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Sinoe

osservazioni casuali 03

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La commessa del pane
ha un fisico minuto da ragazza
capelli tinti di biondo raccolti
in una coda di cavallo un po’ svogliata
anelli, orecchini e ciondoli
ad esibire
rituali passaggi della vita

è gentile, veloce, meccanica
la sua presenza sottintesa
in quello spazio stretto
fra il bancone e le ceste.

Le rughe
sul suo volto
sono parole involontarie
di dolore, amore e rimpianto
che non tollero guardare
per pudore.

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@Sinoe

La tua minuta donna per molti fa parte dell'arredamento,

tanto scontata è lì la sua presenza. I suoi movimenti, meccanici e veloci, 

stanno a suggerire che è lì da tempo, quasi stesse invecchiando

dietro quel bancone con i suoi rimpianti e i suoi dolori.

Molto bello il finale: il pudore di non violare la sua intimità al solo guardare quelle

rughe che pochi sanno leggere.

Brava!

Un po' di punteggiatura mi sarebbe piaciuta, ma conosco il tuo modo di scrivere

e so che ci sono delle motivazioni quando non la usi. Io l'avrei inserita così:

 

La commessa del pane                                                                                                                            
ha un fisico minuto da ragazza,
capelli tinti di biondo raccolti
in una coda di cavallo un po’ svogliata;

 

anelli, orecchini e ciondoli
ad esibire a esibire
rituali passaggi della vita.

E' gentile, veloce, meccanica,
la sua presenza sottintesa
in quello spazio stretto
fra il bancone e le ceste.

Le rughe
sul suo volto
sono parole involontarie
di dolore, amore e rimpianto
che non tollero guardare
per pudore.

 

A rileggerci!:flower:

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@sira grazie Sira :D. In effetti non usare la punteggiatura è una scelta che riguarda tutti i componimenti di questa serie.  Su "ed" forse hai ragione! Ci penserò, grazie. 

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@Sinoe

On 4/2/2017 at 15:25, Sinoe ha detto:

ad esibire

concordo con Sira

On 4/2/2017 at 15:25, Sinoe ha detto:

la sua presenza sottintesa
in quello spazio stretto
fra il bancone e le ceste.

Bella la presenza sottintesa. Sarebbe un ottimo titolo per un racconto, al plurale. Quante presenze sottintese, in questo mondo.

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@Sinoe Stavo scorrendo la sezione poesie, per curiosare sui versi altrui, poi mi sono imbattuta nella tua “osservazioni casuali 03”: mi sono fermata ad osservare la prima strofa, e ho deciso così di commentare per la prima volta.

Non so bene come argomentare questo mia opinione, quindi ti chiedo scusa se il mio parere forse risulterà banale, non precisissimo e già sentito.

 

Trovo che la descrizione del personaggio sia molto ben riuscita: il rimo cadenzato, le strofe brevi e la semplicità del linguaggio rende semplice, e per questo d’impatto, quello che si vede. Mi sono immaginata una persona indaffarata, che sorride stanca ai clienti e tra uno sfilatino e l’altro ha la mente travolta dai fatti suoi. Il contrasto tra le rughe e il suo fare giovanile, ti fa pensare ancora più ad una persona piccola e paziente, ancora più invisibile dietro ad un bancone alto come lei.  

Mi ha colpito questo soggetto: una figura talmente comune, forse una conoscente, che generalmente non ci si ferma ad osservare. Una scelta presa dall'ordinario, che diventa molto di più, che parla di una donna e di ciò che deve affrontare ogni giorno, che ha affrontato e affronterà. Ma forse è il mio lato femminista (e il mio punto di vista femminile) a parlare. E’ infatti sottile come passi dal creare un’immagine apparentemente leggera (nella prima strofa), al far rendere conto che, dietro a quella che potrebbe essere la commessa del panificio dietro casa, c’è una donna, con tante lunghe vite vissute.

La svolta arriva nel secondo verso della seconda strofa, solo grazie ad un aggettivo.

Leggendo, sembra di stare in fila, e man mano che ci si avvicina alla cassa, i dettagli della “ragazza del pane” divengono più chiari.  La timidezza finale mi fa sentire come quando da bambina dovevo andare, le prime volte, a comprare qualcosa da sola, e mi vergognavo ad alzare la testa e la voce. Anche se, leggendo il verbo “tollerare”, questa timidezza sembra diventare altro.

E’ un verbo piuttosto forte,  forse un po’ troppo, ma è solo un parere. Concordo, inolttre, con i commenti precedenti su "ad esibire".

Mi piace invece l’uso dell’aggettivo “svogliato” in riferimento alla coda: una personificazione piuttosto azzeccata. E’ interessante anche il fatto che in ogni strofa si può individuare una terzina di parole che riassumono il contenuto di quello che stai dicendo (anelli- orecchini- ciondoli; gentile- veloce- meccanica; dolore- amore- rimpianto).

 

Per concludere, mi ha ricordato moltissimo un'anziana signora che lavora in un piccolo bar davanti alla mia università, alla quale sono affezionata, e ti volevo chiedere il permesso di farle leggere la tua poesia!

Concludendo realmente: complimenti, è bellissima!

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@Irene Raschellà grazie :) sei davvero gentile e il tuo commento non è banale. 

Certo che puoi farla leggere. La poesia fa parte di una serie di incontri casuali che ho descritto in una serie di componimenti. A rileggerci!

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15 ore fa, Sinoe ha detto:

@Irene Raschellà grazie :) sei davvero gentile e il tuo commento non è banale. 

Certo che puoi farla leggere. La poesia fa parte di una serie di incontri casuali che ho descritto in una serie di componimenti. A rileggerci!

Ma di niente! Mi ha davvero colpita.

 Lo farò allora, e ti farò sapere cosa ne pensa! Cercherò gli altri incontri! A rileggerci:rosa:

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