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Sono un'amante del paranormal romance, ma delle storie d'amore in generale. Per me un libro non è completo senza una storia d'amore a meno che non si tratti di biografie. Per alcune persone la letterattura rosa è considerata di livello inferiore e ne sono molto dispiaciuta, ma la letterattura odierna non offre nessuna particolare "perla" e anzi, stiamo affogando nel vacuo. Mi piacerebbe sapere qual è il vostro punto di vista riguardo al romance e vorrei esporvi qualche mia idea per la mia prossima storia sperando di ricevere il vostro aiuto.

Scusatemi per questa premessa ma penso fosse doverosa.

Mi sto cimentando da poco nel paranormal romance perchè mi ci sono proprio fissata. Mi piace scrivere ciò che non riesco a trovare nei libri che leggo, diciamo che più sono insoddisfatta più mi vengono in mente idee. Inoltre, leggo e guardo demolizioni dei libri che ho letto o che ho intenzione di leggere per capire cosa non devo scrivere per risultare banale o poco realistica.

Scusatemi per la seconda premessa xD

 

Leggereste questa trama? Cosa cambiereste?

 

Trama:

Elizabeth ha quasi dicotto anni, ha perso la madre quando aveva quattro anni, suo padre si è risposato poco dopo e da allora la sua vita è cambiata. La sua matrigna la odia e suo padre si è fatto influenzare da lei fino ad allontanarsi dalla figlia. Di conseguenza Elizabeth è diventata una ribelle, quasi una teppista così, alla soglia dei sedici anni, il padre la mandò a vivere dalla nonna, in Inghilterra. La nonna muore dopo poco più di un anno. Nel mentre la ragazza ha imparato tanto ed è diventata più sicura di sè capendo cosa significa essere amati.

Il padre è costretto a riprenderla con se, e la riporta in America, dove lei è nata, e la spedisce in collegio.

 

Dal momento che io sono un vulcano di idee e che ho modificato questa trama diverse volte ci sono alcuni buchi narrativi che devo riempire.

 

Nel collegio (devo ancora decidere che tipo di collegio ma all'inizio pensavo qualcosa a carattere militare) Elizabeth incontra il Maggiore Tatum (e qui non so a che età si possa diventare maggiore perchè il mio personaggio non dovrebbe avere nemmeno trent'anni), responsabiile del dormitorio della ragazza.

 

Questo personaggio è nato, nella mia mente, come un alieno, proveniente dal pianeta Noremac (ho sempre voluto scrivere una storia con personaggi provenienti da altri pianeti!), non ho ancora deciso che tipo di capacità avrà ma una cosa è sicura, la sua specie - i noremiani - sono allergici agli umani. Qualunque scambio di saliva o fluidi corporei (tra i quali sangue) per loro è quasi fatale. Un bacio può farli svenire, o ammalare come se avessero l'influenza e il sangue è pressochè mortale. Sono piuttosto resistenti, invulnerabili a qualsiasi arma. Per esempio un coltello non li scalfirebbe ma se questo fosse imbevuto di sangue umano riuscirebb a ferirli. Hanno la vista notturna perchè nel loro pianeta è molto buio (devo studiare gli effetti di un pianeta senza sole). Hanno però sviluppato una tolleranza ai raggi UV vivendo sulla Terra, ma coloro che vivono ancora su Noremac ne sono vulnerabili.

 

Durante un processo che devo ancora perfezionare Elizabeth viene infettata dal sangue alieno che, invece di farla morire, (no, non viene trasformata! nei paranormal romance tutte si trasformano in vampiro o ibrido e così via... xD ) le trasforma il DNA facendola diventare velenosa (o letale) sia per gli umani che per i noremiani. Questo perchè c'è un grande cattivo che sta cercando di creare un antidoto all'allergia che i noremiani hanno nei confronti degli umani.

 

Se continuo a raccontare ne viene fuori un papiro ma queste sono le premesse. Gradirei i vostri punti di vista e per quanto ci tenga a creare una storia d'amore credibile vorrei creare personaggi e situazioni che lo siano.

 

Grazie per essere arrivati a leggere fino a questo punto xD

 

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Allora, da lettore:

-          Se vuoi scrivere un romanzo di fantascienza è bene che si capisca da subito di cosa stai parlando. Introdurlo alla fine come fai tu, sembra un corpo estraneo gettato lì.

-          Che significa che la ragazza ha capito cosa significa essere amati? La nonna la amava o ha trovato qualcuno? Magari, potresti inserire un ragazzo conosciuto a Londra, nulla di veramente serio, se non per la ragazza. Questo la farebbe infuriare al momento della partenza e potrebbe creare una tale rottura col padre da forzare questo a mandarla in collegio.

-          Attenzione alla consecutio temporum. Se in una brevissima trama te lo perdi, forse sarebbe il caso di allenarsi prima di iniziare a pensare di buttare giù un romanzo.

-          Quanto conosci di Londra e dell’America? Credo che sia necessario che ti informi bene sui luoghi di cui vuoi parlare, prima di decidere dove collocare i tuoi protagonisti. Considerato che sarebbe il tuo primo romanzo e che, a quanto scrivi, di scuole militari sai poco, getterei via tutta la parte della scuola. La nonna può vivere in un paesino italiano che conosci e il padre essere un imprenditore di una qualsiasi grande città. Il segreto “alieno” può essere qualcosa di misterioso che riguarda quel paesino, dove succedono cose strane e in cui il ragazzo è coinvolto in qualche modo.

-          La conclusione non mi piace. La ripenserei dal principio. Ricollegandomi alla storia del paesino, magari lei indaga e il ragazzo alieno cerca di tenerla lontana, finché nel suo avventurarsi in luoghi dove non dovrebbe andare (una caverna, un pozzo?) non viene rapita (per qualche motivo) dalla creatura aliena che gli strani abitanti del paesino tenevano rinchiusa in quel luogo.

-          A questo punto, com’era legato il padre a questa storia e perché l’aveva in realtà allontanata? E chi era la nonna oltre a quella che sembrava un’amabile vecchina? Chi la salva alla fine, il ragazzo o il padre? Se ti piace, sviluppa pure…

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Ciao @inkdropsintherain , le osservazioni fatte da @Ludwig von Drake sono tutte molto interessanti e costruttive.

In più rispondo solo al tuo dubbio sulla maggiore età, che in America è sempre 18 anni, tranne che in quattro stati (Missouri, 17; Alabama e Nebraska, 19; Mississippi, 21).

Ti ricordo anche di fare attenzione al regolamento, perché non è consentito scrivere parole intere in maiuscolo nei post (equivale a gridare), e la formattazione non regolare (quindi l'uso del grassetto e del corsivo) è limitata allo stretto indispensabile, o comunque maggiormente consentita in "Officina". ;)

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Ospite Mirtillasmile

@inkdropsintherain io premetto che non sono un'esperta del genere, quindi non dico nulla, per mancanza di competenza, sulla parte paranormal.

Ho una piccola perplessità: il tuo incipit 

11 ore fa, inkdropsintherain dice:

Elizabeth ha quasi dicotto anni, ha perso la madre quando aveva quattro anni, suo padre si è risposato poco dopo e da allora la sua vita è cambiata. La sua matrigna la odia e suo padre si è fatto influenzare da lei fino ad allontanarsi dalla figlia

Mi ricorda tremendamente Cenerentola. 

 

 

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13 ore fa, Ludwig von Drake dice:

Allora, da lettore:

-          Se vuoi scrivere un romanzo di fantascienza è bene che si capisca da subito di cosa stai parlando. Introdurlo alla fine come fai tu, sembra un corpo estraneo gettato lì.

-          Che significa che la ragazza ha capito cosa significa essere amati? La nonna la amava o ha trovato qualcuno? Magari, potresti inserire un ragazzo conosciuto a Londra, nulla di veramente serio, se non per la ragazza. Questo la farebbe infuriare al momento della partenza e potrebbe creare una tale rottura col padre da forzare questo a mandarla in collegio.

-          Attenzione alla consecutio temporum. Se in una brevissima trama te lo perdi, forse sarebbe il caso di allenarsi prima di iniziare a pensare di buttare giù un romanzo.

-          Quanto conosci di Londra e dell’America? Credo che sia necessario che ti informi bene sui luoghi di cui vuoi parlare, prima di decidere dove collocare i tuoi protagonisti. Considerato che sarebbe il tuo primo romanzo e che, a quanto scrivi, di scuole militari sai poco, getterei via tutta la parte della scuola. La nonna può vivere in un paesino italiano che conosci e il padre essere un imprenditore di una qualsiasi grande città. Il segreto “alieno” può essere qualcosa di misterioso che riguarda quel paesino, dove succedono cose strane e in cui il ragazzo è coinvolto in qualche modo.

-          La conclusione non mi piace. La ripenserei dal principio. Ricollegandomi alla storia del paesino, magari lei indaga e il ragazzo alieno cerca di tenerla lontana, finché nel suo avventurarsi in luoghi dove non dovrebbe andare (una caverna, un pozzo?) non viene rapita (per qualche motivo) dalla creatura aliena che gli strani abitanti del paesino tenevano rinchiusa in quel luogo.

-          A questo punto, com’era legato il padre a questa storia e perché l’aveva in realtà allontanata? E chi era la nonna oltre a quella che sembrava un’amabile vecchina? Chi la salva alla fine, il ragazzo o il padre? Se ti piace, sviluppa pure…

Innanzitutto Ludwig ti ringrazio molto per esserti preso il tempo di esaminare la mia trama e di suggerirmi degli accorgimenti. Detto questo vorrei provare a rispondere punto per punto.

 

-Ho già scritto un prologo che catapulta direttamente il lettore nell'atmosfera sci-fi, in quanto vi è un combattimento alieno e si intuisce non solo che i personaggi coinvolti sono alieni ma anche da dove provengono e quali sono alcuni dei loro punti di forza e punti deboli. Si scopre anche un piccolo segreto del protagonista che dovrebbe portare il lettore a farsi qualche domanda. Personalmente mi piace come è venuto ma non voglio cullarmi nell'autocompiacimento. In realtà, come ho detto in un altro post ho una memoria veramente buona quando si tratta di quello che partorisce la mia mente e molto, anche se non l'ho inserito nella trama che appunto, voleva essere un conovaccio, è già stabilito nella mia testa. Non volevo inserire tutti i particolari perchè sarebbe venuto fuori un riassunto della divina commedia. Sorry!

 

- Sì, la ragazza ha imparato ad essere amata grazie alla nonna, nel capitolo che ho scritto ho spiegato questo ma come ho detto sopra, non volevo essere troppo dettagliata per non risultare prolissa. Ho anche inserito un ragazzo, sempre nel capitolo cui faccio riferimento ma non avevo pensato a uno scontro con il padre. Piuttosto si tratta del suo migliore amico e devo ammettere che l'ho fatta reagire piuttosto passivamente perchè, quando tutto questo succede la nonna è morta da poco tempo ovvero due settimane. Inoltre ho pensato che, visto che la madre è morta e che il padre è in vita sia più che logico che suo padre la riprenda con sè. Diciamo che più che altro è il padre che non vede via d'uscita perchè lei è ancora una minorenne (17 anni all'inizio del libro e 18 due mesi dopo - fatto che ho reso chiaro nel capitolo). La ragazza lo segue (malvolentiei)  anche perchè ha una sorellina di dieci anni e sto cercando di creare una connessione anche con lei. Il fatto del collegio è un indizio del fatto che il padre non è davvero legato alla figlia, come chiarito sempre nel capitolo, perciò la prende con sè perchè è costretto ma non ha intenzione di prendersene cura.

 

- Scusami l'ignoranza, non ho mai studiato latino perchè sono diplomata in informatica, perciò ti chiedo che cosa è il consecutio temporum? Lo cercherò online.

 

- Per quanto riguarda Londra, io vivo a 40 minuti da Londra e penso di conoscerla abbastanza. In realtà non sono ancora sicura di voler ambientare il resto della storia in America, potrei fare il contrario. Ovvero che il padre l'abbia mandata in America, dalla nonna (o da qualche altra parte visto che nel libro se ne parla solo per un capitolo) e ambientare il resto della storia a Londra o nella mia cittadina inglese. Solo che non so quanto possa essere a effetto un alieno a Londra. A volte pensi, per insicurezza o naivaggine (scusami il termine ma sono bilingue e a volte non mi vengono le parole) che certe cose suonino meglio se ambientate in America. Non ci sono mai stata, la mia migliore amica vive a Manhattan e ho pensato che posso chiedere informazioni di prima mano al riguardo. Inoltre devi perdonarmi nel dire che io non sono una fan della letteratura italiana in generale ma è un mio limite. Mi sono sempre sentita più straniera che italiana, benchè ami l'Italia e spesso ne senta la mancanza. Per quanto riguardo il lato "alieno" ci tengo in modo particolare e non vorrei discostarmi dal concetto.

 

- In realtà quello che ho scritto è proprio un'infarinatura, non volevo essere prolissa, perchè c'è davvero molto, molto, molto di più da dire ma essendo una trama non ho pensato di inserire tutti i particolari. Scusami se mi permetto ma il tuo suggerimento mi fa pensare più a qualcosa di fantasy che paranormal o forse lo sto percependo nel modo sbagliato. Mi aiuti a capire per favore?

 

- Sriverò in modo più convincente per mettere in risalto i punti che non ho descritto. Ripeto non volevo essere prolissa in modo inutile ma sto diventando ridondante xD

 

Detto tutto questo, ancora grazie per avermi dato dei suggerimenti che sto sinceramente prendendo in esame ma sarei curiosa di conoscere il tuo punto di vista sulla trama completa che era, davvero accennata.

 

10 ore fa, ElleryQ dice:

Ciao @inkdropsintherain , le osservazioni fatte da @Ludwig von Drake sono tutte molto interessanti e costruttive.

In più rispondo solo al tuo dubbio sulla maggiore età, che in America è sempre 18 anni, tranne che in quattro stati (Missouri, 17; Alabama e Nebraska, 19; Mississippi, 21).

Ti ricordo anche di fare attenzione al regolamento, perché non è consentito scrivere parole intere in maiuscolo nei post (equivale a gridare), e la formattazione non regolare (quindi l'uso del grassetto e del corsivo) è limitata allo stretto indispensabile, o comunque maggiormente consentita in "Officina". ;)

 

ElleryQ, grazie anche a te per esserti presa o preso (sorry non so il tuo genere) il tempo per leggere la trama e darmi aiuto e suggerimenti.

Non mi sembra di avere scritto in maiuscolo perchè frequento i forum da molti anni e so che equivale a gridare, ma ti ringrazio per averlo precisato e di conseguenza mi scuso per aver usato il grassetto e il corsivo ma ho pensato fossero utili per ciò che volevo esprimere. Colpa mia che non ho letto attentamente il regolamento. Chiedo nuovamente scusa e provvedo a correggere.

 

Ti ringrazio :)

9 ore fa, Mirtillasmile dice:

@inkdropsintherain io premetto che non sono un'esperta del genere, quindi non dico nulla, per mancanza di competenza, sulla parte paranormal.

Ho una piccola perplessità: il tuo incipit 

Mi ricorda tremendamente Cenerentola. 

 

 

E grazie anche a te Mirtillasmile per avermi letta e il tuo punto di vista. Ammetto però che a Cenerentola non ci avevo proprio pensato! Che poi non chiamerei proprio incipit ma io credo seriamente di aver espresso ciò che volevo esprimere nel modo peggiore.

 

Grazie dell'aiuto a tutti per ora. Scrivero in modo più dettagliato per avere più demolizioni possibili. E non fraintendetemi, anche se ho risposto a tutti in modo più dettagliato possibile, apprezzo le critiche perchè sono state costruttive.

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10 ore fa, ElleryQ dice:

Ciao @inkdropsintherain , le osservazioni fatte da @Ludwig von Drake sono tutte molto interessanti e costruttive.

In più rispondo solo al tuo dubbio sulla maggiore età, che in America è sempre 18 anni, tranne che in quattro stati (Missouri, 17; Alabama e Nebraska, 19; Mississippi, 21).

Ti ricordo anche di fare attenzione al regolamento, perché non è consentito scrivere parole intere in maiuscolo nei post (equivale a gridare), e la formattazione non regolare (quindi l'uso del grassetto e del corsivo) è limitata allo stretto indispensabile, o comunque maggiormente consentita in "Officina". ;)

Scusami se ti cito ancora, in genere ho sempre frequentato il circuito forumfree o forumcommunity ed era possibile modificare i post. Sembra invece che su questa piattaforma non lo sia. Se lo staff ha la possibilità di farlo, sarei grata se voleste modificare il grassetto e il corsivo.

 

Grazie mille ;)

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1 ora fa, inkdropsintherain dice:

 

- Scusami l'ignoranza, non ho mai studiato latino perchè sono diplomata in informatica, perciò ti chiedo che cosa è il consecutio temporum? Lo cercherò online.

 

@inkdropsintherain è la concordanza dei tempi verbali. Facci caso, nella tua breve trama in grassetto cominci col passato prossimo, prosegui col passato remoto e infine ci metti il presente. Dovresti scegliere un unico tempo verbale e portarlo avanti fino alla fine.

Anche a me l'inizio ha ricordato tremendamente Cenerentola. Non è una buona presentazione che le prime righe rimandino a un classico di quella portata. Puoi mantenere pure la situazione nel romanzo, ma ti conviene cominciare la sinossi in maniera diversa, in modo che ne sia esaltata l'originalità.

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2 minuti fa, Writerock dice:

@inkdropsintherain è la concordanza dei tempi verbali. Facci caso, nella tua breve trama in grassetto cominci col passato prossimo, prosegui col passato remoto e infine ci metti il presente. Dovresti scegliere un unico tempo verbale e portarlo avanti fino alla fine.

Anche a me l'inizio ha ricordato tremendamente Cenerentola. Non è una buona presentazione che le prime righe rimandino a un classico di quella portata. Puoi mantenere pure la situazione nel romanzo, ma ti conviene cominciare la sinossi in maniera diversa, in modo che ne sia esaltata l'originalità.

Ti ringrazio per avermi spiegato qualcosa di cui non ero a conoscenza ma non capisco se il tuo modo di esprimerti è ironico o intendi ciò che hai scritto riferendoti al passato prossimo, remoto e presente.

Ho riletto la mia trama sgangherata, che sicuramente poteva essere espressa meglio, ma oltre alla castroneria al passato remoto che avrei potuto rendere diversamente, mi pare di avere sempre usato il tempo al presente e un condizionale che ci stava. Ti ringrazio comunque per il consiglio.

Per quanto riguarda l'inizio, non voglio sembrare permalosa, piuttosto pignola, nel puntualizzare che non ogni personaggio che ha perso la madre e ha una matrigna debba essere Cenerentola. Io personalmente ho perso mio padre e mia madre si è risposata non per questo mi sono mai sentita Cerentola.

Scusa se insisto, ma io credo sinceramente, con tutto il mio cuore, il mio essere e anche qualcosa di più, che ci sia un fraintendimento. Io ho chiesto un parere sui presupposti di una trama che, a mio parere non deve contenere l'intera storia del romanzo. Quando io leggo una trama ci trovo solo uno o due indizi che mi fanno domandare che cosa succederà in futuro. Io sono contenta che tu mi abbia puntualizzato i tuoi suggerimenti punto per punto, e lo sono ancora di più perchè, alcuni di questi, ne fanno già parte.

Inoltre, scusami se insisto ancora, ma... sono sicura di sbagliarmi, e ti chiedo di smentirmi, spero che la mia precedente risposta non ti sia risultata pomposa o ricca di permalosità. Ripeto: io ho davvero apprezzato il tuo intervento ma mi sembra che tu non abbia apprezzato il mio.

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@inkdropsintherain tranquilla, nessuna ironia. Il mio era solo un modesto consiglio. Ho notato, come altri, questa somiglianza. Siccome si trova proprio tra le prime righe, il mio interesse per il resto è di colpo calato. Quindi il mio consiglio era solo quello di argomentare la trama in maniera differente, in modo da far concentrare il lettore sull'originalità della tua storia.

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@inkdropsintherain ecco, ad esempio, usando più o meno le tue stesse parole, potresti raccontarla così:

 

Elizabeth è una giovane americana ribelle, quasi una teppista. Ha perso la madre a quattro anni e non ha mai legato con la sua matrigna. Così il padre l'ha mandata in Inghilterra, a vivere con la nonna. Lì, lontano, la ragazza impara tanto, diventa più sicura di sé, capisce cosa vuol dire essere amati. Purtroppo la nonna muore e il padre è costretto a riprenderla con sé: la riporta in America, per spedirla in un collegio.

 

Così Cenerentola sparisce del tutto.

 

In effetti, nella tua versione, c'era un po' troppa impulsività, ma era principalmente il passato remoto la "castroneria". ;)

 

 

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@Writerock direi che sei più bravo di me a scrivere una trama... a occhio e croce xD scherzi a parte hai fatto un'analisi chiara e precisa. Probabilmente ho la mente troppo attiva per concentrarmi perchè la storia è ancora in fase di progettazione. Grazie per avermi aiutata. Letta così fa proprio una bella figura!

 

Thank you!

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@inkdropsintherain , purtroppo su questo forum gli utenti non possono editare da sé i propri post. Possono farlo per un tempo limitato coloro che acquisiscono la qualifica di "Sostenitori". In ogni caso non preoccuparti, provvedo io a modificarlo. ;)

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Ecco fatto @inkdropsintherain , ho editato il post. Ho lasciato il grassetto in un caso e per il resto ho sottolineato le parti su cui sembrava volessi enfatizzare di più. Non è che la formattazione grassetto/corsivo sia bandita, ma preferiremmo che se ne facesse un uso più discreto, o nei casi in cui è strettamente necessario (per esempio nei racconti in "Officina" per distinguere alcune parti narrate da altre). :)

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Credo che dovresti concentrarti ad eliminare tutti i possibili buchi di trama (cosa che penso tu stia già facendo):

On 9/3/2017 at 23:32, inkdropsintherain dice:

Nel collegio (devo ancora decidere che tipo di collegio ma all'inizio pensavo qualcosa a carattere militare) Elizabeth incontra il Maggiore Tatum (e qui non so a che età si possa diventare maggiore perchè il mio personaggio non dovrebbe avere nemmeno trent'anni), responsabiile del dormitorio della ragazza.

Perché un collegio militare? È un po' strano, a meno non sia stata anche la ragazza a scegliere di andare lì.

On 9/3/2017 at 23:32, inkdropsintherain dice:

Questo personaggio è nato, nella mia mente, come un alieno, proveniente dal pianeta Noremac (ho sempre voluto scrivere una storia con personaggi provenienti da altri pianeti!), non ho ancora deciso che tipo di capacità avrà ma una cosa è sicura, la sua specie - i noremiani - sono allergici agli umani. Qualunque scambio di saliva o fluidi corporei (tra i quali sangue) per loro è quasi fatale. Un bacio può farli svenire, o ammalare come se avessero l'influenza e il sangue è pressochè mortale. Sono piuttosto resistenti, invulnerabili a qualsiasi arma. Per esempio un coltello non li scalfirebbe ma se questo fosse imbevuto di sangue umano riuscirebb a ferirli. Hanno la vista notturna perchè nel loro pianeta è molto buio (devo studiare gli effetti di un pianeta senza sole). Hanno però sviluppato una tolleranza ai raggi UV vivendo sulla Terra, ma coloro che vivono ancora su Noremac ne sono vulnerabili.

Hai detto che questi alieni sono allergici agli esseri umani, eppure Tatum è un Maggiore (condivido il tuo dubbio sull'età, penso sia davvero troppo giovane) e si trova in un collegio pieno di studenti. Praticamente lo scambio di fluidi corporei è all'ordine del giorno. È una situazione per nulla credibile (in realtà, con un'allergia del genere, i noremiani dovrebbero evitare assolutamente le aree civilizzate o, ancora meglio, il pianeta Terra).

A cosa è dovuta la loro allergia? E perché sono invulnerabili a qualsiasi arma (davvero qualsiasi? Una bomba all'idrogeno? :asd:)? Non è necessario che tu lo scriva nella storia (anche se converrebbe), però è importante che tu come autrice lo sappia.

In teoria, un pianeta senza sole non può avere la vita. Inoltre, se le condizioni sono diverse da quelle della Terra, è improbabile che i Noremiani siano anche lontanamente simili a noi (in realtà è improbabile, ma maggiormente accettabile, persino se le condizioni sono esattamente le stesse).

On 9/3/2017 at 23:32, inkdropsintherain dice:

Durante un processo che devo ancora perfezionare Elizabeth viene infettata dal sangue alieno che, invece di farla morire, (no, non viene trasformata! nei paranormal romance tutte si trasformano in vampiro o ibrido e così via... xD ) le trasforma il DNA facendola diventare velenosa (o letale) sia per gli umani che per i noremiani. Questo perchè c'è un grande cattivo che sta cercando di creare un antidoto all'allergia che i noremiani hanno nei confronti degli umani.

Perché il sangue alieno dovrebbe farla morire? Hai detto che gli alieni sono allergici agli umani, non il contrario. Probabilmente il corpo tenderebbe a rigettarlo, ma non morirebbe.

Perché diventa letale per entrambi? Ha ancora parte del sangue umano, d'accordo, ma agli umani non dovrebbe fare nulla. Un'altra considerazione: la trasformazione del DNA è necessaria? Non è lei a diventare allergica, dopotutto.

Da come lo descrivi, il grande cattivo a me pare un grande buono. :asd: 

 

Bene, è tutto. :) 

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@Black

8 ore fa, Black dice:

Perché un collegio militare? È un po' strano, a meno non sia stata anche la ragazza a scegliere di andare lì.

All'inizio ho pensato a un collegio militare perchè, come ho spiegato, avevo pensato al personaggio maschile come un militare. Mi attirava l'idea che un alieno potesse essere un militare. Inoltre, forse non l'ho specificato, il padre di Elizabeth è un generale dell'esercito. L'idea primordiale era che il padre stesse cercando di raddrizzare la figlia ribelle attraverso un collegio militare. Adesso che ho modificato alcune cose, e come tu e altri mi hanno fatto notare, forse la strada militare non è quella più appropriata per questa trama. D'altra parte non la scarterei totalmente perchè vorrei documentarmi di più al riguardo.

 

8 ore fa, Black dice:

È una situazione per nulla credibile (in realtà, con un'allergia del genere, i noremiani dovrebbero evitare assolutamente le aree civilizzate o, ancora meglio, il pianeta Terra).

Beh, posso capire che possa essere poco credibile in un ambiente in cui si è sempre a stretto contatto come un collegio o una caserma o qualunque altra situazione militare. Considerando invece di escludere un rapporto troppo ravvicinato, non penso che una persona di questo genere debba necessariamente vivere come un eremita. Insomma, non l'ho immaginato come un tipo che abbraccia e bacia tutti o che si scambia fluidi corporei. Certo, può succedere se non si sta attenti, ma starei cercando di creare un paradosso (posso usare questa parola? forse è un pò forte) o una contraddizione. Ho pensato fosse stimolante e interessante il fatto che un essere allergico agli umani viva appunto insieme a questi ultimi. Sarebbe come un vampiro che di lavoro fa il chirurgo! Per quanto ci hanno stancato i vampiri (magari non a tutti) una contraddizione di quel tipo resta pur sempre interessante.

Mi hai comunque fatto sorgere una domanda: perchè proprio la Terra? perchè lui è sulla Terra? non poteva scegliere un altro pianeta?

Nella storia non è lui a scegliere il pianeta Terra ma ci viene mandato a crescere, con l'inconsapevolezza che esista questo limite (l'allergia). Ad ogni modo devo sviluppare questo punto perchè mi hai fatto sorgere degli interrogativi che non mi ero posta.

 

8 ore fa, Black dice:

A cosa è dovuta la loro allergia?

Bella domanda! Mi sono avventurata in un terriotorio a me sconosciuto e grazie a questa discussione ne sto toccando con mano (o a colpi di testa) i limiti. Ammetto che non ho ancora fatto ricerche sulle cause che scatenano allergie o sul fenomeno in generale. Altro interrogativo a cui devo dare risposta.

 

8 ore fa, Black dice:

E perché sono invulnerabili a qualsiasi arma (davvero qualsiasi? Una bomba all'idrogeno? :asd:)? Non è necessario che tu lo scriva nella storia (anche se converrebbe), però è importante che tu come autrice lo sappia.

Lo volevo fare figo è una risposta soddisfacente? Forse solo per me! Insomma se è un alieno deve avere qualcosa di speciale altrimenti perchè ce lo metto? Insomma lo voglio figo! Lo so sono in modalità fangirlitica... mea culpa! Non ho studiato un piano di riserva.

 

8 ore fa, Black dice:

In teoria, un pianeta senza sole non può avere la vita. Inoltre, se le condizioni sono diverse da quelle della Terra, è improbabile che i Noremiani siano anche lontanamente simili a noi (in realtà è improbabile, ma maggiormente accettabile, persino se le condizioni sono esattamente le stesse).

Pensavo più a un pianeta tipo l'Alaska. Insomma abbiamo sei mesi di buio e sei mesi di luce. Pensavo di eliminare i sei mesi di luce e di farli vivere 365 giorni all'anno al buio. Sono troppo ingenua lo so perchè in quel caso comunque il sole sarebbe una stella che in un modo o nell'altro ha i suoi effetti sul pianeta. Pensavo a Noremac come un pianeta troppo lontano dal sole ( ma sappiamo di pianeti che sono praticamente gelidi e senza vita) o con un sole diverso da quello terreste. Insomma volevo andare a inventiva! Non ha funzionato?

 

8 ore fa, Black dice:

Perché il sangue alieno dovrebbe farla morire?

Ho pensato al concetto di una trasfusione di sangue del gruppo sanguigno sbagliato o infetto. Qualche effetto ce lo ha di sicuro. Credo si possa morire per colpa di una trasfusione sbagliata.

 

8 ore fa, Black dice:

Perché diventa letale per entrambi?

A fini di trama. Puramente a fini di trama. Lei è già letale per un noremiano. Questa trasfusione deve avere qualche effetto e non voglio proprio cadere nel clichè della trasformazione in essere alieno anche perchè sarebbe ancora meno credibile. In realtà questo punto della storia dovrebbe essere una svolta importante. Nel momento in cui i due protagonisti decidono di superare l'ostacolo dell'incopatibilità voglio sollevare ancora di poco la barra. Nel senso, volevo dare a questa disgraziata di Elizabeth, che desidera diventare un dottore o fare del bene al prossimo, un impedimento alla realizzazione del suo obiettivo. Addirittura qualcosa che le possa rovinare non solo i piani ma la vita stessa. Non ho ancora pensato come uscirne fuori ma sono aperta a suggerimenti. Sono aperta anche a suggerimenti i natura diversa che mi aiutino a sviluppare il concetto in modo similare.

 

8 ore fa, Black dice:

Ha ancora parte del sangue umano, d'accordo, ma agli umani non dovrebbe fare nulla.

Non avrebbe senso allora il punto che ho creato. Lo so, è quello che mi hai appena spiegato, che questo punto non ha un senso. Però io mi sto arrampicando sugli specchi e sto cercando una soluzione.

 

@Black grazie davvero per la tua analisi e per avermi dato nuovi spunti sui quali riflettere! Thank you very very much! :rosa:

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4 ore fa, inkdropsintherain dice:

All'inizio ho pensato a un collegio militare perchè, come ho spiegato, avevo pensato al personaggio maschile come un militare. Mi attirava l'idea che un alieno potesse essere un militare.

Questo risponde al perché tu hai scelto un collegio militare. La domanda che ti ho fatto, però, era legata alla storia e al rapporto di causa ed effetto su cui si basa. Perché questa ragazza dovrebbe essere mandata in un collegio? Il resto della tua risposta invece mi da una spiegazione valida; se dovessi tornare a considerare il collegio potresti usare questa motivazione.

4 ore fa, inkdropsintherain dice:

Beh, posso capire che possa essere poco credibile in un ambiente in cui si è sempre a stretto contatto come un collegio o una caserma o qualunque altra situazione militare. Considerando invece di escludere un rapporto troppo ravvicinato, non penso che una persona di questo genere debba necessariamente vivere come un eremita. Insomma, non l'ho immaginato come un tipo che abbraccia e bacia tutti o che si scambia fluidi corporei. Certo, può succedere se non si sta attenti, ma starei cercando di creare un paradosso (posso usare questa parola? forse è un pò forte) o una contraddizione. Ho pensato fosse stimolante e interessante il fatto che un essere allergico agli umani viva appunto insieme a questi ultimi. Sarebbe come un vampiro che di lavoro fa il chirurgo! Per quanto ci hanno stancato i vampiri (magari non a tutti) una contraddizione di quel tipo resta pur sempre interessante.

Il punto è che da come l'hai descritta, quest'allergia è estremamente letale. Ed è di una facilità disarmante, per esempio, entrare in contatto con il sudore di un estraneo. Quello che ti consiglio, allora, è di ridurre la pericolosità e la facilità di reazione allergica. Per esempio, un noremiano può stare a contatto con un essere umano ma soltanto per brevi periodi; maggiore è la vicinanza, minore è il tempo che ha a disposizione prima di subire una reazione allergica. Uno scambio di fluidi intenso, come durante un rapporto, può risultare fatale.

PS: perché un vampiro chirurgo dovrebbe essere un paradosso? Non contraddice la sua natura. Un vero paradosso sarebbe se il vampiro fosse un donatore di sangue. :asd:

4 ore fa, inkdropsintherain dice:

Lo volevo fare figo è una risposta soddisfacente? Forse solo per me! Insomma se è un alieno deve avere qualcosa di speciale altrimenti perchè ce lo metto? Insomma lo voglio figo! Lo so sono in modalità fangirlitica... mea culpa! Non ho studiato un piano di riserva.

È soddisfacente per te, perché ne sei l'autrice, ma non per il lettore medio.

Personalmente, io un alieno lo metterei perché rappresenta il "diverso", in maniera ancora più estrema.

Prima di tutto è uno straniero, quindi ha una cultura diversa dalla nostra. Molto diversa. Tralasciando per un momento la questione allergia, quello che per noi è un abbraccio per lui può rappresentare una dichiarazione di guerra. Un semplice sorriso può essere visto come un "ti amo". Oppure, da un altro punto di vista, potrebbe non essere in grado di comprendere concetti astratti come  l'amore, l'odio o la paura, oppure comprenderli in maniera completamente diversa dalla nostra.

Inoltre è un alieno, non soltanto uno straniero. Questo significa che il suo metabolismo, il suo ciclo vitale, le sue funzioni corporee con molta probabilità differiscono dalle nostre. Cosa mangia? E come fa a mangiare? Quanto tempo ha bisogno di dormire? La sessualità biologica della sua specie è binaria come la nostra? Quanti e quali organi possiede? Come avviene la riproduzione? Qual'è la durata media della sua specie? E così via...

4 ore fa, inkdropsintherain dice:

Pensavo più a un pianeta tipo l'Alaska. Insomma abbiamo sei mesi di buio e sei mesi di luce. Pensavo di eliminare i sei mesi di luce e di farli vivere 365 giorni all'anno al buio. Sono troppo ingenua lo so perchè in quel caso comunque il sole sarebbe una stella che in un modo o nell'altro ha i suoi effetti sul pianeta. Pensavo a Noremac come un pianeta troppo lontano dal sole ( ma sappiamo di pianeti che sono praticamente gelidi e senza vita) o con un sole diverso da quello terreste. Insomma volevo andare a inventiva! Non ha funzionato?

Ma in Alaska non ci sono sei mesi di buio e sei di luce. Devi andare molto più a nord per un fenomeno del genere. :fuma:

In ogni caso, devi documentarti molto bene, per due motivi: il primo è che la vita si sviluppa con molta più difficoltà di quanto immaginiamo, il secondo è che le condizioni di vita influenzano gli esseri viventi. In un mondo senza sole a cosa servono gli occhi? Pensa a molti degli animali che vivono nelle profondità oceaniche: ciechi e dal corpo privo di colore, perché non hanno né motivo né modo di svilupparsi diversamente. E dubito che tu voglia un co-protagonista privo di occhi. :asd:

4 ore fa, inkdropsintherain dice:

Ho pensato al concetto di una trasfusione di sangue del gruppo sanguigno sbagliato o infetto. Qualche effetto ce lo ha di sicuro. Credo si possa morire per colpa di una trasfusione sbagliata.

Non mi era chiaro cosa intendessi con venire infettato. Sì, una trasfusione può essere letale. Però non spiega perché dovrebbe essere in grado di mutarle il DNA.

4 ore fa, inkdropsintherain dice:

A fini di trama. Puramente a fini di trama. Lei è già letale per un noremiano. Questa trasfusione deve avere qualche effetto e non voglio proprio cadere nel clichè della trasformazione in essere alieno anche perchè sarebbe ancora meno credibile. In realtà questo punto della storia dovrebbe essere una svolta importante. Nel momento in cui i due protagonisti decidono di superare l'ostacolo dell'incopatibilità voglio sollevare ancora di poco la barra. Nel senso, volevo dare a questa disgraziata di Elizabeth, che desidera diventare un dottore o fare del bene al prossimo, un impedimento alla realizzazione del suo obiettivo. Addirittura qualcosa che le possa rovinare non solo i piani ma la vita stessa. Non ho ancora pensato come uscirne fuori ma sono aperta a suggerimenti. Sono aperta anche a suggerimenti i natura diversa che mi aiutino a sviluppare il concetto in modo similare.

I fini di trama vanno bene come punto di partenza, ma prima di iniziare a scrivere bisogna anche trovare una connessione con la storia (e riallacciarsi al concetto di causa ed effetto a cui accennavo all'inizio). Anche in questo caso, la mia domanda non è perché tu vuoi questo (non ti ho fatto queste domande perché sono curioso, ma per spingerti a trovare delle risposte per il bene della storia) ma perché la storia dovrebbe andare così.

Sì, concordo sulla trasformazione: oltre ad essere un cliché, come dici, è anche irrealistico. Non parliamo di vampiri, parliamo di alieni; non ci si può "trasformare" in alieni.

Un altro consiglio: pensa anche a come uscirne prima di iniziare a scrivere. Molti autori tendono a mettere in difficoltà i loro protagonisti per poi uscirsene con deus ex machina o robe simili. Studia bene il problema e trova una soluzione soddisfacente, che, come lettore, mi faccia dire: "l'autrice è proprio un genio!".

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@Black mi sono presa del tempo per riflettere grazie alle tue osservazioni.

14 ore fa, Black dice:

La domanda che ti ho fatto, però, era legata alla storia e al rapporto di causa ed effetto su cui si basa. Perché questa ragazza dovrebbe essere mandata in un collegio?

Non mi sono spiegata infatti. All'inizio, visto che la storia era ambientata in America, ho pensato che, questa ragazza si sarebbe trovata in una scuola o accademia, frequentata solo da giovani alieni in attesa di essere preparati a fare parte del mondo umano. Da lì sarebbe poi venuta a conoscenza di questo progetto ma anche su questa idea mi erano sorti degli interrogativi. Perchè suo padre avrebbe dovuto inserire sua figlia in quel contesto, diciamo potenzialmente pericoloso? Inoltre, i miliatri non rivelano mai informazioni di questo tipo. Quale sarebbe stato il ruolo di Elizabeth in tutti questo? In realtà, adesso questa idea non mi sembra più realizzabile. Sto andando verso un'altra dimensione perchè parte della storia voleva essere ambientata su Noremac. Stanno sorgendo molti interrogativi al riguardo.

 

14 ore fa, Black dice:

Il punto è che da come l'hai descritta, quest'allergia è estremamente letale.

Ci sono andata giù pesante ma non avevo escluso totalmente il contatto umano. L'ho descritta peggio di come dovrebbe essere.

 

14 ore fa, Black dice:

PS: perché un vampiro chirurgo dovrebbe essere un paradosso? Non contraddice la sua natura. Un vero paradosso sarebbe se il vampiro fosse un donatore di sangue. :asd:

Beh, un vampiro che vorrebbe astenersi dal sangue umano sarebbe costantemente sotto stress. Ammetto di non aver mai pensato a un vampiro donatore di sangue :bandiera:

14 ore fa, Black dice:

devi documentarti molto bene, per due motivi: il primo è che la vita si sviluppa con molta più difficoltà di quanto immaginiamo, il secondo è che le condizioni di vita influenzano gli esseri viventi. In un mondo senza sole a cosa servono gli occhi? Pensa a molti degli animali che vivono nelle profondità oceaniche: ciechi e dal corpo privo di colore, perché non hanno né motivo né modo di svilupparsi diversamente. E dubito che tu voglia un co-protagonista privo di occhi. :asd:

La documentazione continua. Ammetto che pensavo davvero fosse l'Alaska ma poi ho scoperto che questo fenomeno succede ai poli opposti della Terra :aka: ho un'ignoranza pazzesca in me! Mi hai fatto pensare al cetriolo di mare, composto per il 70% di acqua e che quasi si scioglie pur di passare in buchi molto stretti. Un protagonista cetriolo di mare non è figo! O_O

14 ore fa, Black dice:

Però non spiega perché dovrebbe essere in grado di mutarle il DNA.

Non avevo studiato i particolari perchè era ed è ancora un concetto astratto. Probabilmente questo passaggio non sarà nemmeno più una realtà nel libro. Sto scoprendo una voragine d'ignoranza in me stessa che mi sta spaventando. Comunque, dal paranormal sono passata alla fantascienza senza passare dal via ma non era quello che volevo. Non sono un'appassionata del genere e non mi so dare risposte anche perchè non me ne sono mai interessata.

14 ore fa, Black dice:

I fini di trama vanno bene come punto di partenza, ma prima di iniziare a scrivere bisogna anche trovare una connessione con la storia

Io ho bisogno di scrivere per fare venire fuori le idee. La storia non è in stesura ma non sono il tipo di persona che è in grado di mettere insieme le idee e poi, successivamente, costruire qualcosa sopra. Ho una mente troppo attiva e sovraffollata. Prima scrivo e poi mi fermo a collegare. Ho una buonissima memoria e non dico che il mio metodo sia giusto. Ho solo bisogno di vedere la storia e tirarla fuori dalla testa per poi assemblarla.

14 ore fa, Black dice:

non ti ho fatto queste domande perché sono curioso, ma per spingerti a trovare delle risposte per il bene della storia

Sì avevo capito che non si trattava di puro interesse personale (y) infatti grazie alle tue domande ho riflettuto e continuo a riflettere. Probabilmente mi sono accorta di dove posso arrivare e di cosa posso cambiare. Thank you!

14 ore fa, Black dice:

Un altro consiglio: pensa anche a come uscirne prima di iniziare a scrivere. Molti autori tendono a mettere in difficoltà i loro protagonisti per poi uscirsene con deus ex machina o robe simili. Studia bene il problema e trova una soluzione soddisfacente, che, come lettore, mi faccia dire: "l'autrice è proprio un genio!".

Sicuramente è un ottimo consiglio. Non vorrei cadere nello scontato o nel vago o trovare una soluzione semplicistica che risolva tutto. Per questo ho tutti sti problemi! O_-

 

Che dire? Sto prendendo ogni suggerimento in considerazione e probabilmente renderò la storia un pò più snella di quelle caratteristiche che non sono in grado di spiegare o aprofondire in modo convincente. Nella mia testa c'è già tutto uno studio sulla cultura di Noremac che essendo un pianeta o un luogo (me la sto semplificando) che non ho ancora deciso dove collocare, ha comunque una rilevanza importante per la storia. Non sto pensando a una trilogia ma a un romanzo autoconclusivo, ma so di avere troppi contenuti in testa.

 

Grazie di nuovo, adesso volo verso incredibil avventure :super:

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On 3/10/2017 at 21:54, inkdropsintherain dice:

 

 

Ciao inkdropsintherain,

non c’è motivo di spiacersi, il mio commento era semplicemente basato sulla trama che avevi presentato. Se qualche punto che ti ho fatto notare e su cui concordi era già coperto da qualcosa che non avevi scritto qui, tanto meglio.

Da quel che leggo, però, ci sono diversi punti che non erano riportati (una sorella, il fatto che il padre sarebbe un generale, un migliore amico). Quello che mi sento di suggerirti è di lavorare un po’ sulla formulazione delle sintesi, perché quando dovrai fornire una sinossi del tuo lavoro sarà molto importante.

Sulla questione “gli alieni fanno più effetto se visti negli USA”, credo sia una questione legata a quanto visto sugli schermi. In generale, a me fa più effetto un testo che parla di luoghi in cui l’autore si muove come a casa sua. Personalmente, non mi sentirei di scrivere un testo ambientato a Brescia, anche se il mio migliore amico abita lì.

A rileggerti

 

PS Che cosa sia la consecutio temportum vedo che te l’hanno già indicato. Suggerirei, comunque, un minimo testo di tecnica, che ti darebbe un’infarinatura cu cose come questa, la gestione dei POV, l’infodump, etc. etc.

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