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Eudes

Zuppa - fuori concorso MI97

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Preparare la zuppa si stava rivelando più complicato del previsto, notò la strega mentre mentre mescolava i suoi intrugli in ebollizione. Ne assaggiò un cucchiaio. Era un po' insipido, ma quello non era un grande problema, bastava aggiungere un po' di sale. Di carne ce n'era anche troppa. Il sugo non aveva un sapore malvagio, ma forse andava perfezionato. Un po' di pepe magari. Era con gli altri ingredienti che era scettica.

Per essere sicura di non aver dimenticato nulla, ricontrollò la lista con cui era scesa a fare spesa nel mondo:

 

Ragione, quanta più ne trovi

Amore, almeno 1 kg, controllare la qualità sull’etichetta

Sesso, q.b.

Cinismo, una scatola, di quelle piccole

Ironia

Un mazzo di serenità

Sogni, tanti

Altruismo, una buona dose

Cortesia, dolcezza e sentimenti, almeno 3 kg per ognuno

 

 

Era stato difficilissimo trovarli e non era neanche sicura della loro bontà. Cercare la ragione, ad esempio, si era rivelato un calvario, sembrava non avercela più nessuno. 

 

Neanche il sentimento aveva un sapore autentico, forse le avevano rifilato uno di quei prodotti geneticamente modificati. Di amore poi ne aveva trovato solo condizionato, quelli che ancora lo coltivavano genuino se lo tenevano ben stretto. Manco il sesso era più quello di una volta. In Italia, in Giappone, in Svezia fino a qualche anno prima se ne trovava in abbondanza e di qualità ma ormai era diventato scadente anche da quelle parti. In compenso di cinismo se ne trovava a pacchi. Peccato che a lei gliene bastasse un pizzico. 

Con l'ironia poi bisognava tenere gli occhi bene aperti altrimenti finivano per rifilarti del sarcasmo, che aveva un gusto amaro che a lei non piaceva. La serenità la coltivavano in tanti eppure nessuno riusciva a farla crescere. Nutriva il sospetto che fosse concimata male, con lacrime, rabbia e invidia. Per fortuna di sogni se ne trovavano ancora, mentre perfino di sorrisi ce n'erano sempre meno. L'altruismo poi andava cercato quasi esclusivamente in zone disperate, come se dalle altre parti non sapessero cosa farsene. 

Per fortuna che cortesia e gentilezza circolavano ancora. Certo, meno di quanto avrebbe sperato, ma se non altro quelli che ancora ne possedevano non si facevano scrupoli a regalartene. Peccato che molti la rifiutassero, preferendo la diffidenza, un pesticida dall'odore sgradevole che però teneva lontane le fregature, parassiti temutissimi. La strega assaggiò di nuovo la sua brodaglia: era quasi pronta, mancava la dolcezza e ne aggiunse una bella dose. Ecco, la zuppa della felicità era pronta.

Aveva un buon sapore, peccato che durasse solo un attimo. Mentre scendeva nello stomaco quella sensazione scompariva. Ed era pure un piatto che si faticava a digerire. Ma forse la colpa era sua, aveva dimenticato qualcosa di fondamentale. Ricontrollò la ricetta, ma le sembrò di non aver scordato nulla: forse avrebbe dovuto semplicemente rassegnarsi ed ammettere di essere sempre stata una pessima cuoca.



 

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@Eudes

Ma che bello! Bravo/a

Gli ingredienti della zuppa sono trattati in modo originale

e simpatico. Peccato tu non sia riuscito/a a postare in tempo.

Complimenti! :)

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Grazie, Sira.

Sono un uomo.

 

In realtà ho apportato poche modifiche a un racconto scritto anni fa, quindi avrei avuto tutto il tempo per partecipare. Solo che sono pigro e ritardatario, motivo per cui mi son deciso a pubblicare solo all'ultimo.

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@Eudes Ciao Eudes,

mi piace molto l'idea generale e il finale con il concetto della pessima cuoca. Credo però che potresti sviluppare la ricerca degli ingredienti con esempi più metaforici evitando di banalizzare le cose più scontate; mi spiego:

Cita

...La serenità la coltivavano in tanti eppure nessuno riusciva a farla crescere. Nutriva il sospetto che fosse concimata male...

Questa è un'immagine azzeccata

Cita

...Di amore poi ne aveva trovato solo condizionato, quelli che ancora lo coltivavano genuino se lo tenevano ben stretto. Manco il sesso era più quello di una volta...

Queste invece le trovo deboli.

A mio avviso, lavorando sulle metafore degli ingredienti potresti dare forza a tutto il racconto.

 

Ti segnalo infine:

Cita

...Era con gli altri ingredienti che era scettica...

Cambierei con una forma più scorrevole, "Era... Che era..." Non mi pare il massimo.

 

Cita

...ricontrollò la lista con cui era scesa a fare spesa nel mondo...

Frase e immagine non mi convincono.

 

Cita

...quelli che ancora ne possedevano non si facevano scrupoli a regalartene...

La frase non scorre

 

Comunque, bravo e complimenti.

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@Eudes Un racconto inaspettato e fuori del comune. Da perfezionare e poi citabile. Io toglierei la lista degli ingredienti iniziale e la frase che la precede. Ti spiego: nel leggerla ero stata tentata di abbandonare la lettura. Mi pareva una di quelle ricette che ripetono i nonni, un po' melensa e sdolcinata. Invece il tuo racconto è molto raffinato. Va solo un po' ripulito, per esempio seguendo i consigli di Bandit. Non mi piace il finale. La strega non è una pessima cuoca. Sono gli assaggiatori che non hanno il palato fine. Oppure potresti farla evaporare in un momento di distrazione della cuoca, che nel rispondere ad un messaggio su what s app e poi ad un altro e ad un altro ancora non si è accorta che il tempo passava e la zuppa se ne andava...per aria!  

 

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Ciao, @Cristina: nella versione originale non c'era nessuna lista, l'ho aggiunta per rispettare la boa inserita nel contest, anche se non vi ho partecipato. In fondo non mi dispiace come aggiunta, anche se ti do ragione sul fatto che l'ho resa troppo "ricetta della nonna". Probabilmente è doverosa qualche modifica.

 

@Bandit: avevo postato il racconto anche per capire se, in qualche modo, era perfezionabile. Un racconto che gioca con le metafore quelle da perfezionare, appunto, sono le metafore. Banale, eppure non ci avevo pensato.

 

Grazie a entrambi per lettura e commento.

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Ciao! Mi sembrava di averlo letto, ma potrei sbagliarmi. Mi era piaciuto allora, e l'ho trovato migliorato. Peccato tu non abbia pubblicato! Il vero tuo problema è che scrivi troppo poco. Non ricordo qualcosa di tuo che non mi sia piaciuto. Poco da dire, azzeccate le metafore e non mi dispiace affatto che ci sia la lista all'inizio. Potresti rimettere mano al finale creandolo più metaforico. La frase del mondo (scusa se non cito, ma sono da cellulare) l'ho trovata strana. Avresti potuto scrivere che esce nel bosco e magari una piccola descrizione di una foresta magica. In ognuno caso spero di rileggerti presto!

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Sí, è possibile tu l'abbia letto, è nella raccolta di racconti brevi pubblicata altrove. 

 

Ho aggiunto poche varianti, giusto per rispettare la boa. 

È vero, non scrivo molto. E credo sia uno dei principali motivi per cui miglioro poco. In fondo, l'esercizio conta.

 

Grazie per averlo riletto. E anche per i suggerimenti.

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ciao @Eudes

 

On 4/9/2017 at 00:58, Eudes ha detto:

Era un po' insipido, ma quello non era un grande problema, bastava aggiungere un po' di sale.

ovvio. Così ovvio da essere superfluo. Potresti mettere una considerazione, del tipo Era un po' insipido, ma quello non era un grande problema, aggiungere un po' di sale si fa sempre a tempo o qualcosa del genere

 

On 4/9/2017 at 00:58, Eudes ha detto:

Era con gli altri ingredienti che era scettica.

Ma era scettica con... oppure Erano gli altri ingredienti a metterle dubbi 

 

On 4/9/2017 at 00:58, Eudes ha detto:

preferendo la diffidenza, un pesticida dall'odore sgradevole che però teneva lontane le fregature, parassiti temutissimi

la diffidenza come pesticida è una immagine azzeccatissima 

 

A me piace così com'è. Ciao e a presto.

 

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Ospite Rica

@Eudes ciao. 

Per me è forse la prima volta che ti leggo. Piacere. ;) 

L'idea che hai avuto mi è piaciuta molto, la scelta degli ingredienti è molto ben azzeccata e evocativa di quanto tu voglia dire. 

Credo che lavorare di più sulle metafore possa aggiungere forza al racconto e donargli immagini che, a mio parere, restano un po' in ombra, quando potrebbero diventare il fulcro centrale del tuo breve ma intenso testo.

 

Preparare la zuppa si stava rivelando più complicato del previsto, notò la strega mentre mentre mescolava i suoi intrugli in ebollizione.Ne assaggiò un cucchiaio. Era un po' insipido, ma quello non era un grande problema, bastava aggiungere un po' di sale.

- Mi chiedo se "insipido ì" non debba riferirsi alla zuppa, e non al cucchiaio. Metterei il femminile: insipida.

 

 

Limerei alcune ripetizioni, come in questo passaggio, per esempio.

Di amore poi ne aveva trovato solo condizionato, quelli che ancora lo coltivavano genuino se lo tenevano ben stretto. Manco il sesso era più quello di una volta. In Italia, in Giappone, in Svezia fino a qualche anno prima se ne trovava in abbondanza e di qualità ma ormai era diventato scadente anche da quelle parti. In compenso di cinismo se ne trovava a pacchi.

- qui, per esempio, cercherei sinonimi per evitare la ripetizione del verbo "trovare"

 

Mi dispiace per il Fuori concorso, magari ci si vede in qualche prossimo MI.

A presto. :) 

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Ciao @Eudes. Il tuo è un raccontino simpatico, forse un po' troppo breve. Meriterebbe di essere sviluppato meglio, potresti ad esempio inserire qualche episodio divertente per mostrare cos'è accaduta alla strega mentre faceva la spesa sulla Terra.

 

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Grazie a tutti per consigli e suggerimenti. Cavolo, non sono riuscito ad evitare ripetizioni persino in un racconto così breve!

 

@Rica, piacere mio. 

Sono di indole un po' pigra, è raro io partecipi ai MI. E' successo 4 volte in 4 anni. La media di uno all'anno insomma. Però nel 2017 non è ancora avvenuto, chissà che in uno dei prossimi ci si veda davvero.

 

@libero, ci avevo pensato, a farle prendere quel tipo di ingredienti in una sorta di mercato di quartiere, con clienti e fornitori che si lamentavano di non trovare più la qualità dei prodotti di una volta. Dialoghi che avrebbero reso tutto più vivace, ma ne avrebbero anche fatto un racconto diverso. E alla fine ho preferito evitare. In fondo lo avevo già scritto così com'è.

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@Eudes un gioiellino questo racconto. Mi è piaciuto molto... (spazio ;)) mi ha fatto sorridere. Grazie.

(niente da dire. È scritto benissimo)

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