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Spordolan

Quanto si può essere crudi in letteratura?

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Stamattina mi sono svegliato con animo più crudo del solito, e così, invece di studiare, ho trascorso la mattinata e parte del pomeriggio a scrivere un racconto. Si intitola "La prigione", l'ho pubblicato nell'apposita sezione e, in attesa di recensione e/o commenti, vorrei sottoporre un quesito. Esatto, quello che ho scelto come titolo del topic.

Qual è, secondo voi, il limite che si deve osservare quando si descrive una scena forte? Lo scrittore deve tener conto di un eventuale effetto che la sua creazione potrebbe sortire sul lettore? Qual è il modo migliore di descrivere scene cruente senza eccedere?

Io sospetto di aver ecceduto nel mio, ma non modificherei questo aspetto del racconto. L'ho concepito così, volutamente forte e violento, e ritengo che la fine giustifichi l'orrore. Attendo le vostre opinioni sailor.gif

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Secondo me uno crittore non dovrebbe chiedere concessioni al lettore: deve scrivere quello che sente di dover scrivere. Inoltre il pubblico è vasto e vario, e una fetta apprezzerà anche lo scrittore più crudo.

La crudezza fine a sé, ecco dove c'è l'errore.

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Ospite Nox A.M. Ruit

peggio di "sotto la pelle" finalista al Whitbread non mi è parso.

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Ospite

Secondo me invece un limite c'è ed è tracciato dal target al quale è rivolto il proprio lavoro.

Se il mio target è un pubblico adulto pulp, il limite sarà ben diverso da un racconto destinato a un pubblico preadolescente.

Fino a che si scrive per se stessi il limite è relativo, ma se si scrive per un pubblico, è lecito porsi un limite.

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Altair, poiché erano due frammenti piuttosto lunghi, ho spostato il pezzo in Racconti a Capitoli.

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Altair, poiché erano due frammenti piuttosto lunghi, ho spostato il pezzo in Racconti a Capitoli.

Ah, ecco! Mi è venuto in colpo quando non sono più riuscito a trovarlo. :facepalm:

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Beh magari la prossima volta postalo direttamente nella sezione giusta così eviti i colpi... -.-"

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Beh magari la prossima volta postalo direttamente nella sezione giusta così eviti i colpi... -.-"

Pensavo andasse bene nella sezione racconti. Farò più attenzione.

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Beh, certamente l'esser crudi nella scrittura mi suscita emozioni forti, ma bisogna stare attenti a non abusarne o entrare troppo nei particolari. In medium stat virtus, dicevano i latini, e io mi attengo. Personalmente, poi, non sono un amante delle situazioni troppo dure o cruente, a volte mi fanno alzare gli occhi dal libro, come del resto non amo il linguaggio troppo scurrile nella scrittura.

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nessun problema con la crudezza o la volgarità se sono motivate. Leggere libri infarciti di squartamenti e accoppiamenti messi lì giusto per fare audience mi dà fastidio e quel tipo di autori li evito, anche se non ci vanno pesanti. Follett è uno di questi, in ogni libro ci mette sempre quelle due-tre scene lunghette di sesso a gogò che si poteva benissimo risparmiare. Mi sembra di leggere storie stilate a tavolino.

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In letteratura non ci sono servizi nei confronti del lettore e il fine a se stesso é così tremendamente potente, scalda gli animi ancora più di quanto farebbe la denuncia sociale...

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Io sono per la mancanza di limiti. In letteratura, almeno, amo riflettere quello che è il mondo e quindi l'essere crudi ci sta appieno.

Quello che non bisogna mai fare, invece, è esagerare, mettere scene cruente e violenza che è assolutamente fine a se stessa. Questo riguarda sia la violenza, sia il sesso.

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E della crudezza del linguaggio cosa mi dite? Se qualcuno ad esempio mettesse qualche bestemmia in un libro? (in bocca a qualche personaggio, s'intende). Tutto in nome del realismo, oppure no?

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Il linguaggio crudo ci sta, se funzionali al personaggio che ho in mente se serve abbondo pure sia con parolacce che con esclamazioni "colorite".

Non credo sia qualcosa che possa urtare il lettore, se circoscritto al più può portare quest'ultimo a non trovare simpatico il personaggio (e qui io da "scrittore" non mi preoccupo, se c'è una cosa che odio è il personaggio che deve piacere a tutti).

Per le bestemmie il discorso è un po' diverso perché si va un tantino oltre. In quello che sto scrivendo per ora c'è un ragazzino (14-15 anni) che bestemmia e anche spesso. Sinceramente mi sto ancora chiedendo se non sia eccessivo.

Però uso sempre il discorso indiretto, non le riporto mai.

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E della crudezza del linguaggio cosa mi dite? Se qualcuno ad esempio mettesse qualche bestemmia in un libro? (in bocca a qualche personaggio, s'intende). Tutto in nome del realismo, oppure no?

La bestemmia ci sta, ma deve essere credibile e motivata. Se la fai dire a un religioso, per esempio, dichiari che è una bestemmia tua e non sua. A meno che in quel momento il religioso non perda proprio le staffe per qualcosa che gli sta sucedendo. Ma la motivazione deve essere valida.

Se stai scrivendo di un tizio di strada, invece, puoi farlo bestemmiare quanto vuoi. Ovviamente riceverai molte denunce, ma che te frega? Tu stai facendo la tua arte asd.gif

Per parolaccie e bestemmie vedi qui: viewtopic.php?f=9&t=2206

Forse ho capito male io, ma l'autore non chiede fino a che punto ci si può spingere fuori da questo forum?

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con la crudezza si può accelerare quanto si vuole, basta non superare il marchese De Sade icon_cheesygrin.gif

riguardo alle bestemmie, penso sia più efficace evocarle dicendo che il personaggio sta bestemmiando (il lettore sarà portato a immaginare il peggio possibile). Riportare con precisione le tipiche bestemmie da bar, può risultare molto patetico. (Provate a scriverle, e vedete che effetto vi fa rileggerle)

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Ospite

Sì, anche io sono contro le bestemmie scritte per esteso. Fanno un pessimo effetto nero su bianco...

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Stamattina mi sono svegliato con animo più crudo del solito, e così, invece di studiare, ho trascorso la mattinata e parte del pomeriggio a scrivere un racconto. Si intitola "La prigione", l'ho pubblicato nell'apposita sezione e, in attesa di recensione e/o commenti, vorrei sottoporre un quesito. Esatto, quello che ho scelto come titolo del topic.

Qual è, secondo voi, il limite che si deve osservare quando si descrive una scena forte? Lo scrittore deve tener conto di un eventuale effetto che la sua creazione potrebbe sortire sul lettore? Qual è il modo migliore di descrivere scene cruente senza eccedere?

Io sospetto di aver ecceduto nel mio, ma non modificherei questo aspetto del racconto. L'ho concepito così, volutamente forte e violento, e ritengo che la fine giustifichi l'orrore. Attendo le vostre opinioni sailor.gif

Per me il limite che chiedi è pari a Zero. Scrivere "crudo" è un discorso così ampio che non trova confini.

Il tutto sta se è gratuito oppure no. Nel primo caso passi da scrittore a deficiente, nel secondo passi oltre, diventi uno che ha da dire e sa raccontare. Ho letto il tuo racconto, non è male, ma lo stereotipo della coscienza che prende il sopravvento su un delitto così bastardo, è troppo abusato e convenuto. Avrei preferito che a ucciderlo fosse stato qualcuno di umano che esegua una sana vendetta. Io sono per la lapidazione per chi si macchia di queste delitti, pensa, per me basta la sola violenza sessuale su minori per emettere ed eseguire la sentenza.

Capisco che tu abbia voluto mostrare il rimorso, ma questi di rimorsi non ne hanno.

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Con tutto il rispetto se in un libro trovo una bestemmia, pure se una sola in mille pagine, lo faccio volare dalla finestra.

Basta scrivere Tiziò imprecò e allora lì mi sta bene.

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Ospite
Con tutto il rispetto se in un libro trovo una bestemmia, pure se una sola in mille pagine, lo faccio volare dalla finestra.

Basta scrivere Tiziò imprecò e allora lì mi sta bene.

Un po' drastico...

P.S.

Bentornato Simon!

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Anche se ben contestualizzate a me le bestemmie, in un libro, non piacciono per niente: non lo comprerei mai se sapessi che ne contiene anche solo una!

Per le parolacce il discorso cambia ma in linea di massima, se uno scrittore è bravo, riesce a descrivere bene anche scene 'forti' senza necessariamente cadere in un liguaggio eccessivamente scurrile.

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Vedo che l'argomento è stato dirottato sulle bestemmie, anche se non era questo che avevo in mente icon_cheesygrin.gif Per dire la mia, penso che non mi spingerei mai a scrivere una bestemmia in un racconto. Non sono nè un bigotto nè un cattolico praticante, ma porto rispetto per chi potrebbe sentirsi offeso da un'eccessiva licenza poetica come la bestemmia. Carta bianca alle parolacce, purchè usate quando necessario e nella loro giusta dose, ma le bestemmie no. Le trovo inappropriate per la letteratura, tutto qui.

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