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Dianella Bardelli

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Buona sera, mi sono iscritta oggi a questo sito così utile, mi chiamo Dianella, mi piace scrivere poesie, romanzi, anche recensioni; come lettrice la mia grande passione è la letteratura della beat generation americana, soprattutto Jack Kerouac e Allen Ginsberg, ma leggo anche letteratura contemporanea. A volte mi piace scrivere improvvisazioni secondo il metodo  della poesia e prosa spontanea.

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Ciao Dianella e benvenuta. Il tuo è un nome bello e inusuale, che ho sentito solo un'altra volta prima d'ora. Una mia compagna di scuola alle superiori si chiamava proprio come te.

Ti lascio a questo link qualche consiglio utile per i nuovi iscritti e ti auguro una buona permanenza.

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On 22/12/2016 at 18:29, Dianella Bardelli dice:

A volte mi piace scrivere improvvisazioni secondo il metodo  della poesia e prosa spontanea.

cosa ricerchi con questa forma di scrittura? Quali regole ti dai? Sono argomenti che mi interessano... anche se io guardo la cosa partendo dal surrealismo

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Grazie delle vostre risposte, e grazie del benvenuta; cara Anglares,  prosa spontanea è la dicitura che Kerouac diede alla propria scrittura a partire dal suo romanzo Sulla strada; Il suo amico Allen Ginsberg imparò da lui ad improvvisare e lui lo fece con la poesia per tutto il resto della sua vita. L'improvvisazione di scrittura non ha vere e proprie regole; è diversa dal flusso di coscienza e dalla scrittura automatica, perché ha uno scopo letterario, cioè è uno stile, un canone; di Kerouac ci sono due libri sulla sua teoria della prosa spontanea, uno si intitola Un mondo battuto dal vento, l'altro Scrivere bop. In quest'ultimo c'è un saggio intitolato Dottrina e tecnica della prosa moderna, è un elenco di suggerimenti, si trova anche in internet. 

Personalmente ho imparato dai romanzi e saggi di Keoruac ( oltre che da Ginsberg per la poesia ); bisogna trovare la propria voce, altrimenti si corre il rischio dell'imitazione. Nella poesia è più facile, ma si può fare anche nella prosa, si scrive di seguito dandosi un tema oppure senza, e poi si va di seguito finché arrivano spontaneamente parole e frasi; senza correggere; solo alla fine si legge quello che si è scritto. Kerouac per poterlo fare mentre scriveva Sulla strada mise un rotolo nella macchina da scrivere per non dover infilare nel rullo  ogni volta il foglio. Naturalmente lui era genio , almeno secondo me, in questo stile ha scritto tutti i suoi romanzi, poesie e haiku. Io lo amo molto. Improvvisare dà molta soddisfazione. Ma a molti i risultati non piacciono, lo trovano troppo colloquiale. 

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@Dianella Bardelli Ho visto solo ora la tua risposta. Comincio a rendermi conto che la foto che ho messo come avatar confonda. Si tratta di un disegno preso da Nadja di Breton, ma sono un uomo. Il testo riconducibile al beat che più mi ha colpito è Lei di Ferlinghetti. Mi interessa l'improvvisazione come forma di indagine del proprio immaginario ma ho avuto sempre difficoltà a comprendere i fondamenti della poetica beat. Questo mi ha portato a considerarli troppo minimali, ma mi rendo conto che qualcosa mi sfugge. Considero l'origine dell'immaginazione come il fondamento del pensiero, nelle sue forme estetiche, teoretiche e morali. E' il principio originante tutto e con esso l'emozione che lo accompagna che ne è l'impronta. La mia scrittura vuole indagare i significati che si connettono intorno all'emotività, per cui tendo a rimanere il più vicino possibile a quella che Breton chiamava la radice alchemica del linguaggio. Quello surrealista è stato un laboratorio di ricerca che non ha prodotto un sistema letterario come il beat, teorizzando addirittura l'inconsistenza della forma romanzo. Sono le connessioni tra arte, vita, realtà, società, eros, a determinare il rapporto con la scrittura. La distinzione tra poesia e prosa va perdendo significato (ancora più tra saggio e romanzo). La scrittura automatica appartiene alla prima fase della ricerca surrealista ed è più un retaggio dadaista. Una cosa che mi affascina nel surrealismo è l'universalità dell'atto artistico, aspetto che nelle poetiche del secondo dopoguerra e divenuto sempre più raro riducendo l'atto creativo a qualcosa di minimale. Non riuscire a trovare questi aspetti nella scrittura beat ha mortificato le mie aspettative. Seguirò i tuoi lavori con interesse e spero possano riaccendere la mia attenzione su questo stile. 

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Ciao Anglares, Breton mi affascina moltissimo, trovo Nadja stupendo, anche L'Amour fu; in queste due opere c'è stile e immediatezza, due cose difficili da trovare insieme; sono due libri che rileggo sempre; tra l'altro c'è questa Parigi prima della vera modernità, prima delle automobili e del traffico che ho ritrovato in Patrick Modiano che ho scoperto da poco, di cui mi piace soprattutto Nel Caffè della gioventù perduta. Gli scrittori beat sono un'altra cosa, sono così tipicamente americani.

A risentirci presto

Dianella

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@Dianella Bardelli Ciao Dianella. Ho scoperto Nadja a 18 anni. Me ne sono innamorato subito. E' per me ancora oggi il libro più importante della mia vita. Da allora non posso guardare una donna senza pensare che un barlume di quel genio risplenda in lei. La prosa di Breton è un'indagine nel campo delle emozioni, vi gravitano tutti i fili che danno significato all'esistenza.

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