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Sofia

Rubbettino

Post raccomandati

Nome: Rubettino

Generi trattati: saggistica, didattica, testi universitari, letteratura, poesia e teatro, narrativa
Invio manoscritti: http://www.store.rubbettinoeditore.it/proposte/
Distribuzione: non specificato

Sito web: http://www.rubbettino.it   http://www.store.rubbettinoeditore.it/

Facebook: https://www.facebook.com/Rubbettino-Editore-62460462322/

Modificato da ElleryQ

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E' una casa editrice delle mie parti. Dovrebbe essere a pagamento, almeno a quanto mi hanno detto alcuni autori che hanno tentato di pubblicare con loro. Poi, nello specifico, non so...

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salve

qualche tempo fa mi sono ritrovato a fare un viaggio con un docente universitario (che conosco da diversi anni e di cui mi fido) che ha pubblicato più di un volume con loro e mi ha confidato che gli è stato chiesto di acquistare un tot numero di copie, di più specifico non so dire.

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Quest'editore si trova proprio nel paese in cui abito. Non ho mai provato a mandar nulla (o portare di persona) perché mi pare proprio di capire che non pubblichino nessun genere di fantasy. Mi sembra strano, però, che sia un editore a pagamento, dato che nelle mie zone è abbastanza rinomato e i suoi testi si trovano praticamente in qualsiasi libreria. Per quanto riguarda la distribuzione è nella lista delle case editrici distribuite da messaggerie, non so se le cose adesso siano cambiate. :super:

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Hai ragione @Fleur , ho anch'io delle perplessità, infatti l'ho segnalata per una verifica.

Per quel che riguarda la distribuzione, invece, nell'aggiornare e verificare i link stiamo cercando di attenerci alle informazioni presenti sul sito e al riguardo non ne compaiono. :(

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Lo so @ElleryQ , sul loro sito non dicono niente a riguardo, io me la sono ritrovata nella lista di messaggerie (presa dal loro sito, ma non so quanto sia aggiornata!) e sono rimasta anche piuttosto colpita di vedere i loro libri praticamente ovunque. Per il resto, semmai un giorno decidessi di scrivere qualcosa di non fantasy (ne dubito :sss:), penso proprio che ci farò un pensierino.

In ogni caso, rimango in attesa delle verifiche dei link.

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Qui da noi in Calabria è considerato il Top. Domina in tutte le librerie di questa regione. I suoi libri sono presenti ovunque in Calabria. Partecipa anche al salone di Torino.

Quando gli mandai il mio primo inedito nel 2017, lo accolsero positivamente, ma mi chiesero di acquistare un numero corposo di copie.

Negli ultimi la loro politica è cambiata e sono diventati molto selettivi rispetto al passato. Esser scelti da loro negli ultimi anni (in passato si dice fosse molto più semplice) è considerato qui da noi un attestato di stima.

Per quanto ne sappia sono pochissimi gli autori che riescono a esser pubblicati senza partecipare alle spese di uscita, ma ci sono.

Pubblicare con loro vuol dire esser presenti fisicamente nelle biblioteche di questa regione.

Dubito che riescano a trovare collocazione anche al di fuori di questi confini, ma non posso escluderlo.

Sono considerati uno dei punti di riferimento dell'editoria calabrese.

 

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Mi stupisce che una CE di spessore come Rubbettino sia a pagamento. Hanno collane di saggistica molto interessanti: letteratura, filosofia, scienza, arte, e tanto altro ancora. Sono aperti anche alla narrativa, e con loro pubblicano nomi di una certa importanza. *Editato dallo Staff*. Esperienze più recenti?

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Anch'io abito a pochi chilometri da Rubbettino e posso confermare che è uno degli editori meridionali più seri e conosciuti in Italia, anche in ambito accademico, insomma decisamente un editore di respiro nazionale e non locale. Per questo motivo, anche stando a quanto detto nei post precedenti circa la loro rinnovata selettività, sono orgoglioso del fatto che una mia ricerca di storia locale sia stata da loro considerata degna di pubblicazione.

Ma essendo io una sorta di esordiente, e non essendo né ricco né un accademico (si legga più avanti), ho dovuto con molto dispiacere rifiutare la loro proposta, che prevedeva sì un certo esborso (al di fuori delle mie possibilità, ma questo dipende da persona a persona), ma era comunque una cifra teoricamente sostenibile e anche più bassa di quelle richieste da alcune editrici - pseudo "scientifiche" e non - di rilievo nazionale.

Il mio ambito di scrittura è molto particolare, quindi i miei giudizi sono sempre relativi, però bisogna anche considerare che in certi generi e con certi editori il dover acquistare delle copie non è assolutamente una bestemmia (specie tenendo conto che oggi come oggi quasi nessun editore non lo richiede, non dimentichiamolo).

Purtroppo ho rifiutato, ma essere pubblicato da loro mi avrebbe "battezzato ufficialmente" come storico e magari schiuso le porte di una carriera accademica, per cui una richiesta di acquisto di 200 copie non mi sembra niente di eclatante.

Ilproblema - a mio avviso ben più grave - è che in Italia i libri "tecnici" di storia, specialmente di storia locale, vengono largamente finanziati da enti pubblici, associazioni culturali, facoltà universitarie, eccetera, insomma con tanti soldi pubblici ma non sempre con altrettanta selezione, e ciò taglia fuori i numerosi ricercatori indipendenti (e parlo dei moltissimi più bravi e preparati di me) che in questo modo, essendo letteralmente indipendenti e non potendo quindi contare su qualcuno che paghi la pubblicazione, si ritrovano a dover pubblicare le loro ricerche coi propri soldi mentre con le stesse proprie tasse (spesso) si finanziano le ricerche altrui o (ancor più spesso) libri di poesie in dialetto o di racconti del nonno.

Perdonate la piccola polemica, ma mi serviva sia per chiarire la situazione, sia perché il "pagamento" dipende anche dal genere letterario e dall'editore.

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Il 4/1/2020 alle 01:06, José Quirce ha scritto:

 (specie tenendo conto che oggi come oggi quasi nessun editore non lo richiede, non dimentichiamolo).

 

 

non conosco Rubbettino e quindi non mi pronuncio nel dettaglio, ma mi preme commentare l'affermazione che ho ripreso qui sopra, perché è totalmente falso. E affermare che l'EAP sia la regola, in qualsiasi sede, può indurre molti esordienti a pensare che invece sia vero, spingendoli dunque sottostare alla pratica dell'EAP. L'EAP è la norma in ambito accademico, questo è vero, ma lì le pubblicazioni sono funzionali all'avanzamento di carriera. Non dico che sia giustificato, ma la pubblicazione, in quel contesto, è un mezzo per un fine diverso, non il fine stesso e quindi l'autore può anche decidere di soprassedere in merito alle considerazioni che normalmente andrebbero fatte. Per un autore che voglia invece affermarsi come tale, andare su una EAP significa solo sporcarsi il curriculum, invadersi la casa di libri che non venderà mai, essere ignorato dalla maggior parte dei media e continuare ad alimentare questo circolo vizioso, rendendo la vita più facile a chi fa pagare e più difficile a chi, coraggiosamente (e uanto più piccolo tanto più coraggiosamente), non lo fa. Già è difficile vendere un libro pubblicato con editore free, vendere un libro EAP figuriamoci!

 

Dopodiché ciascuno è libero di spendere i propri soldi come gli pare, per carità, ma almeno lo faccia con cognizione di causa sapendo come stanno davvero le cose. Ogni autore che ho messo in guardia e che non mi ha dato retta perché l'editore EAP da lui/lei individuato era comunque "conosciuto nell'ambiente X o Y" dove l'autore sperava di sfondare, dopo averci sbattuto il naso è tornato sempre a darmi ragione, purtroppo. Ricordatevi sempre una cosa: a differenza degli editori free, per il sistema EAP i clienti su cui sostentarsi siete voi, non i lettori.  Quindi se arrivano lettori bene, grasso che cola, altrimenti la EAP se ne frega e passa a un altro autore. Ci sono eccezioni? Forse ci saranno anche, mai dire mai, ma io in 16 anni che mi occupo del settore non ne ho conosciute e oltre a clienti autori ho anche numerosi amici. Per me questo dato fa già statistica. Se qualcuno ha statistiche diverse basate sullo stesso arco temporale, sono pronta ad ascoltarlo.

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@Avv.Lenti sono d'accordo quasi su tutto, ma ripeto: bisogna considerare, tra i tanti fattori, anche il genere letterario. Inoltre, la serietà di un editore a pagamento non si misura dalla quantità di soldi richiesti, come i più sprovveduti potrebbero pensare.

È normale che molti autori, scrivendo romanzi, sognino il successo; per me non è così, né potrebbe esserlo, visto appunto il genere di cui mi occupo, per questo - a certe condizioni e dopo attente valutazioni - troverei normale acquistare delle copie: altrimenti, quanto dovrebbe spendere un editore non della mia città per presentare un mio libro?

Tornando in topic, nella fattispecie, si tratta di un editore a 360° che non si occupa solo di università: sarebbe stato importante pubblicare anche un saggio o un romanzo.

E riguardo alla mia frase citata, mi permetto di rilanciare: siamo sicuri che tutti gli editori free siano sempre e realmente free? E vogliamo parlare di quanti autori pagano/acquistano ma si vergognano di ammetterlo pensando così di sentirsi più importanti?

 

11 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

l'affermazione che ho ripreso qui sopra, perché è totalmente falso. 

Dovrebbe peraltro spiegarmi come fa a dire che ho dichiarato il falso, dato che si tratta di una mia esperienza personale (e che dovrebbe come minimo rispettare e prendere come tale). Se non mi crede e vuole scommettere, le faccio un bell'elenco, ma poi mi dovrà un sacco di soldi :D.

Chiedo scusa ai moderatori per il doppio post ma non posso modificare il precedente, si possono unire

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Appunto, è la Sua esperienza (fra l'altro in non so che arco di tempo), io le porto quella di moltissimi autori, nell'arco di 16 anni. Non ho negato che la Sua esperienza sia stata quella, ho negato che la Sua esperienza vada presa come Verità Assoluta. Non lo è. 

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Quindi, ricapitolando: io dico il falso e la mia esperienza non va presa come verità assoluta, mentre invece la Sua esperienza (lavorativa) è verità assoluta e Vangelo, bene.

Chiedo scusa per l'off topic e mi prendo volentieri un meritatissimo richiamo da parte degli amministratori - sperando che sia equamente distribuito - ma non posso non rispondere a un simile ragionamento pubblico, peraltro scaturito da un palese (e forse neanche disinteressato) travisamento delle mie parole.

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@José Quirce @Avv.Lenti
In questa discussione si parla della Rubbettino e non dell'editoria in generale, quindi vi prego di tornare in topic o continuare la discussione altrove (in privato o in pubblico, ma in altre sezioni del forum più adatte, come Varie ed eventuali).

Grazie a entrambi!

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Mi scuso con gli admin dell'OT, per me si può chiudere qui, mi premeva solo che non passasse un certo messaggio deprimente agli autori e, per chi vuol capire, mi sembra assolutamente chiaro che cosa ho scritto e cosa no.

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21 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

L'EAP è la norma in ambito accademico, questo è vero, ma lì le pubblicazioni sono funzionali all'avanzamento di carriera. Non dico che sia giustificato, ma la pubblicazione, in quel contesto, è un mezzo per un fine diverso, non il fine stesso e quindi l'autore può anche decidere di soprassedere in merito alle considerazioni che normalmente andrebbero fatte.

Scusa se mi intrometto nel discorso, ma su questo avrei tante, tante cose da dire (e da ridire). Comunque, il problema riguarda non solo la Rubettino, che è una casa editrice di primo piano in ambito accademico, ma anche tante altre, sempre dello stesso genere. Io queste non le ritengo case editrici, ma stamperie ad alto costo; è vero che Rubettino è rinomata in ambito accademico, ma questo non vuol dire nulla, perchè per l'abilitazione scientifica basta pubblicare per una delle case contenuta nell'elenco, e sono una decina di pagine di nomi, e la pubblicazione ha sempre lo stesso valore ai fine valutativi: non è che se pubblichi per A hai una valutazione migliore e se pubblichi per F una peggiore, o viceversa. Però certe case editrici ti chiedono molto più di altre in modo subdolo, e cioè facendoti acquistare quasi tutte le copie della tiratura; questo vuol dire anche che il prezzo di copertina di una monografia sarà molto alto, per il semplice motivo che poi dovrai ricomprarla te, e se ne dovrai comprare 50 (quando va bene) a 10 euro l'una viene un totale, ma se le paghi 30 euro l'una è un'altra cosa. Quindi, mai nessuno comprerà il tuo libro a quel prezzo, tranne te, che avrai casa invasa dai tuoi testi (però, se ne compri ancora di più, avrai anche uno sconto del 20%!). Altra cosa, il manuale: se io scrivo un manuale che verrà adottato all'università, l'editore non dovrebbe farti pagare nulla, in quanto rientrerà abbondantemente con le vendite agli studenti. E invece no: anche qui, subdolamente, dovrai acquistare un tot di copie fino ad arrivare a cifre che superano abbondantemente i sei zero. Ma gli editori non rischiano mai in prima persona? Per non parlare delle percentuali sui diritti d'autore: avrò venduto più di mille copie (il volume in questione costa 70 euro, prezzo scelto dalla casa editrice con mio grande disappunto!), a meno che non fosse sempre lo stesso libro che gli studenti si passavano tra di loro, e ti assicuro che io non ho mai, e dico mai, percepito un centesimo di diritti d'autore (anche perchè le case editrici non mi hanno mai richiesto l'iban). E questo riguarda anche altri volumi che ho scritto, destinati ai professionisti e non proprio a buon mercato (sempre prezzo scelto insindacabilmente dall'editore), per altre case editrici di settore. Eppure anche i libri per i professionisti, per bocca dei librai specializzati, hanno venduto parecchie copie tanto che sono andati esauriti in breve tempo. E la casa editrice ha avuto pure la sfacciataggine di chiedermi una edizione più aggiornata! Evidentemente avevano esaurito la prima, ma diritti ZERO! E con il Print on demand loro non spendono una lira, si fa tutto a richiesta, e non rischiano mai la possibilità di un flop.

Scusa se sono stato prolisso, ma questa è una situazione alquanto ridicola, e per questo dico a coloro che pagano fior di quattrini per pubblicare: non fatevi prendere in giro, che se meritate prima o poi qualcuno si accorgerà di voi, altrimenti quello che avete scritto non valeva poi così tanto. E ve lo dice uno che è costreto a pagare per pubblicare, a prescindere dalla qualità dei propri scritti!

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@Giampo come già detto poco sopra, questa discussione riguarda solo ed esclusivamente la casa editrice Rubbettino e le esperienze dirette degli utenti con la suddetta casa editrice. Per tutto il resto ti invito a esplorare il forum alla ricerca della sezione migliore :) Rimaniamo in topic per favore.

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Preciso unicamente a Giampo che non stavo legittimando ciò che avviene in ambito accademico, ho descritto solo una situazione e la differenza di finalità rispetto agli autori che solitamente frequentano il WD. A maggior ragione, e qui ritorno on topic, non stavo legittimando Rubbettino, che neanche so come lavora. Magari i ricercatori  che la usano ne sono soddisfatti, ma non potrà esserlo, per le ragioni già descritte e come con qualunque altra EAP, chi ambisce a fare lo scrittore. E questo era in punto del mio intervento.

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@Kikki @Avv.Lenti Giusto, rientro in tema specificando che, per esperienza diretta, posso dire che Rubettino è molto stimato in campo scientifico, e che produce anche libri di varia. L'editaggio, la stampa, i materiali e la rilegatura dei suoi libri, perlomeno fino a qualche anno fa, erano elevati, com'è elevato il contributo che richiede agli autori, sempre sottoforma di acquisto libri (dalle 50 copie in su, a seconda dell'importanza dell'autore).

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