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Eudes

Cuore d'androide

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Caro Idiota, non faccio altro che pensarti. Per colpa tua ho i transistor in fibrillazione, i circuiti avariati,  l'olio in ebollizione, il software impallato e la memoria sovraccarica di te, di te, soltanto di te. Sono in tilt e incapace di eseguire anche le più semplici operazioni di manutenzione. E tu? Da quando hai scoperto la mia vera natura non mi degni più neanche di uno sguardo, come non esistessi. Mi fai una rabbia, guarda! Vorrei infilarti tre chili di tritolo tra le chiappe e farti esplodere in miliardi di piccoli pezzi,  affinché l'unico modo per resuscitarti  sia ricostruirti artificialmente, almeno avrei una piccola speranza che le tue parti meccaniche si innamorassero di me.

Teneramente tua, Lily


Maledetti uomini, capaci di farmi provare le sensazioni più belle e più brutte nel giro di neanche 24 ore. È successo tutto il mese scorso. Finite le lezioni, diluviava, Marco e io abbiamo iniziato a parlare, ridere e scherzare sotto i portici della scuola, in attesa dell'astro-bus che ci portasse a casa. Da cosa nasce cosa, è finita che ci siamo baciati. Momento bellissimo: il mio primo e, ahimè, finora unico bacio. Il giorno dopo il prof di cibernetica sensoriale distrugge i miei sogni, svelando alla classe:

“In questo trimestre avete avuto modo di conoscere Lily. Per qualcuno è diventata un'amica, una confidente, avrete copiato i suoi compiti, forse ci avete anche litigato. Insomma, l'avrete trattata da pari, come una qualsiasi altra ragazza di quindici anni. Ma Lily è molto più di questo, o se vogliamo, qualcosa di meno. È un'androide, un essere totalmente artificiale, anche se sembra, si muove e comporta da umana. Il pianeta sta diventando un luogo sempre più cosmopolita, aperto ai cyborg, friborg, alieni, alienati, ibridi, muta-forme e androidi, qual è appunto la nostra bella Lily” spiegò aggirandosi tra i banchi con le mani dietro la schiena ed esibendo orgoglioso la sua cravatta a pois – dio, nel 2327 esistono ancora le cravatte a pois! troverà mai fine il cattivo gusto? - quasi aspettandosi che a quel punto mi alzassi per essere ammirata e raccogliere un applauso.

“Scopo del nostro corso è imparare a distinguerli” concluse il prof, e da quel giorno per i più smisi di essere una compagna per diventare oggetto di analisi.

“Ma te, puoi davvero fare tutto quello che fa una donna?” mi ha chiesto Tom, uno studente ciccione e brufoloso con il cervello di una gallina elettronica venuta male.

“Allora fammi vedere come fai questo” fa, provando a sbottonarsi la patta, finendo col ritrovarsi a terra con le mani tra le cosce per il dolore.

Posso fare tutto quello che fa una donna, compreso darti una ginocchiata tra le palle, stronzo!

Da allora la mia vita è cambiata. Io mi tormento per Marco e lui, con una sensibilità da patata lessa, ha persino avuto il coraggio di dirmi “Sai, dovrei essere arrabbiato con te, per aver tentato di sedurmi. Ma ti perdono. Immagino che un androide non sappia cosa siano i sentimenti.” E come gli altri, non mi vede più e ha quasi smesso di salutarmi. Solo la mia compagna di banco, a cui ho confidato le mie pene, mi è rimasta vicina.

“Che vuoi farci, Lily, gli uomini non vedono al di là del loro pisello. In erezione avrebbero la vista più acuta di qualche centimetro, ma a quel punto hanno il cervello in tilt e non serve a nulla. Mia madre dice che sono come le luci di Natale: a intermittenza. Qualche volta volta gli funziona il cuore, altre il cervello, altre l'uccello e così via. Certo, come per le luci, qualche volta funziona tutto nello stesso momento, ma dura solo un attimo, poi torna l'intermittenza.”

Questa è la mia triste vita di androide modello, studente al secondo ginnasio di tecnologie ultra avanzate. L'unica cosa che potrei aggiungere è che passo molto del mio tempo libero al Museo del Tempo. È un posto bellissimo: dai le coordinate spazio temporali del giorno che vuoi rivivere e lo rivedi. Certo, in forma di ologramma, non puoi modificare il passato o interagire con esso. C'è gente che torna indietro nel tempo ad assistere alla resurrezione del Cristo, la battaglia di Waterloo, il parto della moglie. Io torno sempre a quel primo bacio, visto che nel momento in cui accadde avevo gli occhi chiusi!

“Spero di vederti sempre meno qui, sai?” mi ha detto oggi una graziosa bigliettaia. “Lo vedi quel vecchio? È stitico, e non fa altro che tornare al giorno in cui è andato di corpo senza problemi. Nella speranza che rivedersi gli stimoli qualcosa. Potrebbe farti sorridere, ma è quel che fanno quasi tutti. 
Tornare a quanto erano sposati, o single, o ricchi, o bambini, o avevano ancora un lavoro, o ai giorni che ricordano come eventi. Stanno così tanto nel passato che si dimenticano di aver ancora un futuro. E che in realtà non fan altro che guardare la propria merda scivolata via.”

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Ciao @Eudes :)

 

16 minuti fa, Eudes ha detto:

“Allora fammi vedere come fai questo” fa, provando a sbottonarsi la patta, finendo col ritrovarsi a terra con le mani tra le cosce per il dolore.

Posso fare tutto quello che fa una donna, compreso darti una ginocchiata tra le palle, stronzo!

la battuta migliore xD

 

17 minuti fa, Eudes ha detto:

Certo, come per le luci, qualche volta funziona tutto nello stesso momento, ma dura solo un attimo, poi torna l'intermittenza.”

geniale la storia dell'intermittenza :asd:
 

 

19 minuti fa, Eudes ha detto:

“Lo vedi quel vecchio? È stitico, e non fa altro che tornare al giorno in cui è andato di corpo senza problemi. Nella speranza che rivedersi gli stimoli qualcosa. Potrebbe farti sorridere, ma è quel che fanno quasi tutti. 
Tornare a quanto erano sposati, o single, o ricchi, o bambini, o avevano ancora un lavoro, o ai giorni che ricordano come eventi. Stanno così tanto nel passato che si dimenticano di aver ancora un futuro. E che in realtà non fan altro che guardare la propria merda scivolata via.”

finale veritiero. Anche se non siamo ancora arrivati a questi livelli (di tecnologia), ci si perde fin troppo nel passato.
 

 

21 minuti fa, Eudes ha detto:

Tornare a quanto erano sposati,

unico refuso trovato "quanto" al posto di "quando".

è la prima volta che leggo qualcosa di tuo e questo racconto, seppur breve, mi è piaciuto molto. Scritto bene, d'impatto (mi sono immedesimata nella ragazza cyborg scartata perché diversa/non umana) e scorrevole.
Alla prossima! ;)

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@Eudes Bellissimo!

Scritto davvero bene ed è impossibile non immedesimarsi nella protagonista e non vivere, in parte, la sua nostalgia ed il suo dolore.

 

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@Luna, @camparino, @Darktianos e @Nekora

 

è un racconto di qualche anno fa, scritto per un contest, e mi sono sempre chiesto se funzionasse come racconto a sé, al di fuori delle regole della competizione per cui è stato scritto. Mi fa piacere constatare di sì.

Grazie e tutti per i complimenti.

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Ospite Rica

@Eudes ciao. Che bel racconto, mi è piaciuto davvero molto. Io che con il fantasy non vado quasi mai d'accordo, sono rimasta incollata alla lettura.

 

È scritto molto bene, descrivi alcuni pensieri femminili con una veridicità incredibile, per essere un uomo, dico.

Mi è piaciuta molto la protagonista, ci si affeziona a lei come fosse l'unica umana, l'unica a provare tenerezza, sentimenti, amore. Bello il suo attaccamento al primo bacio, alle emozioni che prova. Geniale la battuta sull'intermittenza.

Ti vedo al Contest?

A presto. Bravo, bel racconto. :)

 

Ti segnalo un refuso: una ripetizione involontaria la prima, e visto la vicinanza dei termini nelle due frasi potresti trovare un modo diverso per la seconda frase: a volte, raramente ecc.

18 ore fa, Eudes ha detto:

Qualche volta volta gli funziona il cuore, altre il cervello, altre l'uccello e così via. Certo, come per le luci, qualche volta funziona tutto nello stesso momento, ma dura solo un attimo, poi torna l'intermittenza.”

 

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Grazie anche a te, @Rica

 

1 ora fa, Rica ha detto:

Ti vedo al Contest?

No, magari cambio idea, ma per ora non ho intenzione di partecipare al Ferragosto d'Inchiostro. Anche perché sarei troppo tentato di utilizzare il pezzo che costituisce l'incipit numero 3 e il finale numero 8, senza aggiungere altro.

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@Eudes ciao, il tuo pezzo mi è piaciuto molto.

Al di là della bella scrittura, ho trovato particolarmente riuscito il modo in cui hai fatto trasparire la tristezza di Lily, tra una battuta sagace e un'osservazione acuta.

Sarebbe bello se questo pezzo fosse seguito da altri, aventi gli stessi protagonisti. Perché qui ci illustri uno spaccato del mondo di Lily, ma vorremmo saperne di più ;)

cia'

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On 3/7/2017 at 16:00, Eudes ha detto:

Questa è la mia triste vita di androide modello, studente al secondo ginnasio di tecnologie ultra avanzate. L'unica cosa che potrei aggiungere è che passo molto del mio tempo libero al Museo del Tempo. È un posto bellissimo: dai le coordinate spazio temporali del giorno che vuoi rivivere e lo rivedi. Certo, in forma di ologramma, non puoi modificare il passato o interagire con esso. C'è gente che torna indietro nel tempo ad assistere alla resurrezione del Cristo, la battaglia di Waterloo, il parto della moglie. Io torno sempre a quel primo bacio, visto che nel momento in cui accadde avevo gli occhi chiusi!

 

Queste poche righe, per me, danno l'anima a questo racconto, anche perchè mi ricorda una particolare situazione vista in un anime recente che sto amando moltissimo.

Lily mi sembra  uno di quei personaggi che solo raccontando la propria, comunissima vita, sia capace di mettere in discussione quella di chi l'ascolta. La costruzione la trovo necessariamente e piacevolmente semplice, d'altronde è così che mi sembra venir fuori il conflitto in questo racconto. Una tematica così affascinante potrebbe abbagliare anche solo con un titolo ed una pagina vuota, il conflitto tra l'umano e il disumano, tra ciò che è vivente e ciò che non lo è, tra il tocco della carne, di un bacio, e il clangore del metallo, l'asetticità della dimensione che hai creato che sembra venir fuori quasi spontaneamente, asetticità che tanto è incompatibile con la vita e l'umanità. Questo contrasto viene fuori in ogni rigo, semplice e cristallino, nel parlare rozzo e sempliciotto dei personaggi e nel desiderio d'amore di Lily, il mondo perfetto e ultrafunzionale che reclama a gran voce l'imperfezione magica dell'essere umani, la spontaneità quasi adolescenziale nella scelta di ogni singola parola inserita in un mondo tutt'altro che spontaneo. E' stato bello imbattersi nella semplicità di questo racconto, una semplicità che unita ad un'idea, lascia tanto spazio alla fantasia.

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@m.q.s. pur essendo affezionato al personaggio di Lily, non credo che scriverò altri episodi su di lei. ma sapere che il lettore vuol saperne di più vuol dire che il personaggio è riuscito, quindi lo vedo come un complimento e ti ringrazio.

 

@Pietro97 il tuo commento rappresenta probabilmente uno dei migliori, se non il migliore, complimento mai ricevuto per un mio racconto. Vien voglia di stamparselo. Grazie!

Però sarei curioso di sapere a quale anime ti riferisci. Anche perché la stesura di questo racconto risale a inizio 2014 e mi piacerebbe capire, soprattutto se ci sono similitudini come affermi, se posso vantarmi di "aver avuto prima io l'idea" o meno. 

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@Eudes

Come sempre riesci a emozionarmi e a lasciarmi senza parole.

Mi hai reso nitide le immagini del turbamento dell'androide al dire del professore, il disagio nell'esser trattata di conseguenza diversamente.

Sei riuscito a dare sentimenti a una macchina, anche se in realtà non potrebbe averli.

 

Ho adorato questa parte, su cui mi sono soffermata parecchio: 

On 3/7/2017 at 16:00, Eudes ha detto:

Potrebbe farti sorridere, ma è quel che fanno quasi tutti. 
Tornare a quanto erano sposati, o single, o ricchi, o bambini, o avevano ancora un lavoro, o ai giorni che ricordano come eventi. Stanno così tanto nel passato che si dimenticano di aver ancora un futuro. E che in realtà non fan altro che guardare la propria merda scivolata via.”

Mi hai dato modo di ragionare, su una realtà che appartiene a ognuno di noi.

 

Ti ringrazio di cuore Eudes, spero di rileggerti presto.

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Carino il racconto, soprattutto l’idea di attribuire a un cyborg emozioni umane di un’adolescente, tratteggiate molto bene.

Qualche correzione o suggerimento di natura formale:

·         “circuiti avariati,  l'olio” – c’è uno spazio di troppo tra la virgola e “l’olio”.

·         “,  affinché l'unico modo” – c’è uno spazio di troppo tra la virgola e “affinché”.

·         “piccoli pezzi  sia ricostruirti” – c’è uno spazio di troppo tra “pezzi” e “sia”.

·         “neanche 24 ore” – considerato che l’unità di misura “ore” non è abbreviata (“h”), non userei il numero scritto in… numeri, ma in parola: “ventiquattro ore” o “ventiquattr’ore”.

·         “Momento bellissimo: il mio primo e, ahimè, finora unico bacio” – quel “, ahimè, finora” secondo me rende un po’ pesante il periodo, proverei a cercare una forma diversa per rendere il sentimento su quel bacio.

·         “In questo trimestre avete avuto modo di conoscere Lily. Per qualcuno è diventata un'amica, una confidente, avrete copiato i suoi compiti, forse ci avete anche litigato. Insomma, l'avrete trattata da pari, come una qualsiasi altra ragazza di quindici anni.” – il passaggio da “avrete” ad “avete” non mi convince molto.

·         “È un'androide” – secondo me, renderesti meglio le parole del professore evitando quel apostrofo. È un androide (pertanto privo di sesso).

·         A questo punto, però, c’è qualcosa che secondo me non va con la consecutio temporum. Prima abbiamo letto “Il giorno dopo il prof… distrugge i miei sogni, svelando…” e ora leggiamo “spiegò aggirandosi tra i banchi con…” e poi, ancora, “concluse il prof”. Tenterei di lavorare sulla concordanza.

·         “ed esibendo” eliminerei la “d” eufonica.

·         “! troverà mai fine…” – dopo il punto esclamativo metterei la maiuscola.

·         “concluse il prof, e da quel giorno” – la virgola prima della “e” usata come in questo caso, mi sembra un uso tipico della lingua inglese, che a me appare poco appropriato in italiano se non in una traduzione.

·         “E come gli altri” – credo intendessi ”È”.

·         “Nella speranza che rivedersi gli stimoli qualcosa” – non mi suona molto bene questa frase. Sto pensando a una forma diversa, mi dà l’idea che manchi qualcosa.

·         “Tornare a quanto erano sposati” – credo intendessi “quando”.

·         “E che in realtà non fan altro che guardare” – userei “fanno” al posto di “fan”.

 

“Che vuoi farci, Lily, gli uomini non vedono al di là del loro pisello. In erezione avrebbero la vista più acuta di qualche centimetro, ma a quel punto hanno il cervello in tilt e non serve a nulla. Mia madre dice che sono come le luci di Natale: a intermittenza. Qualche volta volta gli funziona il cuore, altre il cervello, altre l'uccello e così via. Certo, come per le luci, qualche volta funziona tutto nello stesso momento, ma dura solo un attimo, poi torna l'intermittenza.”

Molto carina questa.

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@Ludwig von Drake: grazie per i numerosi suggerimenti. Qualcuno lo adotterò di sicuro. "Il tredicesimo piano" avevo iniziato a vederlo anni fa. Poi, per non ricordo più qual motivo, ho dovuto abbandonarlo e non mi è più capitata l'occasione di riprenderlo. 

 

@Luce Allievi: credo che il tuo sia uno dei commenti più originali che un mia racconto abbia mai ricevuto. L'ho apprezzato anche per questo.

 

@UmbertoBieco So chi sono Douglas e Adams, ma mai letto niente di loro. Certo, ho usato temi ricorrenti della fantascienza, quindi ci sta che il racconto possa avere in comune qualcosa coi loro (oltre che con innumerevoli altri). 

Quindi se, quando hai definito il pezzo triviale, lo intendessi nel significato di "banale"...evvabe', ci può anche stare.

Se invece con triviale intendevi dire che, come riporta il vocabolario, è "di una volgarità sguaiata e disgustosa", mi sembra una definizione un po' eccessiva.

Grazie comunque per averlo letto.

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On ‎03‎/‎07‎/‎2017 at 16:00, Eudes ha detto:

“Ma te, puoi davvero fare tutto quello che fa una donna?” mi ha chiesto Tom, uno studente ciccione e brufoloso con il cervello di una gallina elettronica venuta male.

“Allora fammi vedere come fai questo” fa, provando a sbottonarsi la patta, finendo col ritrovarsi a terra con le mani tra le cosce per il dolore.

Posso fare tutto quello che fa una donna, compreso darti una ginocchiata tra le palle, stronzo!

Magnifica :lol:

 

On ‎03‎/‎07‎/‎2017 at 16:00, Eudes ha detto:

“Che vuoi farci, Lily, gli uomini non vedono al di là del loro pisello. In erezione avrebbero la vista più acuta di qualche centimetro, ma a quel punto hanno il cervello in tilt e non serve a nulla. Mia madre dice che sono come le luci di Natale: a intermittenza. Qualche volta volta gli funziona il cuore, altre il cervello, altre l'uccello e così via. Certo, come per le luci, qualche volta funziona tutto nello stesso momento, ma dura solo un attimo, poi torna l'intermittenza.”

Idem come sopra :lol:

 

On ‎03‎/‎07‎/‎2017 at 16:00, Eudes ha detto:

“Lo vedi quel vecchio? È stitico, e non fa altro che tornare al giorno in cui è andato di corpo senza problemi. Nella speranza che rivedersi gli stimoli qualcosa. Potrebbe farti sorridere, ma è quel che fanno quasi tutti. 
Tornare a quanto erano sposati, o single, o ricchi, o bambini, o avevano ancora un lavoro, o ai giorni che ricordano come eventi. Stanno così tanto nel passato che si dimenticano di aver ancora un futuro. E che in realtà non fan altro che guardare la propria merda scivolata via.”

 

Questa è una cosa che fanno in tanti, direi che praticamente, almeno una volta nella vita, è successa a tutti.

 

Ottimo racconto, bravo :) 

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Avverto come una contraddizione,  in questo  tuo racconto. Da una parte Lily, così come  viene descritta, ha un che di angelico. La classica ragazzina alla prima, sognante, storia d'amore.. Dall'altra il linguaggio che utilizza, lei e la sua compagna di banco, sono molto volgari, come minimo molto più mature di quanto ci si aspetterebbe. Si tratta di una cosa voluta? In ogni caso non mi piace molto: troppo stridente.

A parte questo il racconto centra molto bene quello che potrebbe essere un momento di svolta nella storia umana: la nascita d una nuova forma di razzismo. C'è un'intuizione di Clarke, a questo proposito,  in un dei suoi seguiti  a "La sentinella" in cui parla di leggi che vietano di insultare i computer. Beh, a me capiterebbe spesso di infrangerle, quelle leggi, come a molti altri. quando lavoro alla tastiera posso diventare molto scurrile. Però se invece di computer da tavolo immaginiamo dei robot antropomorfi la coosa diventa molto più sinistra. Lily subisce un razzismo molto più soft, ma comunque significativo. 

Qualche timida correzione,

 

On ‎03‎/‎07‎/‎2017 at 16:00, Eudes ha detto:

Il giorno dopo il prof di cibernetica sensoriale distrugge i miei sogni

credo vada "distrusse". Anche il modo in cui introduci il disvelamento del professore, nella frase successiva non mi pare troppo elegante. Immagino sia questione di gusti.

 

On ‎03‎/‎07‎/‎2017 at 16:00, Eudes ha detto:

 

“In questo trimestre avete avuto modo di conoscere Lily. Per qualcuno è diventata un'amica, una confidente

Ma lily era cosciente di essere un esperimento? No, vero? Forse questa cosa andrebbe esplicitata meglio. Così sembra che si accorga di essere un'androide solo nel momento in cui il professore lo dice.

 

Il finale è  molto interessante. La cassiera sembra volerle dire che i clienti abituali sono inchiodati al passato ma lei no,non dovrebbe. Perché rappresenta il futuro.

Insomma l'ho trovato un bel racconto, nello stile degli Urania più vecchi. Io lo dilaterei un po', comunque.

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Ciao Eudes, complimenti, racconto molto carino. Qua e la ho sorriso allegro. Forse meritava qualche pagina in più, l'avrei letto volentieri. Forse ci si potrebbe anche tirar fuori un romanzo breve. Sul finale hai anche voluto lasciare un bel messaggio, che per me, male non fa mai. Complimenti.

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