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IloveKaori

Forza narrativa dei personaggi

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Pace e bene! Eccomi ad aprire un nuovo thread. Qui entrerò nel vivo di ciò che desidero sapere. 

Io sono convinto che ogni personaggio ha una sua forza narrativa peculiare che è caratterizzata da entrambe le parti, nel senso che il personaggio deve mostrare la sua forza narrativa anche durante la progettazione del romanzo/racconto, mentre allo scrittore spetta il compito di valorizzarla e, spesso, di rinforzarla. I miei personaggi li scelgo facendo un lavoro che a me piace definire riciclaggio narrativo, nel senso che i miei sono personaggi che compaiono ad esempio in una campagna pubblicitaria o in una serie televisiva e che poi sono abbandonati e lasciati al loro destino. Io nei miei scritti cerco sempre di dare loro una seconda vita e, a volte, una seconda identità, in quanto spesso cambio il nome che gli è stato dato nello spot e/o nella serie televisiva e dò loro un altro nome. (Ad esempio: sto pensando di inserire il ragazzino che in uno storico spot Danacol indossa una felpa arancione).

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4 ore fa, IloveKaori dice:

Qui entrerò nel vivo di ciò che desidero sapere. 

La frase sembra preannunciare una domanda, ma non ne vedo nemmeno una... :aka:

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Chiedo scusa, ma la domanda implicita ma non troppo è: voi come li scegliete i personaggi? Un altra cosa che desideravo chiedervi è: siete d'accordo con ciò che affermo? 

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29 minuti fa, IloveKaori dice:

Un altra cosa che desideravo chiedervi è: siete d'accordo con ciò che affermo? 

Non sono in grado di dirlo: semplicemente non credo ci sia un modo giusto e uno sbagliato per scegliere i propri personaggi.  Posso solo dire che non mi comporto come te. Risposta che mi rimanda alla prima domanda:

31 minuti fa, IloveKaori dice:

voi come li scegliete i personaggi?

Con la fantasia.  Quasi sempre nasce prima l'idea e in base a quella cerco personaggi credibili per raccontarla.  Ma capita anche l'esatto contrario: delineo un personaggio e poi cerco una storia in cui inserirlo.  Benché la cosa sia meno frequente, è proprio da questo procedimento che sono nati i miei tre romanzi: un personaggio - nemmeno il protagonista - e un luogo.  Al personaggio se ne sono affiancati altri e li ho fatti muovere nel luogo, che è forse il vero protagonista.  Finito il romanzo, i personaggi sono diventati seriali e ne ho scritti altri due negli anni successivi.

I miei personaggi, dai protagonisti alle ultime comparse, non sono mai presi direttamente dalla realtà.  Però spesso hanno qualcosa - un tratto fisico, un gesto abituale, un intercalare tipico - di persone che ho conosciuto.  Per intenderci: se mi serve una portinaia pettegola, non ne prenderò mai a modello una che conosco davvero: mi sentirei troppo legato a quell'immagine e finirei per descrivere lei, metterle in bocca certe frasi tipiche, attribuirle pregi o difetti, finché mi troverei con un personaggio che non può più muoversi autonomamente sulla scena.

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3 minuti fa, IloveKaori dice:

Sii più chiaro. Cosa intendi dire quando dici che non ti comporti come me?

Eh? Nella scelta dei personaggi, come ho cercato di spiegarti nelle righe successive!

 

4 minuti fa, IloveKaori dice:

Intendi dire che sto mettendo a disagio le persone su questo forum? 

Ma come ti salta in mente, scusa?

Tu hai spiegato da dove prendi spunto per i tuoi personaggi e poi hai chiesto

2 ore fa, IloveKaori dice:

voi come li scegliete i personaggi?

e io ho cercato di spiegarti come scelgo i miei! DI quale disagio parli?

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Ciao @IloveKaori ti prego cortesemente di fare attenzione anche tu alle parole. Sia a quelle di chi ti scrive, per non intrpretarle in maniera troppo personale, sia alle modalità espressive che utilizzi, perché quelle troppo perentorie sono poco consone a questo forum. Qui cerchiamo tutti di essere il più collaborativi possibile tra di noi; di  scambiarci le esperienze e non certo di metterci reciprocamente a disagio, stai tranquillo su questo. :)

Conoscendo @Marcello, che è parte fondamentale (a dir poco) dello Staff, ho certezza assoluta che stesse solo cercando di spiegarti il suo personale criterio di scelta e caratterizzazione dei personaggi e di dirti che lui opera diversamente rispetto a te nella stesura di un romanzo; era questo che intendeva con il suo "mi comporto diversamente da te", nel senso che ha una diversa modalità narrativa. Solo ed esclusivamente questo.

Per cui ti esorto a fare più attenzione ai fraintendimenti, perché possono creare inutili tensioni là dove non ve ne sarebbe motivo.

Tornando in argomento, provo a darti anch'io la mia personale "ricetta", anche se... non ne ho una ben definita, tendo a variare a seconda dei casi.

Innanzitutto devo dirti che mi incuriosisce molto la tua idea di "salvare" i personaggi abbandonati di spot e film. La trovo molto creativa e interessante.

Nel mio caso, in almeno tre diverse storie ho raccontato personaggi reali, per cui ho dovuto studiare bene il loro modo di essere, la loro psicologia, il modo di fare. In altre storie li ho inventati di sana pianta, ma avendo bene in mente quali caratteristiche volevo dar loro e cercando di entrare in quel determinato ruolo e calarmi in quel particolare modo di pensare. Per esempio, se creo un personaggio di cui so che avrà il ruolo del timido, anche fisicamente si porrà in un certo modo con gli altri (con la prossemica, con la gestualità, con l'abbigliamento, con le parole).

Però, ribadisco, la tua idea è molto particolare e mi piacerebbe, a questo punto, leggere un tuo racconto con protagonisti i personaggi cui accennavi. Se ti va di postare qualcosa in "Officina" avrò piacere di leggerla.

Attenzione, però, perché lì i racconti vengono commentati e chi lo fa agisce con occhio critico, pur nel rispetto delle regole e dell'educazione. Si tratterà comunque di critiche costruttive, se qualcuno vorrà muovertele o segnalarti qualche refuso. In questo caso, lungi dal prenderla sul personale, ricorda che ogni scambio avverrà in un'ottica collaborativa.

Del resto, se dovessero esserci delle modalità inadeguate fra commentatori e commentati ci saremmo noi a intervenire. E ciò varrà per ambo le parti.

 

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Appena metto a posto alcune parti ne sarò felice. Devo premetterti una cosa, però: ho cambiato il nome ai personaggi per non farli riconoscere, ma io so di chi si tratta. Ad esempio la protagonista del mio racconto si chiama Ilenia, ma dietro questo nome si cela Kaori, la testimonial di alcuni storici spot del formaggio fresco Philadelphia; l'amica di Ilenia si chiama Barbara: dietro quest'ultimo nome si cela la tetimonial di uno spot delle calze Omsa girato nel 2002 (mi riferisco a quello in cui la ragazza si diverte a giocare con un orso di peluche). 

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Mi ritrovo con quanto scritto da @Marcello: la fantasia.

Non esiste sempre lo stesso modo per creare un personaggio. Anche se mi è venuto più di una volta il sospetto che lo scrittore non crei un personaggio, che sia più un osservatore che un creatore. Provo a spiegarmi meglio. Ho come l'impressione che alle volte siano i personaggi, esseri già esistenti, che vadano a cercare qualcuno che narri le vicende di cui sono protagonisti: è come se avessero vita propria. In diverse occasioni è capitato che personaggi pensati in un modo si siano poi sviluppati diversamente, ma senza ragionamenti logici: è stata una cosa spontanea. Come spontaneamente sono comparsi dei personaggi di cui non si era pensata l'esistenza, ma che nell'evolversi della trama hanno preso spazio.

A qualcuno potrà sembrare strana questa teoria, ma questo è quello che posso dire parlando dell'esperienza personale nello scrivere.

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1 ora fa, M.T. dice:

Come spontaneamente sono comparsi dei personaggi di cui non si era pensata l'esistenza, ma che nell'evolversi della trama hanno preso spazio.

Succede anche a me e credo sia così un po' per tutti.  Non protagonisti, che nella mia scaletta sono sempre presenti prima ancora che prenda in mano la penna tastiera, ma comprimari sì, non di rado.

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I miei personaggi sono spesso un riflesso delle persone che mi sono intorno, le conosco e le trasformo o meglio, loro si trasformano perchè quando inizio a scrivere hanno vita propria. Lo so, alcuni dicono che siamo noi a dover dirigere i nostri personaggi ma spesso loro fanno come vogliono. L'aspetto fisico lo ricreo da capo.

In realtà però tutto è ispirazione perciò anche un personaggio secondario di uno spot o di un telefilm, un passante visto per strada, il tizio in metropolitana o il bambino che raccoglie una carta da terra per buttarla nella spazzatura possono essere d'ispirazione.

A volte anche una canzone particolarmente potente mi ispira una persona che può trasmettere la stessa energia. Per esempio, la protagonista della storia che sto provando a scrivere in questo periodo è ispirata alla canzone Fight Song di Rachel Platten.

 

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