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angela1982

Ceccacci literary agency

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Il 3/5/2019 alle 18:22, EvaK ha scritto:

I consigli per l’editing sono ridotti a un breve paragrafo, il linguaggio di chi ha redatto la scheda l’ho trovato spesso vago, generico, ambiguo, intriso di forte soggettività. 

 

Mi sono rivolto anche io a questa agenzia per una scheda di valutazione a pagamento, e come molti utenti non sono rimasto soddisfatto. In particolare riporto il commento di @EvaKperché ho trovato molte somiglianze con quanto è stato scritto sul mio romanzo. 

Al netto di alcuni suggerimenti che ho trovato positivi e che ho cercato di cogliere (asciugare la trama, far sentire più la voce di alcuni personaggi), anche a me la scheda è sembrata in molte parti troppo soggettiva, e in certi punti addirittura più mirata a "distruggere" che a cercare di fornire all'autore spunti utili per migliorare.

Due pagine della scheda sono occupate dal riassunto della trama, mentre i suggerimenti di editing si riducono a un paragrafo di poche righe. In particolare un punto mi ha lasciato parecchio perplesso: la frase "si riscontrano errori grammaticali ricorrenti". Ho ricontrollato più volte il testo e tolti pochi refusi, non ho trovato errori grammaticali (sono molto pignolo nelle riletture). 

Inoltre il testo in seguito è stato controllato ed editato da un editor professionista al quale mi sono rivolto, e nemmeno lui ha corretto errori grammaticali. Poiché la scheda non riporta esempi esplicativi, credo che il redattore abbia segnalato come grammaticali alcuni errori (sempre pochi, in realtà) messi di proposito nei dialoghi, perché pronunciati da personaggi con una bassissima scolarizzazione. Se così fosse, credo che la lettura del testo da parte dell'esponente dell'agenzia sia stata, su questo punto, abbastanza superficiale. 

Per quella che è stata la mia esperienza, non la consiglio.

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Mi pare di essere già intervenuta in merito ma perchè in casi del genere nessuno invia una mail o telefona per chiedere spiegazioni? Se chiamate l'idraulico per una perdita, lui la ripara ma dopo qualche giorno la perdita si ripresenta, non lo telefonate per avere spiegazioni o per farvi rifare il lavoro gratuitamente? Dovrebbe essere la stessa cosa con le agenzie: si chiede un servizio e se questo è scadente bisogna chiedere spiegazioni. E' anche possibile che l'agenzia demandi questo lavoro a qualche collaboratore esterno e non sappia che la qualità delle valutazioni è scadente, quindi anche l'agenzia potrebbe trarre un vantaggio dal vostro feedback.

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1 ora fa, Lizina ha scritto:

Mi pare di essere già intervenuta in merito ma perchè in casi del genere nessuno invia una mail o telefona per chiedere spiegazioni? Se chiamate l'idraulico per una perdita, lui la ripara ma dopo qualche giorno la perdita si ripresenta, non lo telefonate per avere spiegazioni o per farvi rifare il lavoro gratuitamente? Dovrebbe essere la stessa cosa con le agenzie: si chiede un servizio e se questo è scadente bisogna chiedere spiegazioni. E' anche possibile che l'agenzia demandi questo lavoro a qualche collaboratore esterno e non sappia che la qualità delle valutazioni è scadente, quindi anche l'agenzia potrebbe trarre un vantaggio dal vostro feedback.

Non sono d'accordo. Se l'agenzia ha demandato il lavoro a collaborazioni esterne che poi non controlla, è la qualità dell'agenzia stessa ad essere scadente. Le spiegazioni, in questo caso, saranno anch'esse scadenti e, una volta pagato il prezzo, le probabilità di ottenere una nuova valutazione appaiono esigue. 

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Mi pare di essere già intervenuta in merito

 

@Lizina

Che sia inutile pagare una scheda di lettura a un agente letterario, lo avevamo già detto? 

Il cambiamento siamo noi, se ancora ci pieghiamo a questi sistemi, quando arriveremo davvero a collaborare con degli agenti letterari? I quali dovrebbero occuparsi della sola rappresentanza. 

Parliamo, invece, di questa "scheda di lettura"... Non serve prettamente all'autore, basti pensare che molti indicano che sia utile in fase di revisione, quindi, andrebbe sottoposta a un editor (questo nella logica che l'autore non può editarsi il testo in autonomia, ma occorre "un occhio esterno"). Un autore che si rivolge a un'agenzia letteraria ha solo bisogno di un "Sì" o un "No", per giudicare se il testo è rappresentabile. Un agente che vuole fare anche l'editor, magari a spese dell'autore, può lasciare delle perplessità, che ci devono far riflettere se proseguire o meno. Per questo io penso che le schede di lettura siano ancora compito degli editor, l'agente letterario deve solo valutare la commerciabilità di un'opera. 

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4 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Che sia inutile pagare una scheda di lettura a un agente letterario, lo avevamo già detto? 

 

Io l'ho scritto più volte, in varie discussioni.

 

4 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Un autore che si rivolge a un'agenzia letteraria ha solo bisogno di un "Sì" o un "No", per giudicare se il testo è rappresentabile.

 

Esattamente il mio pensiero.

 

4 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Un agente che vuole fare anche l'editor, magari a spese dell'autore, può lasciare delle perplessità, che ci devono far riflettere se proseguire o meno.

 

Esatto. Soprattutto quando l'agente fa il furbo, proponendo un editing a pagamento come passaggio necessario per una "eventuale" offerta di rappresentanza, che ovviamente non arriverà mai. Perché un agente letterario degno di questo nome sa benissimo se desidera rappresentare un testo o un autore, a prescindere dall'editing.

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19 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

@Lizina

Che sia inutile pagare una scheda di lettura a un agente letterario, lo avevamo già detto? 

Il cambiamento siamo noi, se ancora ci pieghiamo a questi sistemi, quando arriveremo davvero a collaborare con degli agenti letterari? I quali dovrebbero occuparsi della sola rappresentanza. 

Parliamo, invece, di questa "scheda di lettura"... Non serve prettamente all'autore, basti pensare che molti indicano che sia utile in fase di revisione, quindi, andrebbe sottoposta a un editor (questo nella logica che l'autore non può editarsi il testo in autonomia, ma occorre "un occhio esterno"). Un autore che si rivolge a un'agenzia letteraria ha solo bisogno di un "Sì" o un "No", per giudicare se il testo è rappresentabile. Un agente che vuole fare anche l'editor, magari a spese dell'autore, può lasciare delle perplessità, che ci devono far riflettere se proseguire o meno. Per questo io penso che le schede di lettura siano ancora compito degli editor, l'agente letterario deve solo valutare la commerciabilità di un'opera. 

Non potrei essere più d'accordo con te. Solo che le agenzie che non chiedono soldi si contano ormai sulle dita di una mano monca e, dopo l'invio, non rispondono (quasi) mai neppure per un riscontro negativo. Siamo in un cul de sac. 

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58 minuti fa, crimorina ha scritto:

Non potrei essere più d'accordo con te. Solo che le agenzie che non chiedono soldi si contano ormai sulle dita di una mano monca e, dopo l'invio, non rispondono (quasi) mai neppure per un riscontro negativo. Siamo in un cul de sac. 

 

No! Se le agenzie non rispondono vuol dire che respingono le proposte e di certo non è pagando che si risolve la situazione. Se il manoscritto merita, non vi preoccupate che un operatore editoriale disposto a investire su di voi lo trovate e se non fosse così dai rifiuti si può sempre imparare qualcosa. Che l'unica situazione sia pagare è il punto dove siamo adesso, invertendo la tendenza, quindi, rifiutando a nostra volta le proposte, si potrebbe arrivare a dei giusti compromessi quando c'è davvero interesse.

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