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Nekora

Narat Levica: Prologo [revisionato]

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Spoiler

 

 

 

Silenzio.

L'unico suono che rompe la calma è il leggero ronzio di una mosca che sbatte ripetutamente su di una finestra.

Un respiro regolare proviene da una sedia posta all'entrata di una biblioteca, un uomo ci dorme sopra.

Indossa un gilè nero, dei pantaloni marrone scuro e dei mocassini vecchi e logori; due maniche bianche gli coprono le braccia robuste e un orologio da tasca gli cade sul petto. La carnagione è chiara con molte cicatrici sulle mani callose, il viso è incorniciato da una folta barba scura mentre i capelli sono corti e brizzolati di grigio.

L'espressione sul volto è rilassata, la bocca carnosa è leggermente schiusa; un naso abbastanza imponente fa russare l'uomo, gli occhi piccoli sono chiusi e le sopracciglia sono rilassate.

L'uomo è seduto da qualche ora su quella scomoda sedia, viene scaldato dal sole mattutino; si è addormentato in fretta, affacciato alla piazza per guardare le poche persone che si avventurano fino a quell'angolo del paese. Non aveva dormito bene quella notte, e neanche le notti prima; nonostante tutti quegli anni di calma non riusciva a riposare tranquillo se non di giorno.

Due uomini sono seduti in un bar poco distante a sorseggiare un aperitivo; la cameriera parla allegramente con loro e le sue risate riecheggiano per tutta la piazza. Molti negozi si affacciano sul piazzale, alcuni turisti guardano interessati le vetrine colme di prodotti artigianali.

Una chiesa sormonta la scena; è antica, bianca e spoglia. 

La biblioteca è grande quanto la Chiesa, giganti cancelli di ferro anticipano di qualche metro la massiccia porta di legno, in questo spazio l'uomo ha scelto di posare la sedia. 

All’interno dell’edificio sono presenti due piani di imponenti scaffali intarsiati da rifiniture di betulla traboccanti di libri, alcuni più recenti, altri molto più datati. Una grande scalinata di legno è al centro dell’immenso salone e vicino all'entrata c'è un bancone con una vecchia cassa, un calendario, alcune penne e molti libri rovinati pronti per essere restaurati, che riempiono l'aria dell'intenso e vissuto odore di pelle.

Una donna è seduta dietro il bancone, ha in mano un vecchio manoscritto al quale sta attaccando alcuni fogli mancanti, i suoi occhi nocciola osservano con amore il libro e le scheletriche dita lo sfiorano con dolcezza. 

Ha una carnagione color pesca, porta i lunghi capelli bianchi raccolti in una treccia che cade sulla spalla destra, sorride. Ogni tanto si passa la lingua sulle labbra rosse e si porta dietro le orecchie alcune ciocche di capelli.

Una campanella suona e l'uomo si sveglia di soprassalto, poi lentamente si alza dalla sedia, guarda la piazza, i raggi del sole scaldano davvero troppo a quell'ora del giorno.

Stava sognando nuovamente un paio di magnetici occhi neri, gli stessi che perseguitano i suoi peggiori incubi, una forte rabbia lo assale e si disgusta per le scelte compiute in passato, si sarebbe mai liberato di quell’ombra? 

Colto da un impeto di rabbia colpisce la sedia che cade a terra causando un rumore sordo che rimbomba per la piazza, gli uomini e la cameriera del bar si girano a guardarlo. Così, come se fosse stata solo una svista di un vecchio, scoppia in una risata innocente e fa un gesto in direzione di quelle persone che lo guardavano curiose.

Prende la sua sedia e come se nulla fosse la poggia di fronte alla donna, che dopo avergli lanciato uno sguardo di rimprovero, torna ad osservare il libro, l’uomo guarda il calendario e conta con le dita qualcosa; poi, improvvisamente, il volto gli si illumina.

I due si scambiano uno sguardo complice e si sorridono capendo di aver pensato alla stessa cosa, poi guardano il manoscritto; è grande, nero, coperto di scaglie e quello che sembra pelo ormai logoro. Le parole sono finemente cucite con fili d'argento e le rifiniture in placche dello stesso materiale sono incollate sugli angoli, sulla copertina è raffigurata una piuma d'oca bianca e una boccetta d'inchiostro contenente un liquido dalle mille sfumature.

Un nastro verde fa da segnalibro, è tagliato alla base in più striscioline per trovare più velocemente i punti salienti.

La donna accarezza la copertina del manoscritto sorridendo, a occhi chiusi, l'uomo poggia la mano sull'esile spalla della compagna, le espressioni dei volti sono rilassate.

L'uomo si schiarisce la voce e sussurra: «Ti va di salutare dei vecchi amici?»

La donna sorride e annuisce, lo guarda mentre poggia anche la sua grande mano callosa sul libro. Si guardano negli occhi e sussurrano due parole a loro molto care, cariche di ricordi; rimangono in attesa per qualche secondo, in preda ad un gradito déjà-vu.

Una luce arcobaleno scaturisce dal libro e li avvolge, mentre un profumo dolce inonda la stanza; i due non paiono sorpresi, al contrario sembrano felici. Poco dopo la luce sparisce, così come i due bibliotecari e il grande volume resta solo sul bancone.

 

Fuori si odono le risate dei ragazzi, come lo stesso giorno di molti decenni prima.

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12 ore fa, Nekora ha detto:

L'unico suono che rompe la calma è il leggero ronzio di una mosca che sbatte ripetutamente su di una finestra.

che rompe la calma non mi convince ma potrei essere l'unico. Meglio spezzaquiete

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

La carnagione è chiara, con molte cicatrici sulle mani callose, il viso è incorniciato da una folta barba scura mentre i capelli sono corti e brizzolati di grigio.

Modificherei così 

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

L'espressione sul volto è rilassata, la bocca carnosa è leggermente schiusa

schiusa implica già che sia poco aperta  (sarebbe inutile anche il contrario, molto schiusa). Puoi eliminare o trovare un'altra soluzione 

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

Non aveva dormito bene quella notte, e neanche le notti prima

quelle così eviti la ripetizione 

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

La biblioteca è grande quanto la Chiesa

chiesa minuscolo 

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

Stava sognando nuovamente un paio di magnetici occhi neri, gli stessi che perseguitano i suoi peggiori incubi, una forte rabbia lo assale e si disgusta per le scelte compiute in passato, si sarebbe mai liberato di quell’ombra?

Punto al posto dell'ultima virgola 

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

ad un

 

12 ore fa, Nekora ha detto:

Una luce arcobaleno scaturisce dal libro e li avvolge, mentre un profumo dolce inonda la stanza; i due non paiono sorpresi, al contrario sembrano felici. Poco dopo la luce sparisce, così come i due bibliotecari e il grande volume resta solo sul bancone.

 

Fuori si odono le risate dei ragazzi, come lo stesso giorno di molti decenni prima.

Bello il finale che mi ha sorpreso piacevolmente. Fin lì accade poco, potrebbe essere voluto per creare attesa alla sorpresa finale, quindi potrebbe andare bene. Se non ho capito male anche gli incubi dell'uomo sono un indizio. È il prologo di qualcosa di più corposo? 

La forma è da snellire, l'uso delle virgole e il massiccio utilizzo del punto e virgola su tutto, per il resto va bene. 

Un saluto 

:plata:

 

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@Plata In effetti è il prologo di qualcosa di molto più corposo.

Per ora il resto è solo un progetto, una cozzaglia di idee riorganizzate in due quaderni. Ho tutto bene in mente, mi manca il tempo materiale per la stesura.

Anche se credo che da domani (la fine del mio esame di maturità) avrò molto più tempo libero. :) 

Un giorno spero di scrivere un libro, ad essere sinceri sarebbe una trilogia, visto che sognare non costa nulla perchè non farlo in grande?

Grazie mille per le correzioni (sono rimasta piacevolmente colpita che siano così poche, a confronto quelle di ieri erano chilometriche) :D 

Un saluto :grazie:

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Ciao Nekora,

 

ho letto ora la revisione e così è molto molto meglio.

L'inizio del libro promette davvero bene. Mi fa piacere che tu abbia preso in considerazione i nostri suggerimenti, è sicuramente un buon modo per crescere.

 

Brava! Continua a scrivere, sempre!

 

Nadia

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Continuo a pensare che sia un inizio troppo lento, per i motivi che ti ho spiegato nella versione originale; non posso però negare che hai fatto enormi passi avanti. Il testo è molto più fluido e chiaro. Mi ha sorpreso positivamente la tua capacità di fare tuoi i suggerimenti che ti sono stati dati e mettere in discussione il testo senza però stravolgerlo. Credo che sia l'approccio migliore per diventare ottimi scrittori.

 

A rileggerti. :) 

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@Black Grazie mille!

I suggerimenti sono importanti per me, mi aiuteranno a crescere e li terrò sempre in considerazione, senza mai perdere il mio modo di scrivere :) 

A presto

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Complimenti per la descrizione minuziosa dei dettagli, sembra quasi di vedere la scena. Io ti parlo da lettrice e non da scrittrice ne da esperta, quindi fai conto che io sia una tua potenziale acquirente, e ti parlerò come tale.
Ci sono un paio di cose che non mi tornano: nella prima parte descrivi l'uomo addormentato sulla sedia e sembra sia vicino alla porta della biblioteca, o almeno è quello che ho percepito io : "all'entrata di una biblioteca" mi fa pensare che la sua sedia sia all'ingresso della stanza, poi però dici "viene scaldato dal sole mattutino [...] affacciato alla piazza per guardare [...]" e quindi ho pensato che la sedia fosse vicino ad una finestra.

Poi però dici "La biblioteca è grande quanto la Chiesa, giganti cancelli di ferro anticipano di qualche metro la massiccia porta di legno, in questo spazio l'uomo ha scelto di posare la sedia. "  e quindi nella mia mente la sedia si sposta di nuovo, stavolta nel cortile della biblioteca.

 

Io modificherei leggermente la descrizione per far capire che la biblioteca è un tutt'uno col cortile, magari mi sbaglio. Nella mia città le biblioteche sono tutte al primo piano, sò che in molti paesi non è così ma forse andrebbe specificato un pochino meglio. (scusate se non uso "cita" ma ci ho provato ed ho fatto un disastro, con me ci vuole pazienza)

 

Come prologo è bello per i dettagli descritti alla perfezione ma ad un certo punto ho dovuto fermarmi a riprendere fiato, perché ho pensato "ma non succede nulla? ma non parla nessuno? ma quindi?"  Magari la bibliotecaria, che è sveglia, potrebbe fare qualcosa per movimentare un po la scena, e poi puoi proseguire con le descrizioni. In generale mi piace, e non vedo l'ora di sapere dove li ha portati il libro. :) 

 

 

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