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deadcities

Nord & Sud

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Dire che al sud rubano, non c'è organizzazione, è sporco, non funziona niente ecc., come se fosse un fatto endemico della popolazione, ignorando le cause secolari, secondo me non è giusto.

Ma infatti ho detto che la storia è molto utile e ho parlato di educazione nelle scuole, dov'è ovvio che si debba trasmettere anche la cultura. Dico solo che i punti di partenza per migliorare un po' la situazione al sud potrebbero essere quelli da me elencati nel precedente post (ho fatto degli esempi eh, nessuna verità assoluta dalla mia tastiera) prima di dire ai ragazzini "sapete da voi la Freccia Rossa non passa perché i Savoia ve l'hanno messa in quel posto!"

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Un paradosso degno di Epimedine?

La prima linea ferrovia in Italia, fu: Napoli - Portici, 1839, alla presenza di re Ferdinando II di Borbone, Regno delle due Sicilie.

Forse, i teruni stavano decisamente meglio. La cultura e il fermento non mancavano, tanto meno l'interesse che fossero sviluppati.

Oggi, i politici di lì ci mangiano e invitano quelli del nord al banchetto.

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deadcities ha scritto:

dire ai ragazzini "sapete da voi la Freccia Rossa non passa perché i Savoia ve l'hanno messa in quel posto!"

No, chiaramente non è questo il modo di insegnare o di sintetizzare la storia, le cause, i motivi. :facepalm:

Insegnare la storia in modo sereno e senza preconcetti... utopia, purissima utopia. Troppo tardi ormai.

Ronin ha scritto:

La prima linea ferrovia in Italia, fu: Napoli - Portici, 1839, alla presenza di re Ferdinando II di Borbone, Regno delle due Sicilie.

Verissimo. E dopo l'unità d'Italia i Savoia disboscarono tutta la Sardegna per ricavare il legno delle traversine dei binari di tutta Italia.

Che cosa meravigliosa il progresso! icon_cheesygrin.gif

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Bè, anche la repubblica marinara veneziana a raso a tappeto tutte le foreste della dalmazia per paura dei pirati. Nel 1908 a Londra morirono più di mille persone per lo smog creato dal carbone, non possiamo portare la discussione su caratteri ecologici e campanilismi oppure torti subiti, non se ne verrebbe a capo. Già questa è alimentata da fuochi fatui di presunte verità. Le ragioni di allora, seppure da prendere con le pinze, parevano interessate a un unione simile che si era verificata in altri paesi europei, ma le distanze brevi non sono mai state percorse tra nord e sud Italia, non c'è interesse che avvengano.

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Generalizzare è errato, essere obiettivi è giusto. Sono di Napoli, area Nord, per la precisione Secondigliano. Se non ci sei dentro non capisci, se non ci sei dentro non puoi capire. Abito praticamente nella culla della camorra, che di per se dannosa per contatto diretto non è, nessuno viene a minacciarti con una pistola all'improvviso o ti accoltella senza un motivo. La cosa che mi desta preoccupazione sono le nuove generazioni, nell'evoluzione della criminalità organizzata si è passati dall'onore all'immoralità più assoluta e ciò è evidente. Ritrovarsi davanti tredicenni con un coltello tra le mani, ragazzini che a due a due in motorino circa un mese e mezzo fa hanno cercato di rubare al volo una collanina alla mia ragazza...queste sono le cose che mi preoccupano e che mi fanno incazzare. La microcriminalità. Un ragazzo di 18 anni (certo non sono Hulk Hogan, si parla di un uomo alto 175 cm per 62 kg di peso) deve sentirsi impotente dinnanzi a due ragazzini di tredici anni stentati che girano su uno scooter che io, un bravo ragazzo, non posso permettermi nemmeno. E' questo il problema, una minima parte di Napoli che rappresenta il 30% della popolazione totale della città di Napoli e dintori, poi la mentalità troglodita dei "Napoletani" che citava l'amico Jack Shark non appartiene ad alcun Napoletano, stanne sicuro, quelli che hai descritto tu sono "gente di paese" i cosiddetti "cafun", gente che abita in paesi tipo Acerra, Caserta ecc che in quanto a civiltà, permettetemelo, sono abbastanza arretrati rispetto agli abitanti della zona urbana, poi il bene e il male esiste ovunque. Dire "sono di Napoli" è comodo, sputtanare Napoli è d'obbligo per i "Napoletani" che escono dai confini campani. A Napoli c'è molta più civiltà che in tutto il nord, il Napoletano sa adeguarsi e comportarsi con educazione, perché i Napoletani sono trai più educati d'italia. Poi parlare di Borboni e savoia sarebbe troppo, mettere in mezzo arte e cultura è inutile, anche perché, nell'italietta attuale, tutti sappiamo come siamo messi. Obiettività.

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Vorrei dare anche io la mia opinione, tralasciando le uscite generalistiche del tipo "ma quelli del sud sono tutti" e "ma quelli del nord allora...".

Ringrazio chi mi ha preceduta per l'analisi storica eccezzionale fatta, perché anche oggi è indispensabile parlare di storia e cercare di comprendere quali meccanismi hanno portato alla società che abbiamo.

Io vorrei solo raccontare la mia esperienza. Sono appena tornata da un lungo viaggio, dove, per diversi motivi, mi sono trovata a prendere un pullman che appartiene a una società napoletana che collega Napoli con Atene. Un servizio eccellente, puntuale, sono rimasta molto colpita dall'estrema organizzazione.

L'autista dell'andata era una persona splendida, un napoletano simpaticissimo, che, per primo, ci ha detto quanto gli dispiacesse vedere come la zona del porto di Napoli fosse così poco curata considerando la bellezza della città. Abbiamo discusso di Napoli, della Sardegna e della Grecia per diverse ore nel traghetto che ci portava a Patrasso.

Poi al ritorno il pullman era pieno di ragazzini che sembravano a una gita di scuola e facevano un po' di casino, ma stavano tornando dalle vacanze e penso che tutti i ragazzi in gruppo un po' di casino lo facciano sempre icon_cheesygrin.gif Mi ha spiazzata solo un po' il fatto che per loro fosse più normale parlare napoletano che italiano: anche l'autista a volte partiva in quarta parlando il dialetto e io mi perdevo perchè non ci capivo niente, sarebbe potuta essere anche una lingua sconosciuta. Per noi è un po' la stessa cosa in Barbagia, dove si predilige il sardo stretto all'italiano. Ma non penso che questo indichi ignoranza, affatto. Molto spesso è un legame stretto con la propria terra, è un'impronta che tu hai dalla nascita. Poi usi l'italiano fuori, ma nella tua terra usi la "tua" lingua. Per mia nonna la sua lingua è il sardo, per mio padre la lingua dell'infazia è stato il sardo, la lingua dello studio è stato l'italiano.

Mia madre è stata per dieci anni in Piemonte, dai cinque ai quindici anni, perchè mio nonno lavorava come operaio e mia nonna andava a pulire a casa delle signore. Lei non ha un buon ricordo di quegli anni, per la neve, per il freddo, per alcune persone che ferivano lei e la sua famiglia. Qualcuno la chiamava "sardignola" che sembra un diminutivo affettuoso ma in realtà vuol dire asino, e altri, tipo la panettiera, quando entrava in negozio con mia nonna chiedeva a voce alta perchè tutti sentissero: "Ha sentito signora Norina che hanno rapito un'altra persona in Sardegna vicino Nuoro? E da dove viene lei?". Ma queste non sono le persone del nord, sono solo persone stupide, ottuse e ignoranti, che potrebbero trovarsi ovunque, anche al polo nord o in africa.

La migliore amica di mia madre sta ancora lì in Piemonte ed è, assieme a suo marito e alla loro figlia, una persona splendida. Si scrivono lettere da quasi quarant'anni.

Questo per dire che i luoghi comuni sono la lingua dell'ignoranza e che non basta aver conosciuto dieci calabresi per dire che tutti i calabresi sono così. Per dieci sardi rapitori dovrei esserlo anche io? Mi pare una grandissima sciocchezza.

Tuttavia perché al sud la situazione è quella che è? Perché un ragazzo non ha prospettive e spesso e volentiere va al nord o addirittura all'estero? Perché in parte è vero quando si dice che chi è del sud è di serie B. In sardegna non c'è un'autostrada e la 131 è un continuo cantiere. Non abbiamo treni veloci: per andare da Cagliari a Sassari ci vogliono cinque ore. Non c'è una strada decente che colleghi Sassari e Olbia. Come ci può essere sviluppo se mancano le infrastrutture, se manca la base stessa per permettere a un'industria di svilupparsi?

Stessa cosa per uscire dalla Sardegna: per tornare da Napoli ho preso una zattera, perché la nave della Tirrenia che avevamo non poteva chiamarsi traghetto, era in condizioni oscene. E ugualmente l'autostrada per Napoli non aveva corsia di emergenza, era stretta, pericolosa.

Quando tutto ciò che ti circonda è in questa condizioni e vedi che invece da Roma in su le cose sono ben diverse come puoi non pensare che non ci sia uguaglianza? E' un cane che si morde la coda: perché devo sbattermi per migliorare un posto che non mi darà mai nient'altro? E così le cose peggiorano sempre di più. Attenzione, non giustifico il menefreghismo, però capisco da quali motivazioni si può sviluppare. Il menefreghismo, a volte, è figlio della povertà, del degrado e della discriminazione.

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Panzino, non so se te ne sei accorto, ma stai impostando una polemica fra Napoli e il suo circondario identica a quella in corso fra nord e sud. Entrambe si fondano secondo me su una scarsa comprensione della situazione e, di conseguenza, sul pregiudizio: ho degli amici a Caserta e ti assicuro che sono molto ben "educati".

Poi parlare di Borboni e savoia sarebbe troppo, mettere in mezzo arte e cultura è inutile, anche perché, nell'italietta attuale, tutti sappiamo come siamo messi.

Ti faccio notare che l'Italia è messa così proprio perché è da un bel po' che se ne infischia dei Borboni, dei Savoia, dell'arte e della cultura in generale. Sarebbe il caso di parlarne invece, o non potremo mai essere realmente obiettivi.

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bah, mi pare di leggere molti luoghi comuni.

Per quanto mi riguarda sono fieramente orgoglioso di essere mezzo terrone dato che i miei nonni materni provengono/provenivano dalla magica Messina, la porta della Sicilia. icon_cheesygrin.gif

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