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Ospite Mirtillasmile

Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

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23 ore fa, Fraudolente ha detto:

Ribadisco: il Calvino non è per romanzi storici,

In verità uno dei finalisti di quest'anno è un romanzo storico “Jimmy Lamericano” quindi una piccola speranza c'è dai :) (tra l'altro l'unico nelle mie corde, gli altri sono troppo impegnati).

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17 ore fa, meryj ha detto:

In verità uno dei finalisti di quest'anno è un romanzo storico “Jimmy Lamericano” quindi una piccola speranza c'è dai :) (tra l'altro l'unico nelle mie corde, gli altri sono troppo impegnati).

 Anche il mio è uno storico ;)

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@Enter @Draka @meryj

 

Chiudiamo la mia faccenda in versi:

 

Fraudolente, francamente,

del Calvin non ne può più!

Della loro recensione

non ne resta alcuna traccia,

gli dispiace solamente

per la brutta figuraccia...

Il romanzo, per fortuna,

ha avuto un buon riscontro,

e non prova più rancore

pel maldestro recensore...

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oderrFrancamente continuo a non afferrare il concetto dei 100€, cifra che - in termini assoluti - non riesco a comprendere come possa essere giudicata "esorbitante, scandalosa etc etc

Stesso discorso per l'acredine rivolta a chi ha frequentato scuole di scrittura o simili

 

Faccio un parallelismo azzardato: iscriversi alle maratone più "importanti" costa circa 70/80€.

E vincono sempre quelli che si allenano di più, magari supportati da un personal trainer!

È totalmente inaccettabile: anche io che perdo il fiato dopo aver camminato velocemente per 500 metri devo essere nelle condizioni di poter vincere la maratona, perché se no è discriminazione ;)

 

@Gioderrfare i conti in tasca agli altri è sempre un esercizio che rischia di scadere nel banale. Se reputi sia un business ad alto rendimento, puoi indire il Gioderr award e farci i soldi

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@maclover per me l'esempio della maratona non è calzante... nel senso che la letteratura non è una competizione sportiva. Calvino aveva la fama di cercare talenti, lui son sicuro che non chiedeva una lira... secondo me il Premio Calvino ci marcia e usa degli specchietti per le allodole, si è costruito dietro un sistema che gli assicura introiti altissimi... e secondo me quando inizi a vedere tanti soldi, perdi di vista la "mission" prefissata... il rincaro del 40%, così all'improvviso poi, come lo giustificano? Secondo te perché è lievitata così tanto la quota di partecipazione? Ah, la battuta sul "fonda un premio a tuo nome" mi sembra insulsa, banalotta... io non voglio scovare talenti ( o pagare qualcuno per farlo) e non voglio fare impresa con un concorso letterario... i miei interventi vogliono essere spunti di riflessione, non ci si può offendere e risentirsi se dico che mi piacerebbe un mondo diverso da quello attuale dove tutti giustificano il denaro come fine ultimo e quindi eticamente corretto... che male c'é ad avere un'idea simile? Cosa fa storcere il naso?

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@maclover Altra cosa che vorrei precisare, è che io non ce l'ho assolutamente con le scuole di scrittura creativa. Perché mai? Una persona può avere voglia di migliorarsi, di imparare nuove tecniche narrative, di sapere andare più a fondo nella descrizione dei personaggi e delle ambientazioni, di disciplinare le idee etc... Che male c'è?  Forse su questo punto sono stato frainteso. Secondo me in difetto non è chi frequenta le scuole di scrittura, ma il Calvino, perché se loro guadagnano 59800 euro dai partecipanti non vincitori, di cui la stragrande maggioranza  scrive con metodo "fai da te" (perdonami l'espressione), poi non possono far vincere solo romanzi appena usciti dalle scuole di scrittura, che tra l'altro sembra siano quelli che poi hanno meno difficoltà a pubblicare con grandi case editrici (che magari hanno bisogno di un testo più "compiuto" e non si vogliono sbattere più che tanto con l'editing etc... ). Tutto qua. Questa è un'opinione, può essere non condivisibile e io non provo a convincere nessuno, come già detto è solo uno spunto di riflessione. Un'ultima cosa. Per la maratona i costi sembrerebbero meglio giustificabili. I concorrenti sono assicurati, le ambulanze e il personale medico sparso lungo il percorso non credo lavorino gratuitamente, inoltre immagino che per organizzare un grande evento ci sia bisogno di certificazioni, autorizzazioni, permessi vari, insomma burocrazia, tutto a suon di marche da bollo. Non so, non sono esperto e non posso esprimermi, ma a naso i costi mi sembrano più in linea con le reali spese di organizzazione.

Spero di non essere andato troppo OT

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Il premio Calvino: un gruppo di cinquanta lettori, una giuria di cinque membri che non vengono pagati ma a cui bisogerà almeno (ALMENO) pagare le spese quando si sposta per arrivare a Torino per le riunioni, la cerimonia di premiazione finale al Circolo dei Lettori a cui viene invitata tutta l'editoria italiana (che presuppone una logistica non da ridere a livello di ufficio stampa), l'ospitalità offerta ai finalisti e ai loro accompagnatori nei giorni della premiazione, uno staff di tre o quattro persone assunte e che quindi devono giustamente ricevere uno stipendio a fine mese, più il buffet alla fine della cerimonia, e il costante supporto ai finalisti che si protrae per anni allo scopo di aiutarli a trovare un editore.

 

Cosa vuoi che costi questa roba qua? Mi voglio rovinare, guarda. Con cinque o seicento euro secondo me te la cavi. Che brutte persone, al Calvino. Fare soldi sugli aspiranti scrittori.

 

E che dio benedica i dietrologi.

 

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Ospite

segreteria@premiocalvino.it

 

Credo che chi vuole, possa chiedere alla segreteria, cosa ci fanno coi soldi :)

 

Quanto a Calvino @Gioderr lui non amava granché i concorsi letterari. Questo concorso prende il nome da lui. Ma NON è LUI. :)

Per cui è meglio non confondere troppo, a mio avviso. 

:)

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Ospite Mirtillasmile

Ragazzi in attesa della scheda di valutazione vi consiglio di leggere ' i diari dei finalisti' sulla fatidica telefonata. In particolare quella del nostro @Draka che è brillante, divertente e superba. Bravo @Draka. 

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Ospite
24 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

Ragazzi in attesa della scheda di valutazione vi consiglio di leggere ' i diari dei finalisti' sulla fatidica telefonata. In particolare quella del nostro @Draka che è brillante, divertente e superba. Bravo @Draka. 

 

Un link?

Grazie ;)

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Ospite

@Draka scrive molto bene, a mio modesto parere. :) 
Non me ne abbiano gli altri, che non ho letto, non ancora. Ma per questo lancio una cosetta a chi vorrà, così, una idea, a lui ma anche a chi partecipa a questo topic o che ha partecipato al Calvino in genere. Immagino ci sia molto lavoro, dietro alla preparazione di un romanzo, e alla partecipazione di un concorso importante, lavoro che forma, e che mette alla prova in genere. E sono sicuro che se il vostro Occhio e i vostri consigli finissero anche per brevissimo tempo in zona Officina, potrebbero aiutare gli aspiranti che frequentano, qui, e hanno il coraggio di mettere un brano per essere commentati. 

Che ne dite? :)

@Mirtillasmile
@Fraudolente

E Draka, naturalmente. 

Non li ricordo tutti. Quindi perdonatemi. 

sarebbe bello. 

:rosa:
 

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@Middlemarch1967

Scusa ma perché dev'essere il partecipante a pagare il buffet di fine cerimonia? Se puoi permetterti di offrirlo bene, altrimenti ci rinunci. Sarebbe come far pagare il pranzo agli invitati al matrimonio.

A mio modo di vedere, poi, se uno scrittore ha bisogno di un supporto di ANNI per riuscire a trovare un editore, forse è meglio se anche lui rinuncia.

Però, lo ripeto ancora una volta, esprimo opinioni di retroguardia...

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@heightbox

Io sono più taccagno: in genere calcolo per la spesa del regalo due volte il costo del pranzo.

Però, scherzi a parte, il discorso rimane sempre lo stesso: esistono molti premi letterari prestigiosi e gratuiti. Perché pagare quando si può presentare la propria opera in concorso senza pagare nulla? (Premio Neri Pozza, tanto per fare un esempio.)

Per una scheda di lettura? Siamo ai limiti del masochismo: oltre a farmi respingere il libro, devo volere anche che mi mettano per scritto e a pagamento quanto sono scarso a scrivere? No, grazie, lo so da solo, e gratis.

 

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@Marco Scaldini posso comprendere il tuo punto di vista però tu continui a citare il Neri Pozza, e va bene, peccato che quel concorso non accetti narrativa di genere. Io che mi diletto con il giallo sono già escluso. Perché? Sarà pure gratis ma non mi fanno partecipare. La scheda di lettura se ben fatta sai benissimo quanto certa gente se la faccia pagare. Posso indicare tariffe da 150 a 800 euro, con tanto di nomi e cognomi. In qualche rarissima eccezione lo fanno gratis, meritano un encomio. Io non ho speranze per il Calvino (e per tanti altri concorsi) ma il prestigio, la visibilità, le possibilità che offrono a mio modesto avviso valgono ben più di 100 euro. Poi non dimentichiamo che siamo liberi di non partecipare, anche se come alternative interessanti non ne vedo molte in giro. Io scrittore? se accetti l'idea di un e-book, Rtl? Perché no, e ce ne saranno anche molti altri anche se ammettiamolo una buona volta, molto ma molto meno prestigiosi.

 

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@heightbox

Per il giallo io sceglierei senz'altro il premio Tedeschi della Mondadori (gratuito). A pagamento Delitto d'autore, che comunque pubblica il vincitore (un anno sono arrivato secondo, porca miseria...).

Una precisazione: a me il premio Calvino non può interessare in ogni caso, avendo alle spalle una lunga storia editoriale e quindi essendo tutt'altro che esordiente. Ne ho approfittato solo per alcune considerazioni, che forse mi hanno portato OT e quindi chiudo

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Se non ci sono dubbi sulla trasparenza del premio, si può pagare a cuor leggero la cifra. Se, come spesso in Italia, i giochi sono fatti a monte, qualunque cifra è una ladrata.

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Secondo me non è corretto paragonare il Calvino  al Premio neri Pozza e al Tedeschi (Mondadori): questi possono essere considerati una forma di investimento da parte  delle relative case editrici, che possono rifarsi delle spese organizzative aggiudicandosi un buon romanzo da pubblicare, o scoprendo un autore valido. Il Premio Calvino invece non pubblica le opere vncitrici, e se un editore importante adocchia un romanzo premiato o segnalato dal concorso e decide di pubblicarlo lui, non è che poi paga i diritti al Calvino. E' esattamente come qualunque competizione aperta per cui c'è una tassa di iscrizione, sia per coprire le spese e pagare le persone coinvolte, sia come deterrente alle partecipazioni ad cacchium "tanto per provare, visto che non costa niente" : tantopiù che per ogni manoscritto deve essere prodotta una scheda di valutazione. Non a caso Io Scrittore che essendo gratuito è inondato da migliaia di manoscritti, "sfrutta" i partecipanti per smaltire questa mole di roba e produrre le schede di valutazione: l'unico modo per rendere sostenibile il processo. (E a chi tira in ballo lo spirito di Italo Calvino : anche lui quando leggeva e valutava i famosi libri degli altri non lo faceva gratis, visto che lavorava per Einaudi).

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Ospite

Dal loro bando, si legge :

  1. Il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza è riservato agli autori, esordienti e noti, di qualsiasi nazionalità, che presentino un’opera di narrativa letteraria inedita, scritta in lingua italiana.

Ora. 

A chi tira in ballo questo premio in confronto al Calvino : sapete davvero le implicazioni che comparta questa affermazione? 

ESORDIENTI E NOTI. 

 

Il premio Calvino è un premio PER ESORDIENTI E BASTA. 

:)

(E DUE)

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On 16 giugno 2017 at 23:40, Feronia ha detto:

@Marco Scaldini Non capisco. Hai intenzione di stampare 600 pagine a casa e non alla copisteria? Io per un altro concorso stampai tre volumi, ognuno di 85 pagine. Compresa la rilegatura a spirale su tutti e tre spesi in totale 22€. 

 

Ma al Calvino ho letto che vogliono la rilegatura "chic" a caldo, tipo tesi. Temo che questo farà lievitare i costi. Ma ho tutta l'intenzione di provarci, quest'anno. 

 

 

A quanto ho capito non è che impediscono la rilegatura a spirale, la sconsigliano solamente.

Io di pagine ne ho 252 a libro per cui la rilegatura "Chic" non ci penso nemmeno a farla, già mi costa 150 euro l'iscrizione...Manca solo che nella scheda valutativa, qual motivazione per aver scartato il mio lavoro, scrivano: "rilegatura non consona".

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Ospite

Ciao a tutti :) 
Se ancora ci sono dubbi sul lavoro di intermediazione del Calvino, e se ancora ci si domanda sul perché alcuni autori abbiano il coraggio di scommettere su seé stessi quei cento euro, ecco un primo bilancio:
 

Emanuela Canepa pubblicherà L’animale femmina con Einaudi Stile Libero
Davide Martirani pubblicherà Il Regno con Quodlibet
Luca Mercadante pubblicherà Presunzione con minimumfax
Roberto Todisco pubblicherà Jimmy Lamericano con Elliot    

E PER ALTRI LA META È VICINA.

E anche Il perturbante di Giuseppe Imbrogno, menzione speciale nel 2016, ha trovato casa e uscirà in autunno da Autori Riuniti

Detto questo. :)

Quando si partecipa e il luivello è alto, è essenziale alzare il livello a propria volta, ecco perché serve l'editing del testo PRIMA di inviare. Per poter competere con scritti che hanno già subìto diversi interventi estetici. Se prendiamo per esempio Luca Mercadante: è in stretta relazione (il compagno - attualmente) di Francesca de Lena; editor conosciuta nel settore; fa corsi di editing; ha un blog che si chiama I Libri degli altri ( visitatelo, è molto interessante); tiene una rubrica sulla quotata rivista Satisfiction (molto interessante, in territorio italiano). Francesca tra l'altro nei suoi corsi conta sulla ( almeno quest'ano) collaborazione di Giulio Mozzi. Sapete chi è Giulio Mozzi? Un buon uomo con grande competenza che ha un gran occhio e che partecipa a corsi di scrittura rubriche e quant'altro ( su youtube trovate delle lezioni gratuite e ironiche molto interessanti). Insomma: Mercadante come minimo il suo tomo lo ha inviato privo di refusi e immagino già letto da almeno una persona. COME MINIMO. Tra l'altro, minimumfax la adoro e sono certo che leggerò il suo libro. 

Bravi tutti. :)

cya :)

 

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Ospite Mirtillasmile

@Enter il Calvino non è tutto rose e viole come sembra. Io come te l'anno scorso avevo delle aspettative altissime ma adesso ti posso dire che dopo 10 mesi io ancora non ricevo la scheda di valutazione, e come me tantissimi.

Capisco  benissimo che è un premio difficile da gestire e che non è impossibile arrivare in vetta, in nostro @Draka è nella rosa dei finalisti, ma nella sua struttura ci sono parecchie crepe.

Non pensate che questi sono sfoghi di chi non è arrivato in finale, lo scopo del premio è anche quello di migliorarsi. Questo è la lamentela di chi è stufo di aspettare. 

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Eh già... Ma a parte le battute sono anche convinto che in qualche maniera, per vie che a volte sono sconosciute persino a noi stessi, la fortuna si possa anche incanalare.

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Non vorrei essere troppo cinico, ma direi che il Calvino non è tanto un concorso quanto un'agenzia letteraria, e come tale: 1) tengono conto del nome delle persone, visto che non è anonimo. Quindi non mi pare cattiva fede ritenere che ci siano i "segnalati" già prima dall'ambiente letterario. Tipo che prima vincevano quelli della Holden (ho letto qui sul forum che c'è chi si è premurato di fare statistiche sulle appartenenze dei vincitori degli ultimi dieci anni circa).  Possibile che adesso sia iniziata l'era "Palomar" (scuola di scrittura di Signorini, molto attivo nel portare i propri protetti e farli pubblicare grazie alle sue conoscenze, oltre che per Vicki Satlow). 2) perché non far vincere qualcuno che è già stato presentato e accolto dalle case editrici? Pensateci: se vince come esordiente al Calvino, la "nuova scommessa" ha già più possibilità di vendita, perché comunque c'è già stato un tam-tam di notizie e inoltre sulla copertina puoi mettere la striscia "Vincitore del Premio Calvino", che già lo distingue da altri esordiente, e dunque rappresenta un rischio di fallimento minore per la casa editrice.

D'altra parte, osservando il fenomeno delle scuole di scrittura qui in Italia, mi pare questo: nei paesi anglosassoni, dove l'insegnamento della scrittura creativa è un'effettiva tradizione ed è monopolio delle Università, i corsi di scrittura servono sì a conoscere l'ambiente letterario, ma soprattutto a imparare tecniche e mestiere della narrazione professionale (anche il mercato là è diverso). Qui in Italia, dove il mercato è molto più "fasullo" (cioè "spinto" dalle invenzioni per vendere delle case editrici), le scuole di scrittura "fai da te", sganciate da università e altre istituzioni (e per fortuna che sia così, considerate le università e le istituzioni italiana!) stanno servendo soprattutto a inserire esordienti nell'ambiente letterario e fanno acquisire prestigio (e quindi nuovi iscritti e soldi) ai loro insegnanti (perlopiù scrittori che comunque non riuscirebbero a campare di sola scrittura).


Non dico che tutto ciò sia male. Dico che forse questo è un ambiente nel quale occorre essere realisti, soprattutto se si decide di partecipare al premio calvino. Se forse da altre parti occorre essere bravi, anzi, perfetti, per vincere, qui in Italia e al Calvino credo che devi essere perfetto (per il mercato) ma anche già "inserito" in qualche modo (conoscenze, partner, scuole di scrittura), altrimenti non vai da nessuna parte. O meglio, magari ci riesci, per colpo di fortuna, come vincere alla lotteria: ma appunto, qui il colpo di superenalotto è che uno bravo senza conoscenze vinca. Il resto è scienza dei rapporti nell'ambiente letterario, oltre che una bravura almeno media e un p' di soldini per editing ecc.

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Ospite

@Mirtillasmile Posso capire ciò che dici. Penso che la scrittura, non è mai rose e fiori. Figurati ciò che ci ruota intorno come un concorso, :) ma sono d'accordo con te che certi tempi debbano comunque essere rispettati, soprattutto per persone che sinceramente anelano ala scheda come feedback di miglioramento. Non ho idea del perché vi siano ritardi, ma sono certo che avrai la tua, e se inizierai a temere troppo, portai di sicuro contattare la gentile segreteria.

Non ho aspettative sui concorsi. Anzi, non li adoro. La cosa della vincitrice che ha partecipato a un corso in cui forse ha rielaborato il testo, non mi ha fatto sorridere. ma oramai è la prassi, tutti, fanno così, coi testi. chi ha soldi va a una scuola, chi non li ha compra manuali o fa leggere agli amici, sperando ( come Calvino) che siano all'altezza e siano sinceri. Italo Calvino aveva come lettore Cesare Pavese. E viceversa. Francis Scott Fitzgerald ha avuto Hemingway, che - tra l'altro - gli ha dato una gran mano anche in termini di editing per la fine di un suo famosissimo romanzo. salinger stesso fece leggere a Hem, e ebbe il suo feedback. Ma parliamo di scrittori che conoscevano scrittori, e metodi, e Voci, e stili. I feedback sono necessari ma occhio: dipende pure da chi te li dà. Gli amici - ragazzi - sono importanti, e credo lo siano più che le decine schede di lettura asettiche seppur professionali, e lo sono pure più di certi commenti forfettari e politicamente corretti. Per amici intendo amici letterari, intendo persone che dicono ciò che pensano, anche se ciò che pensano possa risultare a prima vista impopolare. Serve sincerità, nella scrittura. Ne sono convinto. E serve sapersi scegliere chi deve starci accanto in questo percorso e come.    
 

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