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Grazia Cifarelli

Un bicchiere di rosso

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Quel pizzicore sulle guance. Quasi un gioco, la mia pelle di velluto e la tua barba ispida. Sfiorai lentamente la superficie di vetro del tavolino, il caffè tardava ad arrivare. Me lo hai insegnato tu a bere una tazza di caffè amaro prima di cena, come per prepararsi alle fatiche della notte, ai pensieri bizzarri, ai sogni che tanto al mattino sembrano solo nebbia. Da quando avevo smesso di fare la cameriera, avevo le mani sempre curate e un filo di rossetto color ciliegia. Volevo distinguermi, sentirmi un po una signora, di quelle vestite eleganti che i mariti portano a braccetto a teatro. Nell'attesa tormentavo gli angoli del tovagliolo di carta, troppo grezzo e ruvido per farmi sentire una dama in una caffetteria francese. Provai a immaginarmi il tuo ingresso, il tuo lento avanzare tra i tavoli nel desiderio di essere ammirato, notato,desiderato. La camicia con i polsini quasi sempre slacciati perché avevi il vizio di arrotolarti le maniche nei mesi estivi, le chiavi della macchina in mano, come per far capire che eri di fretta e non avresti avuto il tempo di restare. In effetti non sei mai rimasto a lungo, nella mia vita sei stato un rapido barlume che ha dato fuoco a vecchi ricordi ramificati nella memoria di una donna ancora giovane, ancora illusa. Un signore con una pancia ingombrante mi impedì la visuale sulla porta e così dovetti accontentarmi di osservare gruppi di amici afflosciati sul bancone, stanchi di discutere ma sempre traboccanti di parole vuote. Tu non sei mai stato un abile oratore. Eppure quella mattina prima di mettere in moto il tuo trabiccolo mi hai parlato a lungo, poi mi hai scritto sul polso il tuo numero, come ai vecchi tempi quando non esistevano i cellulari, mi hai baciato la fronte e hai fatto un cenno con la testa, la barba non pungeva. In questi anni ho pensato che sarebbe stato bello considerarti mio, anche se sono sicura che i tuoi occhi sono annegati in mille altri sguardi. Ti sono sempre piaciute le donne, dicevi che erano dei capolavori di una perfezione quasi innaturale. I bicchieri tintinnavano, un triste brusio sommesso, risate quasi sguaiate, un motivetto sempre uguale tentava di rallegrare l'atmosfera. Mi raddrizzai e mi sforzai di sorridere ma le mie mani intrecciate fino a stringersi tra loro lasciavano trasparire la tensione. 

- Ordino un bicchiere di rosso. Mi fai compagnia ? - 
Feci scorrere quasi per sbaglio le mie dita sul dorso della sua mano, notai la fede ed ebbi un sussulto involontario. 
- noi non dovremmo vederci qui - 
- immagino di no - la mia voce era arida, priva di espressione.  
 
Mi irrigidì ma sostenni il suo sguardo.
- sei sposato - 
Non era una domanda, non occorreva che lo fosse. 
- lo ero anche le volte scorse, solo che non lo sapevi - 
- hai messo la fede per dirmi addio? - 

Volevo la verità, mi preparai a raccogliere i pezzi. 
- l' ho messa perché mi sento in colpa, ti ho mentito, ma non ti ho mai promesso nulla. - 
- ho lasciato il lavoro- 
- non dovevi farlo per me -  

- baciami almeno -

Si avvicinò lentamente, sentivo la sua energia fondersi con la mia, elettrizzata al solo pensiero che tra poco mi avrebbe di nuovo sfiorata. 
Mi baciò velocemente, impaurito. Smisi di amarlo per qualche secondo, lo vidi finalmente per quello che era. Un codardo a cui piacevano le donne, quelle giovani, le cameriere dei bar a cui prometteva ricchezza e amore ma che puntualmente salutava con un bacio scialbo e un bicchiere di vino rosso.

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Buongiorno @Grazia Cifarelli ;)

 

ho letto il tuo frammento ben due volte e ho trovato delle piccole imperfezioni.

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

Quel pizzicore sulle guance. Quasi un gioco, la mia pelle di velluto e la tua barba ispida

Pare che narri l'immagine di un bacio

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

Me lo hai insegnato tu a bere una tazza di caffè amaro prima di cena, come per prepararsi alle fatiche della notte, ai pensieri bizzarri, ai sogni che tanto al mattino sembrano solo nebbia.

Pensiero stupendo

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

sentirmi un po una signora,

un pò

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

Nell'attesa tormentavo gli angoli del tovagliolo di carta, troppo grezzo e ruvido per farmi sentire una dama in una caffetteria francese

Che cosa significa?

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

ancora illusa.

Cancellerei ancora

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

Un signore con una pancia ingombrante mi impedì la visuale sulla porta e così dovetti accontentarmi di osservare gruppi di amici afflosciati sul bancone, stanchi di discutere ma sempre traboccanti di parole vuote.

Riscriverei questo pensiero, soprattutto: Un signore con una pancia ingombrante mi impedì la visuale sulla porta motivo? troppo grasso? Non è credibile

 

18 ore fa, Grazia Cifarelli dice:

Eppure quella mattina prima di mettere in moto il tuo trabiccolo

Spiega: macchina? moto?

 

Conclusioni: il frammento è particolare, scritto abbastanza bene e scorrevole. Ci sono alcune cose da sistemare, i dialoghi hanno un ritmo troppo veloce e poi manca una struttura (capolari) . La narrazione proietta una scena colma di rancore e di amarezza. Sfugge un pò il senso del frammento: l'uomo è come un bicchiere  di vino, amabile e gustoso solo per poco tempo?

 

Buona giornata^^

 

Floriana

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Ciao @Floriana! Sei stata davvero molto precisa nel commento al testo. Ti ringrazio moltissimo per le precisazioni e sopratutto per avermi letto. I dialoghi ammetto che sono il mio punto debole, spero di migliorare con la pratica. 

 

Grazie ancora e a presto! 

 

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Ciao Grazia!

Questo frammento è ricco di tanti piccoli dettagli nei quali a tratti riesco a viverne le immagini, i movimenti della protagonista, altre invece rimangono parole sul desktop.

Tuttavia sarebbe interessante una maggiore descrizione fisica dei personaggi. Hai suscitato in me curiosità, e voglia di leggerne il seguito! :) Se mai ciò ti ispirasse a scrivere una storia!

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Ciao @Grazia Cifarelli

leggendo questo frammento ho trovato alcune imperfezioni grammaticali, tipo po' (scritto po), ne approfitto per inforcare gli occhialetti da rompibolas e sottolineare che non si scrive nemmeno pò, in quanto non è un accento ma una troncatura della parola poco. Per quanto possa risultare antipatico sentirsi rimarcare errori del genere, ci tengo particolarmente a rimarcare l'attenzione alla scrittura, alla grammatica, alle parole. I refusi ci possono stare (alle quattro del mattino una volta ho scritto "o avuto" oVVoVe), ma è bene rileggere sempre ciò che viene postato per avere una critica costruttiva sui personaggi, l'ambientazione ed elementi utili a rendere più credibile il nostro brano, piuttosto che sentirsi dire "manca l'accento/manca la virgola".

 

Detto ciò,

ci sono delle frasi molto belle. Riesci a evocare sensazioni impalpabili eppure vivide. Vengono però rovinate da parole ridondanti:

 

ad esempio

Cita

Me lo hai insegnato tu a bere una tazza di caffè amaro prima di cena,

mi ricorda un bambino che parla ribadendo concetti ridondanti, o comunque una persona non litterata, mentre il tuo personaggio sembra desiderare, quasi bramare, l'eleganza dell'alta società. Perciò ci si aspetterebbe da lei un linguaggio forbito e attento.

 

Da questo personaggio mi aspetterei frasi di questo tipo:

- mi hai insegnato tu a bere una tazza di caffè amaro prima di cena; (anche se rivedrei il tempo del verbo. Per ora mi attengo al tempo che hai usato)

- Bere caffè amaro; me lo insegnasti tu, e da allora non riesco a farne a meno; (qui propongo un diverso tempo verbale)

 

Cita

Da quando avevo smesso di fare la cameriera,

Anche qui sottolineo la credibilità del personaggio, usare il verbo "fare" indica uno stile povero. Andrebbe usato con moderazione.

Rifletterei più su una frase tipo:

- Terminati i miei giorni da domestica (o cameriera), potevo curare le mie mani e concedermi un filo di rossetto rosso come le ciliegie mature.

 

Cita

sentirmi un po una signora

 

un po'

 

Cita

di quelle vestite eleganti che i mariti portano a braccetto a teatro.

 

Di quelle vestite eleganti, che i mariti portano a braccetto a teatro.

 

Cita

Provai a immaginarmi il tuo ingresso

di nuovo ridondanza.

 

Provai a immaginare il tuo ingresso: diversamente stai scrivendo io provai a immaginare a me il tuo ingresso (lo so che suona brutto ma non so come altro spiegarlo in modo semplice)

 

Cita

In effetti non sei mai rimasto a lungo, nella mia vita sei stato un rapido barlume che ha dato fuoco a vecchi ricordi ramificati nella memoria di una donna ancora giovane, ancora illusa.

 

Dividerei il concetto in due frasi per renderlo più persistente:

In effetti, non sei mai rimasto a lungo. Nella mia vita sei stato un rapido barlume....

 

Cita

Un signore con una pancia ingombrante mi impedì la visuale sulla porta

Qui metterei un'interlinea per accentuare il passaggio dal mondo interiore del personaggio rispetto all'ambiente esterno.

 

Di colpo lui (credo sia lui) compare e parla. Non si capisce se è l'io narrante rivive una conversazione oppure l'uomo che attende (o un altro uomo) è arrivato/ha parlato.

 

In generale è un bel frammento, evoca bene l'ambientazione pur parlandone poco, soffermandosi suo mondo interiore del personaggio. Tuttavia rileggere il testo, sistemare la punteggiatura e gli errori indicati sopra, ma anche da altri, aiuterebbe a renderlo un testo a suo modo sensuale seppure triste.

Buon editing

Bianca

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Ciao! Il frammento in linea generale mi è piaciuto molto, ti faccio i complimenti. Ho qualche accorgimento da fare:

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

sentirmi un po una signora

po'- credo sia stata una distrazione

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

Provai a immaginarmi il tuo ingresso, il tuo lento avanzare tra i tavoli nel desiderio di essere ammirato, notato,desiderato.

Qui personalmente userei l'imperfetto più che il passato remoto (proseguendo infatti usi per lo più imperfetto)  e ancora invertirei lento ed avanzare 

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

Un signore con una pancia ingombrante mi impedì la visuale sulla porta e così dovetti accontentarmi di osservare gruppi di amici afflosciati sul bancone,

Questo passaggio non l'ho capito, tu da che parte guardavi?

 

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

prima di mettere in moto il tuo trabiccolo

lo userei come inciso

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

mi sforzai di sorridere ma le mie mani intrecciate

prima di ma metterei una virgola

 

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

noi non dovremmo vederci qui - 
- immagino di no

e via dicendo, attenzione alla scelta della minuscola o maiuscola all'inizio dei discorsi

 

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

Mi irrigidì ma sostenni il suo sguardo.

Volevi dire mi irrigidii?

 

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

Si avvicinò lentamente, sentivo la sua energia fondersi con la mia

Si avvicinò lentamente. Sentivo la sua energia... oppure ancora - Si avvicinò lentamente: sentivo la sua energia...

 

On 26/2/2017 at 15:58, Grazia Cifarelli dice:

elettrizzata al solo pensiero che tra poco mi avrebbe di nuovo sfiorata.

Sei nel passato, non puoi improvvisamente cambiare tempo, personalmente mi crea confusione. "Tra poco" è immediato. Secondo me sarebbe meglio un : elettrizzata al solo pensiero che di lì a poco etc. @Grazia Cifarelli  a presto!

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