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Letiziadilorenzo

quanto bisogna "scrivere pulito" ai concorsi?

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Salve, da fuori sono anche una ragazza molto bon ton: giacca, camicia, aria professionale, talvolta mi vesto pure di rosa. Il problema è quando impugno una penna, anzi, quando i miei polpastrelli sfiorano una tastiera. Ho un modo di scrivere molto crudo, una prosa non edulcorata. Per intessere i dialoghi, ad esempio, li faccio simulare a persone vere registrandole con gli audio whatsapp. Se c'è da descrivere qualcosa di splatter, ci vado giù pesante. Se c'è una scena sessuale, ecco che divento un ginecologo. Se i personaggi fanno pensieri turpi, scorretti, offensivi, giù a delinearli per filo e per segno. Parolacce a go go, non proferite dal narratore - beniteso - ma dai personaggi stessi. E ogni tanto mi parte anche la vena satirica. Voi quando vi arrabbiate dite "accidenti"? Nei dialoghi della vostra vita montate su tutte quelle architetture assurde che sembrate gli attori de "Il Segreto"? Peggio ancora quando il personaggio di turno tira fuori la massima filosofica. Non so voi, ma io nei momenti migliori e peggiori della mia vita, quelli segnati dalle emozioni intense, ho saputo solo balbettare.

Ora, non ho mai partecipato a premi letterari "di spessore", fatta eccezione per il Campiello giovani e un altro premio al liceo, dedicato alle fiabe per bambini, che ho pure vinto. E dunque non so bene che tipo di stile vogliano. Che tipo di storie, sì: le tragedie, i drammoni esistenziali, i libri socialmente impegnati. Potrei anche scriverne.

Ma lo stile come deve essere? Pulito, immagino. E il libro stesso non dovrebbe toccare troppo gli "argomenti sensibili". Ad esempio... un romanzo di inchiesta potrebbe piacere? Io non credo. Se io, per fare un esempio sciocco, scrivessi di un prete pedofilo o una storia su Manuela Orlandi lasciando intendere che il Vaticano sapesse tutto, questo libro verrebbe immediatamente cestinato. Giusto, sbaglio?

Insomma, essendo un pesce fuor d'acqua nel mondo dei premi letterari tipo Campiello, Calvino o IoScrittore, vorrei capire un po' i loro standard.

 

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21 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Ma lo stile come deve essere? Pulito, immagino.

Auspicabile, sì. Pulito non significa privo di parolacce o turpiloquio, comunque. Per stile pulito s'intende tutt'altro.

21 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

E il libro stesso non dovrebbe toccare troppo gli "argomenti sensibili".

E chi l'ha detto? Gli "argomenti sensibili" sono proprio quelli che dovrebbero essere toccati. Tutti le storie del mondo, o quasi, sono riconducibili ai temi dell'amore e della morte, temi sensibili per eccellenza, da cui si dipanano mille altri temi "sensibili". Si qualsiasi tipo, comprese inchieste.

21 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Se io, per fare un esempio sciocco, scrivessi di un prete pedofilo o una storia su Manuela Orlandi lasciando intendere che il Vaticano sapesse tutto, questo libro verrebbe immediatamente cestinato. Giusto, sbaglio?

Sbagli, altrimenti libri come "Avarizia" sarebbero stati cestinati subito. E invece no. Hanno portato mille problemi all'autore? Sì.

 

 

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Ospite

Sono d'accordo con @Niko. Consiglio di leggere tutti i romanzi vincitori di concorsi per farsi un'idea delle storie ricercate.

 

22 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Se io, per fare un esempio sciocco, scrivessi di un prete pedofilo o una storia su Manuela Orlandi lasciando intendere che il Vaticano sapesse tutto, questo libro verrebbe immediatamente cestinato.

 

Segnalo che un vincitore del premio Strega ha tratto spunto da un episodio di cronaca nera, il delitto del Circeo.

Qui un'interessante intervista:

http://www.repubblica.it/cultura/2016/07/10/news/edoardo_albinati_nel_delitto_del_circeo_di_quarant_anni_fa_la_malattia_incurabile_di_essere_maschi_-143778767/

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Adesso, Nuwanda ha detto:

Sono d'accordo con @Niko

:aka:

Scusami, Nuwanda, ma leggere queste parola da te è come vincere al SuperEnalotto <3 

Scusa l'Off topic :asd: 

 

Colgo l'occasione per tornare in topic:

22 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

da fuori sono anche una ragazza molto bon ton: giacca, camicia, aria professionale, talvolta mi vesto pure di rosa.

Non capisco perché il tuo modo di vestire debba legarsi a quello che scrivi o a quello che sei! Magari uno sciatto nel vestire può essere in grado di buttar giù poesie che nemmeno Montale (ovviamente è un'esagerazione ironica).

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Ospite
5 minuti fa, Niko ha detto:

:aka:

Scusami, Nuwanda, ma leggere queste parola da te è come vincere al SuperEnalotto <3

 

Oddio. È successo davvero? Sì, qualche volta i sogni si realizzano :flower:

Dobbiamo festeggiare :flower:

Scusa anche tu per l'Off topic, ma segnerò questa data nel mio diario a futura memoria ;-)

Per vivere ancora meglio questo momento farò un'aggiunta:

22 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

da fuori sono anche una ragazza molto bon ton: giacca, camicia, aria professionale, talvolta mi vesto pure di rosa.

 

L'autore non deve per forza rispecchiare i suoi scritti. Questo ti sembra un cannibale?

HARRISt_OpalAS_195_02.jpg

 

No, vale sempre il detto: "L'abito non fa il monaco". Potremo scoprire un giorno che Thomas Harris in realtà è vegano.

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Da una praticante avvocato professionale, dolce e carina tutto ti aspetti tranne una scrittura da scaricatrice di porto (all'occorrenza).

Turpiloquio ammesso? E di una descrizione "per filo e pere segno" di rapporti sessuali che dite?

E di personaggi palesemente razzisti di cui riporto sempre "per filo e per segno" i pensieri?

E di pervertiti sessuali?

 

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1 ora fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Turpiloquio ammesso? E di una descrizione "per filo e pere segno" di rapporti sessuali che dite?

E di personaggi palesemente razzisti di cui riporto sempre "per filo e per segno" i pensieri?

E di pervertiti sessuali?

Allora, facciamo un passo indietro.

Una cosa è scrivere di queste cose (in parte, tutte, ancora di più...) con un senso, perché c'è una ragione o un messaggio da dare.

Una cosa è scriverlo tanto perché ti esce così scrivere.

 

Nel primo caso non è per forza di cose un male. Potrà piacere o non piacere, ma se è un modo per veicolare qualcos'altro, è comprensibile.

Nel secondo caso no. Dovresti sforzarti di capire perché scrivi così e come potresti scrivere diversamente. Razzismo, perversioni o turpiloquio gratuiti (ripeto: gratuiti) non sono stile, è scrittura di basso livello.

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Ospite
1 ora fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Da una praticante avvocato professionale, dolce e carina tutto ti aspetti tranne una scrittura da scaricatrice di porto (all'occorrenza).

Turpiloquio ammesso? E di una descrizione "per filo e pere segno" di rapporti sessuali che dite?

E di personaggi palesemente razzisti di cui riporto sempre "per filo e per segno" i pensieri?

E di pervertiti sessuali?

 

C'è un po' di confusione... Secondo me, continui a confedere l'autore con il testo.

Un "impenitente libertino" è stato Gabriele D'annunzio: https://it.zenit.org/articles/un-aspetto-enigmatico-nella-vita-di-d-annunzio-prima-parte/ 

L'appellativo di "scrittore razzista" è stato dato a Joseph Conrad ("un razzismo alla rovescia, che non tiene nel debito conto il basilare principio della trasfigurazione artistica"): Joseph Conrad

Se invece vuoi riferirti ai romanzi, conviene esaminare ogni singolo concorso e valutare quali sono stati i temi che hanno poi portato a una pubblicazione o vittoria.

 

Modificato da Nuwanda

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1 ora fa, Letiziadilorenzo ha detto:

E di una descrizione "per filo e pere segno" di rapporti sessuali che dite?

 

Se stai scrivendo un saggio sulla sessualità o una guida pratica alle 100 posizioni più praticate, direi di sì. :lol:

Idem se stai scrivendo un porno.

Se stai scrivendo un erotico è meglio puntare sulle sensazioni e sulla tensione, che non sulla descrizione esplicita. L'erotismo è fatto più d'atmosfere che inducono all'eccitazione, un misto tra "vedo e non vedo", rispetto alle descrizioni palesemente ginecologiche (per dirlo con le tue stesse parole).

 

1 ora fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Da una praticante avvocato professionale, dolce e carina tutto ti aspetti tranne una scrittura da scaricatrice di porto

 

Non saprei... io da un avvocato mi aspetto che abbia una collezione di coltelli di diversa grandezza sotto al completo gessato (o al tailleur). :asd:

 

1 ora fa, Letiziadilorenzo ha detto:

E di personaggi palesemente razzisti di cui riporto sempre "per filo e per segno" i pensieri?

E di pervertiti sessuali?

 

E perché no? Dipende tutto dalla tematica di cui scrivi e dal tipo di concorso a cui partecipi. Pensi che in un concorso dedicato al giallo o al noir non possano esserci personaggi turpi? In un libro d'inchiesta, o in un romanzo ispirato a un episodio di cronaca, perché non dovresti parlare del "mostro" e del suo modus operandi? Avrebbe poco senso e lo avrebbe anche il farlo dialogare come un'educanda.

Certo, se decidi di partecipare a un concorso indetto dalle Edizioni Paoline ti suggerirei un linguaggio meno spinto, ecco. ;)

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Queste riflessioni mi sono venute in mente pensando al premio letterario Rai LaGiara. La Rai, tanto per citare un caso, ha mandato a casina Bigazzi per aver detto alla Prova del cuoco che lui mangia i gatti o qualcosa del genere.

Allora ho pensato: cavolo ma se scrivo nel mio stile o tocco certi temi non ho chances di vincita con loro o premi affini.

Quanto al turpiloquio o ai temi "bassi", alle perversioni ecc... avete presente L.F. Céline, viaggio al termine della notte? Letteratura comunque altissima, realismo e ogni tanto espressioni quali "la vita è un cazzo fritto".

Ecco, mi ispiro al buon vecchio caro Céline.

E a D'Annunzione per gli spornazzamenti, ché ci metteva sempre un po' di belle frasi ridondanti e passionali. A proposito: sapete che a volte, ai miei fidanzatini, dedico frasazze di D'Annunzio? Non si sbaglia un colpo con lui, davvero.

E questo è quanto.

 

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3 minuti fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Quanto al turpiloquio o ai temi "bassi", alle perversioni ecc... avete presente L.F. Céline, viaggio al termine della notte? Letteratura comunque altissima, realismo e ogni tanto espressioni quali "la vita è un cazzo fritto".

Ho detto e ripeto che queste cose sono "basse" solo se fini a sé stesse.

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Ad ogni modo, ogni tanto me lo chiedo anche io come mai io scriva tanto sboccato. La risposta è presto pronta: la Giurisprudenza, gli scritti giuridici, ragazzi.

Considerate che ho scritto un mattonazzo di ingegneria elettorale sui sistemi elettorali di oltre 300 pagine. 310, per la precisione.

E lì si usa un linguaggio ampollosissimo. Ma la legge è la mia sposa, il mio matrimonio di convenienza. La letteratura è la mia amante, e con le amanti puoi anche essere un po' più rude, tanto non è lei che mi darà il pane.

 

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 "poi la lingua della donna si posò sulla punta del glande (...) La donna dischiuse le labbra e lentamente, molto lentamente, lo prese in bocca. Quando le labbra della donna raggiunsero la base del suo sesso, B. cominciò a sentire le contrazioni della gola. Le onde di piacere si intensificarono nel suo corpo (...) Lei contrasse delicatamente le pareti della gola, scaricando di colpo tutta la propria energia sul sesso di lui". E' Michel Houellebecq ("Le particelle elementari"), non uno de passaggio. Ma qui dov'è il basso e l'alto? Mi pare che il fine di brani come questi sia la descrizione dettagliata d'un rapporto sessuale. Quindi brani fini a se stessi. D'un grande romanzo, naturalmente, riconosciuto tale dalla critica e dal mercato. E che dire dell'inno al Viagra di Philip Roth? "Ecco come avrebbero dovuto chiamarlo, il Viagra. Avrebbero dovuto chiamarlo Zeus" ("La macchia umana". Sarà forse per questo che i vecchiardi svedesi hanno sempre negato a Roth il Nobel?).

Quindi la linea di demarcazione tra un brano di Houellebecq e uno d'un bieco romanzo porno è molto sottile, quasi evanescente, entrando nel merito.

Vabbe', poi c'è la Rai e i suoi concorsi per educande, e c'è anche la CE che, tra i principali motivi di rifiuto d'un mio manoscritto, ha messo, dopo la sua lunghezza, la presenza di "termini troppo scurrili".

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Ospite
1 ora fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Queste riflessioni mi sono venute in mente pensando al premio letterario Rai LaGiara. La Rai, tanto per citare un caso, ha mandato a casina Bigazzi per aver detto alla Prova del cuoco che lui mangia i gatti o qualcosa del genere.

Allora ho pensato: cavolo ma se scrivo nel mio stile o tocco certi temi non ho chances di vincita con loro o premi affini.

 

Non conosco Bigazzi... Con quale romanzo era al premio LaGiara? Lo hanno squalificato per i suoi gusti culinari?

Ripeto, ci sono dei concorsi che premiano il valore letterario di un'opera, altri, invece, fanno più attenzione ai temi trattati. Comunque, il linguaggio dei personaggi va curato insieme alle loro caratteristiche, in modo da renderli riconoscibili e credibili.

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2 minuti fa, Nuwanda ha detto:

Non conosco Bigazzi... Con quale romanzo era al premio LaGiara? Lo hanno squalificato per i suoi gusti culinari?

No, era un cuoco nella trasmissione della Clerici.

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Adesso, ElleryQ ha detto:

No, era un cuoco nella trasmissione della Clerici.

 

Uhm, e ha partecipato a un concorso letterario? Scrive romanzi?

Grazie.

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Adesso, Nuwanda ha detto:

Uhm, e ha partecipato a un concorso letterario? Scrive romanzi?

Grazie.

No @Nuwanda , è stato sospeso da "La prova del cuoco" per aver spiegato come un tempo si cucinassero i gatti, con tanto di ricetta. Scrive (o ha scritto), comunque, libri di cucina per Giunti.

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Ospite
Adesso, ElleryQ ha detto:

No @Nuwanda , è stato sospeso da "La prova del cuoco" per aver spiegato come un tempo si cucinassero i gatti, con tanto di ricetta. Scrive (o ha scritto), comunque, libri di cucina per Giunti.

 

Grazie, non capisco il nesso... Magari @Letiziadilorenzo saprà indicarmelo.

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28 minuti fa, don Durito ha detto:

sia la descrizione dettagliata d'un rapporto sessuale

E' impossibile farlo senza fare ridere. Concesso solo nelle comiche e nella manualistica.

A me qualche volta è scappato da ridere anche facendolo. Figurati a leggerlo.

 

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2 minuti fa, Nuwanda ha detto:

Grazie, non capisco il nesso...

 

Probabilmente è sfiduciata nei confronti dei concorsi RAI (come "La giara"), perché considera il pensiero dell'Ente troppo bacchettone. Il fatto che la RAI abbia mandato via Bigazzi dalla rete per ciò che ha detto, evidentemente è per lei una censura gratuita e indice di un comportamento troppo moralista.

Modificato da ElleryQ

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3 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Queste riflessioni mi sono venute in mente pensando al premio letterario Rai LaGiara. La Rai, tanto per citare un caso, ha mandato a casina Bigazzi per aver detto alla Prova del cuoco che lui mangia i gatti o qualcosa del genere.

Allora ho pensato: cavolo ma se scrivo nel mio stile o tocco certi temi non ho chances di vincita con loro o premi affini.

Scusa ma non vedo il nesso, a parte che sia il concorso che la trasmissione fanno capo alla RAI. Uno che parla di gatti ammazzati e cucinati può urtare la sensibilità di animalisti ed essendo il servizio pubblico, suppongo, ci sta che il personaggio venga sospeso dalla suddetta trasmissione. 

Ognuno dovrebbe seguire il proprio stile. Secondo me si può scrivere di tutto, basta non cadere nel cattivo gusto. Per come la vedo. Riguardo al concorso RAI, a cui ho avuto il piacere di partecipare nella scorsa edizione e arrivare nella fase nazionale, ricordo alcune polemiche a proposito dei temi che in qualche modo erano banditi. In mia modesta opinione, siano quelli della Rai bacchettoni o meno, è un concorso valido e chi decide o meno di partecipare, lo fa per mettersi in gioco. Non è però l'unico, ci saranno altri meno "rigidi". 

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4 ore fa, Letiziadilorenzo ha detto:

Letteratura comunque altissima, realismo e ogni tanto espressioni quali "la vita è un cazzo fritto".

Che espressione idiota.

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Ospite
1 ora fa, Emy ha detto:

Scusa ma non vedo il nesso, a parte che sia il concorso che la trasmissione fanno capo alla RAI. Uno che parla di gatti ammazzati e cucinati può urtare la sensibilità di animalisti ed essendo il servizio pubblico, suppongo, ci sta che il personaggio venga sospeso dalla suddetta trasmissione.

 

Sì, anch'io sono del parere che occorre contestualizzare meglio il tutto. Un conto è parlare di una rete televisiva che fornisce un servizio pubblico, di cui alcuni programmi seguono anche delle determinate fasce orarie, un altro è il discorso letterario. Sono andato a controllare i vincitori delle scorse edizioni e sommariamente ho trovato temi come l'omosessualità, l'Aids e ecc.. Un romanzo ha per protagonisti uno "stralunato eroe in fuga da un ospedale psichiatrico" e una prostituta.

@Emy, ti ricordi quali erano i temi banditi?

Modificato da Nuwanda

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 Il concorso La Giara fa capo alla Rai, d'accordo? Ecco, l'ente in passato si è rivelato alquanto "moralista" e "censore". Temo che se inviassi uno dei miei scritti, decisamente "libertini", politicamente scorretti, caustici, cinici e chi più ne ha più ne metta, essi prevedibilmente potrebbero incappare nel problema della censura, non trovando l'accoglienza dei critici.

Per questo penso che una dalla penna come la mia neanche debba affacciarsi a competizioni del genere, tutto qui. O meglio: potrei scrivere un romanzo "rigoroso", serioso, educato, "ripulito". Un tipo di scrittura che un po' mi annoia... ma se machiavellicamente il fine giustifica i mezzi si potrebbe anche provare. Tanto se sai scrivere, puoi scrivere di tutto.

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4 ore fa, camparino ha detto:
4 ore fa, camparino ha detto:

 

A me qualche volta è scappato da ridere anche facendolo.

Allora a ridere siamo in due

4 ore fa, camparino ha detto:

Figurati a leggerlo.

 

Beh, da ggiovine quando leggevo "L'amante di Lady Chatterley" non mi scappava da ridere, ma scappava da posto qualcos'altro:asd: Oggi, invece, un po' rido, un po' piango

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28 minuti fa, Nuwanda ha detto:

@Emy, ti ricordi quali erano i temi banditi?

@Nuwanda, a dirti il vero no. Però ricordo che se ne discuteva sulla pagina del concorso, tra i concorrenti. Alcuni la pensavano come Letizia. All'epoca sinceramente non mi ero soffermata molto sulle chiacchiere, sarà stata l'ansia di attesa. Tra l'altro non conoscevo nemmeno bene La Giara se non per sentito dire. Avevo deciso di partecipare quasi per caso, dopo aver visto la pubblicità una sera. Detto tra noi, probabilmente mi serviva una scusa per rispolverare il romanzo, la cui stesura avevo abbandonato alcuni anni prima per paura di non essere all'altezza. 

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Se quello che scrivi ha un senso, un contesto, e non "ciurli nel manico" per caricare le scene, credo che il problema non si ponga ;)

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Anche una finalista del premio Calvino dell'anno scorso ha pubblicato il suo romanzo su un prete pedofilo. L'ha anche pubblicizzato sulla RAI, da Liorni, in un contenitore non certo per pochi eletti.

Non credo ci siano censure in letteratura.

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Per me non ha molto senso il concetto di scrivere per i concorsi, soprattutto se parliamo di un romanzo: mesi di lavoro per confezionare un'opera che magari a te non piace ma è adatta la premio la giara?

Scrivi di quello che ti sta a cuore, nel modo che è nelle tue corde e nella tua sensibilità, con lo stile che ti sembra più giusto e valido per dire quello che devi dire: scrivi un romanzo che vorresti leggere tu.

Quando l'avrai scritto, allora, casomai sarà il momento di fare della strategia, e selezionare i concorsi adatti alla tua scrittura e i tuoi temi.

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