Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Jedi Katana

Bottega editoriale

Post raccomandati

Ospite

Buonasera, vista la sua disponibilità desidero approfondire un punto da le i riportato:

 

 

quasi tutte le case editrici italiane, talvolta chiede un contributo e talaltra no: dipende dalla qualità di quello che le viene offerto.

 

Lei come agenzia dovrebbe fare da tramite tra autore ed editore. Se il testo necessita di editing, come già affermato, la CE decide come affrontare questo "problema". Mi sembra che lei escluda questo passaggio e proponga di editare personalmente i testi. Non ci sono CE che prendono comunque il testo, apprezzandone i contenuti e lo stile, anche da lei riconosciuti, e preferiscono lavorare con l'autore per portarlo a un lavoro pubblicabile? Grazie.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ho capito bene un concetto, vorrei chiederlo direttamente al dottor Mazza.

Fate pagare per la rappresentanza?

Grazie

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ho capito bene un concetto, vorrei chiederlo direttamente al dottor Mazza.

Fate pagare per la rappresentanza?

Grazie

 

Ciao Dago,

il nostro modus operandi è caratterizzato dalla massima trasparenza: qui www.bottegaeditoriale.it/bottega/p2.asp spieghiamo tutto per filo e per segno.

Molti autori, talvolta già affermati, talaltra ancora no, si sono rivolti a noi (cfr:  www.bottegaeditoriale.it/bottega/contenuti/1_Editoria.htm) molti altri hanno scelto diversamente.

Nello specifico della tua domanda, noi siamo organizzati, come appunto è descritto nel sito, così:

 

Un editor prende in gestione il testo, individua, sulla base delle peculiarità del testo stesso,  30 editori particolarmente “papabili”. 

Redigerà poi una lettera di presentazione critica del testo e una biobibliografia dell’autore.

Dopo l’opportuno dialogo con l’autore medesimo, e in stretto contatto con lo stesso, invierà il dattiloscritto agli editori prescelti ed avvierà un’azione di pressing nei loro confronti per ottenere buone offerte contrattuali.

Gli editori, in pratica, vengono messi l’uno in concorrenza con l’altro: questi, pur non sapendo quali sono le altre specifiche case editrici in competizione, sanno che o faranno un’offerta concorrenziale o perderanno il libro.

Dopodiché il medesimo editor redigerà una relazione dettagliata sulle varie risposte ottenute e discuterà con l’autore quale sia la migliore.

Infine comunicherà all’editore prescelto la felice notizia e manderà agli editori scartati l’avviso che… sono stati, appunto, scartati.

Ma il termine fine vero della sua attività è quello di verificare attentamente se il contratto sarà esattamente collimante alle promesse effettuate; sapete com’è: per banale “distrazione” talvolta accade che l’editore “dimentichi” di inserire questo o quell’altro punto contrattuale…

 

Ebbene, caro Dago, l’editor ritiene giusto che l’autore gli paghi – così come avviene per qualsiasi altro lavoratore – questo servizio di rappresentanza.

Sperando di essere stato esaustivo, porgo un saluto cordiale,

Fulvio Mazza

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buonasera, vista la sua disponibilità desidero approfondire un punto da le i riportato:

 

 

quasi tutte le case editrici italiane, talvolta chiede un contributo e talaltra no: dipende dalla qualità di quello che le viene offerto.

 

Lei come agenzia dovrebbe fare da tramite tra autore ed editore. Se il testo necessita di editing, come già affermato, la CE decide come affrontare questo "problema". Mi sembra che lei escluda questo passaggio e proponga di editare personalmente i testi. Non ci sono CE che prendono comunque il testo, apprezzandone i contenuti e lo stile, anche da lei riconosciuti, e preferiscono lavorare con l'autore per portarlo a un lavoro pubblicabile? Grazie.

 

Gentile Nuwanda,

non esiste una regola univoca fra le Case editrici e le Agenzia letterarie. Ciascuno organizza la propria attività come crede.

Noi preferiamo presentare agli editori dei testi che, oltre che validi strutturalmente, siano anche a posto formalmente.

Facciamo ciò per due ragioni.

La prima è perché gli editori si fidano di noi e sanno che, quando un testo giunge loro da noi, può piacere o non piacere ma, certamente, è ben scritto.

La seconda è per facilitare l’accettazione, da parte degli editori stessi, dei testi che mandiamo loro. Va difatti evidenziato che se un testo giunge “sporco” agli editori, questi o lo rifiuteranno d’iniziativa o lo faranno correggere ai propri consulenti. In tale ultimo caso faranno ricadere tali costi, magari in modo ovattato, magari indirettamente, sempre sull’autore.

 

Un cordiale saluto,

Fulvio Mazza

  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Non condivido l’idea che tutti i costi dell’editoria, dalle CE alle Agenzie Letterarie, siano sempre a carico dell’autore, forse, questo modo di vedere le cose, ha frenato sempre più la produzione culturale a favore di un certo tipo di business.

Desidera sapere che alternative propongo?

Si dovrebbe, innanzitutto, abbattere i costi della “non – efficienza”, in questo caso le spese di quell’editing preventivo da lei proposto che non porta a una pubblicazione certa, concentrando gli sforzi, invece, al raggiungimento della proposta editoriale, accettabile per tutte le parti in causa. Trasformando, finalmente, il tutto in qualcosa di “efficiente”, puntato all’obiettivo che si vuole perseguire: la pubblicazione. Raggiunta tale soddisfazione, tutti i lavoratori iniziano a guadagnare in base al frutto del proprio lavoro. Pretendere qualcosa prima, mi sembra ingiustificato per tutti i soggetti intervenuti. L’autore non può essere pagato per un libro non pubblicato. L’agente non può essere pagato senza portare a termine l’incarico per il quale è stato assunto, trovare un contratto che porti alla pubblicazione e da questo ricavarne un guadagno, per sé e il suo assistito (anche per gli avvocati le cose sono cambiate: http://www.leggioggi.it/2013/04/24/cassazione-alla-parcella-dellavvocato-se-non-vince/ “La conclusione è che per la Suprema Corte, dunque, l’attività del legale deve sempre rivolgersi ad avere una utilità per il proprio cliente.”). L’editore non può pretendere un guadagno su un libro che ancora non è stato venduto. Mi scuso per essermi dilungato nell’illustrare le mie ragioni che purtroppo mi portano lontano dalle sue e da questo topic, resta intesa naturalmente la libertà di organizzarsi, per ognuno, come meglio si crede.

Saluti Nuwanda.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non condivido l’idea che tutti i costi dell’editoria, dalle CE alle Agenzie Letterarie, siano sempre a carico dell’autore, forse, questo modo di vedere le cose, ha frenato sempre più la produzione culturale a favore di un certo tipo di business.

Desidera sapere che alternative propongo?

Si dovrebbe, innanzitutto, abbattere i costi della “non – efficienza”, in questo caso le spese di quell’editing preventivo da lei proposto che non porta a una pubblicazione certa, concentrando gli sforzi, invece, al raggiungimento della proposta editoriale, accettabile per tutte le parti in causa. Trasformando, finalmente, il tutto in qualcosa di “efficiente”, puntato all’obiettivo che si vuole perseguire: la pubblicazione. Raggiunta tale soddisfazione, tutti i lavoratori iniziano a guadagnare in base al frutto del proprio lavoro. Pretendere qualcosa prima, mi sembra ingiustificato per tutti i soggetti intervenuti. L’autore non può essere pagato per un libro non pubblicato. L’agente non può essere pagato senza portare a termine l’incarico per il quale è stato assunto, trovare un contratto che porti alla pubblicazione e da questo ricavarne un guadagno, per sé e il suo assistito (anche per gli avvocati le cose sono cambiate: http://www.leggioggi.it/2013/04/24/cassazione-alla-parcella-dellavvocato-se-non-vince/ “La conclusione è che per la Suprema Corte, dunque, l’attività del legale deve sempre rivolgersi ad avere una utilità per il proprio cliente.”). L’editore non può pretendere un guadagno su un libro che ancora non è stato venduto. Mi scuso per essermi dilungato nell’illustrare le mie ragioni che purtroppo mi portano lontano dalle sue e da questo topic, resta intesa naturalmente la libertà di organizzarsi, per ognuno, come meglio si crede.

Saluti Nuwanda.

 

Gentile Nuwanda,

non possiamo dire ad un editor di lavorare oggi e di essere pagato dopo mesi e mesi.

Comunque: per noi il problema non si pone perché i nostri autori trovano sempre un (buon) editore.

Ma, come giustamente lei conclude: ciascuno si organizza come crede. Il nostro modus operandi lo si trova chiaramente, e in piena trasparenza, qui: www.bottegaeditoriale.it/bottega/p2.asp .

 

Un rinnovato cordiale saluto,

Fulvio Mazza

  • Divertente 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno,

  qualcuno mi sa dare informazioni circa l'agenzia letteraria Bottega editoriale e sul suo responsabile Fulvio Mazza? Qualcuno ha sottoposto le sue opere ed ha avuto esperienze positive o negative? Mi pare che la prima lettura sia gratuita ma i successivi servizi si pagano. Con quale probabilità di pubblicazione?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non li conosco, ma per curiosità sono andata adesso a vedere il sito. Occhio che, tra le case editrici con cui dicono di "interagire" ce ne sono (oltre a Einaudi e Adelphi) :)parecchie a pagamento. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
24 minuti fa, Woman in gold dice:

Scusami Niko, non sono ancora molto pratica.

Figurati. Ora puoi leggerti tutte le informazioni che abbiamo sulla realtà di Bottega Editoriale proprio qui :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Woman in gold , potresti prima presentarti nella sezione Ingresso, per cortesia? Per prassi lo fanno tutti i nuovi utenti prima di postare in altre discussioni, come atto di cortesia verso chi pratica il forum già da tempo. Grazie. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Scusami ElleryQ, scusatemi partecipanti alla discussione, ma non so come si fa. E' la prima volta che partecipo a una discussione, sono una principiante ed anche poco

tecnologica. Non volevo abusare della vostra pazienza. Ora cerco di capire come si fa. Chiedo venia.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 15/10/2015 alle 09:39, Ospite ha detto:

Non condivido l’idea che tutti i costi dell’editoria, dalle CE alle Agenzie Letterarie, siano sempre a carico dell’autore, forse, questo modo di vedere le cose, ha frenato sempre più la produzione culturale a favore di un certo tipo di business.

Desidera sapere che alternative propongo?

Si dovrebbe, innanzitutto, abbattere i costi della “non – efficienza”, in questo caso le spese di quell’editing preventivo da lei proposto che non porta a una pubblicazione certa, concentrando gli sforzi, invece, al raggiungimento della proposta editoriale, accettabile per tutte le parti in causa. Trasformando, finalmente, il tutto in qualcosa di “efficiente”, puntato all’obiettivo che si vuole perseguire: la pubblicazione. Raggiunta tale soddisfazione, tutti i lavoratori iniziano a guadagnare in base al frutto del proprio lavoro. Pretendere qualcosa prima, mi sembra ingiustificato per tutti i soggetti intervenuti. L’autore non può essere pagato per un libro non pubblicato. L’agente non può essere pagato senza portare a termine l’incarico per il quale è stato assunto, trovare un contratto che porti alla pubblicazione e da questo ricavarne un guadagno, per sé e il suo assistito (anche per gli avvocati le cose sono cambiate: http://www.leggioggi.it/2013/04/24/cassazione-alla-parcella-dellavvocato-se-non-vince/ “La conclusione è che per la Suprema Corte, dunque, l’attività del legale deve sempre rivolgersi ad avere una utilità per il proprio cliente.”). L’editore non può pretendere un guadagno su un libro che ancora non è stato venduto. Mi scuso per essermi dilungato nell’illustrare le mie ragioni che purtroppo mi portano lontano dalle sue e da questo topic, resta intesa naturalmente la libertà di organizzarsi, per ognuno, come meglio si crede.

Saluti Nuwanda.

Perdonate l'intromissione: ho letto una lunga lista di opinioni, alcune esaustive altre meno. Un concetto in particolare ha catturato la mia attenzione, quella per cui un'agenzia letteraria dovrebbe prendere solo una percentuale sul ricavato dell'Autore. Con i seguenti punti vorrei chiarire questo concetto:

 

1. È vero che alcune volte un'agenzia letteraria lavora a percentuale, ma poiché non siamo certamente tutti autori del calibro di Stephen King, Nicholas Sparks, J.K. Rowling, Ken Follet, etc... E non guadagnamo tutti 47milioni di sterline all'anno (come nel caso della Rowling), non credo possiamo permetterci di dare il nostro misero salario di esordienti da circa 1000 copie vendute all'anno per ogni nostro nuovo libro. 

 

2. È vero, in America funziona così, e molti agenti, case editrici e cinematografiche, produttori e chi più ne ha più ne metta, punta sulle persone di talento. È anche vero, però, che in America c'è un'altra filosofia: da sempre chiunque sogni l'America, non sta andando che alla ricerca del così detto "american dream" nella speranza di cavalcarlo. Ma soprattutto la superfice americana conta numeri spropositati a livello di popolazione rispetto quella italiana, quindi le probabilità a livello di percentuale di persone che diventano famose, o comunque vengano conosciuti come autori affermati, aumentano in maniera esponenziale. E per finire, molti degli autori che hanno parlato attraverso questa discussione, non si è mai mosso fuori dal proprio paese: come fa a dire cosa è meglio o peggio se non sa nemmeno cosa c'è fuori dalla porta di casa?

 

3. E ultimo punto,  ma non per importanza, considerando una considerevole premesessa, qui non si parla di case editrici a pagamento, bensì di agenzie letterarie. Il punto è molto semplice, posso comprendere che sia difficile accettare il fatto che alcune persone chiedano soldi anticipati, non per pubblicare il vostro libro (anche considerato sogno nel cassetto), per il quale dovreste essere più che felici di investirne dei soldi, ma qui si parla di un'agenzia, che se dovesse prendere una percentuale sui vostri ricavati di autori esordienti farebbe la fame, non contando il fatto che fallirebbero dopo il primo anno di apertura. 

 

Tutti gli autori credono nel proprio testo, e ovvio, ma non sono imprenditori e senza spirito imprenditoriale, ma soprattutto senza un'intelligenza ben applicata si arriva sciatte e affrettate, del tipo:"tutti ce l'hanno con me." oppure, "ma perché nessuno vuole pubblicare il mio libro gratis senza che io faccia nulla". 

 

Provate soltanto a immaginare quanto sudore, fatica, impegno, sacrifici e soldi hanno dovuto investire gli autori che erano noi riteniamo famosi e affermati. 

 

Ma finche penserete che le persone vogliono solo spillarvi soldi, non otterrete nient'altro che non pubblicare mai una parola di ciò che avete scritto e le agenzie che voi criticate tanto invece continueranno a fare soldi, fregandosene altamente del vostro "ma tu non dovresti chiedermi soldi, perché io ho scritto un libro che a PARERE MIO (il parere di un autorucolo che viene dal niente) vale".

 

Ok,  mi sono dilungato troppo... Perdonate il mio essere così prolisso, e anche per gli errori che sicuramente ci saranno ovunque (ho scritto di fretta e con il cellulare), ma questa volta chiudo davvero,  ponendo una semplice domanda alle affermazioni presenti su questo è molti altri post simili: voi all'draulico che viene a riparare il lavandino, gli dite " non chiedermi soldi perchè sono un'autore famoso" oppure, "tieni, ti do una copia del mio libro, poiché ho venduto 100.000 copie e siamo a posto con il lavabo?"

 

Allora smettiamola per un secondo e scendiamo dal piedistallo, anche perché secondo me la Rowling l'idraulico lo paga. 

  • Divertente 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Andrew J. Smith , vedo che è il tuo primo messaggio, ma di solito agli utenti neo iscritti è richiesto di presentarsi preventivamente in Ingresso al resto della comunità (cosa che ti chiedo cortesemente di fare), dove vengono accolti e viene fornito loro il Regolamento del forum insieme a un riepilogo delle principali sezioni.  In tal modo, infatti, avresti potuto renderti conto in anticipo che la tua osservazione in questa sezione è OT; per riflessioni generiche sulle agenzie ve ne è infatti una apposita: "Consigli sulle agenzie". Qui si parla nello specifico di Bottega Editoriale, le repliche in apparenza più generiche che vedi sono in realtà rivolte a un rappresentante di questa stessa agenzia, che di fatto non effettua un accesso dal 2015, data del suo ultimo intervento.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao a tutti. 

Comincio col dire che la mia esperienza con Bottega editoriale, da corsista e stagista, è assolutamente positiva. Ho frequentato il Corso di Redattore di casa editrice on line, essendo molto lontana dalle due sedi dell'Agenzia, e sono diventata una loro stagista. Ho imparato tutto ciò che c'è da sapere (forse anche di più) e sento di star diventando una professionista in materia. Consiglio vivamente i contatti con Bottega editoriale se si ha voglia di imparare veramente cosa vuol dire essere un editor

 

Orion

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buon pomeriggio sono Emanuela Cangemi,

ho visto diversi e contrastanti pareri sull’agenzia letteraria Bottega editoriale e sul suo direttore, Fulvio Mazza.

Vorrei esprimere quindi la mia esperienza con l’agenzia:

I miei rapporti con loro, sono iniziati nel 2015 e ancora oggi, continuano.

Ho affidato, da giorni, il mio nuovo testo: sarà la mia quarta pubblicazione libraria collaborando con Bottega Editoriale.

In un articolo da loro pubblicato su una delle riviste che curano, una mia dichiarazione sul lavoro svolto.

In questo periodo mi ritengo soddisfatta, ma sappiate che non è sempre stato facile gestire il nostro rapporto.

Personalmente li ho criticati e ho altrettanto ricevuto critiche. Ci siamo scontrati in quasi tutto ma è grazie alla loro collaborazione che io ho iniziato a pubblicare.

Con questo non voglio far intendere che sono i migliori. Non potrei giacché da quando ho iniziato, come già scritto, ho conosciuto ed è L’agenzia letteraria che mi segue.

Emanuela Cangemi

  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Emanuela Cangemi , grazie per la tua testimonianza. Potresti presentarti in Ingresso? Di solito è richiesto ai nuovi utenti prima di postare in qualsiasi altra sezione del forum, ma puoi ancora recuperare facendolo ora. ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao

 Massimiliano Bellavista. Personalmente ritengo che la cura del testo ed il suo editing siano fondamentali e possano determinare il successo delle seguenti fasi di contatto con gli editori. E questo vale, credo, quali che siano le ambizioni di chi scrive, foss'anche per pura soddisfazione personale. Tutti alla fine aspiriamo ad un testo ben curato.

Nella relativamente breve esperienza che data dal 2016, con Bottega Editoriale ho trovato eccellente professionalità sui servizi di editing e un rapporto in crescendo per quanto riguarda le possibilità di pubblicazione e promozione/rappresentanza delle opere (2 già pubblicate con Tabula Fati e Seme Bianco/Castelvecchi) che ho loro affidato e che sto continuando ad affidare.

Quello dell'editoria, mondo che conoscevo prevalentemente per opere di saggistica, è un mondo complesso soprattutto oggigiorno, e il confornto, talvolta anche critico, con Mazza e ed i suoi validi collaboratori personalmente è stato molto utile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×