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angela1982

Ceccacci literary agency

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Buongiorno sono Laura.

Io ho inviato il mio manoscritto il 1 Settembre e a quanto pare sono rientrata nei primi 3 per la valutazione gratuita, perché non ho ricevuto la risposta automatica di NON essere rientrata tra i "primi 3", ma una risposta nella quale mi dicevano che la valutazione gratuita dei manoscritti era aperta e che avrebbero risposto quanto prima.

Ad oggi però non ho saputo nulla ed il 3 Ottobre, in seguito ad un mio sollecito, mi dicevano che mi risponderanno il prima possibile.

Secondo voi siamo ancora nei tempi o dovrei interpretarlo come un rifiuto?

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@LauraG , ti chiediamo la cortesia di presentarti in Ingresso al resto della comunità. Di solito è consigliato dal regolamento, oltre a essere un atto di rispetto verso chi è già nel forum da tempo. Grazie. :)

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Il ‎11‎/‎12‎/‎2018 alle 17:56, Lillibet ha detto:

@LauraG Se leggi questo topic, anche due anni di attesa.

Andiamo bene! Allora aspetto e penso ad altro..

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Aggiorno la mia esperienza. L'agenzia ha infine rifiutato il mio testo. Nonostante i tempi lunghi non mi lamento perché se non altro non ho pagato e ho ricevuto una risposta netta. 

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Il ‎27‎/‎12‎/‎2018 alle 16:51, stekko ha detto:

Aggiorno la mia esperienza. L'agenzia ha infine rifiutato il mio testo. Nonostante i tempi lunghi non mi lamento perché se non altro non ho pagato e ho ricevuto una risposta netta. 

 

Ragazzi chiedo venia se faccio domande già presentate, nella mia ricerca su questo topic non l'ho trovata.

 

Attualmente questa agenzia dichiara sul sito le tre modalità di lettura, le tre al mese gratuite hanno un tetto facilmente raggiungibile, io volevo essere educata e rispettosa delle regole perché credevo fosse la prassi migliore ma se mi dite che essere "disobbedienti" e tentare di inviare il manoscritto ugualmente può anche darmi una possibilità mi sa mi sa che spedirò ugualmente.

Che ne dite?

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6 minuti fa, Fortuna ha detto:

Attualmente questa agenzia dichiara sul sito le tre modalità di lettura, le tre al mese gratuite hanno un tetto facilmente raggiungibile, io volevo essere educata e rispettosa delle regole perché credevo fosse la prassi migliore ma se mi dite che essere "disobbedienti" e tentare di inviare il manoscritto ugualmente può anche darmi una possibilità mi sa mi sa che spedirò ugualmente.

Che ne dite?

Se esistono delle regole così chiare non vedo perché non seguirle.

Questo è uno dei motivi - a mio parere - per cui poi si viene ignorati del tutto da Case Editrici e/o Agenzie. Non capisco il senso del "disobbedire".

Al posto della Ceccacci, io ignorerei chiunque non segua le regole, per esempio.

 

Personalmente ti consiglio di attenerti a quanto suggerito dal sito e rispettare le regole di invio secondo quanto spiegato chiaramente nella pagina adibita alla spiegazione delle tre modalità. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole, benintenso :P 

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Daniele hai più avuto notizie? Noi siamo 3 ad aver inviato durante lo scorso anno e pur rientrando in mesi diversi nei primi 3, e pur essendo passati 4 mesi, non abbiamo avuto notizie. Come ti stai trovando?

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Io ho fatto una valutazione a pagamento, sul sito sta scritto quanto costa e non è poco.
La scheda che ho ricevuto l'ho trovata una delle peggio fatte che abbia mai letto, non per le critiche in se ma proprio perché le critiche non erano attinenti al mio romanzo, era come leggere la scheda di un altro.
Se tornassi indietro spenderei diversamente tutti quei soldi

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2 ore fa, staipa ha detto:

La scheda che ho ricevuto l'ho trovata una delle peggio fatte che abbia mai letto,

Idem. La mia era anche firmata "un collaboratore", ossia mancava di firma vera e propria. Lasciando perdere i termini offensivi e saccenti, che manco il mio prof di greco al liceo era così acido, averlo saputo prima che la scheda di valutazione veniva redatta da "un collaboratore" anonimo, che mi tira in ballo Stephen King (tutto qua la sua formazione letteraria?) su un manoscritto che nulla aveva a che fare con horror, hard boiled, weird e affini, avrei usato quel denaro per farmi una settimana di vacanza al mare. Mille volte meglio, anche a fronte di un esito negativo, alcune altre ben educate agenzie milanesi. 

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22 minuti fa, Bird Box ha detto:

Idem. La mia era anche firmata "un collaboratore", ossia mancava di firma vera e propria. Lasciando perdere i termini offensivi e saccenti, che manco il mio prof di greco al liceo era così acido, averlo saputo prima che la scheda di valutazione veniva redatta da "un collaboratore" anonimo, che mi tira in ballo Stephen King (tutto qua la sua formazione letteraria?) su un manoscritto che nulla aveva a che fare con horror, hard boiled, weird e affini, avrei usato quel denaro per farmi una settimana di vacanza al mare. Mille volte meglio, anche a fronte di un esito negativo, alcune altre ben educate agenzie milanesi. 

Anche a me ha tirato in ballo King, il collaboratore anonimo, ho avuto anche l'ardire di rispondere e mi hanno inviato una scheda ancora più saccente e chiosante.
Peccato.

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La mia è un'esperienza vecchia ma credo significativa, risale a quando esisteva solo la valutazione gratuita, tempo di attesa un anno, per un rifiuto senza alcuna parola che lo motivasse, dove si aggiungeva che potevo riprovarci con un altro testo, ma che a quel punto era necessario pagare, perché erano cambiate le modalità.

Non ci ho più provato, un anno è un tempo indecente che non giustifico in nessun caso.

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Secondo me la Ceccacci era uno dei pochi agenti a poter vantare un certo "fiuto" : a mio avviso ai primi tempi riusciva a coniugare tendenze del mercato, scouting e autentico interesse per i libri. E poi niente, è diventata ricca :pedosguardo:

 

[esagero, eh. So bene che se avesse voluto arricchirsi avrebbe intrapreso un'altra carriera. Ma mi pare di aver capito che è passata a lavorare in un modo meno lungimirante e probabilmente più ricco di gratificazioni immediate].

 

 

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2 ore fa, Axolotl ha detto:

più ricco di gratificazioni immediate

Per la cronaca, e visto che tiri in ballo la faccenda: nella mia scheda di valutazione, il loro collaboratore anonimo (che usava gli Okay come se si fosse americani) dopo essersi sfogato paragonando me a un pessimo scrittore (e ci sta, ma modera i toni!) e paragonando la mia storia a qualcosa di illeggibile (e ci sta anche questa), aggiungeva, stranamente, che la storia era anche commerciabile pur avendo bisogno di un buon editing.

La valutazione finiva così. Non voglio fare illazioni ma credo che volessero un altro bonifico da me. Insomma, è illeggibile ma commerciabile con solo un buon editing?

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Boh, a volte mi chiedo se non si rendano conto che noi condividiamo le nostre esperienze e che lavorare in questo modo alla lunga è nocivo anche per chi ha il coltello dalla parte del manico. Comunque non servirà a niente, ma io farei notare che certi toni non si confanno a chi elargisce un servizio a pagamento (va da sé che possono stroncare tutto quello che vogliono, ma c'è modo e modo di farlo). 

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22 minuti fa, Axolotl ha detto:

Boh, a volte mi chiedo se non si rendano conto che noi condividiamo le nostre esperienze e che lavorare in questo modo alla lunga è nocivo anche per chi ha il coltello dalla parte del manico. Comunque non servirà a niente, ma io farei notare che certi toni non si confanno a chi elargisce un servizio a pagamento (va da sé che possono stroncare tutto quello che vogliono, ma c'è modo e modo di farlo). 

Io credo lo sappiano, del resto agenti ed editori vengono qui a sbirciare chi parla di loro e come, tuttavia l'editoria di fascia alta è un mondo in cui in troppi vogliamo entrare, e per tanti che scocciati rinunciano (che abbiano oppure no un buon testo è ininfluente, alla fine a furia di incocciare in esperienze frustranti e spesso onerose è facile che uno se ne faccia una ragione se è rimasto al palo e preferisca utilizzare le proprie risorse per fare altro) ce ne saranno ancora di più e di nuovi che tentano e guardando gli autori rappresentati da Laura Ceccacci , ma anche da altri, e gli editori con cui pubblicano, be', si pensi il classico "perché io no?" alimentando il giro.

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Sì, hai ragione. E credo che questi "di più e di nuovi" siano più che sufficienti a dar da vivere agli agenti.

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Però Bird Bus, io non trovo strano che l'email finisse dicendoti che con un buon editing il tuo libro sarebbe potuto diventare commerciabile. Chissà quanti libri, tra quelli che la Cecacci ha fatto pubblicare da grossi editori, saranno stati nelle stesse condizioni del tuo (ammesso che fossero davvero così critiche) al momento dell'arrivo in redazione. Alla fine è tutto una questione di soldi. 

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Il 8/1/2019 alle 16:19, Claudio Piras Moreno ha detto:

Alla fine è tutto una questione di soldi. 

 

Spero non sia così. Non sopporto il sistemino dei tre più veloci, e ritengo pure antipatica la lettura a pagamento. Tuttavia, se un agente letterario arriva a lavorare con editori importanti, di solito dovrebbe avere un buon fiuto nel trovare "bravi" esordienti. Il problema è sempre il solito: ammesso e non concesso che qualcuno di noi abbia scritto un lavoro decente, come farsi notare,  e da "un collaboratore anonimo",  per emergere nel mare di proposte mediocri? 

 

Il 6/1/2019 alle 21:14, staipa ha detto:

Anche a me ha tirato in ballo King, il collaboratore anonimo, ho avuto anche l'ardire di rispondere e mi hanno inviato una scheda ancora più saccente e chiosante.

 

Non entro nel merito, ma chiunque si esponga a proporre, gratis o a pagamento, dovrebbe essere pronto ad affrontare una critica negativa... L'importante, soprattutto per chi ha speso, è che , anche se impietosa, saccente e persino maleducata, sia ben motivata e obbiettiva, con evidenziati pregi e difetti, in modo da aiutare a crescere. 

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1 ora fa, Fraudolente ha detto:

Non entro nel merito, ma chiunque si esponga a proporre, gratis o a pagamento, dovrebbe essere pronto ad affrontare una critica negativa... L'importante, soprattutto per chi ha speso, è che , anche se impietosa, saccente e persino maleducata, sia ben motivata e obbiettiva, con evidenziati pregi e difetti, in modo da aiutare a crescere

Ti assicuro che la valutazione non era ben motivata e obbiettiva. Altrimenti non avrei scritto la mia opinione qui su WD. Per farla breve, e anche per non far nascere discorsi inutili e che nulla servono in questo thread, il collaboratore anonimo della Ceccacci si chiedeva, nella valutazione, dove fosse l'umorismo dell'autore, poiché l'autore definiva "commedia" il manoscritto. Okay? (parafrasando il collaboratore anonimo). Però alla fine diceva che il romanzo era commerciabile. Scritto malissimo ma commerciabile, ovviamente dopo un editing ben fatto. A te, Fraudolente, come suona la faccenda?

Nella valutazione che poi feci fare all'agenzia Loredana Rotundo, una gentile signora Pepa Cerutti, che non ebbe problemi a firmare ogni singolo foglio della valutazione, pur non accettando il manoscritto per tante ragioni, definì il mio umorismo e la mia scrittura simili a quella di Wodehouse. Non aggiungo altro, Fraudolente e per me la questione è chiusa qua. Il mio prossimo manoscritto, ovviamente, non finirà in mano a un collaboratore anonimo che conosce solo Stephen King. Leggere Stephen King, buoni tutti. Leggere Wodehouse, invece...

Chiedo scusa già da ora per aver tirato in ballo un'altra Agenzia Letteraria nel thread della Ceccacci. Se gli Staffer vorranno togliere il nome dell'altra agenzia, accetterò e capirò la loro azione.

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33 minuti fa, Bird Box ha detto:

Ti assicuro che la valutazione non era ben motivata e obbiettiva.

 

2 ore fa, Fraudolente ha detto:

Non entro nel merito

 

Non mi permetterei mai di esprimere giudizi su libri e autori che non ho letto. 

 

Ehi, sto viaggiando sul Frecciarossa! 

 

@Bird Box, per non finire OT, se vuoi:

 

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