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Gargaros

Le nostre esperienze editoriali

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Rivolgo la domanda soprattutto a quelli che hanno delle esperienze editoriali: secondo voi le agenzie letterarie servono? Quali sono le migliori, quelle a pagamento o no? Faccio questa domanda perchè Lidia Ravera è venuta nella mia città a fare un laboratorio di scrittura e ha consigliato caldamente di ricorrere alle agenzie letterarie a pagamento.

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Ospite Lem Mac Lem

Per quella che è la mia esperienza, ti sommergono ti complimenti e poi ti fanno un bel preventivo a tre zeri. Utilità? Intanto facciamo l'editing, poi *proviamo* a mandare agli editori. Senza garantire niente, sia chiaro.

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Rivolgo la domanda soprattutto a quelli che hanno delle esperienze editoriali: secondo voi le agenzie letterarie servono? Quali sono le migliori, quelle a pagamento o no? Faccio questa domanda perchè Lidia Ravera è venuta nella mia città a fare un laboratorio di scrittura e ha consigliato caldamente di ricorrere alle agenzie letterarie a pagamento.

Nabu, Kalama, Ali, Arr, Nicolazzini, Grandi&Associati, come puoi verificare dai relativi siti, pur chiedendo soldi per la lettura, rappresentano autori che non pubblicano con piccoli editori, anzi.

Quasi tutte le altre, o non indicano chi rappresentano, il che non è buon segno, oppure ti spediscono da qualche EAP.

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Ospite
Rivolgo la domanda soprattutto a quelli che hanno delle esperienze editoriali: secondo voi le agenzie letterarie servono? Quali sono le migliori, quelle a pagamento o no? Faccio questa domanda perchè Lidia Ravera è venuta nella mia città a fare un laboratorio di scrittura e ha consigliato caldamente di ricorrere alle agenzie letterarie a pagamento.

Be' è un terno al lotto.

Certo, è un dato di fatto che quasi sempre le major dell'editoria interloquiscono con le agenzie e ignorano gli autori che spediscono manoscritti.

Di contro, più alta è la posta in palio, più alto è il rischi che si corre. (tipo spenderci soldi e speranze, credere di riuscire a pubblicare con Sperling e poi ritrovarsi il manoscritto non pubblicato o pubblicato dalla PIncopallinoJoe)

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Io vorrei tirare le orecchie all'utente che ha scritto che tentare la pubblicazione con le piccole case editrici non ne vale la pena, perché dimostra che non scrive con la volontà di essere letto e apprezzato, ma piuttosto mira al guadagno. E' comprensibile che ci si voglia guadagnare qualcosina, ma al tempo stesso è pura superbia quella di pretendere di essere accolto fra i big senza passare attraverso un periodo di gavetta. I piccoli editori sono una necessaria rampa di lancio per arrivare possibilmente ai più grandi. Fino a che il tuo nome non è sulla bocca di un discreto numero di lettori, nessun colosso editoriale investirà un centesimo sulla tua opera. Ci sono stati casi fortunati, ma la fortuna non è qualcosa che si può pretendere. Capita o non capita, ma sicuramente capita di più a chi fa qualcosa per iniziare a farsi conoscere.

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Ospite
Io vorrei tirare le orecchie all'utente che ha scritto che tentare la pubblicazione con le piccole case editrici non ne vale la pena, perché dimostra che non scrive con la volontà di essere letto e apprezzato, ma piuttosto mira al guadagno. E' comprensibile che ci si voglia guadagnare qualcosina, ma al tempo stesso è pura superbia quella di pretendere di essere accolto fra i big senza passare attraverso un periodo di gavetta. I piccoli editori sono una necessaria rampa di lancio per arrivare possibilmente ai più grandi. Fino a che il tuo nome non è sulla bocca di un discreto numero di lettori, nessun colosso editoriale investirà un centesimo sulla tua opera. Ci sono stati casi fortunati, ma la fortuna non è qualcosa che si può pretendere. Capita o non capita, ma sicuramente capita di più a chi fa qualcosa per iniziare a farsi conoscere.

Concordo in tutto e per tutto.

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Io vorrei tirare le orecchie all'utente che ha scritto che tentare la pubblicazione con le piccole case editrici non ne vale la pena

Magari non è il caso dell'utente in questione. Però mi sembra che questa mentalità rientri un po' nella cultura del "tutto e subito" che impera oggigiorno. Vale per tutto. Una volta i musicisti facevano tanta gavetta, suonavano concerti in locali improbabili e mandavano migliaia di demo. Ora vanno da Amici o a X-factor. Gli attori? Niente gavetta, andare al grande fratello o in qualche reality, vedrai che qualche particina te la trovano. Idem per scrivere un libro.

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Visionnaire, non discuto il fatto che l'utente (Fos87) sia un'espressione emblematica della società che si è creata, e non lo condanno di certo per la sua ambizione... solo che le cose non funzionano così. Per quei dieci che riescono a ritagliarsi uno spicchio di fama tramite i programmi da te citati, ce ne sono un milione che passano dai canali canonici. L'esistenza di "quei dieci" non dimostra per nulla che la cosiddetta gavetta non sia necessaria ed è bene farlo presente a chi si è lasciato magari illudere dalla televisione.

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L'esistenza di "quei dieci" non dimostra per nulla che la cosiddetta gavetta non sia necessaria ed è bene farlo presente a chi si è lasciato magari illudere dalla televisione.

Naturalmente concordo. Il problema è che purtroppo non è questo il messaggio che passa. Oggi chi scrive un libro pretende risposte immediate e dopo aver pubblicato qualcosa (magari a pagamento) si sente già uno scrittore affermato. Comunque mi sa che stiamo andando OT e quindi mi fermo qui. sorry.gif

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Visionnaire, non discuto il fatto che l'utente (Fos87) sia un'espressione emblematica della società che si è creata, e non lo condanno di certo per la sua ambizione... solo che le cose non funzionano così. Per quei dieci che riescono a ritagliarsi uno spicchio di fama tramite i programmi da te citati, ce ne sono un milione che passano dai canali canonici. L'esistenza di "quei dieci" non dimostra per nulla che la cosiddetta gavetta non sia necessaria ed è bene farlo presente a chi si è lasciato magari illudere dalla televisione.

Non avevo neanche capito che stesse parlando di me, dato che non ho scritto che trovo inutile spedire alle piccole case editrici. Infatti ho scritto:

Non ho tentato con case editrici più piccole perché non ne valeva la pena: la mia storia è interessante, ne sono fermamente convinta, ma andrebbe riscritta da capo. Prima poi mi documenterò meglio, userò mio fratello come consulente per quanto riguarda armi e strategie militari, riscriverò tutto e spedirò l'intero pacchetto a qualche casa editrice.

Non ho inviato alle piccole case editrici perché, mentre aspettavo le risposte delle grandi (e ci sono voluti due anni), mi sono resa conto che il mio scritto non era all'altezza di una pubblicazione. Prima di attaccarmi avresti dovuto leggere un po' meglio, specie perché dopo parlo dei miei racconti pubblicati su riviste di quart'ordine proprio per fare gavetta.

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Fos, non ti ho attaccato. C'è una bella differenza fra elargire una bonaria tirata d'orecchie e un attacco personale. Siamo un po' permalosetti e polemici, nevvero? Ad ogni modo è evidente che ho male interpretato il senso del tuo post e per questo ti chiedo scusa. Rileggendolo ancora ho compreso cosa intendevi dire.

Per la cronaca: non faccio mai attacchi personali. Mai.

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Sono permalosetta e polemica soltanto quando mi si mettono in bocca parole che non ho detto. In ogni caso chiudiamola qui: ci siamo capiti ed è questo l'importante.

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La mia esperienza personale è questa.

Premessa: scrivo principalmente racconti, non mi sono ancora lanciato in un romanzo vero (anche se ho scritto alcuni testi che viaggiano sulle 70/80pagine). Faccio parte di un collettivo di scrittura che ha dato alle stampe un paio di antologie. La prima l'abbiamo pubblicata con un editore piccolo e ci ha dato qualche soddisfazione. La seconda l'abbiamo pubblicata con un editore un po' meno piccolo (ma comunque complessivamente piccolo) e imbarcando nell'avventura anche qualche scrittore un po' più noto di noi (almeno uno anche piuttosto noto...). Speravamo di avere risultati migliori... li abbiamo avuti peggiori.

Dopo, sempre con il collettivo ci siamo messi a scrivere una trilogia fantasy. Abbiamo finito il primo libro e attendiamo risposte da alcune case editrici. Ci siamo accasati presso un agente, che nulla ci ha chiesto ma nulla ci sta dando, anzi obiettivamente si sta dimostrando un personaggio di serietà assai scarsa.

Altri miei racconti sono andati in varie antologie, ma devo dire che le antologie di autori vari che derivano da un concorso e sono pubblicate con piccoli editori davvero non ti portano lontano.

Infine da qualche mese ho pubblicato una raccolta di racconti tutta mia sempre con un piccolo editore delle mie parti. Ci siamo accordati per pubblicare il libro sotto licenza Creative Commons per cui in realtà è anche scaricabile gratuitamente dal mio sito. Risultato: pochi ne ho venduti, pochi me lo hanno scaricato.

Che dire... non c'è eccessivamente da stare allegri, ma io sono tenace, la gavetta non mi spaventa e comunque ho un altro mestiere che mi da mangiare. Ho trentatrè anni e conto di vivere almeno fino a novanta.

Di qui a là conto di togliermi qualche piccola soddisfazione.

P.S.: le mie pubblicazioni sono state comunque tutte free, l'unica spesa: l'acquisto di un po' di copie da vendere alle presentazioni.

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L' esperienza di Jack non è da sottovalutare, è uno spaccato di verità di come funzionano le cose. Si pensa che una volta trovato l'editore che ci pubblica possiamo semplicemente stare a goderci il risultato della nostra fatica, del nostro lavoro e del nostro tempo sottratto a tutto il resto per rendere perfetta quella storia che desideriamo assolutamente far conoscere (perchè sappiamo che ha un suo valore). Può funzionare per grandi case editrici. Le prime esperienze pero' si fanno con quelle minori che hanno una politica diversa purtroppo. Se riesci a destrare l'interesse di un editore è già un grosso traguardo ma dopo devi pensare a sbatterti per promuovere il libro, a controllare la distribuzione, organizzare eventi per promuoverti, farti conoscere come meglio puoi. Questo ti mortifica perché non è il tuo lavoro, non è quello che desideravi fare e non avendo esperienza e spesso nessuna guida da seguire (perché l'editore ti lascia solo) ti trovi a vivere un inferno. Bisogna stare attenti anche quando una piccola casa editrice ci prende in considerazione. Attenti a quanto tempo veniamo vincolati con loro, a quali sono i loro canali di distibuzione, attenti alla loro volontà e disponibilità ad organizzare una presentazione del libro e sostenerci in futuro.

La mia esperienza personale risale a quasi cinque anni fa. Il primo libro che ho scritto era autobiografico, uscivo da un periodo tragico, scrivere per me è stato salvarmi. L'idea di pubblicare è iniziata per caso. Non avendo nessun tipo di esperienza nè informazione su come funzionassero le cose, ho inviato il mio manoscritto a diverse case editrici. Mi sono arrivate due proposte di pubblicazione il giorno del mio compleanno. Avevo il cuore a mille. Le prime righe erano bellissime ma andando avanti con la lettura del contratto di pubblicazione le cose cambiarono. Quella cifra esorbitante che mi chiedevano alla fine poi mi fece sentire un asino solo per averci creduto quei cinque secondi. Ho iniziato a iscirvermi in forum di scrittori, chiedere, informarmi su come muoversi. Ho stilato aiutandomi con il web una lista di editori free. Ho accantonato il primo libro troppo personale( che rileggendo dopo mi sono resa conto era improponibile, pieno di errori, di parole e pensieri vomitati e confusi) e ho scritto una commedia romantica e un romanzo. Ho inviato i manoscritti in giro. Alcune case editrici free si sono interessate chiarendo sempre che non avrei potuto avere con loro un servizio di editing né di distribuzione, che mi sarei dovuta promuovere da sola e fare conoscere. Impossibile per me che vivevo in una nuova città, non conoscevo nessuno, avevo una bimba piccola ed ero completamente sola. Mi sono autopubblicaao su un portale di selfpublishing. Per quanto possa essere bello vendere alcune copie del libro e ricevere complimenti o critiche, rapportarsi con i lettori che sono il vero interesse dello scrittore tutto questo mi ha reso molto ansiosa e ha cambiato la mia idea di come deve essere diventare una scrittrice. Se da una passione, un lavoro, una professione a cui si aspira deve diventare questo caos di pensieri e malumore, a mio avviso, o non ne vale la pena o non è una cosa adatta a me.

Sono ancora qui perché non riesco ad estraniarmi completamente, perché anche parlare con voi di queste cose mi accresce, perchè infondo spero ancora di trovare la strada giusta, perchè non lo so come sarebbero le mie giornate senza tutto questa confusione.

Buondì

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Gioesse, se scrivi i tuoi libri come hai scritto questo post, direi che non ti sarà difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti :-). Io, su questo forum ho imparato molto e il mio secondo libro lo mostra chiaramente; chi ha letto ciò che ho scritto finora ha subito detto che il mio stile è notevolmente migliorato. Ti troverai bene. Scusate per l'OT. :-)

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L' esperienza di Jack non è da sottovalutare, è uno spaccato di verità di come funzionano le cose. Si pensa che una volta trovato l'editore che ci pubblica possiamo semplicemente stare a goderci il risultato della nostra fatica, del nostro lavoro e del nostro tempo sottratto a tutto il resto per rendere perfetta quella storia che desideriamo assolutamente far conoscere (perchè sappiamo che ha un suo valore). Può funzionare per grandi case editrici. Le prime esperienze pero' si fanno con quelle minori che hanno una politica diversa purtroppo. Se riesci a destrare l'interesse di un editore è già un grosso traguardo ma dopo devi pensare a sbatterti per promuovere il libro, a controllare la distribuzione, organizzare eventi per promuoverti, farti conoscere come meglio puoi. Questo ti mortifica perché non è il tuo lavoro, non è quello che desideravi fare e non avendo esperienza e spesso nessuna guida da seguire (perché l'editore ti lascia solo) ti trovi a vivere un inferno. Bisogna stare attenti anche quando una piccola casa editrice ci prende in considerazione. Attenti a quanto tempo veniamo vincolati con loro, a quali sono i loro canali di distibuzione, attenti alla loro volontà e disponibilità ad organizzare una presentazione del libro e sostenerci in futuro.

Ciao gioesse,

grazie per il tuo illuminante post, dico sul serio. Per quanto mi riguarda però sin da prima di arrivare su WD avevo una mezza idea di come potessero andare queste cose, il forum l'ha senz'altro confermata e accentuata.

Come te, anche io, ho un lavoro per vivere e un cassetto da aprire con le speranze sul futuro. Eppure non mi spaventa fare i conti con una realtà, forse ingiusta, anzi sono ancora più stimolato.

Si comincia dai piccoli e bisogna investire tempo nella promozione del nostro testo: per me sarebbe un piacere, ben lontano dalla mortificazione e non mi aspetterei molto altro da un contratto per esordienti nel Paese dei muri caduti di Pompei, ma soprattutto dei vergognosi panini alla Divina Commedia, citati da esseri umani considerati VIP.

Non è detto siano giuste le mie parole, ma io la vedo nel modo seguente: per 8 anni ho lavorato in varie aziende soltanto per raggiungere i LORO obiettivi dei quali, ao' non me ne può fregà dde meno.

Supponiamo, fatti i debiti sacrifici, di riuscire a suscitare l'interesse di un editore (chissà se mai ci arriverò, vedremo) che ti chiede una mano per promuovere e pubblicizzare il testo: è un lavoro per te, per te stesso, per far conoscere ciò in cui credi. Sei uno scrittore? Fa parte del gioco e a me piacerebbe pure.

Forse la mia visione è troppo idilliaca, ma non mi sentirei mortificato, anzi felice per intraprendere una nuova sfida, soprattutto perché questa volta sarà per me.

Per riassumere ecco come vedo il post pubblicazione (forse fuorviato da un documentario su Troia che ho intercettato qualche giorno fa :facepalm: ): quando l'editore chiama un esordiente, be' equivale a dire che Troia è caduta (guarda un po' nel mio caso proprio 10 anni ci vorranno thumbup.gif ). A quel punto come Ulisse pensiamo di poter tornare a casa in una settimana di navigazione circa, quando invece gli dei ci puniscono con una fantastica crociera sull'Odissea.

Ovvio non sarà facile e saremo stanchi (eh un assedio di 10 anni stanca :facepalm: ), ma il forum WD mi ha allertato a dovere. Dopodiché, allo sfinimento lo ripeterò, sarà finalmente per me, tempo investito e non sacrificato per avere uno stipendietto.

...quando poi mi sveglio, ti faccio un fischio eh icon_cheesygrin.gif

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Gioesse, se scrivi i tuoi libri come hai scritto questo post, direi che non ti sarà difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti :-).

sorry.gif Solitamente quando scrivo non ho la paura che il capo mi becchi, uso la punteggiatura e rileggo il testo fino allo sfinimento.

Io, su questo forum ho imparato molto e il mio secondo libro lo mostra chiaramente; chi ha letto ciò che ho scritto finora ha subito detto che il mio stile è notevolmente migliorato. Ti troverai bene. Scusate per l'OT. :-)

sono contenta per te thumbup.gif

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Maelstrom:

grazie per il tuo illuminante post, dico sul serio. Per quanto mi riguarda però sin da prima di arrivare su WD avevo una mezza idea di come potessero andare queste cose, il forum l'ha senz'altro confermata e accentuata.

Perché illuminante? ban.gif

Ho solo raccontato quello che ho vissuto io, ho parlato della mia incapacità, della mia situazione, della paura di buttarmi in una cosa che non conoscevo e che non sapevo come gestire. Io credo che per diventare scrittori,come in moltissime altre professioni artistiche, ci voglia una certa forza di volontà e abilità che non tutti possiedono.

da quello che hai scritto trovo in te questa forza che a me manca, quindi daglie tuttaaaaa yahoooooo.gif

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Perché illuminante? ban.gif

Ho solo raccontato quello che ho vissuto io, ho parlato della mia incapacità, della mia situazione, della paura di buttarmi in una cosa che non conoscevo e che non sapevo come gestire. Io credo che per diventare scrittori,come in moltissime altre professioni artistiche, ci voglia una certa forza di volontà e abilità che non tutti possiedono.

da quello che hai scritto trovo in te questa forza che a me manca, quindi daglie tuttaaaaa yahoooooo.gif

Illuminante perché hai raccontato i dettagli della tua esperienza che credo possano servire a chiunque per fare un po' più di luce sul possibile futuro post pubblicazione.

Grazie per il daglie tuttaaaaa, ma non credo a te manchi la forza: l'hai avuta al momento opportuno e adesso sei molto più avanti di me nel processo per diventare scrittrice ufficiale, quindi hai incontrato più ostacoli per forza di cose. Io neppure so, se arriverò mai alla tua situazione, magari finirà tutto in una bolla di sapone.

Leggo nel tuo post un poco di sconforto: col mio avrei solo voluto dirti di non vedere troppo nero, perché se sei arrivata fin lì un motivo ci sarà stato e non ha senso tirarsi indietro.

Spero possa giovarti, come del resto dici tu, il frequentare questo forum e vai tranquilla che se ti sei iscritta qui, leggi i post e partecipi alle discussioni, quella forza ce l'hai eccome, è solo stanca e deve riposare per qualche tempo thumbup.gif

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Vorrei per cortesia che qualcuno di voi rispondesse a queste due mie domande:

1) Le presentazioni e la promozione del libro nel caso di una casa editrice "seria" o "importante"vengono organizzate da quest'ultima oppure l'autore deve sempre e comunque sbattersi per farsi conoscere?

2) E' possibile, secondo voi, riproporre ad un'altra casa editrice un'opera di narrativa che è già stata pubblicata (diciamo due anni fa) ma che attualmente è libera da qualsiasi vincolo editoriale? Lo chiedo perchè spulciando sui siti delle varie case editrici, ho notato che si parla sempre e soltanto di opere inedite o di manoscritti (che è poi la stessa cosa) e non mi sembra che vi sia spazio per questa possibilità.

Chiedo lumi al proposito, grazie mille.

thanks.gifthanks.gifthanks.gif

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Gioesse, se scrivi i tuoi libri come hai scritto questo post, direi che non ti sarà difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti :-).

sorry.gif Solitamente quando scrivo non ho la paura che il capo mi becchi, uso la punteggiatura e rileggo il testo fino allo sfinimento.

Guarda che non ero ironico. Il mio era un complimento sincero XD.

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@Davide zaccardi: scusami devono essere i residui della depressione post partum (avuta quattro anni fa) devo decidermi ad andare dal dottore uno di questi giorni. Rimanda oggi, rimanda domani si finisce a non saper leggere. A parte gli scherzi (la depressione non l'ho mai avuta icon_lol.gif ) ho letto male il tuo messaggio e rileggendomi book6.gif mi sono accorta di aver omesso la punteggiatura, quindi ho creduto fossi ironico oops.gif

Grazie

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@Maelstrom

Hai ragione, sono stanca, non faccio che correre. Mi sconforta voler fare tutto e non avere il tempo necessario per farlo bene. Dopo le feste rallento thumbup.gif

grazie per le tue parole icon_wink.gif

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Vorrei per cortesia che qualcuno di voi rispondesse a queste due mie domande:

1) Le presentazioni e la promozione del libro nel caso di una casa editrice "seria" o "importante"vengono organizzate da quest'ultima oppure l'autore deve sempre e comunque sbattersi per farsi conoscere?

2) E' possibile, secondo voi, riproporre ad un'altra casa editrice un'opera di narrativa che è già stata pubblicata (diciamo due anni fa) ma che attualmente è libera da qualsiasi vincolo editoriale? Lo chiedo perchè spulciando sui siti delle varie case editrici, ho notato che si parla sempre e soltanto di opere inedite o di manoscritti (che è poi la stessa cosa) e non mi sembra che vi sia spazio per questa possibilità.

Chiedo lumi al proposito, grazie mille.

thanks.gifthanks.gifthanks.gif

Ciao simo

credo che, nel caso di una casa editrice "importante", esista chi si occupi proprio di questo genere di sbattimenti. Non ho mai sentito di scrittori famosi che si occupano delle loro presentazioni (il massimo che fanno è presenziare). Credo anche che convenga a loro occuparsene se pretendono un buon risultato che li rispecchi e li faccia, appunto, essere una casa editrice "importante".

Per il punto due ...non saprei, credo di no. Ti posso dire che mi è capitato che, alcuni editori,chiedessero esplicitamente manoscritti mai editi con altri nè pubblicati in forum o gruppi di lettura perché tengono all'esclusività del testo, quindi mi viene da pensare che non si potrebbe fare ma non sono sicura.

spero di esserti stata utile

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Vorrei per cortesia che qualcuno di voi rispondesse a queste due mie domande:

1) Le presentazioni e la promozione del libro nel caso di una casa editrice "seria" o "importante"vengono organizzate da quest'ultima oppure l'autore deve sempre e comunque sbattersi per farsi conoscere?

2) E' possibile, secondo voi, riproporre ad un'altra casa editrice un'opera di narrativa che è già stata pubblicata (diciamo due anni fa) ma che attualmente è libera da qualsiasi vincolo editoriale? Lo chiedo perchè spulciando sui siti delle varie case editrici, ho notato che si parla sempre e soltanto di opere inedite o di manoscritti (che è poi la stessa cosa) e non mi sembra che vi sia spazio per questa possibilità.

Chiedo lumi al proposito, grazie mille.

thanks.gifthanks.gifthanks.gif

Ciao Simo,

sperando:

1) di avere fatto bene il "quote" (è la prima volta che lo faccio...)

2) di esserti utile

rispondo anche io alle tue due domande secondo le mie conoscenze:

1) anche nelle case editrici grandi ci sono notevolissime differenze: sia tra casa e casa sia nel modo di trattare gli autori. Ci sono autori che ricevono molta attenzione e molta promozione, molti altri per i quali invece non è così. Ci si può sicuramente aspettare che una grande casa editrice, se pubblichi con lei, ti offra qualche occasione di visibilità, ma se non sei uno scrittore di punta temo che qualche occasione in più tu debba continuare a cercartela da solo. Naturalmente se hai un buon agente anche lui ti può aiutare parecchio.

2) sì certo che puoi proporre anche un testo già edito. Anche se non è detto che tutte le case editrici siano interessate a trattare questo genere di testi.

Ti cito un paio di casi che conosco: “L'acchiapparatti di Tilos” di Francesco Barbi uscito per Campanila è stato rieditato come “L’acchiapparatti” da Baldini e Castoldi. “Bambola di cera” di Marilù Manzini uscito per Pontegobbo è stato rieditato come “Io non chiedo permesso” sia da Salani che da TEA.

Spesso questi romanzi passando ad una casa editrice più grande vengono rimaneggiati (ossia le case editrici chiedono allo scrittore di rimaneggiarli)

Ciao

Massimiliano

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