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Hastalis

Racconti

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Ehm, chiedo scusa!

Ieri ho scritto un nuovo post ma temo nella sezione sbagliata, quella dell'ingresso wallbash.gif

Torno a fare le domande sui racconti qui. Prima di tutto volevo conoscere le vostre opinioni sui racconti vs romanzi... Per quanto mi riguarda non penso affatto che questi ultimi siano superiori alle storie brevi per il semplice motivo che si tratta di cose diverse. Tuttavia è un fatto che i racconti nel Bel Paese siano un po' messi in sordina, anche se l'ultimo posto della fila se lo aggiudica la poesia; Io ho pubblicato tre raccolte di racconti finora e quella che sto proponendo adesso molto probabilmente sarà l'ultima. (attualmente mi dedico a tre diversi romanzi). A dire il vero ne esiste un'altra ma si tratta di una riedizione del mio primissimo racconto accompagnato da tre piccoli raccontini inediti riservato solo ai miei lettori più affezionati. Vi confesso che la risposta, peraltro gentilissima e cortese, della Galaad non mi ha lasciato stupito in merito alla scarsa commerciabilità dei racconti. Penso che siano comunque insostituibili soprattutto quando sei ai primi passi del tua "vita scrittevole" e rappresentino sicuramente lo "strumento letterario" ideale per esprimere uno stato d'animo a differenza del romanzo che, essendo di maggior respiro, deve in qualche misura essere calcolato. Case Editrici che ne pubblicano, però, son pochine. Oltre a quelle da menzionate, quali ne conoscete voi? E, soprattutto, cosa ne pensate? icon_wink.gif

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A me in effetti non piacciono troppo i racconti. Sono il caso tipico, mi sa. Io sono tutta contenta quando ho davanti quei mattoni spessi spessi. Il piacere deve durare a lungo. E credo che molti lettori ragionino come me. Poi capisco che una casa editrice sia restia a pubblicarne di esordienti: come dici tu sono spesso una palestra letteraria per chi inizia a scrivere, ma per il lettore sono l'ennesima riproduzione di storie già sentite, colpi di scena ed effetti a sorpresa già visti, un po' di tragedia... non so. In realtà scrivere un buon racconto credo sia più difficile che mettere su un romanzo che stia in piedi. Con la lunghezza c'è modo di sviscerare i personaggi, di far affezionare il lettore. A me piace proprio tornare a casa, riprendere il libro e tornare nel mondo descritto. E quando leggo mi focalizzo molto sui personaggi, qua va a gusti, ma per me sono l'ingrediente principale.

Onestamente è difficile che compri un libro di un esordiente di racconti, a meno che non sia qualcuno che conosco, per partecipare alla causa. Mentre per un romanzo se mi ispirano trama e qualche pagina di esempio mi faccio molti meno problemi. E più la lunghezza si restringe più divento esigente: le poesie mi piacciono solo se davvero ottime.

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Ospite

Personalmente preferisco un romanzo a una raccolta di racconti, ma ovviamente è un discorso soggettivo.

Non credo sia facile fare una comparazione, in quanto sono cose molto diverse...

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A me piacciono i racconti, ho diversi volumi di noti e meno noti che spesso rispolvero. Sebbene in un romanzo non manchino brevi racconti o digressioni che rendono tali alcune parti di essi, devo confessare che anch'io preferisco i romanzi che spaziano tra le 300 e 500 pagg. oltre, ne acquisto pochissimi. Per due motivi: uno perché se sono interessanti rischio di perdere di vista la realtà sino a quando non l'ho finito. Anche sonno e pasti, e cose molto più importanti: la mia famiglia. il Secondo: se sono brutti? Che ci faccio? Li regalo? E così mi becco del picio per la spesa sostenuta? Quelli che ho a casa: lunghi e noiosi li adopero per conciliarmi il sonno e dico che in fondo, molto in fondo, non sono male.

Scrivere racconti lo trovo molto più difficile che scrivere un intero romanzo che superi le fatidiche 300 pagine, nel racconto bisogna essere incisivi con poche parole, l'autore di racconti è bravo se riesce a inserirti in una scena d'azione, un maestro è Jean-Claude Izzo in questo. Nel contempo un romanziere deve sapere essere interessante durante tutto il narrare, è certamente dotato anche lui d'incisività in momenti clou, ma il suo raccontare, affinare le parole di descrizioni, portano il lettore a immedesimarsi nel protagonista. Quando avviene ciò, l'autore ha catturato il lettore, comunque si dilunghi sarà sempre apprezzato.

Per quanto riguarda la pubblicazione di raccolte di racconti, in Italia sembra scarsa, ma all'estero sono apprezzati e anche pubblicati su riviste.

Editrici che pubblicano racconti mi pare che c'è ne siano poche e tra quelle poche, noto spesso una cosa che non mi piace: Un concorso, dietro pagamento di una quota di partecipazione (da i 15 a 30 euro), per far parte di un'antologia che nulla chiederà ai premiati. Be', ci mancherebbe pure questa, aggiungerei. Solitamente sono banditi da EAP, ma qualcosa di completamente pulito c'è.

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Ospite Nox A.M. Ruit

i racconti si mandano alle riviste. poi dopo 20 anni, se sei famoso, un editore ne pubblica una raccolta.

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Le vostre osservazioni sono tutte pertinenti, ma vorrei far notare una cosa. E' corretto quando si dice che i racconti in molte occasioni risultano le versioni trite e ritrite di storie già sentite. E capita di frequente che il lettore tipo oggi s'immedesimi maggiormente nei romanzi perché ha più tempo di affezionarsi a personaggi che "vivono" in modo più completo del singolo personaggio di un racconto. Ciò detto, però, questo non è un limite del racconto come forma d'arte scritta, ma una caratteristica. Racconti e romanzi sono due versioni diverse della parola scritta. I racconti sono spesso insipidi? Anche moltissimi romanzi. Basti guardare le innumerevoli copie tolkeniane di certi Fantasy... Il romanzo ti consente di focalizzare meglio l'attenzione su molti dettagli di una storia? Ma il racconto è in grado di afferrare quell'attimo fuggente che in un opera di maggior respiro non esisterebbe. Senza contare che un racconto, magari brevissimo, è difficilissimo da scrivere. Chiunque di noi sa scrivere, in misura più o meno efficace, una storia di, poniamo, 240 pagine. Vediamo però se siamo in grado di far tremare il lettore con un solo, efficace sguardo sull'animo dell'evento narrato in quattro pagine. Lì sta la vera abilità di uno scrittore, uno di quelli, beninteso, che riesce a passare da 4 a 600 pagine conservando la stessa efficacia. E poi moltissimi autori in gamba sono noti solo per i racconti (nel caso di Poe, ad esempio, il suo solo romanzo fu scadente). Basti pensare a Rober E. Howard, Dunsany, Hodgson e tanti altri. Quando esistono i veri talenti le due cose si compensano e non si escludono a vicenda. Poi, è ovvio, dipende dai gusti di ciascuno. Personalmente amo i racconti e mi piacerebbe pubblicare su riviste italiane (che, quando ti va bene, ti impongono la tassa per partecipare a un concorso e ti premiano pubblicandoti il racconto. Ma non fa per me questo tipo di cose). Io sono solo un emergente e il mio pubblico è ridotto, quindi non faccio testo. Ma nel mio piccolo ho esordito proprio con una raccolta di racconti (non pagando, ovviamente) che è stata venduta discretamente e non ad amici. Da quella prima raccolta mi fu commissionato un romanzo che vendette bene e che adesso ha una limitata cerchia di lettori. Parlo, ovviamente, di piccoli numeri, un centinaio di persone, più o meno. Le altre due raccolte le ho pubblicate grazie a chi aveva cominciato a seguirmi e alcune delle mie presentazioni più belle le devo ai racconti. Quel po' di pubblico che mi segue mi ha permesso di fare presentazioni, relazionare eventi, recensioni di altri racconti. Insomma, sono proprio i racconti che mi hanno consentito di essere pubblicato anche se adesso sono passato ai romanzi, ma non per esigenze di mercato, quanto per motivazioni di carattere "scrittevole". (non oso dire "artistiche" icon_wink.gif ) Però capisco che i romanzi si vendono meglio: è quel che richiede il mercato qui da noi anche se penso che così facendo si perda qualcosa per strada.

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Uh, io li adoro i racconti, ultimamente mi sto sciroppando delle raccolte di raccontini gialli edite negli anni '70 con introduzione di Hitchcock (mamma che comica, certo che sono cambiati i tempi XD). Il mio autore preferito nel genere è Bradbury, secondo posto per Poe, mentre di esordienti italiani mi pare d'aver letto una sola raccolta che comprai usata. La copertina era una cosa veramente orrenda e pensavo di farmi quattro risate, invece era caruccia.

Per quanto riguardo i generi giallo e sci-fi i racconti mi piacciono veramente tanto e finisce che li ricordo meglio dei romanzi. Con poche pagine non ci si affezionerà granchè ai personaggi, però in compenso tutto il resto resta molto meglio impresso che in una storia di 300 e passa pagine, proprio perchè è un "concentrato".

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Il mio autore preferito nel genere è Bradbury, secondo posto per Poe, mentre di esordienti italiani mi pare d'aver letto una sola raccolta che comprai usata. La copertina era una cosa veramente orrenda e pensavo di farmi quattro risate, invece era caruccia.

Anch'io adoro questo autore icon_cheesygrin.gif Di Poe i miei preferiti sono Eleonora, Il ritratto ovale, La lettera rubata, I delitti della Rue Morgue, Berenice e Lo strano caso di mr Valdemar...

Di Bradbury praticamente tutto. icon_razz.gif

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Anche a me quelli di Bradbury piacciono praticamente tutti, adoro anche quella specie di poesiola che sta messa alla fine nella raccolta Io canto il corpo elettrico. Comunque dovendo scegliere le raccolte che mi son piaciute di più son state Molto dopo mezzanotte e viaggiaotre del tempo, un po' meno L'uomo illustrato e Tangerine. Mentre i romanzi veri e propri non mi son mai piaciuti quanto i suoi racconti.

Di Poe invece adoro La potenza delle parole, Metzengerstein, Ombra. Pure qua il romanzo invece non èc che mi sia piaciuto poi così tanto.

E a proposito, ieri ho scoperto l'esistenza di questa canzone XD

http://www.youtube.com/verify_age?next_ ... 1IxOS4VzKM

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Anche a me quelli di Bradbury piacciono praticamente tutti, adoro anche quella specie di poesiola che sta messa alla fine nella raccolta Io canto il corpo elettrico. Comunque dovendo scegliere le raccolte che mi son piaciute di più son state Molto dopo mezzanotte e viaggiaotre del tempo, un po' meno L'uomo illustrato e Tangerine. Mentre i romanzi veri e propri non mi son mai piaciuti quanto i suoi racconti.

Di Poe invece adoro La potenza delle parole, Metzengerstein, Ombra. Pure qua il romanzo invece non èc che mi sia piaciuto poi così tanto.

E a proposito, ieri ho scoperto l'esistenza di questa canzone XD

http://www.youtube.com/verify_age?next_ ... 1IxOS4VzKM

Ti quoto parola per parola.

Solo un'aggiunta: il romanzo di Montag (non la casa editrice icon_cheesygrin.gif ) "Fahrenheit 451"

è il mio preferito tra i romanzi brevi in assoluto. Non so se lo hai letto ma, in caso contrario, fallo. Sembra scritto oggi e invece è degli anni '60. Quando penso che oggi scribacchiano di vampirelli glitterati e cretinette che a 14 anni s'innamorano di quarantenni e molti gridano al capolavoro... icon_twisted.gif

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adoro la dimensione del racconto. come lettore in primis. e come (presunto) narratore. la dimensione breve, sono dell'idea che non la scegli prima. è la storia che lo decide per te. ci sono delle storie semplicemente che hanno bisogno di meno direzioni e di meno parole.

ci sono delle regole nel romanzo che nel racconto puoi permetterti di eludere. l'unica cosa che rimane importante sempre nel racconto è la potenza della(le) descrizione(i) e il dinamismo nello sviluppo. sono gli unici vincoli. e questo mi porta a pensare che a scrivere un buon racconto ci possono riuscire tutti, mentre scrivere un buon romanzo non è una cosa da tutti. non dico che sia esattamente la cosa più facile del mondo, ma credo che quella del racconto, sia una dimensione più facile in cui entrare. e non credo assolutamente al fatto che uno che riesce a dare vita a 4 pagine, ce la faccia ad animarne 200 o 300.

del racconto amo assolutamente la sua capacità di essere un totale pugno nello stomaco: non ci sono riempitivi, né inutili descrizioni melliflue che fanno solo scendere il pathos. può parlare di cose dette e ridette e lo può fare sempre in un modo nuovo. il mondo della narrazione cambia sempre inesorabilmente. non deve per forza stupire; spesso serve solo ad accompagnare uno stato emotivo particolare, a decorarlo in qualche maniera. mi piacciono i buchi dei racconti: quel tratteggiare accennato che ti permette di riempire la tela nella tua maniera personalizzata, dettata dal momento. è una dimensione comfortante da vestire proprio perchè sai che probabilmente ci entrerai e ci uscirai in breve tempo. in un certo qual modo adoro la frammentarietà e forse è proprio per questo che amo i racconti e chi li sa scrivere.

in modo diverso amo i romanzi. l'ampio respiro che è dato dalla sua dimensione tipo è uno stimolo notevole. li puoi indossare una storia completamente facendoti condurre.

personalmente, e per chiudere, finora ho scritto solo racconti che raccoglierò prima o poi, senza troppa vanità. sto approcciando al mio primo romanzo. è una sfida che mi elettrizza. non l'ho scelto prima, che fosse un romanzo. ma le cose da dire si stanno moltiplicando e questo mi da la sensazione che sarà un romanzo.

p.s.: l'italia non ama i racconti. storicamente c'è meno interesse, meno possibilità commerciali e meno mercato ahimè. questo si riflette anche sulla scarsità di editori che pubblicano racconti e sull'ancor più striminzita cerchia di quelli che pubblicano esordienti con raccolte di racconti. così è. amen. cominciamo a scrivere in inglese? icon_cheesygrin.gif

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