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dfense

Edizioni Pagina Uno

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Nome: Edizioni Pagina Uno

Generi trattati: narrativa, inchiesta, saggistica, satira (in più pubblicano una rivista bimestrale aperta a collaborazioni)

Modalità di invio dei manoscrittihttp://www.edizionipaginauno.it/contatti.php  via mail a info@paginauno.it

Distribuzionehttp://www.edizionipaginauno.it/distribuzione.php

Sito webhttp://www.edizionipaginauno.it/

Facebook https://www.facebook.com/PaginaunoLaCasaEditrice

 

Editore interessante, da approfondire, credo...

Modificato da ElleryQ

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Mail inviata.

Attendo la risposta per averne la conferma, ma da quanto riportano sul sito non richiedono alcun tipo di contributo.

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@Black (y)

Gli ho inviato un romanzo circa tre mesi fa. Mi hanno risposto cortesemente con un consueto e poco esaltante le faremo sapere, e chiedendomi come ero venuto a conoscenza della loro esistenza.Malgrado ciò, mi sembrano seri. "Piccoli" ma seri... che poi, a ben vedere, è l'unica cosa (o una delle più importanti, almeno) che conta davvero, in una casa editrice: la serietà.

Vedremo...

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Ci hanno risposto in maniera molto sintetica:

Accettano esordienti, non chiedono contributo, fanno editing, seguono l'autore come possono.

 

Sposto in Free, se qualcuno dovesse avere esperienze dirette, è il benvenuto a esprimerle :) 

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Distribuzione: Messaggerie Libri.

 

Non è forse il miglior distributore in circolazione? Quindi questa CE si presenta molto bene ^^

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Buongiorno a tutti, eccoci qui. Sono a vostra disposizione se avete domande da fare sull'editoria.

 

Prima di tutto, dfense, mi segnali per cortesia il titolo del tuo dattiloscritto, per cortesia? Così verifico se è già in lettura. Riceviamo una media di 3 proposte di pubblicazione al giorno, sabato e domenica compresi, e i tempi sono inevitabilmente lunghi.

 

Rispondo a Ngannafoddi. Messaggerie è il più potente distributore in circolazione, questo è importante per un editore, ma non è tutto.

 

Ciao Niko, forse sono stato molto sintetico, cosa vorresti sapere oltre a quello che ho scritto in risposta alle tue domande?

Avviso che avrò una settimana molto impegnativa, tra un viaggio a Ginevra per prendere i diritti di una grandissima scrittrice, che si chiama Alice Rivaz, e il Book Pride che mi terrà impegnato da venerdì a domenica sera. Tornerò quindi su questo forum solamente lunedì. Se non riesco a fare un'incursione giovedì.

 

Black, confermo che non chiediamo alcun contributo all'autore. Però, proprio per questa ragione siamo piuttosto esigenti quando leggiamo i testi arrivati. Quando si invia un manoscitto, si deve tenere conto che si contemporaneamente si sta facendo una proposta di spesa all'editore. So che può essere prosaico, ma tant'è. Chi si fa pagare non ha questo tipo di problemi :-)  Hai dato un occhio al nostro catalogo, oltre a guardare la nostra pagina del Chi siamo?

Saluti

 

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Ospite

Buonasera @edizioni paginauno,

desidererei avere dei chiarimenti riguardo la promozione e se può approfondire la frase: "seguono l'autore come possono". In particolare, ho notato che la vostra CE ha sede a Vedano al Lambro (MB), siete vicini anche agli autori distanti parecchi chilometri? In qualsiasi regione italiana, organizzate delle presentazioni in totale autonomia, contattando persone di fiducia o queste sono a carico dell'autore?

Grazie.

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@edizioni paginauno

On 17/3/2017 at 21:07, dfense dice:

Mi hanno risposto cortesemente con un consueto e poco esaltante le faremo sapere...

Ben inteso, la mia non voleva essere era una critica (a rileggerla a posteriori, in effetti, potrebbe suonare una frase un po' sarcastica, ma non lo è). "Le faremo sapere", ci sta, come risposta, ci mancherebbe.. comunque, il titolo del romanzo che vi ho inviato (lo cito, in quanto di fatto ancora non esiste, quindi tecnicamente non mi sto facendo pubblicità nella sezione sbagliata del forum) è: " La loro parte".

Spero di non avervi fatto cosa sgradita citandovi, ma vedo che siete già intervenuti nella discussione (non tutti gli editori lo fanno), quindi forse... non vi dispiace.

Credo vi troverete bene in questa comunity :).

Grazie

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Per rispondere a Nuwanda, abbiamo uno spazio anche a Milano, dove siamo operativi.Siamo seguiti da un'agenzia di promozione, e Messaggeria si occupa 'solamente' della distribuzione. Questo significa che spedisce i libri nelle librerie che li hanno ordinati. Una casa editrice come la nostra non ha la forza (leggi: visibilità) che le permetterebbero di entrare in tutte le librerie del Regno. Ma questo non è necessariamente un male. Cosa significa questo? Significa che ci permette di affrontare il mercato senza essere impiccati economicamente. Fai conto che lo stampatatore viene pagato dopo quattro mesi, mentre si cominciano a vedere le prime entrate delle vendite in libreria dopo sei mesi. Se gli ordini fossero eccessivi rispetto alla nostra possibilità di anticipare i costi, alla lunga chiuderemmo. Naturalmente seguiamo l'autore organizzando presentazioni, spedendo libri a giornalisti e blogger che si occupano di letteratura, L'autore deve muoversi a sua volta per promuoverlo. Non deve chiudersi in casa. Deve dimenticarsi il mito della torre d'avorio, ma partecipare al mondo editoriale e cercare di essere presente, andare in giro, farsi conoscere, frequentare luoghi dove si fanno presentazioni di libri, per poi proporsi a sua volta. Cercare contatti nell'ambiente o in luoghi in cui si muovono artisti. Deve cioè uscire, per quanto gli è possibile, dal proprio ambiente per incontrare gente che coltiva la sua stessa passione. Deve un po' cambiare vita, e anche questo non è necessariamente un male :-). Insomma, per potersi chiudere nella torre d'avorio, occorre prima uccidere molti elefanti. Se un autore non è pronto a fare tutto questo, è meglio che si dedichi ad altro. Comunque, insisto, non chiediamo soldi all'autore. Certo, se vive molto lontano da Milano, dove noi non abbiamo agganci, il rapporto diventa molto difficoltoso.

 

Per dfence: non preoccuparti, non suonava sarcastico. E poi so cosa vuol dire non avere conoscenze e cercare di farsi leggere da un editore. A volte può essere molto frustrante. Ho deciso di iscrivere la casa editrice a questo forum perché noto spesso che chi non ci vive dentro può crearsi un'immagine troppo idealizzata del mondo editoriale. Si legge di grandi successi editoriali, senza realizzare che si tratta di casi isolati tra la marea di libri invisibili che escono ogni mese. E occorre non dimenticare che il best seller è una costruzione fatta a tavolino da chi ha la forza economica per imporsi mediaticamente. Ma come si suole dire: la realtà è altra cosa.

So che potrebbe suonare interessato quello che andrò a scrivere adesso (quindi dategli il peso che volete dargli), ma la domanda "Come ci avete conosciuto?" ha una sua ragione d'essere. Non è mai bello sapere che chi ti ha inviato una sua opera, non ha mai letto un libro del tuo catalogo, non sa nemmeno cosa hai pubblicato. Non ha messo nemmeno un like sulla vostra pagina Facebook per seguirti e conoscerti. Questo ti fa sentire un po' come un'area di servizio. Ma lo dico cercando di assumere anche il punto di vista di chi scrive: se io fossi uno scrittore, vorrei entrare in un catalogo di autori che amo, che leggo, che conosco e che stimo. E per quanto ci riguarda, non sarà un libro in più o in meno a renderci più ricchi. E poi... esistono anche le biblioteche dove cercare i libri. Siamo una casa editrice, e non una industria editoriale, e a questo tipo di rapporto noi crediamo molto. Tutto qui. E comunque, mentre aspettate una risposta al vostro libro, non smettete di scrivere, cominciatene un altro, e questo vi farà diventare ancora più bravi. Non mollate e non fermatevi mai, se credete che la scrittura sia la vostra strada.

Buona giornata e... stay independent :-)

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@edizioni paginauno

Cita

...Ho deciso di iscrivere la casa editrice a questo forum perché noto spesso che chi non ci vive dentro può crearsi un'immagine troppo idealizzata del mondo editoriale...

 

Immagino sia dovuto al gran numero di "giovani" sognatori che bazzica da questa parti ;)

 

Cita

...Si legge di grandi successi editoriali, senza realizzare che si tratta di casi isolati tra la marea di libri invisibili che escono ogni mese...

 

Parole sante, se non erro 18.000 lo scorso anno, l'oblio è un destino comune alla maggioranza.

 

Cita

...E occorre non dimenticare che il best seller è una costruzione fatta a tavolino da chi ha la forza economica per imporsi mediaticamente. Ma come si suole dire: la realtà è altra cosa...

 

Infatti, e non dimentichiamo pure la "narrazione" che si crea attorno ai bestseller, quella ad esempio del pinco pallino che finalmente ce la fa e che fa sognare tutti... Ma la realtà è appunto una cosa diversa e spesso le storie entusiasmanti dietro al successo degli autori sono costruite a tavolino pure quelle.

 

Approfitto della tua cortesia e disponibilità in veste di editore per farti una domanda:

 

I dati relativi alla crisi del mercato editoriale sono sotto agli occhi di tutti; ogni anno c'è qualche punto percentuale in meno (3,4% in meno mi pare per lo scorso anno). Com'è allora che continuano a nascere case editrici? Sono sempre più numerose, come i bidoni di popcorn.

 

Ovvio che molte aprono e chiudono ma date le difficoltà, la maggior parte non può offrire una distribuzione adeguata, non dispone di un ufficio stampa e in pratica non è in grado di dare una "vita civile" al libro che pubblica, mi chiedo a che pro tuffarsi in un suicidio assicurato. Dato che l'italiano medio non è stupido e ci tiene a fare quattrini come tutti, non è che si è creato invece un sottobosco che alimenta un mercato diverso i cui introiti derivano da altre attività connesse?

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Rispondo volentieri a questa domanda sul "suicidio assicurato", una formula che mi ha fatto sorridere perché ne intuisco il senso. Posso però rispondere per Paginauno e non per altri.. Noi pubblichiamo cinque libri all'anno proprio per poterli seguire. Non sono molti, e da un paio di anni tra questi cinque ci son anche autori stranieri. Questa è la maniera che abbiamo scelto per valorizzare anche i nostri autori italiani, immergendoli dentro un catalogo che abbia un visione ampia sulla letteratura. Come  adire che l'unica globalizzazione sensata è quella culturale. Ognuno di noi guadagna dalla casa editrice. Questo significa che le entrate sono automaticamente  reinvestite in libri. Non dimentichiamo che alcuni Stati riconoscono sovvenzioni per la traduzione, e questo è un grande aiuto per chi pensa all'estero. Lavoriamo con l'intento di costruire un catalogo che abbia valore culturale. Ovvero cerchiamo di lavorare nel rispetto dell'intelligenza del lettore. E il catalogo è la carta d'identità di una casa editrice. Ci dividiamo il lavoro e facciamo tutto in "casa", a parte la stampa e la promozione e la distribuzione che vengono ripagati dai libri. Abbiamo consulenti veramente validi all'estero che davvero, per amore della cosa, ci suggeriscono libri di autori importanti tenendo conto della nostra linea editoriale. Nessun sottobosco, per quanto ci riguarda. So che può sembrare retorico, ma ci limitiamo a coltivare una passione lavorando sui tempi lunghi e seriamente. Non dimentichiamo che un buon catalogo è in continuo movimento, perché i buoni titoli vendono nel tempo. E questa è, a mio avviso, una vera "vita civile" per un libro. La migliore. Per cui non ci lamentiamo, e ci limitiamo a fare. E fino a questo momento siamo soddisfatti dei risultati.

 

A proposito di "immagine idealizzata", sono stato imprecito. Il termine corretto è "falsata". Perché il sognare fa bene, ma non l'ingannarsi. :-)

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3 ore fa, edizioni paginauno dice:

Certo, se vive molto lontano da Milano, dove noi non abbiamo agganci, il rapporto diventa molto difficoltoso.

 

Quindi per un siciliano come me... il rapporto diventa impossibile? ;(

 

Non mi resta che chiudermi nella mia torre d'avorio e aspettare che altri elefanti muoiano per cause naturali :bandiera:.

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@edizioni paginauno Grazie per la risposta anche se...

Cita

...Nessun sottobosco, per quanto ci riguarda...

La mia domanda non era diretta alla vostra situazione in particolare, mi chiedevo semplicemente il perchè di questa tendenza (il numero crescente di editori) in contrapposizione alla crisi sempre più evidente e alle difficoltà di gestione non meno problematiche.

 

So che un modo per abbattere i costi è quello di pubblicare letteratura già edita, ad esempio all'estero, in questo modo, traduzione a parte, interviene solo il costo della stampa ma si risparmia il gravoso compito di far nascere un'opera da zero e, nei casi di autori conosciuti, di pagarli anticipatamente per avere il manoscritto. Senza contare che si può avere già un'idea del mercato mosso dal libro in questione. Ci sono due editori italiani (marito e moglie, ora mi sfugge il nome) che sono diventati piuttosto famosi in inghilterra dove hanno avviato questa attività limitandosi a pubblicare cose già edite (in Italia) e pochissimi esordienti rigorosamente di lingua inglese.

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No, Bandit, non credere. Non vale per una casa editrice indipendente. Il prenotato in libreria non aumenta se l'autore è straniero. Oltretutto c'è lo svantaggio di non poter fare presentazioni, perché giustamente, non hanno senso se non c'è l'autore. Da questo punto di vista continua a essere più "conveniente" l'autore italiano. è più facile che si ripaghino questi ultimi, infatti. grazie alle presentazioni. In questo caso dipende veramente anche delle scelte editoriali. Dall'argomento del libro che si sceglie di pubblicare. Oltretutto noi non acquistiamo i diritti di un libro italiano, esordiente o meno, mentre è inveitabile farlo per un libro di valore riconosciuto nel proprio paese. E la critica letteraria non ti fa una recensione.solo perché gli dai un autore straniero. Nemmeno se si tratta di un capolavoro riconosciuto. Noi pubblichiamo preferibilmente scrittori contemporanei, anche se abbiamo anche una collana di autori "classici". Abbiamo pubblicato un autore esordiente e ti assicuro che ha venduto di più degli autori stranieri. Certo, il suo libro trattava un argomento su cui la narrativa italiana si è cimentata poco, e questo ha ripagato la bontà della nostra scelta. Ecco, per un esordiente questo può essere un suggerimento. scrivere un noir, per esempio, non premia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in un momento in cui il mercato è "infestato" da libri appartenenti a questo genere.

 

Ngannafoddi, non ti abbattere. Se non sbaglio la Sicilia riconosce un contributo per editori siciliani che pubblicano siciliani. Aspetta per la torre d'avorio.

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Non è una sviolinata, dato che il nick mi "protegge", ho ceduto solo a un istintivo e avventato impulso per dire che amo leggere ragionamenti come questi da parte d'un editore. Per controbilanciare non metterò il like.

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2 ore fa, edizioni paginauno dice:

Ngannafoddi, non ti abbattere. Se non sbaglio la Sicilia riconosce un contributo per editori siciliani che pubblicano siciliani.

 

Questo non lo sapevo! Ma adesso che me lo avete detto, mi informerò meglio. Anche se mi sembra strano che in Sicilia ci siano contributi che non sono stati risucchiati dal nulla eterno :ninja:.

 

E grazie per l'incoraggiamento. Comunque, io non mi abbatto... sono soltanto un pochino scherzoso :asd:.

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E' fondamentale rivolgersi ad una Casa editrice con si scorga una certa affinità sia sul piano artistico sia su quello sociale.

Anche per questo, io mi sono rivolto a "Pagina uno": di cui ho sul comodino "Docherty", dello scrittore scozzese William Mc Illvanney. Sempre di "Pagina", mi propongo di leggere anche il libro di Davide Steccanella "Le indomabili".

Bene, ho inviato alla Casa in questione la sinossi del romanzo + 2 capp. dello stesso. Ad oggi, (sono passati quasi 2 mesi e mezzo), non ho ancora ricevuto risposta; so però che le Case editrici hanno i loro tempi (a volte un tantino biblici, sia detto senza polemica).

La “torre d'avorio”.

Chi scrive, intendo chi lo fa con autentica passione, vive immerso nella sua scrittura... anche se, comunque, sempre in questo mondo. Spesso non si tratta neanche si una scelta, ancor meno (come dire?) astratta o snobistica. Si tratta invece di una necessità vitale: come l'aria, il sole, l'acqua... il vino.

Inoltre, chi scrive deve lavorare; e/o cercare di non perdere il suo lavoro; cosa non facile, dato l'attuale neo-schiavismo!

Detto questo, è chiaro che un libro non può prescindere dalla spinta anche dello scrittore.

La mancanza di tale spinta farebbe sembrare il libro, che magari parla della vita intesa come “carne viva”, come fatto solo di parole e non (come dovrebbe essere) delle emozioni, dei sogni e della rabbia di chi lo ha concepito.

Insomma, bisogna trovare una sintesi tra le esigenze editoriali e quelle dello scrittore; una di quelle cose semplici ma difficili da realizzare...

Grazie comunque all'Editore per le sue risposte qui: cosa questa, ripeto, a cui tanti suoi colleghi non sembrano molto abituati.

 

 

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