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Sasa866

"Un Diamante per la Resistenza" Riveduto, cap 1/3

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Commento

 

Qualche goccia di pioggia bagnò inaspettatamente la calda sera di maggio, recando sollievo dal caldo torrido che solitamente avvolgeva la città. In lontananza si vedeva il bagliore delle luci del centro, così distanti da quel quartiere di periferia, che per contro era illuminato solo dalla luce dell’ultimo lampione; era l’unico sopravvissuto all’incuria e alle intemperie, e funzionava ancora grazie ai pannelli fotovoltaici che gli permettevano di accendersi puntualmente tutte le sere, come un fedele testimone di epoche più rosee, e cioè prima che la guerra civile di quattro anni prima devastasse il paese, illuminando un angolo di un piazzale che una volta era stato un parcheggio. 

Tutt’intorno si ergevano i fantasmi di quelli che una volta erano stati i palazzi del quartiere residenziale, palazzi con finestre rimaste senza infissi e che davano l’impressione di un volto vacuo che, quando ti guarda, fa venire i brividi.

La pavimentazione in calcestruzzo, che nel corso dei secoli aveva sostituito l’asfalto nelle pavimentazioni cittadine, era ancora umida quando una banda di motociclisti giunse sgommando nel parcheggio. Ognuno cavalcava un flyscooter, ovvero una moto in grado anche di librarsi in aria, con la scocca in acciaio: senza poter più ricavare le materie plastiche dal petrolio, tutti i prodotti dell’industria avevano dovuto adeguarsi. Per le moto significava dire addio a materiali quali resine e parti in plastica, quindi le moto erano più resistenti e più pesanti. I motori a biodiesel scoppiettarono quando i Dragonflies, una trentina di ragazzi adolescenti, si dispose a cerchio. Tra risate e rombi di motore, attendevano che il loro capo prendesse parola. 

Uno dei trena ragazzi spense il proprio flyscooter e si tolse il casco a ossigeno. Una cascata di capelli biondi ritrovò la libertà, andando a incorniciare volto dai lineamenti delicati, decisamente femminile; gli occhi azzurri avevano uno sguardo duro e risoluto. La ragazza si portò al centro del cerchio e diede un’occhiata alla propria banda. Sorrise orgogliosa: erano carichi di odio, era la serata giusta.

Con un solo gesto chiamò il silenzio: la riunione aveva inizio.

«Amici…»

Tutti la fissavano bevendo ogni suo minimo respiro, in attesa delle sue parole.

«Stasera getteremo altro fango addosso a quegli sporchi maiali!»

Queste ultime parole sollevarono urla e rombi di motore. Kimberly li lasciò sfogare, poi alzando una mano ristabilì il silenzio. Quelli che loro dispregiativamente “Maiali” in realtà erano i Kosher, potenti mafiosi locali.

«Gli informatori hanno confermato che quegli infami si radunano d’abitudine alla birreria ‘Nana Gialla’, che usano come magazzino per radunare le loro armi e il loro denaro sporco. Stasera ci riprenderemo quello che è nostro!»

Urla di guerra approvarono le parole del capo. Prima di partire, Kimberly prese da parte i suoi due scagnozzi più fidati, Patrick e Brian, e spiegò loro il piano. Dopo di che, i flyscooter si elevarono nel cielo alla volta del Nana Gialla.

 

-II-

 

La musica era così alta che la si poteva sentire fin dalla strada; nonostante questo il Nana Gialla era quasi vuoto quella sera: solo i più affezionati erano venuti per scolarsi una birra. In fondo, era solo mercoledì. Il Nana Gialla era un locale alla moda, situato in uno dei viali pieni di negozi della periferia degradata di Petra; visto l’orario per le strade si vedeva poca gente, per lo più giovani sbandati, qualche donna di malaffare, e uomini dalle facce poco rassicuranti.

All’interno del locale aleggiava una luce rossiccia proveniente dai neon che illuminavano il bancone, dove Cid Black, il proprietario, stava riempiendo di birra il boccale di Frank, il capo di zona dei Kosher.

«Come va?», chiese Cid, notando lo sguardo assorto dell’amico.

«Diciamo bene», rispose Frank «ma la gente comincia a risentirsi. Dice che il pizzo è troppo alto», e diede un primo sorso alla birra chiara.

«In effetti, ultimamente l’avete alzato parecchio…» azzardò cautamente Cid.

«Al diavolo, Cid! Che cosa dovrei fare? Abbiamo protezione in cambio della metà dei profitti, capisci cosa intendo?»

Continuò a bere la sua birra, un po’ seccato.

In quel mentre Jacob, un suo sottoposto, lo raggiunse al bancone correndo trafelato.

«Presto, Frank! I Dragonflies ci stanno attaccando!»

Frank afferrò subito il casco a ossigeno e corse fuori. I Dragonflies stavano planando fino a pochi metri dal suolo puntando i fucili e facendo fuoco a più non posso. I Kosher erano in confusione e si appiattivano dietro ai veicoli parcheggiati, o cercavano riparo all’interno del locale, per sfuggire alla pioggia di proiettili.

Frank imprecò, infilò il casco e balzò in sella al suo flyscooter.

«All’attacco!», urlò, e un buon numero di Kosher seguì il suo esempio. Prima di partire però si girò verso Jacob e gli ordinò: «tu resta qui di guardia coi tuoi uomini!»

Detto questo, azionò l’acceleratore e filò via.

Jacob restò a guardare il capo fin quando fu visibile, poi contò i suoi uomini: cinque. Era mercoledì, dopotutto. Sconsolato, rientrò nel locale per ordinare un’altra birra. Non si accorse minimamente che qualcuno, approfittando della confusione generale, aveva gettato una bomba soporifera all’interno del locale e che ora stava rotolando sul pavimento rilasciando il suo mefitico gas.

 

-III-

 

Il “Respiro di Saturno” era un sonnifero davvero potente. Inodore, dopo pochi secondi di inalazione provocava un sonno profondo dal quale ci si poteva svegliare solo quando la concentrazione del gas nell’aria tornava inferiore al due per cento. Al risveglio chi ne aveva respirato una buona quantità avvertiva torpore in tutto il corpo, mancanza di coordinazione e difficoltà nei movimenti. Se si rimaneva sottoposti ad alte concentrazioni di respiro di Saturno per un periodo troppo lungo, si rischiava la paralisi temporanea di certe parti del corpo. Si diceva addirittura che una persona, rimasta in una stanza satura di gas per sette giorni, era morta. Ma questa era solo una leggenda.

Data la sua pericolosità era una sostanza fuorilegge, e poiché fuorilegge lo smercio sottobanco era più che fiorente: nella periferia era così comune che era più facile comprare respiro di Saturno che non pane fresco.

Dopo una manciata di minuti tutte le persone all’interno del locale erano svenute. La porta si aprì ed entrò Kim, e i suoi nove uomini con lei, tutti muniti di respiratore. Lo spettacolo era quasi sinistro. La penombra del locale gettava ombre irreali sui volti delle persone che giacevano addormentate, immobili, ma Kim non perse tempo. Saltò dietro al bancone, frugò nelle tasche di Cid e trovò il mazzo di chiavi che stava cercando. Jerry e Aadil si appostarono all’entrata del locale, facendo da palo; Bilal e Khaleel controllarono i bagni ed eventuali uscite secondarie; gli altri seguirono Kim, che aprì la porticina comunicante col magazzino.

La stanza a colpo d’occhio sembrava solo un magazzino pieno di casse e barili, ma Kim sapeva dove andare: fece spostare una pila di pesanti scatole e sollevare il lastrone che fungeva da piastrella. Sotto c’era una grossa botola chiusa. Kim trovò la chiave giusta e aprì anche quella, scoprendo una rampa di scale che portava in un grande scantinato: il magazzino segreto dei Kosher.

Ora non restava che svuotarlo e andarsene il prima possibile: Kim era certa che i Kosher avrebbero fatto di tutto per fargliela pagare, e di certo non voleva essere presente al ritorno di Frank.

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On ‎19‎/‎06‎/‎2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

 senza poter più ricavare le materie plastiche dal petrolio, tutti i prodotti dell’industria avevano dovuto adeguarsi. Per le moto significava dire addio a materiali quali resine e parti in plastica,

Il solo esaurimento del petrolio non può arrestare/impedire la produzione della plastica.
Questo materiale infatti, già al giorno d'oggi, viene realizzato a partire non solo dal petrolio, ma anche da fonti rinnovabili come l'alcol, il metano, il mais, la patata e molto altro; una gran parte degli oggetti di plastica fortunatamente vengono anche dal riciclo della stessa.

Fonti:

http://www.lifegate.it/imprese/news/utilizzare-inquinamento-per-realizzare-plastica-bioplastica

http://www.corepla.it/cosa-si-fa-con-la-plastica-riciclata

http://www.treccani.it/enciclopedia/bioplastica/

http://www.ilfattoalimentare.it/bioplastica-sostituire-plastiche.html

 

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@Sasa866

22 ore fa, Cappello di Meringa ha detto:

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Il solo esaurimento del petrolio non può arrestare/impedire la produzione della plastica.
Questo materiale infatti, già al giorno d'oggi, viene realizzato a partire non solo dal petrolio, ma anche da fonti rinnovabili come l'alcol, il metano, il mais, la patata e molto altro; una gran parte degli oggetti di plastica fortunatamente vengono anche dal riciclo della stessa.

Fonti:

http://www.lifegate.it/imprese/news/utilizzare-inquinamento-per-realizzare-plastica-bioplastica

http://www.corepla.it/cosa-si-fa-con-la-plastica-riciclata

http://www.treccani.it/enciclopedia/bioplastica/

http://www.ilfattoalimentare.it/bioplastica-sostituire-plastiche.html

 

Temo che il termine flyscooter sia un marchio registrato (tra l'altro proprio di scooter) e quindi inutilizzabile:

http://www.trademarkia.com/flyscooters-77451112.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Flyscooters

https://www.ufficiobrevetti.it/faq/differenza-brevetto-marchio/

 

Ho letto entrambe le versioni che hai postato qui in Officina: io ho preferito la prima stesura, ma si tratta di una questione veramente molto soggettiva.

 

Un diamante per la Resistenza è la storia di un gruppo di giovani indomiti che combatte contro il crimine.
La trama, lo svolgimento dei fatti a me è parsa semplice e lineare e l'ho capita senza difficoltà: questo è un fatto sicuramente positivo.
Di contro nel racconto non ho trovato alcuna suspence, mi é mancato quel qualcosa in grado di tenermi incollata alle pagine, quel qualcosa che mi abbia fatto pensare "devo assolutamente sapere come si evolverà la faccenda" (= "devo assolutamente comprare il libro").
Spesso i lettori decidono l'acquisto di un'opera sulla base delle prime pagine lette (l'anteprima on-line o una rapida occhiata in libreria), se non trovano niente d'interessante molto probabilmente passeranno ad altro.
Per aiutarti a capire cosa intendo ti suggerisco di leggere gli scritti di due utenti del WD: Narat Levica - prologo di Nekora (in Officina) e l'inizio de I ladri del tempo di Antoni Vargas (in I nostri libri - anteprima negli store on-line). Nel primo caso mi è sorta spontanea la domanda "dove saranno finiti i due protagonisti? Cos'ha fatto di tanto terribile l'uomo da essere perseguitato costantemente da incubi?", nel secondo caso mi sono chiesta "Come si fa a rubare il tempo? Cosa succede quando qualcuno ruba il tempo?".
Di scontri tra bande, di ribelli e di lotte alla criminalità è piena la letteratura e pure la realtà, cos'ha di diverso, di particolare, la lotta che descrivi tu?
Prova a renderla speciale, inserisci qualche elemento accattivante.
Per catturare l'attenzione di chi legge, puoi puntare sulle motivazioni dei personaggi (ad es. Kim deve impedire un evento nefasto causato da Frank) oppure sulle modalità di svolgimento delle azioni (inventa qualche tecnica nuova di scontro o di ribellione) oppure sulle conseguenze degli eventi (ad es. il gas si diffonde attraverso i condotti dell'aria e contamina tutto l'edificio, nell'edificio risiede un illustre politico pro-Dragonflies, il politico é allergico al gas. Riuscirà la nostra eroina a vincere lo scontro con i mafiosi e a giungere in tempo per salvare l'uomo?) o ancora su qualche colpo di scena (ad es. Kim sta per sopraffare Frank quando viene colpita da un mafioso: riuscirà a salvarsi? Nonostante la ferita grave, ce la farà a sconfiggere il boss criminale?) .
I miei esempi sono stupidi, ma tu lavora su questo aspetto.
Non serve affatto stravolgere tutto il racconto, per creare interesse a volte basta una piccola aggiunta (irrilevante per la storia principale, ma in grado di stuzzicare nell'immediato la curiosità del lettore) oppure una breve anticipazione, resa con un po' di mistero, di un importante fatto di cui sarà narrato successivamente.

Se tu non volessi modificare la trama neppure minimamente (comprensibilissimo) ci sono altri modi per catturare l'attenzione.
A questo scopo ti consiglio di adottare uno stile di scrittura più coinvolgente e ricco di pathos; anche solo un ritmo incalzante (e in crescendo) è in grado di creare tensione e infondere ansia in chi legge.

Ti riporto qualche esempio:

Spoiler

Estrassero le bacchette; Harry continuava a guardarsi intorno. Aveva di nuovo la strana sensazione di essere osservato.
«Arriva qualcuno» disse all'improvviso.
Aguzzando gli occhi nell'oscurità, videro una sagoma avanzare decisa tra le tombe, verso di loro. Harry non riuscì a distinguerne il viso, ma da come camminava e teneva le braccia, capì che stava trasportando qualcosa. Chiunque fosse era basso e indossava un mantello con il cappuccio abbassato per nascondere il volto. E man mano che la distanza tra di loro si riduceva, vide che la cosa tra le braccia della persona sembrava un neonato... o era solo un fagotto di abiti?
Harry abbassò appena la bacchetta e gettò un'occhiata obliqua a Cedric. Cedric gli rispose con uno sguardo interrogativo.  Entrambi tornarono a studiare la sagoma che si avvicinava.
Si fermò accanto a un'alta lapide di marmo, a un paio di metri di distanza. Per un attimo tutti e tre si limitarono a guardarsi.
E poi, senza preavviso, la cicatrice di Harry esplose di dolore. Era un male che non aveva mai provato prima; la bacchetta gli cadde dalle dita mentre si portava le mani sul viso; le ginocchia cedettero; cadde a terra accecato dal dolore, la testa stava per spaccarglisi in due.
Da molto lontano sopra di lui, una voce fredda e acuta disse:
«Uccidi l'altro.»
Un sibilo, e una seconda voce urlò le parole nella notte:
«Avada Kedavra!»
Un lampo di luce verde saettò attraverso le palpebre di Harry e sentì qualcosa di pesante cadere a terra a fianco a lui; il dolore alla cicatrice raggiunse un tale picco che fu preso da un conato di vomito e poi diminuì; terrorizzato dall'idea di ciò che stava per vedere, aprì gli occhi che gli bruciavano.
Cedric era disteso a terra al suo fianco, a braccia aperte. Era morto.

(Tratto da Harry Potter e il calice di fuoco di J.K. Rowling, trad. B. Masini, 2001, Salani editore.) 

 

Spoiler

Drake stava sorridendo a Grace, si stava allungando per prendere il bicchiere di vino che gli porgeva, quando lei inciampò su un tappeto e lui si lanciò istintivamente per prenderla prima che cadesse.
E il mondo esplose.
Drake cadde a terra sulle mani e le ginocchia, la testa piegata verso il basso, mentre guardava un rivolo di qualcosa di rosso e spesso, senza capire di cosa si trattasse. Non si mosse niente, gli si offuscò la vista, tutti i suoni erano spariti dal mondo.
Poi gli tornarono di colpo la vista e l'udito e, riprendendo coscienza, si accorse che li stavano attaccando.
Dalla mensola del camino volavano via schegge di marmo mentre i proiettili formavano dei buchi enormi. Uno, due, tre...
Qualcuno stava sparando nel punto in cui si trovava fino a un attimo prima, sparavano proiettili calibro 50, a giudicare dalle dimensioni dei buchi e dal fatto che avevano trapassato le finestre antiproiettile. Se Grace non fosse inciampata, tre proiettili calibro 50 l'avrebbero ridotto a un hamburger umano in un attimo.
GRACE!

(Tratto da Passione pericolosa di L.M.Rice, trad. V. Pezzoni, 2015, Sergio Fanucci editore.) 

 

Le tue descrizioni dei luoghi e della sostanza soporifera secondo me sono buone: io sono riuscita facilmente ad immaginare il contesto, i luoghi della narrazione e altrettanto bene ho intuito le proprietà e gli usi di questo "respiro di Saturno".
Mancano invece completamente le descrizioni dei personaggi principali e delle scene d'azione. Quando leggo devo potermi immedesimare nella storia, devo legarmi ai protagonisti e per far questo ho bisogno di conoscere, di entrare nel dettaglio, di sapere il perché e il percome delle decisioni, dei comportamenti e delle conseguenze. Devo anche potermi figurare la scena, chi fa cosa, come lo fa, dove lo fa e come rispondono gli altri.
Kim e Frank sono solo nominati, scrivi che lei è la leader dei "nostri" e lui il capo mafioso: a me piacerebbe sapere come mai i due sono finiti in quei ruoli/ qual è il loro passato (gli eventi salienti), che tipo di carattere hanno, qual è la loro età, quali sono le abilità e le caratteristiche fisiche... Mi aiuterebbe a farmi un'idea dei protagonisti e a provare empatia.
Le scene d'azione ugualmente sono solo accennate. Io-lettrice ne voglio le descrizioni, perché devo poter vedere nella mia mente lo scontro, le azioni di offesa/difesa, devo poter immaginare le emozioni e le sensazioni dei protagonisti, devo capire i loro pensieri e leggere i loro commenti ad alta voce. Ho bisogno di sapere se Frank e Kim colpiscono e come lo fanno (ad es. combattono a mani nude o usano armi e se usano armi, quali? Se le armi si scaricano ripiegano sul corpo a corpo o le ricaricano subito o fuggono o che altro..?  Combattono seduti sulle moto o vengono atterrati o decidono loro di scendere..?); ho bisogno di sapere se rimangono feriti, se si nascondono, se chiedono aiuto e se si fermano a prestare soccorso; ho bisogno di sapere se mantengono il sangue freddo, se incoraggiano i loro ragazzi, se danno ordini o lasciano "mano libera", se hanno attimi di tentennamento e, se li hanno, cos'è che li fa riprendere. 
Ti era già stato detto: show, don't tell.
Prova a sviluppare il racconto in questo senso, allungalo arricchendolo.
E' vero che il troppo stroppia, ma qui lo scritto è troppo poco.

Ti faccio un esempio di una scena d'azione ben mostrata:

Spoiler

Un movimento catturò la mia attenzione. Il primo vampiro si era scrollato di dosso le ombre e si era alzato in piedi. Si girò per affrontarmi, gli occhi assetati di sangue, i lineamenti distorti in un'espressione furiosa. Non erano giovani solo in termini di età umana, ma anche come anzianità vampiresca. Ma questo non li rendeva meno pericolosi, solo un po' meno infidi.
Si avventò contro di me. Lo schivai e calai di nuovo un fendente col tacco, che colpì la sua mandibola con uno schiocco sonoro. Si lasciò sfuggire un gemito e tentò di colpirmi con un pugno, ma piegai indietro la testa e sentii solo lo spostamento d'aria: mi aveva sfiorato il mento.
Il fetore di un corpo non lavato mi sommerse ancora una volta: non era il primo, ma il secondo vampiro. E si stava avvicinando rapidamente. Afferrai un ciuffo degli ispidi capelli castani del primo vampiro e lo trascinai sulla traiettoria del secondo.
Si scontrarono con forza sufficiente a far sbattere i miei denti, ma non a mettersi reciprocamente a tappeto. Il primo assalitore riuscì a girarsi e ad assestarmi un pugno sul viso, cogliendomi di sorpresa. Atterrai sul pavimento con un grugnito e le scarpe mi volarono via dalle mani. Per un istante vidi le stelle. Poi sentii il peso di un corpo gravare su di me e immobilizzarmi a terra.
Il fetore del vampiro pervase i miei sensi impedendomi di respirare, mentre i suoi canini si allungavano in previsione del pasto.
No, non si sarebbe saziato sul mio collo.

(Tratto da Balck Moon - L'alba del vampiro di K. Arthur, trad. D. Di Falco, 2010, Newton Compton editore.) 

 

Ecco un esempio della descrizione di una protagonista:

Spoiler

Drake si voltò e la guardò.
[...] Santo Dio. Quella donna era... raffinata. Più che bella. Essere bella non contava niente al giorno d'oggi. La bellezza, quella più rozza, poteva facilmente essere comprata. Gli americani potevano permettersi il meglio di qualsiasi cosa. Le ragazze crescevano con un'eccellente alimentazione, buoni dentisti, buoni chirurghi plastici, buoni parrucchieri, buoni dermatologi. Pareva che avessero tutte una bella pelle, dei bei denti e bei capelli. Ma non significava proprio niente.
Non era molto alta, ma aveva linee slanciate. Lunghe gambe, un lungo collo, lunghe e agili dita. Si muoveva con facilità e grazia, più con la grazia lieve di una ballerina che con la forza di un'atleta. I capelli lunghi fino alle spalle sembravano appena lavati, ma non da un parrucchiere. Lavati e lasciati asciugare all'aria aperta. Non c'era traccia di perfezione, a parte per la lucentezza e il colore, una combinazione di ramato e castano chiaro. Lei si spostò in una macchia di luce che proveniva dal soffitto e i capelli presero vita, un'esplosione di colori brillanti. Sorrideva a Feinstein, ma si poteva scorgere in lei una nota melanconica, una tristezza, come se avesse guardato più volte nel cuore del mondo e lo avesse trovato sempre freddo e oscuro.

(Tratto da Passione pericolosa di L. M. Rice, trad. V. Pezzoni, 2015, Sergio Fanucci editore.) 

 

Prima di mettere mano nuovamente al testo, secondo me sarebbe meglio se tu ti dedicassi alla lettura (tanti libri soprattutto di avventura e thriller) e a esercitarti nella scrittura, in particolare nella resa delle scene d'azione e nella caratterizzazione dei personaggi (osserva un cane che fa la guardia, un bambino che gioca, una signora che fa shopping, poi sul tuo taccuino descrivi la scena sforzandoti di scrivere minimo una facciata - alla fine puoi anche postare i risultati qui sul forum, in Frammenti).

 

Mi sono permessa di leggere la versione originale della storia, quella che hai caricato sul tuo sito personale nel 2011.
Il paragrafo IV del capitolo 1 (mi riferisco a questo qui: https://undiamanteperlaresistenza.wordpress.com/2011/06/14/capitolo-1-parte-iv/), perbacco è davvero un bel pezzo! (Ha bisogno di una correzione sintattico-grammaticale e di un leggero editing, ma questo è un altro discorso.)
Significa che le qualità le hai, riprendi a scrivere alla stessa maniera di come hai scritto quel brano e per me sfornerai un romanzo con i controfiocchi!

 

Ho fatto un commento lunghissimo :bandiera:, spero almeno d'averti dato qualche spunto utile.
Un abbraccio,
a presto

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Grazie veramente, ora so su cosa lavorare, anche se al momento non saprei da dove cominciare (se non facendo pratica nel descrivere le scene d'azione), per sistemare il racconto. Banalmente, ho pensato di introdurre la storia raccontando una scena finale per poi raccontare tutto in flashback. Per ora devo riflettere su tutti i tuoi consigli e metabolizzarli... Grazie infinite per aver anche inserito stralci di romanzi che possono aiutarmi a migliorare la mia tecnica. Più che altro, in questi giorni sto scrivendo i capitoli finali e l'idea di essere in realtà lontanissima dall'aver finito un po' mi scoraggia, ma non demordo ;). Mi lusinga che tu abbia letto i vecchi capitoli che misi online, anche se in realtà alcune parti le ho rielaborate e riscritte nel frattempo... grazie davvero, farò tesoro dei tuoi consigli!

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@Cappello di Meringa Sinceramente ci sono rimasta male nel vedere che esiste una società fondata nel 2008 a nome flyscooter che usa come marchio una librllula (dragonflies). La storia l'ho ideata all'incirca nel 2002 ma solo nel 2012 creai un blog (che tu hai trovato e non ricordavo nemmeno più di avere)... sono molto affezionata a quei nomi, sarò costretta a cambiarli ma è curiosa questa coincidenza.

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@Cappello di Meringa Finalmente ho un po' di tempo per leggere gli articoli che mi hai linkato. So che la bioplastica si può produrre (così come il biocarburante, tra l'altro) anche da materie prime vegetali, ma questo va in conflitto con la necessità di produrre cibo: Per produrre biodiesel per esempio bisogna destinare grandi appezzamenti di terreno. È questo il motivo per cui la nazione in cui è ambientata la storia (il Regno Arabo) è impegnato, al momento della narrazione, in una guerra di conquista dell'Africa: per espandere le terre coltivabili; inoltre pensavo di accennare, qua e là, alle strutture apposite per combattere la desertificazione (sempre per aumentare la superficie coltivabile). Ora mi accingo a scrivere un articolo per il mio blog sull'argomento (un blog dove raccolgo le ricerche che sto facendo per la mia storia), se ti fa piacere ti passo il link. 

 

...mi entusiasma molto fare ricerche, ma sono arrivata a un punto di crisi in cui mi chiedo se non sia più interessante concentrare la storia su queste tematiche piuttosto che usarle solo come sfondo di narrazione.

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@Sasa866 

Cita

...mi entusiasma molto fare ricerche, ma sono arrivata a un punto di crisi in cui mi chiedo se non sia più interessante concentrare la storia su queste tematiche piuttosto che usarle solo come sfondo di narrazione.

Da quel che ho notato dipende da lettore a lettore, alcuni si perdono proprio nei particolari, se ne interessano, vanno a cercare riferimenti (e non solo nel fantastico ma nello storico, nei gialli ecc ecc.). In questo senso, seguendo la teoria che "uno scritore scrive di quel che conosce" mi prendo il tempo di descrivere alcune parti solo quando queste divertono anche me, in questo modo è più facile divertano anche il lettore.

Poi l'inesattezza, incongruenza o il buco narrativo sarà sempre presente dietro l'angolo ma in ogni caso risulterà sempre più piacevole una descrizione esaustiva con qualche errore (che oltretutto non tutti conoscono) che una superficiale...sopratutto sul fantastico in cui spesso il lettore deve essere accompagnato passo per passo, proprio perchè il racconto non descrive il mondo di tutti i giorni ma quello presente in quel dato momento nella nostra testa.

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Ciao @Sasa866 ,

grazie per aver accettato e seguito il mio commento.

Stai mettendo un grande impegno nello scrivere questo tuo romanzo, complimenti, hai fatto benissimo a fare ricerche e ad approfondire la parte tecnico-scientifica. :)

 

On ‎11‎/‎09‎/‎2017 at 06:41, Sasa866 ha detto:

Finalmente ho un po' di tempo per leggere gli articoli che mi hai linkato. So che la bioplastica si può produrre (così come il biocarburante, tra l'altro) anche da materie prime vegetali, ma questo va in conflitto con la necessità di produrre cibo: Per produrre biodiesel per esempio bisogna destinare grandi appezzamenti di terreno.

I link te li avevo mesi a modo di note bibliografiche alla mia segnalazione di errore.
Nel mondo di Un diamante per la Resistenza il petrolio è esaurito e, aggiungi ora, non si produce plastica da fonti alimentari per problemi etici (mi trovi d'accordo sulla questione: è molto attuale e molto spinosa).
Questo però non è sufficiente: come avevo scritto, la plastica si può già ora fabbricare a partire da

On ‎19‎/‎07‎/‎2017 at 16:54, Cappello di Meringa ha detto:

[...] fonti rinnovabili come l'alcol, il metano, [...] e molto altro; una gran parte degli oggetti di plastica fortunatamente vengono anche dal riciclo della stessa.

Fonti:

http://www.lifegate.it/imprese/news/utilizzare-inquinamento-per-realizzare-plastica-bioplastica

http://www.corepla.it/cosa-si-fa-con-la-plastica-riciclata

http://www.treccani.it/enciclopedia/bioplastica/

http://www.ilfattoalimentare.it/bioplastica-sostituire-plastiche.html

Devi trovare una soluzione che comprenda tutti gli aspetti e tutte le possibilità.
Attualmente la scienza e la tecnologia progrediscono molto e molto in fretta, secondo me non è facile trovare una giustificazione plausibile all'assenza della plastica demolendo l'uso di qualche tecnica produttiva. Pensaci, se già oggi si può fabbricare plastica da un sacco di cose e la si può pure riciclare cosicché, anche in caso non se ne possa più produrre di nuova, se ne avrebbe comunque dalla trasformazione della vecchia, come posso io-lettrice credere che in futuro non si abbia più plastica solo perché non si vuole o non si può sfruttare una singola risorsa (che sia il petrolio o il mais)?
Secondo me puoi provare a usare altri mezzi, come ad es. scrivere che la plastica è vietata per legge... (...)  Beh, sono sicura che sarai più brava di me a trovare un escamotage :P.
Puoi aprire una discussione in "Trame & dintorni" (Documentazione -> Scrivere) e chiedere consiglio agli altri utenti.

 

Il fatto però è che se da un lato l'errore di contenuto deve essere corretto, dall'altro questo era il problema minore.
Quando leggo sul momento posso anche risentirmi un poco per non avere tutte le spiegazioni, ma poi se la storia funziona, è ben sviluppata e lo stile è coinvolgente, verrò presa dagli avvenimenti e, tempo 3 pagine, mi dimenticherò del dettaglio della plastica (se di dettaglio si tratta.)
Il mio suggerimento rimane quindi sempre lo stesso e cioè di lavorare sui punti che ti ho sottolineato. Leggi tanta narrativa d'avventura ed esercitati nella scrittura (descrivendo singole scene). Questo lavoro, tra l'altro, ti permetterà di migliorare come scrittrice in generale e quindi ti sarà utile per qualsiasi tua opera, che sia questo romanzo, Mara (che non ho letto), racconti futuri o gli articoli del tuo blog.

 

On ‎11‎/‎09‎/‎2017 at 06:41, Sasa866 ha detto:

mi chiedo se non sia più interessante concentrare la storia su queste tematiche piuttosto che usarle solo come sfondo di narrazione.

La scelta ovviamente non può che spettare a te, ma, per come hai sviluppato la storia finora, io ti consiglio di puntare sull'azione e sulle emozioni (sul creare empatia tra il lettore e la protagonista). I dati tecnici e i ragionamenti socio-economici sono infatti più adatti a un saggio che a un romanzo di fantascienza indirizzato a un pubblico giovane (come mi pare sia il tuo). Come già stai facendo, per le riflessioni etiche ed ecologiche puoi sfruttare il tuo blog.

 

In generale, per non disperdere le energie, è meglio se rimani concentrata su 1 solo progetto e, se nel frattempo ti viene l'idea per un altro, limitati ad appuntarla da qualche parte: la potrai sviluppare in seguito.
Ad es. niente ti vieta in futuro di scrivere uno spin-off di questo romanzo in cui dai maggior spazio alle tue ricerche e ai temi che ti stanno a cuore.

 

On ‎11‎/‎09‎/‎2017 at 06:41, Sasa866 ha detto:

Ora mi accingo a scrivere un articolo per il mio blog sull'argomento (un blog dove raccolgo le ricerche che sto facendo per la mia storia), se ti fa piacere ti passo il link. 

Mandamelo con messaggio privato (in questa sezione non puoi mettere link al tuo blog).

 

On ‎11‎/‎09‎/‎2017 at 06:41, Sasa866 ha detto:

sono arrivata a un punto di crisi

Fai una pausa: non hai idea di quanto può giovare staccare la mente per un po'.

 

Dai, vedrai che, se perseveri , ne verrà fuori un gran romanzo! :)

 

 


 

 

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@Cappello di Meringa  per il discorso bioplastica, recentemente ci sono passi avanti stupefacenti, anche nella produzione del biodiesel. Pensa che si può produrre biodiesel partendo dallo zucchero utilizzando un batterio. Ho ipotizzato che la bioplastica possa venire utilizzata per le apparecchiature medicali, per scopi governativi e che il popolo invece si debba arrangiare con altri materiali, visto che bisognerebbe dividere la produzione agricola tra alimentare e industriale. Ora comunque mi rendo conto di non aver approfondito a dovere il tema, visto che il lettore il problema se lo pone. Diciamo che potrei dedicare qualche riga al "contorno", ovvero la società in cui è ambientata la storia, anche per meglio collocare i protagonisti e immergersi meglio nel mondo immaginario. Ma ci devo ancora riflettere su.

 

Per le esercitazioni, sto pensando di fare qualche prova di scene di combattimento, al punto in cui sono arrivata manca poco al classico scontro finale tra titani e c'è l'ulteriore difficoltà che lo scontro non è minimamente fisico. Ti viene in mente qualche libro d'azione su cui io possa "studiare" lo stile di scrittura?

 

Grazie ancora per tutto.

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Secondo me non è una buona idea prendere spunto dallo stile di uno scrittore in particolare, perché lo stile è quanto di più personale ci sia in letteratura.
Quello che caratterizza un autore e lo contraddistingue da tutti gli altri non è tanto (o non è solo) l'idea che ha avuto per una storia, ma soprattutto la forma, il modo con cui l'ha resa. Questo è quello che rende speciale uno scrittore, che lo fa emergere dalla massa e fa affezionare i lettori.
Ecco perché per me non ti serve a niente leggere 2 o 3 libri di uno scrittore "bravo", finiresti solo per scopiazzarlo, anche inconsapevolmente, mentre quello che devi fare è lavorare sul tuo personale modo di esprimerti; solo così puoi valorizzare te come scrittrice e i tuoi romanzi.

Se vuoi risaltare tra i tanti non devi rifarti a qualcuno, ma essere te stessa: tu sei unica e speciale ed è questo quello che deve emergere dai tuoi scritti.


Ho un metodo infallibile! :D

 

On ‎20‎/‎07‎/‎2017 at 15:21, Cappello di Meringa ha detto:

secondo me sarebbe meglio se tu ti dedicassi alla lettura (tanti libri soprattutto di avventura e thriller) e a esercitarti nella scrittura, in particolare nella resa delle scene d'azione e nella caratterizzazione dei personaggi

 

Leggi più autori che puoi, anche quelli che non ti piacciono.
"Prendi un poco da tutti e da nessuno in particolare."

Il metodo funziona solo sui grandi numeri e sul lungo periodo, perciò il singolo autore perde importanza.
Leggendo in modo variegato (per generi, autori, epoche) ti formi un vasto bagaglio di conoscenze (e quindi di capacità): aumenti il tuo vocabolario, la tua abilità nel costruire le frasi e la tua conoscenza delle strutture narrative, insomma migliori la tua capacità di comunicare; è un processo inconscio che avviene nel tempo, lentamente, ma che poi ti dura per tutta la vita.

D'altro canto non ci sono valide scorciatoie: converrai con me che non basta leggere Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien per diventare ottimi scrittori di fantasy.

 

On ‎22‎/‎09‎/‎2017 at 00:57, Sasa866 ha detto:

Ti viene in mente qualche libro

Alcuni titoli da cui partire mi pare di averteli già indicati...  
Secondo me dovresti prendere minimo 3-4 libri per ognuno dei generi che fanno al caso tuo: avventura-azione, thriller, fantasy, fantascienza, romanzi per ragazzi e classici (che non devono mai mancare); prendi qualche best-seller (meglio ancora qualche long-seller) e qualche opera minore. 
Poi fammi sapere come va!

 

On ‎22‎/‎09‎/‎2017 at 00:57, Sasa866 ha detto:

lo scontro non è minimamente fisico

Wow, adesso sì che mi hai messo curiosità!
Vuol dire che ci sarà una lotta a distanza con armi tecnologicamente avanzate? Un confronto-scontro verbale..? Si risolverà tutto diplomaticamente? Sarà qualcosa di indiretto come la sconfitta per esaurimento delle risorse? Ci sarà una rivoluzione popolare?

No, non anticiparmi niente, non vedo l'ora di leggere la storia completa

 

Un abbraccio,
a presto

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Ciao, @Sasa866

ho letto con piacere questo capitolo che, da quanto ho inteso nelle discussioni dei commenti, è (o dovrebbe essere) il primo di un romanzo. Ho letto poi, sempre nei commenti, come si sia parlato molto del particolare della plastica e dei motivi per cui essa non si usi più all'interno dell'ambientazione. Personalmente, non ho dato così peso al particolare, ma trovo ugualmente giusto che a un lettore/lettrice più attento non venga lasciato da parte dell'autore nessun dubbio a riguardo...

 

Fatta questa piccola premessa, ci tengo a darti i miei personali accorgimenti in merito a questo capitolo che sono per lo più di carattere stilistico.

Tieni conto che di mio sono un po' fissato sull'argomento, quindi prendi sempre ogni mia segnalazione come il mio mero punto di vista e poi decidi di tu di conseguenza.

 

Le ripetizioni di termini: a me saltano subito all'occhio e suggerirei di variarle con dei sinonimi. Sopratutto, mi sono accorto che tendi a ripetere uno stesso termine nella frase successiva. Se questo è voluto, per sottolineare il concetto o il termine, non tenere conto della segnalazione, altrimenti puoi provare a ragionarci su. Ti faccio alcuni esempi, sottolineando (e in grassetto) nella citazione la ripetizione:

 

"Calda/o":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Qualche goccia di pioggia bagnò inaspettatamente la calda sera di maggio, recando sollievo dal caldo torrido

 

"Luci/e":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

In lontananza si vedeva il bagliore delle luci del centro, così distanti da quel quartiere di periferia, che per contro era illuminato solo dalla luce

 

O anche il termine "illuminare":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

che per contro era illuminato solo dalla luce dell’ultimo lampione;

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

illuminando un angolo di un piazzale

 

"Palazzi":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Tutt’intorno si ergevano i fantasmi di quelli che una volta erano stati i palazzi del quartiere residenziale, palazzi con finestre

 

Anche il termine "quartiere":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

così distanti da quel quartiere di periferia,

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

i fantasmi di quelli che una volta erano stati i palazzi del quartiere residenziale,

 

"Pavimentazione/i":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

La pavimentazione in calcestruzzo, che nel corso dei secoli aveva sostituito l’asfalto nelle pavimentazioni cittadine,

 

"Parcheggio":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

che una volta era stato un parcheggio. 

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

giunse sgommando nel parcheggio.

 

"Moto":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

ovvero una moto in grado anche di librarsi in aria, con la scocca in acciaio: senza poter più ricavare le materie plastiche dal petrolio, tutti i prodotti dell’industria avevano dovuto adeguarsi. Per le moto significava dire addio a materiali quali resine e parti in plastica, quindi le moto erano più resistenti e più pesanti.

 

"Motori/e":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

i. I motori a biodiesel scoppiettarono quando i Dragonflies, una trentina di ragazzi adolescenti, si dispose a cerchio. Tra risate e rombi di motore

 

"Ragazzi" e "trenta":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

una trentina di ragazzi adolescenti,

Qui, ad esempio, si potrebbe proprio togliere ragazzi: basta "adolescenti" a connotare la loro giovinezza.

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Uno dei trena ragazzi

C'è un piccolo refuso in "trena/trenta"; ma avendolo detto poco sopra che erano una trentina, secondo me non c'è bisogno di ripetere l'informazione numerica.

 

Subito dopo ritorna il termine "ragazza":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

La ragazza si portò al centro del cerchio

 

"Silenzio"

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Con un solo gesto chiamò il silenzio:

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

poi alzando una mano ristabilì il silenzio.

 

"Solo":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

solo i più affezionati erano venuti per scolarsi una birra. In fondo, era solo mercoledì.

 

"Vedere":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

visto l’orario per le strade si vedeva poca gente

 

"Capo" (anche se si tratta di due "capi" diversi):

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Urla di guerra approvarono le parole del capo

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

il capo di zona dei Kosher.

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Jacob restò a guardare il capo

 

"Correre" o "casco":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

lo raggiunse al bancone correndo trafelato.

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Frank afferrò subito il casco a ossigeno e corse fuori.

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Frank imprecò, infilò il casco e balzò

 

Il termine "locale" e "all'interno del locale"

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Il Nana Gialla era un locale

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

All’interno del locale aleggiava

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

o cercavano riparo all’interno del locale,

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Sconsolato, rientrò nel locale per ordinare un’altra birra. Non si accorse minimamente che qualcuno, approfittando della confusione generale, aveva gettato una bomba soporifera all’interno del locale

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

utte le persone all’interno del locale erano svenute. La porta si aprì ed entrò Kim, e i suoi nove uomini con lei, tutti muniti di respiratore. Lo spettacolo era quasi sinistro. La penombra del locale gettava ombre irreali sui volti delle persone che giacevano addormentate, immobili, ma Kim non perse tempo. Saltò dietro al bancone, frugò nelle tasche di Cid e trovò il mazzo di chiavi che stava cercando. Jerry e Aadil si appostarono all’entrata del locale,

Ho sottolineato anche "penombra" e "ombra"

 

"Magazzino":

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

; gli altri seguirono Kim, che aprì la porticina comunicante col magazzino.

La stanza a colpo d’occhio sembrava solo un magazzino pieno di casse e barili, ma Kim sapeva dove andare: fece spostare una pila di pesanti scatole e sollevare il lastrone che fungeva da piastrella. Sotto c’era una grossa botola chiusa. Kim trovò la chiave giusta e aprì anche quella, scoprendo una rampa di scale che portava in un grande scantinato: il magazzino segreto dei Kosher.

 

Oppure, nella prima descrizione del locale abbiamo di nuovo "luce" e "illuminare" che ritornano come all'inizio:

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

una luce rossiccia proveniente dai neon che illuminavano il bancone

 

Capisco anche che alcuni termini (come casco) siano più difficili da variare o connotativi dell'ambientazione stessa. Ti ho voluto però segnalare tutte queste ripetizioni, perché leggendo tutto insieme, sembra quasi una cantilena dove ogni due tre fasi, si ripete o si rimarca lo stesso termine. Questa la mia impressione.

 

Altre cose:

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Quelli che loro dispregiativamente “Maiali” in realtà erano i Kosher, potenti mafiosi locali.

Qui credo manchi qualcosa come "chiamavano", "definivano": "quelli che loro dispregiativamente chiamavano Maiali".

Non so quanto "dispregiativamente" sia così corretto, forse meglio "in maniera dispregiativa" o "con "disprezzo"...

 

Il Respiro di Saturno viene presentato con la "R" maiuscola, e poi scritto con la "r" minuscola... può essere una sciocchezza, ma visivamente mi ha fatto un po' strano:

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Il “Respiro di Saturno” era un sonnifero davvero potente. Inodore, dopo pochi secondi di inalazione provocava un sonno profondo dal quale ci si poteva svegliare solo quando la concentrazione del gas nell’aria tornava inferiore al due per cento. Al risveglio chi ne aveva respirato una buona quantità avvertiva torpore in tutto il corpo, mancanza di coordinazione e difficoltà nei movimenti. Se si rimaneva sottoposti ad alte concentrazioni di respiro di Saturno

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

che era più facile comprare respiro di Saturno

 

Questa frase poi non l'ho capita bene:

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Abbiamo protezione in cambio della metà dei profitti, capisci cosa intendo?»

Qui è Frank, il boss a parlare del pizzo: è lui che chiede i soldi. Perché "abbiamo" protezione? Non dovrebbe dare lui la protezione agli altri in cambio del pizzo?

 

Personalmente, io sono un amante delle frasi lunghe e complesse, ma in questo incipit vedrei meglio dividere tutta la frase in più. Per due motivi: primo perché tutto il resto del racconto ha uno stile molto più veloce e una costruzione della frase più breve. Secondo, a mio avviso stai dando troppe informazioni tutte insieme su quelli che sono l'ambientazione e il retroscena della storia. Memorizzarle tutte, tanto più che si tratta di un incipit e non si sa ancora quale sia l'argomento del racconto-romanzo, può risultare difficile, a maggior ragione se in un'unica frase.

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

In lontananza si vedeva il bagliore delle luci del centro, così distanti da quel quartiere di periferia, che per contro era illuminato solo dalla luce dell’ultimo lampione; era l’unico sopravvissuto all’incuria e alle intemperie, e funzionava ancora grazie ai pannelli fotovoltaici che gli permettevano di accendersi puntualmente tutte le sere, come un fedele testimone di epoche più rosee, e cioè prima che la guerra civile di quattro anni prima devastasse il paese, illuminando un angolo di un piazzale che una volta era stato un parcheggio. 

 

La scena della battaglia, mi ha poi lasciato un po' perplesso. Io aggiungerei dei particolari in merito. Le domande che mi sono posto e a cui non ho trovato risposta sono: contro chi sparano i Dragonflies? Fanno fuoco sul locale, sulle persone, in aria per far baccano? Dal seguito, mi pare evidente che questa sia una manovra diversiva per attirare il maggior numero di Kosher fuori dal locale, ma secondo me non si capisce bene durante la descrizione. Non si capisce che i Dragonflies fuggono via dalla scena. Questo si dovrebbe desumere solo dal fatto che Frank parte all'attacco e poi sparisce dalla vista... aggiungerei particolari per chiarire meglio la scena.

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Frank afferrò subito il casco a ossigeno e corse fuori. I Dragonflies stavano planando fino a pochi metri dal suolo puntando i fucili e facendo fuoco a più non posso. I Kosher erano in confusione e si appiattivano dietro ai veicoli parcheggiati, o cercavano riparo all’interno del locale, per sfuggire alla pioggia di proiettili.

Frank imprecò, infilò il casco e balzò in sella al suo flyscooter.

«All’attacco!», urlò, e un buon numero di Kosher seguì il suo esempio. Prima di partire però si girò verso Jacob e gli ordinò: «tu resta qui di guardia coi tuoi uomini!»

Detto questo, azionò l’acceleratore e filò via.

Jacob restò a guardare il capo fin quando fu visibile, poi contò i suoi uomini: cinque. Era mercoledì, dopotutto. Sconsolato, rientrò nel locale per ordinare un’altra birra. Non si accorse minimamente che qualcuno, approfittando della confusione generale, aveva gettato una bomba soporifera all’interno del locale e che ora stava rotolando sul pavimento rilasciando il suo mefitico gas.

 

L'ultima cosa che non mi convince è poi la relazione di subordinazione dei vari personaggi, nel senso che i termini usati non mi sembrano i più appropriati per sottolineare a dovere la distinzione dei ruoli all'interno dei due gruppi antagonisti:

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Kimberly prese da parte i suoi due scagnozzi più fidati, Patrick e Brian, e spiegò loro il piano.

Per lo più "scagnozzo" è dispregiativo, nel senso di "umile tirapiedi al soldo per denaro".

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

n quel mentre Jacob, un suo sottoposto, lo raggiunse al bancone correndo trafelato.

"Sottoposto" è più lavorativo, più dipendente.

 

Sarà perché mi son fatto l'idea che i Dragonflies siano in qualche modo i "buoni" di questo racconto, ma io invertirei i termini, facendo che Jacob sia lo "scagnozzo" e Patrick e Brian" i "sottoposti", o qualcosa del genere.

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

«Come va?», chiese Cid, notando lo sguardo assorto dell’amico.

Mi domando, Cid e Frank sono così amici? Nel senso che il primo è un barista, il secondo è il capo di "potenti mafiosi locali".

 

Fra le frasi e descrizioni che mi sono piaciute di più invece:

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Una cascata di capelli biondi ritrovò la libertà, andando a incorniciare volto dai lineamenti delicati, decisamente femminile; gli occhi azzurri avevano uno sguardo duro e risoluto.

L'espressione qui utilizzata è ottima!

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Tutti la fissavano bevendo ogni suo minimo respiro,

Anche queso "bere" il respiro mi è piaciuto molto.

 

Mi è piaciuta e mi ha intrigato l'ambientazione di questo capitolo. Mi è piaciuta molto la descrizione di Kimberly e il fatto che sia una donna-ragazza a capo di una banda e forse (si vedrà in seguito) anche la protagonista di tutto il racconto. Un personaggio femminile che per ora ha mostrato solo il suo lato di forza e un carattere duro, ossia le doti necessarie per comandare. Viene dunque presentato subito un personaggio relativamente originale in relazione all'ambientazione della storia. Il fatto che la trama presenti subito una scena d'azione è poi molto coinvolgente. Il tutto, salvo qualche annotazione di cui sopra, s'immagina e scorre bene.

 

L'ultimo appunto lo faccio su "Kim", che immagino sia "Kimberly", o meglio il suo diminutivo usato nella III parte. Se non ho preso una madornale cantonata, suggerirei di riflettere sul fatto che è la voce narrante a parlare di Kim come diminutivo e sinceramente non mi convince molto questo fatto. Voglio dire: nella prima parte si parla di Kimberly, poi improvvisamente diviene Kim. 

Si potrebbe aggiungere, all'inizio qualche banalità tipo "Si chiamava Kimberly, Kim per gli amici" oppure "tutti la chiamavano Kim", oppure "solo quelli della sua banda la chiamavano Kim"... ciò che non mi torna molto è che la voce narrante del racconto la chiama Kim,  avendo invece presentato una Kimberly.

 

Mi sono addentrato un po' nei particolari, perché secondo me qui si tratta solo di rifinire i particolari, il grosso c'è di suo e secondo me va più che bene. C'è poi dietro un bel lavoro d'immaginazione che promette sviluppi interessanti.

 

Un saluto!

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Personalmente non ho letto gli altri commenti quindi non so se il mio potrà esserti di aiuto in qualche modo, non so nemmeno se ripeterò alcune precisazioni fatte dagli altri utenti. Vista la qualità del racconto intendo lasciartelo comunque:)

 

Inizia tutto con un'attenta descrizione dell'atmosfera e del luogo in cui si incentra l'episodio iniziale. 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

era illuminato solo dalla luce dell’ultimo lampione; era l’unico sopravvissuto all’incuria e alle intemperie, e funzionava ancora grazie ai pannelli fotovoltaici che gli permettevano di accendersi puntualmente tutte le sere

Questo punto descrittivo mi piace molto. Trovo interessante l'immagine del lampione che nonostante la devastazione circostante, sia rimasto in piedi come ultimo baluardo. A me personalmente lascia un'immagine positiva e di speranza nonostante la desolazione del paesaggio.

 

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

illuminando un angolo di un piazzale che una volta era stato un parcheggio

Ecco qui mi spezzi un po' troppo l'atmosfera che avevi creato. Non mi piace tanto quel parcheggio. Personalmente avrei preferito un luogo più importante, magari un parco, dove una volta giocavano i bambini e/o si riunivano i ragazzi più grandi. Anche se forse hai preferito un luogo più anonimo per non sottolineare troppo un momento di benessere nella situazione descrittiva. Comunque questo è molto soggettivo e rende comunque l'idea che vuoi lasciare al lettore.

Alle 19/6/2017 at 01:24, Sasa866 ha detto:

Tutt’intorno si ergevano i fantasmi di quelli che una volta erano stati i palazzi del quartiere residenziale...

Non mi piace molto erano stati perché suona ripetitivo, niente di particolarmente fastidioso comunque.

 

Per il resto il testo scorre bene senza grandi segnalazioni da fare.

Mi piace molto l'idea degli scooter volanti anche se non è proprio innovativa, ma comunque difficile da inserire in un contesto razionale e tu ci sei riuscito molto bene. 

Altra cosa che volevo dirti riguarda la scena al Nana gialla nella quale Cid black e Frank parlano del pizzo e degli affari dei Kosher. Nella forma è corretto e scorre bene, unica cosa è che non capisco come mai, io lettore provo empatia per i due personaggi, quando questi dovrebbero essere i cattivi, mentre i centauri dell'aria i buoni. O forse sono mi sbaglio?

Magari ho spoilerato qualcosa che non dovevo xD

Le descrizioni delle azioni dei personaggi sono ben dettagliate mentre manca un po' la descrizione dei personaggi stessi ad eccezione di Kim, cosa trascurabile perché puoi comunque aggiungerla più avanti se la ritieni opportuna.

 

Nel complesso mi è piaciuto. Utilizzi dettagli interessanti come ad esempio la polvere di saturno e cose già sentite come il pizzo. Tutto mescolato in qualcosa che trova il giusto equilibrio tra fantascienza e realtà. Non è troppo esagerato per essere un fantasy, almeno per ora.

 

Buona scrittura e alla prossima:)

 

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