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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

Post raccomandati

6 minuti fa, Dianella Bardelli ha scritto:

c'è proprio scritto in versione digitale.

 

Se sei interessata alla pubblicazione ti conviene chiedere chiarimenti. Magari intendono proprio ebook, oppure hanno usato una definizione erronea intendendo invece "stampa digitale". Ma mi sembra di capire che tu sia orientata verso altri editori. (y)

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non ho altri editori in vista, ne contratto c'è scritto che stamperanno 100, 200 copie e poi a richiesta, stampano ma solo le copie per me e qualche altra. Stampano in cartaceo ma lasciano al distributore l'incarico  di provvedere autonomamente alla ristampa continua, anche giornaliera, delle copie necessarie a mantenere inalterato il livello del magazzino.

Anche se è tanto che cerco di pubblicare questo romanzo a cui tengo, non vorrei fare la scelta sbagliata. L'ebook lo fanno se tu ne compri 200 copie.  Chiedevo a voi un parere perché anche se è tanto che cerco di pubblicare questo romanzo , sicuramente a scrittori noti non faranno questo contratto

 

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21 minuti fa, Dianella Bardelli ha scritto:

ne contratto c'è scritto che stamperanno 100, 200 copie e poi a richiesta, stampano ma solo le copie per me e qualche altra. Stampano in cartaceo ma lasciano al distributore l'incarico  di provvedere autonomamente alla ristampa continua, anche giornaliera, delle copie necessarie a mantenere inalterato il livello del magazzino. 

Anche se è tanto che cerco di pubblicare questo romanzo a cui tengo, non vorrei fare la scelta sbagliata.

 

Io penso che tu possa aspirare a qualcos'altro. Si tratta solo di attendere e tentare con altri invii a ulteriori case editrici.

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Buongiorno

Vorrei chiarirmi un dubbio. 

Se un contratto prevede che l'autore ceda il diritto non esclusivo  all'Editore di stampare e commercializzare l'opera, significa che la stessa opera può essere proposta contemporaneamente anche ad altri editori?

 

Grazie

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Ciao @Frank Rossi , bisognerebbe leggere l'intera clausola per capire cosa s'intenda. Scritto così sembrerebbe ciò che dici, ma è molto anomalo. Di solito il contratto prevede anche una sorta di clausola di "non concorrenza", per cui non è possibile sottopore ad altri editori romanzi con gli stessi protagonisti o che costituiscano prequel o sequel di quello che stai pubblicando. Che tu possa addirittura pubblicare lo stesso testo con più editori mi pare abbastanza irreale. Potrebbe, invece, significare che cedi il diritto limitatamente alla versione digitale (ebook), per cui un terzo può stampare e commercializzare l'opera in cartaceo.

Purtroppo, senza conoscere l'intera clausola o leggerla in relazione alle altre del contratto, si può desumere ben poco; si può solo andare per congetture.

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La clausola recita esattamente così e riguarda l'opera in qualsiasi forma venga stampata, venduta ecc.. Facendo una ricerca in rete ho trovato anche altri due esempi di contratto standard. Mi sono dato questa spiegazione: in effetti perchè un autore che pubblica con una casa editrice (soprattutto se abbastanza conosciuta) dovrebbe poi pubblicare contemporaneamente con un'altra? Questo almeno è il ragionamento che faccio io nel mio caso. Tra l'altro la seconda casa editrice dovrebbe a sua volta non avere il diritto esclusivo.

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Ciao a tutti;

Vorrei chiedere un parere e relativa delucidazione sul contratto con la mia CE.

Mi si richiede la firma del suddetto che riporta campi vuoti:

- Non c'è precisata la percentuale spettante all'autore;

- Non c'è il numero di copie stampate;

- E non c'è la firma dell'editore. 

Per riavere la copia, ( priva di timbri o bolli e firma..che non c'è) devo richiederla io e dopo mesi arriva ( dopo richieste successive) tramite mail..no raccomandata o pec. E' valido?

Grazie

 

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5 minuti fa, Orosirena ha scritto:

Ciao a tutti;

Vorrei chiedere un parere e relativa delucidazione sul contratto con la mia CE.

Mi si richiede la firma del suddetto che riporta campi vuoti:

- Non c'è precisata la percentuale spettante all'autore;

- Non c'è il numero di copie stampate;

- E non c'è la firma dell'editore. 

Per riavere la copia, ( priva di timbri o bolli e firma..che non c'è) devo richiederla io e dopo mesi arriva ( dopo richieste successive) tramite mail..no raccomandata o pec. E' valido?

Grazie

 

Un contratto in bianco non si firma mai

Già i contratti editoriali sono dei capestri per gli autori, figuriamoci in bianco.

La firma dell'Editore può arrivare anche dopo ma l'importante è che quando tu firmi, hai ben chiara ogni singola condizione.

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2 ore fa, Orosirena ha scritto:

- Non c'è precisata la percentuale spettante all'autore;

- Non c'è il numero di copie stampate;

 

La percentuale di royalties va specificata, perché stai cedendo i diritti di sfruttamento economico del tuo libro e devi sapere a quale condizioni.

Il fatto che non ci sia il numero delle copie minime da stampare, rende il contratto nullo nel caso in cui tu decida di impugnarlo (se lo hai già firmato), ma solo se si tratta di un contratto di edizione "a termine" (cioè se ti vincola per un certo numero di anni, fino a un massimo di 20). Il contratto "a edizione", invece, se non contiene numero di copie è ugualmente valido e s'intende in automatico stipulato per una sola edizione e per un numero massimo di 2000 copie.

 

2 ore fa, Orosirena ha scritto:

- E non c'è la firma dell'editore. 

 

In genere, il contratto controfirmato dovrebbe arrivarti dopo la tua firma.

 

2 ore fa, Orosirena ha scritto:

Per riavere la copia, ( priva di timbri o bolli e firma..che non c'è) devo richiederla io e dopo mesi arriva ( dopo richieste successive) tramite mail..no raccomandata o pec.

 

Questa parte non l'ho compresa bene. Vuol dire che tu hai già firmato e hai sollecitato la controfirma?

Il fatto che giunga via email e non per raccomandata o pec non preclude nulla. Ma dovrebbe esserci almeno un timbro se non c'è la firma. In ogni caso, la mancanza della firma dell'editore non rende di per sé invalido il contratto, al contrario lo è per mancanza di un tuo compenso (royalties) ed è nullo in mancanza del numero di copie da stampare, se "a termine".

 

2 ore fa, FranCorvo ha scritto:

Già i contratti editoriali sono dei capestri per gli autori, figuriamoci in bianco.

 

Io non generalizzerei. Ci sono editori che propongono ottimi o buoni contratti!

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12 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Io non generalizzerei. Ci sono editori che propongono ottimi o buoni contratti!

Si, scusa, non volevo farlo passare come generalizzazione.

Non è mia abitudine far di ogni erba un fascio.

So che ci sono Editori da considerare col massimo rispetto, soprattutto a livello contrattuale.

Intendevo dire che (e i molti dubbi che leggo anche sul WD lo dimostrano) anche se hanno a che fare con contratti redatti nei minimi dettagli, spesso gli Autori vanno comunque in crisi. Trovarsi un contratto in bianco da firmare, non è esattamente un buon viatico per un rapporto leale tra le parti.

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Ho richiesto copia del contratto firmato un anno fa. Mi è arrivata tramite email la foto della riga dove anno firmato. Solo quella. O_O

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2 ore fa, Orosirena ha scritto:

Ho richiesto copia del contratto firmato un anno fa. Mi è arrivata tramite email la foto della riga dove anno firmato. Solo quella. O_O

 

:aka:

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potete darmi delucidazioni in merito relativo a due punti di una proposta di contratto?

Le parti intendono escludere l’applicazione delle norme che disciplinano l’accordo di edizione a meno che tali norme non sia state specificamente richiamate nel presente accordo.

L’eventuale registrazione del presente accordo sarà effettuata a cura e spese della parte che vorrà avvalersene.

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Ciao @Cinzio87 , a me non è mai capitato di leggere clausole del genere (o almeno, forse non espresse in questo modo), ma:

 

1 ora fa, Cinzio87 ha scritto:

Le parti intendono escludere l’applicazione delle norme che disciplinano l’accordo di edizione a meno che tali norme non sia state specificamente richiamate nel presente accordo.

 

Credo voglia dire che, rispetto alla normativa generale (disposizioni sul contratto previste dalla L.d.A.), valgono gli accordi specifici stabiliti tra le parti mediante le clausole del contratto. A meno che tali clausole non richiamino la normativa generale.

 

1 ora fa, Cinzio87 ha scritto:

L’eventuale registrazione del presente accordo sarà effettuata a cura e spese della parte che vorrà avvalersene.

 

Non tutti i contratti necessitano di registrazione e nei casi in cui questa non sia necessaria (nel contratto di edizione non lo è) è lasciata alla volontà di quella parte che desideri farlo.

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A me sembra di sì, ma il contratto va letto in ogni sua parte per poter dire se è effettivamente limpido. :)

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12 ore fa, ElleryQ ha scritto:

 

Credo voglia dire che, rispetto alla normativa generale (disposizioni sul contratto previste dalla L.d.A.), valgono gli accordi specifici stabiliti tra le parti mediante le clausole del contratto. A meno che tali clausole non richiamino la normativa generale.

Si ma che vuol dire o si intende con ESCLUDERE l applicazione delle norme? Mi suona come (anche se mi sembra troppo strano)" tutto quello che se semo detti fai finta che nun se lo semo detti". O semplicemente è una clausola piuttosto standard, magari anche gli altri cosa ne pensano. 

 

2 minuti fa, Cinzio87 ha scritto:

Credo voglia dire che, rispetto alla normativa generale (disposizioni sul contratto previste dalla L.d.A.), valgono gli accordi specifici stabiliti tra le parti mediante le clausole del contratto. A meno che tali clausole non richiamino la normativa generale.

O che più in parole povere: è inutile andare a guardare tutto il regolamento giacché le cose che interessavano noi sono presenti negli altri punti. Volevi dire questo vero? 😂

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16 ore fa, Cinzio87 ha scritto:

Le parti intendono escludere l’applicazione delle norme che disciplinano l’accordo di edizione

 

1 ora fa, Cinzio87 ha scritto:

O che più in parole povere: è inutile andare a guardare tutto il regolamento giacché le cose che interessavano noi sono presenti negli altri punti. Volevi dire questo vero? 😂

 

Quando esistono delle norme generiche che regolano un contratto, possono essere seguite quelle o possono essere introdotte delle clausole personalizzate e tarate su una situazione specifica. Le parti possono cioè accordarsi su come gestire una determinata situazione.

Gli altri contratti, di solito, hanno una dicitura simile ma espressa in maniera diversa e cioè: lì dove le clausole non indichino come gestire il caso specifico, valgono le norme generiche (che possono essere quelle della L.d.A. o del Codice Civile in materia di contratti). In alcuni contratti, poi, sono direttamente riportati dei rimandi alla norma generale, del tipo: in questo caso vale quanto previsto ex art. xy della legge Z.

Ti faccio un esempio tipico: alcuni contratti di edizione prevedono delle clausole risolutive espresse. In mancanza di quelle, però, vale comunque la norma del Codice Civile che consente a una delle parti di risolvere il contratto per inadempimento dell'altra.

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Ciao a tutti. Sono iscritto da poco ed è la prima volta che entro in una discussione. Volevo sapere se qualcuno può delucidarmi sui diritti di una illustratrice sulla pubblicazione di un mio manoscritto. 

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Ciao a tutti,

 

Nel contratto da me firmato esiste una clausola di prelazione per opere successive a parità di corrispettivo.

 

Ora c'è un editore interessato al mio nuovo romanzo. Non siamo ancora arrivati alla proposta di contratto in quanto ci sono aggiustamenti da fare sul testo, comunque anche io sono interessato a questo editore.

 

Quello con cui sono sotto contratto per altri due anni non fa promozione e pubblica tanti libri, e non paga royalties sulle prime 100 copie. Quindi non avrei minimamente intenzione di ripubblicare con loro.

 

Siccome so che potrebbero avere tempi lunghi, né vorrei eventualmente, anche proponendo loro il testo, aspettare i 60 giorni previsti dalla legge mi pare per una risposta (nel contratto non sono indicati tempi per esercitare la prelazione), ho scritto loro spiegando che ho il testo X che interessa a un altro editore e che per la prelazione non credo interessi né a me né a loro una nuova pubblicazione, avendo venduto una ventina di copie finora.

 

Diciamo che è per portarmi avanti col lavoro e in caso essere già libero. Siccome so che sono molto svogliati e sbrigativi, ho inoltre chiesto se vogliono che li contatti per ogni nuova opera.

 

Aggiungo che in passato chiesi se era possibile avere una liberatoria generale dalla clausola e rifiutarono.

 

Quindi l'unico modo sarebbe avere una risposta da parte loro in cui si dicono non interessati.

 

Il problema è che credo non risponderanno. Come mi dovrò muovere allora se il nuovo editore mi proponesse un contratto?

Ovvero, devo aspettare la proposta di contratto prima? Senza proposta valgono lo stesso i 60 giorni di tempo per rispondere? Preciso che al vecchio editore non ho mandato in lettura il testo, né so se lo vogliono (non credo proprio), perché non mi rispondono.

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Il 24/6/2020 alle 16:18, konradin ha scritto:

Senza proposta valgono lo stesso i 60 giorni di tempo per rispondere? Preciso che al vecchio editore non ho mandato in lettura il testo,

 

Il fatto è che se sono previsti 60 giorni per dare rifuto o consenso, decorrono da quando invii l'opera in lettura, non possono decorere solo dal tuo avviso.

Inoltre, non essendoci da parte del primo editore la proposta economica (la prelazione vale a parità), non è possibile fare alcun confronto.

Dovresti, a mio parere, attendere da un lato la bozza contrattuale del primo editore, spiegandogli della clausala, dall'altro sollecitare (magari prova a chiamare direttamente) una risposta anche solo generica del primo editore (potrebbe non essere interessato a ripubblicare una tua seconda opera in genere, pur non avendola ancora letta). Nel caso in cui, di contro, avesse interesse, dovresti inviarla in lettura e attendere i 60 giorni.

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53 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Il fatto è che se sono previsti 60 giorni per dare rifuto o consenso, decorrono da quando invii l'opera in lettura, non possono decorere solo dal tuo avviso.

 

Grazie per la risposta. Certo non pensavo che una clausola normale in tanti contratti di edizione fosse così restrittiva.

Il fatto è che dubito di riuscire ad avere una qualche comunicazione scritta dall'editore.

Non so se c'è un modo per crearmi una prova, ho pensato intanto di mandarlo in lettura ma non conosco i tempi né mandano almeno una conferma di ricezione.

Quindi se volesse il vecchio editore potrebbe fare ostruzionismo e farmi saltare o ritardare la nuova pubblicazione, di che odiare il momento in cui si firma qualsiasi contratto editoriale...

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1 ora fa, konradin ha scritto:

di che odiare il momento in cui si firma qualsiasi contratto editoriale...

Il problema non è del contratto editoriale in sé ma di chi lo firma senza rendersi pienamente conto di cosa firma... La clausola di prelazione è molto pericolosa. Ci sono autori che sono rimasti bloccati per anni.

Modificato da Riccardo Zanello

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29 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

La clausola di prelazione è molto pericolosa

 

In realtà prima di firmare ho analizzato il contratto (è stato il mio secondo contratto tra l'altro), ma tutti indicavano che la clausola di prelazione a parità di corrispettivo era cosa normale (a differenza di quella di opzione).

 

La sua pericolosità da quello che sto sperimentando deriva dal fatto che l'editore può non rispondere e allungare i tempi. Per questo cerco un modo chiaro per proteggermi, in caso. Non sono indicati infatti limiti temporali per esercitare la clausola, ma ricordo che in questo caso la legge parla di 60 giorni.

 

Insomma vorrei trovare un modo per inviare il manoscritto e la proposta dell'altro editore e poter dire io l'ho sottoposto, ho aspettato 60 giorni e ora pubblico. Ma se il vecchio editore non collabora non è facile.

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Il 26/6/2020 alle 11:54, konradin ha scritto:

Insomma vorrei trovare un modo per inviare il manoscritto e la proposta dell'altro editore e poter dire io l'ho sottoposto,

 

In realtà ti sarebbe convenuto inviare in contemporanea ai due e attendere la risposta del primo circa l'interesse o meno. In caso positivo, se nel frattempo fosse giunta la risposta del secondo editore avresti potuto presente al primo le condizioni proposte se più vantaggiose (di solito il primo editore riconferma le stesse condizioni contrattuali se non è "incentivato" a migliorarle).

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13 ore fa, ElleryQ ha scritto:

 

In realtà ti sarebbe convenuto inviare in contemporanea ai due e attendere la risposta del primo circa l'interesse o meno

 

Ci avevo pensato, in effetti converrebbe sempre inviare anche al vecchio editore, che magari rifiuta il testo. Il problema è che non sempre mandano una risposta di rifiuto, quindi bisogna chiedere se lo hanno letto, e se non ti fanno la cortesia di risponderti siamo punto e a capo con lo stesso problema.

Proverò a insistere. Mi chiedevo solo una cosa: se avessi in mano la bozza di contratto, dovrei semplicemente riassumere le condizioni al vecchio editore o va inviata proprio la bozza? Non sarebbe una violazione della riservatezza?

Insomma questa clausola è davvero pessima nella messa in pratica.

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Il 29/6/2020 alle 22:59, konradin ha scritto:

dovrei semplicemente riassumere le condizioni al vecchio editore o va inviata proprio la bozza?

 

Riassumendo le condizioni, il primo editore potrebbe obiettare che non corrispondano a verità.

 

Il 29/6/2020 alle 22:59, konradin ha scritto:

Non sarebbe una violazione della riservatezza?

 

In realtà no, perché si tratta pur sempre di bozze contrattuali e i contratti sono, bene o male, molto simili nella struttura. Poi l'inserire o meno delle clausole specifiche dipende dall'editore, ma bene o male (appunto) tutti si basano su quanto previsto dalla L.d.A., sebbene con varianti e qualche personalizzazione.

Per scrupolo, al limite, fai una scansione solo della pagina in cui risultano le royalties (ed eventuali anticipi) e invii solo quella.

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