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angela1982

Ceccacci literary agency

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Ospite

Ci vorrebbe un'iniezione positiva di energia grazie alla storia di un esordiente che ha ottenuto in questi ultimi anni un sì attraverso il sistema classico degli invii. Ma forse facciamo prima a farci un'iniezione (di nutella) e basta.

c5ekrw.jpg

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3 ore fa, sirene dice:

è un po' lungo, ma allego il link di un'intervista a Ilaria Palmosi, autrice della Caccacci

 

http://thecurlyhairedreaders.blogspot.it/2015/05/lincanto-delle-piccole-cose-ilaria.html

 

da cui:

"Io ho iniziato a mandare manoscritti a sedici anni, ma ovviamente è stato inutile. Poi ho iniziato a capire come funzionava e ho capito che ci voleva un agente. Un giorno, in preda a crisi mistiche e deliri di onnipotenza, ho scovato su internet il numero di una grande agente e l'ho chiamata, perché dovevo assolutamente fare qualcosa. Laura lavorava in questa agenzia e mi ha detto di mandarle qualche capitolo e la sinossi del libro via e-mail. Dopo qualche giorno mi hanno richiamata e mi hanno detto che a loro piaceva quello che avevo fatto - finalmente la mia opera aveva un senso ed ero felice - e poi abbiamo iniziato a rivederlo. Quando Laura si è staccata da questa agente, io l'ho seguita, perché avevo trovato la affinità che cercavo, e lei ha deciso di mettermi su Amazon per sperimentare."

 

era un'esordiente sconosciuta. non è stata notata su amazon dalla Ceccacci, ma al contrario è stata la Ceccacci a consigliarle il self publishing da cui poi è nata la pubblicazione con De Agostini. Da quanto dice l'autrice, però, era una perfetta sconosciuta quando mandò il manoscritto e la Ceccacci lo lesse. Certo all'epoca lavorava per un'altra agenzia e non si era ancora messa in proprio

CHE BELLO!

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conosco Ilaria e confermo quello ha detto.  Devo dire che il racconto intero è più divertente. Una pazza aspirante scrittrice che chiama una delle più grandi agenti, quella che prima si incazza (come ti permetti, dove hai preso il numero) poi si diverte e la prende sotto la sua ala.

In ogni caso sto lavorando con un editor conosciuto, anche lui mi ha confermato che le agenzie ti prendono solo se hai già un contratto con una grande casa editrice. difficile in altri modi. dunque la prima cosa da fare sarebbe avere un "prodotto" finito, ben confezionato. lavorando con questo editor mi sto rendendo conto di come il romanzo stia migliorando. i personaggi stanno acquistando spessore, gli intoppi della trama stanno sparendo. Mi rendo conto insomma che spesso quello che presetntiamo alle CE o agli agenti non è all'altezza.

 

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visto che volete iniezioni di fiducia, ho un paio di storie per voi. Andrea de carlo è stato rifiutato cn i suoi primi 3 romanzi, prima di trovare un editore (einaudi) col quarto. lui ora ammette che i primi 3 romanzi non erano all'altezza.

Giorgio Ponte "io sto con Marta" è stato bravissimo a vendere 5000 copie su amazon dell'ebook autopubblicato, così mondadori, che l'aveva rifiutato, alla fine gli ha fatto un contratto.

Marco erba "Fra me e te" rizzoli, invece, se non mi ricordo male, ha avuto il classico colpo di fortuna. il cognato ha venduto la casa a un editor rizzoli (libro comunque molto bello).

Licia troisi ha mandato il suo primo libro alla modadori, ma è finito sul tavolo di un editor sbagliato. Lui però non l'ha cestinato, sapeva che mondadori cercava qualcosa sull'onda di harry potter, et voilas.

Di ilaria sapete.

Una scuola di scrittura ottima è quella di Mattia Signorini di rovigo. Sono associati all'agenzia di Viki Satlow, praticamente ogni autore che studia da loro ha pubblicato (Chiara Passilongo per mondadori, Evita Greco per Rizzoli, Lorenza Gentile per einaudi e altri ancora ).

Ciao

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Ospite

@alex_gir confermo la bravura di Signorini, ma è esagerato dire che tutti quelli che vanno alla Palomar hanno pubblicato. mi pare prendano ogni anno max 20 studenti, e i libri usciti dal 2013 sono in media 3 all'anno... sicuramente una percentuale alta rispetto alle chance degli esordienti senza agganci, ma non la maggioranza dei loro corsisti. Non tutti, poi, sono usciti con CE importanti come quelle giustamente citate.

Condivido che spesso ci si presenti troppo prematuramente, con romanzi non ancora maturi

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2 ore fa, alex_gir dice:

Una scuola di scrittura ottima è quella di Mattia Signorini di rovigo. Sono associati all'agenzia di Viki Satlow, praticamente ogni autore che studia da loro ha pubblicato (Chiara Passilongo per mondadori, Evita Greco per Rizzoli, Lorenza Gentile per einaudi e altri ancora ).

Ciao

Solo per la precisione: Lorenza Gentile non ha frequentato la scuola di Mattia. Per il resto, ti posso confermare che è un'ottima palestra. A me ha letteralmente rovesciato il modo di scrivere, è stato come passare dal Gino Bramieri prima della cura dimagrante al dopo. Un'esperienza che merita di essere vissuta. Però, evitiamo le false illusioni: quelli che pubblicano sono comunque pochi. Mattia prima, e Vicki dopo, fanno una selezione spietata. E giustamente, aggiungo. C'è tanto di quel pattume in giro...

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2 ore fa, sirene dice:

@alex_gir confermo la bravura di Signorini, ma è esagerato dire che tutti quelli che vanno alla Palomar hanno pubblicato. mi pare prendano ogni anno max 20 studenti, e i libri usciti dal 2013 sono in media 3 all'anno... sicuramente una percentuale alta rispetto alle chance degli esordienti senza agganci, ma non la maggioranza dei loro corsisti. Non tutti, poi, sono usciti con CE importanti come quelle giustamente citate.

Condivido che spesso ci si presenti troppo prematuramente, con romanzi non ancora maturi

Il primo anno sono stati dieci, il secondo sette, quest'anno mi pare siano in quattordici. Giusto per la precisione.

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grafo ciao,  Lorenza ha mandato il testo a mattia, lui glielo ha fatto riscrivere, dopodiché è stato pronto per Einaudi. credo che la scuola ancora non ci fosse. ho scritto tutti esagerando, in ogni caso chi entra a  palomar ha già passato una grossa selezione da mattia e viky ed è pronto per la pubblicazione. quello che comunque intendevo dire è che se si riesce a lavorare con dei veri professionisti editoriali, poi si riesce a capire cosa non va nei nostri romanzi. del resto io leggo sempre i ringraziamenti alla fine dei libri, se ci fate caso anche i grandi autori citano sempre i loro editor, che in molti casi, quasi sempre, migliorano i testi. la difficoltà che abbiamo, secondo me, è di farci leggere da persone competenti, che ci possano dare consigli su come migliorare. il che non vuol dire che i nostri testi non siano buoni.per tornare alla scuola di mattia, quello che mi piace è che, a differenza della classica scuola di scrittura, li lavorano sul testo di ogni studente, e lo portano a compimento. 

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3 minuti fa, alex_gir dice:

per tornare alla scuola di mattia, quello che mi piace è che, a differenza della classica scuola di scrittura, li lavorano sul testo di ogni studente, e lo portano a compimento. 

sei stato anche tu uno studente? Io l'ho frequentata lo scorso anno, era la seconda edizione. Eravamo in sette, un numero ideale per lavorare al meglio. Con Mattia c'era anche Giulia Belloni, e in un paio di occasioni Marcello Ubertone. Siamo partiti da una sinossi scritta come prova di ammissione, e su quella abbiamo lavorato in gruppo per tutta la prima parte, fino ad arrivare alla scaletta. Poi, è arrivata anche Vicki, che ha letto le sinossi di tutte e ci ha dato consigli su come migliorarle (e in certi casi stravolgerle, compreso il mio). Nella seconda parte, da quando cioè abbiamo iniziato a scrivere il romanzo, sono iniziati i colloqui individuali, fino alla fine del corso. Da quel momento, abbiamo continuato da soli, fino alla consegna. Ripeto, non posso che parlarne bene, perché al di là del talento (o ce l'hai o non ce l'hai, e nessuno te lo può insegnare), l'aspetto più straordinario è stato il lavoro di asciugatura che ha fatto Mattia sul mio modo di scrivere.

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ciao grafo, no non sono uno stiudente, ma conosco mattia perchè è venuto varie volte da noi in libreria per le presentazioni. e allora, quando pubblichi? avanti, se ti ha preso mattia qualcosa di importante vuol dire. penso che mattia faccia un lavoro molto serio, a me piace molto come editor, anche se lui dice che non è un editor. abbiamo bisogno, noi aspiranti, di farci valutare e lavorare per capire come migliorare. anche perchè ormai il mondo editoriale ha fretta, non ha piu tempo per lavorare dietro ad un buon testo da sistemare, quindi hai possibilità solo se mandi un testo già pronto per le stampe. io sto facendo così. ritenevo il mio giallo buono, ma ora con la seconda stesura che stiamo facendo mi rendo conto che era appena sufficiente. sono iscritto ad un sito (http://www.danaelibri.it/rifugio/letturaincrociata/)

lettori che leggono altri lettori. credo sia molto importante, forse potremmo aprire un post se non c'e' già.

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Ci stavo pensando, visto che ho superato i 5 mesi di attesa. Ma non sono di quelli che stanno a chiedere, si farà sentire lei prima o poi.

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E dopo quasi cinque mesi e mezzo ho appena ricevuto un bel rifiuto per le mie trenta pagine. Pazienza, si va avanti :super:

Però vorrei fare alcune considerazioni. Il lavoro è stato letto mesi fa da un paio di altre agenzie di livello e addetti ai lavori. La mia scrittura è piaciuta parecchio, e così l'ambientazione del romanzo. Entrambe però giudicarono il lavoro non adatto a un esordio in questo momento, giustificando questa scelta con la solita questione di chiusura del mercato e della spendibilità.

La Ceccacci purtroppo per me non ha richiesto il resto del manoscritto, limitandosi alle prime trenta pagine. Questo mi fa pensare che i romanzi storici e locali non siano nelle corde di questa agenzia.

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@Draka Prova a inviarglielo di nuovo con un altro nome (Vespa, Totti, Belen, Platinette, Panariello, etc..., quello che vuoi) e vedrai che tra un anno è in tutte le librerie. Anche la Ceccacci, come gli altri, cerca gente che sia già qualcuno o che appartenga al suo mondo, nomi facili da piazzare o al massimo esordienti con ottimi (ma proprio ottimi) curriculum. In base alla tua tempistica, a me mancano ancora due mesi al rifiuto. Me ne farò una ragione.

Personalmente dico solo che il mio ultimo romanzo è stato stroncato da una grossa CE con cui ho intrattenuto rapporti, eppure lo stesso testo adesso è in finale a Ioscrittore e ho già un contratto in mano con una piccola ma onestissima CE che invece lo vorrebbe pubblicare a ogni costo. Tutto questo perché? Perché le piccole CE non possono permettersi grandi numeri e quindi grandi nomi, (in sintesi, io vado più che bene), quelle grandi invece del mio nome non sanno proprio che farsene. 

Ripeto il mio motto: se scrivi da cani ma sei un Dio finisci con Mondadori ma se scrivi da Dio e sei un cane, finisci..., al canile.

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Ieri mi è arrivata finalmente la risposta. Un bel rifiuto ma sinceramente non me ne frega più niente, perchè avevo già deciso di auto pubblicarmi.

Avevo inviato il 7 gennaio.

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1 minuto fa, ErikaZen dice:

Ieri mi è arrivata finalmente la risposta. Un bel rifiuto ma sinceramente non me ne frega più niente, perchè avevo già deciso di auto pubblicarmi.

Avevo inviato il 7 gennaio.

Secondo me hai fatto bene, non ha senso aspettare così tanto per una lettura di trenta pagine. Poi ormai abbiamo capito che, salvo casi rarissimi, questa agenzia lavori soltanto con romanzi di chick lit. Raramente sono così polemico, però questa tempistica è proprio inaccettabile.

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Diciamo che la decisione l'ho presa anche per altri motivi. Ormai nessuno vede il potenziale di uno scrittore o di quel romanzo. Guardano al nome oppure se il romanzo è perfetto. Chi necessita di qualche ritocco lo cestinano perché vogliono tutto pronto e subito.

Se vieni pubblicato con una casa editrice, loro ti fanno la copertina, (forse l'editing,) l'impaginazione e poi loro si mettono con le mani dietro alla testa e la pubblicità e i contatti con le librerie (se ci arrivano) te li fai da solo.

Ma allora, qual è la differenza tra l'auto pubblicazione e stare con la casa editrice? Il nome? Ci sono libri che veramente mi sono chiesta come abbiano fatto a pubblicare. Libri identici ai precedenti, storie senza capo né coda, storie viste e riviste.

L'unica cosa che mi da fastidio è il fatto che devo sborsare una barca di soldi per fare l'editing e purtroppo i libri che scrivo sono papiri...

Però mi sono stancata di restare ferma ad aspettare un intervento divino che non arriva e per cosa, poi? Per due briciole che ti danno?

Non ne vale la pena. Un tempo sì, ora no.

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Dopo aver letto tutti i vari post ritengo che già quelle che non fanno pagare abbiano un punto in più. Dobbiamo tenere presente che le risposte al giorno d'oggi sono quasi un lusso.  Però le risposte standard secondo me non valgono niente.  Un agente anche se potrebbe far male a un autore dovrebbe primo dire se la scrittura lo stile e la storia sono buoni  secondo se il suo rifiuto nel caso che lo siano è una cosa oggettiva o personale.  Ma penso che tra tante con questa proverò.  Grazie a tutti per le preziose info

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On 22/6/2016 at 16:06, ErikaZen dice:

Guardano al nome oppure se il romanzo è perfetto. Chi necessita di qualche ritocco lo cestinano perché vogliono tutto pronto e subito.

Se vieni pubblicato con una casa editrice, loro ti fanno la copertina, (forse l'editing,) l'impaginazione e poi loro si mettono con le mani dietro alla testa e la pubblicità e i contatti con le librerie (se ci arrivano) te li fai da solo.

Ma allora, qual è la differenza tra l'auto pubblicazione e stare con la casa editrice? I

Forse il problema è una casa editrice nello specifico, non le case editrici così genericamente. Anzi, le differenze sono enormi. Sempre che le si vogliano vedere.

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Il problema non è notare le differenze tra CE ma le differenze di trattamento tra autori. E' chiaro che per un nome di spicco, il trattamento sarà diverso rispetto a quello di un esordiente sconosciuto. Non credo che a seguito di una pubblicazione, pur modesta che sia, la CE se ne resti con le mani in mano perché sarebbe controproducente pure per lei ma non credo nemmeno che si spacchi in due per pubblicizzarti, anzi, molte di loro, sperano nel tuo passaparola tra amici e parenti, per così dire. Naturalmente sto parlando di quelle piccole, le BIG nemmeno ti guardano e la stessa cosa vale per la Ceccacci. Di recente ho acquistato un libro edito da Longanesi, il cui autore "sembrava" al suo primo esordio ma una volta arrivato a leggere la sua biografia scopro che è già editor per una famosa CE e frequenta gli stessi ambienti della nostra agente, che guarda caso, lo sta rappresentando con enfasi. Risultato? Come già sostenuto più volte, arrivi in alto se già fai parte di quel mondo, altrimenti accontentati delle briciole (se ne resteranno) e non possiamo sempre dare la colpa agli autori che non funzionano. Ce ne sono anche di bravi, che ci provano e che meriterebbero una possibilità ma che all'interno di questo meccanismo, restano schiacciati insieme a quelli pessimi.  

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Ospite Alessandro Furlano

@jacopa Del Gado ...che ormai i pronostici sono saltati. Fino a poco tempo fa c'era una certa regolarità nelle risposte, intorno ai 3 mesi e mezzo. Ora vedo 5, 5 e mezzo, sei, quasi sette mesi.

A me mancano un paio di giorni ai 5 mesi, quindi aspetto...

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Mancando ormai di risposta da quasi cinque mesi, ho sollecitato ieri sera tardi e stamani presto ho ricevuto una risposta personalizzata in cui mi dicono che a causa dell'anno impegnativo, ancora non hanno una risposta da darmi ma appena l'avranno, mi comunicheranno l'esito. Che dire? Cordiali sicuramente e anche tempestivi nella risposta. Non so se sia un bene o un male aver posticipato il rifiuto.

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Io ho avuto l'impressione che non stiano leggendo come prima. Hanno pubblicato diversi autori quest'anno.

 

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Mi hanno addirittura concesso, con molta gentilezza, di inviare il nuovo file aggiornato del romanzo, visto che con la partecipazione a Ioscrittore, mi ero visto costretto a migliorarlo. Boh. Speriamo bene ma tanto la sostanza non cambia. Qualche mese più e poi il rifiuto.

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