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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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39 minuti fa, Axolotl ha detto:

un mio conoscente invece ha vissuto proprio l'esperienza che racconto (CE famosa, anticipo che sostituisce le royalties). Per dire che succede, e che io preferisco quest'altra soluzione. 

 

Allora in questo caso non si chiama "anticipo", perché tecnicamente non può esserlo: un anticipo è un pagamento preventivo sulla fiducia, che poi andrà ad aumentare successivamente coprendo la parte restante (delle royalties in questo caso), al verificarsi di determinate condizioni (vendita superiore all'anticipo).

Quello che ha ricevuto il tuo conoscente è molto probabilmente un pagamento forfaitario in sostituzione delle royalties. Cosa che personalmente valuterei bene, perché il libro potrebbe sì vendere il giusto, per cui quel forfait sarebbe adeguato, di contro potrebbe anche vendere molto di più, per cui l'autore finirebbe col mangiarsi le mani. Non sempre "pochi, maledetti e subito" è la scelta giusta. ;)

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Grazie per l'appunto, Ellery. Hai incontestabilmente ragione; ho usato un termine sbagliato. Il mio intervento, comunque, puntava ad affermare ciò che hai confermato tu: parlando di contatti "discutibili" proposti da CE non proprio sconosciute, a mio avviso per l'autore è più conveniente la formula che mi hanno proposto piuttosto che quella che hai ben spiegato tu (ma specifico che l'ho tirata fuori solo per parlare in generale di contratti editoriali; non c'entra nulla con quello che ho ricevuto io).  

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Viste le tante reazioni di pollice verso e sgomento, aggiungo una nota. La stessa settimana in cui ho ricevuto la proposta di contratto di cui ho discusso qui, ne ho ricevuta un'altra da una piccola CE (micro editoria ma di qualità. Anche qui, CE che conoscevo e stimavo - non è un caso, ho contattato solo realtà di questo tipo, e non è un caso neanche che abbia ricevuto due proposte nello stesso periodo. Lo aggiungo perché se no sembra una storia sospetta, ma non mi dilungo per non finire OT).

 

La proposta della piccola CE, vista nel dettaglio, era forse più "etica" nei confronti dell'autore. Ma, considerato tutto quel che mi sono sforzato di riassumere sopra, io non ho dubbi sul fatto che quella della CE media fosse più conveniente. Non c'era proprio paragone, né a livello di possibili guadagni né a livello di possibilità di diffusione. 

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Non è strano che una CE spenda tempo per l'editing e l'impaginazione e poi molli tutto quando tu gli dici che non accetti la clausola di zero royalty?

 

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50 minuti fa, Ofu Ufo ha detto:

500.

Quindi sulla prima tiratura non ricaverai un solo centesimo. E dato che la maggior parte dei romanzi degli esordienti non arriva alla seconda...

35 minuti fa, Ofu Ufo ha detto:

Non è strano che una CE spenda tempo per l'editing e l'impaginazione e poi molli tutto quando tu gli dici che non accetti la clausola di zero royalty?

Certo, anche perché senza un contratto firmato non hai vincoli. Potresti rivolgerti a un'altra CE incorporando i suggerimenti dati dall'editor e a meno di modifiche sostanziali (e forse anche in quel caso) non potrebbero impedirtelo.

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Nel caso della mia CE si tratta di almeno il doppio, come prima tiratura. E' uno dei motivi per i quali mi sembrava conveniente accettare. 

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Nel tuo caso forse fai bene a ripensarci (non solo per le royalties a zero, ma anche per la repentina marcia indietro). E continua a sembrarmi strano che il contratto non ti sia stato spedito prima di fare qualunque altra cosa. 

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34 minuti fa, Axolotl ha detto:

Nel caso della mia CE si tratta di almeno il doppio, come prima tiratura. E' uno dei motivi per i quali mi sembrava conveniente accettare. 

Lungi da me criticare la tua scelta, ma di conveniente ci vedrei ben poco anche se la prima tiratura fosse pari a tremila copie. Come già espresso da Niko in precedenza:

Il 13/6/2018 alle 17:53, Niko ha detto:

Royalty a partire dalla 501 copia venduta equivale (nella pratica) a pubblicare a pagamento, perché non riceverai nemmeno 1 euro fino alla vendita di 500 copie, che è già di per sé un grosso traguardo quando parliamo di piccola editoria, che potresti non raggiungere nemmeno. 

Per riuscire a piazzare un grande numero di copie dovresti soddisfare almeno tre requisiti: un grande talento, un'ottima casa editrice (nelle sue varie funzioni) e tanta, tantissima fortuna. Le probabilità sono a tuo sfavore (come per qualunque altro esordiente alla sua prima pubblicazione), e viceversa è molto probabile che non ne ricaverai nulla.

Non te lo dico per scoraggiarti, ma per farti capire che in quanto autore meriti di essere ripagato per il tuo lavoro. :) 

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51 minuti fa, Axolotl ha detto:

Nel caso della mia CE si tratta di almeno il doppio, come prima tiratura. E' uno dei motivi per i quali mi sembrava conveniente accettare.

Non è automatico che tirando mille si venda mille... come non è detto che una piccola ce stampandone 200 per volta non arrivi a mille. Poi ognuno fa le sue scelte... lascia solo perplesso che frequentando questo forum poi si accettino certe clausole, cercando anche di giustificare la cosa... Oggigiorno 500 copie di venduto sono tante anche per una media ce, ovviamente ti auguro di superarle, ma per rispetto per gli altri, per non indurre in tentazione, è più corretto dire: "mi piaceva la ce, soddisfaceva il mio ego a prescindere dal guadagno, ho voluto scommetterci sopra".

Modificato da Spartaco per Tempesta Ed.
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Sono adulto da parecchio tempo, nonché abituato alle dinamiche del web: di giustificare le mie scelte mi importa poco :)

 

E' vero che "Non è automatico che tirando mille si venda mille... come non è detto che una piccola ce stampandone 200 per volta non arrivi a mille": di automatico in questo campo non c'è nulla. Ma visto che si parla di possibilità, beh, se la piccola CE raramente è andata oltre la vendita di 200 copie e la media invece si pone le mille come punto di partenza cui è piuttosto sicura di arrivare, io appago volentieri il mio ego smisurato :sorrisoidiota:. Mi pare che ci teniate tanto, su questo punto dell'ego. Ebbene sì. Preferisco avere 1000 lettori più o meno sicuri che 200 "nella migliore delle ipotesi". E per quanto mi riguarda, le royalties su 500 copie sono un prezzo adeguato al mio lavoro. Poi tutto può essere, incluso che il mio romanzo diventi il flop dell'anno della CE e venda molto al di sotto di quella che è la media per le loro uscite. Ma è un rischio che corro volentieri, e la statistica un dato di cui tenere conto. 

 

 

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29 minuti fa, Axolotl ha detto:

Preferisco avere 1000 lettori più o meno sicuri che 200 "nella migliore delle ipotesi".

Credo che i punti di vista opposti che caratterizzano questa parte specifica della discussione che riguarda il tuo contratto si focalizzino essenzialmente su questo punto.

Credo anche che ognuno abbia - dal suo punto di vista - pienamente ragione.
Il "succo" del discorso è: per quanto è dato saperne difficilmente una CE riesce a viaggiare su una media di venduto  pari a "1000 copie più o meno sicure" a uscita. A meno che sia una CE di fascia medio alta o alta. Siccome le CE di fascia medio alta o alta hanno uno standard contrattuale che prevede anticipi - e non formule con pagamento dalla copia X in poi - è normale per gli utenti del forum presumere che la CE di cui parli si collochi in una fascia diversa. E siccome si colloca in una fascia diversa, non dovrebbe avere quei numeri sul "venduto", e quindi tu non vedrai mai un euro di diritti.

Sono tutti "condizionali", naturalmente... si parla per parlare in modo generico (e non potrebbe essere altrimenti senza sapere i dati).

Il tuo punto di vista è invece: io so che viaggiano su quei numeri, quindi ho la ragionevole certezza che venderò oltre le 500 copie, non ne faccio una questione di soldi per una manciata di copie in più o in meno sulle quali mi pagano i diritti, io voglio raggiungere comunque più lettori possibili. Punto di vista che, se tutto fosse come hai detto, tenderei a condividere in pieno.

Insomma: presupponendo determinati dati di partenza come "veritieri", ognuno ha le sue ragioni, molto solide.

Il punto è capire se quei dati sono veritieri o no, cosa che qui non possiamo appurare per ovvie ragioni, non conoscendo il nome della CE e non sapendo i suoi dati di vendita per singola uscita (che non sapremmo neanche conoscendone il nome).

Personalmente non esprimo quindi alcun giudizio, limitandomi a constatare come - se i dati in tuo possesso fossero veritieri e in effetti questa CE riuscisse a viaggiare su un venduto pari a circa 1000 copie a uscita per ogni uscita - ci troveremmo di fronte a un qualcosa che io definirei "anomalo", ovvero una CE con numeri importanti che propone contratti molto vantaggiosi per la CE e non per gli autori (perché essere pagati dalla copia X in poi non è sicuramente "normale" per un autore di una CE importante).

In questo caso troverei la cosa preoccupante per il futuro, se questa diventasse una pratica più o meno comune anche per le CE di un certo livello.

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Bango Skank, finalmente mi pare che sia stato centrato il nocciolo della questione. Nel corso di questo confronto avevo formulato lo stesso pensiero, ma non sarei riuscito a esprimerlo così bene.

 

Non voglio continuare sul sentiero del sentito dire, ma - come accennavo prima - mi è capitato di sentire di contratti anche peggiori, da CE incluse tra le big o quasi.

D'altronde ci sono prestigiose CE che non pagano i traduttori (e la qualità della traduzione dei libri stranieri è decaduta presso molti editori, negli ultimi anni), altre che risparmiano sugli editor (anche questo, si vede). Secondo me è inevitabile che la situazione generale del mercato finisca per riflettersi anche sui contratti proposti agli autori.

Il lato positivo è che, se la CE con cui pubblicherò ha scelto questa tipologia di contratto per mantenere un certo volume di vendite e un buon livello qualitativo senza finire in passivo, per me si tratta di un compromesso accettabile. C'è di peggio (non so, pubblicare Paulo Coelho, come fa La Nave di Teseo :asd:? Quello forse è peggio. Scherzi a parte, mi pare peggio far rinunciare completamente ai diritti, o assumere editori privi di esperienza con contratti ridicoli, o un'infinità di altre turpitudini). 

 

Per quanto riguarda le cifre: su questo puoi avere solo la mia "garanzia", di certo inficiata dal mio ego. Posso assicurarti che io sono uno che controlla i dati. 

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(cioè, non posso controllare i numeri precisi, come hai sottolineato tu. Purtroppo quella delle copie vendute è una scienza quasi alchemica. Ma posso controllare se i loro libri arrivano effettivamente "da soli" in libreria, quanti premi importanti hanno vinto come CE, quante recensioni ricevono le loro uscite, e un sacco di altre cose che sicuramente conosci anche tu e che possono aiutare a farsi un'idea precisa del volume delle loro vendite). 

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Il 1/7/2018 alle 09:06, Axolotl ha detto:

Dici a me?

 

 

 

No, alla fine ho accettato con le clausole. Tenuto conto dell'insieme (tiratura e tutto il resto) a mio avviso mi conveniva comunque.

 

fare un tentativo di negoziare vale sempre la pena, alla peggio vi dicono di no ,a se invece portaste a casa qualche concessione?  In ogni caso una clausola che non accetterei MAI, fra le tre menzionate, è il pagamento alla 501 esima copia (ma neanche alla 11, è una questione di principio, prima ancora che del fatto che nella maggior parte dei casi equivale a non vedere una lira di royalty mai).

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Attenzione anche ai pagamenti forfettari che avete menzionato, potreste credere di aver firmato un contratto di edizione quando invece si tratta di altro tipo di contratto.

Le prestigiose CE che non pagano i traduttori vanno portate in giudizio (e la maggior parte della volte non si arriva neanche davanti al giudice, basta un po' di mestiere) e lo stesso dicasi per qualsiasi Ce piccola o grande che non paghi qualsiasi cosa si è impegnata a pagare. Bisogna rompere il cerchio e, finora, posso dire di non aver mai visto una CE che non capitolasse se il creditore mostra di far sul serio; quello su cui contano è che il creditore lasci perdere.

Le recensioni spostano pochissimo e solo se fatte su testate molto importanti e di solito cartacee. I premi spostano meno di zero e non fanno CV, tranne quelli di categoria pugilistica superiore tipo  lo Strega, il Bancarellino, l'Andersen...

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Tempo fa avevo scritto a proposito della mia intenzione di autopubblicare dei testi, avendo firmato un contratto con un editore con clausola di prelazione.

 

Mi era stato consigliato di chiedere una liberatoria generale dalla clausola (per non doverla chiedere ogni volta che voglio autopubblicare un piccolo testo).

 

L'ho chiesto all'editore come cortesia e per comodità, anche a lui non interessa ora pubblicare un mio nuovo libro.

 

La risposta è stata che non accettano modifiche al contratto e di semplicemente considerare nulla la proposta.

 

Ora, se io facessi così, autopubblicassi un testo e questo vendesse, loro potrebbero sempre impugnare la clausola (visto che ho solo una mail generica firmata “la redazione”)? Come devo comportarmi?

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1 ora fa, konradin ha detto:

Ora, se io facessi così, autopubblicassi un testo e questo vendesse, loro potrebbero sempre impugnare la clausola (visto che ho solo una mail generica firmata “la redazione”)?

 

Con "impugrane la clausola", intendi dire avvalersi della clausola e fatrti pagare una penale non avendo rispettato la prelazione? No, perché pur essendo firmata "La redazione" in maniera generica è pur sempre una comunicazione ufficiale da parte della casa editrice e giunta dall'indirizzo di posta effettivo.

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3 ore fa, ElleryQ ha detto:

Con "impugrane la clausola", intendi dire avvalersi della clausola e fatrti pagare una penale non avendo rispettato la prelazione? No, perché pur essendo firmata "La redazione" in maniera generica è pur sempre una comunicazione ufficiale da parte della casa editrice e giunta dall'indirizzo di posta effettivo.

 

Sì intendo proprio questo, per quanto remota la possibilità, chi lo sa, potrebbero pretendere qualcosa. Sul fatto che sia comunque una comunicazione ufficiale (giunta da uno dei loro indirizzi, non quello sul sito, bensì quello usato con gli autori), ho sempre sentito che valgono solo raccomandate, pec o lettere firmate, ma ammetto di non sapere se sia davvero così. Loro dicono di considerare nulla la proposta, ma io ho parlato di generici racconti o altri testi da autopubblicare o pubblicare con editori tradizionali, senza indicare titoli ecc. Basterebbe allora questa loro risposta sbrigativa per sentirmi libero dalla prelazione? 

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1 ora fa, konradin ha detto:

ho sempre sentito che valgono solo raccomandate, pec o lettere firmate

 

Ormai la mail è considerata prova anche in giudizio. Starebbe a loro dimostrare in maniera inoppugnabile che quello che ti hanno scritto è avvenuto per errore, o è stato inviato da qualcuno che non era titolato a prendere decisioni e comunicare con gli autori. Ma credo che non ci sia nessun interesse da parte dell'editore a far questo, anche se il libro autopubblicato dovesse vendere.

 

1 ora fa, konradin ha detto:

Basterebbe allora questa loro risposta sbrigativa per sentirmi libero dalla prelazione? 

 

Di fatto sì. Sono stati loro a dirti di ritenere nulla la clausola e la relativa proposta, per quanto sbrigativa la risposta è chiara e inequivocabile.

In ogni caso, se vuoi sentirti più sicuro chiedi un parere legale, è sempre meglio. ;)

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Buongiorno, ho tra le mani la bozza contrattuale e vorrei chiarimenti su una clausola che è presente anche nel contratto standard del forum ovvero questa:

23) In caso di scioglimento del presente contratto, per qualsiasi motivo esso avvenga, le cessioni a terzi di diritti secondari conservano piena efficacia.

La mia domanda è la seguente:

Posso chiedere un limite al suo godimento? Per esempio imporre che duri due anni dalla cessazione del contratto e non superi i limiti temporali fissati dal contratto stesso. 

Grazie.

 

 

 

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4 ore fa, Tem ha detto:

Posso chiedere un limite al suo godimento? Per esempio imporre che duri due anni dalla cessazione del contratto e non superi i limiti temporali fissati dal contratto stesso.  

 

Forse non ho capito cosa intendi, ma di fatto non sarebbe necessario, perché la clausola va nel tuo interesse.

 

4 ore fa, Tem ha detto:

23) In caso di scioglimento del presente contratto, per qualsiasi motivo esso avvenga, le cessioni a terzi di diritti secondari conservano piena efficacia.

 

Vuol dire che se il tuo editore ha venduto, per sempio, i diritti per la traduzione e pubblicazione all'estero del tuo libro a una CE straniera, o i diritti di sfruttamento cinematografico, eccetera...  se anche il contratto di edizione venisse risolto per qualsiasi motivo non verrebbe meno il diritto di pubblicare il tuo libro all'estero o di farne un film. In tal caso resterebbero infatti ugualmente validi i diritti dei cessionari e cioè quello dell'editore straniero a pubblicare l'opera e della produzione cinematografica a girare il film (nonché il tuo diritto a percepirne gli utili). Per questo non comprendo perché tu voglia porre dei limiti. A chi, in tal caso?

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Non avevo ben inteso la clausola. I tuoi chiarimenti sono stati esaustivi. Grazie per le delucidazioni @ElleryQ.

Mi invieranno a breve il definitivo e avevo solo questo dubbio in sospeso. La mia pignoleria è la mia dannazione:grat:

  • Divertente 1

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Salve, ho un problema di non trascurabile entità. Sto per pubblicare un libro con un importante editore italiano. Al libro è stato già assegnato un codice ISBN ed è già in preorder sui principali book store (amazon, ibs, feltrinelli... ecc) ma... non ho ancora firmato il contratto perché mi è stato recapitato solo qualche giorno fa. Come se non bastasse l'editore non ha rispettato quanto avevamo pattuito telefonicamente circa 5 mesi fa (es. la % per gli ebook è scesa dal 40% all'8%). Ho urgentemente bisogno di farlo visionare a qualcuno che ha competenze nel campo. Potreste contattarmi in privato? 

Grazie

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1 ora fa, Franagro ha detto:

Potreste contattarmi in privato? 

No, perdona ma siamo un forum pubblico e non un istituto di consulenza: le discussioni devono essere di pubblica utilità e quindi visibili a tutti.  Puoi sempre rivolgerti a  Scrittori in causa.

Gradiremmo anche che tu ti ti presentassi alla comunità in Ingresso.

Grazie.

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2 ore fa, Marcello ha detto:

No, perdona ma siamo un forum pubblico e non un istituto di consulenza: le discussioni devono essere di pubblica utilità e quindi visibili a tutti.  Puoi sempre rivolgerti a  Scrittori in causa.

Gradiremmo anche che tu ti ti presentassi alla comunità in Ingresso.

Grazie.

La ringrazio per la segnalazione. Mi rivolgerò a scrittori in causa. Preferisco non presentarmi nella comunità ingresso appunto perché si tratta di una pubblicazione importante. Preferisco mantenere l'anonimato.  Se vuole può anche eliminare il mio post precedente. 

Saluti

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Non riesco a trovare il nesso tra

 

17 ore fa, Franagro ha detto:

si tratta di una pubblicazione importante.

 

e

 

21 ore fa, Franagro ha detto:

Come se non bastasse l'editore non ha rispettato quanto avevamo pattuito telefonicamente circa 5 mesi fa (es. la % per gli ebook è scesa dal 40% all'8%).

 

:grat:

  • Grazie 1

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Io invece non capisco il nesso tra presentarsi alla comunità del forum e mantenere l'anonimato visto che la maggior parte di noi si è presentata mantenendo l'anonimato.

Se lo si vuole si possono seguire le regole della buona educazione anche firmandosi l'Uomo Ragno.

 

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