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Letiziadilorenzo

le lettere/email di rifiuto delle case editrici

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Scusate, ma queste non le ha citate nessuno?

Le lettere di rifiuto sono, per me, LA paura per eccellenza.

Se hai "il blocco dello scrittore", vivi un po' e ti passa. Kerouac diceva: o scrivi o vivi. Quindi, se hai il blocco, mettiti a vivere e quando torni a scrivere avrai di certo qualcosa da raccontare.

Se hai scritto un mattone, tagli.

Se hai scritto poco, cuci tre o quattro personaggi secondari e intrecci le sottotrame.

Il contratto non mi preoccupa: sono una giurista, è più facile che sia io a fregare l'editore. Di certo clausoline e clausolette gliele sgamo.

Ma il rifiuto da parte di un editore, ragazzi, è qualcosa che ti riporta immediatamente all'adolescenza, quando lui/lei ti diceva "sei carino/a, ma non sei il mio tipo" e sentivi l'EGO frantumarsi.

Come le superate cose del genere?

Seriamente. Sono IL trauma.

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Io ho un approccio molto concreto.

Mi dicono di no?Avranno i loro motivi.

Nessuno considera buono il mio amato lavoro? Ok, allora forse sono io che l'ho sopravvalutato, e ciò implica che devo metterci ancora le mani.

Nonostante mille accorgimenti continua a non essere considerato? Bene, nessun problema. Si va in tipografia, si fanno un paio di copie da tenere come ricordo e si passa al prossimo soggetto.

 

E avanti, avanti e avanti, mai fermarsi. 

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Ospite Mirtillasmile

@Letiziadilorenzo forse ti finisco di impaurire ma alla situazione presente anche ricevere un no è qualcosa. Io per esempio per quanti invii ho fatto ho ricevuto solo una risposta (negativa). 

Discorso diverso per i concorsi. Al momento: o il no o il silenzio più assoluto. 

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@Letiziadilorenzo No, dai, sinceramente, ma se hai scritto qualcosa che a te piace e qualcuno ha dimostrato di apprezzarlo credo che il giudizio di un editore conti decisamente poco. Se speri infatti di farne una professione, ti consiglierei di rivedere i tuoi obbiettivi. Considera inoltre che un editore ha i suoi gusti, i suoi target, e se provi a guardare quanti ce ne sono in giro (in una grossa città ad esempio) ti renderai conto che sono a migliaia. Ricevere un rifiuto, come ottenere una lode servirà solamente per una tua gratificazione personale e non lo etichetterei certo come un grosso trauma.

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Personalmente credo che la lettera di rifiuto possa avere molte ragioni che prescindono spesso dalla qualità del manoscritto. La maggior parte discende direttamente da un errore di fondo, magari perché si è inviato un testo all'editore sbagliato, basandosi sul fatto che "qualcuno" ha ricevuto una proposta di contratto e allora si pensa che sia un editore più "avvicinabile". Bisogna leggere attentamente i titoli che pubblica, magari darsi anche la pena di leggere qualcosa di pubblicato per vedere se è attinente a ciò che intendiamo proporre noi. Poi bisogna capire se è un editore disposto a investire sugli esordienti. Spesso mascherano pseudo-iniziative per "scoprire nuovi talenti" come specchietto per le allodole, per darsi un tono democratico, ma se si guardano le opere pubblicate non si trova alcun esordiente (o magari un paio e neppure recenti). Editori seri (quindi non a pagamento, comunque camuffato) devono investire sull'autore, e se la storia è buona ma sanno di non poter contare su di una solida base di potenziali lettori (magari sei figlio unico, orfano, gli zii e i parenti tutti sono deceduti, sei disoccupata e nel tuo condominio non ti conosce nessuno) puoi aver pure scritto il capolavoro letterario del secolo, ma non lo leggerà nessuno, e l'editore venderà poche copie che non copriranno le sue spese. Mi sono sempre domandato la ragione per cui vogliono una biografia e una presentazione dell'opera (oltre alla sinossi e tutto il resto), perchè alla fine mica pubblicano la mia biografia! Poi però, pensandoci bene, ho capito che anche quanti parenti hai, che tipo di lavoro svolgi, che studi hai fatto ecc. possono dire quanti contatti potenziali puoi portare prima di tutto, che tipo di "affidabilità" puoi offrire. Poi la presentazione, dove dovresti evidenziare i punti forti della tua opera, farà loro capire se sei in grado di saper "vendere" il tuo prodotto. Solo a questo punto (è una mia valutazione personale, ma credo sia abbastanza vicina alla realtà) valutano la struttura (sinossi) e solo alla fine come scrivi (leggendo il testo del manoscritto). Ma a questo punto, se le loro valutazioni sono che sei un topo da biblioteca, disoccupato e senza contatti sociali, a meno che nel manoscritto non riconoscano il capolavoro difficilmente mandano una proposta di contratto. Potrebbero farlo solo le "grandi" CE, che hanno la forza mediatica per far conoscere anche uno sconosciuto, ma loro difficilmente (e sto usando un eufemismo) lanciano autori nuovi e sconosciuti. Quindi la lettera di rifiuto non va vista come rifiuto di ciò che hai scritto, che magari è anche buono e prima o poi troverà la sua casa, ma come rifiuto del rischio di investire su di te, al netto di tutte le valutazioni fino a quel punto. Ecco che alla fine solo se trovi l'editore che si "innamora" del tuo testo, e solo in questo caso, avrai qualcuno che rischia su di te magari anche sapendo che sarà un'operazione in perdita, perché si farà fuorviare da cosa hai scritto prescindendo da chi sei e quanto "vali" come potenziale investimento. Ovviamente questa è una mia personalissima valutazione delle lettere di rifiuto, e dando per scontato che tu abbia mandato un manoscritto oggettivamente scritto bene.

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Beh, io ho adottato la tecnica di Snoopy alle lettere di rifiuto ceh sto ricevendo dalle case editrici per la mia prima opera: me ne frego, e vado avanti!
Mal che vada, vado di autopubblicazione. Cosa che credo anzi mi avvantaggi: meno costi per gli acquirenti, e più libertà (di scrivere stupidaggini) per me.

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Ciao a tutti, la conversazione è un po' vecchia ma provo comunque a inserirmi.

Io ne ho ricevuti due di no in un solo giorno, e quest'estate ne ho ricevuti altri tre, collezionandone così ben 5! Che bello eh?! 

Secondo me è importante capire (e a me per fortuna è stato specificato) qual è il problema e perchè il no arriva.

Non scrivete bene oppure è la trama che non funziona? Nel mio caso, per esempio, era la tematica di sfondo alla vicenda. Faccio un esempio, se scrivo un libro di vampiri e a nessuno piacciono più i vampiri, anche se la trama è stupenda e la mia scrittura impeccabile non mi pubblicheranno.

Ora come gestire la cosa non è facile, ma penso si possa riassumere così:

- se è la scrittura, ci si mette a studiare scrittura facendo qualche bel corso; 

- se è la trama, si capisce come aggiustare i fatti e inserire magari più pepe:

- se è la tematica (come per me) si è più sfortunati perchè purtroppo significa trovare qualcuno che crede in quella tematica e pensa possa diventare di moda, aspettare che torni di moda se lo è già stata (si sa, sono cicliche le mode) oppure rinunciare al romanzo. Io sono per la prima al momento, ma non so fino a quanto riuscirò a gestire ancora i NO prima di mandare all'aria il mio sogno e maledire il mondo dell'editoria.

 

Fatemi sapere le vostre opinioni :) 

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@Jess Per quanto valga la mia personale esperienza posso dirti che se ti fanno la classica mail di rifiuto (che peraltro è già qualcosa rispetto al nulla del silenzio) senza specificare nulla ("ci spiace ma non rientra ecc. ecc". o similari) possono essere tutte le cose che hai detto (inteso come "tutte" o la maggior parte di esse). Se ti dicono che il tuo manoscritto non rientra tra i loro piani editoriali potrebbe significare che il genere non è quello che trattano loro (ma ritengo che prima di inviare tu abbia dato uno sguardo alla loro linea). Le restanti alternative sono suggerire un editing approfondito (scritto male ma trama interessante), oppure segnalano che è ben scritto ma la storia non rientra nella loro linea editoriale. Tieni presente che se scrivono queste righe in più è perchè, comunque, c'è del buono e magari con una bella revisione puoi provare con altre CE. Mi permetto però di suggerirti di insistere ancora, 5 rifiuti non sono nulla, e il tuo lavoro potrebbe essere buono a prescindere. Se credi in ciò che hai scritto continua a insistere con altre case, se ti viene qualche dubbio fai una bella revisione e riprovaci. Non so quale possa essere il numero di rifiuti che denunci davvero un manoscritto "brutto", ma credo che sia sempre uno in meno di quelli che hai ottenuto fino a quel momento, qualunque esso sia. 

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Ospite Mirtillasmile

@Jess da chi hai ricevuto i no?

 

Un no è sempre ben motivato, anche se loro nell'email, non lo spiegano. Un libro, oltre a dover essere eccellente nella forma e nello stile, voce, personaggi, deve inserirsi, e questa è secondo me la parte più difficile, in una specifica linea editoriale.

 

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Grazie a entrambi per le vostre risposte! Sì @Steve666 sicuramente insisterò ancora, la speranza è l'ultima a morire!

@Mirtillasmile hai ragione è la parte più complessa. I miei no sono arrivati da Giunti, El edizioni, Feltrinelli, Salani e l'altra era un agente in realtà!

La salani ha usato una mail che ho letto ha già usato con altri tipo "seppure il libro presentava spunti interessanti il mercato editoriale al momento è saturo bla bla bla".

In effetti per tutti il problema è stato l'inserimento nella linea editoriale, e alcuni hanno sottolineato che la tematica non era in voga al momento e mi hanno invitato a scrivere altro perchè la scrittura era buona.

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Ospite Mirtillasmile

@Jess sei anche fortunata: ti hanno anche dato una motivazione. Io per esempio di tutti gli invii che ho fatto (adesso ho smesso perché ho imparato) ho ricevito solo silenzio. La Salani ha risposto a tutti meno che a me :scapiangere:.....

 

Per curiosità: quel è il tema del tuo libro?

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Scusa, nel mentre ho cambiato nome ahah :D Comunque... sì sicuramente il no è meglio del silenzio (dimmi te a che punto siamo poveri noi, a essere felici di un no - -' )  però i no fan male, i silenzi possono sempre portare a pensieri consolatori tipo  "magari han perso la mail o non han letto il romanzo"  che è sempre meglio di "non lo hanno voluto".

Il mio romanzo è sui pirati, genere che a quanto pare nessun editore fino ad ora ha apprezzato!

 

Comunque non smettere! Non smette mai... anche se capisco che dopo un po' non si ha più voglia di sbattere la testa contro lo stesso muro. Io quello che ho pensato è di provare a scrivere altro e tenere il mio attuale bambino nel cassetto in attesa di tempi migliori. Ci hai mai pensato?

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Ospite Mirtillasmile

@Sunny Jane ho cambiato strategia: adesso faccio invii mirati. Basta sparare nel mucchio, altrimenti sono silenzio... ;(.

 

In effetti è una tematica assente dalle librerie,  suppongo che fosse un romanzo di avventura?

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Esattamente, scelta proprio perchè a me piace e trovo pochissimi libri sul tema e quindi ho pensato che avrei potuto colmare un vuoto. Invece niente, pare che preferiscano che il vuoto continui ad esistere. Tu invece che tipo di romanzo hai scritto?

Beh anche i miei erano abbastanza mirati, non lo manderei ad Adelphi per dire, o a E/O edizioni, eppure neanche chi pubblica avventura per ragazzi (salani) ha saputo apprezzarlo :(

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Ciao! Arrivo in ritardo nella discussione, ma ho avuto piacere di leggerla.

Alle 23/5/2017 at 16:45, Steve666 ha detto:

Mi sono sempre domandato la ragione per cui vogliono una biografia e una presentazione dell'opera (oltre alla sinossi e tutto il resto), perchè alla fine mica pubblicano la mia biografia! Poi però, pensandoci bene, ho capito che anche quanti parenti hai, che tipo di lavoro svolgi, che studi hai fatto ecc. possono dire quanti contatti potenziali puoi portare prima di tutto, che tipo di "affidabilità" puoi offrire.

Qui @Steve666 mi lasci con l'amaro in bocca: nella biografia io cerco di inserire quello che può interessare su di me e i miei lavori, ma mi rifiuto categoricamente di scrivere, come esempio del mio caso "sono figlia di tale signora": se poi dovessero accettare la pubblicazione, mi troverei in dubbio se questa è dovuta alla qualità dello scritto, oppure se è perché ho la mamma importante. Per me non sta né in cielo, né in terra: io sono io e i miei lavori sono questi; il corollario di fama vorrei costruirmelo con la pubblicazione, non il contrario del "pubblichi se hai un corollario di fama", altrimenti è lettera di rifiuto ;(

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20 ore fa, Miss Ribston ha detto:

Ciao! Arrivo in ritardo nella discussione, ma ho avuto piacere di leggerla.

Qui @Steve666 mi lasci con l'amaro in bocca: nella biografia io cerco di inserire quello che può interessare su di me e i miei lavori, ma mi rifiuto categoricamente di scrivere, come esempio del mio caso "sono figlia di tale signora": se poi dovessero accettare la pubblicazione, mi troverei in dubbio se questa è dovuta alla qualità dello scritto, oppure se è perché ho la mamma importante. Per me non sta né in cielo, né in terra: io sono io e i miei lavori sono questi; il corollario di fama vorrei costruirmelo con la pubblicazione, non il contrario del "pubblichi se hai un corollario di fama", altrimenti è lettera di rifiuto ;(

 

Sono d'accordissimo. Anche se purtroppo c'è da rendersi conto che sarebbe così nel mondo ideale. Alla fine le case editrici sono aziende e alle aziende in fondo interessa vendere: non mi stupirebbe che un'azienda (non tutte, sia ben chiaro!) cercasse piuttosto un canale di vendere sfruttando qualcuno con un nome/un pubblico già sicuro, piuttosto che puntare sull'illustre sconosciuto di qualità.

Nota da rosicona: frequentando il mondo dei blog ho notato che spesso e volentieri blogger che guadagnano fama dopo tot mesi/anni buttano lì un romanzo. Altrettanto spesso e volentieri il romanzo riprende il contenuto del blog, con qualche rimaneggiamento/aggiunta (cut scenes! Contenuti speciali!). Ora, io ho il vago sospetto che in questi casi siano le case editrici a farsi avanti con costoro. Sono delle potenziali galline dalle uova d'oro e dal pubblico sicuro.

Altra nota da rosicona ancora più rosicante: gli "autori" di pagine Facebook. Se scrivi nella biografia che sei autore della pagina "Fan delle tagliatelle al ragù di pianta carnivora" che ha 7000 iscritti, a mio avviso passi davanti a un totale sconosciuto di qualità, in alcuni casi. E potrebbe contare di più anche di qualcuno con "parenti importanti".

Ciò detto, torno assieme ai castori a rosicchiare legno. :P

  • Divertente 1

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