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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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Ciao a tutti, approfitto anch’io per una paio di domande.

Potrebbe una piccola CE richiedere all’autore un rimborso sulle spese sostenute (di vario tipo e concordate con lui) per la partecipazione a premi letterari, proponendo in cambio del rimborso una quota del premio eventualmente riscosso?

Inoltre, è giustificabile richiedere all’autore un “patto di non concorrenza”, cioè di non pubblicare un secondo libro con altri editori o in proprio (e nemmeno di collaborare alla sua preparazione), fino a un anno dopo la pubblicazione dell’opera oggetto del contratto?

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18 minuti fa, green ha detto:

Potrebbe una piccola CE richiedere all’autore un rimborso sulle spese sostenute (di vario tipo e concordate con lui) per la partecipazione a premi letterari, proponendo in cambio del rimborso una quota del premio eventualmente riscosso?

Potrebbe? Sì. Dovrebbe? No! Le spese sostenute dalla CE riguardano la CE e non l'autore.

19 minuti fa, green ha detto:

è giustificabile richiedere all’autore un “patto di non concorrenza”, cioè di non pubblicare un secondo libro con altri editori o in proprio (e nemmeno di collaborare alla sua preparazione), fino a un anno dopo la pubblicazione dell’opera oggetto del contratto?

Su questo ci sarebbe da approfondire. Alcuni Editori si riservano il diritto d'opzione, cioè di valutare per primi se pubblicare un nuovo romanzo dello stesso autore. Una sorta di "parziale esclusiva" che ha la stessa validità del contratto. Io consiglio sempre di fare eliminare queste eventuali clausole.

Per quanto riguarda la tua formulazione, mi pare una cosa strana. Certo, se si parla, nella clausola, di non pubblicare romanzi simili nel genere, nella trama e nei contenuti, è del tutto normale.

Attendiamo il parere di @ElleryQ, magari, che è più ferrato al riguardo.

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9 minuti fa, Niko ha detto:

Potrebbe? Sì. Dovrebbe? No! Le spese sostenute dalla CE riguardano la CE e non l'autore.

 

(y)

Nonostante ciò alcune utilizzano questa prassi. Non tanto come rimborso spese sostenute per la partecipazione al premio, ma perché idealmente quel premio è considerato sia dell'autore sia dell'editore che lo ha sostenuto e lanciato. In realtà il premio in sé dovrebbe comunque spettare all'autore, ma non mi pare che la L.d.A. specifichi nulla al rigurado, né è una clausola standard del contratto di edizione.

 

35 minuti fa, green ha detto:

Inoltre, è giustificabile richiedere all’autore un “patto di non concorrenza”, cioè di non pubblicare un secondo libro con altri editori o in proprio (e nemmeno di collaborare alla sua preparazione), fino a un anno dopo la pubblicazione dell’opera oggetto del contratto?

:wah:

 

13 minuti fa, Niko ha detto:

Per quanto riguarda la tua formulazione, mi pare una cosa strana. Certo, se si parla, nella clausola, di non pubblicare romanzi simili nel genere, nella trama e nei contenuti, è del tutto normale.

 

Esatto, la norma è questa. Tuttavia accade anche ciò e una clausola simile l'ho riscontrata in altri contratti. Non è una clausola legale, almeno in Italia; alcuni contratti editoriali stranieri (inglesi per esempio) lo prevedono, ma sono negoziabili. Molti contratti UK standard prevedono infatti l'esclusiva in virtù di una vecchia legge, ormai superata nella prassi.

Lo standard italiano prevede che:

 

Cita

l’Autore ha piena facoltà di pubblicare altri testi con altri editori senza nessun tipo di vincolo, non sussistendo l’esclusività con il presente contratto, ove non citato diversamente. L’Autore ha piena facoltà di trattare temi analoghi, ma di contenuto diverso con altri editori, salvo il patto di non concorrenza con l’Opera del presente contratto.

 

Il patto, cioè, è relativo a quella singola Opera edita, non a tutta la produzione dell'autore, nè alla co-produzione. Specie se i contenuti del nuovo dattiloscritto sono totalmente diversi.

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1 ora fa, ElleryQ ha detto:

Il patto, cioè, è relativo a quella singola Opera edita, non a tutta la produzione dell'autore,

Di solito questa è la norma infatti, poi c'è chi la interpreta molto sui generis.  Il primo editore che si disse disposto a pubblicarmi (censito tra i nostri "free") voleva tutti i diritti su cose  che avessi già scritte e mai pubblicate, e su quelle che avrei scritto nei successivi tre, o forse addirittura cinque, anni.  La mia risposta fu :no: 

1 ora fa, ElleryQ ha detto:

Nonostante ciò alcune utilizzano questa prassi. Non tanto come rimborso spese sostenute per la partecipazione al premio, ma perché idealmente quel premio è considerato sia dell'autore sia dell'editore che lo ha sostenuto e lanciato. In realtà il premio in sé dovrebbe comunque spettare all'autore, ma non mi pare che la L.d.A. specifichi nulla al rigurado, né è una clausola standard del contratto di edizione.

Credo anch'io che dipenda dai singoli rapporti che un autore stabilisce con l'editore.

Con il mio personalmente ho questo tipo d'accordo: se intendo partecipare a un concorso glielo comunico>se lui è d'accordo provvede di persona a spedire le copie richieste e a pagare l e quote e mi addebita la metà delle spese>se vinciamo qualcosa io gli corrispondo la metà del premio.  Se invece non gli interessa partecipare posso farlo io e in quel caso mi accollo spedizioni e spese e mi tengo tutto l'eventuale premio.

In ogni caso il premio è dell'autore: è lui a riceverlo, per la sua opera, e non esiste che l'editore gli dia un "contentino".

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4 ore fa, ElleryQ ha detto:

Il patto, cioè, è relativo a quella singola Opera edita, non a tutta la produzione dell'autore, nè alla co-produzione. Specie se i contenuti del nuovo dattiloscritto sono totalmente diversi.

 

2 ore fa, Marcello ha detto:

Di solito questa è la norma infatti, poi c'è chi la interpreta molto sui generis.

 

Come vengono giudicati i contenuti? Se il romanzo in questione, poniamo, è un noir con protagonista il presidente Jefferson, non potrò pubblicare altri noir oppure non potrò scrivere ancora di quel personaggio? Limitatamente alla durata della clausola, ovvio.

 

2 ore fa, Marcello ha detto:

Con il mio personalmente ho questo tipo d'accordo: se intendo partecipare a un concorso glielo comunico>se lui è d'accordo provvede di persona a spedire le copie richieste e a pagare l e quote e mi addebita la metà delle spese>se vinciamo qualcosa io gli corrispondo la metà del premio.  Se invece non gli interessa partecipare posso farlo io e in quel caso mi accollo spedizioni e spese e mi tengo tutto l'eventuale premio.

In ogni caso il premio è dell'autore: è lui a riceverlo, per la sua opera, e non esiste che l'editore gli dia un "contentino".

 

Mi sembra un compromesso accettabile, specie se c'è un rapporto di fiducia e l'autore abbia deciso di "investire" anche lui un piccolo budget. Però, una domanda: nel caso di invio delle copie, dividete solo le spese di spedizione oppure anche una quota per copia?

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1 minuto fa, green ha detto:

Come vengono giudicati i contenuti? Se il romanzo in questione, poniamo, è un noir con protagonista il presidente Jefferson, non potrò pubblicare altri noir oppure non potrò scrivere ancora di quel personaggio? Limitatamente alla durata della clausola, ovvio.

 

Sì, il tuo esempio è corretto: supponiamo, quindi, che tu abbia intrapreso un ciclo seriale con un protagonista fisso (il presidente Jefferson): non potrai proporre a un altro editore, in contemporanea, un romanzo di ugale genere che abbia lo stesso protagonista e ne prosegua le avventure. Potrai proporre, però, altri noir. Estendere la clausola a tutto il genere sarebbe eccessivo. ;)

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8 minuti fa, green ha detto:

oppure non potrò scrivere ancora di quel personaggio?

Intendevo questo: che non vadano in concorrenza con quella pubblicata con quell'editore.  Nel mio caso è importante, perché scrivo polizieschi seriali sempre con gli stessi protagonisti.

11 minuti fa, green ha detto:

Però, una domanda: nel caso di invio delle copie, dividete solo le spese di spedizione oppure anche una quota per copia?

Tutte le spese: libri, quote d'iscrizione, spese di spedizione (comodo, perché un editore ha tariffe postali agevolate).

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8 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Sì, il tuo esempio è corretto: supponiamo, quindi, che tu abbia intrapreso un ciclo seriale con un protagonista fisso (il presidente Jefferson): non potrai proporre a un altro editore, in contemporanea, un romanzo di ugale genere che abbia lo stesso protagonista e ne prosegua le avventure. Potrai proporre, però, altri noir. Estendere la clausola a tutto il genere sarebbe eccessivo.

 

2 minuti fa, Marcello ha detto:

Intendevo questo: che non vadano in concorrenza con quella pubblicata con quell'editore.  Nel mio caso è importante, perché scrivo polizieschi seriali sempre con gli stessi protagonisti

 

ok, chiarissimo.

 

3 minuti fa, Marcello ha detto:

Tutte le spese: libri, quote d'iscrizione, spese di spedizione (comodo, perché un editore ha tariffe postali agevolate).

 

già. ma quanto dovrebbe essere "pagata" dall'autore una copia spedita dall'editore? 

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2 minuti fa, green ha detto:

già. ma quanto dovrebbe essere "pagata" dall'autore una copia spedita dall'editore? 

Oddio... mi sembra la metà di quanto la pago se l'acquisto per mio possesso personale (quindi detratto lo sconto e senza ovviamente avere royalties).

Non ne sono sicuro al cento per cento, perché partecipo molto raramente ai concorsi e l'ultima volta è stata un paio di anni fa, credo.

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Approfitto della vostra competenza per altri dubbi (se posso): in una clausola dove si regola la prelazione, in favore dell'editore, sul rinnovo dei diritti del libro in oggetto, è previsto il pagamento di una royaltie dello 0,1% per ogni copia venduta del precedente volume. Che cosa significa esattamente?  

Inoltre, è lecita una clausola in cui si prevede che all'editore venga riconosciuto, insieme alla prelazione sul libro successivo, il diritto di svolgere attività di intermediazione letteraria per tre anni dopo la pubblicazione del primo libro? 

 

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@green , potresti per cortesia postarci il testo esatto delle clausole, in maniera tale da comprenderle un po' meglio? :)

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Certamente. Ecco:

 

-L’autore riconosce all’editore un diritto di prelazione per una durata di 3 anni dal momento della pubblicazione, a condizioni che non inferiori del presente accordo, per il rinnovo dei diritti sul libro a cui si riferisce il presente contratto, alla scadenza di questo. Per questo è previsto il pagamento di una royaltie dello 0,1 % per ogni copia del precedente volume effettivamente venduta.

 

-L’autore riconosce all’editore un diritto di prelazione a parità di condizioni rispetto al presente accordo o a eventuali offerte di altri editori, per la pubblicazione del suo libro successivo; inoltre riconosce all’editore il diritto di svolgere attività di intermediazione letteraria  ai costi medi previsti dal mercato per lo svolgimento di operazioni siffatte per una durata di 3 anni dal momento della pubblicazione.

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Ti dirò, clausole di questo tipo non mi sono mai capitate. Mai lette!

La prima non riesco sinceramente a comprenderla, è come se fosse scritta in una forma che d'italiano ha poco (a meno che non sia una traduzione un po' approssimativa da un'altra lingua), o forse sono io a non comprendere... non so che dirti.

Provo ad analizzarla:

 

2 ore fa, green ha detto:

L’autore riconosce all’editore un diritto di prelazione per una durata di 3 anni dal momento della pubblicazione, a condizioni che non inferiori del presente accordo, per il rinnovo dei diritti sul libro a cui si riferisce il presente contratto, alla scadenza di questo.

 

Credo voglia dire che l'editore si riserva il diritto di ripubblicare il tuo romanzo alla scadenza del presente contratto e fino ad altri tre anni, alle stesse condizioni poste dall'attuale accordo; tale prelazione decade nel caso in cui l'editore ti ponga condizioni peggiorative rispetto all'accordo attuale.

 

2 ore fa, green ha detto:

Per questo è previsto il pagamento di una royaltie dello 0,1 % per ogni copia del precedente volume effettivamente venduta.

 

Ecco, questa parte non la comprendo. Forse intende dire (spero) che in seguito a tale rinnovo si aggiungerebbe un ulteriore 0,1% rispetto alle tue normali royalties?

Non è assolutamente chiaro ed è fuori dagli standard abituali (lo 0,1%, poi, è una percentuale davvero irrisoria).

 

Circa la seconda:

 

2 ore fa, green ha detto:

L’autore riconosce all’editore un diritto di prelazione a parità di condizioni rispetto al presente accordo o a eventuali offerte di altri editori, per la pubblicazione del suo libro successivo;

 

Ok, questo lo comprendo e, da quel che è scritto, l'editore si riserva il diritto di prelazione sul tuo libro successivo, ponendoti le stesse condizioni del primo. Tale prelazione vale solo se tu non ricevi un'offerta migliore da un altro editore. A parità di offerte, quindi, l'editore attuale avrà la priorità.

 

2 ore fa, green ha detto:

inoltre riconosce all’editore il diritto di svolgere attività di intermediazione letteraria  ai costi medi previsti dal mercato per lo svolgimento di operazioni siffatte per una durata di 3 anni dal momento della pubblicazione.

 

Questo è meno chiaro e non fa parte degli standard. Interpretando, potrebbe intendersi che il tuo editore ti faccia anche da agente. Ma circa che cosa? Per le nuove opere che scriverai nei prossimi tre anni? Per i diritti connessi al primo (traduzione, adattamento teatrale, cinematografico, eccetera...)?

Quali sono i costi medi a cui si riferisce? 15-20% sulle royalties nel caso di un nuovo romanzo e il 50% in caso di cessione dei diritti correlati del primo?

È una clausola comunque poco esplicita, anche se un po' più comprensibile della prima.

 

Se devo darti un consiglio personale spassionato, comunque, un contratto così poco comprensibile e che va addirittura interpretato in qualche modo, non mi sembra un buon contratto.

Se poi vuoi farlo visionare interamente a qualcuno di noi dello Staff, puoi contattarci in privato. :)

  • Grazie 1

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Ci tengo, da Community Manager, a sottolineare che un contratto scritto male, cavilloso e lungo è molto probabilmente da rifiutare. Pensateci. 

 

Lo dico per tutti quanti si trovassero nella situazione di non capire, come @green, cosa ci sia scritto e cosa intenda l'Editore.

Questo per varie ragioni: innanzitutto un Editore dovrebbe essere in grado di scrivere in un italiano comprensibile, visto il loro ruolo. Anche se si tratta di documenti tecnici e quindi zeppi di termini legali. 

In secondo luogo, perché un buon contratto editoriale, che sia di una big o una piccola casa editrice, dovrebbe essere snello e facile da comprendere.

 

In ultimo, ma non ultimo, se si è costretti a passare ore, se non giorni, a districarsi tra clausole strane e pagine e pagine di contratto, significa che qualcosa non va. 

Ognuno poi è libero di agire come neglio crede; noi siamo qui per donare consapevolezza. Sta agli autori farci quel che vogliono :)

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secondo voi è possibile tentare di ottenere una clausola nella quale mi metto al riparo da modifiche indesiderate? Semplicemente dicendo che le modifiche strutturali vanno approvate da entrambe le parti? 

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1 ora fa, JohnnyBazookaBic ha detto:

è possibile tentare di ottenere una clausola nella quale mi metto al riparo da modifiche indesiderate?

 

In genere la clausola c'è ed è questa:

 

Cita

Prima della consegna della copia definitiva dell’Opera, l’Editore s’impegna in un lavoro di editing della stessa. L’Autore verrà contattato dall’Editor che gli sottoporrà gli interventi di modifica che riterrà opportuni, l’Autore s’impegna ad applicare al testo le modifiche concordate tra Autore e Editor.

 

che ti consente un controllo sul tuo testo anche in caso di editing. C'è inoltre il visto "Si stampi", che l'Autore deve apporre alla bozza di stampa per approvarla, prima dell'effettiva pubblicazione.

Nel caso in cui l'opera dovesse andare per qualche motivo in stampa senza il consenso dell'autore e questi dovesse subirne un danno d'immagine, resta salvo per legge il suo diritto morale (e per tale motivo inalienabile) al ritiro dell'opera dal commercio.

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6 minuti fa, ElleryQ ha detto:

 

In genere la clausola c'è ed è questa:

 

 

che ti consente un controllo sul tuo testo anche in caso di editing. C'è inoltre il visto "Si stampi", che l'Autore deve apporre alla bozza di stampa per approvarla, prima dell'effettiva pubblicazione.

Nel caso in cui l'opera dovesse andare per qualche motivo in stampa senza il consenso dell'autore e questi dovesse subirne un danno d'immagine, resta salvo per legge il suo diritto morale (e per tale motivo inalienabile) al ritiro dell'opera dal commercio.

grazie, spero che questa clausola sia presente sul contratto che mi daranno... 

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4 minuti fa, JohnnyBazookaBic ha detto:

grazie, spero che questa clausola sia presente sul contratto che mi daranno... 

 

Di nulla. :)

Prova a verificare, di solito questa è sempre presente.

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Il presente accordo costituisce tra le parti un contratto di edizione a termine ed ha durata di 5 (cinque) anni a partire dalla sottoscrizione. Decorso il termine sopra indicato, il contratto si rinnoverà tacitamente di anno in anno, a meno che una delle parti non dia disdetta mediante posta ed e-mail tre mesi prima della data della scadenza. L’AUTORE s’impegna, a parità di condizioni offerte da altri, a preferire l’EDITORE per l’eventuale rinnovo dell’accordo.

Questa era una formula che non avevo mai sentito... Sembra il rinnovo automatico delle paytv.
@ElleryQ

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16 minuti fa, JohnnyBazookaBic ha detto:

Il presente accordo costituisce tra le parti un contratto di edizione a termine ed ha durata di 5 (cinque) anni a partire dalla sottoscrizione. Decorso il termine sopra indicato, il contratto si rinnoverà tacitamente di anno in anno, a meno che una delle parti non dia disdetta mediante posta ed e-mail tre mesi prima della data della scadenza.

Non capisco il problema... un libro pubblicato con una medio-piccola ce può essere ancora nel pieno delle sue vendite visto i tempi un po' più lunghi di promozione. perché un contratto dovrebbe terminare così. A parte che la clausola qui sopra dà la possibilità all'autore, se scontento, di dare disdetta.

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12 minuti fa, Spartaco per Tempesta Ed. ha detto:

Non capisco il problema... un libro pubblicato con una medio-piccola ce può essere ancora nel pieno delle sue vendite visto i tempi un po' più lunghi di promozione. perché un contratto dovrebbe terminare così. A parte che la clausola qui sopra dà la possibilità all'autore, se scontento, di dare disdetta.

Forse sono stato frainteso. Ho detto solo che non avevo visto mai nei vari contratti che mi sono stati inviati un "rinnovo automatico". Non sto dicendo che sia illegittimo o che altro, dico solo che mi sembra strana. 

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14 minuti fa, JohnnyBazookaBic ha detto:

Forse sono stato frainteso. Ho detto solo che non avevo visto mai nei vari contratti che mi sono stati inviati un "rinnovo automatico". Non sto dicendo che sia illegittimo o che altro, dico solo che mi sembra strana. 

Infatti spiegavo il perché si può trovare...

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@Spartaco per Tempesta Ed. ha perfettamente ragione @JohnnyBazookaBic , inoltre è una clausola comune benchè facoltativa. Si può trovare, infatti, sia nei contratti di edizione (rinnovabile fino al limite massimo dei vent'anni fssato dalla L.d.A.), sia in quelli di rappresentanza editoriale.

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2 ore fa, JohnnyBazookaBic ha detto:

Sapete che cosa sarebbe l'ufficio del registro? (immagino dove va registrata l'opera)

 

Intendi riferirti, per caso, al Registro Pubblico delle Opere Protette, di cui all’art. 103 della L.d.A? In tal caso, il registo è tenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo al quale, in seguito al d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, sono state trasferite le funzioni esercitate dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in materia di Diritto d’Autore.

 

Se invece intendi riferirti al deposto dell'Opera che dev'essere effettuato dall'editore, essa va depositata, presso:

 

– una copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Viale del Castro Pretorio, n. 105 – 00185 Roma) ed un’altra alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Piazza dei Cavalleggeri, n. 1 – 50122 Firenze) (art. 6 del D.P.R.);

– due copie vanno inviate agli “Archivi delle produzioni editoriali regionali”.

 

Diversamente, l'Ufficio del registro è un ufficio territoriale che si occupa dell'accertamento, liquidazione e riscossione di alcune tasse e imposte indirette sugli affari (imposta di registro, imposta di bollo). Non credo che abbia molto a che fare con l'editoria. Lo hai trovato scritto sul contratto?

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8 ore fa, ElleryQ ha detto:

 

Intendi riferirti, per caso, al Registro Pubblico delle Opere Protette, di cui all’art. 103 della L.d.A? In tal caso, il registo è tenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo al quale, in seguito al d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, sono state trasferite le funzioni esercitate dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in materia di Diritto d’Autore.

 

Se invece intendi riferirti al deposto dell'Opera che dev'essere effettuato dall'editore, essa va depositata, presso:

 

– una copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Viale del Castro Pretorio, n. 105 – 00185 Roma) ed un’altra alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Piazza dei Cavalleggeri, n. 1 – 50122 Firenze) (art. 6 del D.P.R.);

– due copie vanno inviate agli “Archivi delle produzioni editoriali regionali”.

 

Diversamente, l'Ufficio del registro è un ufficio territoriale che si occupa dell'accertamento, liquidazione e riscossione di alcune tasse e imposte indirette sugli affari (imposta di registro, imposta di bollo). Non credo che abbia molto a che fare con l'editoria. Lo hai trovato scritto sul contratto?

Sì, praticamente c'è scritto che l'editore non registra l'opera all'ufficio registri e quindi, se l'autore volesse farlo deve sostenere le spese da solo. 

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1 ora fa, JohnnyBazookaBic ha detto:

Sì, praticamente c'è scritto che l'editore non registra l'opera all'ufficio registri e quindi, se l'autore volesse farlo deve sostenere le spese da solo. 

 

Non si tratta di somme ingenti da sostenere, però si tratta pur sempre di doveri che per la L.d.A. spettano all'editore.

Almeno per il deposito legale il contratto prevede che:

 

Cita

L’Editore provvederà al Deposito Legale del libro come previsto dalla Legge.

 

Quanto alla registrazione, il non registrare l'opera non la pregiudica, né pregiudica l'esercizio del diritto d'autore:

 

Cita

l’art. 106 l.d.a. stabilisce che l’omissione del deposito non pregiudica l’acquisto e l’esercizio del diritto di autore sulle opere protette

 

Qui qualche informazione in più.

Modificato da ElleryQ

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