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M.T.

[MI 100-4] Senza scampo

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Commento.

 

Traccia di Mezzogiorno: Closed Circles .

 

Non mi ero sbagliato. Questa non era una mia fobia. O un’allucinazione. Non erano le ossessioni che hanno preso il controllo della mia mente. Non ero io ad aver perso il controllo. Avevo ragione. Ho sempre avuto ragione. E nessuno mi ha voluto credere. Dicevano che stavo cominciando a dare i numeri, che il cervello mi era andato in pappa; dicevano che dovevo essere curato, anzi, hanno provato a farmi ricoverare. “Per farti avere l’aiuto di cui hai bisogno: vedrai che poi starai meglio. Tu ora non stai bene: lo capisci che lo facciamo nel tuo interesse?”

Idioti. Non hanno voluto vedere. Io avevo ragione. Ho sempre avuto ragione. Ma nessuno ha voluto ascoltarmi.

Idioti. Idioti. Ora è troppo tardi. Ora non c’è via di uscita.

Hanno colto tutti alla sprovvista. Nessuno di loro se lo aspettava. Ho tentato di scappare, ma sono riusciti a tagliare ogni via di fuga. L’accerchiamento si è fatto sempre più stretto. Prima non si facevano vedere. Poi uscivano solo di notte. Alla fine si mostravano anche di giorno. Non avevano nessuna paura di noi. Sono arrivati a legioni; anche se il loro numero è sconfinato, non mi sorprende che siano giunti senza che nessuno se ne accorgesse: si potevano nascondere ovunque, i maledetti bastardi. Sono più intelligenti di quanto si pensasse. Hanno pianificato, si sono organizzati. Ci hanno studiato per secoli: ci spiavano al lavoro, mentre passeggiavamo, mentre dormivamo. Hanno appreso tutto sulle nostre abitudini, sulle nostre debolezze.

Da idioti quali siamo, abbiamo voluto vedere del buono in loro, abbiamo voluto umanizzarli. Accidenti ai film, alla televisione, che li rappresentava così carini e simpatici. Accidenti a quei deficienti che si sono messi a lottare per riconoscergli dei diritti; ma la storia questi mentecatti l’hanno mai studiata? Non hanno visto quanti danni hanno fatto, che razza di disgrazie hanno attirato su di noi?

I rumori fuori dalla porta si fanno più forti.

Ora sono sulle pareti. Stanno cercando un varco tra gli scuri delle finestre. Presto raggiungeranno il tetto. Ci vorrà del tempo, ma riusciranno a entrare. Loro riescono sempre a entrare: trovano sempre un modo per superare qualsiasi barriera creiamo. Non mi piace ammetterlo, ma sono più intelligenti di noi. Sono più letali di noi. Cani e gatti sono stati i primi a essere eliminati. Poi è toccato ai rettili. I volatili, se hanno un minimo d’intelligenza, se ne sono volati il più lontano possibile, anche se non so se esiste ancora un posto sicuro nel mondo. Sicuramente resisteranno più di noi: non li possono raggiungere in cielo. Ma prima o poi la fame prenderà il sopravvento e dovranno riavvicinarsi al terreno per trovare da mangiare: allora la preponderanza numerica avrà la meglio.

Mi si accappona la pelle sulla schiena: li sento grattare le pareti. Stanno cercando di creare delle aperture nel cemento: hanno capito che la porta blindata è più difficile da forare. Se solo fossi riuscito a raggiungere il bunker: sarei stato più al sicuro. Ma i bastardi hanno fatto fuori l’impianto elettrico dell’auto e sono rimasto bloccato qui. Forse sono davvero impazzito: avrei solo ritardato l’inevitabile. Forse è meglio così: non ne posso più di vivere sempre in stato di allarme, sempre a preoccuparmi, sempre a cercare di tenere tutto sotto controllo. Ora m’è tornata in mente la parola che non mi ricordavo: ipercontrollo. Chi ne è affetto fa una vita davvero d’inferno. Per un pezzo ho pensato di esserne colpito. Purtroppo mi sbagliavo: quello di cui avevo timore era davvero reale.

I rumori fuori dalla casa si fanno più forti: è come se ci fosse uno sciame d’insetti che preme per entrare. Ma ciò che vuole entrare è molto peggio. Ora sono dentro le pareti: li sento muoversi. Sono anche sul tetto. Chi di loro mi raggiungerà per primo?

Poi sento un scricchiolio nella stanza. Forse mi sbaglio, ma mi è sembrato di avvertire un tremito sotto i miei piedi. Lo scricchiolio si fa più forte. Mi sembra di scorgere un lieve sobbalzo in una mattonella del pavimento.

Il sobbalzo si ripete, questa volta più forte. La mattonella si alza per un attimo, poi viene sbalzata via. Diversi musi appuntiti si levano dal buco nel pavimento, annusando tutt’intorno, prendendosela con calma.

Stringo la spranga d’acciaio con forza. Cazzo, quanto odio i topi.

 

 

 

 

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@M.T. Ciao.

Inizio il commento dicendo che la tensione creata dall'arrivo di questo nemico misterioso è davvero ben realizzata. Si percepisce effettivamente il pericolo incombente sul protagonista, assediato da questa forza, sconosciuta fino alla rivelazione finale, che pare non dargli scampo.

In questo aspetto, il racconto è impeccabile.

Sotto altri punti di vista, invece, risulta un po' meno efficace.

La prima critica che ti muovo, è che il predominio che i topi pare stiano assumendo sul mondo sembra un po' troppo improvviso e incontrastato. Ci vorrebbe una motivazione che giustifichi innanzitutto la loro discesa in campo, e allo stesso tempo l'impotenza umana. 

E questo mi pare l'aspetto più debole.

Ti rendo atto che tenti di "giustificare" il loro inarrestabile successo con il loro numero sterminato, il fatto che si possono nascondere ovunque ecc. però mi pare una piccola forzatura, ecco.

 

On 21/5/2017 at 02:47, M.T. ha detto:

Accidenti ai film, alla televisione, che li rappresentava così carini e simpatici.

Questo piccolo passaggio, viceversa, è ben riuscito e coglie in pieno un aspetto del mondo reale.

 

On 21/5/2017 at 02:47, M.T. ha detto:

Non mi ero sbagliato. Questa non era una mia fobia. O un’allucinazione. Non erano le ossessioni che hanno preso il controllo della mia mente. Non ero io ad aver perso il controllo. Avevo ragione. Ho sempre avuto ragione. E nessuno mi ha voluto credere. Dicevano che stavo cominciando a dare i numeri, che il cervello mi era andato in pappa; dicevano che dovevo essere curato, anzi, hanno provato a farmi ricoverare.

 

On 21/5/2017 at 02:47, M.T. ha detto:

Ora m’è tornata in mente la parola che non mi ricordavo: ipercontrollo. Chi ne è affetto fa una vita davvero d’inferno. Per un pezzo ho pensato di esserne colpito. Purtroppo mi sbagliavo: quello di cui avevo timore era davvero reale.

Anche questi due passaggi, andrebbero rivisti per variare un po' il concetto che sta dietro. Dal testo, pare che il protagonista, a causa della sua elevata fobia per i topi, abbia iniziato a mettere in guardia l'umanità dal pericolo imminente, passando per visionario.

Io avrei messo una qualche spiegazione dietro a questo antefatto. Un po' come negli anime (visto che piacciono anche a te) dove lo scienziato di turno, attraverso i suoi studi, capisce che la terra sta per subire l'invasione di una forza ostile, e costruisce il Mazinga di turno per fronteggiarla. Ecco, penso che avresti dovuto costruire il personaggio del protagonista dandogli il background da studioso, che ha scoperto, che so, che la prolificità dei topi è aumentata in modo incredibile. Oppure se volevi evitare lo stereotipo dello scienziato, l'operaio delle fogne che scopriva, in una galleria in disuso, un nido pieno di miliardi di cuccioli di topo, o roba del genere...

 

Perdonami se sono stato un po' critico, però penso che migliorando questi aspetti potresti ottenere un ottimo risultato, perché la tensione (che è il risultato più difficile e importante da ottenere in questi tipi di racconto) l'hai creata eccome. Devi solo migliorare il background.

A rileggersi!

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ciao @M.T.

Un passaggio veloce visto che siamo in tantissimi.

Scrivi bene, prediligi la paratassi riuscendo a gestirla a dovere, che risulta azzeccata al racconto e lo rende morboso; abbondi, forse troppo, coi due punti.

La scelta dei topi non è affatto banale, li trovo animali affascinanti e misteriosi, adatti a un racconto del genere. La perte più debole è la frase finale:

On 21/5/2017 at 02:47, M.T. ha detto:

Cazzo, quanto odio i topi.

secondo me stempera troppo la tensione che eri riuscito ad accumulare, pare fuori luogo.

A parte questo mi è piaciuto.

 

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On 23/5/2017 at 10:49, Plata ha detto:

la paratassi

Ah, non sapevo... mi spiace @M.T., spero passi in fretta.

 

Il racconto. Mi riporta a Poe come ossessività, però la frase finale, come segnalato dal lupo qua sopra, rovina... cioè, non so se è tutta una presa in giro o cosa.

Mi fai un crescendo di tensione, e poi piazzi quella frase che non c'entra nulla.

Sul testo, suggerisco di andare più a capo, spezzare di più le frasi per dare maggior ritmo.

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@M.T. , è dai tempi degli uccelli di Hitchcock che non me la facevo sotto così. E stanotte chi dorme? Ma non potevi scrivere un po' peggio, dovevi proprio essere tanto efficace? Ma se uno sa scrivere bene, non c'è nulla da fare, scrive bene, e se vuole mettere l'angoscia, mette l'angoscia.

Per quanto riguarda la frase finale, anch'io mi accodo. Qui non si tratta che odi i topi, la questione è che ora sei cibo per topi.

Complimenti.

 

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@Plata @simone volponi @Macleo vedo che la frase finale non ha avuto l'effetto sperato. Cercavo di trovare un modo per rivelare l'identità della minaccia, mettendola alla fine per non rovinare il crescendo della tensione.  Forse era meglio mettere: "Stringo la spranga d’acciaio con forza. - Vaf****** Ratatouille."

 

 

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@M.T. Fin dall'inizio ci fai capire di non fidarci, di aspettare la sorpresa finale. Bello, il tipo di racconto che mi piace: ho passato tutto il tempo a chiedermi cosa cavolo sono questi esserini. Insetti? Alieni?
Non lo so, mi aspettavo qualcosa di più spaventoso dei topi, a essere sincera! a un certo punto mi ero convinta che si trattasse di zanzare giganti, ma quando hai parlato degli uccelli che riescono a scampare a questi esseri ho dovuto cambiare idea. Insomma, buona gestione della tensione, ma... dai, i topi sono così carini v_v 

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26 minuti fa, Lizz ha detto:

i topi sono così carini v_v 

non sai i danni che possono causare...escludendo auto, fili elettrici, cibo insozzato, non hai mai visto come i topi hanno mangiato una gallina mentre dormiva...quando la mattina è stata trovata morta nel nido e poi sollevata...beh, non era un bello spettacolo...era stata sventrata.

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@M.T. Ok, ok, non ti contraddirò mai più :aka: Quando ero piccola avevo i criceti come animali domestici, quindi sono un po' di parte per quanto riguarda i roditori :P 

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1 ora fa, M.T. ha detto:

Vaf****** Ratatouille."

Ora il finale è perfetto.

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11 minuti fa, Macleo ha detto:

Ora il finale è perfetto.

i commenti degli altri servono per migliorare :) 

 

12 minuti fa, Lizz ha detto:

@M.T. Ok, ok, non ti contraddirò mai più :aka: Quando ero piccola avevo i criceti come animali domestici, quindi sono un po' di parte per quanto riguarda i roditori :P 

I criceti non sono dannosi come i topi. I topi sono però davvero ingegnosi: per rubare le uova, uno si mette a pancia in su tenendo con le zampe un uovo, mentre un compagno lo afferra per la coda e lo trascina via. Se uno non vede non ci crede.

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1 ora fa, M.T. ha detto:

Vaf****** Ratatouille.

Bellissimo xD

23 minuti fa, M.T. ha detto:

per rubare le uova, uno si mette a pancia in su tenendo con le zampe un uovo, mentre un compagno lo afferra per la coda e lo trascina via. Se uno non vede non ci crede.

Oddio questa non la sapevo! Devo iniziare a mettere uova vicino ai fossi e aspettare qualche topo... voglio assistere!
Comunque anche i criceti combinano guai, ho sentito di famiglie in cui erano scappati dalla gabbietta e avevano allegramente rosicchiato le tubature in cucina o i cavi elettrici!

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2 ore fa, Lizz ha detto:

Comunque anche i criceti combinano guai, ho sentito di famiglie in cui erano scappati dalla gabbietta e avevano allegramente rosicchiato le tubature in cucina o i cavi elettrici!

Non per niente sono roditori. Bisognerebbe avere a disposizione o falchi o bisce oppure toporagni (a differenza del nome, sono insettivori e odiano i topi: non ci pensano su ad attaccarli, anche se sono più grandi di loro).

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@M.T.

Ancora una volta sono d'accordo col commento del Volpone (cavolo, comincio a ragionare come lui...).

Lo stile è quello dei racconti che prediligo, con un Io delirante e sull'orlo della follia che mi prepara a un finale che mi colpisca. E invece, no, non mi fa effetto purtroppo...

A parte il finale, c'è qualcosa che non mi convince nel flusso, come se restasse comunque un po' statico, senza una tensione forte e un cambiamento nel personaggio. Un buon racconto a metà, per me.

(Mi odi già, lo so) :)

 

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Ospite Rica

@M.T. Un personaggio assediato da una non ben chiarita minaccia. Rendi questo assedio e il sentirsi in trappola del protagonista. Mi piace il finale, nel senso che mi sorprendi con i topi, perché durante la lettura non faccio altro che immaginare questo nemico da cui il protagonista si ripara. Ma questi, per come hai presentato il plot, non sono semplici topi, sono topi che stanno divorando l'umanità, no? Allora quel "odio" mi sembra davvero debole. Scritto molto bene. Bravo. :)

 

On 21/5/2017 at 02:47, M.T. ha detto:

anche se non so se esiste ancora un posto sicuro nel mondo. Sicuramente resisteranno più di noi:

Questa frase la modificherei

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Tutta questa costruzione di tensione e poi erano topi? :grat:

 

Mi sarei aspettata alieni, extracomunitari, allucinazioni... ma topi? Non per altro, ma perché parli di creature venute da fuori a cui si cerca di riconoscere dei diritti. E la cosa non mi torna.

 

E mi rovina un po' tutto, perché così alla fine, se invece che topi erano cavallette non cambiava nulla. Mi è mancata la "toposità" del nemico.

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@swetty ci sono posti che se si prova a usare un certo tipo di trappole o le pasticche avvelenate contro queste bestie si rischia grosso (multe salate perché non si deve far male a questi animali). Ci sono persone che poco ci manca che fanno delle lotte per difendere questi "poveri e innocui animaletti" ('sto par di ciufoli poveri e innocui). I topi se fanno tanto d'insediarsi in un territorio e proliferare, distruggono l'ecosistema: sono una vera e propria piaga. Senza contare che con il loro rosicchiare tutto quello che incontrano, possono lasciare interi paesi senza corrente elettrica.

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Non discuto il concetto, quanto come l'hai presentato. Hai mostrato un nemico "alieno", ma i topi saranno anche devastanti ma non sono "alieni". E ripeto, non è che se erano cavallette cambiava una virgola nel racconto.

 

Il gioco in questi testi è proprio buttare un insieme di indizi qua e là che alla fine ti facciano dire "già, perché non ci ho pensato prima?", senza rivelare davvero che sta succedendo. 

 

Qui te la sei cavata togliendomi indizi e finendo per farmi dire: "e da cosa lo dovevo capire io che erano topi?" :grat:

 

 

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5 ore fa, swetty ha detto:

Hai mostrato un nemico "alieno",

 

no, non ho menzionato nulla del genere; se poi uno ha immaginato questo (spiegazione nel passo subito qui sotto)

 

5 ore fa, swetty ha detto:

Qui te la sei cavata togliendomi indizi

 

serviva per creare l'atmosfera e far immaginare di tutto al lettore, così da far aumentare la tensione.

 

5 ore fa, swetty ha detto:

e da cosa lo dovevo capire io che erano topi?" 

 

La battuta finale doveva essere il colpo di scena che spiegava di tutto; finale che sarebbe venuto meglio se avessi messo la battuta scritta poi nei commenti al brano.

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MT è inutile che cerchi di convincermi che ho letto qualcosa che non ho letto. :asd:

Ho capito quali erano le tue intenzioni. Potresti anche liquidarmi dicendo che sono torda e non capisco, ma la verità è che di quelle intenzioni a me non è arrivato nulla.

 

E non è che puoi andare a casa di ogni lettore a spiegargli che tu intendevi X quando lui ha capito Y, o allegare l'esegesi del testo. Devi farti capire (anche dai tordi) in prima battuta, non dopo una pagina di commenti.

 

Se anche non hai detto che il nemico era alieno, lo hai descritto come tale, e questo è il messaggio che arriva. Anche se non pensavi di descriverlo così.

 

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Abbiamo due punti di vista differenti: è vero che uno può pensare agli alieni per il non detto, ma è anche vero che può pensare ad altre soluzioni. E con la rivelazione finale uno può arrivare a vedere come gli indizi lasciati portano a loro (tutte cose che riguardano i topi: mangiare gli altri animali, arrampicarsi sui muri, scavare sottoterra, il volerli umanizzare, il proliferare in maniera esponenziale se li si lascia fare, l'essere non sempre visti). Tema non certo nuovo: mi ricordo una puntata di un anime visto da piccolo (il nome mi sfugge) dove c'era una minaccia del genere con i topi oppure una puntata più recente della serie tv Zoo.

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A me il fatto che si capisca che non siano topi, se non all'ultima riga non ha infastidito.

Mi piace giocare a scovare gli indizi solo nei gialli, in cui da lettore voglio avere le stesse informazioni date all'investigatore. Ma questo non è un giallo.

Se l'autore gli indizi non li nasconde, ma li omette proprio, mi sta anche bene.

 

Purché il racconto mi dia qualcosa oltre la soluzione finale. 

Leggendo il brano, io l'idea degli alieni l'ho scartata subito. Mi è venuta abbastanza presto l'intuizione che potessero essere animali comuni non a stretto contatto con la nostra quotidianità (del resto si facevano vedere soprattutto di notte). Mi sono chiesto "di quali parla?" e non ci sono arrivato, se non finché l'autore non ha deciso di rivelarmelo. All'ultima riga, appunto. Magari nelle ultime frasi si poteva mostrare più rabbia e concludere con imprecazioni tipo "Maledetti topi!" o simili, perché, come altri han fatto notare, quel "sempre odiato i topi" è troppo soft per essere rivolta a degli esseri che stanno distruggendo il pianeta.

 

Topi. Idea non nuova, comunque buona. Il problema però, omettendo qualunque indizio, qualunque cosa, animale o paranormale che fosse, qualcosa di abbastanza comune  anche se non a stretto contatto con gli uomini, avrebbe potuto essere utilizzata al posto dei topi. Il senso del racconto non cambiava. E se il senso del racconto è solo "non ti dico fino all'ultima riga di cosa parlo" è troppo poco, anche se riesce nell'intento.

 

In genere questi racconti funzionano quanto l'autore gioca con le varie possibilità. 

Per fare degli esempi:

All'inizio lasci degli indizi che lasciano pensare agli alieni;

Poi inizi a far pensare che l'invasione è determinata da qualcosa di più appartenente al quotidiano, magari provocata dagli umani stessi (e magari si può giocare con elementi tecnologici, tipo i cellulari, quasi a far credere che gli alieni che hanno iniziato a dominare il pianeta, senza che noi lo capissimo, in realtà fossero loro);

poi fai volgere il lettore verso l'intuizione finale e quindi no, né alieni né roba alienante creata da noi, comunissimi animali;

quindi fai arrivare i topi, magari però dando un senso al perché proprio loro (potrebbe venirci fuori una motivazione ambientalista, volendo).

 

In quel modo, la traccia resterebbe sì sempre la stessa, avresti comunque tenuto nascosti i vari indizi, però quanto il lettore sarà arrivato alla fine sarà come avergli raccontato quattro storie diverse. Ognuna con un suo significato.

Il plot resterebbe esattamente lo stesso, eppure il senso del tutto si sarebbe arricchito.

 

 

Modificato da Eudes

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35 minuti fa, Eudes ha detto:

In genere questi racconti funzionano quanto l'autore gioca con le varie possibilità. 

Per fare degli esempi:

All'inizio lasci degli indizi che lasciano pensare agli alieni;

Poi inizi a far pensare che l'invasione è determinata da qualcosa di più appartenente al quotidiano, magari provocata dagli umani stessi (e magari si può giocare con elementi tecnologici, tipo i cellulari, quasi a far credere che gli alieni che gli alieni che hanno iniziato a dominare il pianeta senza che noi lo capissimo in realtà fossero loro);

poi fai volgere il lettore verso l'intuizione finale e quindi no, né alieni né roba alienante creata da noi, comunissimi animali;

quindi fai arrivare i topi, magari però dando un senso al perché proprio loro (potrebbe venirci fuori una motivazione ambientalista, volendo).

 

In quel modo, la traccia resterebbe sì sempre la stessa, avresti comunque tenuto nascosti i vari indizi, però quanto il lettore sarà arrivato alla fine sarà come avergli raccontato quattro storie diverse. Ognuna con un suo significato.

Il plot resterebbe esattamente lo stesso, eppure il senso del tutto si sarebbe arricchito

 prendo nota :) 

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