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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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Ciao @ottoemezzo1073 , unisco la tua discussione a questa precedente, riguardante in via generica i dubbi sui contratti editoriali (quindi anche su particolari clausole). Inoltre ti suggerisco, come "nuovo arrivato", di presentarti in Ingresso, prima di proseguire a postare. :)

Circa i tuoi dubbi:

 

13 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’AUTORE potrà organizzare presentazioni, letture o eventi dove presentare e/o eventualmente vendere copie dell’OPERA. Per tali presentazioni è necessaria, 15 gg
prima della data dell’evento a mezzo mail, l’autorizzazione dell’EDITORE, che dovrà altresì approvare tutto il materiale pubblicitario e propagandistico e che collaborerà
come riterrà opportuno;

 

È una clausola abbastanza variabile. Ci sono editori che preferiscono mantenere un maggiore controllo sulla loro immagine, per cui prima di intervenire in una presentazione o far esporre il logo all'autore, chiedono di poter prendere visione dei dettagli dell'evento. Mi sembra una cosa normale, anche se non è una clausola ricorrente in tutti i contratti di edizione. È comunque un diritto legittimo dell'editore tutelare la propria immagine. Trovo, in ogni caso, che si tratti di una formalità, è nell'interesse della CE che l'autore organizzi presentazioni, per cui, salvo particolari eccezioni, difficilmente ti negherà il suo logo o il consenso.

 

17 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’AUTORE, contestualmente alla firma del presente contratto, s’impegna espressamente a riconoscere all'editore il diritto di prelazione all’esame dei prossimi manoscritti;

 

Anche qui ci troviamo dinanzi a una clausola variabile e facoltativa, per la quale ti rimando ad alcuni post precedenti di questa stessa discussione, che già chiariscono la questione. In particolare da questo che ti linko in poi.

 

19 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’EDITORE ha la facoltà di trasferire ad altri, in tutto o in parte, i diritti acquisiti con il presente contratto;

 

Clausola altrettanto legittima e standard: l'editore può cedere a terzi i diritti (di pubblicazione e connessi) relativi alla tua opera. Può in pratica cederli a un altro editore (o anche a un produttore, per esempio). Su questo, però, in genere la clausola dovrebbe prevedere anche "previa comunicazione e consenso dell'autore". Ciò perché tu potresti anche non essere d'accordo che i tuoi diritti e la tua opera vengano ceduti a uno specifico editore.

 

24 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’EDITORE distribuirà l’OPERA attraverso i canali che riterrà opportuni. Inoltre, qualora l’EDITORE lo ritenesse opportuno, l’AUTORE si impegna a presenziare a trasmissioni in diretta o differita televisiva, radiofonica e via web;

 

Clausola regolare e abbastanza standard. È ovvio che è nell'interesse dell'autore presenziare alle attività di promozione del suo libro. A meno che tu non stia pubblicando sotto pseudonimo e voglia mantenere il riserbo sulla tua identità.

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@ottoemezzo1073 Provo a risponderti nei miei limiti.

34 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

Il contratto dura cinque anni. Ma a questo periodo se ne aggiungeranno altri due per ogni ristampa.

Non mi piace molto, cinque anni sono anche nella norma, ma la tendenza oggi ho visto è sempre sui due, ma qui dipende dalla prima tiratura. Se è di 100 copie che dovresti riuscire a vendere il contratto sale così a 7 anni e così via....potresti arrivare facilmente a 9 anni. Troppi.

37 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’AUTORE potrà organizzare presentazioni, letture o eventi dove presentare e/o
eventualmente vendere copie dell’OPERA. Per tali presentazioni è necessaria, 15 gg
prima della data dell’evento a mezzo mail, l’autorizzazione dell’EDITORE, che dovrà
altresì approvare tutto il materiale pubblicitario e propagandistico e che collaborerà
come riterrà opportuno;

Non l'avevo mai sentita. La ce dovrebbe essere contenta di ogni promozione che l'autore riesce a svolgere, qui invece mi pare renda le cose più complicate. Però almeno collabora.

38 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’AUTORE, contestualmente alla firma del presente contratto, s’impegna
espressamente a riconoscere all'editore il diritto di prelazione all’esame dei
prossimi manoscritti;

Non mi piace per niente ma non è così inusuale da quanto ho letto nel forum. Devi essere molto convinto della ce per accettare.

39 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

L’EDITORE distribuirà l’OPERA attraverso i canali che riterrà opportuni.

Troppo vago. Che distribuzione ha?

 

40 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

l’AUTORE si impegna a presenziare a
trasmissioni in diretta o differita televisiva, radiofonica e via web;

Magari si potesse andare in tv, ma "obbligo" mi pare troppo, spesso persone timide o impacciate sono in difficoltà.

In conclusione a me non piace moto come contratto, legittimi i tuoi dubbi.

Non so la parte riguardante le percentuali, la vendita dei diritti a terzi per trasposizioni cinematografiche o teatrali.. etc. se fa editing.

Spero di essere stato di aiuto.

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4 minuti fa, nemesis74 ha detto:

Il contratto dura cinque anni. Ma a questo periodo se ne aggiungeranno altri due per ogni ristampa.

Questa è una clausola che non ho mai visto.  Il "bonus" a ogni ristampa è una novità e non mi convince; cinque anni vanno bene, ma quelli dovrebbero essere indipendentemente da eventuali ristampe.  Anche perché l'autore non ha modo di verificare di persona se il libro è stato davvero ristampato.

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17 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Ciao @ottoemezzo1073 , unisco la tua discussione a questa precedente, riguardante in via generica i dubbi sui contratti editoriali (quindi anche su particolari clausole). Inoltre ti suggerisco, come "nuovo arrivato", di presentarti in Ingresso, prima di proseguire a postare. :)

Circa i tuoi dubbi:

 

 

È una clausola abbastanza variabile. Ci sono editori che preferiscono mantenere un maggiore controllo sulla loro immagine, per cui prima di intervenire in una presentazione o far esporre il logo all'autore, chiedono di poter prendere visione dei dettagli dell'evento. Mi sembra una cosa normale, anche se non è una clausola ricorrente in tutti i contratti di edizione. È comunque un diritto legittimo dell'editore tutelare la propria immagine. Trovo, in ogni caso, che si tratti di una formalità, è nell'interesse della CE che l'autore organizzi presentazioni, per cui, salvo particolari eccezioni, difficilmente ti negherà il suo logo o il consenso.

 

 

Anche qui ci troviamo dinanzi a una clausola variabile e facoltativa, per la quale ti rimando ad alcuni post precedenti di questa stessa discussione, che già chiariscono la questione. In particolare da questo che ti linko in poi.

 

 

Clausola altrettanto legittima e standard: l'editore può cedere a terzi i diritti (di pubblicazione e connessi) relativi alla tua opera. Può in pratica cederli a un altro editore (o anche a un produttore, per esempio). Su questo, però, in genere la clausola dovrebbe prevedere anche "previa comunicazione e consenso dell'autore". Ciò perché tu potresti anche non essere d'accordo che i tuoi diritti e la tua opera vengano ceduti a uno specifico editore.

 

 

Clausola regolare e abbastanza standard. È ovvio che è nell'interesse dell'autore presenziare alle attività di promozione del suo libro. A meno che tu non stia pubblicando sotto pseudonimo e voglia mantenere il riserbo sulla tua identità.

Ti ringrazio, ho provveduto a presentarmi. Sulla durata del contratto che cosa mi dici? 5 ai quali si aggiungono due per ogni ristampa?  Sul presenziare a trasmissioni, presentazioni ecc. organizzate dalla casa editrice, dovrei chiedere che le spese (di viaggio, albergo, ecc) siano a carico loro?

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16 minuti fa, Marcello ha detto:

Questa è una clausola che non ho mai visto.  Il "bonus" a ogni ristampa è una novità e non mi convince; cinque anni vanno bene, ma quelli dovrebbero essere indipendentemente da eventuali ristampe.  Anche perché l'autore non ha modo di verificare di persona se il libro è stato davvero ristampato.

 

In genere, questa proproga dovrebbe essere prevista se la ristampa avviene trascorso il primo periodo. Cioè se trascorsi i 5 anni si rende necessaria una ristampa perché il libro è ancora richiesto; se la ristampa avviene già nei 5 anni non dovrebbe essere contemplata alcuna proroga. Forse sarebbe meglio che @ottoemezzo1073 chiedesse al suo editore di chiarire meglio i casi di applicazione della clausola stessa.

Naturalmente, a ciò si dovrebbero accompagnare come riprova i resoconti annuali dell'editore, che comprovino che la tiratura precedente è andata esaurita (tiratura che dovrebbe essere specificata da contratto). :)

 

Edit:

 

14 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

Sulla durata del contratto che cosa mi dici? 5 ai quali si aggiungono due per ogni ristampa?  Sul presenziare a trasmissioni, presentazioni ecc. organizzate dalla casa editrice, dovrei chiedere che le spese (di viaggio, albergo, ecc) siano a carico loro?

 

Sulla durata del contratto, attualmente i 5 anni sono nella media, ma ti rimando a quanto ha detto correttamente @nemesis74 e alla specifica della clausola sulle ristampe (se cioè, come dovrebbe normalmente essere, la proroga avviene in caso di ristampa ma decorsi i primi 5 anni).

Circa viaggi, rimborsi, ecc... per le presenze nelle trasmissioni, @ottoemezzo1073 , generalmente le spese dovrebbero essere a carico delle emittenti che ti invitano; per le presentazioni organizzate dall'editore, di solito le cose variano da editore a editore, ma potreste accordarvi per dividere le spese di viaggio/alloggio, se non è la libreria organizzatrice a prendersene carico (o a dividerle con l'editore).

Modificato da ElleryQ
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@ottoemezzo1073 se non strettamente necessario, non quotare un intero messaggio, altrimenti le discussioni diventano chilometriche e scomode da leggere.

Puoi chiamare in causa la persona a cui ti rivolgi con "tagga utente" o citare una o più frasi che intendi commentare semplicemente evidenziandole; ti apparirà un riquadro nero con scritto: "cita questa parte".

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43 minuti fa, nemesis74 ha detto:

la tendenza oggi ho visto è sempre sui due,

Cinque anni sono il minimo necessario a una piccola/media CE di lavorare bene e in modo esaustivo un prodotto...

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@Spartako  Ne sono sicuro, ma mi baso sulle proposte da me ricevute, tutte nella media dei due anni. Solo in un caso un contratto di sei anni.

Leggendo qua e là nel forum mi ero fatto questa idea. Tra l'altro vedo che le piccole o microscopiche ce, pubblicano una media alta di titoli all'anno, non quattro o cinque, quindi dopo quattro anni ci saranno state almeno altre quaranta uscite di nuovi libri. Quanta voglia avrà quella ce di puntare ancora su di me dopo cinque anni?

Alla fine credo molto dipenda dalla serietà della ce, quando si può biognerebbe cercare di conoscerla bene, parlarci anche di persona per comprendere come operano. Almeno è quello che sto provando a fare io, con alterni risultati :)

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18 minuti fa, ottoemezzo1073 ha detto:

@nemesis74 Posso anche accettare i cinque anni, è il rinnovo di due anni ad ogni ristampa che mi fa sorgere dubbi. Ci ho parlato telefonicamente e sembrano persone motivate e perbene.

Prova ad andare nella sezione delle case editrici e controlla se c'è una discussione aperta su quella di cui stai parlando; se esiste è probabile che tu vi trovi tante informazioni interessanti.

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8 ore fa, nemesis74 ha detto:

ra l'altro vedo che le piccole o microscopiche ce, pubblicano una media alta di titoli all'anno, non quattro o cinque, quindi dopo quattro anni ci saranno state almeno altre quaranta uscite di nuovi libri. Quanta voglia avrà quella ce di puntare ancora su di me dopo cinque anni?

Guarda, ovviamente parlo per la mia esperienza, ma noi abbiamo ancora libri (per fortuna) che vendono ancora dopo cinque anni. è chiaro che su questi non si fanno più molte iniziative come presentazioni, comunicati stampa ecc. ma continuano a vendere per la forza del "famoso" passaparola.

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Inoltre molti di questi libri sono di autori che hanno voluto pubblicare con la CE anche i successivi e quindi si crea una sinergia tra "precedenti" e "successivi". Tanto è vero che i nostri contratti prevedono la clausola del tacito rinnovo che è stata "quasi" sempre usata.

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4 ore fa, ottoemezzo1073 ha detto:

Posso anche accettare i cinque anni, è il rinnovo di due anni ad ogni ristampa che mi fa sorgere dubbi. Ci ho parlato telefonicamente e sembrano persone motivate e perbene.

Era quello che dicevo prima, i cinque anni di per sè vanno bene, ma dipende dal numero di copie della prima tiratura di stampa. Se, come succede spesso, la prima tiratura è di 100 copie, in cinque anni è ovvio le finisci, quindi si va in ristampa e il contratto diventa di sette anni. Se sei bravo a vendere e arrivi a 200/300 copie sei legato per 11 anni. Se diventi un caso editoriale da 10.000 copie ci riman ia vita con quella ce :)

Da valutare

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6 minuti fa, Spartako ha detto:

Tanto è vero che i nostri contratti prevedono la clausola del tacito rinnovo che è stata "quasi" sempre usata.

Mi è capitato un contratto con questa clausola, che prevede il rinnovo automatico se non disdettato 6 mesi prima della scadenza. Ma mi è venuto un dubbio: così facendo le condizioni contrattuali non cambiano mai? Con un contratto di 5 anni e tacito rinnovo, per 10 anni le condizioni sono sempre le medesime? Voi come vi regolate?

Grazie

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1 ora fa, nemesis74 ha detto:

Se, come succede spesso, la prima tiratura è di 100 copie, in cinque anni è ovvio le finisci, quindi si va in ristampa e il contratto diventa di sette anni.

 

100 copie in un arco di 5 anni vuol dire che la CE ha fatto poco e niente per promuovere il libro e l'autore idem. Se le 100 copie si esauriscono prima dei 5 anni, invece, la ristampa dovrebbe rientrare (e generalmente è così) tra i doveri contrattuali dell'editore secondo la Legge sul Diritto d'Autore (pubblicazione e riproduzione dell’opera), tant'è che se il libro necessita di ristampa e l'editore non intende procedere benché non ancora decorsi i 5 anni, l'autore può recedere di diritto dal contratto.

La clausola in questione, quindi, dovrebbe valere solo nel caso in cui allo scadere dei 5 anni sia necessario andare in ristampa, non significa aumentare di 2 anni ulteriori nel corso dei 5. Prima di andare in ristampa, comunque, l'editore è tenuto a darne previa comunicazione all'autore, che deve dare la sua approvazione (così come può anche chiedere che vengano apposte modifiche e correzioni all'opera).

Suggerisco a @ottoemezzo1073 , in ogni caso, di accertarsi di ciò chiedendo conferma all'editore.

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10 ore fa, ElleryQ ha detto:

La clausola in questione, quindi, dovrebbe valere solo nel caso in cui allo scadere dei 5 anni sia necessario andare in ristampa, non significa aumentare di 2 anni ulteriori nel corso dei 5.

Così ha un senso. Da come era stato scritto all'inizio avevo inteso diversamente.

Colgo l'occasione per esternare anche io dei dubbi a chi ha più esperienza. Normalmente la cessione a terzi dei diritti da parte della ce per trasposizioni teatrali, radiofoniche, cinematografiche etc. è 50% e 50% o 60/40 a favore dell' l'autore. Mi è capitato anche 70/30. Ma ho visto percentuali solo del 30 35% per l'autore e al netto degli introiti per la ce. È normale? Cioè prenderesti il 30% del netto che guadagna la ce.

In altri casi questa distinzione tra netto e lordo non viene fatta.

Mi pare che ognuno faccia un po' come gli pare.

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12 ore fa, nemesis74 ha detto:

Mi è capitato un contratto con questa clausola, che prevede il rinnovo automatico se non disdettato 6 mesi prima della scadenza. Ma mi è venuto un dubbio: così facendo le condizioni contrattuali non cambiano mai? Con un contratto di 5 anni e tacito rinnovo, per 10 anni le condizioni sono sempre le medesime? Voi come vi regolate?

è difficile che le condizioni contrattuali cambino, in ogni caso se l'autore volesse ricontrattarle basta che dia un preavviso di disdetta con la possibilità di rinnovo "a condizione che..." Se poi vengono accettate si ritira la disdetta altrimenti si chiude.

Generalmente questo problema non c'è perché con la maggioranza degli autori si raggiunge un rapporto tale che alla fine non ci sarebbe nemmeno bisogno del contratto.

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59 minuti fa, nemesis74 ha detto:

Colgo l'occasione per esternare anche io dei dubbi a chi ha più esperienza. Normalmente la cessione a terzi dei diritti da parte della ce per trasposizioni teatrali, radiofoniche, cinematografiche etc. è 50% e 50% o 60/40 a favore dell' l'autore. Mi è capitato anche 70/30. Ma ho visto percentuali solo del 30 35% per l'autore e al netto degli introiti per la ce. È normale? Cioè prenderesti il 30% del netto che guadagna la ce.

In altri casi questa distinzione tra netto e lordo non viene fatta.

Mi pare che ognuno faccia un po' come gli pare.

 

I diritti connessi sono quelli più facilmente negoziabili nel contratto di edizione, perché sono secondari e derivati, per questo è vero che ognuno li gestisce a modo proprio, ma sempre per questo motivo l'autore ha molto più margine di contrattazione, inoltre non è obbligatorio scegliere la cessione di tutti i diritti connessi, l'autore è legittimato a scegliere quali diritti cedere o escludere.

Lo standard è del 50% tra autore ed editore, o percentuali maggiori in favore dell'autore, come dicevi tu (specie se è l'autore a procurare la vendita e non l'editore).

Personalmente non mi è mai capitato di vedere cifre più basse, a sfavore dell'autore e sul ricavato dell'editore. :s

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@ElleryQ Grazie.

6 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Personalmente non mi è mai capitato di vedere cifre più basse, a sfavore dell'autore e sul ricavato dell'editore. :s

Purtroppo a me sì, in due casi. Uno, il 40% ma sul netto del guadagno della ce. L'altro il 35% ma a lordo.

Non si finisce mai di imparare! Ma buono a sapere che si può contrattare, o almeno provarci.

Più leggo contratti più imparo. A volte la fantasia con cui si scrivono questi contratti, mi porta a pensare che l'autore di tali scritti dovrebbe iniziare seriamente a pensare di fare lo scrittore fantasy. O... forse è già così? :)

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@nemesis74

On ‎19‎.‎10‎.‎2017 at 12:25, nemesis74 ha detto:

A volte la fantasia con cui si scrivono questi contratti, mi porta a pensare che l'autore di tali scritti dovrebbe iniziare seriamente a pensare di fare lo scrittore fantasy. O... forse è già così? :)

Se sia così non so, ma visto che parliamo solo per ipotesi e ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale, direi piuttosto che la fantasia di chi scrive i contratti è superata solo da chi sa come non rispettarli e interpretarli a proprio vantaggio.  :S

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Ospite Andrea.Dee

Assicurarsi sempre che venga fatto un editing non invasivo e che ci sia comunque una correzione bozze che vi falci via gli errori grammaticoli e corregga le piccole finezze che non conoscete. O vi fate editare prima, ma i soldi li dovete avere per quanto sia un costo accessibile, e non è una certezza perché non tutti hanno un lavoro o il padre che sgancia il denaro per editare il vostro libro, oppure state attenti. Poi esce un libro con dei gran contenuti e delle minchiate grammaticale all'interno, e non è bello. Ne risente la vostra immagine e il vostro orgoglio.

Modificato da Andrea.Dee

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Ehm... mi sfugge il tuo commento @Andrea.Dee . Non è che avevi, per caso, più pagine del forum aperte e hai postato il commento qui per sbaglio, anziché nella discussione sull'editing? :grat:

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Ospite Andrea.Dee

@ElleryQ Era una discussione sui contratti editoriali, ho voluto porre questa mia testimonianza per far capire ai giovani che si devono far editare dalla casa editrice :asd:

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Ah, ok, quindi intendevi dire di accertarsi che nel contratto di edizione vi sia una clausola relativa all'edinting, giusto? (y)

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Ospite Andrea.Dee

E dev'essere chiesto con chiarezza alla casa editrice come intende svolgerlo.

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Salve, vorrei porvi una domanda che mi mette parecchi dubbi: ho ricevuto una proposta editoriale pochi giorni fa in cui, nel primo punto, viene specificato che  "L’autore concede all’Editore, che accetta, un diritto di opzione per l’acquisizione – alle medesime condizioni e nei  medesimi termini di cui al presente contratto – dei diritti di  pubblicazione in formato digitale e cartaceo su eventuali opere future dell’autore stesso. L’opzione avrà durata  coincidente con quella del presente contratto e dovrà essere esercitata in forma scritta da parte dell’Editore entro 60 giorni dal ricevimento della proposta da parte dell’autore, da inviarsi a mezzo lettera raccomandata A/R".

Ho così domandato alla casa editrice se questo fosse stato un vincolo che mi obbligava a pubblicare tutte le future opere con la loro C.E., senza possibilità di proporle anche ad altre. 

La loro risposta è stata: "Non è un vincolo, bensì un diritto di prelazione. Ovvero che sei tenuta a informarci e a inviarci le bozze di eventuali futuri romanzi che vuoi pubblicare. Dopodiché noi li valuteremo e ti faremo sapere se siamo interessati alla pubblicazione. La decisione finale se pubblicare o meno con la nostra casa editrice comunque spetta a te". 

Ecco, la risposta in apparenza è chiara, ma riflettendoci su ci sono alcuni punti che non sono ben definiti... Quello che vorrei sapere è se io, durante i 5 anni di contratto con la mia c.e., possa comunque proporre le mie future opere anche ad altre case editrici oltre alla loro (in primis). 

1) nel caso in cui la mia c.e. fosse interessata alla pubblicazione di altre mie opere, e ci siano anche ulteriori proposte da parte di altre c.e., io sono vincolata a pubblicarle in ogni caso con quella con cui ho già firmato il contratto?

2) nel caso in cui la mia c.e. invece non fosse interessata, al fronte di una interessata, io posso cedere la mia opera a quest'ultima, stipulando in questo modo 2 contratti con 2 editori diversi per 2 differenti opere contemporaneamente?

3) nel caso in cui io inviassi un manoscritto alla mia c.e. ed a un'altra e ricevessi da quest'ultima un'offerta migliore rispetto alla prima, potrei lecitamente cedere a loro i diritti?  

 

Grazie mille 

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