora andrebbero a pescare solo tra i best seller erotici e rosa di amazon e tra i blogger, perché queste sono le categorie che al momento garantiscono un minimo di vendite (non è un caso che alla Rizzoli si arrivi spesso per queste vie, per dire).

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10 minuti fa, GiD ha detto:

Per questo ribatto a chi si lamenta della velocità con cui si chiudono gli invii, perché non è il tempo la discriminante, ma la quantità di proposte. Gli agenti non aprono gli invii per 3 minuti, ma per 50/100/200 proposte. Se poi 200 proposte arrivano in 3 minuti non è colpa dell'agente.

 

Assolutamente d'accordo. Si lavora in base al numero dei testi che si è deciso voler valutare, secondo criteri e tempestiche soggettive. E ancora: preferisco finestre temporali ridotte perché si prendono in carico solo 15, 20 o 30 proposte ma in 2 settimane hai una risposta a chi prende tutto e risponde dopo mesi e mesi.

 

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1 ora fa, Daniele125 ha detto:

Vivian fa così perché ha capito che è un approccio migliore, evidentemente.

La Vivian mi ha dato l'impressione di grande efficenza.
Mesi fa le inviai un testo. Mi rispose dopo 2 giorni, chiamandomi al telefono per dirmi che aveva letto le prime pagine e che le interessava approfondire e che quindi lo "opzionava". Insomma, mi ha chiesto di aspettare qualche giorno prima di prendere qualunque decisione in merito.
Poi il testo non la convinse del tutto e mi chiese di lavorarci su in un determinato modo, ma onestamente ricevere una telefonata da parte di una professionista con una certa esperienza alle spalle che chiede lei a te, perfetto sconosciuto, di "aspettare gentilmente qualche giorno" mi ha fatto riflettere su come a volte siamo troppo "critici" nei confronti degli agenti.
A mio avviso se sono interessati rispondono, altrimenti no.
Poi cambiano le tempistiche, ovviamente: su un altro testo ho ricevuto interesse da Cucinella e Riscrivimi, bocciature da Lorem e Meucci, tutto in tempi diversi, anche di mesi (nonostante l'invio sia stato pressocché simultaneo) proprio perché le tempistiche e le modalità di ogni agenzia sono differenti.
Insomma: io credo che a farti leggere ci arrivi sempre o quasi, se ti ci metti (intendo: fare la gara a chi invia prima, se necessario). Per la risposta dipende dal testo.

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Ospite

@GiD

Il punto è: Quanto tempo occorre per leggere la sinossi e le prime pagine di un romanzo?

Umberto Eco stimava 3 minuti a pagina (standard della lettura veloce ad alta voce).

Facciamo 4 pagine (compresa la sinossi per romanzo), per un totale d’invii stimato di 1000 romanzi, abbiamo: 12m x 1000 = 12000 minuti = 200 ore. Ipotizziamo che si lavori 8 ore al giorno, in 25 giorni sono stati selezionati gli incipit più convincenti. Dopodiché, si può decidere, tra questi, il numero limitato dei romanzi da prendere in considerazione. Decidere a priori che “solo” tra i primi 200 è possibile che ci sia il romanzo ricercato è davvero un discorso utopistico.

@Bango Skank

Se come imprenditore non vuoi prenderti il rischio d’impresa, come ad esempio vendere condizionatori agli eschimesi, perché fai pagare qualcun altro per un’impresa reputata impossibile?

L’autore propone un prodotto (il frigorifero), l’imprenditore ne giudica la qualità e poi decide a chi venderlo. Non si può mandare l’autore a proprie spese in Alaska…

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1 minuto fa, Nuwanda ha detto:

@GiD

Il punto è: Quanto tempo occorre per leggere la sinossi e le prime pagine di un romanzo?

Umberto Eco stimava 3 minuti a pagina (standard della lettura veloce ad alta voce).

Facciamo 4 pagine (compresa la sinossi per romanzo), per un totale d’invii stimato di 1000 romanzi, abbiamo: 12m x 1000 = 12000 minuti = 200 ore. Ipotizziamo che si lavori 8 ore al giorno, in 25 giorni sono stati selezionati gli incipit più convincenti. Dopodiché, si può decidere, tra questi, il numero limitato dei romanzi da prendere in considerazione. Decidere a priori che “solo” tra i primi 200 è possibile che ci sia il romanzo ricercato è davvero un discorso utopistico.

@Bango Skank

Se come imprenditore non vuoi prenderti il rischio d’impresa, come ad esempio vendere condizionatori agli eschimesi, perché fai pagare qualcun altro per un’impresa reputata impossibile?

L’autore propone un prodotto (il frigorifero), l’imprenditore ne giudica la qualità e poi decide a chi venderlo. Non si può mandare l’autore a proprie spese in Alaska…

 

Guarda... io ho capito esattamente cosa intendi tu. Ed è l'essenza di un discorso che facevo proprio qualche giorno fa con la mia ragazza (che studia editoria ed è la mia editor). In questo discorso, io dicevo le stesse cose che stai dicendo tu, ma riferendomi a un mercato USA dove io, grande agenzia, investo 50mila dollari all'anno in questo lavoro di scouting finalizzato a trovare un prodotto che so - e ripeto: so - che riuscirò non solo e non tanto a piazzare sul mercato editoriale, ma che riuscirò a far leggere a qualche produzione cinematografica. Ecco... in questo caso, anche se ne trovassi 1 all'anno che poi "sfonda", mi rifarei dell'investimento, perché magari se ne fanno un film dalle percentuali di quello e dal "traino" fisiologico che poi il libro avrebbe in termini di vendite... be', ecco che i 50mila dollari me li sono rifatti.
Quindi, ripeto, capisco benissimo il senso del tuo ragionamento, perché io per primo investirei in quel modo date quelle premesse.
Il punto focale per me però è: in Italia, oggi, come fai a "perdere" 25 giorni o 50 o 75 (perché il ritmo di lavoro da te presupposto è pazzesco da una parte, dall'altra poco conciliabile col discorso di "fammi fermare a riflettere un attimo se vale la pena continuare a leggere questo testo" ecc ecc) per "pescare" magari un ottimo prodotto di un esordiente assai bravo che però, e questa è la vera questione, sai più o meno perfettamente che non ti farà mai rifare delle spese!
Cioè, è una questione di prospettiva di guadagni per me, non tanto di metodologia.

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E comunque secondo me il discorso è: quanto può far guadagnare a un'agenzia il "miglior esordiente dell'anno"?
Ipotizziamo di avere un'agenzia. Il nostro obiettivo è quello di mettere sotto contratto il miglior esordiente dell'anno.
Facciamo un business plan, una simulazione.
Diciamo che mettiamo una persona a lavorare full time su questa cosa: deve leggersi tutto quello che arriva e richiamare entro pochi giorni tutti quelli che ritiene "interessanti". Naturalmente legge solo sinossi e incipit, poi continua a leggere chi ritiene interessante (dopo averlo chiamato al telefono) e continua a leggere sinossi e incipit, dividendo la giornata tra queste due attività. La velocità è importante: visto mai qualche altra agenzia ci soffiasse il "miglior esordiente dell'anno".
Diciamo che un professionista del genere non può essere Pierino lo stagista, perché vogliamo uno che abbia "occhio" per il talento. Considerando contributi e tutto, una figura del genere costa alla nostra azienda non meno di 30mila euro annui.
Quindi dal nostro "esordiente perfetto" noi dobbiamo ricavare una somma maggiore di 30mila euro.
La nostra percentuale è alta, diciamo il 20%.
Quindi la CE (a cui avremo naturalmente piazzato il nostro esordiente, perché comunque diamo per scontato, in questo discorso ipotetico, che lavorando in questo modo si riesca davvero a pescare il meglio del meglio dell'anno) deve corrispondere al nostro autore una somma che sia 5 volte tanto 30mila, ovvero 150mila euro.
Per arrivare a fare 150mila euro, un esordiente quanto diamine deve vendere? 100mila copie? 150mila?
Non lo so. E non mi interessa nello specifico... quello che mi interessa, da profano, è capire: il "miglior esordiente dell'anno", mediamente, che numeri fa?
Se tira fuori numeri che vanno dalle 200mila al milione di copie allora ok... ha tutto il senso del mondo investire in questo settore di scouting.
Ma se il migliore esordiente dell'anno mi vende 20mila copie e fa 20mila euro per lui, cosa mi rimane a me agenzia? 4mila euro? In questo caso per "trovare" il miglior esordiente dell'anno ho un budget di 3500 euro a dire tanto.
Ecco, io ragionerei in questi termini.
Sarà brutale, ma è così che deve ragionare un'azienda.

Modificato da Bango Skank
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@Bango Skank

Provo a seguirti...

Forse, come datore di lavoro, ho fatto passare l’immagine di uno schiavista.

Diciamo che le otto ore sono divise per 4 lettori (un numero davvero basso). Quindi, dicevamo 12 minuti a romanzo, con una pausa stimata di 8 minuti, un singolo lettore in 2 ore giornaliere riesce a leggere in un giorno 6 incipit. 4 lettori 24 incipit. Approssimando per eccesso, in 45 giorni smaltisco i 1000 incipit.  Tutto questo per dire che bisogna lavorare sulla quantità/qualità e non sulla “velocità”/ “troll dello spam” degli autori.

Ecco, ora possiamo discutere di cifre.

Quanto guadagna un lettore professionista?

Permettetemi qualche link:

http://www.ioscrittore.it/doc/65785/il-lettore-professionista.htm

http://www.sulromanzo.it/blog/lavoro-in-editoria-lettore-professionista

 

Cita

Il compenso non è certo dei più alti, per usare un eufemismo. È probabile che all’inizio, almeno nel periodo di “apprendistato”, ci si debba accontentare della gratificazione di poter leggere in anteprima un potenziale best seller, questo per spingere il romanticismo oltre i suoi limiti. Di certo, è un ottimo metodo per accedere al mondo editoriale

 

Ma noi siamo generosi, paghiamo 25 centesimi a cartella, in un giorno diamo 6 euro ad ogni lettore. La lettura di 250 incipit costa così 250 euro. 1000 incipit, 1000 euro.

Su 1000 romanzi arrivo a richiederne in lettura completa 10.

Fissando il limite a 250 cartelle per romanzo, spenderò un totale di 625 euro.

Con scarsi 2000 euro il nostro agente riesce a smaltire 1000 romanzi.

Ora credo che guadagnando 4000 euro per ogni romanzo selezionato, diciamo che ne piazzo 5, guadagno 20000 (stimabili in 6 mesi, tra lettura e tempi contrattuali con le CE).

Converebbe che questi compensi siano anticipati.

Si potrebbe tenere in considerazione che Neri Pozza, nel suo concorso, stima il costo da elargire a un autore, per un singolo romanzo, mi sembra, 10000 euro.

Dopodiché, si può pensare di ampliare il numero di lettori e quindi la ricezione dei manoscritti, per puntare a un maggior profitto.

Il rischio d’impresa, naturalmente, c’è sempre.

Comunque grandi agenti, grandi cifre.

Magari, può aiutarci un’agente a fare i “conti della serva”.

Modificato da Nuwanda

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Il punto Nu è che tu fai un ragionamento troppo al "ribasso" da una parte, al "rialzo" dall'altra.
 

10 ore fa, Nuwanda ha detto:

Diciamo che le otto ore sono divise per 4 lettori (un numero davvero basso). Quindi, dicevamo 12 minuti a romanzo, con una pausa stimata di 8 minuti, un singolo lettore in 2 ore giornaliere riesce a leggere in un giorno 6 incipit. 4 lettori 24 incipit. Approssimando per eccesso, in 45 giorni smaltisco i 1000 incipit.  Tutto questo per dire che bisogna lavorare sulla quantità/qualità e non sulla “velocità”/ “troll dello spam” degli autori.

 

10 ore fa, Nuwanda ha detto:

Ma noi siamo generosi, paghiamo 25 centesimi a cartella, in un giorno diamo 6 euro ad ogni lettore. La lettura di 250 incipit costa così 250 euro. 1000 incipit, 1000 euro.

Ok, tutto bene, se non che... se io avessi una grande agenzia e puntassi a trovare "l'esordiente dell'anno" non metterei a valutare gli incipt dei lettori sottopagati, ma dei professionisti ben pagati. Giusto per essere sicuro di non farmi scappare il talento.
Ma anche se mi "accontentassi" di studenti di lettere o appassionati che vogliono arrotondare leggendo gli incipit, io considero una media di 30 manoscritti al giorno, che fanno circa 900 al mese per un totale annuo che si aggira, arrotondiamo, sui 10mila.
Ecco che quindi la spesa "minima" annuale sarebbe di 10mila.
Questo era il punto che secondo me hai valuto al "ribasso".
Al rialzo è invece l'ottimistica previsione di tirare fuori ogni anno 5 romanzi di esordienti che fruttano a te agente la bellezza di 4mila a testo, il che vorrebbe dire che fruttano all'autore sui 20mila, e che quindi vendono 20mila copie a testo!
Nell'altro topic hai - giustamente - dato ragione a Sefora riportando un po' di cifre e di dati... dati impietosi che dimostrano quanto poco, pochissimo si venda mediamente.
Naturalmente potrei sbagliarmi di grosso, perché non ho i dati. A naso, direi che mi sembra difficile che i 5 migliori esordienti dell'anno arrivino a vendere un totale di 100mila copie (sommati tutti assieme) di media ogni anno... ma qui ci servirebbe un esperto del settore per avere le cifre medie. Anche perché è proprio su queste cifre medie che si "gioca la partita" del nostro discorso, secondo me.
Il fatto che nessuna agenzia investa in questo senso, però, potrebbe essere un buon indizio per "portare acqua al mio mulino", nel senso che se i dati di vendita degli esordienti fossero così alti, ci sarebbe una caccia aperta, perché sarebbe un affarone. Ecco... io questa caccia aperta all'esordiente mica la vedo. :)

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Ospite

@Bango Skank

 

Mi sembra stiano nascendo tutti i presupposti per creare un’agenzia insieme :D

Sì, qualcosa c’è ancora da rivedere e si può migliorare.

 

Cita

Se io avessi una grande agenzia e puntassi a trovare "l'esordiente dell'anno" non metterei a valutare gli incipt dei lettori sottopagati, ma dei professionisti ben pagati. Giusto per essere sicuro di non farmi scappare il talento.

 

Io ho ipotizzato che i lettori siano retribuiti, però, come hai potuto notare, in genere si prendono dei “tirocinanti” senza pagarli. Sai com’è, sei tu che gli fai un favore, loro ti danno l’opportunità di “farti le ossa” a costo zero, in ogni senso.

In genere, non si paga qualcuno solo per fare il lettore, ma questo già svolge altri ruoli all’interno dell’agenzia. Nulla vieta che sia il “correttore di bozze” o “l’editor” a ricoprire anche il ruolo di “lettore professionista”. In alcuni casi, una singola persona fa da agente, editor e ecc.

Sempre più spesso, questo famoso “scouting” inizia quando un esordiente riesce a farsi notare, con una pubblicazione importante, la vincita di un premio e ecc. Ecco che l’agente prova a mettere sotto contratto qualcuno dalle belle speranze.

 

Cita

Ma anche se mi "accontentassi" di studenti di lettere o appassionati che vogliono arrotondare leggendo gli incipit, io considero una media di 30 manoscritti al giorno, che fanno circa 900 al mese per un totale annuo che si aggira, arrotondiamo, sui 10mila.

Ecco che quindi la spesa "minima" annuale sarebbe di 10mila.

Questo era il punto che secondo me hai valuto al "ribasso".

 

Il metodo da me ipotizzato, prevede che in un giorno x dell’anno apro la porta a tutti e poi questa viene richiusa. In questo modo, per un determinato anno, so già su quanti manoscritti dovrò lavorare e come gestire di conseguenza il lavoro.

 

Cita

Al rialzo è invece l'ottimistica previsione di tirare fuori ogni anno 5 romanzi di esordienti che fruttano a te agente la bellezza di 4mila a testo, il che vorrebbe dire che fruttano all'autore sui 20mila, e che quindi vendono 20mila copie a testo!

 

Fisso una quota d’investimento (rischio d’impresa) e provo a immaginare il possibile guadagno. Pensare di riuscire a piazzare almeno 5 romanzi credo sia l’auspicio minimo. I soldi che si possono ricavare sono anche questi un’incognita, per quanto qualcuno millanta di conoscere le “regole del mercato”, quindi decidere a priori cosa si vende e cosa no, non si può leggere ancora il futuro in modo così chiaro.

Poi dicevamo che esiste quest’indagine di “Repubblica”:

La scrittura non paga.

 

Cita

1)Un "esordiente", può aspirare, quando va bene, a un primo contratto con una grande casa editrice che si aggira tra i 5 mila e i 7 mila euro.

2)Uno scrittore che venda intorno alle 50 mila copie guadagna come un avvocato di provincia… In tutto 40 mila euro all' anno, se va bene.

3)Gli esordienti sono pagati dalle piccole case editrici cifre irrisorie intorno ai 200, 300 euro.

4)15 mila copie vendute, obiettivo che raggiungono in pochi, corrispondono a 15 mila euro di ricavi.

 

Diciamo che il nostro agente prende il 10% sui guadagni dell’autore, quindi il suo profitto sarà:

1)700 euro.

2)4000 euro

3)30 euro.

4)1500 euro.

Anche l’agente si mette in gioco, in base alle sue capacità, valuterà come fare per ricavare il massimo.

Diciamo adesso che abbiamo fatto un discorso ideale, nella realtà assistiamo a metodologie che tendono alla minima spesa e al massimo profitto, servizi che non richiedono all’autore solo la percentuale sui suoi futuri guadagni…

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Al di là delle regole che ciascuna agenzia adotta per valutare i manoscritti (solo l'incipit e/o la sinossi, finestre temporali, etc.) a me piace quello che ho visto fare da due CE (0111 e Alcheringa), che pubblicano sul loro sito lo stato di avanzamento delle letture. Non penso che l'aggiornamento del sito possa portare via poi tanto tempo. Cosa ne pensate?

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Ospite
2 ore fa, Nuwanda ha detto:

Diciamo che il nostro agente prende il 10% sui guadagni dell’autore

 

Aggiungo che proprio qui sul WD si indicava che alcuni agenti chiedessero, ad esempio, il 5% sul prezzo di copertina. Quindi se l'autore prende il 10%, l'agenzia incasserà il 50% delle sue entrate. Es. libro a 20 euro, l'autore prende 2 euro, l'agenzia guadagna 1 euro (dall'autore).

In base a questo i precedenti esempi possono essere così rivisti.

1)3500 euro

2)20000 euro

3)150 euro

4)7500 euro

Naturalmente, il prezzo guadagnato dall'autore, nei precedenti esempi considerato come netto, resta invariato è stato solo calcolato al 50% le entrate invece dell'agente.

 

@Tapioca

Le agenzie che pongono lo sbarramento della scheda di lettura fissano già, dietro compenso, una data in cui verrà recapitata una risposta.

Quelli che invece accettano gli invii senza contributo... Sarebbe un modo per appurare se poi i testi vengono letti... Diciamo che catalogare così tanti rifiuti non avrebbe senso, però, l'idea di un'area riservata condivisa con l'agenzia, dove si può monitorizzare lo stato della proposta, sarebbe indice di una certa attenzione.

Modificato da Nuwanda

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@Nuwanda da parte di un'agenzia (ma anche da una CE) essere più trasparenti nei confronti degli autori sarebbe una forma di cortesia di cui forse non ci ritengono degni. Ma tornerebbe utile anche a loro, arginando magari l'istinto a fare stalking da parte di qualcuno e, con l'aiuto di un motore di workflow, a organizzare meglio il proprio lavoro (visto che si parlava anche di essere avvezzi alle tecnologie)

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Ospite
5 ore fa, Tapioca ha detto:

@Nuwanda da parte di un'agenzia (ma anche da una CE) essere più trasparenti nei confronti degli autori sarebbe una forma di cortesia di cui forse non ci ritengono degni. Ma tornerebbe utile anche a loro, arginando magari l'istinto a fare stalking da parte di qualcuno e, con l'aiuto di un motore di workflow, a organizzare meglio il proprio lavoro (visto che si parlava anche di essere avvezzi alle tecnologie)

 

Pienamente d'accordo. Il problema è che così, anche in maniera implicita, dovrebbero rispondere a tutti... Troppa fatica :D

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Mi . permetto di inserirmi nei vostri ragionamenti. Spero di non avere saltato qualche passaggio.Un'agenzia, se pensa di avere trovato un talento, non lo mette a contratto per un solo libro, o al massimo fa un'opzione a suo vantaggio, quindi i ricavi saranno molto più alti.

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Ovviamente andrebbe valutata la convenienza di un autore a farsi rappresentare se non finisce per mezzo del suo agente davvero in una big. Dai una bella fetta dei tuoi guadagni, sei legato completamente e ti precludi possibilità, non hai autonomia di scelta sul tuo lavoro sul quale puntare.

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On 5/7/2017 at 19:02, Nuwanda ha detto:

Mi sembra stiano nascendo tutti i presupposti per creare un’agenzia insieme :D


Guarda... basta che delle buste paga te ne occupi te, che io rischierei di farmi impietosire e di pagare troppo i lettori, e poi andiamo in profondo rosso! :)


 

17 ore fa, Lemmy Caution ha detto:

Ovviamente andrebbe valutata la convenienza di un autore a farsi rappresentare se non finisce per mezzo del suo agente davvero in una big. Dai una bella fetta dei tuoi guadagni, sei legato completamente e ti precludi possibilità, non hai autonomia di scelta sul tuo lavoro sul quale puntare.


Questo è un altro argomento interessantissimo, sopratutto per gli esordienti o quasi. Vale la pena firmare con un'agenzia che ti troverà solo CE piccole o medio piccole? Per alcuni sì, per altri no... credo dipenda molto anche dalla propria "ambizione".

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11 minuti fa, Lemmy Caution ha detto:

@Bango Skank intendi che gli agenti non hanno i contatti con le big?

 

Onestamente credo siano in pochi ad avere contatti con le big (pochi nel senso: prese tutte le agenzie presenti nella lista del Wd, penso a naso che siano un 30% ad avere contatti con le big. ottimisticamente. ma potrei sbagliarmi, è una supposizione che mi sono fatto spulciando tra i siti delle varie agenzie)

Modificato da Bango Skank
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