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angela1982

Ceccacci literary agency

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19 ore fa, Caffematte dice:

Io avevo inviato a metà novembre, rifiuto arrivato una decina di giorni fa

Sei mesi... neanche una casa editrice. Io ultimamente sto pensando che forse è il caso di fare da soli e spedire a editori medio-piccoli e lasciare perdere i grossi agenti. Prima non la pensavo così, ma visto le attese...

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@Draka: non è dura solo essere presi in considerazione dagli agenti, ma anche dalle ce a contattarle direttamente. Come dice Littlefrancy, si hanno maggiori probabilità di pubblicazione se si è già all'interno del mondo dell'editoria, mentre per un esordiente è davvero dura riuscire a emergere. Inoltre ci sono altri due fattori da tenere conto che influiscono su tale difficoltà. Si pubblicano veramente tante opere ogni mese e in Italia, salvo una minoranza, si legge veramente poco. Poi i fattori da tenere conto sono tanti (la moda, il periodo non esaltante dell'editoria), ma già con questo piccolo quadro ci si può fare un'idea dello stato delle cose.

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1 ora fa, M.T. dice:

si hanno maggiori probabilità di pubblicazione se si è già all'interno del mondo dell'editoria

Credo che tutto (o moltissimo) dipenda da come all'interno di quel "mondo" (che, come il mondo reale, è suddiviso in continenti, regioni, zone, ecc.) uno ci sia, se cioè da personaggio già famoso all'esterno (i soliti noti, dotati di corsia preferenziale), da bestsellerista, o da "semplice" scrittore (artigiano) che tira il lesso. In quest'ultimo caso, a ogni romanzo da proporre alle CE è come ricominciare ogni volta daccapo.

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Ospite
18 ore fa, Beppecoraggio dice:

Ho acquistato un libro al Salone del Libro di Torino, allo stand di GeMs, intitolato "E' così che si uccide", quindi un thriller e tra i ringraziamenti dell'autore (esordiente, a quanto dice) ne ho trovato uno dedicato proprio alla nostra Ceccacci, la sua agente, che l'ha seguito e incoraggiato e fatto poi pubblicare con Longanesi.  

Da una parte mi ha sollevato il constatare che la Ceccacci quindi apprezza i thriller (io scrivo solo quelli) e questo ha in parte resuscitato la mia ormai defunta speranza di avere una possibilità con lei.

Dall'altra, ho avuto una nota di delusione quando ho letto il curriculum dell'autore, che anche se esordiente, frequenta gli ambienti "giusti" e i lavori "giusti".

Questo mi spinge a chiedermi se davvero agenti del calibro di Ceccacci, Meucci, Bernabò e tutta la schiera, si abbassino veramente a pescare talenti nella mischia o peschino solo, appunto, dagli ambienti "giusti".

Temo per la seconda.

 

È così che si uccide è un libro di Mirko Zilahy, già editor per minimum fax, traduttore letterario dall’inglese. Dubito che abbia inviato il suo testo alla mail generica dell'agenzia

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@Draka in effetti temo sia così. Anche rivolgersi a quelle che offrono servizi di valutazione a pagamento ha senso se uno desidera un parere professionale su un testo, invece credere che possa essere la porta per una rappresentanza in caso di valutazione positiva temo sia un'illusione.

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@Roger1969 Appunto, è un po' quello che dico io. Siamo tutti qui o quasi, a sbatterci tra editori e agenzie che alla fine fanno come tutti, ovvero, se fai parte del loro mondo si abbassano a guardarti e ti aprono una strada privilegiata, se sei fuori, lo resti.

E tanti saluti.

Troppe volte sto cominciando a chiedermi quanto del mio tempo ho sprecato in inutili tentativi. 

Per fortuna le mail non costano nulla.

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4 ore fa, M.T. dice:

@Draka: non è dura solo essere presi in considerazione dagli agenti, ma anche dalle ce a contattarle direttamente. Come dice Littlefrancy, si hanno maggiori probabilità di pubblicazione se si è già all'interno del mondo dell'editoria, mentre per un esordiente è davvero dura riuscire a emergere. Inoltre ci sono altri due fattori da tenere conto che influiscono su tale difficoltà. Si pubblicano veramente tante opere ogni mese e in Italia, salvo una minoranza, si legge veramente poco. Poi i fattori da tenere conto sono tanti (la moda, il periodo non esaltante dell'editoria), ma già con questo piccolo quadro ci si può fare un'idea dello stato delle cose.

Io però sono testardo e vado avanti. I primi commenti positivi li ho ricevuti, e questo mi spinge a continuare ancora per un po', anche perché non ho giocato ancora tutte le mie carte.

@Caffematte non ho mai preso in considerazione le valutazioni a pagamento, e non lo farò mai. Penso che un'agenzia, se è interessata, guadagna con la pubblicazione. Poi è logico che ormai stanno tirando a campare con le valutazioni. A questo proposito, di recente ho parlato con un agente di rientro dal Salone. Mi ha fatto sapere che stanno girando davvero pochi soldi anche per loro. A meno che non si pubblichi con case davvero grandi, i proventi sono minimi. Di conseguenza le agenzie come la Ceccacci ecc. puntano su cavalli sicuri, che garantiscono un guadagno sicuro.:(

 

Il problema è che gli agenti dovevano essere un filtro, un tramite tra autore e casa editrice. Se sono così inaccessibili e ci mettono sei mesi per rispondere (a 30 pagine e sinossi) che senso ha spedire a loro? Alla fine ne salvo davvero pochissimi, come Meucci e Thesis, che nel giro di un mese ti fanno sapere se il tuo lavoro è piaciuto o meno.

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Io per fortuna ho delle pubblicazioni alle spalle, nulla di eccezionale è chiaro, ma tra qualche premio vinto, qualche pubblicazione con editori free e qualche rivista letteraria, mi sono fatto un po' di esperienza.

Per questo posso dire che Draka fa bene ad andare avanti, come faccio anch'io ma bisogna vedere a cosa si punta alla fine. Io ho capito che con piccoli editori non si arriva da nessuna parte; se si vuol fare il salto di qualità, purtroppo, servono quelli grandi e qui entrano in gioco i nostri problemi, appunto.

Le grandi CE non ti si filano a meno che tu non sia famoso e gli agenti (seri) non ti si filano nemmeno loro, se non appartieni al loro mondo.

In conclusione: è una schifezza. Un cane che si morde la coda. L'unico modo per emergere, forse, è quello di vincere un premio letterario importante e prestigioso che ti metta in bella vista e sotto le luci dei riflettori. 

Oppure cambiare nome all'anagrafe e chiamarsi, che so, Totti, Vespa o Sgarbi o anche Riina, già! 

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Draka, fai bene a non mollare. E dal mio punto di vista, fai bene anche a non considerare le valutazioni a pagamento.

Di certo non è facile, specie in questo periodo dove non si vende molto e le cose per l'editoria non vanno bene.

Per chi vorrebbe farsi conoscere pubblicando con una ce di un certo tipo, ovvero che abbia una buona diffusione in libreria, quanto sta avvenendo non è certo di gran consolazione.

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Ospite
22 ore fa, Beppecoraggio dice:

Ho acquistato un libro al Salone del Libro di Torino, allo stand di GeMs, intitolato "E' così che si uccide", quindi un thriller e tra i ringraziamenti dell'autore (esordiente, a quanto dice) ne ho trovato uno dedicato proprio alla nostra Ceccacci, la sua agente, che l'ha seguito e incoraggiato e fatto poi pubblicare con Longanesi.  

Da una parte mi ha sollevato il constatare che la Ceccacci quindi apprezza i thriller (io scrivo solo quelli) e questo ha in parte resuscitato la mia ormai defunta speranza di avere una possibilità con lei.

Dall'altra, ho avuto una nota di delusione quando ho letto il curriculum dell'autore, che anche se esordiente, frequenta gli ambienti "giusti" e i lavori "giusti".

Questo mi spinge a chiedermi se davvero agenti del calibro di Ceccacci, Meucci, Bernabò e tutta la schiera, si abbassino veramente a pescare talenti nella mischia o peschino solo, appunto, dagli ambienti "giusti".

Temo per la seconda.

 

dal loro punto di vista (agenti ed editor) la provenienza può essere una garanzia: un editor e traduttore che si lancia nella scrittura ha più esperienza e sagacia di un esordiente assoluto, che magari nella vita fa tutt'altro. in tempi di crisi, sono fattori che pesano

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Sono d'accordo Roger ma così facendo premiano l'esperienza e non i talenti.

E' vero che l'esperienza dovrebbe non dico garantire ma perlomeno assicurare una certa buona dosa di talento (spero) ma ci sono anche molti scrittori in erba, esordienti assoluti, che se "coltivati" bene, potrebbero diventare veramente qualcuno ma che, con questo tipo di politica, resteranno i signori nessuno. Chi si prenderà la briga di scommettere su di loro, se non rappresentano una sicura fonte di guadagno? Nessuno, appunto.

E allora dove sta il merito dell'agente letterario o della CE? Lavorare solo sulle certezze riesce a tutti.

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Ospite
35 minuti fa, Beppecoraggio dice:

Sono d'accordo Roger ma così facendo premiano l'esperienza e non i talenti.

E' vero che l'esperienza dovrebbe non dico garantire ma perlomeno assicurare una certa buona dosa di talento (spero) ma ci sono anche molti scrittori in erba, esordienti assoluti, che se "coltivati" bene, potrebbero diventare veramente qualcuno ma che, con questo tipo di politica, resteranno i signori nessuno. Chi si prenderà la briga di scommettere su di loro, se non rappresentano una sicura fonte di guadagno? Nessuno, appunto.

E allora dove sta il merito dell'agente letterario o della CE? Lavorare solo sulle certezze riesce a tutti.

 

in tempi di crisi, il coraggio di rischiare scema. teniamoci stretti concorsi come Io Scrittore ;-)

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Buongiorno a tutt*,

 

c'è qualcuno che dopo i 3 mesi e 20 giorni ha ricevuto una risposta positiva, cioè che l'agenzia era interessata a leggere il resto del romanzo?

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@cuido mi sa tanto che ormai non risponde più entro tre mesi e venti giorni. Ci mette di più. O almeno è quanto sta emergendo da questa discussione. E al momento, se non sbaglio, non ha risposto positivamente a nessuno.

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Grazie per la risposta. Cioè, @Draka, mi stai dicendo che secondo te, almeno tra chi frequenta questo forum, nessuno hai mai ricevuto una risposta positiva?

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Ospite Alessandro Furlano

3 mesi e 26 giorni e tutto tace.

Ripeto che per me il Salone del Libro ha spostato tutto avanti di una o due settimane. Non temete, a giorni arriveranno tutti i rifiut....ehm, le risposte :D

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@cuido Guarda, non per smorzare il tuo ottimismo ma non pensare che agenti come Ceccacci, Meucci, riescano a portarci tanto lontano. Loro lavorano con autori famosi e difficilmente gettano un'occhio verso emergenti che non siano gia noti. 

Quindi, metti l'anima in pace, dai retta a me, poi il colpo di fortuna può sempre arrivare ma personalmente ho smesso di crederci da bambino. 

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purtroppo temo sia cosi'. è un po' come la Doust da cui viene, tratta solo con persone già affermate o dell'ambiente. Poi, per carità, tutto puo' succedere ...

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Per me l'importante è che riprenda a rispondere in tempi decenti, anche in maniera negativa, altrimenti non ci siamo proprio.

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Io ho inviato anche alla Doust, alla Satlow e alla Sosia & Pistoia, ma ci fosse stato un cane che abbai risposto, anche un semplici "No, grazie" sarebbe andato bene ma non il silenzio. 

 

 

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Due giorni fa ho compiuto cinque mesi. Sto iniziando a farmi prendere in braccio anche da altre persone, oltre alla mia mamma. :asd:

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Ospite

non per infrangere sogni, ma ho letto il libro di uno degli esordienti della Ceccacci (Basile), che nei ringraziamenti dice chiaramente che lui è stato presentato a lei da un amico in comune (fa anche il nome di questo amico, basta leggere le ultime pagine). Quindi non solo lui è un regista e uno sceneggiatore RAI, ma aveva anche amicizie in comune. Temo che anche per la Ceccacci ormai valga la regola della Meucci... se sei Mr Nessuno difficilmente ti si fila... e dalle testimonianze qui sopra mi sembra abbastanza palese dato che per 30 pagine ci sta 6 mesi a rispondere. Magari prima non era così, ma ora sembra che si sia meuccizzata

Io alla Ceccacci l'ho spedito lo stesso - perché nella buona fede di qualcuno devo pur continuare a crederci - ma ammetto che scoprire queste cose ogni volta non mi stupisce minimamente. 

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On 3/6/2016 at 13:50, Pennywise dice:

3 mesi e 26 giorni e tutto tace.

Ripeto che per me il Salone del Libro ha spostato tutto avanti di una o due settimane. Non temete, a giorni arriveranno tutti i rifiut....ehm, le risposte :D

 

Le ultime parole famose :D Qui si invecchia.

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@Jensen

Ragazzi, noi facciamo bene ad insistere con tutti questi grandi agenti ma la verità, purtroppo, è che a loro non frega nulla di noi! Prima lo accettiamo e prima ci mettiamo l'anima in pace. Io ormai sto continuando a contattarli perché fa parte della prassi ma ho abbandonato da tempo l'idea di ricevere una risposta. Non guardo neanche più la mail, eppure non sono uno scrittore alle prime armai, ho avuto le mie pubblicazioni (free), quindi non mi sento di essere "irrappresentabile", soltanto non ho il nome giusto. Tutto si riduce a quello.

 

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Ospite

è un po' lungo, ma allego il link di un'intervista a Ilaria Palmosi, autrice della Caccacci

 

http://thecurlyhairedreaders.blogspot.it/2015/05/lincanto-delle-piccole-cose-ilaria.html

 

da cui:

"Io ho iniziato a mandare manoscritti a sedici anni, ma ovviamente è stato inutile. Poi ho iniziato a capire come funzionava e ho capito che ci voleva un agente. Un giorno, in preda a crisi mistiche e deliri di onnipotenza, ho scovato su internet il numero di una grande agente e l'ho chiamata, perché dovevo assolutamente fare qualcosa. Laura lavorava in questa agenzia e mi ha detto di mandarle qualche capitolo e la sinossi del libro via e-mail. Dopo qualche giorno mi hanno richiamata e mi hanno detto che a loro piaceva quello che avevo fatto - finalmente la mia opera aveva un senso ed ero felice - e poi abbiamo iniziato a rivederlo. Quando Laura si è staccata da questa agente, io l'ho seguita, perché avevo trovato la affinità che cercavo, e lei ha deciso di mettermi su Amazon per sperimentare."

 

era un'esordiente sconosciuta. non è stata notata su amazon dalla Ceccacci, ma al contrario è stata la Ceccacci a consigliarle il self publishing da cui poi è nata la pubblicazione con De Agostini. Da quanto dice l'autrice, però, era una perfetta sconosciuta quando mandò il manoscritto e la Ceccacci lo lesse. Certo all'epoca lavorava per un'altra agenzia e non si era ancora messa in proprio

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