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Ospite Argento Vivo Edizioni

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4 ore fa, Francesco Franconeri ha detto:

La bozza di contratto che ho ricevuto dice esplicitamente che l'editore NON garantisce la vendita online. Quanto poi alla dicitura "disponibile" o "non disponibile", credo dipenda dal numero di copie che l'editore rende disponibili a Amazon e simili. Con una tiratura iniziale di 300 copie la vedo dura. Consideriamo però che questo editore è ai primi pssi i  quanto tale. Sembra partito con giuste intenzioni e quindi è giusto dargli tempo.

 

Credo che iniziative editoriali come quella di Argebto Vivo siano da rispettare. Stanno tracciando un percorso culturale di cui oggi in Italia c'è molto bisogno. Per questo avevo preferito rivlgermi a loro prima di sondare editori più grossi e meno sensibili. Per uno scrittore che come me ha pubblicato soprattutto all'estero, era un tentativo interessante. Ma a frenarmi, pur a fronte dell'offerta di un contratto, è il fattore distribuzione. 300 copie sono pochine, l'autodistribuzione pare al momento inevitabilmdente limitata, e il non intervento con buon numero di copie nei canali online limita  la possibilità di vendita. Ragiono così nel mio caso, ma sollecito autori giovani e/o alle prime armi ad appoggiarsi a questa casa editrice.

Cerchiamo di fare chiarezza (per quanto la nostra bozza sia limpida):

 

- non possiamo garantire le vendite sugli store online in quanto non abbiamo controllo sulle schede che pubblicano. Abbiamo constatato nel tempo i seguenti comportamenti:

a) Schede prive di copertine, anche a seguito di nostri secondi invii al database italiano dei libri;

b) Schede con la scritta "non disponibile" quando abbiamo i magazzini pieni;

c) Store anche grossi, uno per tutti: Amazon, che non ci hanno mai trasmesso gli ordini. In alcuni casi siamo venuti a saperlo tramite gli autori e abbiamo rimediato spedendo noi in prima persona;

d) Sempre Amazon, benché sollecitato a mezzo posta tradizionale, elettronica, raccomandata e canali telefonici, non ci ha mai degnati di una spiegazione.

 

In tutto questo la questione della tiratura limitata è una baggianata, poiché gli store online non fanno magazzino (anzi, come nel caso di Amazon, prevedono penali salate nel caso l'editore non invii i prodotti ordinati entro 24h).

 

- a proposito di tiratura: 300 copie è il minimo che prevediamo da contratto. Ricordo ai meno esperti che il contratto si firma prima di procedere a realizzare il libro, e soprattutto prima di conoscere a fondo l'autore: in un certo senso, è una scommessa che in alcuni casi l'editore vince, in altri perde. Abbiamo avuto autori da tre ristampe in pochi mesi, e autori che si sono all'improvviso sentiti novelli Eco o Maraini e non hanno mosso un dito per collaborare con la casa editrice, con il risultato di vendere dieci copie agli amici e parenti e le restanti 290 a marcire nei nostri depositi. Ripeto, 300 è un numero di partenza che ci permette di contenere le perdite nel caso peggiore. Dopodiché, se andiamo in ristampa siamo i primi a essere contenti.

 

- ricordo a tutti, e questa cosa si riallaccia anche al discorso store, che abbiamo fatto delle scelte coraggiose e controtendenza:

a) siamo un'associazione culturale senza scopo di lucro e, in virtù di questo, le nostre finalità sono quelle di promuovere la cultura e la diffusione del libro, non fare soldi (non possiamo, a rigor di legge);

b) siamo totalmente NO EAP, cioè non chiediamo un centesimo agli autori per pubblicare i loro libri. Sempre per i meno esperti, questo vuol dire che abbiamo comunque dei costi importanti che non si riducono alle mere operazioni tipografiche, in quanto spaziano dai compensi per i correttori di bozze, gli editor, gli impaginatori, i grafici, i copertinisti e compagnia cantante;

c) proprio perché siamo visionari (forse anche un tantino folli) investiamo tutto ciò che ricaviamo nei corsi di formazione - anch'essi gratuiti - per formare gli autori del futuro. Abbiamo un'Academy che forma, in media, una settantina di ragazzi ogni anno, e anche in questi casi non chiediamo alcun contributo a scuole, istituzioni e tantomeno alle famiglie dei ragazzi.

 

Concludo dicendo che come tutti facciamo e sbagliamo, ma rivendichiamo di operare in un contesto di assoluta trasparenza. Non so quanti altri editori, anche ben più importanti di noi, possano asserire altrettanto.

 

Buon proseguimento, e chi avesse dubbi a carattere personale, ricordi che abbiamo un indirizzo e-mail e uno staff felice di rispondere in prima persona. Sempre perché è meglio conoscere le cose alla fonte e non per sentito dire.

 

William Silvestri

Direttore Editoriale di Argento Vivo Edizioni

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Il 31/8/2018 alle 17:51, Argento Vivo Edizioni ha detto:

nel frattempo è cambiato tutto e molte delle criticità che giustamente ci aveva segnalato hanno trovato una soluzione.

Ne sono lieta, le "criticità" erano numerose e pesanti. A quanto leggo, ora il contratto non garantisce la presenza negli store. Intervengo qui appunto per chiedere di eliminare il mio titolo da Amazon, dove non è mai stato disponibile, e da Unilibro.

Al contrario di Feltrinelli, che l'ha fatto in tempi rapidi a seguito di una mia semplice segnalazione, il primo ha risposto in modo ambiguo, Unilibro per nulla. A quanto pare  la rimozione deve partire dal richiedente iniziale, cioè l'editore.

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Salve a tutti. Intervengo nella discussione soltanto per dirvi che ho mandato un mio romanzo, all'incirca nel periodo di ferragosto e dopo meno di 15 giorni la Argento vivo si è messa in contatto con me, per dirmi di essere interessata e mandandomi una bozza di contratto. L'ho esaminata (anche in modo abbastanza critico, critica costruttiva, si intende) e mi è sembrato fatto bene,: prende in considerazione tutto e non ha meno dei contratti delle grosse case editrici. Certamente consideriamolo un trampolino di lancio per quelli che sono soltanto all'inizio di quest'avventura. Vi terrò aggiornati, ma se veramente sono i pazzi sognatori che dicono di essere, meritano tutto il mio plauso.

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Ospite Argento Vivo Edizioni

Vediamo di far chiarezza:

 

- non siamo interessati a vendere libri, ma a diffondere cultura;
- crediamo nell'importanza del territorio e in virtù di questo promuoviamo prima di tutto la diffusione dei nostri titoli nella regione di residenza dell'autore;
- non ci interessa far soldi e tantomeno far arricchire i big player del mercato editoriale alle spalle nostre e dei nostri autori. E questo vale anche e soprattutto per Amazon;
- ci interessa scommettere sul talento sconosciuto e far vivere alle persone che decidono di affidarsi a noi il sogno di sentirsi autori (non scrittori), anche dal punto di vista delle esperienze post pubblicazione: promozione, partecipazione a eventi, fiere, ecc. Per questa ragione (corollario) non siamo interessati a chi vuol pubblicare con uno pseudonimo: nulla da eccepire sulla decisione, ma noi seguiamo la nostra politica editoriale;
- (qui parlo a titolo personale): fosse per me pubblicherei solo i miei allievi, ma l'editore ha fatto la sua scelta quindi - fermi restando i punti precedenti - le porte sono aperte a tutti.

 

Alla luce di tutto ciò le possibilità sono due:

 

1) Se scrivete per la fama, il successo, la notorietà, i soldi, per "vivere della propria scrittura" (auguri) vi chiedo la cortesia di non intasare la nostra casella riservata alla selezione dei manoscritti: non siamo la casa editrice che fa per voi, e voi non siete gli autori con cui desideriamo camminare;
2) Se invece per voi scrivere è una necessità, un bisogno fisico, un impulso che scatta perché solleticato da un demone che vi costringe a esprimervi attraverso la parola scritta, molto probabilmente siete pazzi quasi quanto noi. In tal caso vi aspettiamo insieme ai vostri figli cartacei.

 

Buona scrittura a tutti.

 


William Silvestri
Direttore Editoriale Argento Vivo Edizioni

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Comunico alla comunità che la realtà di Argento Vivo ha richiesto la cancellazione dell'account.

Invito anche a non commentare questa scelta e continuare a parlare solo ed esclusivamente per esperienze dirette.


Grazie a buon proseguimento a tutti.

  • Confuso 2

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Accetto l'invito a parlare solo di esperienze dirette. Proprio ieri pomeriggio ho ricevuto il contratto di Edizione, l'ho firmato e l'ho inviato nuovamente firmato alla casa editrice. Il tono delle email è colloquiale, ma professionale. Semplice, diretto. Il contratto va bene, così come ho detto in un altro post. Al momento posso dare solo pareri positivi. Adesso mi hanno comunicato che verrò contattato direttamente per accordarci (ritengo sull'editing e sulla cover, nonchè su tutte le altre questioni che riguardadno distribuzione, prezzo, presentazione del libro ed altro).

Continuerò a tenervi informati, ma sembra una realtà affidabile (non è matrix, per capirci)...

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Anche io, come @Gianandrea, ho ricevuto una proposta da loro e lo stesso giorno di quella di un'altra CE. Leggendo i due contratti, sono propenso a firmare anche io con Argento Vivo.

Non appena ci saranno sviluppi, vi terrò informati.

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Parlando di esperienze dirette: la mia è positiva. Ho inviato il mio romanzo breve circa due settimane fa (29 agosto) e venerdì scorso mi hanno risposto positivamente dicendo di essere interessati. Mi piace molto la loro politica editoriale ed il fatto che puntano molto nella formazione dei nuovi talenti. In ogni caso ho esaminato il contratto e lunedì gli ho inviato un’email dicendo che ero intenta a firmare; sono in attesa di una loro risposta e non vedo l’ora di iniziare a lavorarci su insieme a loro. 

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Ho avuto risposta positiva anch'io, ma devo chiedere qualche chiarimento sul contratto.

Il mio romanzo è umoristico, una parodia del classico genere horror.

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Sono sorpresa: ho chiesto circa gli ebook e mi hanno detto che non pensano di fare digitale. È successo anche a qualcun altro? Che ne pensate?

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17 ore fa, Aster ha detto:

Sono sorpresa: ho chiesto circa gli ebook e mi hanno detto che non pensano di fare digitale. È successo anche a qualcun altro? Che ne pensate?

Ancora non li ho sentiti dopo la firma, ma sul contratto parlano anche di ebook. Parlano di amazon come uno dei canali di distribuzione, quindi...

Comunque, sarà che per il lavoro che faccio sono un tipo che pensa ed agisce in multitasking, ma sono già passate un paio di settimane dalla firma, e ancora non mi hanno contattato. Esagerazione mia?

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@Gianandrea: certo, sul contratto parlano di ebook.

Quando però ho chiesto via mail il perché su un ebook si riceva la stessa percentuale del cartaceo (10%), mi è stato risposto che l'editore ha deciso per questa linea politica. No ebook.

Circa Amazon: mi è stato detto che scoraggiano l'acquisto su Amazon, e consigliano gli autori di far acquistare le copie sul loro sito.

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2 ore fa, Aster ha detto:

@Gianandrea: certo, sul contratto parlano di ebook.

Quando però ho chiesto via mail il perché su un ebook si riceva la stessa percentuale del cartaceo (10%), mi è stato risposto che l'editore ha deciso per questa linea politica. No ebook.

Circa Amazon: mi è stato detto che scoraggiano l'acquisto su Amazon, e consigliano gli autori di far acquistare le copie sul loro sito.

 Questa sarebbe una grande violazione contrattuale: impegnarsi a realizzare ebook e non farlo, invalida il contratto e li pone di fronte ad un rischio di risarcimento. Una specie di suicidio legale. Quanto ad Amazon, sempre per gli stessi motivi, loro devono comunque garantire la distribuzione. E' come se, facendomi pubblicità presso la libreria che frequento nella mia città, chiedo di distribuire 20 libri. E loro mi rispondono: no, se sono interessati, devono comprarli presso il nostro sito. Forse la percentuale che gli ricnosce Amazon è più bassa: ma vuol dire esporsi ad una illegittimità contrattuale e quindi ad un motivo di annullamento.

vale il detto: ciò che è scritto, rimane. Comunque non vedo l'ora che mi chiamino.

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Certo, se ti dicono una cosa per iscritto e poi ti dicono che si comporteranno in modo differente, non è garanzia di serietà. E poi sarei curioso di conoscere questo direttore editoriale: non so chi sia: immagino sia William Silvestri, ma fino ad ora ho parlato via email con Francesca Moretti. Voglio arrivare al punto di parlarci direttamente.

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Siccome è passata una settimana dalla tua firma, @Gianandrea, mi sa che ti conviene spingerli a darti una risposta.

Ieri sera ho firmato anche io e ora, leggendo tutto questo, mi stanno venendo dei dubbi. Ma non voglio giungere a conclusioni (negative) affrettate e spero che questa tua attesa (che potrebbe capitare anche a me) sia solo per l'assegnazione e la revisione dell'editor.

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Da esterno, seguo questa discussione da un po'.

Di cose da dire ne avrei diverse, ma proverò ad essere il più breve possibile.

 

Circa un mese e mezzo fa, quando ho deciso di tirar fuori dal cassetto il mio romanzo e sottoporlo a qualche casa editrice, ho fatto una selezione fra le decine (o centinaia?) non-eap esistenti. E ristretto, in definitiva, a quattro di esse.

Due, poi, scartate per altri motivi.

Delle due rimaste nella mia lista, Argento Vivo è stata la più celere a rispondere, dopo circa un paio di settimane dall'invio dell'opera. Si son detti interessati e, nel giro di una decina di giorni feriali, siam passati dalle e-mail conoscitive all'invio del contratto definitivo. Poi, qualche altro giorno di attesa per l'assegnazione dell'editor, che da circa una settimana è al lavoro sul romanzo. Tutto molto rapido e lineare, insomma. Anche il contratto l'ho trovato abbastanza standard.

Dai contatti via e-mail, prima con Francesca, già citata da @Gianandrea, e poi con il direttore editoriale William Silvestri, ho sempre riscontrato serietà e puntualità.

Insomma, per ora l'impressione è buona, vedremo gli sviluppi di questa collaborazione.

 

Per adesso ho riscontrato un grosso pregio, quello che mi ha spinto a firmare il contratto di edizione, e un difetto non da poco, che mi auguro sia solo un peccato di gioventù.

Il pregio è che hanno una mentalità "da scuola" più che da "casa editrice". Del resto, non fanno mistero della loro vocazione all'academy. Perché è un pregio? Be', trovo che per un esordiente sia un bene puntare alla qualità del testo, a capire come migliorarsi, piuttosto che valutare solo i freddi numeri delle vendite e delle provvigioni. O almeno, per me e per chiunque scriva per passione, questa credo sia la priorità assoluta.

Il difetto è il rovescio della medaglia di quanto appena detto. Un po' l'autodistribuirsi, un po' l'avversione al digitale, un po' il rifiuto dei grandi canali di distribuzione online, rischiano di limitare la diffusione delle opere in catalogo. E io, al di là di quanto possa guadagnare da ciò, amo essere letto, amo avere pareri da chi mi legge, amo il confronto anche critico. Per tutto questo, pensare che non venga prodotto un ebook o che il libro non venga messo in vendita su Amazon, be', un po' mi spiace. Tuttavia, è un editore che esiste da un anno e mezzo, chiaro non abbia meccanismi rodati a pieno.

Che dire, facendo un bilancio dei pro e dei contro ho comunque deciso di dargli fiducia, nutrendo la speranza che, crescendo, mettano mano alla loro politica sul tema della distribuzione, l'unico vero aspetto controverso che ho riscontrato.

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11 ore fa, Gianandrea ha detto:

impegnarsi a realizzare ebook e non farlo, invalida il contratto

 

In catalogo non ho trovato nessun ebook. Reputo legittima la politica di non di distribuire copie digitali, ma, allo stesso tempo, trovo controproducente cedere i diritti per qualcosa che poi non la CE non vorrà realizzare (si potrebbe aggiungere nel contratto una scadenza entro la quale la CE si impegna alla distribuzione dell'ebook). Strano poi che l'ebook e il cartaceo siano considerati allo stesso modo, per quanto riguarda i diritti d'autore, almeno è prassi già consolidata che ci sia una percentuale diversa. Consiglio di rinegoziare questi punti. 

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2 ore fa, Aster ha detto:

Semplicemente, niente ebook anche se citati nel contratto.

 

Non proprio, Aster.

Gli ebook sono citati come discrezionalità. In sostanza, l'editore "a sua discrezione" sceglie se realizzare o meno la versione ebook del singolo libro.

Io leggo questa clausola come un non saper ancora bene cosa fare da grandi. Per questo parlavo di peccati di gioventù e non di veri e propri difetti.

Sul punto, sarei perfettamente d'accordo con la soluzione proposta da @Valentina Iusi, senonché, come dicevi tu, dubito si possa effettivamente negoziare.

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3 ore fa, Aster ha detto:

[...]e non mi sembra ci sia aria di poter negoziare [...]

 

1 ora fa, Charmed ha detto:

[...] dubito si possa effettivamente negoziare.

In una mail ho chiesto, solo per informazione/curiosità personale, se le parti in causa (autore ed editore) potessero contrattare su alcuni punti. Mi hanno risposto che il contratto è un "prendere o lasciare", cioè o ti sta bene tutto il contratto e firmi, o, nel caso non ti vada a genio anche un solo punto, firmi con un'altra CE.

 

Ieri o oggi, non ricordo, ho chiesto se potessi avere il piano editoriale della mia opera. Mi hanno risposto circa due ore fa dicendomi che l'editor mi sarà assegnato nei prossimi giorni e che in quell'occasione mi verrà recapitato il piano editoriale. Ora non mi resta che aspettare.

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5 minuti fa, Drago96 ha detto:

Ieri o oggi, non ricordo, ho chiesto se potessi avere il piano editoriale della mia opera. Mi hanno risposto circa due ore fa dicendomi che l'editor mi sarà assegnato nei prossimi giorni e che in quell'occasione mi verrà recapitato il piano editoriale. Ora non mi resta che aspettare.

 

Si, è una comunicazione contemporanea quella che viene fatta.

A me ha scritto il direttore editoriale, circa una settimana dopo la firma del contratto, comunicandomi il piano editoriale e il fatto che l'editor fosse già al lavoro sull'opera.

Tra l'altro, un piano anche più rapido di quanto stabilito da contratto, visto che la pubblicazione è prevista per metà novembre.

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Ad ogni modo, a mio parere il contratto è un buon contratto, in linea con le proposte delle altre case editrici.

Poi, ci possono essere dei passaggi poco graditi. A me, ad esempio, non è piaciuta la parte sulla cessione dei diritti per quanto concerne gli adattamenti televisivi, cinematografici, ecc. In soldoni, queste trattative vengono curate dalla casa editrice e l'autore, qualora non sia d'accordo con le modifiche conseguenti, non può opporsi ad esse ma può solo chiedere che venga apposta la dicitura "liberamente ispirato a...". Questa è l'unica vera clausola che avrei modificato, sostituendola con un consenso da prestare volta per volta nel caso specifico.

 

In questa discussione, però, si parla d'altro. Non è il contratto a non prevedere la commercializzazione di ebook o la vendita su determinate piattaforme. Anzi, su questi punti è talmente generico da permettere praticamente tutto. Questa è una questione concernente esclusivamente le politiche dell'editore. Dovessero cambiare quelle, il contratto andrebbe comunque bene così com'è.

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Ringrazio charmed dell'esperienza diretta. Credo che abbia aggiunto tasselli importanti alla discussione. Quanto all'aspetto legale sono anch'io d'accordo che il contratto sia un contratto molto equilibrato, che tiene conto di tutto o quasi, accontentando entrambe le parti. Lascia libero spazio all'editore, ma prevede anche la possibilità di accordarsi con l'autore se si verificano delle condizioni favorevoli. Pur non contestando l'impressione che si può aver avuto che la politica editoriale non possa essere messa in discussione, credo che questa affermazione cozzi con la struttura del contratto stesso, che per certi versi è molto aperta. Personalmente mi sta piacendo la cultura di questa casa editrice, proprio per le clausole aperte che ho potuto visionare, ed ecco perchè ho firmato con lei. Tornando all'ebook, ad esempio, e alle vendite su amazon, trovo oggi su facebook la pubblicità di uno scrittore, Federico Sessolo, che ha scritto un libro pubblicato con Argento Vivo Edizioni, una raccolta di racconti, Le Storie degli Altri, il quale presenta il suo libro in versione cartacea e... ebook. E' liberamente rintracciabile, anche su Amazon. E quindi, credo che non abbiamo a che fare con gente poco incline al dialogo. Piuttosto con persone che imparano un passo per volta e che si fanno i conti in tasca. Ad esempio, una delle persone che mi ha detto sarà presente nella mia città alla presentazione (futura, e non so quando) del mio libro, è il vice presidente nazionale dell'unione italiana ciechi, il quale, persona intelligente e grande amico, mi ha detto (dandolo quasi per scontato, in un'epoca come la nostra, all'insegna della modernizzazione e dell'abbattimento delle barriere, non solo architettoniche), che avrebbe sicuramente fatto pubblicità della versione digitale del libro, presso l'associazione, descrivendolo come un modo per diffondere la cultura messinese anche a chi è affetto da disabilità. Con il Kindle, i non vedenti e gli ipovedenti potranno ascoltare, senza sentirsi limitati (senza contare i software come Jaws, creati proprio a tale scopo). Non credo che messo in evidenza questo, l'editore si rifiuterà di prendere in considerazione l'ebook. Alla fine potrà essere una questione di costi, di ricavi e benefici, ma chi ha una casa editrice e deve soprattutto autogestirsi con i guadagni ottenuti dalla vendita di un libro, non credo possa permettersi di storcere il naso di fronte alla prospettiva di aumentare le vendite. E questo non significa certo tradire i propri principi.

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E a proposito dei diritti televisivi e cinematografici... già tenerli in considerazione è dimostrazione di grande oculatezza ed ampia visione. Intanto pensiamo a venderlo, poi, per il resto, si vedrà.

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 Qui stiamo andando un po' off topic e spero che questo sia l'ultimo intervento (almeno nella discussione che dovrebbe riguardare Argento Vivo, se volete continuiamo in privato) sull'argomento.

Questa clausola degli e-book  dipende anche da te autore: per esempio, avere il mio libro anche in tale formato mi importa poco e quindi non "faccio storie"; mentre a te magari interessa avere (solo o anche) la versione e-book della tipa opera e quindi chiederai di cambiare la clausola oppure andrai da un altro editore.

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4 minuti fa, Drago96 ha detto:

 Qui stiamo andando un po' off topic e spero che questo sia l'ultimo intervento (almeno nella discussione che dovrebbe riguardare Argento Vivo, se volete continuiamo in privato) sull'argomento.

Questa clausola degli e-book  dipende anche da te autore: per esempio, avere il mio libro anche in tale formato mi importa poco e quindi non "faccio storie"; mentre a te magari interessa avere (solo o anche) la versione e-book della tipa opera e quindi chiederai di cambiare la clausola oppure andrai da un altro editore.

Tranquillo, non credo che siamo off topic o ci avrebbero già fermato. Stiamo sempre parlando di Argento Vivo Edizioni e stiamo confrontando le nostre esperienze cercando di trarne insegnamenti. Siamo perfettamente in linea (per me linea tonda, in sovrappeso). :D

  • Divertente 1

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Buonasera a tutti, sono il direttore editoriale di Argento Vivo. Qualche giorno fa ho chiesto la cancellazione dell'account istituzionale per un motivo molto semplice: noi siamo una realtà piccola, ma ben codificata, con un preciso standard di comportamento che deve essere sposato da tutti i componenti dello staff, dall'Editore ai ragazzi che si occupano delle spedizioni. Per cui non possiamo permetterci una comunicazione dispersiva, parziale o multicanale. Avendo notato che alcuni collaboratori trascorrevano più tempo qui, o su Facebook, per rispondere alle molte domande - tutte legittime - di voi aspiranti autori, ho dovuto ricordare alle nostre persone che l'unico canale per richiedere e fornire spiegazioni sono i due indirizzi e-mail:

 

info@argentovivoedizioni.it per informazioni di natura generale o sui piani editoriali (a volte rispondo anche io)

manoscritti@argentovivoedizioni.it per l'invio dei manoscritti e qualsiasi dubbio relativo al nostro contratto.

 

Personalmente non ho alcunché contro questo forum; anzi, uno dei nostri migliori autori arriva proprio da questa piattaforma. Potrà confermarvi, se lo vorrà, che ciò che ci contraddistingue è la trasparenza verso tutti gli interlocutori, nel bene e nel male. Con lui, poi, ho instaurato un rapporto di genuina amicizia (parlo più spesso con lui che con mia moglie, per dire) proprio perché come voi puntate a scegliere una casa editrice che vi soddisfi al 100%, anche noi cerchiamo donne e uomini prima che autrici e autori: persone con cui costruire un dialogo all'insegna della chiarezza e del rispetto reciproco. In mancanza di questo presupposto, ogni ulteriore discorso cade: possiamo anche scoprire il nuovo Anton Cechov, ma se come persona non la sentiamo, a pelle, affine ai nostri ideali, lo lasciamo volentieri ai numerosi altri editori.

 

Vi chiedo dunque la gentilezza di utilizzare quei due indirizzi per fugare ogni minuscolo dubbio possa venirvi in mente. Scriveteci, domandate, chiedete: più domande ci fate, più limpida sarà la visione che avrete di noi e, al tempo stesso, anche noi potremo farci un'idea di chi abbiamo di fronte. Io credo molto nella comunicazione e parte della mia attività è anche quella di essere un formatore. La formazione parte dapprima sulle persone dello staff, poi su chi entra a far parte della squadra degli autori (sapevate che per loro prevediamo corsi gratuiti di editing?) e sto facendo formazione anche in questo momento: spiegandovi cioè che un Editore, per piccolo che sia, ha una sua politica volta a garantire in primo luogo la sostenibilità del progetto. Questa cosa la si vede nei minimi particolari, come la scelta di quanti e quali canali utilizzare per dialogare.

 

Ah, una comunicazione di servizio per chi avesse firmato un contratto con noi. Da qui a fine anno contiamo di pubblicare almeno una decina di nuove opere, pertanto i nostri editor sono tutti a lavoro su un determinato romanzo. Presto comunque vi contatterò per indicarvi che anche il vostro testo è entrato nel circuito di produzione, con una stima della data prevista per la pubblicazione. Tenete presente che, dal momento in cui al vostro testo viene assegnato un editor, in genere arriviamo alla pubblicazione in meno di due mesi.

 

Grazie per l'attenzione.

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