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Niko

Dubbi sui Contratti editoriali

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Raggruppiamo qui i dubbi di natura contrattuale, evitando di aprire ogni volta nuove discussioni.

Evitate anche di copiare interi contratti editoriali: vi ricordo che i contratti sono privati, tra voi e l'Editore, e non potreste divulgarli. Potete però citare passaggi non chiari.

 

Questa è la discussione più "tecnica" e chiusa riguardo al Contratto standard (un Fac-simile):

 

Di seguito, per chi non volesse approfondire dal punto di vista tecnico di cui sopra, cito la "Guida alla pubblicazione di un romanzo: un passo dopo l'altro":

 

La maggior parte delle persone alla prima pubblicazione si farebbe prendere dall'eccitazione del momento e firmerebbe senza pensarci un attimo, pensando che se una Casa Editrice gli ha detto il fatidico "sì", si è arrivati alla fine del sentiero. Purtroppo non è così.

Non tutte le Case editrici sono serie o corrette, è ovvio. Quindi:

  1. Bisogna leggere attentamente, riga per riga, il contratto che vi è stato proposto. Date un'occhiata, magari, al Contratto standard (Fac-simile) redatto dallo Staff per saperne di più.
  2. Soffermarsi su eventuali clausole o passaggi che vi sembrano poco chiari. Chiedete pareri in giro (magari a un legale professionista o un addetto ai lavori, qui in questa discussione) e infine chiedete informazioni all'Editore stesso. Alcune Case Editrici sono disposte a modificare il contratto, e lo faranno se lo chiederete gentilmente.
    Questo è un argomento molto vasto e, per sapere se il contratto che vi è stato offerto è buono o no, bisogna soffermarsi su molti fattori. Quelli principali (e non sono assolutamente comprensivi di tutto quello che bisogna considerare) sono:
  • Acquisto copie o richiesta contributi. Se vi chiede qualsiasi forma di contributo (acquisto copie cartacee o digitali, rimborso spese nei confronti della CE per qualsiasi motivo, contributo editing, correzione bozze, promozione, oppure contributo una tantum, eccetera) è a pagamento. La nostra comunità crede nell'editoria non a pagamento, ma se volete investire sulla vostra opera e pagare per pubblicare, fatelo in maniera consapevole.
  • Percentuale di Royalties autore sulle copie cartacee (non dovrebbe mai scendere sotto il 5% e dovrebbe aggirarsi intorno al 7-10%), digitali (in teoria più alte) e su diritti terzi (cinema, radio, tv, traduzioni in altre lingue eccetera, che dovrebbe essere sempre 50% a voi a 50% all'editore).
  • Durata del contratto (sconsiglio una durata superiore ai 5 anni; molti editori offrono di default la durata massima, e cioè 20 anni, ma sono disposti a scendere se lo si richiede).
  • Promozione del libro (qualche cosa nel contratto, riguardo alla promozione quantomeno online del libro, dovrebbe esserci).
  • Editing o correzione di bozze (anche qui qualche cosa nel contratto dovrebbe esserci; non è un servizio obbligatorio, l'importante è che vi assicuriate sia gratuito).
  • Pubblicazione prevista (cartacea e/o digitale). Dipende da quello che volete; alcuni preferiscono solo il formato ebook, altri, come me, sono amanti della carta stampata e vogliono vedere il proprio libro in forma cartacea. Questa è una questione di scelta personale, da analizzare nel momento in cui mandate le email alle singole Case Editrici.
  • Anticipi all'autore. Ok, è quasi un sogno per le piccole CE e raro per le medie, quasi una regola per le Big. Se c'è, però, è un grande plus. Non solo economico (che sia di 500, 1000 euro, o 10.000) ma anche di professionalità e serietà.

 

Non fermatevi a questi punti salienti, e spulciate attentamente il contratto in cerca di trabocchetti (alcune volte ce ne sono e anche di fantasiosi).

Per eventuali domande o dubbi, potete scriverli qui e avere i pareri degli utenti.

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Ospite

Un altro "punto saliente", che non può mancare a questa lista, è di non accettare di firmare senza la piena conoscenza dell'editore e della sua casa editrice. Io consiglio sempre un incontro dal vivo, dove è possibile discutere le vari fasi contrattuali, le dinamiche di promozione, le strategie comuni e ecc., dopodichè, fare la scelta migliore per il proprio romanzo. Credo non sia più possibile firmare a "scatola chiusa", bisogna vedere in quale redazione è arrivato il nostro romanzo, come è stato valutato e gli investimenti che si vogliono fare per promuoverlo.

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Sono alle prese al terzo contratto, per cui ho fatto una certa pratica: la  proposta  è "normale" quanto a durata e  percentuali, dettaglia editing, promozioni e quant'altro. Non noto particolarità degne di nota; prima di firmare, chiedo comunque consiglio su alcuni punti.

Gli editori precedenti erano delle srl, l'attuale ha costituito un'associazione culturale, per cui le royalities (peraltro specificate) sarebbero una sorta di "premio" per l'attività svolta dal socio/autore. Le cifre prevedibili sono ovviamente insignificanti, mi chiedo se può esserci qualche complicazione legale o d'altro genere.

La pubblicazione sarà  cartacea ed "eventualmente" digitale. Mi conviene  chiedere di fissare una data entro la quale, se non esercitati, i diritti mii vengono resi (per es. un anno sui tre del contratto)?

Il prezzo viene, come di consueto, fissato dall'editore: posso chiedere che sia indicato un range (o non oltre x)?

Grazie in anticipo per le risposte :sss:!

 

 

 

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On 24/5/2017 at 20:06, sefora ha detto:

mi chiedo se può esserci qualche complicazione legale o d'altro genere.

 

E per pagare le tasse come funziona? A me l'editore emette ritenuta d'acconto, non so però se l'associazione possa farlo per un premio... Potresti chiedere loro, eventualmente.  Magari @ElleryQ ne sa di più...

On 24/5/2017 at 20:06, sefora ha detto:

La pubblicazione sarà  cartacea ed "eventualmente" digitale. Mi conviene  chiedere di fissare una data entro la quale, se non esercitati, i diritti mii vengono resi (per es. un anno sui tre del contratto)?

Cioè per pubblicarlo in digitale con altro editore?  Ma ti conviene?

On 24/5/2017 at 20:06, sefora ha detto:

Il prezzo viene, come di consueto, fissato dall'editore: posso chiedere che sia indicato un range (o non oltre x)?

Immagino che tu possa chiederlo, anzi lo puoi chiedere di certo, ma l'ultima parola spetta a lui: se il tuo tetto massimo a conti fatti non gli permette di ricavare un profitto a meno di vendere un numero di copie superiore alla media, difficilmente ti darà ascolto.

 

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1 ora fa, Marcello ha detto:

A me l'editore emette ritenuta d'acconto, non so però se l'associazione possa farlo per un premio...

Sì, idem per un mio contratto precedente, tuttora in corso. Chiederò, certo, preferirei appurarlo prima di "aprire" il confronto.

1 ora fa, Marcello ha detto:

per pubblicarlo in digitale con altro editore?

Non avverrà, ma perché lasciarglieli se non ne fa uso? E in analogia con quanto mi era capitato tempo fa, all'opposto: solo digitale e avrei potuto pubblicare in cartaceo con altri dopo un certo tempo. Ho poi accettato un'altra proposta, che prevede entrambi.

 

1 ora fa, Marcello ha detto:

lo puoi chiedere di certo, ma l'ultima parola spetta a lui

Lo so. A scopo per così dire "intimidatorio", a che non si allarghi troppo:asd:.

Ti ringrazio:)

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Nel contratto che mi è stato proposto c'è una clausola in cui l'autore si impegna a organizzare un numero x di presentazioni.

 

In caso io non riesca, perché dipende dalle librerie, quali sono le conseguenze?

 

Non è specificato niente in caso di inadempienza, potrebbe quindi semplicemente l'editore rescindere il contratto?

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L'editore potrebbe risolvere il contratto. Ma in genere non avviene, tanto più che ritiene essere interesse dello stesso autore organizzare delle presentazioni e diffondere il proprio libro. Spero, però, che ci sia anche una clausola in cui sia l'editore a impegnarsi a organizzarti qualche (o almeno una) presentazione. :)

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Purtroppo no, l'editore non si impegna, all'interno del contratto, in questo senso. Ma fa parte di un editore con una distribuzione importante, quindi alla luce delle altre proposte che ho ricevuto (acquisto copie, editori minuscoli) c'è qualche possibilità in più, anche se non nero su bianco. Comunque il contratto è a termine.

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Ciao a tutti, se c'è qualcuno ferrato nel linguaggio giuridico, mi potrebbe chiarire questo dubbio?

 

Nel contratto con l'editore c'è una clausola intitolata "Diritto di prelazione per opere successive". Nel titolo c'è il plurale, ma l'articolo nel dettaglio dice: "nel caso l'autore decidesse di realizzare una nuova opera".

 

Si intende quindi solo un'opera successiva a quella del contratto, o tutte le opere nel periodo di durata del contratto? Mi interesserebbe non il punto di vista, ma se qualcuno sa in termini legali come viene interpretata.

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Non c'è bisogno di essere ferrati in campo giuridico, mi sembra un'affermazione piuttosto chiara.

Si riferisce a qualsiasi opera successiva a quella oggetto del contratto di edizione.

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In realtà a me non sembra così chiaro, ecco perché mi riferivo alla terminologia guiridica, nel senso: un avvocato potrebbe appellarsi al fatto che si parli di opera successiva e non opere successive, vale più il titolo del paragrafo o il dettaglio dell'articolo, o ti risponderebbe subito che non ci sono possibilità di contestare la clausola?

 

Anche se non è detto che io arrivi mai a una nuova pubblicazione, mi è sembrato giusto porre la questione, magari potrà essere utile ad altri autori che si apprestano a firmare (anche se ho fatto una ricerca a proposito di questa clausola e viene vista come prassi consueta e onesta).

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@konradin, @Marcello ha risposto correttamente. "Opera" è generico, ma vale il titolo della clausola, per cui s'intende qualsiasi nuova opera successiva a quella pubblicata e rientrante nell'arco di tempo del tuo contratto di edizione.

 

1 ora fa, konradin ha detto:

o ti risponderebbe subito che non ci sono possibilità di contestare la clausola?

 

No, la clausola non è contestabile, nel "giuridichese" è già chiara. ;)

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Salve! Ho ricevuto una proposta editoriale da una casa editrice che è stata aperta da poco, sarebbe la mia prima esperienza e non so nulla su termini legali e quant'altro. 
Ma, anziché mandarmi direttamente la bozza del contratto, mi sono stati inviati per email dei termini riassuntivi, a quali seguirà il contratto vero e proprio solamente se io deciderò di accettarli. Insomma, se io non rispondo che accetto questi termini non mi faranno visionare il contratto. Cosa ne pensate di questa cosa? Per quale motivo non mi hanno mandato direttamente la bozza? 

In questi termini sono presenti soltanto la durata del contratto (10 anni, che a me sembrano eccessivi, e non viene specificato se si riferisce soltanto al manoscritto o a tutte le mie opere future) e le percentuali sul cartaceo (8%) e sul digitale (25%). Io ho intenzione di sottoporre il contratto ad un legale, ma non mi convince che vogliano prima questo "accetto i termini" per poterlo visionare.

Ringrazio chiunque mi risponderà.

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@Christine23 Effettivamente non è molto corretto chiedere l'accettazione dei termini senza leggere il contratto. Per quanto riguarda invece la durata del contratto ha le sue giustificazioni. Un libro, soprattutto per una piccola/media CE, ha bisogno di tempo per essere pubblicizzato, per sfruttare il "passaparola" eccetera. Spesso il libro comincia a vendersi anche uno/due anni dopo la sua uscita, per cui serve un po' di tempo per lavorare bene. L'importante è che uno non sia vincolato sui libri futuri.

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1 ora fa, Spartako ha detto:

Spesso il libro comincia a vendersi anche uno/due anni dopo la sua uscita, per cui serve un po' di tempo per lavorare bene.

Vero. A riprova riporto la mia esperienza. Un piccolo editore, tempo fa, s'era dichiarato disponibile a pubblicare un mio romanzo a patto che la durata del contratto fosse di 20 anni. Alla mia obiezione che contestatva questa durata biblica, l'editore mi ha risposto con un esempio tranchant: Tempo fa questo editore aveva pubblicato un libro di memorie sulla guerra partigiana di una certa signora che, anni dopo, era stata ospitata nella trasmissione di Bruno Vespa. E' nel corso degli anni, concluse l'editore, che io vengo a guadagnare coi miei libri. Il che mi ha zittito. Punto di vista legittimo. Quanto a me, mi sono solo limitato a declinare la sua offerta editoriale.

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@Christine23 Oltre i 5 anni è quasi sempre sconsigliato firmare, soprattutto per esordienti. Poi ognuno fa come crede.

1 ora fa, Spartako ha detto:

Spesso il libro comincia a vendersi anche uno/due anni dopo la sua uscita, per cui serve un po' di tempo per lavorare bene.

E pensare invece che con le big contano soprattutto i primi mesi... tutt'altro discorso, chiaro. 
Personalmente sono scettico sulle durate di contratto superiori a 5 anni.

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2 ore fa, Spartako ha detto:

@Christine23 Effettivamente non è molto corretto chiedere l'accettazione dei termini senza leggere il contratto. Per quanto riguarda invece la durata del contratto ha le sue giustificazioni. Un libro, soprattutto per una piccola/media CE, ha bisogno di tempo per essere pubblicizzato, per sfruttare il "passaparola" eccetera. Spesso il libro comincia a vendersi anche uno/due anni dopo la sua uscita, per cui serve un po' di tempo per lavorare bene. L'importante è che uno non sia vincolato sui libri futuri.

 

Ciò che mi ha fatto più storcere il naso, infatti, è stato "Se accetti tali termini, ti sottoporremo la bozza". Mi vedrei costretta a dire "accetto" solo per poter visionare questo benedetto contratto? Dovrebbe essere nel mio diritto, senza dover accettare delle condizioni per poterlo fare :s

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6 ore fa, Christine23 ha detto:

In questi termini sono presenti soltanto la durata del contratto (10 anni, che a me sembrano eccessivi, e non viene specificato se si riferisce soltanto al manoscritto o a tutte le mie opere future) e le percentuali sul cartaceo (8%) e sul digitale (25%). Io ho intenzione di sottoporre il contratto ad un legale, ma non mi convince che vogliano prima questo "accetto i termini" per poterlo visionare.

Ringrazio chiunque mi risponderà.

 

Non mi sembra scorretto il modo di procedere. Sono le parti essenziali del contratto, quelle su cui si negozia. Concordare sulle linee di principio non significa firmare il contratto. Se ti vanno bene (non sono fuori dall'usuale), puoi dare l'accordo per far scoprire le carte e guardare il contratto.

Manca la menzione dei diritti secondari (traduzione, utilizzo cinematografica) che potresti far escludere nel quadro della "negoziazione". Forse all'editore, se è piccolo, non interessano nemmeno perché non ha le relazioni per sfruttarli. Da escludere in modo categorico sono le opere future e la relativa prelazione, di solito non considerate nei contratti "seri".

Il resto sono clausole di pura applicazione o utili in caso di diatriba (più importanti di quanto si possa pensare) che possono essere esaminate con calma prima di firmare. Punti importanti sono i termini per la produzione dei rendiconti. Cercando su web o nel forum potrai trovare anche esempi di contratti o accordi tipo.

Prima di sottoporre il contratto a un legale, ti suggerisco di leggerlo e capirlo per conto tuo, verificando quante e quali clausole sono state inserite. Gli esempi non mancano.

C`è addirittura un sito molto ben fatto dedicato a scrittori in causa (non so se le regole del forum mi permettono di citarlo) che illustra le varie clausole di un contratto editoriale. Lo trovi facilmente con Google.

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Si dice che il contratto editoriale preveda due parti: l'editore e l'autore.

 

Formalmente é vero.

Praticamente no.

 

Spieghiamoci meglio:

le parti sono in effeti due, editore ed autore,

ma nel primo confluiscono altre parti,

nel secondo quasi mai.

 

Qualcuno osserverà:

cosa ci importa?

Firmando con la parte editore

avrò con esso rappresentate tutte le parti possibili.

 

Formalmente é vero.

Praticamente no.

 

Forse qualcuno penserà a qualcosa di filosofico niente affatto pratico.

Oppure qualcun altro più smaliziato vorrà un esempio

per meglio valutare.

 

Quindi?

 

 

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19 minuti fa, minimalista ha detto:

Quindi?

Quindi cosa?

 

Questa è la sezione in cui utenti che abbiano dubbi su uno specifico contratto chiedono consigli, un aiuto a interpretare una clausola e via dicendo...

Hai delle domande su un contratto che non ti è chiaro? 

Sottoponile.  Gli utenti cercheranno di aiutarti in base alle loro esperienze.

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Intervento di Moderazione:

 

Eh no, @minimalista. È la seconda volta che leggo un tuo post Off Topic ed è la seconda volta che, dopo averti richiesto delle spiegazioni, rispondi citando il regolamento, peraltro a membri dello Staff che il regolamento l'hanno creato e lo conoscono a memoria.

Il tuo post non è Off Topic? Bene, allora dimostralo rispondendo alla domanda di @Marcello. Oppure non farlo, se preferisci, ma il tuo ultimo messaggio è la prova che sapevi di essere OT e di averlo scritto senza rispettare il regolamento che tu stesso citi.

 

Questa volta il richiamo è solo verbale, la prossima volta diventa reale.

Ti ricordo anche che non puoi rispondere a questo mio intervento. Se hai qualcosa da dirmi, mandami un MP.

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Ciao a tutti, ho un altro dubbio sulla clausola del diritto di prelazione di cui si parlava tempo fa.

 

Il contratto che ho firmato con l'editore parla di “prelazione per opera successiva a parità di corrispettivo.”

 

Si intende che se un altro editore mi offre un tot loro devono pareggiare l'offerta?

 

O che devo pubblicare con loro alle condizioni del contratto firmato?

 

Questo perché nel primo caso mi converrebbe inviare i nuovi manoscritti prima agli altri editori, mentre nel secondo caso prima a loro e una volta ottenuta eventuale liberatoria procedere con la ricerca di un altro editore.

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31 minuti fa, konradin ha detto:

Si intende che se un altro editore mi offre un tot loro devono pareggiare l'offerta?

O che devo pubblicare con loro alle condizioni del contratto firmato?

 

In genere, il diritto di prelazione prevede che tu possa inviare in contemporanea al tuo editore attuale e ad altre CE un novo manoscritto che intendi pubblicare.

Dopo di che, se l'offerta del tuo editore eguaglia la più alta delle proposte che riceverai da altro editore,tra le due sarai tenuto ad accettare quella del primo. Idem se l'offerta del nuovo editore e quella del precedente si euguagliano già in partenza.

In pratica (con un esempio molto spicciolo), davanti a una "posta" più elevata, il tuo editore attuale potrà decidere se rilanciare adeguandosi o rinunciare.

Ovviamente, se la proposta economica del secondo editore è abbastanza elevata e il primo editore non può permettersi di euguagliarla, sarai libero di firmare con il nuovo.

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Grazie per la risposta molto precisa.

 

Per completare l'argomento, aggiungo che nel contratto non è indicato un tempo entro il quale l'editore dovrebbe decidere se esercitare la prelazione.

 

Ho cercato vari esempi e trovato che è un modo consueto di scrivere la clausola.

 

Inoltre pare che l'editore sia comunque per legge tenuto a rispondere in un tempo ragionevole (non credo si possa indicare di preciso perché dipende dal testo).

 

Mi chiedo a questo punto se qualcuno sa se esiste però un limite massimo oltre il quale si tratta di ostruzionismo (può anche capitare, per disinteresse, altre priorità, disaccordi passati ecc.)

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10 ore fa, konradin ha detto:

Inoltre pare che l'editore sia comunque per legge tenuto a rispondere in un tempo ragionevole (non credo si possa indicare di preciso perché dipende dal testo).

 

Generalmente si tratta di 60 giorni dalla comunicazione della proposta, ma credo che tu possa anche concordare tempi diversi con il tuo editore. Nel caso in cui non vi sia un accordo, il termine dei 60 giorni è di solito quello generico previsto dalla legge, per tutti i casi in cui si esercita il diritto di prelazione volontaria.

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Ciao, per chi avesse dubbi sui contratti editoriali, per esperienza personale questo testo è molto utile: un manuale scritto da due avvocati, completo e soprattutto semplice da capire. Parla e spiega sia genericamente del Diritto d'Autore (testo legislativo integrato) e, in più, il capitolo 21 è dedicato esclusivamente al contratto di edizione, spiegando punto per punto le clausole, in modo tale che il lettore/autore sappia come trattarle in sede di stipula.

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Buongiorno a tutti. Ho ricevuto una proposta di pubblicazione. Ci sono alcune clausole che mi lasciano dei dubbi. 

Ve le indico. Se ci fosse qualche discussione già aperta, mi scuso e vi chiedo di indirizzarmi.

Grazie.

 

Il contratto dura cinque anni. Ma a questo periodo se ne aggiungeranno altri due per ogni ristampa.

 

L’AUTORE potrà organizzare presentazioni, letture o eventi dove presentare e/o
eventualmente vendere copie dell’OPERA. Per tali presentazioni è necessaria, 15 gg
prima della data dell’evento a mezzo mail, l’autorizzazione dell’EDITORE, che dovrà
altresì approvare tutto il materiale pubblicitario e propagandistico e che collaborerà
come riterrà opportuno;

 

L’AUTORE, contestualmente alla firma del presente contratto, s’impegna
espressamente a riconoscere all'editore il diritto di prelazione all’esame dei
prossimi manoscritti;

 

L’EDITORE ha la facoltà di trasferire ad altri, in tutto o in parte, i diritti acquisiti con il
presente contratto;

 

L’EDITORE distribuirà l’OPERA attraverso i canali che riterrà opportuni. Inoltre,
qualora l’EDITORE lo ritenesse opportuno, l’AUTORE si impegna a presenziare a
trasmissioni in diretta o differita televisiva, radiofonica e via web;

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