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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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Il 25/5/2019 alle 17:00, Xal ha detto:

A) In alcune occasioni avete scritto: "Il contratto è nullo per mancanza di numero di copie della tiratura".

Cosa significa esattamente? Cosa succede se l'editore specifica che la pubblicazione è solo online o eventualmente con Print on Demand? In questo caso non c'è l'obbligo di specificare la tiratura?

 

Normalmente il contratto di edizione è nullo nel caso su indicato, tuttavia ciò non vale per gli ebook (perché non esiste un numero fisico di copie) e per il POD (perché, per natura del tipo di edizione, le copie vengono stampate solo in base al numero delle richieste).

 

Il 25/5/2019 alle 17:00, Xal ha detto:

"L'editing [...] e la traduzione [...] costituiscono opere d'ingegno di esclusiva proprietà dell'editore, che ne detiene quindi i pieni diritti." (Segue precisazione riguardo all'editing effettuato dall'editore con la collaborazione dell'autore, senza che però l'autore maturi alcun diritto aggiuntivo).

Ho paura di non aver capito il significato di questo punto.

 

Non ho mai riscontrato questa clausola, in ogni caso, l'editing può costituire opera d'ingegno ma non si configura come diritto d'autore, per cui non comprendo quali diritti dovrebbe detenere l'editore. È corretto dire, invece, che l'autore non matura diritti aggiuntivi sull'editing da lui stesso effettuato.

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Buonasera. Chiedo scusa se mi fosse sfuggito qualcosa a riguardo. Ho letto in fretta i post precedenti. Vorrei sapere se la clausola che prevede la sospensione del pagamento dei diritti fino al raggiungimento di un certo numero di copie è normale. A me sembrerebbe di no ma forse è di prassi. Qualcuno mi potrebbe gentilmente chiarire questo dubbio? 

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9 minuti fa, Riccardo Zanello ha detto:

In effetti non è molto normale.

Grazie. 😊 Buona notte 

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Confermo anch'io che non è la prassi. La L.d.A. prevede che le royalties siano pagate sin dalla prima copia venduta, così anche se le copie fossero in numero irrisorio.

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9 ore fa, ElleryQ ha detto:

Confermo anch'io che non è la prassi. La L.d.A. prevede che le royalties siano pagate sin dalla prima copia venduta, così anche se le copie fossero in numero irrisorio.

Confermo.  In caso di cifre davvero irrisorie (parlo di uno o due euro), può capitare che l'editore ti dica che le trasferirà sull'estratto conto dell'anno successivo, perché le spese sarebbero eccessive, rapportate alla somma da liquidare.  Ma vanno conteggiate e pagate anche in quel caso.

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9 ore fa, ElleryQ ha detto:

Confermo anch'io che non è la prassi. La L.d.A. prevede che le royalties siano pagate sin dalla prima copia venduta, così anche se le copie fossero in numero irrisorio.

 

9 ore fa, Marcello ha detto:

Confermo.  In caso di cifre davvero irrisorie (parlo di uno o due euro), può capitare che l'editore ti dica che le trasferirà sull'estratto conto dell'anno successivo, perché le spese sarebbero eccessive, rapportate alla somma da liquidare.  Ma vanno conteggiate e pagate anche in quel caso.

Grazie per la chiarezza. Buona giornata. 

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Ciao a tutti.

Ho ricevuto un contratto di pubblicazione con una CE. E' la prima volta che mi capita e ho qualche dubbio (e scusate se faccio qualche domanda che potrebbe apparirvi un po' sciocca).

 

La CE risulta tra quelle free (specificato anche nel loro sito) e nel contratto non ci sono clausole che parlano di una qualsiasi forma di contributo. 

I miei dubbi sorgono su questi punti:

1) verrà corrisposta una percentuale del 8% sul prezzo di copertina, IVA esclusa, delle copie effettivamente vendute, al netto delle rese.

 

Significa che percepirei l'8% sull'imponibile del prezzo del libro, per ogni libro effettivamente venduto, esclusi quindi gli eventuali resi?

A tal proposito: cosa accade ai libri non venduti? Nel contratto è specificato che, nel caso il libro fosse di difficile smercio, l'editore potrà vendere le copie a prezzo ridotto (previa comunicazione all'autore).  E' possibile, però, che l'editore possa costringere l'autore ad acquistare le copie invendute? E' mai successo?

 

2) L'autore si obbliga, per il periodo di 12 mesi dalla firma del contratto, a non pubblicare, né in proprio, né con un altro editore qualsiasi altra opera, pena l'annullamento del presente contratto e l'obbligo da parte dell'autore all'acquisto a prezzo pieno di copertina di tutte le copie rimaste invendute.

 

E' normale una clausola di questo tipo? L'editore potrebbe impugnarla  qualora dovessi pubblicare o auto-pubblicare un libro anche trascorsi i 12 mesi? 

 

3) In caso di controversie derivanti dal contratto, le parti si obbligano a esperire mediante loro incaricati a tal fine nominati, il tentativo obbligatorio di conciliazione bonaria. In caso di fallimento del tentativo di conciliazione, le parti potranno agire avanti all'autorità giudiziaria. A tal proposito il foro competente sarà esclusivamente quello di (città in cui ha sede la CE).

 

Anche in questo caso, è normale che, in caso di causa legale, il tribunale di riferimento possa essere esclusivamente quello in cui ha sede la ce? Non è che questo nasconde qualche gabbola?

Tanto più che la CE si trova in un'altra regione, a parecchi chilometri di distanza da dove vivo.

Ne approfitto per chiarirmi anche questo dubbio: vi è capitato di appoggiarvi a CE parecchio distanti? E' consigliabile?


Scusate se le domande potrebbero apparirvi ingenue, ma, come ho detto, è la prima volta che mi viene proposto un contratto editoriale e ho un po' di paura di potermi infilare in qualche situazione scomoda. La CE è piccola e relativamente giovane ma, sebbene ne abbia sentito parlare bene, preferisco andarci comunque cauta.

 

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19 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

Significa che percepirei l'8% sull'imponibile del prezzo del libro, per ogni libro effettivamente venduto, esclusi quindi gli eventuali resi?

Per ogni libro venduto, percepiresti l'8% del prezzo di copertina prima che venga applicata l'IVA (pari al 4%). Per esempio, se il prezzo di copertina è di 12€, l'IVA sarà pari a 0,46€; il tuo compenso sarà l'8% di 11.54, ovvero 0,92€ a copia venduta.

 

30 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

A tal proposito: cosa accade ai libri non venduti? Nel contratto è specificato che, nel caso il libro fosse di difficile smercio, l'editore potrà vendere le copie a prezzo ridotto (previa comunicazione all'autore).

Normalmente l'editore riduce il prezzo come previsto dal contratto. Dopo un determinato periodo di tempo, di solito riportato sul contratto, le copie invendute vengono distrutte.

 

32 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

E' possibile, però, che l'editore possa costringere l'autore ad acquistare le copie invendute? E' mai successo?

No, se non è previsto dal contratto. Gli obblighi dell'autore devono essere sempre riportati nel contratto; se non lo sono, non risultano validi.

 

33 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

E' normale una clausola di questo tipo?

Se con "normale" intendi "comune", direi di no; di norma l'editore si riserva soltanto i diritti dell'opera che intende pubblicare. A volte il contratto può includere il diritto di opzione o quello di prelazione, ma non è questo il caso.

Trovo discutibile l'annullamento del contratto e ancor di più l'obbligo di acquisto copie (in questo caso a prezzo pieno, cioè IVA inclusa).

 

40 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

L'editore potrebbe impugnarla  qualora dovessi pubblicare o auto-pubblicare un libro anche trascorsi i 12 mesi? 

Se dal momento della firma saranno passati dodici mesi, allora l'editore non potrà più rivendicare questa clausola.

 

41 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

Anche in questo caso, è normale che, in caso di causa legale, il tribunale di riferimento possa essere esclusivamente quello in cui ha sede la ce? Non è che questo nasconde qualche gabbola?

Nessuna gabola, il foro di competenza viene inserito in ogni contratto.

 

43 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

Ne approfitto per chiarirmi anche questo dubbio: vi è capitato di appoggiarvi a CE parecchio distanti? E' consigliabile?

La distanza fra l'autore e la sede dell'editore potrebbe rendere un po' più difficile l'organizzazione delle eventuali presentazioni, ma per il resto non vedo motivo per cui sconsigliarlo.

 

46 minuti fa, Kiki21 ha scritto:

Scusate se le domande potrebbero apparirvi ingenue

Le tue domande non sono né ingenue né sciocche. Quando si hanno dubbi è meglio chiarirli piuttosto che firmare a occhi chiusi. ;) 

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29 minuti fa, Black ha scritto:

Grazie @Black i tuoi chiarimenti mi hanno aiutato a fare un po' più di luce.

 

Quota

Se con "normale" intendi "comune", direi di no; di norma l'editore si riserva soltanto i diritti dell'opera che intende pubblicare. A volte il contratto può includere il diritto di opzione o quello di prelazione, ma non è questo il caso.

Trovo discutibile l'annullamento del contratto e ancor di più l'obbligo di acquisto copie (in questo caso a prezzo pieno, cioè IVA inclusa).

 

Allora proverò a chiedere chiarimenti all'editore, per capire la motivazione di tale clausola. 

 

 

 

 

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Gira e rigira sono sempre qui a chiedere delucidazioni :D 

 

Nel contratto arrivatomi c'è scritto che all'autore spetta il 40% dei ricavi netti sia per le copie fisiche che cartacee. 

Però nello specifico c'è scritto che per ricavi netti si intende: "i fondi effettivamente ricevuti dall’Editore meno i costi diretti relativi alla produzione, alla vendita e alla distribuzione dell’Opera o delle licenze dell’Opera".

 

Quindi a me vien da pensare che per ricavi netti si intende, in sintesi, che verrò pagato solo quando l'editore rientra delle spese. o sbaglio?

 

 

 

 

 

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52 minuti fa, Nonsmetteredicorrere ha scritto:

Nel contratto arrivatomi c'è scritto che all'autore spetta il 40% dei ricavi netti sia per le copie fisiche che cartacee. 

 

Però nello specifico c'è scritto che per ricavi netti si intende: "i fondi effettivamente ricevuti dall’Editore meno i costi diretti relativi alla produzione, alla vendita e alla distribuzione dell’Opera o delle licenze dell’Opera".

 

Quindi a me vien da pensare che per ricavi netti si intende, in sintesi, che verrò pagato solo quando l'editore rientra delle spese. o sbaglio?

 

Intanto non riesco a capire la differenza tra "copie fisiche e copie cartacee". Poi mi viene da pensare che l'editore pagherà il 40% di quello che guadagnerà, quindi tolte le spese di produzione. Non è una prassi usuale anche perché è abbastanza complicato fare il rendiconto, viste le diverse percentuali di vendita dei libri.

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No no, scusa, errore mio. Avrei dovuto rileggere prima di inviare. Invece di scrivere "copie fisiche e digitali" ho scritto la stessa cosa in modo diverso :D

 

Andando ancora più nello specifico, nel contratto vi è scritto che i ricavi netti  si riferiscono a "fondi ricevuti dall'editore al netto dei ritorni, dopo la deduzione dei costi di produzione, di spedizione, di dogana, di assicurazioni, sconti di cambio di valuta, costo dei media, del lavoro, di raccolta e qualsiasi altro costo derivante dalla vendita dell’Opera o di licenze dell’Opera".

 

 

 

 

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@Nonsmetteredicorrere effettivamente sembrerebbe dare il 40% dei ricavi al netto di ogni spesa. Le cifre incassate dall'autore non dovrebbero essere troppo diverse da una percentuale dell'8/10% sul lordo ma rendicontare diventa abbastanza cervellotico e comunque non è una prassi usuale...

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Aggiornamento sul dubbio contrattuale che ho scritto, ma comunque @RiccardoZanello ci ha visto giusto.

 

Dopo aver chiesto delucidazioni mi è stato risposto che i ricavi saranno del 40% sul guadagno totale del libro tolte le spese di produzione che saranno di 140 euro. Quindi, in pratica andando per assurdo: se il libro fa guadagnare 200 euro vanno tolti i 140  e quindi restano 60 euro che sono suddivisi con un 60% editore e 40% autore. E ciò vale per ogni periodo di rendicontazione: primo gennaio e primo luglio. Quindi per ogni periodo l'autore deve superare i 140 euro per guadagnare. 

 

E poi vi è anche scritto nel contratto: "l’Editore ha il diritto di consentire una riserva ragionevole per eventuali ritorni, non superando il 20% dell’importo dovuto in ciascun periodo contabile. Ogni riserva contro le restituzioni trattenuta in un periodo contabile sarà versata all’Autore nel successivo periodo contabile".

In pratica questo significa che: se non guadagno abbastanza, ad esempio, entro il primo gennaio, la somma non ancora ricevuta verrà aggiunta ai ricavi del periodo successivo (se non ho capito male).

 

Altra cosa: la percentuale non possono calcolarla sul prezzo di copertina anche perché sono associati a Kindle unlimited, quindi la gente paga pure a pagina letta e di conseguenza i ricavi sono molto variabili. 

 

Detto ciò, il resto del contratto non ha nient'altro di "anormale" :D 
Ritenete la questione royalty non proprio "corretta" nei confronti dell'autore o ci può stare considerato il 40% sui ricavi netti? 

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ho una domanda che va a monte: una casa editrice puo chiederti di inviare manoscritto, copertina ecc... PRIMA di invarti il contratto? Io parlo di manoscritto ma in realtà la mia è una traduzione, loro vogliono farmi il contratto solo ed esclusivamente con me e non con l'autore, quindi dovrei poi prendere accordi io con l'autore per dargli la sua percentuale (NB: lo conosco e siamo in buoni rapporti).

Ma il tutto mi sembra un po' nebuloso. Il contratto è free ed è buono... solo non mi aspettavo che loro (dopo aver comprato eventuali diritti) facessero fare a me da tramite.

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In effetti non mi sembra una prassi normale... Al limite se non hanno padronanza con la lingua dell'autore possono chiederti di fare da tramite.

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Il 31/8/2019 alle 21:05, Riccardo Zanello ha scritto:

In effetti non mi sembra una prassi normale... Al limite se non hanno padronanza con la lingua dell'autore possono chiederti di fare da tramite.

invece loro mi hanno detto proprio cosi che devo mettermi d'accordo io con l'autore

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leggere un contratto è come caminare in punta di piedi lungo un filo, per quanta attensione si faccia.... c'è sempre la possibiltà di una bella caduta:(

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