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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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21 ore fa, Sara Casini ha detto:

“settembre 2018” e’ stata al 10 di ottobre ampiamente superata.

Stiamo parlando di solo 10 giorni... che giuridicamente avranno sicuramente valore ma oggigorno tra un ritardo della tipografia, le spedizioni ecc. può essere irrisorio. A meno che tu non sappia che il lavoro di impaginazione ed editing sia in alto mare.

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Ciao a tutti! :)
Ho ricevuto una proposta di pubblicazione completamente gratuita, ma ci sono alcuni punti che non mi sono ben chiari:

  1. Le royalties sono del 4% su un prezzo di copertina di 18€, anche se il mio libro è di 200 pagine scarse, per cui il prezzo proposto è decisamente troppo alto. Inoltre, viene espressamente scritto che, qualora io chiedessi una percentuale maggiore, "Per ogni punto percentuale di royalty in più il prezzo di copertina aumenta di € 0,50 circa". Impossibile pensare di aumentare un prezzo già troppo elevato.
  2. Alla scadenza del contratto (di due anni), esso verrà rinnovato tacitamente di anno in anno, salvo disdetta di una delle parti. Quello che non capisco è perché si dica che "Anche dopo la scadenza del termine previsto per la cessione dei diritti di utilizzazione dell’Opera e/o nei casi di rescissione anticipata del presente contratto e/o di estinzione dell’edizione, l’Editore ha facoltà di porre in commercio, anche sottoprezzo, e/o di cedere gratuitamente le copie eventualmente giacenti per il periodo di anni 2 (due)."
  3. Per quanto riguarda la cessione dei diritti a terzi (traduzioni, riduzioni cinematografiche, ecc.), la percentuale è divisa in 30% a me e 70% all’editore; ho sempre sentito dire che dovrebbero essere 50-50.
  4. Un’altra cosa che mi lascia perplessa è: "I ricavi da eventuali premi letterari, artistici o scientifici ai quali l’Opera partecipa saranno ripartiti a metà fra Autore ed Editore". Magari sono io che non ci capisco nulla, però non avevo mai sentito di questa ripartizione.
  5. Nel contratto si fa anche riferimento di obbligo di presentazione entro i primi tre mesi dalla pubblicazione dell’opera: è chiaro che io voglia fare presentazioni e anche più di una, e 90 giorni non sono pochi, ma se per qualche motivo queste venissero fatte dopo il periodo richiesto?

Ammetto di non essere una grande esperta in materia, però questi e altre diciture non mi convincono molto a firmare...
Grazie a tutti per l'aiuto! :)

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Ciao @Lorely, provo a rispondere con ordine:

 

1. 4% è ormai una percentuale bassina rispetto agli standard, così come la possibilità di negoziazione legata all'innalzamento del prezzo è poco consona. 

2. Questo punto è standard, il contratto di edizione prevede che l'editore abbia il diritto di rivendere i libri rimasti in deposito fino a 2 anni dalla cessazione del rapporto. 

3. La percentuale standard per i diritti connessi è del 50%, il solo 30% all'autore è in effetti scarso. 

4. Eventuali somme in denaro, o altra tipologia di premi derivanti da concorsi, spettano di solito al solo autore.

5. È di certo nell'interesse dell'autore prender parte o realizzare presentazioni, ma non è affatto un obbligo. Al contrario, è l'editore ad avere l'obbligo della promozione. Cosa è scritto sul tuo contratto rispetto alla mancata realizzazione delle presentazioni nei tre mesi? È prevista qualche penale?

In ogni caso, secondo la LdA, sull'autore non grava alcun obbligo di questo genere. 

In conclusione, se hai delle perplessità circa la firma di questo contratto, credo tu faccia molto bene ad averne. 

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Ciao, @ElleryQ, ti ringrazio moltissimo! :)

Sul contratto non ho trovato penali precise a riguardo, anche se una cosa che ho trovato strana legata ai pagamenti è che, qualora io acquistassi delle copie per me stessa, ma il contratto non andasse a buon fine, anche per scelta dell’editore (che – stando a quanto scritto – può decidere di annullarlo entro dieci giorni dalla mia firma :hm:), mi verrebbe rimborsato solo l’85% della somma versata per le copie da me richieste. O_-

 

In ogni caso farò presente all’editore le mie perplessità, ma eviterò sicuramente di firmare se le cose restano così.

 

Grazie ancora! :)

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Credo tu faccia bene a non firmare, @Lorely

Non mi è chiaro, inoltre, il motivo per cui dovresti avere un rimborso solo parziale. E poi, il fatto che il contratto possa "non andare a buon fine" è cioè che il libro possa non essere prodotto, vuol dire che tu dovresti acquistare le eventuali copie sulla fiducia prima che vadano in stampa? :grat:

Ciò non ha neanche gran senso e a maggior ragione dovresti avere un rimborso totale, a meno che la cessazione del contratto non sia imputabile a te; solo questo sarebbe un motivo plausibile. 

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Proprio così, @ElleryQ.

È quello che ho pensato anch’io: se la colpa è mia, mi può star bene che l’editore trattenga una percentuale; in caso contrario, non ne capisco proprio il senso.

 

Grazie ancora per la risposta! :)

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Ciao a tutti,

mi è arrivata una proposta di pubblicazione. L'ho confrontata con l'utile "Contratto Fac Simile" trovato nell'apposita sezione del forum e c'è qualcosa che non mi quadra.

Ecco i punti del contratto su cui vorrei i vostri pareri (chiedo scusa per eventuali domande un po' "stupide", ma non ne so nulla degli aspetti legali). 

  • Corrispettivo e sua determinazione. Quale compenso per la cessione dei diritti di pubblicazione in volume l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina, al netto dell’IVA, delle copie effettivamente vendute nelle librerie anche on-line: 9% (nove per cento) fino a 3.000 (tremila) copie; 10% (dieci per cento) sulle copie da 3.001 (tremilauno) a 5.000 (cinquemila); 11% (undici per cento) sulle copie da 5.001 (cinquemilauno) 10.000 (diecimila). 12% (dodici per cento) oltre le 10.000 copie (diecimila).

Semplicemente volevo sapere: è prassi comune proporre simili compensi? E con "simili" non intendo che siano negativi o positivi, perché proprio non ho idea di quanto debba percepire un autore esordiente. 

 

  • A pubblicazione avvenuta, superate le 200 copie vendute in libreria o negli store on-line, l’Autore riceverà gratuitamente dall’Editore n. 5  copie della prima edizione dell’Opera e n. 3 copia delle edizioni successive.

Generalmente una copia all'autore non spetta gratuitamente subito?

 

  •  L’opera verrà messa in vendita nei canali On-line e affidata a Messaggerie Libri per la distribuzione nelle librerie sul territorio nazionale.

Tutto "normale" o bisognerebbe essere più "precisi"?

 

  • Correzione delle bozze e modificazioni. L’Autore, ove richiesto, si impegna a correggere le bozze con chiarezza e a restituirle entro giorni 3 (tre) dal ricevimento. L’Autore ha diritto, a sua richiesta, a una seconda revisione delle bozze che dovrà restituire con il “Visto si stampi” entro giorni 3 (tre) dal ricevimento. Se l’Autore ometterà di restituire le bozze entro i termini sopra indicati, l’Editore potrà pubblicare l’Opera nelle condizioni in cui è stata presentata dall’Autore, dovendosi intendere, in tal caso, che ogni consegna da parte dell’Autore equivale al “Visto si stampi” e, dunque, si potranno ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore.

Io devo fare la revisione (mi hanno dato i mezzi per farlo e magari avrete capito adesso di quale CE parlo), ciò non mi piace tanto perché non so se sarò in grado di farla adeguatamente. E poi non capisco una cosa: io devo fare la revisione, ma in caso di consegna tardiva  "si potranno ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore" va bene quella che fanno loro? E allora perché non la fanno direttamente loro? :D

 

Altra cosa importante: nel contratto non viene scritto il numero minimo di copie che verranno stampate. Ciò non è normale o sbaglio? Nel contratto "Fac-simile" visto nel forum c'era la parte relativa al numero di copie, quindi immagino che non sia "giusta" questa mancanza. 

 

Al momento sono questi i dubbi che ho, sicuramente chiederò delucidazioni anche alla Casa Editrice.

Per adesso penso di non firmare. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

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Mi sorprende il poco tempo che ti viene lasciato per rivedere le bozze. Tre giorni sono pochissimo.

A me è capitato di farlo, comunque: mi erano state inviate le bozze editate, e così ho corretto un paio di errori dell'editor. :D

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11 ore fa, Nonsmetteredicorrere ha detto:
  • Corrispettivo e sua determinazione. Quale compenso per la cessione dei diritti di pubblicazione in volume l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina, al netto dell’IVA, delle copie effettivamente vendute nelle librerie anche on-line: 9% (nove per cento) fino a 3.000 (tremila) copie; 10% (dieci per cento) sulle copie da 3.001 (tremilauno) a 5.000 (cinquemila); 11% (undici per cento) sulle copie da 5.001 (cinquemilauno) 10.000 (diecimila). 12% (dodici per cento) oltre le 10.000 copie (diecimila).

Semplicemente volevo sapere: è prassi comune proporre simili compensi? E con "simili" non intendo che siano negativi o positivi, perché proprio non ho idea di quanto debba percepire un autore esordiente. 

 

Ciao @Nonsmetteredicorrere , sì è prassi comune proporre simili percentuali per le royalties. Se hai effettivamente confrontato il tuo contratto preliminare con il nostro fac-simile, infatti, avrai notato che le percentuali per gli esordienti si attestano intorno al 7-10%, per cui 9 è una buona cifra, anche in considerazione del fatto che aumenta in base al numero di copie vendute (come in effetti dovrebbe essere).

 

11 ore fa, Nonsmetteredicorrere ha detto:
  • A pubblicazione avvenuta, superate le 200 copie vendute in libreria o negli store on-line, l’Autore riceverà gratuitamente dall’Editore n. 5  copie della prima edizione dell’Opera e n. 3 copia delle edizioni successive.

Generalmente una copia all'autore non spetta gratuitamente subito?

 

Sì, esatto, le copie all'autore spetterebbero subito.

Una, in realtà, sarebbe anche troppo poco, di solito all'autore ne spettano una decina per la prima edizione, 5 per le successive. La prassi più diffusa è comunque tra le 5 e le 10 copie a edizione.

 

11 ore fa, Nonsmetteredicorrere ha detto:
  •  L’opera verrà messa in vendita nei canali On-line e affidata a Messaggerie Libri per la distribuzione nelle librerie sul territorio nazionale.

Tutto "normale" o bisognerebbe essere più "precisi"?

 

Questa formula mi sembra abbastanza standard.

 

11 ore fa, Nonsmetteredicorrere ha detto:
  • Correzione delle bozze e modificazioni. L’Autore, ove richiesto, si impegna a correggere le bozze con chiarezza e a restituirle entro giorni 3 (tre) dal ricevimento. L’Autore ha diritto, a sua richiesta, a una seconda revisione delle bozze che dovrà restituire con il “Visto si stampi” entro giorni 3 (tre) dal ricevimento. Se l’Autore ometterà di restituire le bozze entro i termini sopra indicati, l’Editore potrà pubblicare l’Opera nelle condizioni in cui è stata presentata dall’Autore, dovendosi intendere, in tal caso, che ogni consegna da parte dell’Autore equivale al “Visto si stampi” e, dunque, si potranno ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore.

Io devo fare la revisione (mi hanno dato i mezzi per farlo e magari avrete capito adesso di quale CE parlo), ciò non mi piace tanto perché non so se sarò in grado di farla adeguatamente. E poi non capisco una cosa: io devo fare la revisione, ma in caso di consegna tardiva  "si potranno ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore" va bene quella che fanno loro? E allora perché non la fanno direttamente loro? :D

 

Da come è scritto, io interpreto in questo modo: loro effettuano una prima revisione, segnalandoti le parti in cui intervenire e da correggere in autonomia (anche se tre giorni sono davvero pochi). Tu hai poi facoltà di richiedere una seconda revisione, che una volta effettuata dall'editore dovrai ricontrollare e approvare entro 3 giorni dalla consegna (con il visto "si stampi"); diversamente varranno le modifiche direttamente apportate dall'editore nel secodo caso, mentre nel primo il testo verrà pubblicato come consegnato in origine dall'autore (cioè senza correzioni o con una correzione di bozze blanda effettuata dall'editore).

Ti conviene, però, chiedere maggiori dettagli al riaguardo e farti spiegare bene cosa intendano.

 

11 ore fa, Nonsmetteredicorrere ha detto:

Altra cosa importante: nel contratto non viene scritto il numero minimo di copie che verranno stampate. Ciò non è normale o sbaglio? Nel contratto "Fac-simile" visto nel forum c'era la parte relativa al numero di copie, quindi immagino che non sia "giusta" questa mancanza. 

 

Esatto! La mancanza del numero minimo di copie rende nullo il contratto (com'è scritto anche nei commenti sotto spoiler del nostro fac-simile).

 

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Grazie ad entrambi per la risposta. Sulla correzione bozze l'errore è mio che dovevo copiare pure un altro punto del contratto. In pratica ho 10 giorni di tempo dopo la firma per fare la prima correzione delle bozze. 

In pratica i 3 giorni di tempo si hanno dopo la prima revisione. 

Ho chiesto ulteriori chiarimenti e mi è stato risposto che il testo verrà comunque revisionato dalla Casa Editrice e che, in caso di bisogno, mi verrebbe affiancato gratuitamente un tutor. 

 

Sulla mancanza del dato relativo al numero delle copie mi è stato risposto che la tiratura è possibile solo se ci sono delle certificazioni di vendita. Leggendo le opinioni che ho visto qui sul forum, inerenti a questa Casa Editrice, ho avuto la conferma che si tratta di "Print on demand" in pratica.   

 

Ho chiesto spiegazioni pure su un altro punto del contratto in cui si afferma che io mi dovrei impegnare, su richiesta della Casa Editrice, ad agire e ad essere disponibile nella promozione dell’Opera. Sinceramente ho chiesto se ci fosse per me un obbligo per favorire eventuali promozioni (ho letto che alcune aziende fanno comprare i libri per le promozioni, ecc.) ma mi è stato risposto che non ho obblighi. 

Quindi, in pratica significa che mi devo dare una mossa io per promuovere l'opera?

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Il 5/7/2017 alle 12:17, konradin ha detto:

Diritto di prelazione per opere successive

Io questa dicitura in tutti i contratti l'ho fatta togliere. Concordo con chi ha scritto che più di cinque anni per la durata di un contratto sono troppi. Penso che due anni, eventualmente rinnovabili, siano sufficienti per vedere se un libro funziona e anche per capire se ti trovi bene con quell'editore. Se le cose funzionano, se mantiene gli impegni presi (non sempre lo fanno), si fa un nuovo contratto. E' vero che i piccoli chiedono contratti più lunghi perché altrimenti non riuscirebbero a vendere. Questa è una cosa che ha dei risvolti positivi per chi non fa narrativa proprio commerciale, perché mentre con una casa editrice grande ti bruci tutto nei primi sei mesi e, se non va, finisci al macero, con una piccola un libro può crescere un po' alla volta nel tempo e arrivare nelle mani giuste. Però è anche vero che nella vita di uno scrittore giovane può cambiare tutto nell'arco di cinque anni, quindi meglio non legarsi. Altra cosa che non firmerei è l'obbligo da parte dell'autore di organizzare le presentazioni. E' un modo per fargli vendere il libro nella sua cerchia e a mio avviso un sintomo che l'editore non non è in grado di fare nulla per promuovere il libro. Conosco alcuni scrittori caduti in questa trappola. Ci si può impegnare a presentazioni organizzate da loro, ma chiarite in quali sedi e a spese di chi, perché il mondo è grande :D:)

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Il 11/10/2018 alle 11:51, ElleryQ ha detto:

Sì, la risoluzione del contratto (la rescissione è prevista per "anomalie" all'atto della stipula, come la minaccia di uno dei contraenti o le condizioni inique) è contemplata sia se è presente una clausola risolutiva espressa a regolarla, ma anche di diritto, come nel tuo caso specifico. Quando, infatti, l'adempimento è previsto entro una determinata data e tale data viene meno senza che la prestazione sia stata effettuata, la risoluzione del contratto può avvenire ex art. 1457 c.c.

L'editore, in conclusione, è sì inadempiente, ma non è affatto passibile di denuncia, basta risolvere il contratto.

A me è capitato invece di tardare di molto nella consegna dell'opera definitiva, anche di mesi, rispetto alla data inclusa nel contratto. Però quei libri sono stati poi pubblicati e distribuiti regolarmente. Quindi sarei io a non aver rispettato i termini. Posso avere problemi? Di che tipo? Oppure il silenzio da entrambe le parti implica un tacito accordo ulteriore? 

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@Caty , per favore la prossima volta accorpa tutte le citazioni in un unico post, per evitare di allungare in eccesso la discussione. ;)

 

43 minuti fa, Caty ha detto:

Però quei libri sono stati poi pubblicati e distribuiti regolarmente.

 

In tal caso non vi è indadempimento, di contro l'editore avrebbe chiesto la risoluzione del contratto prima, senza quindi procedere alla pubblicazione. Puoi stare tranquilla.

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47 minuti fa, ElleryQ ha detto:

@Caty , per favore la prossima volta accorpa tutte le citazioni in un unico post, per evitare di allungare in eccesso la discussione. ;)

 

 

In tal caso non vi è indadempimento, di contro l'editore avrebbe chiesto la risoluzione del contratto prima, senza quindi procedere alla pubblicazione. Puoi stare tranquilla.

Grazie della risposta. Scusa per le citazioni in post diversi, non so come si fa ad accorparle.

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Non è possibile modificare i post successivamente. Quando ne formuli uno, cerca semplicemente di riunire assieme tutte le citazioni e le risposte che vuoi dare. ;)

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Nel contratto che firmai nel 2005 non era scritto il numero di copie (oltre a molti altri passaggi che lo fanno ritenere non valido). Pare fossero 1.000, me lo disse la editor, e mesi dopo IBS mi disse che erano ufficialmente esaurite perchè ne aveva chieste altre all'editore e gli era stato risposto in quel modo. Scrissi tramite avvocato ma le raccomandate tornavano inesitate.

Nel frattempo la CE, da circa 10 anni, non esiste più, credo a causa di fallimento ma la Camera di Commercio non risponde alle mie email PEC per confermarmelo.

Cosa posso fare per essere certo di poter pubblicare con altro editore lo stesso romanzo?

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12 minuti fa, Alessandro66 ha detto:

Nel frattempo la CE, da circa 10 anni, non esiste più, credo a causa di fallimento ma la Camera di Commercio non risponde alle mie email PEC per confermarmelo.

Cosa posso fare per essere certo di poter pubblicare con altro editore lo stesso romanzo?

 

Hai provato con la semplice visura camerale on-line?

http://www.registroimprese.it/visura-camerale-e-certificato

Se la CE è fallita i diritti sono ritornati a te, ma di fatto, essendo nullo il contratto per la mancanza del numero di copie, non avresti comunque problemi.

Altra possibilità è che i termini siano scaduti. Per quanto ti vincolava il contratto?

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Il 30/11/2018 alle 08:56, ElleryQ ha detto:

 

Hai provato con la semplice visura camerale on-line?

http://www.registroimprese.it/visura-camerale-e-certificato

Se la CE è fallita i diritti sono ritornati a te, ma di fatto, essendo nullo il contratto per la mancanza del numero di copie, non avresti comunque problemi.

Altra possibilità è che i termini siano scaduti. Per quanto ti vincolava il contratto?

 

Ho guardato e non risulta presente... vuol dire che non esiste più?

Non c'è un modo per capire che fine ha fatto (fallimento o altro)?

Grazie

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27 minuti fa, Alessandro66 ha detto:

20 anni... purtroppo era il primo che vedevo :(

 

Ok, ma la mancanza del numero di copie della prima tiratura rende già nullo di per sé il contratto, per cui non avresti problemi a prescindere.

 

19 minuti fa, Alessandro66 ha detto:

Ho guardato e non risulta presente... vuol dire che non esiste più?

 

Non necessariamente, potrebbe essere registrata con un diverso nome sociale. Se ne conosci la partita iva, però, è un parametro di ricerca inequivocabile.

 

19 minuti fa, Alessandro66 ha detto:

Non c'è un modo per capire che fine ha fatto (fallimento o altro)?

 

In caso di fallimento hai due modi per accertarlo: 1. recarti nella cancelleria fallimentare del tribunale, dove i registri che raccolgono anno per anno gli estratti delle sentenze di fallimento sono liberamente consultabili da chiunque. Il tribunale sarà quello del luogo nel cui circondario ha sede la società fallita (di solito la provincia).

2. Consultare on-line il "portalecreditori.it", indicando la partita Iva della società su cui vuoi eseguire la ricerca. Non è richiesta alcuna registrazione né è previsto alcun costo.

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