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Ngannafoddi

Pensare continuamente che il nostro romanzo sia il peggiore mai scritto

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Mentre scrivo una storia, ne sono sempre entusiasta. Altrimenti non la scriverei. Ma quando arrivo alla fine, cominciano ad assalirmi i dubbi. Più passa il tempo e più penso che ciò che ho scritto faccia schifo. Più volte invio il manoscritto alla case editrici e più mi pento di aver scritto qualcosa di tanto inutile... ;(

 

Pensavo così del mio primo romanzo fino a che non sono arrivate le prime proposte di contratto. E ne sono arrivate un bel po'. Ciò mi ha sorpreso enormemente! Ho pubblicato e i lettori sono stati entusiasti, le recensioni favolose...

E allora mi sono chiesto: Ma che problema ho? :bash:

 

Col secondo romanzo la stessa storia. Ah, il primo sì che era buono... questo non vale nulla a confronto. Perché ho scritto queste cose? Perché le ho scritte in questo modo? Avrei potuto fare meglio... molto meglio!

 

E oggi un agente letterario mi contatta perché ha trovato il mio lavoro piacevole, divertente, ben scritto (Non necessita di editing), con un buon ritmo, ironico, straziante, emozionante... aggiungendo che la mia scrittura gli ha ricordato Pirandello O_O.

 

Mi dite per favore che problema ho? Perché non riesco a rendermi conto che ciò che scrivo non fa proprio schifo come credo?

Forse sono gli altri che non capiscono? Oppure sono io che voglio sempre di più?

 

Probabilmente sono soltanto pazzo. :sorrisoidiota:

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@Ngannafoddi, tranquillo, in uno scrittore è una virtù. Così sai che se a te piace almeno un pochino allora è un buon libro.

 

Comunque io faccio di peggio: vado su e giù dalle montagne russe oscillando tra "scrivo solo schifezze illeggibili" a "King fatti da parte la tua era è finita :super: ".

 

Poi posto qui sul WD e mi ridimensiono.

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Io ho il problema contrario. Mentre scrivo penso: chi leggerà mai questa storia orrenda?

Poi, quando ho quasi finito e inizio a leggere, rileggere e correggere, prendo un po' di coraggio: ma che bel libro ho scritto!

Infine, alla prima proposta di pubblicazione ho la conferma che, oltre a me, qualcun altro crede nel mio lavoro.

Ma la soddisfazione più grande è quando, come oggi, scopro che una libreria deve riassortire. Il libro si vende e penso a quanti sono stati e saranno i miei lettori.

Sì, perché nessuno di noi scrive nella speranza di diventare ricco e famoso, e l’unico e vero scopo dello scrittore è semplicemente trovare molti lettori che apprezzino i suoi libri.

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1 minuto fa, Fraudolente ha detto:

Sì, perché nessuno di noi scrive nella speranza di diventare ricco e famoso, e l’unico e vero scopo dello scrittore è semplicemente trovare molti lettori che apprezzino i suoi libri.

Mah... Fare due soldini a me non dispiacerebbe...

In fondo non mi pare che trovare molti lettori sia incompatibile con la speranza di guadagnare. No?

 

Per tornare in tema, sono quasi sempre scettico su ciò che scrivo. Forse perché mi confronto di continuo con scrittori inarrivabili o forse sono troppo esigente con me stesso, non lo so. Comunque è così.

 

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Valutare oggettivamente ciò che si scrive credo sia impossibile. Anche se è un pezzo che scriviamo, anche se ormai un po' ci conosciamo e sappiamo di saper (un pochino :arrossire: ) scrivere.

Bello o brutto che ci paia, evitiamo comunque di fidarci della nostra impressione, questo è il mio consiglio. Evitiamo proprio di farci delle idee. O, meglio, facciamocele pure, ma mettiamole alla prova: affidiamoci sempre a uno o più "primi lettori". Preferibilmente non scelti fra amici e parenti.

E allora permettetemi di fare un po' di pubblicità alla nostra officina, dove, al ragionevole "prezzo" di un commento approfondito fatto al lavoro di un altro autore, riceveremo a nostra volta pareri assolutamente distaccati e disinteressati. C'è gente che sa scivere veramente bene che comunque viene a "testare" propri pezzi qui. Insomma: l'officina non è solo per i principianti o per gli aspiranti!

 

Per dire ciò che provo io: ogni volta che termino un racconto del quale sono (moderatamente) soddisfatto, penso di aver raggiunto il mio apice e che non potrò mai fare meglio di così. È una sensazione strana e davvero poco appagante, perché sono comunque consapevole di non aver terminato un capolavoro. Quasi quasi invidio un po' le montagne russe di @swetty  ;) .

 

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2 ore fa, swetty ha detto:

@Ngannafoddi, tranquillo, in uno scrittore è una virtù.

 

Allora non ci fa niente se stamattina pensavo di pubblicare il romanzo con uno pseudonimo per non rovinarmi la reputazione e invece dopo la mail piena di complimenti del pomeriggio mi trovo a pensare "Andrea Camilleri, preparati a essere il secondo Camilleri scrittore nel mondo!".

 

@queffe Per quanto riguarda il far leggere il manoscritto inedito a persone che non siano parenti, voglio dirti che io non mi fido nemmeno degli amici. Ci sono persone che mi rubano le frasi dai social per spacciarle per loro... figuriamoci se venissero in possesso di un preziosissimo romanzo (che mi ha rubato mesi e mesi di tempo e sonno!). Io ho paura pure a farlo stampare in cartolibreria perché penso che me lo ruberebbero. Per esperienza so che, almeno dalle mie parti, ognuno pensa ad arricchirsi senza farsi alcuno scrupolo. Quindi soltanto la mamma ha il permesso di leggere ciò che scrivo (almeno prima che venga registrato per bene a mio nome) e comunque la sorveglio giorno e notte, la pedino, e tengo sotto controllo il suo telefono! :gun::rotol:

 

Comunque adesso mi metto la tuta da lavoro e vengo a dare un'occhiatina in officina. Chissà che non cambi idea... ;)

 

 

Modificato da Ngannafoddi
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Io praticamente sono talmente tanto convinto che non vada bene che ad un certo punto mi decido di inviare il malloppo alle case editrici e stop, perchè ogni volta che lo rileggo cambio sempre qualcosa, all'infinito

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9 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

"Andrea Camilleri, preparati a essere il secondo Camilleri scrittore nel mondo!".

Il successo di  Camilleri è indiscutibile: le sue storie piacciono e si vendono.

Se, invece di essere un regista e un funzionario RAI, fosse stato un Pinco Pallino qualunque, sarebbe riuscito a diventare un noto scrittore?

E se il Pascoli non fosse stato un eccellente latinista, sarebbe mai diventato uno dei più conosciuti poeti italiani?

 

Per intenderci: se Maradona fosse nato nel medioevo non avrebbe avuto alternative a vanga e badile!

 

A volte scrittori mediocri, o abilmente taroccati, hanno successo soltanto grazie alla loro notorietà. Un personaggio famoso può essere un ottimo affare per un editore anche se ha (o non ha!) scritto una fetecchia!

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@Ngannafoddi Per una volta che viene postato un vero incubo... lo si mette in editoria :facepalm:

Sistemato titolo e posizione, capretta.

 

E comunque sottoscrivo questa personcina saggia alta due metri:

10 ore fa, queffe ha detto:

Valutare oggettivamente ciò che si scrive credo sia impossibile. Anche se è un pezzo che scriviamo, anche se ormai un po' ci conosciamo

 

 

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1 ora fa, Niko ha detto:

@Ngannafoddi Per una volta che viene postato un vero incubo... lo si mette in editoria :facepalm:

Sistemato titolo e posizione, capretta.

 

Grazie per aver rimediato al mio (imperdonabile?) errore :wow:.

Ricorda però che io, essendo un succiacapre (ngannafoddi in italiano), le caprette me le succhio tutte :omicida:.

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