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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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@Alessia22 , ho unito la tua discussione a questa, che parla in generale dei dubbi sui contratti editoriali e le loro clausole. Nella discussione corrente è già stato affrontato il tema del diritto di prelazione, da questo post a seguire.

In sintesi, comunque:

 

5 ore fa, Alessia22 ha detto:

Quello che vorrei sapere è se io, durante i 5 anni di contratto con la mia c.e., possa comunque proporre le mie future opere anche ad altre case editrici oltre alla loro (in primis). 

 

Sì, puoi farlo, è un diritto di prelazione, non un obbligo di esclusiva. :)

 

5 ore fa, Alessia22 ha detto:

1) nel caso in cui la mia c.e. fosse interessata alla pubblicazione di altre mie opere, e ci siano anche ulteriori proposte da parte di altre c.e., io sono vincolata a pubblicarle in ogni caso con quella con cui ho già firmato il contratto?

 

Tu sei tenuta solo a rendere nota l'altra proposta ricevuta alla tua CE; se questa riterrà opportuno farti una proposta pari, godrà del diritto di prelazione (per cui dovrai scegliere la tua attuale CE), se invece riterrà di non poter competere eguagliando l'offerta da te ricevuta (o addirittura innalzandola), sarai libera di firmare con l'altro editore.

 

5 ore fa, Alessia22 ha detto:

2) nel caso in cui la mia c.e. invece non fosse interessata, al fronte di una interessata, io posso cedere la mia opera a quest'ultima, stipulando in questo modo 2 contratti con 2 editori diversi per 2 differenti opere contemporaneamente?

 

La risposta è in parte contenuta sopra, per cui: sì! :)

 

5 ore fa, Alessia22 ha detto:

3) nel caso in cui io inviassi un manoscritto alla mia c.e. ed a un'altra e ricevessi da quest'ultima un'offerta migliore rispetto alla prima, potrei lecitamente cedere a loro i diritti?  

 

Sì, esatto.

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A proposito del diritto di prelazione, nel caso si partecipasse con un racconto a un concorso che prevede la pubblicazione in antologia, si ha qualche vincolo?

 

Il concorso prevede che già all'invio si ceda il diritto di pubblicazione del racconto, quindi non lo si può discutere in seguito. E poi, un racconto pubblicato insieme ad altri può essere considerato come opera successiva per cui si è concesso il diritto di prelazione all'editore?

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In genere il diritto di prelazione vale per opere un po' più strutturate e complesse di un singolo racconto, per le quali l'autore possa quindi ottenere un ritorno economico. Di solito, i vari autori inseriti in antologie non percepiscono royalties, per cui non esiste un'offerta economica come paramentro di confronto che consenta di esercitare l'opzione della prelazione; diverso sarebbe se tu dovessi pubblicare una tua intera raccolta di racconti con un secondo editore, per la quale percepiresti quindi anche le regolari royalties. In tal caso il primo avrebbe il diritto di valutare l'offerta che ti è stata fatta (percentuale royalties ed eventuale anticipo) e tu saresti tenuto a rendergliela nota, affinché possa decidere se esercitare o meno la prelazione.

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11 ore fa, konradin ha detto:

si ceda il diritto di pubblicazione del racconto

Cosa intendi con "diritto di pubblicazione"?

Di solito in quei casi si concede l'autorizzazione a pubblicare il racconto, ma i diritti rimangono all'autore.

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Ciao, ho un'altra domanda sempre in merito al diritto di prelazione. 

Nel caso in cui firmassi un contratto con una casa editrice che richiede il diritto di prelazione e ricevessi un'offerta per un altra opera da parte di un'altra, quali sono i criteri per stabilire la superiorità dell'offerta?

Mi spiego: se firmo un contratto con una casa editrice che stampa solo con print on demand e ricevessi un'offerta da parte di un'altra che invece mi garantisce la presenza fisica in ogni libreria della mia opera, potrei considerare più alta quest'ultima offerta? Oppure si parla solo di superiorità economica (quindi % a copia)?

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 ops, mi sono scordata di specificare che la domanda era posta per la cessione dei diritti di un libro a un'altra casa editrice, nonostante un contratto firmato con una diversa.:D

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13 ore fa, Alessia22 ha detto:

Nel caso in cui firmassi un contratto con una casa editrice che richiede il diritto di prelazione e ricevessi un'offerta per un altra opera da parte di un'altra, quali sono i criteri per stabilire la superiorità dell'offerta?

Mi spiego: se firmo un contratto con una casa editrice che stampa solo con print on demand e ricevessi un'offerta da parte di un'altra che invece mi garantisce la presenza fisica in ogni libreria della mia opera, potrei considerare più alta quest'ultima offerta? Oppure si parla solo di superiorità economica (quindi % a copia)?

 

Di solito si parla di condizioni contrattuali generali, quindi dalle percentuali sulle royalties, anticipi e anche distribuzione. Se la seconda casa editrice ti propone un contratto con condizioni generali migliori, il primo editore avrà il diritto di valutarlo e farti una proposta pari o addirittura migliore. Solo in questo secondo caso (proposta pari o migliore) tu sarai tenuta a scegliere il primo, diversamente lui rinuncerà (non potendo eguagliare l'offerta o offrire condizioni ancora migliori) e tu sarai libera di pubblicare con il secondo. :)

Modificato da ElleryQ
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8 ore fa, konradin ha detto:

@Marcello Sì non sono stato preciso, intendevo la possibilità di pubblicare il racconto, ma non era questo l'aspetto fondamentale del post bensì il diritto di prelazione.

Eh, ma appunto: se i diritti rimangono tuoi significa che non li hai ceduto a nessuno e quindi non può scattare il diritto di prelazione.

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@Marcello In realtà il concorso a cui ho inviato il racconto prevede che loro possano pubblicare, sfruttare, diffondere ecc., insomma tutto quello che vogliono col mio racconto, per cinque anni, addirittura prevede che io non faccia concorrenza a loro con un racconto simile, è un concorso della Rai. Ma, ripeto, ho preso l'esempio del racconto solo per capire meglio il diritto di prelazione, mentre il discorso sul racconto riguarda un altro argomento.

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Avviso la comunità qui in discussione (lo farò anche altrove in modo ufficiale) che lo Staff ha deciso di approfondire la questione Contratto editoriale, visto che abbiamo lo splendido @ElleryQ che mastica un po' di questa roba. Ecco qui:

 

Buona lettura agli interessati.

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@ElleryQ @Niko Grazie per l'iniziativa, che mi sembra utilissima (y).

 

Che poi i rapporti di forza mi facciano temere che potrà aiutarci più come una verifica dei contratti imposti dalla parte "forte" :s è un altro discorso.

 

In quest'ottica, ricordiamoci che i contratti servono anche per gestire le situazioni in cui i due partner non vanno più d'amore e d'accordo.

Le clausole dovrebbero aiutare a "regolare" situazioni che all'inizio non ci sembrano nemmeno possibili, perfino piccole cose che si potrebbe credere siano solo questioni di normale educazione, come informare l'autore sulla data della prima pubblicazione.

 

Nel caso vogliate completare la versione standard per coprire più imprevisti possibili, tento di dare un piccolo contributo.  

Penso per esempio al preavviso di tre mesi per annunciare l'uscita di una nuova edizione (art.15). Perfetta, ma solo dalla seconda edizione in avanti. Costringe l'editore solo a essere educato e avvertire l'autore di una prossima nuova edizione.

Però non ho trovato la clausola che costringa l'editore a essere educato con la prima edizione (scusatemi se ho cercato male).

Può sembrare assurdo, ma succede :o.

Succede anche che, dopo nove mesi di silenzio dalla firma del contratto, t'interpellino il ventun dicembre per fare l'editing in fretta e furia, proprio quando hai già le valigie pronte :aka:.

Proprio per questo una clausola che imponga un congruo preavviso per annunciare all'autore la prima uscita (e magari altre attività in cui sarà coinvolto, come per esempio l'editing) non ci starebbe male.

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Ciao @L.K.Brass e grazie per la tua osservazione. :)

In realtà quella che noi abbiamo pubblicato è la forma più completa di contratto diffusa attualmente. Non hai trovato clausole che "costringano" all'educazione, perché l'educazione è qualcosa che non può venire imposta.

Tra l'altro, come tu stesso hai premesso, le casistiche sono molte e di diverso tipo; solo l'esperienza diretta può farle rilevare, né un contratto può o deve prevederle tutte.

Ci sono editori poco educati e autori che lo sono altrettanto. In questo caso, l'editore prevederà delle clausole per tutelarsi in relazione al comportamento poco educato più ricorrente. D'altra parte l'autore, riscontrando comportamenti poco consoni che lui (nella sua esperienza diretta) ha ricevuto in maniera reiterata, può negoziare con l'editore e chiedere che sia inserita una particolare clausola a sua tutela. Per questo abbiamo ricordato a tutti che si tratta di un contratto flessibile.

Molto fa il dialogo e il rapporto che si instaura tra editore e autore, il resto è una questione talvolta caratteriale, altre volte di situazioni "a cascata" che all'interno di una casa editrice si vanno a ripercuotere sui diversi ruoli. In alcuni casi non è nemmeno responsabilità dell'editore richiederti alcune cose all'ultimo momento, ma può dipendere dalla disponibilità e dai ritardi di altre figure professionali interne o esterne (spesso gli editor sono esterni e l'editore non può gestirne le tempistiche con precisione).

La clausola riguardante le tempistiche dell'editing, comunque, c'è ed è questa:

 

Cita

6) [...] L’Autore s’impegna a consegnare copia definitiva del dattiloscritto su supporto digitale, secondo le indicazioni ricevute dall’Editore e secondo i tempi dell’Autore, completo, corretto e pronto per la stampa, entro … (data)

 

Essendoci una data ultima stabilita da contratto, si sa che potrebbe essere anche quello il limite ultimo previsto. A questo punto si negozierà per calcolarlo lontano da vacanze e impegni già presi dall'autore.

Uno degli articoli che abbiamo inserito, inoltre, riguarda proprio la data di consegna della prima stesura da parte dell'autore e la determinazione di una data di pubblicazione che impegni l'editore:

 

Cita

9) L’Editore s’impegna a pubblicare l’Opera entro il termine di … mesi dalla data della firma del presente contratto, il termine potrà però essere prolungato in considerazione di ritardi derivati da forza maggiore, che l’editore è tenuto a documentare all’autore (in mancanza di tale documentazione l'editore sarà considerato inadempiente)

 

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@ElleryQ

Hai ragione, l’educazione non si può imporre per contratto. Peccato, perché la maleducazione non è mai palesata al momento della stipula.

Doppia ragione nell’aver pubblicato la forma più completa di contratto diffusa attualmente. Sarà un aiuto importante per verificare i contenuti delle proposte degli editori.

 

La mancanza di precisione – forse voluta per assicurarsi la massima flessibilità - genera solo una cascata di problemi.

Faccio un esempio teorico, in cui ogni riferimento a persone esistenti o a contratti realmente stipulati è puramente casuale.

 

Prendiamo la vostra clausola che stipula un termine preciso:

“9) L’Editore s’impegna a pubblicare l’Opera entro il termine di … mesi dalla data della firma del presente contratto, il termine potrà però essere prolungato in considerazione di …”

a fronte di una formulazione vaga come:

 “ [...] CasaEditrice s’impegna a stampare e pubblicare, salvo imprevisti, cause di forza maggiore e/o inadempienze da parte dell’Autore degli impegni assunti, l'opera suddetta entro i termini di legge.”

Quali sono i termini di legge? Quando l’autore è ancora in vita? Entro la scadenza del contratto? Le pulizie di primavera nell’ufficio narrativa quando ritrovano per caso un romanzo già acquisito?

 

Solo con un termine tanto vago si potrebbe arrivare a “dimenticare” di comunicare all’autore la data della prima pubblicazione. Da lì, in cascata, si potrebbe perfino arrivare a una sorpresa per l’autore quando la redazione si risveglierà dal letargo e deciderà di fare l’editing.

Anche in questo caso, una clausola precisa come la vostra:

6) [...] L’Autore s’impegna a consegnare copia definitiva del dattiloscritto su supporto digitale, secondo le indicazioni ricevute dall’Editore e secondo i tempi dell’Autore, completo, corretto e pronto per la stampa, entro … (data)

avrebbe risolto la cosa, se non fosse stata sostituita da impegni ferrei per l’autore e vaghi per l’editore come:

[...] L’Autore s’impegna a consegnare il testo completo e definitivo per la pubblicazione dell'opera alla firma del presente …

[...] L’Autore s’impegna a concordare e realizzare, d'intesa con la redazione di CasaEditrice, tutte le integrazioni, le modifiche, le sostituzioni e gli adattamenti al testo completo e definitivo dell'opera in argomento che la nostra Casa Editrice ritenga opportuni.

[...] L’Autore s’ impegna inoltre ad apportare alle nuove edizioni o ristampe dell’Opera, eventuali aggiornamenti ritenuti necessari da CasaEditrice, senza altro compenso oltre quanto qui previsto. In caso di impedimento o di rifiuto da parte dell’Autore, CasaEditrice avrà diritto di incaricare altra persona, segnalando nella nuova edizione il contributo dell’aggiornatore.

[...] L’Autore curerà la lettura diligente delle bozze di stampa e sarà tenuto a porre il proprio benestare alla stampa sulle bozze in pagina finali.

 

Infine, se mancasse anche l'impegno per annunciare l'uscita di una nuova edizione con un preavviso di tre mesi (vostro art.15) i problemi potrebbero solo aumentare.

 

Ne traggo una triste morale: solo la precisione può rimpiazzare l’educazione :(

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Perdonami @L.K.Brass , ma del contratto qui pubblicato hai letto anche i commenti sotto spoiler?

 

1 ora fa, L.K.Brass ha detto:

a fronte di una formulazione vaga come:

 “ [...] CasaEditrice s’impegna a stampare e pubblicare, salvo imprevisti, cause di forza maggiore e/o inadempienze da parte dell’Autore degli impegni assunti, l'opera suddetta entro i termini di legge.”

Quali sono i termini di legge? Quando l’autore è ancora in vita? Entro la scadenza del contratto? Le pulizie di primavera nell’ufficio narrativa quando ritrovano per caso un romanzo già acquisito?

 

Sotto lo spoiler di quel punto è scritto chiaramente che in mancanza di una data precisa, fissata dall'editore o mediante accordo tra le parti, vale quanto stabilito dalla L.d.A. art. 127, ovvero:

 

Cita

tale termine non può essere superiore a due anni, decorrenti dal giorno della effettiva consegna all’editore dell’esemplare completo e definitivo dell'opera.

 

Il rimando alla legge è presente nella clausola del contratto da te riferito, purtroppo, però, in questi casi sta all'autore informarsi su quali siano i termini cui viene fatto cenno.

Per questo motivo, nel momento in cui vi viene (o verrà, d'ora in avanti) inviata una bozza di contratto, vi invitiamo a leggere con attenzione tutte le clausole e a confrontarle con quelle del fac-simile, che contengono (sempre sotto spoiler) i rimandi agli articoli e ad alcune casistiche, nonché il link all'intera L.d.A., per prenderne visione.

 

1 ora fa, L.K.Brass ha detto:

solo la precisione può rimpiazzare l’educazione :(

 

Ti do ragione @L.K.Brass , o forse potremmo anche dire che la precisione può rimpiazzare la superficialità o l'eccesso di sintesi. Purtroppo sta a noi, come autori e diretti interessati, curare le nostre esigenze a fronte di altrettante tutele che le CE fissano a proprio favore. La bozza esiste proprio per prendere atto delle clausole, valutarle e negoziare per tener conto anche delle nostre esigenze.

Di solito capita che autori agli inizi (so che non è questo il tuo caso), per la gioia e l'ansia di pubblicare accettino in maniera pedissequa ogni clausola, senza tener conto delle possibili conseguenze, di cui si rendono conto soltanto dopo. Per molti esordienti, all'entusiasmo si affianca la mancanza di esperienza e di confronto, per cui credono che il contratto sia quello in tutti i casi e lo accettano, in quanto credono che valga a livello universale.

La maggior parte degli editori sono in buona fede e, come ti dicevo, inseriscono clausole che prevedano la propria tutela in base alle loro esperienze negative; sfortunatamente, però, ne esistono anche alcuni che agiscono in malafede già a priori ed elaborano dei veri e propri contratti capestro, che impongono penali stratosferiche per l'autore in caso di inadempienza di una o tutte le clausole, impongono costi all'autore (che sia editing, traduzione, grafica, eccetera), obbligano a trasferte a proprie spese e all'accettazione passiva di qualsasi strategia commerciale stabilita e così via (clausole, tra l'altro, che se non sono richiamate a fondo contratto e rifirmate per accettazione a parte invalidano il contratto stesso perché vessatorie... è bene ricordare ciò). Altre volte ancora non è neanche responsabilità dell'editore in prima persona, ma del suo legale (ufficio o avvocato esterno), che nel curare gli interessi del proprio cliente finisce invece per distruggerne l'immagine.

Perciò è sempre bene non farsi sopraffare dall'entusiasmo e dalla fretta, prendersi tutto il tempo necessario per analizzare ogni singola clausola, confrontarla con questo o altri contratti standard, con la L.d.A., e non avere mai remore nel far valere i propri diritti, negoziando lì dove possibile o addirittura rinunciando e attendendo un editore più trasparente, flessibile, aperto al dialogo e... "educato", nell'eventualità in cui sia meglio farlo! :)

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1 ora fa, ElleryQ ha detto:

La maggior parte degli editori sono in buona fede e, come ti dicevo, inseriscono clausole che prevedano la propria tutela in base alle loro esperienze negative; sfortunatamente, però, ne esistono anche alcuni che agiscono in malafede già a priori ed elaborano dei veri e propri contratti capestro, che impongono penali stratosferiche per l'autore in caso di inadempienza di una o tutte le clausole, impongono costi all'autore (che sia editing, traduzione, grafica, eccetera), obbligano a trasferte a proprie spese e all'accettazione passiva di qualsiasi strategia commerciale stabilita e così via (clausole, tra l'altro, che se non sono richiamate a fondo contratto e rifirmate per accettazione a parte invalidano il contratto stesso perché vessatorie... è bene ricordare ciò). 

[...]

Perciò è sempre bene [...] prendersi tutto il tempo necessario per analizzare ogni singola clausola, confrontarla con questo o altri contratti standard, con la L.d.A., e non avere mai remore nel far valere i propri diritti, negoziando lì dove possibile o addirittura rinunciando e attendendo un editore più trasparente, flessibile, aperto al dialogo e... "educato", nell'eventualità in cui sia meglio farlo! :)


Mi sento di sottolineare questa parte dell'intervento di @ElleryQ perché molto importante.

Se lo Staff si sta ripetendo spesso e volentieri su quest'argomento è perché teniamo a voi esordienti e aspiranti, qualche volta accecati dall'entusiasmo o dall'ignoranza in materia; e soprattutto perché teniamo a quelle belle realtà, le vere Case Editrici i cui direttori e responsabili si fanno un culo così dalla mattina alla sera per darvi il più possibile ogni giorno e che non hanno bisogno di scrivere contratti incomprensibili e lunghi per beffare un'autore, perché non è proprio quello il loro scopo. Non ci sono solo lupi cattivi, là fuori.

 

Sottolineo ancora che un Contratto troppo lungo e pieno di clausole, oltre a essere poco comprensibile, è qualcosa da analizzare e sviscerare punto per punto.
Secondo me, badate, non ne vale nemmeno la pena. Un contratto editoriale che conti più di 10 pagine e di difficile comprensione è, per me, da stracciare subito.

Ho sfogliato i contratti di alcune big, ma anche contratti di tantissime piccole realtà presenti su questo forum e fuori. @ElleryQ ne conosce forse più di me.

I Contratti buoni si riconoscono subito: spesso sono sintetici, precisi ma comprensibili, privi di clausole strane o di difficile comprensione, privi di costi o penali per gli autori, privi di obblighi fuorché l'impegno, talvolta, a partecipare a eventi di promozione (pagati dall'editore, se obbligatori; altri facoltativi a spese dell'autore) e via discorrendo.

Ricordatevi soprattutto delle penali. Nessun editore serio ne mette in contratto solo perché scottato in passato.

 

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1 ora fa, Niko ha detto:

Ho sfogliato i contratti di alcune big, ma anche contratti di tantissime piccole realtà presenti su questo forum e fuori. @ElleryQ ne conosce forse più di me.

I Contratti buoni si riconoscono subito: spesso sono sintetici, precisi ma comprensibili, privi di clausole strane o di difficile comprensione

Anche se la mia esperienza in materia di contratti non è certo paragonabile a quella di @Niko e di @ElleryQ, ne ho avuti diversi sottomano e posso confermare: per fare un buon contratto sono sufficienti tre o quattro pagine.

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4 ore fa, Marcello ha detto:

ne ho avuti diversi sottomano e posso confermare: per fare un buon contratto sono sufficienti tre o quattro pagine.

 

Esatto. Ma anche 8-9 potrebbero andar bene. Quando si sale ulteriorimente, però, c'è quasi sempre qualche clausola che non va. ;)

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Ciao a tutti, qualcuno mi può spiegare questo punto per favore? 

 

11.Corrispettivo e sua determinazione.
Quale compenso per la cessione dei diritti di pubblicazione in volume l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul 
prezzo di copertina, al netto dell’IVA, delle copie effettivamente vendute nelle librerie anche on-line: 
9% (nove per cento) fino a 3.000 (tremila) copie;
10% (dieci per cento) sulle copie da 3.001 (tremilauno) a 5.000 (cinquemila); 
11% (undici per cento) sulle copie da 5.001 (cinquemilauno) 10.000 (diecimila). 
12% (dodici per cento) oltre le 10.000 copie (diecimila). 
In ogni caso nulla è dovuto all’Autore: per le copie distribuite come saggio, per servizi stampa o in qualsiasi modo date in omaggio per 
promuovere la diffusione dell’Opera; per le copie di cui al seguente articolo 17, per le copie vendute all’Autore, nonché per quelle che, per 
motivi dipendenti da deterioramenti fisici copie difettose, rese dai librai ecc.), dovessero risultare invendibili, e che quindi verranno 
direttamente inviate al macero.
Per eventuali edizioni economiche o tascabili l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina al 
netto dell’IVA sulle copie effettivamente vendute nelle librerie anche on-line: 4% (quattro per cento) fino a 10.000 (diecimila) copie; 5% 
(cinque per cento) da 10.001 (diecimilauno) a 15.000 (quindicimila) copie; 6% (sei per cento) da 15.001 (quindicimilauno) a 20.000 
(ventimila) copie; 7% (sette per cento) oltre le 20.000 (ventimila) copie.
Le percentuali sopraindicate riguardano unicamente l’ipotesi di commercializzazione dell’Opera in forma cartacea. Per bonifici bancari 
inferiori a € 100,00 verranno applicate le relative spese di commissione. In caso di edizioni e-book dell’Opera, l’Editore corrisponderà 
all’Autore una percentuale del 15% (quindici per cento) sui ricavi netti delle vendite

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A parte le spese di commissione per il bonifico, che non avevo mai visto, e la bassa percentuale sull'e-book, mi sembra tutto abbastanza lineare e in linea con molti altri contratti editoriali.  Nello specifico che cosa non ti è chiaro?

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Salve , vorrei in primis ringraziare lo staff e i responsabili del sito, sono un nuovo iscritto e subito sono stato introdotto all'argomento che interessava le mie necessità.

Ho quindi letto il contratto standard inserito nel sito , veramente un'ottima idea, molto utile per i neofiti del mondo editoriale, poi , scorrendo le tre pagine di discussione ho naturalmente cercato domande che potessero interessare il mio caso.

L' utente  Konradin , ha precedentemente esposto alcuni dubbi che somigliano ai miei, ma  tengo comunque ad esporre le mie perplessità riguardo  alcuni punti contrattuali poco chiari proposti dall'editore che mi ha contattato.

Raffrontando il contratto standard  del sito con il  mio contratto, noto che la struttura , la forma nella quale esso è redatto , non è poi così dissimile e da un certo punto di vista ciò è rassicurante.

Ma proprio i due punti del mio contratto   ,quelli che mi lasciano perplesso , in effetti  non compaiono nel contratto standard .

 

punto 8 "determinazione del compenso :

"Fino a1500 copie nulla sarà dovuto , il 6% da 1500 a 5000 , 7% da 5001 a 10 000 , 8% oltre"

 

Punto 10 

Promozione e diffusione :

 

L'autore si impegna a rendersi disponibile per la promozione del libro almeno per i 6 mesi successivi alla pubblicazione.

L'autore si impegna , altresì, compatibilmente con i propri impegni , su richiesta dell'editore, e/o in forma autonoma a prestare la propria azione nella promozione dell'opera  necessaria  per la buona riuscita commerciale della stessa senza porre vincoli di sorta.

Partecipare e creare eventi  che ne diffondano la conoscenza con o senza il supporto dell'editore , condividere l'obiettivo di vendita previsto e concluderlo in sinergia con tutto il team.

Impegnandosi, altresì  ad organizzare almeno 10 presentazioni nel proprio ambito , con la presenza di un pubblico adeguato.

L'ufficio eventi della casa editrice è a disposizione dell'autore per tutto quello che concerne gli aspetti organizzativi e per dare  i giusti suggerimenti per una migliore riuscita degli eventi programmati , che dovranno essere pianificati, prima dell'uscita del libro insieme all'ufficio marketing. 

 

Concludo esponendo il dato riguadante la prima tiratura dell' "opera" prevista di 500  copie .

 

 

Le mie domande sono le seguenti :

Come considerate questi due punti contrattuali ed in particolare il punto 10 sottolineato in grassetto ?

Sulla retribuzione dopo la copia numero 1500  , l'editore mi ha spiegato che deve in quel modo rientrare dall'investimento iniziale , infatti la casa editrice non è a pagamento e credo sia di livello medio, quindi anche se non convintissimo ( attendo il vostro parere) sarei anche disposto a passarci sopra...

Ma il vero problema è per me il punto 10,  ho già tentato di trattare con l'editore , gli ho spiegato che sarei disposto ad intervenire ad ogni evento da Egli organizzato, ma riguardo alle presentazioni senza il suo intervento...

Gli ho detto che potrei organizzarne una con parenti ed amici, ma di più sinceramente non saprei ...

Però non si sono smossi di una virgola, eccetto che aver aumentato  le mie copie omaggio da tre a sei, non mi sembra ci sia spazio per una reale trattativa.

 

A qualcuno sono capitati simili parametri contrattuali ?

Cosa accadrebbe se firmassi il contratto senza riuscire poi ad organizzare privatamente 10 presentazioni ?

Vi sembra una politica comune o giusta ?

Cosa fareste nei miei panni ?

 

Vi ringrazio per la gentile e paziente attenzione ed aspetto un Vostro parere

  • Confuso 1

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5 minuti fa, Paride ha detto:

 

Cosa fareste nei miei panni ?

Io di certo non accetterei (ma proprio senza il minimo dubbio).

1500 copie senza royalty, significa regalare il proprio libro all'editore e rinunciare potenzialmente a 1500 euro (se per assurdo il libro dovesse arrivare a fare questi numeri). Decisamente una soglia troppo alta.

Quanto alle 10 presentazioni da organizzare, anche qui ritengo che sia un numero troppo alto. Inoltre non capisco come tu potresti garantire "la presenza di un pubblico adeguato".

 

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Concordo pienamente con quanto detto da @lapidus è una soglia altissima di vendita. Non so quale sia la ce in questione, ma firmerei un contratto così solo per Mondadori, Einaudi etc. o qualche ce media importante come Minimum fax o poche altre. Per le piccole o microscopiche ce è assurdo! Vendere 1500 copie è un caso letterario.

Per le presentazioni sarei meno drastico, alla fine dieci si possono fare nell'arco della durata di un contratto, 2,3,5 anni. Sulla dicitura pubblico adeguato... molto ambigua come frase. Qualsiasi libreria con cui ho parlato mi ha detto la stessa cosa: le presentazioni sono sempre un terno al lotto, non sai mai prima quante persone verranno. Questo è un punto su cui puoi trattare con l'editore. Ma per il volume di vendita della ce, no!

Mio parere.

In bocca al lupo

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1 ora fa, Paride ha detto:

Fino a1500 copie nulla sarà dovuto

Saluta e ringrazia (se vuoi).

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Vi ringrazio per l'attenzione  ed il tempo dedicatomi, in effetti non saprei se è il caso di rendere di pubblico dominio il nome della Casa Editrice ,come ho già accennato , almeno per quanto ho potuto comprendere , credo che  l' Editore  sia di medio-piccolo calibro,  forse più medio che piccolo .

Poiché la trattativa è ancora in atto , non credo sia ancora  il caso di rivelarne  il nome, ma quando avrò preso una decisione ,che a questo punto ,salvo un repentino cambio di rotta dell'Editore, sarà sempre più probabilmente  quella di attendere nuovi contatti (se mai arriveranno...) , se fosse cosa gradita segnalarlo al Forum, lo farò.

Continuate a dire la vostra se volete,  più pareri ed informazioni potrò leggere, più  chiare diventeranno le mie idee al riguardo...

Sono felice di aver esternato i miei dubbi, farlo mi ha già aiutato ad essere più distaccato e lucido, spesso non basta il parere di un familiare, l'euforia iniziale di essere contattati e corteggiati da un Editore è forte, ma fortunatamente sono una persona ponderata e prendo molto tempo per analizzare  le cose prima di optare per una decisione .

Dunque avevo ragione di dubitare...

 

 

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Che dire, @Paride ... non hai trovato quei due punti nel contratto standard perché un normale contratto editoriale non dovrebbe prevedere clausole simili.

Tra i commenti del contratto standard, al contrario, avrai sicuramente letto che all'autore sono dovute per legge (L.d.A.) tutte le sue royalties e la CE è tenuta a fargli un resoconto annuo, anche se dovesse aver venduto una sola copia del volume. I diritti d'autore appartengono all'autore, a prescindere dal numero di copie vendute ed è vessatoria una clausola che gli imponga di rinunciare se non giunge alla vendita di 1500 copie. Un numero assurdo per un esordiente.

 

6 ore fa, nemesis74 ha detto:

firmerei un contratto così solo per Mondadori, Einaudi etc. o qualche ce media importante come Minimum fax o poche altre.

 

Ma anche no! Un contratto del genere non sarebbe corretto, né credo che le CE su citate si abbasserebbero a ricorrere a un simile statagemma, non ne avrebbero bisogno. 

 

8 ore fa, Paride ha detto:

infatti la casa editrice non è a pagamento

 

Indirettamente parrebbe proprio di sì, invece. :o E a questo punto non so nemmeno se possa definirsi di livello medio.

 

In ogni caso, a me non sconvolgerebbe più di tanto il punto 10, quanto il precedente (la rinuncia alle royalties sui primi 1500 libri venduti), anche se in effetti 10 presentazioni da organizzare sono tante, specie per un esordiente che ancora non si è creato una sua rete di contatti e di estimatori.

 

8 ore fa, Paride ha detto:

Cosa accadrebbe se firmassi il contratto senza riuscire poi ad organizzare privatamente 10 presentazioni ?

 

Non essendo contemplata da contratto alcuna penale, la cosa "peggiore" che potrebbe accaderti è la risoluzione anticipata del contratto da parte dell'editore, per tua inadempienza contrattuale.

 

8 ore fa, Paride ha detto:

Vi sembra una politica comune o giusta ?

 

Giusta affatto!

Quanto al comune, alcune CE purtroppo chiedono la rinuncia alle royalties fino a un certo numero di copie (non avevo mai letto 1500, però), o impongono la partecipazione a presentazioni (qualcuna contemplando penali davvero esose in caso di mancata partecipazione), ma la realtà è che una CE seria non dovrebbe imporre clausole simili, che sono ai limiti della vessazione.

 

8 ore fa, Paride ha detto:

Cosa fareste nei miei panni ?

 

Esattamente quanto suggerito da @Marcello:

 

6 ore fa, Marcello ha detto:

Saluta e ringrazia (se vuoi).

 

(y)

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@Paride Come ti hanno già detto gli altri arrivare a 1500 copie di vendita sarebbe, per una piccola-media CE, un successone. Poi è già discutibile rinuciare a un centinaio di copie figuriamoci a 1500, per un libro di 10 euro sarebbero circa tra 900 e 1500 euro.

Poi, auspicare un supporto promozionale da parte dell'autore sarebbe opportuno per entrambi, ma "costringere" a organizzare 10 presentazioni in 6 mesi è al limite del possibile.

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