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pandotour

Rosso Rubino

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Correvo lungo quelle interminabili scale a chiocciola sperando di arrivare in tempo. Ancora pochi scalini. Saltai gli ultimi tre e mi lanciai verso il centro della Loggia. Era disteso lì, di fianco. Gli occhi asportati e la bocca, spalancata sul lato destro, gocciolava ancora sangue sul pavimento. Mi gettai su quel corpo seviziato sperando invano che si animasse. Tra le mani notai qualcosa che fuoriusciva. Lo tirai fuori e forse, non avrei mai dovuto farlo. Un anello d'oro massiccio sormontato da un rubino. Nei giorni scorsi Giacomo mi cercò al telefono, invano. Impaurito. Diceva di aver scoperto una terribile verità. Una realtà che avrebbe riscritto pagine di storia. Qualcuno però, o qualcosa, arrivò a lui prima di me. A cosa stava lavorando? Quale segreto ha portato con sé nella tomba? Presi l'anello e mi assicurai di seppellire il suo corpo in suolo consacrato. Scelsi un antico cimitero dietro la Cattedrale di Santa Maria, nell'antica Sulmo. Dove entrambi nascemmo. 

Stupendo da qui. Castello Caetani svettava imperioso. Una famiglia autorevole, quella dei Caetani, ricca e numerosa. Si appropriarono di diversi territori qui nel Lazio e un po'

ovunque in Italia. Oltre mille anni di discendenza. Si narra fossero stati generati dal Dio Etrusco Tin e che il loro destino fosse stato scritto nelle stelle. Ma come molti sanno,

Tin, o Zeus per i romani, bramava tutto e subito. Immagine e somiglianza del loro capostipite, furono decimati dalla loro stessa goliardia. Erano abituali frequentatori di salotti, gli uomini, e ogni due donne di loro godeva del trastullo ogni qualvolta ne sentissero il bisogno. Anche nel bel mezzo di cerimonie o eventi della corte. 

Mi allontanai. Avevo le mani lerce di terra mista a sangue. Mi sentivo quasi soffocare e le gambe tarantellavano a ritmo sconnesso. Cosa stava succedendo? Cominciai ad avvertire un forte calore sul fianco destro. Mi levai la giacca e la gettai furiosamente a terra. Non rimasero che i brandelli. "Oh mio Dio..!" quell'anello ardeva. Bruciava di passione e morte. La passione della carne e la morte dello spirito. Tornai in Hotel. Mi sdraiai su una specie di letto e poggiai quella stella ancora incandescente sul comò. Non riuscivo a staccare gli occhi da quell'oggetto. Ne ero affascinato e ipnotizzato allo stesso tempo. Caddi in uno stato di semi coscienza e mi ritrovai in un folle giardino. Ero con Giacomo. Camminavamo mano nella mano lungo un immenso viale cattedralesco disegnato da pioppi che si intrecciavano piegandosi verso l'interno. In fondo un salice piangente dai rami argentei sembrava fluttuare nell'aria. Giacomo svanì nel vento e l'albero cominciò ad emettere distintamente delle parole: "Siamo le braccia e le lacrime" esclamò emettendo strane scosse luminescenti.

Un ramo mi toccò la spalla destra e, scosso da un fremito, mi ritrovai a volare sopra quella distesa verde. Intorpidito da testa a piedi notai uomini e donne accoppiarsi con fare

selvaggio. Nascosti nel buio delle ombre, sagome minute osservavano e complottavano. Si accorsero di me ma fu troppo tardi. Venni braccato da un esercito di spiriti. Trascinato sempre più giù da quelle presenze piombai di peso in un corridoio lunghissimo, con ritratti a destra e sinistra. In quei dipinti possedevano tutti lo stesso anello maledetto. Soggetti differenti di epoche altrettanto distanti nei secoli ma con quello sguardo partorito nelle profondità dell'Abisso. Un Pozzo di anime senza redenzione. Erano vivi e intrappolati in quelle cornici. Come serpenti arrotolavano il loro fato attorno al mio collo. Percepivo la loro paura ancestrale. Camminavo sui loro sussulti e scivolavo sul loro sudore freddo. Barcollavo sui

tremiti delle loro carni. Cosa temevano? Qualcosa li teneva qui. E quel qualcosa desiderava anche me. Provai a sfilarmi l'anello. Un urlo straziante calpestò i miei timpani. Una vecchia baffuta si materializzò dal nulla e cominciò a danzare. Ballava e ballava e ballava, sempre con occhi fissi su di me. Sentivo un fuoco che camminava dentro. Prese le mie mani e dettò lei i movimenti. Roteavo con quello scheletro appassito in una stanza rossa che pian piano si materializzava tutt'intorno. E nuovamente quell'albero. Mi condusse ai piedi di un altare sacro. "Sono il ponte tra noi e voi" comunicò dai rami tentacolari. Annuii intontito e mi voltai. Tre metri più in là una porta semiaperta. Feci per aprirla. Una mano mi afferrò il braccio. Era Giacomo. "Devi tornare indietro" urlò preoccupato. "Ancora pochi minuti e resterai qui per l'eternità". Sentii un forte ronzio nella testa e un intenso frastuono, come quello di un treno sulle rotaie. Mi guardai intorno. Ero fuori di lì. In quella stanza d'albergo. Dormii per giorni nelle settimane successive. Quell'albero continuava ad essere il totem dei miei sogni. Ma col passare del tempo le cose cambiarono. Sembravamo essere diventati uno parte dell'altro. Vedevo mio fratello più in quelle occasioni che nella vita reale. Lo avevo trovato a letto con mia moglie un anno fa. Mi vestii. Presi le chiavi della macchina e mi avvicinai alla porta. Avvicinai la mano alla maniglia ma non l'aprii mai. Il telefono squillò. Mio fratello, Giacomo. Giacomo Caetani. 

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Ciao @pandotour ,bravo!


Seguo la scaletta proposta da regolamento:

  • trama: apprezzo i riferimenti alla famiglia 
  • ambientazione: l'ho trovata un po' troppo vaga. La scena iniziale del ritrovamento del cadavere ad esempio si svolge in una loggia. Leggendo, non sono riuscito a visualizzare l'ambiente.
  • personaggi: qualche nota in più sul protagonista non avrebbe guastato (aspetto fisico, carattere, paure..)

Il racconto si legge piacevolmente. Ho sentito la mancanza di qualche dettaglio extra sul protagonista e sui luoghi per riuscire ad viverlo. So che il limite di 8000 caratteri è una palla al piede, ma forse in questo caso un po' di spazio lo avevi ancora. 

 

Ti segnalo anche alcune espressioni che non mi convincono molto. 

 

10 ore fa, pandotour ha detto:

Nei giorni scorsi Giacomo mi cercò al telefono, invano.

 

10 ore fa, pandotour ha detto:

Erano abituali frequentatori di salotti, gli uomini, e ogni due donne di loro godeva del trastullo ogni qualvolta ne sentissero il bisogno.

 

Spero di essere stato utile, buona scrittura!

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@pandotour Il tuo commento è troppo scarno per essere valido per la pubblicazione di un tuo brano, sono costretto a chiudere.

Quando avrai un commento valido, contatta un membro dello Staff per riaprire la discussione :)

 

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