Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Ludwig von Drake

Maleventum - tradizione e cambiamento

Post raccomandati

http://www.writersdream.org/forum/forums/topic/32959-bear-vs-suor-jude-capitolo-1-di-4/

 

Dalla finestra potevo vedere il sole illuminare il parco della scuola. I ragazzini giocavano con indosso le semplici tute estive e nessuno portava la giacca. “I nostri piccoli finanzieri” pensai e sorrisi. Quando andavo in gita scolastica con quella stessa tenuta grigia con richiami gialli, “piccoli finanzieri” erano le parole che usavano per prenderci in giro.

Con la fronte poggiata sulla mano e sospirando amaramente, rilessi per la terza volta la lettera giunta quel mattino dall’Inghilterra:

«Caro signor Esposito,

Con riferimento alla pervenuta richiesta di partecipazione al Torneo in oggetto, in considerazione dei precedenti disguidi concernenti l’uso di strumenti magici quasi senzienti e della procedura di Torneo che prevede la partecipazione di sole tre scuole, la informiamo che il Suo istituto non avrà diritto a partecipare. Posto ciò, salvo che lei non abbia intenzione di ravvedersi in merito agli anzidetti disguidi e affiliarsi a uno degli istituti riconosciuti, diffidiamo dall’inviare ulteriori richieste di partecipazione a iniziative similari in futuro. Cordiali saluti.  J. Crouch»

Solo tre partecipanti, in altre parole le Tre Sorelle. Più potenti di ogni altro istituto, pretendevano di stabilire le regole del mondo magico e da carrozzoni quali erano rifiutavano ogni sfida ai loro preconcetti.

Erano passati quasi quattro anni da quello che loro chiamavano il “disguido sull’uso degli strumenti magici quasi senzienti”. Una scelta di termini curiosa, considerando che non c’era stato alcun equivoco. Invitato alla scuola della Sorella inglese, avevo dimostrato che anche maghi di livello non avanzato se istruiti nel modo giusto potevano lanciare incantesimi senza bacchette e volare senza scope. In pratica, quegli attrezzi erano solo superstizione ed effetto placebo. Quando l’incontro finì, mi dissi che era andato bene e che alla Convention dei Maghi dell’anno seguente se ne sarebbe parlato. Con mia sorpresa, invece, mi ritrovai d’un tratto tagliato fuori da ogni evento e contatto nel Mondo Magico.

Se solo mi avessero consentito l’accesso al Torneo, avrei dimostrato ancora una volta l’inutilità di quegli strumenti e forse avrei potuto ottenere quei finanziamenti che mi avrebbero permesso di non chiudere la scuola.

 

Ero tanto assorto in quei pensieri che quando udii bussare alla porta saltai letteralmente dalla sedia.

- Avanti - dissi.

- Dottore, buongiorno, che ne pensa se lo spostiamo di martedì?

Era Franco, il mio assistente, che mi rendeva partecipe dei suoi ragionamenti senza introdurre in alcun modo l’argomento.

- Franco, di cosa stai parlando? - gli chiesi stancamente.

- Lui mi guardò in faccia, poi posò lo sguardo sulla scrivania e sembrò riflettere per qualche istante.

- Le hanno risposto dall’Inghilterra, eh?  - mi chiese.

- Sì, Franco, mi hanno risposto.

- E hanno detto quello che si aspettava?

- Già, proprio quello che mi aspettavo.

- Questo significa…

- Significa che devo fare quello che avevo in mente. A meno di non voler chiudere la scuola.

- Dottore, ma ne è proprio sicuro? Presentarsi alla Convention senza un invito, mi permetto di dire che per me è un grosso rischio. Non so neanche come faccia a essere così sicuro di trovarla. Non sarebbe più semplice accettare le loro regole?

- Franco, proprio tu non mi devi dire queste cose. Sei stato proprio tu, con Marco, a dimostrare che avevo ragione. E poi ti ho già detto di non preoccuparti per come troverò il posto. Questi inglesi pensano di essere furbi e superiori, ma non ne ho ancora incontrato uno che sia migliore di me. Non ho intenzione di accettare la loro mafia, non starò zitto e non chiuderò la mia scuola senza combattere.

- Non si arrabbi, io lo dico solo per il bene di tutti. Almeno, mi faccia venire con lei.

- No. Ti ho già detto che ho bisogno che qualcuno badi alla scuola in mia assenza. La gestiremo come ci siamo detti. Ora, mi vuoi dire di cosa mi stavi parlando?

- Dell’incontro con gli studenti. Che ne dice se lo spostiamo di martedì? Così Marco, il professor Gatti, potrà essere presente.

- Ah già, – mi ero del tutto dimenticato dell’incontro con gli studenti – spostiamolo di martedì e speriamo che Marco stia bene.

Franco uscì dalla stanza.

 

Un Marco Gatti in piena forma mi sarebbe proprio tornato utile per la mia irruzione alla convention.

Guardai la foto appesa al muro. C’eravamo io, Marco, Franco e due membri del ministero della magia che non avevo più sentito. L’avevamo scattata sotto la targa della più famosa scuola di Magia e Stregoneria del mondo, quattro anni prima, in una giornata di pioggia.

Fuori, al sole, i ragazzi passavano spensierati gli ultimi minuti dell’ora di ricreazione. Io accesi il computer e cercai nel database i ragazzi con maggiori attitudini telepatiche. Telepatia, telecinesi, precognizione e altri tipi di poteri EXP: ero stato l’unico ad avere introdotto la verifica per ogni studente delle effettive attitudini, gli altri preferivano pensare a distinguere tra coraggio, ambizione, intelligenza e pazienza. Anche per questo dovevo trovare il modo di farmi ascoltare.

Una lista di tre nomi comparve sullo schermo. Quei ragazzi mi avrebbero aiutato a muovere i primi passi del mio piano.

Chiamai Franco.

Ho bisogno di Masi, Miele e Cardo. Mandameli su appena possibile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao :), commentatore alle prime armi:

 

"anzidetti disguidi"

sei sicuro che questo termine sia appropriato? Non lo avevo mai incontrato prima...Intendo - anzidetti -

 

mi permetto - Qui userei " mi permetta " visto che il personaggio si rivolge al protagonista dandogli del lei

 

Potresti provare a caratterizzare un po' di più i nomi, perché i nomi in storie di fantasia devono trasmettere qualcosa di particolare, unico, anche bizzarro volendo, quindi troverei dei nomi un pochino meno comuni per i personaggi :)

 

Ho bisogno di Masi, Miele e Cardo. Mandameli su appena possibile.  - qui ricordati di inserire i simboli per le finestre di dialogo, non so, se magari vuoi usare dei simboli diversi per il dialogo telefonico, vedi tu, magari vanno bene quelli classici del dialogo parlato

 

Un consiglio che vorrei dare anche a chi legge ed è aspirante scrittore è quello di fare come fanno i fumettisti, ricalcare gli scrittori che hanno pubblicato, non solo nelle situazioni tematiche ma anche proprio nello stile, padroneggiare lo stile di qualcun altro può aiutare a individuare quello che poi bisognerà fare proprio e personale.

 

Accompagnate la scrittura alla lettura di un libro affine e provate a trovare l' ispirazione.   

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Ludwig von Drake Piaciuto. 

Strumenti magici quasi senzienti, Scuola della Sorella Inglese. Sono tutte definizioni azzeccate e non comuni per un fantasy che si preannuncia interessante. Mi piace anche l'uso dei nomi italiani e la collocazione in città della geografia reale. Scorrevole e corretto. Hai in programma un secondo capitolo? 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×